Giudici olimpici e national bias. I giudici

Dopo aver appurato che l’ISU non si è preoccupato di richiedere giudici per i Giochi olimpici solo a quelle nazioni che avevano il national bias più basso, mi sono chiesta quali giudici ciascuna nazione avesse mandato a PyeongChang. Se per le nazioni ho fatto il mio controllo solo sulla stagione 2016-2017, per i giudici ho allargato lo sguardo, arrivando a comprendere, oltre alle gare già valutate in precedenza, tutte le gare internazionali (Challenger Series e Grand Prix, sia senior che junior) fino alla finale di Grand Prix 2017. Non ho considerato le gare di inizio 2018 perché, anche se noi i nomi li conosciamo piuttosto tardi, suppongo che le federazioni nazionali le decisioni le debbano prendere prima, se non altro per questioni organizzative.

Ho guardato tutti i giudici che hanno giudicato loro connazionali e alle cui nazioni era stato richiesto di inviare un certo numero di giudici a PyeongChang. Il file è lungo, sono, considerando il ricalcolo per le singole nazioni, alle quali ho aggiunto i mesi autunnali rispetto al primo calcolo che avevo fatto, 1340 righe. Non ve lo faccio vedere tutto un po’ perché non ho voglia di fare tutti gli screenshot che mi servirebbero, e un po’ perché quando si pubblicano troppi dati si rischia di perdere in leggibilità. Vi faccio vedere come ho lavorato e poi passo ai dati che mi interessano.

Il file completo si trova nelle colonne GY-HI. Per ciascun giudice ho elencato tutte le gare che ha giudicato, con l’indicazione del bias nel programma corto, nel libero e nel totale. Come sempre ho evidenziato i bias davvero troppo alti (ma possono essere alti anche bias dai valori inferiori, se il giudice è esperto serve un controllo più accurato per notare i suoi maneggi) e quelli negativi, in cui il giudice ha sfavorito i suoi connazionali. Per l’esempio ho scelto un giudice a caso, Angelique Clyde-Smith. Come potete vedere ho evidenziato il suo bias (negativo in tre occasioni, molto alto in una, accettabile in altre tre occasioni) selezionando le caselle con il mouse. Sono le righe dalla 3 alla 9 nella colonna HD. Come ho evidenziato in basso a destra, ho controllato la somma fatta dal computer. Io non faccio mai le operazioni, o guardo quelle del computer o scrivo una formula e la copio e incollo in tutti i punti dove mi serve. Posso sbagliare a inserire i dati (spero di no, ma qualche errore l’ho visto e l’ho corretto, probabilmente qualcuno mi è sfuggito, in questo caso ogni segnalazione che può portarmi a ulteriori correzioni e a un miglioramento delle statistiche è ben accetta), ma le operazioni le fa il computer. In questo caso ho guardato il bias medio di Clyde Smith, 0.95 punti, e l’ho trascritto nella riga che le ho dedicato nel mio riassunto, nello specifico nella colonna HN alla riga 9. Nella colonna HO ho trascritto la media che è venuta fuori evidenziando le corrispondenti caselle nella colonna HE. La colonna HP è la somma dei dati che si trovano sulla stessa riga nelle colonne HN e HO. Ho aggiunto un altro dato, nella colonna HM. È il numero di gare giudicato da ciascun giudice. Non mi sono preoccupata di distinguere se il giudice ha giudicato solo il programma corto, solo il libero o entrambi i programmi, ho guardato solo a quante gare era presente. Questo per capire se il bias medio è calcolato solo su una o due gare, e quindi è poco attendibile, o se invece ci parla davvero del comportamento del giudice. Anche Clyde-Smith in un’occasione ha avuto un bias molto alto, se ci basassimo solo su quella gara dovremmo dire che lei è un giudice di parte. Confrontando i dati con quelli delle altre gare che ha giudicato, viene invece da chiedersi come mai quel giorno i suoi voti siano stati così strani. Bisognerebbe guardare la gara e parlarne con lei.

Le colonne HK-HP quindi sono un riassunto di tutti i dati delle colonne GY-HI. Per una maggiore leggibilità ho evidenziato in giallo intenso il bias di ciascuna nazione, in giallo chiaro i giudici che sono stati scelti per far parte dei pannelli di giuria olimpici. Ho ignorato i membri del pannello tecnico perché per loro non è possibile fare un controllo di questo tipo.

