Oggi avremmo dovuto rivedere SEIMEI. Nonostante quel che dicono alcune persone, il cui divertimento sembra criticare tanto per criticare, la maggior parte degli appassionati era entusiasta all’idea di rivedere questo programma. Non lo potremo più fare, la nuova versione è stata portata in pista, imperfetta anche perché la pista stessa era tutt’altro che perfetta, una sola volta. Salutiamo il programma (che comunque riguarderò chissà quante volte ancora in futuro) e andiamo avanti, sperando che questo difficile periodo finisca il prima possibile e che il prossimo anno potremo avere una stagione in cui parlare solo del pattinaggio nei suoi aspetti più belli.
Yuzuru Hanyu, reduce da una stagione complicatissima dal punto di vista fisico, ha presentato per la prima volta SEIMEI negli spettacoli estivi, con l’idea di calarsi meglio nel programma e abituarsi a un layout impegnativo, nel quale intendeva inserire tre quadrupli. Da notare il gesto iniziale, con la mano che si alza chiusa a pugno. Verrà aperta, a sostenere il cielo, solo dopo un bellissimo incontro con l’attore Mansai Nomura, colui che ha interpretato Abe no Seimei nel film Onmyoji (grazie ancora a chi ha tradotto il video). La musica è di Shigeru Umebayashi, la coreografia di Shae-Lynn Bourne.
Prima uscita ufficiale all’Autumn Classic International. Non certo impeccabile, ma è l’inizio della stagione. Primo nel corto, nel libero e a fine gara.
A Skate Canada, dopo un corto disastroso in cui si è giocato due dei tre elementi di salto, quelli che valevano più punti, e un sesto posto provvisorio, con il secondo libero è risalito fino alla seconda posizione. Ancora diverse cose da sistemare, ma è stata la prima volta che ha presentato tre quadrupli in un programma.
NHK Trophy 2015. Devo davvero dire altro? La perfezione, sia nel corto che nel libero, e tre record del mondo nell’arco di due giorni.
Il dubbio, a questo punto, anche per Yuzuru, è diventato se sarebbe riuscito a ripetere quelle due incredibili performance. Questa è la finale di Grand Prix di Barcellona, e ogni mio commento è superfluo:
Quello che nessuno di noi sapeva è che il piede sinistro faceva già male. La prestazione al campionato giapponese, pur con i suoi errori, è stata eroica:
L’infortunio era bello serio, anche se ancora neppure lui aveva la diagnosi. Lesione di Lisfranc al piede sinistro, causata dall’impatto del piede sul ghiaccio al momento della puntata del toe loop, se non sapete cosa sia la lesione cercatela su internet. A seguire la carriera di Hanyu ci si fa una cultura su un bel po’ di argomenti diversi… Fatto sta che per un certo periodo non è riuscito a eseguire neppure salti singoli, tanto era intenso il dolore. Al Campionato del mondo 2016 si è presentato con una preparazione insufficiente e soprattutto con il timore che potesse essere la sua ultima gara. Dopo il corto era primo, questo è il libero:
Javier Fernandez, autore del miglior libero della sua carriera, lo ha scavalcato, e Yuzuru si è dovuto accontentare dell’argento. Messo da parte il programma per una stagione, in cui si è esibito su Hope and Legacy, Hanyu ha riproposto SEIMEI nella stagione olimpica. Nel programma corto dell’Autumn Classic International ha stabilito l’ennesimo record del mondo, il libero è stato un disastro. Era lievemente infortunato (che sorpresa…), ha scelto di proporre un programma non troppo difficile, le minori difficoltà gli hanno fatto perdere la concentrazione, e questo è stato il risultato:
Quinto libero della giornata, secondo posto complessivo dietro a Javier Fernandez. Mi è capitato di vedere una foto della premiazione in cui guarda la medaglia d’oro al collo di Javi con un’espressione per me indescrivibile: lui voleva quella medaglia ed è deluso, frustrato, arrabbiato (con se stesso, non nei confronti di Javi), per non essere riuscito a ottenerla, e il fatto che sia così chiaramente deluso di non aver vinto una competizione B, dopo tutte le gare più importanti che ha vinto, la dice lunga sul suo spirito agonistico.
Alla Rostelecom Cup ha atterrato per la prima volta il quadruplo Lutz in gara. Secondo dopo il programma corto, il miglior libero non gli ha comunque consentito di salire sul gradino più alto del podio.
Nelle prove ufficiali dell’NHK Trophy si è distrutto la caviglia. Quello che ha fatto dopo, il suo recupero, ha dell’incredibile, se vi imbattete nei documentari che ne parlano guardateli perché meritano davvero. La terza e ultima gara della stagione è stata l’Olimpiade. Il programma corto è stato perfetto, il libero no, almeno non da un punto di vista tecnico, ma a livello emotivo è stato straordinario.
Archiviato SEIMEI, Yuzuru è passato a rendere omaggio a Johnny Weir (programma corto) ed Evgeni Plushenko (programma libero). Dopo il secondo posto al campionato nazionale nel 2019, nell’esibizione ha presentato SEIMEI, inserendo nuovamente i cross roll all’indietro che aveva tagliato dopo la prima gara perché alla sequenza di passi era stato assegnato solo il livello 2. Ne abbiamo parlato tutti di quei cross roll, ci erano davvero mancati.
Tempo pochi giorni a Toronto e si è reso conto che, al diavolo tutto, lui amava questi programmi, Chopin e SEIMEI, se li sentiva addosso come una seconda pelle, e voleva proporli di nuovo. Per la verità ha valutato se presentare programmi nuovi ma che gli dessero le stesse sensazioni, poi ha stabilito di non avere il tempo necessario a prepararli – fra il campionato giapponese 2019 e il Four Continents 2020 è trascorso poco più di un mese – e si è affidato ancora una volta ai programmi con cui aveva stabilito sei record del mondo nell’arco di due gare e vinto un’Olimpiade. Nessun problema per il corto, nel libero però sono stati tolti 30 secondi. Cos’ha fatto lui allora? Ha compattato il programma, piazzando tre salti – quadruplo Salchow, triplo Axel e triplo flip – vicinissimi fra loro, al punto che il triplo Axel funge praticamente da transition per il salto successivo, e velocizzando la musica, in modo da tagliare il meno possibile a livello coreografico. Ci sono anche altre modifiche, ed è un peccato che non vedremo mai il programma nella sua forma migliore. Al Four Continents Championship il ghiaccio faceva schifo, lui ha pattinato con la paura di farsi male, e ha commesso alcuni errori. Ha però eseguito un altro quadruplo Lutz, anche se imperfetto: il salto è tornato. Primo nel programma corto, con tanto di diciannovesimo record del mondo, primo nel libero, e Super Slam completato.
