Ok, settimana dell’NHK Trophy, e l’ansia sta salendo a mille. Non per il risultato finale, se ha due caviglie funzionanti vince a mani basse. Per le caviglie. E anche per tutto il resto. Quante volte si è fatto male? E mica sempre allo stesso modo, sarebbe stato troppo semplice se avesse dovuto affrontare problemi di un solo tipo.
Va bene, non devo preoccuparmi. È tutto a posto. Skate Canada è andato benissimo, non c’è motivo di pensare che in Giappone le cose andranno diversamente. Torniamo al passato, e a un altro NHK Trophy, uno che è immediatamente passato alla storia.
Nel 2015 fra lo short program sulle musiche di Chopin e il free skate SEIMEI, Yuzuru Hanyu ha sbriciolato tre record del mondo, facendoci credere di aver eseguito prestazioni irripetibili. Sbagliato: quelle prestazioni sono state straordinarie, ma lui le ha ripetute, visto che un paio di settimane più tardi, alla finale di Grand Prix, ha ritoccato tutti e tre i record. Questo è il galà, Requiem of Heaven and Earth, dedicato, come tante altre esibizioni, alla sua terra.
