Dopo la finale di Grand Prix Yuzuru Hanyu avrebbe dovuto disputare il campionato nazionale, solo che si è ammalato e ha rinunciato alla gara. È tornato in pista per il Four Continents Championship, gara in cui era arrivato secondo nel 2011, a sedici anni, nella stagione d’esordio fra i senior, e ancora nel 2013. In tutte le altre stagioni non aveva partecipato, vuoi perché non convocato (nel 2012 era arrivato terzo al campionato nazionale, perciò la federazione ha mandato lui al più importante Campionato del mondo e Tatsuchi Machida e Takahito Mura, rispettivamente quarto e quinto classificato, al Four Continents Championship insieme al campione nazionale Daisuke Takahashi, così come l’anno prima aveva mandato lui, quarto classificato al campionato nazionale, al Four Continents, e Nobunari Oda, secondo al campionato nazionale, al Campionato del mondo), vuoi perché era stagione olimpica (nel 2014, le gare sono davvero troppo vicine), vuoi perché era infortunato (2015, postumi dell’operazione della rimozione dell’uraco e slogatura alla caviglia, 2016, lesione di Lisfranc). Con la gara aveva decisamente un conto aperto, e nel 2017 non è riuscito a chiuderlo. Il palazzetto era lo stesso di PyeongChang dove di lì a un anno si sarebbe disputata l’Olimpiade.
Nel programma corto ha lievemente semplificato la combinazione. Doppio Salchow-triplo toe loop è un elemento valido, non ci sono deduzioni, ma non è esattamente una combinazione che dà tanti punti. Dai 14.80 punti di valore base della finale di Grand Prix, 17.37 totali considerando il GOE, è sceso a 5.60 punti di valore base, 6.30 totali. Sono 11.07 punti in meno, e se consideriamo che Chen si è piazzato in testa alla classifica con 6.08 punti di vantaggio su di lui, è evidente che l’errore gli è costato parecchio.
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Anche nel libero la combinazione del quadruplo Salchow ha tradito, trasformandosi in una bellissima combinazione doppio Salchow-euler. Nelle prove ufficiali dell’ultima finale di Grand Prix in un’occasione aveva trasformato il previsto quadruplo Salchow in doppio e, come se nulla fosse, gli aveva attaccato euler-quadruplo Salchow. Qui per un attimo ha pensato di fare la stessa cosa, dopo il Salchow era previsto il triplo toe loop, ha cambiato la combinazione in corsa ma nel momento in cui ha eseguito l’euler ha capito di avere perso troppa velocità e ha rinunciato.
Una combinazione è sparita, ciò che resta sono 1.92 punti. Quando, un mese più tardi, eseguirà alla perfezione la combinazione con il Salchow, aggiungerà al già alto valore base un GOE molto positivo, per un punteggio complessivo di 18.71 punti. La differenza è enorme e non può essere colmata. Cosa si fa dopo un errore di questo tipo? Si può andare avanti con quanto programmato, cercando di eseguire tutto al meglio, o si può improvvisare un nuovo layout, cosa non facile, e non solo perché bisogna superare abitudini consolidate in infiniti allenamenti. Cambiare tipo di salto significa anche cambiare la sua traiettoria d’ingresso e il suo timing, e in un programma intricato come quello di Hanyu, nel quale ogni elemento è preceduto da passi complicati e non da semplici incrociati, quello che viene modificato è molto più del salto. Il rischio di avere effetti negativi dal punto di vista coreografico si aggiunge alla consapevolezza che eseguire salti difficili nella seconda metà del programma, quando la stanchezza è maggiore, fa aumentare a dismisura il rischio di sbagliare, e che se non si fanno bene i calcoli si può incappare in una ripetizione di troppo e vedersi escludere un elemento. Contenere la perdita di punti data da quell’unico errore può essere ridotta, a patto di conservare la giusta lucidità, correre rischi enormi e non sbagliare più.
Mi è sembrato di notare che qualcuno odia perdere. Non è che non accetti la sconfitta, partecipare a una gara significa accettare il rischio di perdere, e Hanyu è sempre stato molto rispettoso nei confronti degli avversari e critico verso se stesso. Può perdere, quello che non può fare è rinunciare.
Hanyu decide di sostituire il triplo Axel dell’ultima combinazione con un quadruplo toe loop, aumentando il valore base di 1.98 punti. Questo dopo tre minuti e mezzo di gara, quando ormai le energie si stanno esaurendo. […] Il fatto che il secondo Salchow sia diventato un doppio significa che non crea problemi con la Zayak rule, e visto che l’ottimo quadruplo appena aggiunto ha fatto uscire dal programma il secondo Axel, Hanyu lo rimette, al posto del Lutz, a trenta secondi dalla fine.
Hanyu non ha vinto il Four Continents del 2017, si è classificato secondo a 3.75 punti di distacco da Nathan Chen e con 15.66 punti di vantaggio su Shoma Uno, che aveva realizzato il secondo programma corto. Ma quello che ha fatto, la capacità di recuperare dall’errore, ha dell’incredibile. Tanto incredibile quanto i voti assegnati da alcuni giudici come quelli nei components della statunitense Lorrie Parker, che ritroveremo all’olimpiade, o quelli nei GOE della messicana Sasha Martinez. Il suo 0 sul triplo Axel mi è piaciuto così tanto che l’ho evidenziato due volte.
Il protocollo di gara con il confronto fra i voti dei giudici si trova su SkatingScores: https://skatingscores.com/1617/4cc/men/long/. Poco fa mi sono imbattuta in un tweet secondo me bellissimo dedicato alla green room:
2017 4CC green rooom is one of my favourites pic.twitter.com/FD3vD5amA2
— maryam🪸🪼✨️ (@luckyyloopss) July 18, 2018
