Di giudici, giurie e giudizi equi/9. 1999-2000

1999, Campionato del mondo

Il russo Sviatoslav Babenko e l’ucraino Alfred Koritek, che hanno giudicato la gara delle coppie di artistico,

sono stati colti in fragrante e addirittura videoregistrati dalla televisione canadese mentre intrallazzavano ai Campionati mondiali di Helsinki del 1999” (Bianchetti Garbato, pag. 30).

L’episodio è spiegato meglio nei dettagli alle pagine 209-210, ed è riportato anche da Beverley Smith, che spiega che i due sono stati filmati mentre si scambiavano segnali durante la gara, alle pagine 287 e 289. A parlarne più diffusamente è Kelli Lawrence in Skating on Air. Le prime parole riportate sono di Lana Sherman, all’epoca producer per ABC:

“A Canadian cameraman was right behind the judges, and he overheard fans that had been coming to practices all week talking about what was going on with some judges sending signals to each other with their feet! So he shot some footage of it himself. Then our camera person told Doug Wilson about it … we went and got a clip [of the footage] from the CTV truck … then later on that evening, an ISU type went into the CTV truck to look at footage.”

Dick Button explained the incident in more detail when he made an appearance on PBS’s NewsHour with Jim Lehrer in 2002: “The Russian judge, his name was Babenko, he was sitting with his legs crossed like this, and the foot hit the wall that was underneath his desk, the desk jutted out from the hockey barrier, and the Ukrainian judge was probably sitting a little bit further than Vicki [Michaelis, from USA Today] from me right now, and he was tapping his toe—I call him the ‘tap dancing judge’—against the wall. What does that mean? He was tapping out one for the person in first place, two and three and so forth. Well, those judges were brought up and suspended by the ISU. It took them three weeks to have a hearing about it. It should have been done instantly because the guy was caught on film. That’s a very clear situation. That’s not somebody’s assumption. He was caught on film doing it.”

Though the disciplinary action taken by the ISU was typically underwhelming—Button went on to report that the judges in question were back on the scene at Skate America the following fall—it was action that might never have been taken at all were it not for the efforts of ABC and CTV.

Quindi lo scandalo è scoppiato solo perché la televisione ha filmato i due giudici, eppure in seguito in diverse gare sono stati messi schermi che impediscono a televisione e spettatori di vedere i movimenti dei giudici. La logica che posso ricavare da quest’episodio è che la cosa più importante non è avere giudizi corretti, ma impedire che scoppi uno scandalo.

L’episodio è stato raccontato da Beverley Smith in quest’articolo: https://www.theglobeandmail.com/sports/suspension-slashed-for-skating-judge/article4160915/.

Edit: visto che Elisa mi ha fornito il link a uno spezzone del filmato, lo aggiungo:

Il titolo è andato alla coppia russa Elena Berezhnaya/Anton Sikharulidze (primi nel programma corto e nel libero) davanti ai cinesi Xue Shen e Hongbo Zhao (secondi e secondi) e ai polacchi Dorota Zagórska/Marius Siudek (terzi e terzi). Secondo Bianchetti Garbato i russi meritavano davvero la vittoria perché più completi dei cinesi, nonostante una caduta sul doppio Axel da parte di Elena (ho evidenziato il voto tecnico del giudice americano, che chissà come mai è riuscito a preferire i russi anche per l’aspetto tecnico e non solo per quello artistico), mentre Milton (Figure Skating’s…, pag 143, pag. 144 e ancora pag. 153) afferma che secondo molti critici, e nell’ultima occasione cita l’allenatore canadese Paul Wirtz, la vittoria sarebbe dovuta andare a cinesi. Quello che è certo è che i voti assegnati dal giudice ucraino e da quello russo si somigliano così tanto che potrebbero essere frutto di un’unica mente…