L’Australia ha un giudice dal bias negativo, Deborah Noyes, ma escludendo Kylie Anne Yacopetti e Joanna Miller era possibile aspettarsi imparzialità da tutti i suoi giudici. L’Austria ha optato per un giudice che sta nel mezzo, Thomas Biegler. Non è uno dei più partigiani ma neppure uno dei più imparziali, comunque il suo bias è accettabile. Il Belgio ha un solo giudice che nel periodo considerato ha giudicato suoi connazionali, Francoise De Rappart, e quindi ha mandato lei, anche se il suo bias è un po’ altino.

Per il Canada uno dei giudici era Jeff Lukasik, uno dei giudici più di parte che ci siano in circolazione fra quelli che di gare ne giudicano tante e pure importanti. A fargli compagnia, lasciando a casa numerosi altri giudici un po’ troppo di parte, Nicole Leblanc-Richard, Leanna Caron e Janice Hunter, e quanto meno i primi due li guardo con un certo sospetto. Dovrò trovare il tempo per osservare il loro operato più da vicino. Comunque è curioso che una nazione che, fra quelle forti, ha uno dei bias più bassi, abbia inviato a PyeongChang alcuni dei giudici meno imparziali. Erano gli unici qualificati per giudicare ai Giochi olimpici? Ce n’erano altri ma hanno tutti un bias più alto di quello di Hunter? Nel post di cui ho inserito il link si nota un dettaglio interessante, anche tenendo conto del fatto che quando avevo realizzato le statistiche per quel post non avevo considerato le prove della danza su ghiaccio, la disciplina in cui il bias è più alto. Il Canada ha avuto un bias, nelle tre discipline di artistico, di 5.13 punti nella stagione 2016-2017, bias che nella stagione olimpica è salito a 6.20, superando di un solo centesimo il bias degli Stati Uniti. Poi, con il nuovo codice di punteggi, il bias è sceso prima a 2.89 punti e poi, nella stagione 2019-2020, a 2.79 punti. I giudici sono diventati più onesti? È il cambiamento dei GOE che ha portato ad abbassare il bias? Forse, ma c’è un’altra cosa che è cambiata.

I Giochi olimpici sono stati l’ultima gara disputata da Tessa Virtue/Scott Moir, che in Corea hanno vinto il loro secondo oro individuale e, già che c’erano, l’oro di squadra. Per quanto bravi, Kaitlyn Weaver/Andrew Poje (che hanno partecipato solo a tre gare nella stagione 2018-2019, a nessuna nella stagione successiva) e Piper Gilles/Paul Poirier non sono allo stesso livello.

I Giochi olimpici sono stati l’ultima gara anche per Patrick Chan. Anche se a PyeongChang ha vinto solo l’oro a squadre, l’attenzione su di lui è sempre stata alta. Guardando in retrospettiva Chan ha smesso di lottare per le medaglie più importanti con l’argento di Sochi. Dopo la pausa ha vinto qualche gara di Grand Prix, in due occasioni pure battendo uno Yuzuru Hanyu molto falloso, ha vinto un ultimo oro al Four Continents Championship, ma anche se i suoi connazionali lo adoravano, e se da ammirare era sempre bello, a livello tecnico Chan è rimasto indietro rispetto agli altri, e questo ha fatto la differenza sui titoli più importanti. Però la sua federazione lo ha sempre sostenuto. Keegan Messing e Nam Nguyen non godono della stessa considerazione di cui godeva Chan, cosa niente affatto sorprendente visto che i risultati non sono minimamente paragonabili.

Dopo il bronzo olimpico Kaetlyn Osmond ha vinto l’oro mondiale, quindi si è fermata anche lei. Gabrielle Daleman non è più la pattinatrice che ha vinto il bronzo mondiale nel 2017, lei è regredita, anche a causa di problemi fisici, e le altre sono andate avanti. Le giovani canadesi per ora sono molto lontane dal livello della migliore Osmond, o anche della migliore Daleman.

Meaghan Duhamel/Eric Radford si sono fermati dopo il bronzo olimpico. Per un biennio, nel 2015 e nel 2016, avevano vinto l’oro al Campionato del Mondo. Per trovare un’altra coppia canadese sul podio mondiale bisogna tornare indietro fino al 2008 e al bronzo di Jessica Dubé/Bryce Davison. Gli altri, a partire da Kirsten Moore-Towers/Michael Marinaro, bronzo all’ultimo Four Continents Championship, argento l’anno prima, sono molto lontani dalla coppia più famosa.

