
Nel 1983 il diciassettenne Stefan Edberg è stato sconfitto al secondo turno del torneo di Wimbledon sul campo numero 7 dal connazionale Henrick Sundström, più grande di due anni e già vincitore in un torneo professionistico e finalista in altri due.
Per il grande pubblico quello era un incontro come tanti, finito al termine di una lunga battaglia: 2-6, 7-6, 7-6, 4-6, 8-6. Gli addetti ai lavori comunque avevano già sentito parlare di quel ragazzino che ancora si trovava fuori dalle prime 100 posizioni della classifica.
Nel 1983 dopo aver dominato un torneo satellite a inizio anno è passato direttamente ai tornei maggiori. Non ha mai giocato un challenger, non ne ha avuto bisogno. La seconda volta che ha superato le qualificazioni, a Bournemouth (dopo tre eliminazioni senza riuscire a entrare nel tabellone principale), è andato dritto in semifinale sconfiggendo nei quarti il numero 14 del mondo, Balász Taróczy e facendosi fermare solo da José Higueras, prima testa di serie del torneo. Al successivo Roland Garros non si sarebbe qualificato, ma avrebbe vinto il torneo Under 18 sconfiggendo, fra gli altri, Emilio Sanchez.
E così eccolo presente a Londra, dove avrebbe vinto un altro torneo di categoria, il secondo (con successi su Boris Becker, Aaron Krickstein e Patrick McEnroe), nella strada che lo avrebbe portato a diventare il primo tennista della storia capace di realizzare un Grande Slam junior.
Quel match è stato vinto da Sundström. Fra i suppongo pochi spettatori c’era anche Rino Tommasi, il quale avrebbe dichiarato se quel giocatore (Stefan) non avesse vinto Wimbledon entro cinque anni lui avrebbe smesso di scrivere di tennis. Non so quante volte ho sentito Tommasi ricordare l’episodio, ma comunque è carino.
Nel luglio del 1985 Boris Becker, capace di vincere Wimbledon a 17 anni, ha tolto a Stefan l’aura di bambino prodigio e ha concentrato su di sé tutte le attenzioni della stampa. A fine anno c’è stato l’Australian Open.
Nell’occasione in conferenza stampa Stefan ha fatto notare a Tommasi di aver vinto un torneo dello Slam, ma il giornalista italiano ha ribattuto che lui non aveva profetizzato un torneo qualsiasi ma Wimbledon.
Nel 1987 Edberg ha vinto il suo secondo Australian Open, piegando dopo una dura battaglia Pat Cash, che neanche troppo tempo prima lo aveva sconfitto nella finale di Coppa Davis. Ha provato, allora, a dire a Tommasi che due Australian Open valevano bene un Wimbledon, e Tommasi ha ribattuto di no. La sua profezia era piuttosto precisa.
Primi due set intascati da Mecir, che fra il terzo e il quarto set si è visto annullare ben 12 palle break. Partita finita? Partita finita quando nel quinto set Mecir è andato avanti 3-1? Edberg arrancava ma non la pensava così, e infatti continuava a lottare. L’incontro è finito 4-6, 2-6, 6-4, 6-3, 6-4, e chi dice che Edberg non avesse forza di volontà forse dovrebbe guardare meglio i risultati. Ecco, con questo match sono quasi completamente diventata una sua tifosa.
Il punto che ha dato a Stefan il break decisivo nel quinto set:
http://www.youtube.com/watch?v=F2fh5vRn-O4
Il match completo, con commento di Rino Tommasi e Gianni Clerici ma immagini di pessima qualità:
http://www.youtube.com/watch?v=95j57dqzYUs
In questo caso invece il commento è in francese, il match non è completo ma l’immagine è di qualità molto migliore. 1 di 7:
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7 di 7:
L’evento decisivo è stata la finale contro Becker, disputata in due giorni causa pioggia. L’ha vinta, e io mi sono divertita parecchio. Qui, con commento spagnolo, c’è l’incontro. La partita inizia dopo due minuti:
http://www.youtube.com/watch?v=cow5ohnkx1E
In conferenza stampa Stefan ha detto ridendo a Tommasi di avergli salvato la carriera, e lo ha ringraziato per la fiducia. Come si può non tifare per uno così? Va vene, io questo l’ho saputo diversi anni dopo, ma avete visto i suoi colpi? Come si può non tifare per uno così?
La premiazione:
http://www.youtube.com/watch?v=cBX2BccP5RM