Secondo Smith (io non ho nemmeno provato a controllare), Babenko e Korytek hanno assegnato la stessa posizione in classifica alle prime sette coppie, una sfida notevole alla legge di probabilità, ma del resto loro amano sfidare le probabilità. I posti dei giudici dovrebbero essere assegnati per sorteggio, e Korytek e Babenko si sono trovati seduti vicini anche nell’unico altro campionato del mondo giudicato da entrambi, la prova di qualificazione della gara femminile nel 1997. Smith rivela anche un altro dettaglio affascinante: Alfred Korytek è il padre di Stanislav Korytek, ex allenatore di Oksana Baiul, campionessa olimpica del 1994. Suppongo che all’interno della sua federazione fosse un personaggio molto poco influente… Alla fine

Babenko venne sospeso per tre anni e Korytek per due, ma quando Valentin Pizeev, presidente della Federazione russa, minacciò di portare il caso davanti al CAS, l’ISU fece marcia indietro e ridusse entrambe le sanzioni a metà. Nell’ottobre 2000, Babenko giudicava già a Skate America e Korytek ai Campionati Mondiali 2001! (Bianchetti Garbato, pag. 210)

Insomma, la Federazione russa protesta, e l’ISU l’accontenta, e mi domando se la stessa cortesia sarebbe stata usata se a essere protagonisti del filmato fossero stati i giudici tesserati per altre federazioni. Che ci fosse la minaccia di un processo per me ha poca rilevanza: in questo caso c’erano i filmati a provare che i giudici si erano scambiati segnali, perciò l’ISU non avrebbe dovuto aver paura di un processo. Lasciarsi spaventare da una minaccia di questo tipo fatta da qualcuno che ha chiaramente torto non mi sembra la cosa più intelligente da fare. Evidentemente ciò di cui l’ISU aveva paura non era la possibilità di perdere il processo, ma il fatto che l’episodio ricevesse pubblicità. Certo, i giudici erano stati sospesi, ma per un periodo di tempo non troppo lungo e solo perché erano stati colti in fragrante. Uno spettatore distratto potrebbe chiedersi se valga davvero la pena seguire uno sport in cui è così facile manipolare i risultati, e in cui è improbabile che chi ha barato venga scoperto. No, meglio accorciare le sospensioni e far passare tutto sotto silenzio. [Edit: secondo Philip Hersh le sospensioni sono state accorciate per evitare le spese del processo d’appello. Far pagare tutte le spese ai giudici riconosciuti colpevoli pareva brutto? Lo so, in un processo c’è sempre il rischio di perdere, altrimenti più che un processo è una farsa, ma mi sembra che in questo caso l’ISU fosse in una posizione piuttosto forte].

Una nota tecnica sui nomi: quello che Bianchetti Garbato chiama Pizeev è Valentin Piseev, che troveremo in altre occasioni. A volte nella traslitterazione nei nostri caratteri di nomi che originariamente sono scritti con caratteri diversi c’è una certa difformità che rende difficili le ricerche sui nomi.

Comunque dopo quest’episodio Koritek ha cambiato federazione e si è messo a giudicare per Israele. Ora, io non sono tanto convinta che i giudici delle nazioni che appartenevano all’Unione Sovietica si siano tanto staccati dalla federazione russa, sarò diffidente ma credo che un giudice ucraino sia più propenso a dare un voto alto a una pattinatrice russa piuttosto che a una pattinatrice sudcoreana, giusto per citare un paio di nazioni non proprio a caso, ma se guardiamo solo il passaporto in questo caso non si riesce a parlare di national bias. Bisogna guardare un contesto più ampio, e non sempre è facile. Con russi e ucraini già ci dobbiamo pensare, ma quando la bandiera è quella israeliana? Dobbiamo tracciare tutti i cambi di nazionalità dei giudici? In teoria sarebbe meglio, in pratica io so di non esserne in grado, però mi appunto ciò che ho visto. Sempre Bianchtti Garbato (pag. 206) dunque mi dice che

I giudici che per vent’anni avevano giudicato sotto la bandiera dell’Unione Sovietica si sparpagliarono in questi nuovi Stati con il risultato che, per esempio, Eugenia Bogdanova e Irina Kireeva, pur risiedendo a Mosca, ora rappresentano l’Azerbaijan; Irina Absaliamova, giudice e referee molto noto in Unione Sovietica e autorevole esponente di quella federazione, ora rappresenta la Bielorussia; il ben noto Alfred Koritec è passato dapprima all’Ucraina e quindi a Israele.

E poi ci sono quelli che sono tesserati per una federazione, ma che, magari inconsapevolmente, potrebbero provare simpatie per un’altra. Prendiamo Evgeny Martinov, Technical Specialist nella competizione maschile all’ultimo Four Continents Championship (ma anche alla gara maschile del Campionato del mondo del 2019 a Saitama, e di un buon numero di altre gare importanti). Ecco, lui è tesserato per la federazione ucraina, però vive negli Stati Uniti, è allenatore di pattinaggio negli Stati Uniti, giudica competizioni interne negli Stati Uniti, e suo figlio è tesserato per la federazione statunitense e partecipa a gare giovanili negli Stati Uniti. Un piccolo riassunto di una parte delle sue attività si trova qui: https://www.creativeiceskating.com/yevgeny.html. Questa la sua attività come giudice: http://www.rinkresults.com/judge?judge_id=512. Non sto criticando le scelte di vita, la vita è sua e ha il diritto di prendere le decisioni che gli sembrano più giuste, ma se dovessi interrogarmi sull’eventualità che il giudizio di Martinov sia condizionato dal national bias, dovrei considerarlo ucraino, russo o statunitense? Nel dubbio, questi sono il triplo flip del programma libero del Four Continents Championship 2020 di Yuzuru Hanyu, che ha correttamente ricevuto la chiamata di filo piatto, e il triplo Lutz di Jason Brown (combinazione 3Lz+1Eu+3S), che invece non ha ricevuto nessuna chiamata.

Giusto per chiarire, in campo maschile dopo il ritiro di Javier Fernandez il mio secondo pattinatore preferito è diventato Jason Brown, tifo per lui da quel Riverdance del campionato nazionale americano nel 2014, quindi ho iniziato a tifare prima per lui che per Hanyu. È stato un caso: per alcuni anni, con le figlie piccole, non sono quasi riuscita a guardare pattinaggio, e mi sono imbattuta in un bel programma di Brown prima di imbattermi in un bel programma di Hanyu, ma quando è successo i valori sono cambiati, al punto che il mio sostegno a Hanyu non è paragonabile a quello per nessun altro atleta, in nessuno sport. Questo per dire che il tifo per Brown è reale, non è che mi stia vagamente simpatico da un paio di giorni.

1999, Campionato del mondo

Per un breve periodo c’è stato in vigore un sistema diverso per calcolare la classifica, l’OBO (one by one), che prevedeva il confronto fra tutti i pattinatori, ma non intendo entrare nei dettagli del regolamento altrimenti non finisco più. E poi mica tutti hanno capito questo sistema,

Halfway through the season, top officials (non-judges) who had taken the OBO accounting courses were continuing to throw their hands up un confusion, claiming that they still didn’t understand it. (Smith, pag. 279)

Un sistema di punteggio così semplice che non tutte le persone che lo studiano, e che conoscono il pattinaggio, riescono a capire. Molto bene…

La gara di danza è stata vinta da Anjelika/Krylova/Oleg Ovsiannikov davanti a Marina Anissina/Gwendal Peizerat

amid a cloud of controversy over a judge’s last-minute change of heart. (Smith, pag. 278)

Solo dopo qualche pagina Smith spiega il perché delle polemiche. Dopo le due danze obbligatorie e la danza originale francesi (terzi, secondi e primi nelle tre fasi di gara) e i russi (primi, primi e secondi) erano appaiati con 1.6 punti. Chi fra loro avesse eseguito la migliore danza libera avrebbe vinto il titolo. I primi a scendere in pista sono stati Anissina/Peizerat.

All’inizio Anissina/Peizerat hanno la totalità di primi posti perché hanno pattinato prima dei loro avversari, è solo dopo il programma di Krylova/Ovsiannokov che viene definita la classifica. Quello che noi vediamo è il risultato finale, 5-4 per i russi, ma c’è voluto un po’ per arrivarci perché

the Chinese judge, originally voted for the French – wich would have given them the win – but, at the last minute, changed his mind and pressed the help button. With Gorshkov, a Russian, standing over him, the Chinese judge changed his marks to place the Russians first. The Russians won the gold medal.