Se il bias del Canada nelle ultime due stagioni è sceso, potrebbe anche essere accaduto perché non ha più atleti in grado di competere per le medaglie più importanti. L’oro al momento è fuori portata, e in quasi tutte le discipline qualsiasi medaglia sembra irraggiungibile al Mondiale, e difficile in competizioni meno importanti. Nel 2018 il Canada ha vinto l’oro olimpico di squadra e tre medaglie, un oro e due bronzi, nelle competizioni individuali o di coppia, e forse non è un caso che alla gara abbia inviato alcuni giudici dotati di un forte sentimento patriottico.

A guardare i giudici cinesi mi verrebbe da dire che qualcuno in Cina si sia distratto quando hanno deciso di inviare all’Olimpiade Hailan Jiang. Anche se Jiang non è esattamente imparziale (ho visto giudici dal bias più basso) il suo valore medio è comunque accettabile. Feng Huang e Weiguang Chen avevano un bias altissimo anche prima dell’Olimpiade, è davvero sorprendente che nell’occasione abbiano favorito i loro connazionali? Forse l’ISU, o il CIO (Comitato Olimpico Internazionale, in inglese IOC) se l’ISU non agisce, dovrebbe mettere un veto su certi nomi. Meglio non farli andare alla gara che averli, fargli assegnare voti assurdi con il rischio che il risultato venga falsato (in questo caso anche se i voti assurdi sono arrivati il risultato non è stato falsato, ma sarebbe potuto accadere) e sospenderli poi. Ricordo che dopo PyeongChang Huang è stato sospeso per un anno, Chen per due. L’ultimo giudice cinese è Tianyi Zhang, con un bias piuttosto alto. Di lui ho parlato un po’ qui: National bias: Cina/2 | sportlandia (wordpress.com).

La Repubblica Ceca ha inviato due giudici dal bias accettabile, anche se forse sarebbe il caso di guardare da vicino Richard Kosina. Non penso che lo farò, non ne ho il tempo, sicuramente non guarderò Jana Baudysova, che sembra corretta.

I giudici spagnoli sono tre, chiunque fosse andato saremmo cascati male. Ora il loro bias è più basso, i loro voti più fantasiosi li hanno quasi sempre assegnati quando c’era in pista Javier Fernandez, e per quanto io ami Javi certi voti mi sembrano difficili da digerire.

La Finlandia ha un solo giudice dotato di una notevole fantasia quando si tratta di assegnare i voti, mentre Pekka Leskinen sembra un giudice corretto.

La Francia ha inviato Philippe Meriguet, il più partigiano fra i loro giudici. In luglio avevo notato che ai Giochi olimpici è stato l’unico a reputare Chafik Besseghier migliore di Matteo Rizzo, mi sa che ai suoi voti dovrò dare uno sguardo attento. Quindi ci sono Elisabeth Louesdon, bias medio, Christine Hurt e Anthony Leroy, bias basso. Suppongo che chi ha scelto quali giudici inviare non abbia controllato il bias dei giudici, giusto?

Uno dei giudici tedeschi è Elke Treitz, un giudice presente in parecchie gare e che è dotata di un forte sentimento patriottico. L’ho già citata in diverse occasioni, certo apprezza molto Aljona Savchenko/Bruno Massot, sarà un caso che ha giudicato proprio la loro gara? Ingrid Charlot Wolter ha un bias alto, ma su una sola gara, perciò il valore va preso con un minimo di cautela, ma non credo che la controllerò, Kerstin Kimminus è un giudice imparziale.

In Ungheria a quanto pare la tendenza è al bias alto, Zsuzsanna Vikarne-Homolya non è neppure una delle peggiori, anche se il suo bias mi spinge a diffidare di lei. In compenso Katalin Balczo ha un bias basso, che abbiano davvero cercato di mandare i loro giudici più corretti?

Credo che i voti dei giudici israeliani si commentino da soli, non dovrebbe essere consentito né ad Anna Kantor né ad Albert Zaydman (né agli due, se è per questo) di giudicare i Giochi olimpici (e neppure il Campionato del mondo, o una qualsiasi gara internazionale…)

L’Italia ha inviato due giudici dal bias alto, Walter Toigo, di cui ho già parlato ma su cui intendo tornare per parlare di un problema spiegato da Daniel Kahneman in Pensieri lenti e veloci, e Raffaella Locatelli. Il terzo giudice era Walter Zuccaro. Il suo bias è medio. Prima o poi dovrò parlare degli italiani.

Il Giappone, in genere piuttosto corretto, ha inviato il giudice dal bias più alto, Kaoru Takino, ma noto che Takino è un giudice di danza e mi domando se il Giappone abbia altri giudici olimpici per una di disciplina in cui, a livello mondiale o olimpico, non ha mai vinto una medaglia, o se non fosse una scelta obbligata. Gli altri due giudici, Sakae Yamamoto e Ayumi Kozuka, hanno un bias medio-basso. La tendenza del Giappone in genere è verso la correttezza, anche quando ci sono medaglie in ballo, e loro lottavano per vincerne in due discipline diverse, anche se poi ne sono arrivate due in una disciplina sola.

Il Kazakistan di giudici ne ha tre, ha inviato a PyeongChang il più partigiano, Yuriy Guskov, un altro che dovrò guardare bene.

La Corea ha optato per un giudice molto esperto, ho trovato il suo nome in un pannello di giuria del 2002, ma dal bias piuttosto alto, Chihee Rhee, mentre Sung-Hee Koh ha un bias medio. Bias medio anche per il giudice della Lettonia Agita Abele, molto alto per quello della Polonia, Malgorzata Sobkov. Non so se non avessero scelta, ma non sembra proprio che la Polonia abbia provato a mandare un giudice imparziale.

La Russia ha inviato tre giudici. Due, Olga Kozhemyakyna ed Elena Fomina (ho guardato da vicino alcune gare giudicate da quest’ultima qualche tempo fa), hanno un bias molto elevato. Ci sono giudici ancora più partigiani di loro, ma questo non significa che la presenza di Kozhemyakina o Fomina mi facciano stare tranquilla. E non solo a me. Sono andata a ricercare vecchi articoli pubblicati non da me, che per alcuni anni sono stata una giornalista pubblicista ma che ho restituito la tessera all’Ordine quando mi sono resa conto che pagavo le spese per l’iscrizione ma guadagnavo ben poco, e che non ho mai scritto su testate importanti, ma da giornalisti un po’ più importanti di me. Questi sono Mary Pilon, Andrew W. Lehren, Stephanie Gosk, Emily R. Siegel e Kenzi Abou-Sabe su NBC News il 6 febbraio 2018, quindi immediatamente prima dei Giochi olimpici: https://www.nbcnews.com/storyline/winter-olympics-2018/think-olympic-figure-skating-judges-are-biased-data-says-they-n844886. Qualche giorno prima dei Giochi è praticamente impossibile modificare le cose, ora c’è tempo, e secondo me è importante chiedere al CIO di intervenire per ridurre al minimo il rischio che le gare siano influenzate dal bias dei giudici. Riprendo alcune richieste dell’articolo di cui ho inserito il link, che condivido totalmente:

What else can be done to improve the scoring of figure skating? Among the fixes suggested by observers:

  • Ban judges from scoring skaters from their own countries.

  • Ban officials from national skating federations from serving as judges.

  • Have the International Skating Union choose judges based on merit, instead of letting individual countries decide who to send to the Olympics.

  • Ban sanctioned judges from ever returning to the sport. Currently a judge who’s been sanctioned for cheating can rejoin the pool of Olympic-eligible judges within a few years.

  • Professionalize judging. Most skating judges are unpaid volunteers.

The ISU did not respond to a request for comment on the proposed changes.

L’ISU non risponde? Se l’ISU fa finta di nulla, dovrebbe essere il CIO a intervenire per correttezza nei confronti di tutti gli atleti, non importa quale sia la loro nazionalità.

