Prima di proseguire il controllo sui giudici cinesi mi soffermo un attimo sul tipo di numeri che sto pubblicando. Un dubbio che mi è venuto è se potessi realmente sommare il bias del vecchio codice di punteggi con quello nuovo. Adesso i GOE sono cambiati, non dovrei cambiare anche il valore che mi fa dire che un bias è eccessivo? Ho fatto un paio di ipotesi, alzando il valore del bias, ma quello che ne è venuto fuori non mi ha convinta. Questo finché non mi è venuto in mente di fare un controllo diverso. Questa tabella l’ho già pubblicata:
In questo caso ho calcolato il bias per stagione. Sono quattro stagioni in tutto, due con il vecchio codice di punteggi, due con il nuovo. Cosa sarebbe successo se avessi calcolato la coppia di stagioni? Una volta che mi sono posta la domanda, fare i calcoli è stata solo questione di minuti. Il risultato è stato questo:
Ho sommato i totali dei bias e i totali del numero di gare giudicate per ciascuna stagione, quindi ho calcolato il bias medio del programma corto, del libero e del totale. Una nota sui numeri. Per ridurre al minimo il rischio di errori io non faccio i calcoli. Tutti i calcoli sono fatti dal mio file excel. Io inserisco i dati, quindi scrivo la formula per far fare al file somme, divisioni o quello che mi serve, e fa tutto il computer, e faccio copia e incolla della formula ogni volta che mi serve la stessa formula. Questo significa che se non faccio errori nell’inserimento dei dati e nella scrittura della formula, i risultati delle operazioni sono per forza di cose corretti. Lo specifico perché in un paio di punti ho notato numeri che sembrano strani, ma potrebbero essercene anche in altri punti che non ho notato. Se guardiamo il bias dei giudici russi nel primo biennio, 2,57+4,30 non può fare 6,88. Perché allora mi viene quella cifra? Perché ho impostato il computer per farmi vedere due decimali, ma 2,57 deriva da 270,31/105, e 4,30 deriva da 468,26/109. I decimali sarebbero infiniti, nella visualizzazione i risultati sono arrotondati ma nella somma delle due caselle, e per le mie operazioni io non scrivo mai i numeri che vedo ma sempre la colonna e la riga in cui si trovano quei numeri, entrano in gioco anche i decimali che non vediamo e a volte viene fuori quella differenza di 0,1 che sembra strana. Chiarito il dettaglio, passo ad analizzare il senso di questi numeri.
Nel primo biennio i giudici cinesi hanno avuto un bias medio di 10.12 punti, nel secondo di 5.95. Il bias totale è sceso, e lo ha fatto per tutte e sei le nazioni. Questo significa che o i giudici sono diventati più corretti o che con il nuovo codice di punteggi non è necessario un bias più alto per alterare i risultati delle gare, anzi, sembra proprio che sia vero il contrario. Per questo, fino a quando non troverò qualcosa che mi farà cambiare idea, continuerò a usare gli stessi valori.
Di fatto se il giudice assegna voti davvero fantasiosi il bias può diventare enorme, ma per chi il sistema di punteggi lo conosce bene è diventato più facile barare. Prima per ottenere un determinato risultato bisognava alzare (o abbassare) di tanto un singolo GOE, o alzarli (o abbassarli) tutti, e questo si notava. Ora basta agire su alcuni elementi mirati, quelli che hanno il GOE maggiore, e i voti non spiccano più di tanto. Il che significa che le somme sono fondamentali, bisogna guardare non la sfilza di voti ma quale voto totale ciascun giudice ha assegnato a ciascun pattinatore su ciascun elemento. Se l’ISU voleva complicarci la vita, ci è davvero riuscito.
Chiusa la premessa, torno sui giudici cinesi.
Guangying Qin
Nelle ultime due stagioni Guangying Qin non ha giudicato nessuna gara. Non so per quale motivo abbia smesso di giudicare, né se la sua assenza sia definitiva o provvisoria. Certo nel biennio in cui ha giudicato non si era fatto notare per imparzialità. Nella finale di Grand Prix 2016 nelle coppie di artistico, nonostante un bias di 11.18 punti, anche per lui l’oro sarebbe rimasto, per pochi centesimi, al collo di Tarasova/Morozov davanti a Yu/Zhang, mentre Peng/Jin sarebbero saliti dal sesto al quarto posto.
Al Campionato del mondo junior 2017 Qin ha giudicato solo il programma libero delle coppie di artistico. Il programma corto era ormai un dato di fatto. Con un bias di 9.31 punti complessivi, 9.06 punti in più rispetto ad Alexrandrovskaya/Windsor e di 2.81 rispetto a Boikova/Kozlovskii, avrebbe ribaltato il podio.
Alla Cup of China 2017 il bias è alto, 9.22 punti, ma le posizioni non cambiano, anche perché le due coppie migliori erano due coppie cinesi, quelle composte da Sui/Han e Yu/Zhang. Però la stagione sarebbe culminata nei Giochi olimpici, vuoi non abituare tutti a veder assegnare loro voti alti? Fosse stato per Qin, Sui/Han avrebbero meritato 238.20 punti. Per capire quanto sia alto il punteggio, il primato personale di Duhamel/Radford, che a PyeongChang avrebbero vinto il bronzo, era di 231.99, stabilito nel 2016, quando avevano vinto il loro secondo Campionato del mondo, ma nelle gare successive erano riusciti a superare i 220 punti in una sola occasione, in casa, al recente Skate Canada, mentre Tarasova/Morozov, che sarebbero arrivati quarti, avevano un primato personale di 227.58 punti. Quanto alle due coppie che ai Giochi olimpici avrebbero conquistato le medaglie più preziose, questi sono i loro risultati. Ho evidenziato quello che era il primato personale nel momento in cui è stata disputata la Cup of China:
Al punteggio altissimo, ovviamente, si arriva grazie a un’abbondanza di +2 e +3 e PCS che vanno dal 9.50 in su. Il bias della Cup of China, 9.22 punti, non è niente in confronto a quello di Skate America, 14.33 punti, frutto dei punteggi troppo alti per Yu/Zhang (+4.36 e +3.82) e di quelli troppo bassi per tutti gli altri, a partire da Savchenko/Massot (-5.41 e -5.27), che hanno vinto la gara ma che per Qin sarebbero arrivati secondi, e da Duhamel/Radford (-4.59 e -3.71), e che comprendono quasi tutti gli altri. Spiccano i voti nei components, con Qin ha assegnato quasi solo voti dal 9.00 in su ai cinesi e inferiori al 9.00 ai tedeschi e ai canadesi, mentre gli altri giudici hanno fatto esattamente il contrario. Non che il giudice tedesco o quello canadese siano stati esenti da bias, ma il cinese, anche se solo per mezzo punto, è riuscito a essere più partigiano di Jeff Lukasik. Di fatto è stata una gara per vedere chi alzava di più il voto dei compatrioti.
Nel programma corto il giudice canadese ha assegnato il primo posto a Duhamel/Radford, voto corretto per come si è svolta la gara. Il bias complessivo di Lukasik (+5.44) è legato anche al fatto che alla gara hanno partecipato pure Moore-Towers/Marinaro, e pure loro hanno ricevuto un aiutino. E se non ha assegnato un voto poi così alto a Duhamel/Radford, è rimasto sopra della media di 1.73 punti, è stato però molto basso con Savchenko/Massot (5.35 punti sotto la media), solo il giudice cinese ha assegnato ai tedeschi un punteggio inferiore. Il cinese, severissimo con i tedeschi (-5.55), ha assegnato voti bassi anche ai canadesi (-4.27) e premiato i cinesi (+3.73). Il tedesco, Elke Treitz, non ha potuto mettere al primo posto i connazionali, in fondo c’è stata una caduta, ma ha contenuto i danni nei confronti dei canadesi (il distacco è di soli 10 centesimi perché con Savchenko/Massot è andato oltre la media di 3.05 punti) ed è stato severo con i cinesi (-5.17).
Per quanto riguarda il libero, per il tedesco i migliori sono stati i tedeschi, giusto, ma con 10.70 punti di vantaggio sui cinesi? Per la giuria nel suo insieme la differenza è di soli 5.05 punti. Per il cinese i migliori sono stati i cinesi, con 4.10 punti di vantaggio sui tedeschi. Hanno visto la stessa gara? Il canadese non ha potuto che piazzare terzi i connazionali, nell’occasione imprecisi su diversi elementi, ma il distacco si è abbassato.
Savchenko/Massot hanno vinto la gara davanti a Yu/Zhang e Duhamel/Radford, sono le righe 2-4. Le righe successive sono ipotesi. Cosa sarebbe successo se ci fosse stato un unico giudice? Se fosse stato Elke Treitz, con entrambi i suoi voti assegnati a ciascuna coppia a fare la classifica, sarebbero arrivati primi i tedeschi, secondi i canadesi, terzi i cinesi. Però il libero si è disputato con il punteggio del programma corto ormai fissato, infatti nella colonna M ho riportato il punteggio effettivamente ottenuto da ciascun pattinatore. A questo ho sommato solo il libero secondo Treitz. Savchenko/Massot ancora primi, Yu/Zhang e Duhamel/Radford ritrovano la loro reale classifica.
Se fosse stato Guangying Qin a fare la classifica, in entrambe le ipotesi sarebbero arrivati primi Yu/Zhang, secondi Savchenko/Massot, terzi Duhamel/Radford.
Se fosse stato Jeff Lukasik a fare la classifica Duhamel/Radford avrebbero comunque vinto l’argento invece del bronzo, mentre Savchenko/Massot e Yu/Zhang avrebbero visto invertire le loro posizioni a seconda che nel calcolo fosse entrato anche il programma corto oppure no. In mezzo a questi voti molto discordanti, per stare tranquilla io li avrei sospesi tutti e tre.
A Skate America Qin ha giudicato anche la gara femminile. Nell’occasione il suo bias è stato di 8.34 punti, ma Xiangning Li non lottava per le medaglie, e Qin sarebbe riuscito solo a farla salire dall’undicesimo al decimo posto. L’ultima gara che ha giudicato è stato il programma corto delle coppie di artistico al Campionato del mondo junior 2018. Nell’occasione è stato severo con quattordici coppie su diciassette, due delle tre a cui ha alzato i voti sono state quella russa Kostiukovich/Ialin e quella cinese Gao/Xie, nella realtà seconda e terza separate da 2.22 punti, per lui pari al secondo posto.
Wei Shi
Wei Shi ha continuato a giudicare almeno fino alla scorsa stagione, ma alla recente Cup of China non c’era. Quei pannelli sono preoccupanti, quella specie di campionato nazionale – no, non è un campionato nazionale, Xiangyi An, campionessa nazionale, non ha potuto partecipare alla gara femminile perché è ancora troppo giovane per poter partecipare alle gare internazionali senior – è una gara internazionale, e in tutti i pannelli di giuria, piccolissimi, solo cinque giudici, compare tal Weiguang Chen. Ormai la sua sospensione è scaduta, quindi se vuole la Cina lo rimanda a giudicare le gare. Ma su chi ha giudicato la Cup of China tornerò più in giù.
A Skate Canada nel 2016 il bias di Shi nelle coppie di artistico è stato di 10.32 punti, 2.13 nel programma corto e 8.19 nel libero. E avrebbe potuto essere più alto se Shi non avesse avuto l’accortezza di alzare il voto di una coppia di cui non gli importava nulla, i canadesi Jones/Reagan.
Il risultato non sarebbe cambiato, la differenza nel programma corto è troppo grande, ma quando un giudice assegna voti strani sarebbe il caso di controllare le sue valutazioni. Magari sono corrette, in qualche caso per assegnare o no un bullet, e quindi scegliere il GOE più alto o quello più basso, la differenza è piccola, ma bisogna interrogarsi. Se è un elemento che può far venire dubbi vince la discrezionalità del giudice, ma a volte i dubbi non ci possono essere e i giudici assegnano voti di fantasia, e compito dell’ISU sarebbe vigilare che questo non accada, a nessun livello. Se in questa gara il risultato non è cambiato, in altre lo ha fatto, con giudici di tutte le nazioni.
Sempre a Skate Canada, nel libero della gara maschile, Shi ha penalizzato Han Yan. Con lui ha avuto un bias negativo molto alto, oltre i sei punti. È decisamente più raro, ma a volte accade anche questo.
Evidentemente fra Shi e Skate Canada c’è un feeling notevole, perché Shi è tornato a giudicare la gara anche nelle due stagioni successive. Nel 2017 il bias è stato alto, 10.91 punti, ma sarebbe riuscito solo a far salire Peng/Jin dal quinto al quarto posto, il podio sarebbe rimasto invariato.
Al Campionato del mondo 2018 ha giudicato solo il programma corto maschile. Con 8 dei primi 12 pattinatori – per la verità con 18 dei primi 20, e 30 su 37, ma mi fermo ai primi due gruppi – è stato più severo della media. Indoviniamo chi è stato uno dei due che secondo lui avrebbe meritato un voto più alto?
Anche se Shi avesse giudicato il libero Jin sarebbe comunque finito nelle retrovie, quel programma è stato un disastro, ma nel corto la differenza è notevole.
A Skate Canada 2018 il bias è stato contenuto, solo 4.34 punti, chissà se in questo ha influito il fatto che non troppo tempo prima due suoi connazionali erano stati sospesi a seguito dei loro voti ai Giochi olimpici. Peng/Jin secondi per lui e nella realtà, ma va detto che il distacco da James/Cipres, oltre 20.73 punti, era difficile da colmare. Alla finale di Grand Prix il distacco è stato molto più contenuto, 2.98 punti, e Shi l’avrebbe colmato. Fosse stato per lui Peng/Jin avrebbero vinto l’oro con 223.67 punti (80.19+143.48), James/Cipres l’argento con 215.65 (70.87+144.78).
Al Four Continents Championship 2019 i voti di Shi sono stati assolutamente in linea con quelli degli altri, complessivamente solo 0.66 punti in più (1.83 in più nel corto, 0.66 in meno nel libero). Sui/Han hanno vinto la gara, anche se con un vantaggio minimo, soli sei centesimi, su Moore-Towers/Marinaro. E questa non è stata neppure la gara in cui la differenza fra primo e secondo posto è stata la più piccola, ne ricordo una in cui fra l’oro e l’argento ci sono stati tre centesimi. Quando parlo di 9 punti di bias, che possono essere 9.00 punti in più al connazionale, con il diretto avversario che ha ricevuto il voto corretto, o 4.50 in più al connazionale e 4.50 in meno all’avversario, o un qualsiasi altro bilanciamento fra i due voti, è perché l’ISU stessa ha indicato come scorretto e da sanzionare un bias lievemente inferiore, e molte gare si sono risolte in favore di uno o dell’altro dei due contendenti con differenze minime.
Al Campionato del mondo 2019 Shi ha giudicato solo il programma corto delle coppie di artistico, il bias di 1.82 punti sembra ragionevole, ma a guardare i punteggi fa venire qualche dubbio. Fra punti tolti ai russi e punti aggiunti ai cinesi, è una differenza di 6.36 punti in favore di Sui/Han (81.39) contro Tarasova/Morozov (77.82), che fa salire i cinesi dal secondo al primo posto, e una differenza di 8.59 punti, che fa salire Peng/Jin (79.97) al secondo posto. Tarasova/Morozov, che hanno eseguito il primo programma corto, per Shi avrebbero eseguito il terzo.
A Skate America 2019 Peng/Jin hanno meritato la vittoria, il bias di Shi, contenuto a 3.77 punti, è stato ininfluente, perciò non guardo nemmeno i dettagli. Nella finale di Grand Prix l’oro e l’argento sono stati vinti dalle due coppie cinesi, ma ho notato un particolare strano.
Mi spiace di aver dovuto cancellare la bandiera dei russi Anastasia Mishina/Aleksandr Galliamov, ma se non lo avessi fatto il punteggio del loro programma libero sarebbe stato difficile da leggere. I voti di Shi per Peng/Jin sono decisamente alti e, tanto per cambiare, meriterebbero un’attenzione che l’ISU non gli ha mai dato. E, facendo i calcoli, per Shi l’oro sarebbe andato a Peng/Jin, non a Sui/Han. Nell’occasione Sui/Han non sono stati perfetti, ma se per sei giudici (compreso il russo, Olga Kozhemyakina, di cui parlerò) loro hanno comunque eseguito il primo o il secondo libero, per tre, il canadese, il tedesco e il cinese, quello di Sui/Han è stato solo il terzo libero, dietro anche a quello di Mishina/Galliamov. Questo mi dà da pensare. Anche al Four Continents Championship Shi aveva aiutato Peng/Jin molto più di Sui/Han. Può essere un caso (due casi? Magari prima o poi riguardo le gare, ma non ora), gusto personale, o qualcosa di diverso. Mi domando se non ci sia qualche politica interna cinese che lo spinge a essere più vicino a una coppia piuttosto che all’altra. In Giappone so che questo è vero per il settore maschile, è stato vero in Russia ai tempi della rivalità Yagudin-Plushenko e, prima ancora, nel passaggio generazionale da Belousova/Protopopov a Rodnina/Ulanov, e lo è tutt’ora, anche se conosco meno dettagli, ed è vero anche negli Stati Uniti, ma in Cina non ho contatti che mi possano spiegare eventuali dinamiche interne.
Il bias di Shi è stato notevole anche nella competizione maschile, 9.22 punti a favore di Boyang Jin, ma visto che non ha influenzato il risultato della gara per ora lascio stare, sapendo che prima o poi tornerò su quella competizione.
Rui Sun
Al momento Rui Sun ha giudicato una sola gara, le coppie di artistico alla tappa statunitense del Grand Prix junior della scorsa stagione. Bias alto nel programma corto, +4.70, inesistente nel libero, +0.36, un totale accettabile, 5.06. Passo oltre, altrimenti non emergo più da questi post.
Yu Wang
Yu Wang ha giudicato undici competizioni e, dopo un esordio col bias, per lo più è rimasto entro limiti accettabili. Al Grand Prix junior che si è svolto nella Repubblica Ceca nel 2016 avrebbe fatto salire Gao/Xie dal quinto al quarto posto con un bias di 7.16 punti, mentre in campo maschile malgrado un bias di 11.36 punti non sarebbe riuscito a far entrare Tangxu Li nelle prime dieci posizioni. Cifre basse, e risultato corretto, alla Cup of China 2016, ma li le due medaglie più importanti le hanno comunque vinte le coppie cinesi, che non hanno avuto bisogno di nessun tipo di aiuto.
Al Campionato del mondo junior 2018 ha giudicato solo il programma corto femminile. Con un bias di 4.42 punti avrebbe fatto salire Hongyi Chen dalla diciottesima alla quindicesima posizione provvisoria. Miglioramento minimo, sempre per Chen, al Challenger Series austriaco del 2018, inesistente – stiamo parlando di qualche centesimo – nel programma corto del Campionato del mondo junior 2019 e di poco maggiore nel programma corto del campionato senior.
Nella stagione 2019-2020 ha giudicato principalmente coppie di artistico, ma sia al Grand Prix junior Croatia Cup che alla Cup of China ha giudicato in modo assolutamente regolare. A Skate Canada il bias è stato alto, 8.17 punti, e la cosa è curiosa sia perché è raro che Wang abbia un bias così alto, sia perché stiamo parlando di una posizione compresa fra la sesta e l’ottava, quindi non c’era una lotta per le medaglie. L’ultima gara è stata il Four Continents Championship in campo femminile. Anche in questo caso il bias è stato basso, solo 2.28 punti, e Hongyi Chen ha concluso all’undicesimo posto. La posizione in questo caso è importante: se Chen avesse concluso al decimo posto la Cina avrebbe guadagnato la possibilità di inviare due pattinatrici alla competizione della stagione successiva. Arrivare decimi o undicesimi fa un’enorme differenza, ma Wang ha giudicato la gara sul serio e non ha dato nessun aiutino alla sua connazionale.
Yumin Wang
Nelle ultime due stagioni Yumin Wang ha giudicato suoi connazionali in quattro gare, due femminili e due di coppia, ma il suo bias è sempre rimasto entro limiti ragionevoli, quindi passo oltre.
Fan Yang
Fan Yang passa da un estremo all’altro. Alla Cup of Austria, prova di junior Grand Prix disputata nel 2018, ha avuto un bias alto, soprattutto perché ha penalizzato molto la coppia russa Kostiukovick/Ialin, che ha vinto la gara, ma avrebbe consentito a Liu/Wang di salire solo dall’undicesima alla decima posizione. Allo U.S. Classic International del 2019 ha assegnato a Cain/Leduc 6.54 punti in meno rispetto alla media e a Peng/Jin 9.97 in più, giudicando il libero della coppia cinese il migliore della gara. Nonostante questo, l’oro sarebbe comunque andato a Cain/Leduc, il bronzo a Peng/Jin.
Se nelle prime due gare il bias complessivo è stato superiore agli 8 punti, all’Asian Open è andato in negativo, di poco nella gara femminile, solo 10 centesimi, ma di ben 10.66 punti in quella maschile.
Jia Yao
Jia Yao è uno a cui dovrebbe essere impedito di giudicare. Ha giudicato pattinatori cinesi in tre gare maschili, una femminile e tre di coppia, e il suo bias medio è stato di 15.19 punti. Il bias medio, quello più alto raggiunge vette per pochi eletti (Weiguang Chen è riuscita a superarlo, ma non di molto).
Comincio con il Four Continents Championship 2017. Due i pattinatori cinesi presenti, Boyang Jin e Han Yan.
L’ordine in cui ho elencato i pattinatori è quello finale della gara, i punteggi sono nella colonna AL. Ho guardato prima il programma corto, poi il libero, quindi il totale. Per ciascun programma la prima colonna è il voto effettivamente assegnato ai pattinatori, la seconda il voto che gli ha assegnato il solo Yao, la terza la differenza fra i due voti. Nelle righe fra la 29 e la 33 ho inserito i controlli sul bias. Guardiamo la colonna AF. La riga 29 indica la somma delle differenze, dalla riga 2, il voto di Chen, alla 27, il voto di Wong. Sono ventisei pattinatori, come indicato in AF30. La media di bias, per Yao, è negativa, lui tende ad assegnare ai pattinatori 2.54 punti in meno rispetto a quello che gli assegnano gli altri. Partendo da questa media, se la differenza fra il voto assegnato da lui e quello reale è superiore a -1.54 punti, è eccessiva, il pattinatore ha ricevuto voti troppo alti che andrebbero controllati. In questo caso a ricevere voti alti, che ho evidenziato in giallo, sono stati sette pattinatori, fra cui i due cinesi. Sarà un caso che quello che è stato apprezzato di più da Yao è stato Boyang Jin? Da notare che con questi valori Jin avrebbe eseguito il terzo programma corto, superando Yuzuru Hanyu, e Yao è stato l’unico giudice a pensarla così, per gli altri il suo programma è stato il quarto (Nuova Zelanda, Stati Uniti, Messico, Giappone, Canada e Corea) o il quinto (Taiwan e Australia), il distacco da Shoma Uno, secondo, sarebbe stato minimo, e anche quello da Nathan Chen, primo, sarebbe sceso da 11.79 punti a un più abbordabile 2.37 punti. Han Yan non si sarebbe mosso dalla sesta posizione.
Per il bias negativo, la penalizzazione eccessiva, ho tolto alla media 1.50 punti, perciò se la differenza di Yao dal punteggio reale è superiore a -4.04 punti, Yao è stato eccessivamente severo. Anche in questo caso sono sette i pattinatori evidenziati, stavolta con il rosso, e fra questi c’è il già citato Chen, e suppongo che sia un altro caso.
Il libero è stato disputato da soli 24 pattinatori, ma a essere particolarmente apprezzati sono stati solo in quattro, fra cui i due cinesi, e a essere particolarmente penalizzati solo in cinque, fra cui Nathan Chen. Secondo il giudice cinese (e quelli statunitense e neozelandese) il libero di Jin è stato il quarto, per cinque giudici è stato il quinto, per quello giapponese è stato il settimo. La differenza, i 9.70 punti in più rispetto alla media per Jin, derivano da GOE alti – quasi sempre Yao ha assegnato il GOE più alto possibile, in tre occasioni il GOE assegnato da lui non è stato assegnato da nessun altro – e da voti nei components particolarmente generosi. Per Yao Jin è stato il quinto nei components, per l’intero pannello di giuria l’ottavo.
Ho evidenziato i tre GOE alti, i voti nei components assegnati da Yao, e a destra ho indicato di quanto i voti di Yao siano più alti rispetto alla media. Nelle cinque voci sono complessivamente 3.63 punti in più, per un totale di 84.50 punti. Per Han Yan è possibile fare controlli analoghi, secondo Yao ha eseguito il sesto libero, non il decimo, e anche nel complesso della gara lo avrebbe visto al sesto posto e non al decimo.
Già che c’ero ho fatto anche il controllo del bias relativo, sommando i punti in più assegnati da Yao ai pattinatori cinesi ai punti in meno assegnati ai loro avversari. Per Jin ho considerato avversari i quattro pattinatori che lo hanno preceduto in classifica, Nathan Chen, Yuzuru Hanyu, Shoma Uno e Patrick Chan, per Yan, decimo effettivo, sesto per Yao, ho considerato avversari diretti tutti i pattinatori classificati fra il sesto e il dodicesimo posto, Jason Brown, Misha Ge, Nam Nguyen, Grant Hochstein, Brendan Kerry e Kevin Reynolds. Questo è quello che è venuto fuori:
| bias | bias per Jin | bias totale | |
| Chen | -9,78 | +14,40 | +24,18 |
| Hanyu | -4,56 | +14,40 | +18,96 |
| Uno | -4,37 | +14,40 | +18,77 |
| Chan | +0,83 | +14,40 | +13,57 |
| bias | bias per Yan | bias totale | |
| Brown | -7,69 | +12,70 | +20,39 |
| Ge | +4,60 | +12,70 | +8,10 |
| Nguyen | -8,28 | +12,70 | +20,98 |
| Hochstein | -3,82 | +12,70 | +16,52 |
| Kerry | -10,50 | +12,70 | +23,20 |
| Reynolds | -15,51 | +12,70 | +28,21 |
Con numeri di questo tipo… l’ISU ha fatto finta di nulla, o forse non se n’è accorto nessuno, e Yan ha continuato a giudicare con la stessa imparzialità.
La gara successiva giudicata da Yao è stata il World Team Trophy 2017, e qui i calcoli da fare sono diversi perché la gara è strutturata in modo diverso, quindi ragiono sulle singole classifiche da cui emerge il risultato complessivo.
Nel programma corto degli uomini il bias è di 3.39 punti. Jin, che nella realtà ha eseguito il terzo libero, per Yao è stato il migliore, mentre Li è salito dal decimo al nono posto. Nella gara femminile il bias è di 2.24 punti. I cambiamenti più clamorosi riguardano Elena Radionova, autrice del secondo programma, ma per Yao meritevole solo del sesto posto, e di Ashley Wagner, che sale dal sesto al secondo posto. Xiangning Li si conferma sesta, Zijun Li sale dall’ottavo al settimo posto. Nel programma corto delle coppie di artistico il bias è di 8.57, davvero niente male. Una sola inversione di posizioni, James/Cipres scendono al secondo posto, scavalcati da Peng/Jin. Yao non ha giudicato la gara di danza, perciò per quella disciplina considero solo i risultati ufficiali, senza guardare cosa ha fatto il giudice cinese Tianyi Zhang.
Passo al libero prima di fare le somme. In quello maschile il bias è di 7.29 punti. Invariate le prime quattro posizioni, Jin sarebbe salito dal settimo al quinto posto, Li dal dodicesimo all’undicesimo. La gara femminile per Yao si conferma quella dal bias più contenuto, 5.75 punti. Wagner avrebbe guadagnato due posti alle spese di Daleman e Radionova, con quest’ultima che sarebbe stata scavalcata anche da Zijun Li. Nelle coppie di artistico il bias è stato di 11.36 punti, l’unico cambiamento sarebbe stato la seconda posizione, invece della terza, per Peng/Jin, davanti a Tarasova/Morozov. Questi i punteggi.
Le colonne di sinistra riguardano il programma corto, le colonne centrali il programma libero, quelle di destra i totali per nazione. Pattinatori e nazioni sono indicati nell’ordine di classifica effettivo. Per tutti indico prima il punteggio che hanno ottenuto, poi i punti che hanno portato alla squadra in base alla loro posizione di classifica, quindi i punti che gli ha assegnato Yao nel programma e, di conseguenza, i punti che avrebbero portato alla squadra. Il primo posto vale 12 punti, nel programma corto maschile a conquistare 12 punti è stato Shoma Uno, per Yao li avrebbe conquistati Jin, che nella realtà ne ha conquistati solo 10. Per rendere più semplice il colpo d’occhio ho colorato in giallo i pattinatori (e le squadre) hanno ricevuto da Yao un punteggio più alto di quello effettivo, in rosso quelli che hanno ricevuto un punteggio più basso. Nella zona dedicata alle squadre, colonne BD-BM, le righe 2-13 indicano la classifica reale, le righe 15-27 indicano la classifica secondo Yao. Le inversioni di posizione sarebbero state due, secondo posto per gli Stati Uniti invece che per la Russia, e quarto posto per la Cina invece che per il Canada. Solo per la squadra vincitrice, quella giapponese, e per l’ultima classificata, quella francese, non sarebbe cambiato nulla.
L’occasione successiva per Yao di mostrare il suo patriottismo è arrivata al Campionato del mondo 2018. Il bias complessivo è di 11.32 punti (4.33+6.99), tradotto in termini di posizioni diventa terzo programma corto per Peng/Jin, invece del sesto, quarto per Yu/Zhang, invece del nono, quarto libero per Peng/Jin, invece del decimo, quinto per Yu/Zhang, invece del decimo, e complessivamente medaglia di bronzo per Peng/Jin, invece del nono posto, quarto posto per Yu/Zhang, invece del settimo. Non male.
Non ho fatto le somme per le prime due coppie perché è evidente che, malgrado la penalizzazione a Savchenko/Massot, la loro classifica non sarebbe cambiata.
All’Asian Trophy 2018 il bias totale è di oltre sedici punti, quasi tutti legati al programma libero, ma visto che erano presenti due sole coppie, Peng/Jin e Ryom/Kim, evito le somme. L’ultima gara è Skate America 2019, stavolta nella categoria maschile. Fermo restando che si sapeva che Nathan Chen avrebbe fatto gara a sé e che, a meno di improbabili sorprese, avrebbe vinto lui, gli altri pattinatori si sono giocati i rimanenti gradini del podio.
La colonna CC indica la semplice differenza dal punteggio assegnato da Yao rispetto a quello realmente ottenuto dai pattinatori, la colonna CD il bias esistente fra il punteggio assegnato a Jin e quello assegnato ai suoi avversari. I numeri sono altissimi, e questo è uno dei risultati del cambiamento del codice di punteggi di cui parlavo all’inizio. Ora per gli elementi più importanti i GOE sono più alti (o più bassi se il voto è negativo), le variazioni maggiori, e se un giudice decide di essere creativo i risultati sono questi. Io fatico di più a fare controlli, ma il problema maggiore, ovviamente, è che i giudici hanno molto più potere, e vista l’onestà di molti di loro il rischio che le gare vengano falsate è molto più alto.
Tianyi Zhang
Torniamo alla stagione 2016-2017, a Skate America. Tianyi Zhang è stato severo con tutti i partecipanti alla gara maschile, ma c’è severità e severità. Brendan Kerry, chissà come mai, è stato l’unico che ha ricevuto da lui un voto superiore alla media, anche se di poco. Boyang Jin, come tutti gli altri, ha ricevuto un voto più basso, ma per lui si parla di un po’, meno di due punti, per altri, come Adam Rippon, sono quasi otto punti in meno. Nel libero l’unico con cui Zhang è rimasto sopra della media è Jin, gli altri, Kerry a parte che è stato penalizzato poco, si sono visti assegnare un punteggio più basso anche di tredici punti.
Sono belli quei +1 e quegli 0 per Uno, Brown e Rippon che non hanno riscontro nei voti di nessuno degli altri giudici, vero? Con tutti e quattro i pattinatori Zhang è rimasto sotto la media, ma se per Jin è stato di poco più severo, con gli altri la differenza è notevole. E poi ci sono i components. Credo che ogni commento sia superfluo.
Nella Croatia Cup 2017, gara valevole per il Grand Prix junior, Zhang ha giudicato solo il libero. Per lui Hongyi Chen ha pattinato il quattordicesimo programma, non il quindicesimo, ma passo oltre, alla gara di Grand Prix junior che si è disputata in Polonia nel 2017. Non mi piace manipolare le immagini e di solito non lo faccio, ma in questo caso confesso di averne allungato una parte. Più in alto ho cancellato una bandiera russa per scrivere i numeri, ma la cosa mi infastidisce, mi sembra poco rispettosa per i pattinatori. Stavolta ho fatto un montaggio, aggiungendo un pezzo alle righe dopo i nomi dei pattinatori in modo da avere abbastanza spazio per scrivere. Vediamo lo svolgimento, i numeri sono tutti reali. Quelli non li modifico mai, se doveste notare un numero errato si tratta di un semplice errore di battitura che vi chiedo di segnalarmi, in modo da poter correggere l’immagine.
Con la terza coppia cinese non c’è nulla da dire, Zhang/Jia si sono classificati al nono posto per l’intero pannello così come per Tianyi Zhang. Però per Zhang Gao/Xie, che nella realtà hanno eseguito il quinto programma corto e il quarto libero e hanno concluso al quarto posto, sono stati i secondi nel corto, i primi nel libero, e avrebbero meritato la medaglia d’oro. Alexandrovskaya/Windsor, penalizzati di oltre tredici punti, si sarebbero dovuti accontentare del bronzo, superati anche da Pavliuchenko/Khodykin. Quanto a Sui/Guo, Zhang li avrebbe fatti salire dal settimo al quinto posto. Questi piazzamenti hanno allarmato l’ISU? Neppure per sogno, Zhang ha continuato a giudicare tranquillamente, era pure ai Giochi olimpici, e se nelle mie tabelle queste gare non sono contemplate è perché era nella giuria della danza, disciplina che per il momento ho trascurato. Arriverò anche alla danza, ho già iniziato a lavorare su un file davvero enorme.
L’ultima gara di artistico in cui ha giudicato connazionali è stato l’Asian Trophy del 2018, ma li è stato lievemente severo con la pattinatrice cinese, Hongyi Chen, e io passo a un altro giudice.
Guona Zhao
Nella prima occasione, la Cup of China 2015, Guona Zhao ha giudicato in modo corretto, il bias è ridotto. Si è rifatto la stagione successiva. Alla Croatia Cup, gara di Grand Prix junior, nella competizione di coppia è riuscito ad avere un bias di 17.51 punti, il che, tradotto in posizioni di classifica, significa oro per Gao/Xie invece dell’argento, risultato che in teoria potrebbe anche starci visto che la gara è stata vinta da Kostiukovich/Ialin con soli 52 centesimi di vantaggio, ma per Zhao il vantaggio a favore dei cinesi sarebbe dovuto essere di 12.40 punti. C’è qualcosa che non mi torna. Per la verità ci sono altre cose che non mi tornano, secondo il giudice canadese Veronique Gosselin il miglior libero è stato eseguito dai canadesi Walsh/Michaud, ed è stata l’unica a pensarla così, nella classifica il loro è stato il quarto libero. A quanto pare tutti i protocolli dovrebbero essere guardati attentamente subito dopo la conclusione della gara, ma qualcosa mi dice che questo non viene fatto. Ma Gao/Xie non erano gli unici pattinatori cinesi presenti. Zhang/Jia, nella realtà settimi, per Zhao avrebbero meritato il quarto posto, Sui/Guo, nella realtà noni, avrebbero meritato l’ottavo.
Quanto alla gara maschile, dove ha giudicato solo il libero, Zhao ha assegnato a Yan Hao 134.95 punti contro i 130.54 reali, a Mitsuki Sumoto 129.87 punto contro 135.11 e a Koshiro Shimada 126.59 punti contro 133.00. Per il pattinatore cinese significa quarto libero invece del sesto.
L’ultima gara giudicata da Zhao è stato il Grand Prix junior disputato in Polonia nel 2017. Il bias è di 13.70 punti, secondo lui Han Yao ha eseguito il quarto programma corto e non il sesto, e il sesto libero e non l’undicesimo. Stavolta lascio stare le somme, ma qualcosa mi dice che l’imparzialità Zhao si è dimenticato cosa sia.
Rui Zhao
Con Rui Zhao chiudo la panoramica sui giudici cinesi, poi toccherà a quelli russi. Alla Tallin Cup del 2016 è rimasto entro limiti ragionevoli sia nella gara maschile che in quella di coppie di artistico. In Germania nella tappa di Grand Prix junior è stato un po’ troppo generoso con la coppia cinese nel programma corto, è tornato su giudizi più normali nel libero. Nella gara maschile ha giudicato solo il libero, e se è vero che è stato generoso con quattro dei primi cinque classificati, Jun-hwan Cha, Conrad Orzel, Mitsuki Sumoto e Jaroslav Paniot, autori dei quattro migliori liberi, è stato ancora più generoso con Yuheng Li, autore dell’ottavo libero ma per lui autore del quarto, e severo con Artem Kovalev e Andrew Torgashew e in linea con gli altri con Kim Chol Han, non a caso da lui piazzati alle spalle del cinese.
Tutto regolare nella gara di coppie di artistico Minsk Arena nel 2017, bias alto nel libero femminile, di nuovo alto nelle coppie di artistico del Grand Prix junior disputato nella Repubblica Ceca nel 2018, anche se ci sarebbe stato un cambiamento di posizioni minimo, quindi di nuovo regolare nelle gare successive.
Cup of China 2020
Per le gare di quest’anno è un po’ difficile parlare di national bias. Alla recente Cup of Cina erano cinesi tutti i pattinatori e tutti i giudici, non è possibile fare nessun tipo di confronto sulla nazionalità. Guardo quello che posso guardare, a cominciare dalla composizione dei pannelli di giuria:
Il referee delle gare di artistico è stato Huang Feng, sospeso per solo un anno dopo la gara olimpica. Un anno, per un giudice che che in cinque delle sette gare che ha giudicato ha avuto un bias eccessivo. Sottolineo anche che la sospensione è arrivata dopo la gara più importante, ma quella è stata proprio la gara, fra quelle cinque, in cui il suo bias è stato più basso. Però va bene, dopo un anno è tutto dimenticato. A proposito di giudici sospesi dopo PyeongChang, anche Weinguang Chen era alla Cup of China, dove ha ricoperto il ruolo di giudice sia nella gara femminile che in quella di coppia. Sospetto che fra un po’ lo ritroveremo a fare danni anche in gare serie. Ho scoperto giusto ieri che il record del mondo per il bias più alto non lo detiene lui, c’è qualcuno che è riuscito a fare peggio, ma ne parlerò. Devo solo finire di raccogliere i dati e mettere ordine nel mio file. Altri due giudici in passato hanno avuto un bias davvero alto, ma erano lì a giudicare le gare. Mi domando quanto siano stati imparziali e con quanta attenzione abbiano applicato il regolamento.
Per i GOE bisognerebbe guardare le gare, e non so se i video siano disponibili. Mi limito a guardare i components di un unico pattinatore, Boyang Jin. Questa è la sua intera carriera senior, non ho guardato solo il campionato nazionale, i Chinese National Winter Games del 2016 e gli Asian Winter Games del 2017.
Come potete vedere ho colorato i voti nelle singole voci dei components. Nella prima gara in transitions ha ricevuto una valutazione inferiore al 7.00, quel voto è scritto in rosso. Per il resto su sfondo bianco sono i voti compresi fra 7.00 e 7.49, su sfondo giallo quelli compresi fra 7.50 e 7.99, su sfondo arancio quelli compresi fra 8.00 e 8.49, su sfondo rosso quelli compresi fra 8.50 e 8.99, su sfondo viola quelli superiori a 9.00. Il momento migliore, per Jin, è arrivato nella stagione olimpica, fino al libero disastroso del Campionato del mondo. Con l’eccezione di quel periodo durato un paio di mesi i suoi voti sono quasi sempre stati inferiori all’8.50. E poi c’è la recente Cup of China. Non è che quei voti alti sono un po’ strani? Già che c’ero ho fatto anche il grafico, tanto ormai i dati li avevo tutti. Per poter accostare i voti del programma corto a quelli del libero ho mantenuto sempre la fattorizzazione a 1:
Certo, se guardiamo solo il protocollo della Cup of China i confronti con i giudici stranieri e i pattinatori stranieri non sono fattibili, ma siamo davvero sicuri che i giudici cinesi non abbiano un pochino alzato i voti del loro connazionale? Non è un’abitudine solo loro, ma questo lo vedremo nei prossimi giorni.