French head Didier Gailhaguet charged that Gorshkov didn’t need to leave his seat to help the Chinese judge; he could have released the judge’s marks from where he was sitting (that is, he could have turned off the marks on the judge’s computer, so that he could input new marks). Did his presence affect that Chinese judge’s choice? Also, Gailhaguet said that former top dance official Lawrence Demmy advised Gorshkov that the Chinese judge was too late in requesting his change. Gorshkov ignored Demmy’s advice. (Smith, pag. 289)

La gara viene vinta per un solo voto dalla coppia sbagliata? Che problema c’è? Si cambia il voto! Evidentemente contro la Russia nemmeno Gailhaguet può fare qualcosa, meglio imparare la lezione e farseli amici. Nella zona centrale, fra i voti ricevuti dalle due coppie, ho inserito i nomi dei giudici, perché mi sembra giusto conoscerli.

Edit: mi sono resa conto che i nomi sono difficili da leggere, quindi li aggiungo nel testo:

Referee:

  • Alexander Gorshkov

Assistant Referee:

  • Marie Lundmark

Giudici:

  • Elizabeth Clark, Canada
  • Walter Zuccaro, Itala
  • Yury Balkov, Ucraina
  • Mary Parry, Gran Bretagna
  • Alla Shekhovtseva, Russia
  • Ulf Denzer, Germania
  • Evgenia Karnolska, Bulgaria
  • Hongguo Ren, Cina
  • Margaret Faulkner, Stati Uniti

Il russo Alexander Gorshkov era il referee, quindi in teoria era lui a dover assicurare il regolare svolgimento della gara, ma sappiamo che a volte fra la teoria e la pratica c’è un abisso. L’italiano Walter Zuccaro ha giudicato la short dance ai Giochi olimpici del 2018, quindi ha giudicato fino a tempi molto recenti, e, se fosse stato per lui, alla finale di Grand Prix 2017 il bronzo sarebbe andato agli italiani Anna Cappellini/Luca Lanotte, che nella realtà sono arrivati sesti, invece che ai fratelli statunitensi Maia e Alex Shibutani. Di Yuri Balkov ho già parlato abbondantemente, e lui è certamente ancora in circolazione, ha giudicato la tappa francese di Grand Prix junior lo scorso anno. Alla Shekhovtsova è un’altra che continua a giudicare, era presente, per esempio, nella giuria di danza dell’ultimo Campionato europeo, ma anche in quella femminile dei Giochi olimpici di Sochi, prima o poi dovrò trovare del tempo da dedicare anche a lei. Troppi giudici, troppo poco tempo.

2000, Campionato europeo

Nel 2020 Sarah Abitbol ha pubblicato Un si long silence, libro in cui racconta degli anni in cui il suo allenatore l’ha ripetutamente stuprata. All’inizio aveva quindici anni, solo quando dall’individuale è passata alle coppie di artistico ha cambiato allenatore e per lei le cose sono migliorate (dire che l’incubo è finito sarebbe eccessivo, visto che le cicatrici di quel che le è stato fatto continuano a segnare la sua vita, ed esiste la concreta possibilità che, con Abitbol fuori dalle sue grinfie, lo stupratore abbia fatto del male a qualche altra ragazzina).

Il libro parla d’altro, parla di violenze, ma visto che Abitbol è stata una pattinatrice forte, in qualche momento le gare fanno capolino nel suo testo. Quello che racconta è preoccupane, anche se non mi torna del tutto. La gara da lei indicata come teatro di uno scandalo è il Campionato europeo del 2000. In un primo momento la vittoria era andata ai russi Elena Berezhnaya/Anton Sikharulidze, ma la coppia è stata squalificata perché lei è risultata positiva a un test antidoping. A vincere sono stati due russi, Maria Petrova/Alexei Tikhonov, davanti ai polacchi Dorota Zagorska/Mariusz Siudek e ai francesi Sarah Abitbol/Stéphane Bernadis. Qui ci sono tutti i voti, con tanto di nazionalità e nome dei giudici. Abitbol ha scritto degli alti e bassi noti a tutti gli sportivi,

avec quelques particularités liées à notre sport. Dand le patinage, le lobbying auprès des judges, pour ne pas dire la corruption, est à l’époque tres présent. Les Russes, notamment, noyautent tout, en s’appuyant sur leurs pays satellites, Biélorussie, Ukraine, Azerbaïdjan… Ces petits arrangements nous coûtent une première place sur le podium aux championnats d’Europe de Vienne an février 2000. Ce jour-là, le couple russe commet deux erreurs, alors que nous ne faisons aucune faute, et pourtant, ils emportent la prèmiere place. (pag. 78)

Il primo elemento di salto della coppia russa era il triplo toe loop in parallelo. Petrova ha eseguito solo un singolo, con un atterraggio molto rigido. Però non ho visto il secondo errore. Quanto ad Abitbol/Bernadis, diversi loro atterraggi non sono stati bellissimi, anche se i salti li hanno completati. Quanto contavano, all’epoca, atterraggi di quel tipo? Non lo so, bisognerebbe conoscere il regolamento dell’epoca. Quelli che hanno completato il programma più pulito sono stati Zagorska/Siudek, che hanno vinto l’argento, anche se a vederli ora il loro twist è davvero piccolo.

Sur les neuf judges, cinq sont des satellites russes. C’est dellement énorme! (pag.78)

I giudici erano tesserati per Russia, Canada, Germania, Slovacchia, Ucraina, Stati Uniti, Bielorussia, Gran Bretagna e Australia. Quindi giudice russo, due giudici di paesi che hanno fatto parte dell’Unione Sovietica, un giudice di un paese che ha avuto legami strettissimo con l’Unione Sovietica, ma parlare di cinque paesi è un po’ eccessivo, al di là del tatto che tutti e nove i giudici hanno preferito i russi ai francesi, e che solo due hanno piazzato i polacchi al primo posto (secondo, ma poi Berezhnaya/Sikharulidze sono stati squalificati) e Petrova/Tikhonov al terzo, gli altri sette hanno preferito i russi. Quindi il racconto di Abitbol in questo punto lascia un po’ perplessi, ma l’affermazione sui petit arrangements meriterebbe di essere approfondita.

2000, Campionato del mondo

Ancora Abitbol/Bernadis, anche se stavolta non per quello che hanno fatto in pista. Al di là di una caduta di Abitbol su un triplo loop lanciato, al Mondiale la coppia ha pattinato meglio che all’Europeo. Il problema è legato a è quanto successo in albergo. Tre settimane prima della gara Bernadis ha ricevuto minacce di morte, e prima del libero è stato accoltellato a un braccio. Qui c’è una foto del braccio fasciato. La gara è stata vinta da Petrova/Tikhonov, secondi sono arrivati i cinesi Xue Shen/Hongbo Zhao, terzi Abitbol/Bernadis, quarti i canadesi Jamie Salé/David Pelletier, quinti i bulgari Zagorska/Siudek, sesti gli altri russi Tatiana Totmianina/Maxim Marinin. Un fan fuori di testa? Qualcuno (non necessariamente i pattinatori, magari qualcuno che gestisce scommesse di cui i pattinatori non sanno nulla) che voleva mettere fuori gioco la coppia francese? Qualcuno preoccupato per qualcosa che Bernadis avrebbe potuto dire, o infastidito da qualcosa che magari ha detto dopo il Campionato europeo? Quel che è certo è che purtroppo a volte le gare smettono di essere semplici eventi sportivi per diventare fatto di cronaca. Qui non ci sono state conseguenze troppo gravi, anche se non possiamo sapere, per esempio, se la ferita al braccio ha creato problemi a Bernadis quando ha dovuto lanciare Abitbol e se la caduta è stata originata da un lancio sbagliato. Però è preoccupante non sapere perché c’è stata quest’aggressione, perché qualcosa avvenuto una volta potrebbe ripetersi, e maggiori informazioni potrebbero rendere più semplice proteggere gli atleti.

La prossima gara sono i Giochi olimpici del 2002, e lei si merita un post tutto suo.

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