Notre-Dame de Paris è stato un programma un po’ sfortunato. È stato il primo libero interpretato da Yuzuru Hanyu dopo il suo trasferimento in Canada, quando ancora doveva abituarsi all’ambiente, con clima diverso, la necessità di parlare una lingua che non è la sua, enormi cambiamenti nel metodo di allenamento – il lavoro svolto con Tracy Wilson sulla pattinata avrebbe dato frutti straordinari, ma per assimilare un cambiamento di questa portata serve tempo – e il suo desiderio di complicare sempre più il layout. Il quadruplo Salchow, aggiunto questa stagione, per un paio d’anni era quasi una caduta coreografata: le probabilità che cadesse su quel salto erano superiori rispetto a quelle che rimanesse in piedi, completando tutte le rotazioni previste. Chi l’avrebbe detto che sarebbe diventato quel salto meraviglioso che è dalla fine del 2014? E poi ci sono i cinque elementi di salto nella seconda metà del programma, se alla fine dei programmi era sempre esausto non era solo per colpa dell’asma, ma perché presentava un contenuto tecnico enormemente superiore rispetto a quello degli altri.
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Le gare, nella stagione 2012-2013, sono state il Finlandia Trophy (primo libero, vittoria), Skate America (uno dei peggiori liberi della carriera, il terzo della gara per un secondo posto complessivo), l’NHK Trophy (primo libero, vittoria), la finale di Grand Prix (secondo libero, secondo posto), il campionato nazionale (secondo libero, vittoria), il Four Continents Championship (terzo libero, secondo posto) e il Campionato del mondo.
Da campione nazionale sentiva la responsabilità di conquistare tre posti per il Giappone all’imminente Olimpiade. Dopo il programma corto Daisuke Takahashi era quarto, lui nono, e visto che 4+9=13, e il taglio avviene proprio a 13, i tre posti erano davvero a rischio. Ma come è arrivato al nono posto? Dopo il Four Continents Championship si è ammalato. Niente di che, un po’ di febbre, è umano anche lui, però ha dovuto sospendere gli allenamenti per qualche giorno. Una volta tornato in pista ha sentito la necessità di allenarsi intensamente per eseguire le migliori prestazioni possibili. Brian Orser ha fatto quello che fa normalmente, ha accompagnato uno dei suoi allievi a una gara, in questo caso Nam Nguyen al Campionato del mondo junior. Quando Orser non c’è, cosa fa Hanyu? Si allena come un dannato. Risultato: in una torsione durante una sequenza di passi si è slogato il ginocchio sinistro. Per alcuni giorni ha dovuto sospendere gli allenamenti, poi ha ripreso ma a ritmo ridotto. Due errori nel programma corto del Campionato del mondo lo hanno relegato al nono posto. Negli allenamenti fra il programma corto e il libero, cercando di proteggere il ginocchio dolorante, ha slogato la caviglia destra. Cosa si fa quando si hanno due gambe fuori uso e la tua nazione ha bisogno di te? Una persona normale si ritira perché non sta in piedi, lui prende gli antidolorifici e pattina. A livello interpretativo e di pulizia e profondità di fili il Notre-Dame de Paris che ha presentato nel gala del Trophée Bompard del 2013 è superiore, qui era più concentrato sull’aspetto tecnico, sapeva di non potersi permettere errori e temeva che le gambe potessero non sostenerlo fino alla fine.
Terzo programma libero, quarto nella classifica finale. Questa, a tutt’oggi, è l’unica volta che non è salito sul podio del Campionato del mondo. Il risultato, se ci si limita a guardare i numeri, non è dei più esaltanti ma, se si pensa a come è maturato, non si può non restare sbalorditi dalla tenacia di un ragazzo che non si è mai arreso.
