
Già, Donald Jackson, chi era costui? Prima o poi dovrò mettermi a scrivere seriamente sui campioni del passato, per ora mi limito a Jackson. Tre volte secondo ai Campionati canadesi 1956, 1957 e 1958 sempre dietro a Charles Snelling, atleta che nel 1957 è stato il primo canadese capace di vincere un bronzo mondiale nella gara maschile. Nei quattro anni successivi, 1959, 1960, 1961 e 1961 il titolo è andato a Jackson, anche se va detto che Snelling non ha partecipato alle competizioni. Nel 1957 Jackson si è piazzato settimo ai Mondiali, nel 1958 quarto, giusto alle spalle di Snelling, mentre nel 1959 e 1960 ha raggiunto il secondo posto ai Mondiali alle spalle di un altro mito del pattinaggio, David Jenkins. Nell’occasione Jackson ha vinto il libero ma non è riuscito a rimontare lo svantaggio che aveva dopo le figure obbligatorie. Alle Olimpiadi del 1960 ha conquistato il bronzo dietro al solito Jenkins e al cecoslovacco Karol Divin.
I Mondiali del 1961 sono stati cancellati in seguito al disastro aereo del Sabena Flight 548, a bordo del quale si trovava l’intera squadra di pattinaggio americana in volo proprio per disputare i Mondiali. 73 i morti nell’occasione, tutte le 72 persone a bordo dell’aereo e il contadino sul cui campo l’aereo si è schiantato. Sull’aereo ci sarebbe dovuto essere anche Donald Jackson, ma l’atleta si è ammalato pochi giorni prima della partenza e ha deciso di posticipare il viaggio di un paio di giorni. Quell’influenza gli ha salvato la vita.
Steve Milton, nel suo Figure Skating’s Greatest Stars, dopo aver ricordato che Jackson era così avanti rispetto ai suoi tempi che sarebbe dovuto passare un altro decennio prima che qualcun altro atterrasse un triplo Lutz, ha scritto “His speed was blinding, the trademark Jackson footwork airy and lightning fast, ad his spins were a blur.” Velocità accecante, il caratteristico gioco dei piedi (la parte del pattinaggio che io amo di più) leggero e rapidissimo e trottole velocissime. Quanto ai salti, al di là del Lutz ci sono stati un doppio flip con le mani sopra la testa – salto mai visto prima –, un doppio Salchow ritardato e un Axel con le braccia incrociate anche prima del momento dello stacco. E un altro salto, che Milton non cita, Jackson lo ha fatto all’uscita di un trottola! 22 salti in tutto, 3 tripli, 10 doppi e 10 singoli, uno ogni 13 secondi. L’esercizio è stato così stupefacente che non solo il pubblico lo ha guardato in piedi per gli ultimi due minuti tributando all’atleta una standing ovation, ma che anche Divin, prima che i punteggi fossero noti, si è complimentato con Jackson definendolo il vero campione e promettendogli che, se i giudici l’avessero pensata in modo diverso, gli avrebbe regalato la sua medaglia d’oro. I giudici l’hanno pensata come Divin, e hanno assegnato a Jackson così tanti 6,0 che solo Jane Torvill e Christopher Dean, molti anni più tardi, avrebbero battuto questo record.
La classifica finale registra 2277,1 punti per Jackson, 2255,9 punti per Divin e 2200,7 per il terzo classificato, il francese Alain Calmat.
La Carmen di Donald Jackson: