Shae-Lynn Bourne

Quando, nel 1996, ho guardato la gara di danza su ghiaccio al Campionato del Mondo, mi sentivo orfana di Susanna Rahkamo e Petri Kokko. Accettare il ritiro di qualcuno che mi piace non è mai stato semplice, e negli ultimi anni era stata la coppia finlandese quella che aveva conquistato il mio cuore. Ok, Susanna e Petri non hanno mai vinto un Campionato del Mondo o conquistato una medaglia all’Olimpiade, si sono dovuti accontentare di un argento e un bronzo mondiali in nove partecipazioni, un oro e un bronzo europei in dieci partecipazioni, e un sesto e un quarto posto nelle loro due partecipazioni olimpiche. In quel periodo a dominare erano Oksana Grishuk ed Evgeni Platov (per loro due ori olimpici, nel 1994 e 1998, quattro ori, un argento e un bronzo mondiali, e tre ori, due argenti e un bronzo europei), ma per quanto li apprezzassi non sono mai stata davvero una fan di Grishuk-Platov.

A Edmonton il titolo è andato, come ampiamente prevedibile, a Grishuk-Platov, davanti a Anjelika Krylova e Oleg Ovsyannikov, ma chi mi ha davvero catturata con la sua performance è stata la coppia canadese vincitrice delle medaglia di bronzo. Questa la loro danza libera:

È stato il primo di quattro bronzi consecutivi, in un periodo in cui a dominare erano le coppie russe ed era difficile ed era difficile, per dei nordamericani, riuscire ad arrivare al vertice. Questi i risultati nelle competizioni principali:

Event 92–93 93–94 94–95 95–96 96–97 97–98 98–99 99–00 00–01 01–02 02–03
Olympics 10th 4th 4th
Worlds 14th 6th 4th 3rd 3rd 3rd 3rd 4th 2nd 1st
Four Continents 1st 1st 1st
GP Final 4th 1st 2nd 5th 1st

La stagione 1999-2000 si è conclusa molto prima del dovuto a causa di un’operazione al ginocchio subita da Shae-Lynn.

La loro Riverdance all’Olimpiade del 1998:

A precederli le due coppie russe e quella francese composta da Marina Anissina e Gwendal Peizerat. Nel 2003, al loro decimo Campionato del Mondo, sono diventati la prima coppia nordamericana capace di vincere l’oro mondiale nella danza:

Dopo il successo sono passati al circuito professionistico, esperienza durata solo un paio d’anni prima che Kraatz decidesse di abbandonare completamente la disciplina. A quel punto Bourne ha iniziato a esibirsi da sola, tanto le capacità interpretative non le mancavano:

E ancora:

La sua attività come coreografa è iniziata sui suoi stessi programmi, poi è passata a realizzare coreografie per non so quanti pattinatori. Da alcuni anni è lei a ideare le coreografie del programma libero di Yuzuru Hanyu, e ormai sono convinta che il corto coreografato da Jeffrey Buttle e il libero da lei è la migliore combinazione per mettere in luce tutte le doti di Hanyu. Il primo programma, che per una serie di problemi infinita Hanyu non è riuscito a pattinare al meglio, è stato Il fantasma dell’Opera. Questa è la versione della finale di Grand Prix 2014:

Poi c’è stato Seimei. NHK Trophy 2015:

Hope and Legacy, ovviamente nell’interpretazione del Campionato del Mondo 2017:

Nell’anno olimpico è tornato a Seimei, anche se per lui riproporre un programma non significa mai fare quello che ha fatto in passato. Dopo l’infortunio, e lo stop forzato, a PyeongChang ha portato un programma molto più semplice di quello che avrebbe voluto. Nella sua mente c’erano cinque quadrupli, di quattro tipi diversi: Lutz, loop, Salchow e toe loop, e due tripli Axel. Si è dovuto accontentare di quattro quadrupli di due tipi diversi, Salchow e toe loop, e di un solo triplo Axel, comunque un programma epico:

Stagione nuova, programma nuovo, Origin, infortunio nuovo… vabbe’, lasciamo stare. Questo è il Campionato del Mondo:

Con le dovute modifiche, Origin è il libero anche per questa stagione. Skate Canada, con la prima combinazione quadruplo toe loop-euler-triplo flip della storia:

Ancora Origin, alla finale di Gran Prix, gara che ho visto dal vivo. Alla fine non aveva più le energie, gli Axel sono spariti, ed è un peccato, perché quello che aveva in mente, sapendo che quasi certamente non sarebbe riuscito a farlo, è fantascientifico, ma cinque quadrupli, fra cui il Lutz e il loop (affrontato per primo, e tutto sommato senza preoccupazione perché tutti eravamo preoccupati per il salto che sarebbe venuto dopo) meritano un omaggio:

Ero partita da una pattinatrice, e chissà perché mi sono ritrovata su un altro… Oggi è il compleanno di Shae-Lynn Bourne. Tanti auguri!

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