Per i giudici sospesi ma ancora attivi, o attivi in tempi molto recenti, pubblico un breve elenco sicuramente incompleto, ma anche individuare pochi giudici è meglio che non individuarne nessuno:

  • Yuri Balkov, UKR
  • Sviatoslav Babenko, RUS (che evidentemente ha gradito la sospensione perché ha pure fatto il bis)
  • Weiguang Chen, CHN
  • Ece Esen, TUR
  • Didier Gailhaguet, FRA (sospeso non da giudice ma da presidente della federazione francese, con un comportamento che mi sembra molto più grave di quello di un singolo giudice. E nonostante questo è tornato al vertice, abbiamo rischiato di ritrovarcelo come presidente dell’ISU, e ora è fuori dalla federazione – spero in via definitiva, io lo vedrei volentieri in prigione – per lo scandalo legato agli abusi sessuali)
  • Alexandre Gorojdanov, BLR
  • Feng Huang, CHN
  • Hege Rosto Jensen, FIN
  • Lise Rosto Jensen, FIN
  • Alfred Koritek, UKR
  • Laimute Krauziene, LTU
  • Natalia Kruglova, UKR
  • Vladislav Petukhov, UKR
  • Valentin Piseev, RUS (ok, anche lui non è più un giudice, è solo uno dei massimi dirigenti della federazione russa. La sua sospensione mi fa pensare che non sia una persona su cui si possa contare per la sua spiccata onestà, la sua presenza al vertice mi fa automaticamente sospettare di tutti i giudici russi, e non è una bella cosa perché ciascuno dovrebbe essere giudicato per ciò che fa e non per il gruppo a cui appartiene. Però se il gruppo è guidato da qualcuno che in passato ha avuto problemi con la giustizia, possiamo fidarci che pretenda da tutti coloro che lavorano per lui la massima onestà?)
  • Nikolai Salnikov, EST
  • Walter Toigo, ITA
  • Doug Williams, USA

Un altro articolo, questo, https://www.buzzfeednews.com/article/johntemplon/the-edge, scritto da John Templon e Rosalind Adams e pubblicato su BuzzFeed News l’8 febbraio 2018, fa alcuni nomi. Guardiamo chi viene indicato come giudice che favorisce i suoi connazionali:

  • CANADA
  • Nicole Leblanc-Richard
  • Jeffrey Lukasik
  • CINA
  • Weiguand Chen
  • Feng Huang
  • Tiany Zhang
  • ISRAELE
  • Anna Kantor
  • ITALIA
  • Walter Toigo
  • KAZAKISTAN
  • Yuri Guskov
  • RUSSIA
  • Maira Abasova
  • Elena Fomina
  • Olga Kohzemyakyna
  • SPAGNA
  • Marta Olozagarre
  • TURCHIA
  • Tanay Ozkan
  • STATI UNITI
  • Lorrie A. Parker
  • Sharon Rogers
  • UZBEKISTAN
  • Saodat Numanova

Sapete cos’ho fatto? Ho preso l’elenco indicato dall’articolo, ho trascritto in stampatello i nomi delle nazioni, con caratteri normali i nomi dei giudici. A questo punto ho iniziato a evidenziare in grassetto tutti i giudici indicati nell’articolo che anche secondo me hanno un valore di national bias eccessivo. Chissà perché li ho evidenziati tutti, e secondo me ne manca ancora qualcuno, sia delle nazioni indicate che, per esempio, di Francia o Germania. Però BuzzFeed ha detto esplicitamente di aver controllato solo i giudici delle nazioni che avevano valutato più gare nel periodo considerato, probabilmente Francia e Germania non rientravano nei loro limiti.

Quello che è importante è che prima dei Giochi olimpici qualcuno si era preso la briga di controllare l’imparzialità dei giudici e facendo parecchi nomi (ma io ne farei di più) che, ho potuto verificare, sono corretti. Era possibile individuare prima dei Giochi olimpici chi aveva la tendenza a essere scorretto e dire “no, grazie, non ti vogliamo come giudice olimpico”. BuzzFeed News ha pubblicato i nomi senza dati e quindi non ci si può fidare? Dopo aver letto l’articolo me lo sono chiesto. Ora però il controllo l’ho fatto personalmente e so cosa è vero. Non solo, io i dati li sto pubblicando. Non proprio tutti, in qualche caso ho pubblicato solo i riassunti per questioni di spazio, ma ho spiegato come ho lavorato, perciò chiunque può rifare autonomamente quel che ho fatto io, e sono pronta a inviare i dati completi a chiunque dovesse chiedermeli. E guardate che io non ho nessuna preparazione specifica, prima del Campionato del mondo 2019 non avevo mai davvero guardato un protocollo di gara, ho iniziato a lavorare con i numeri solo la scorsa estate, quindi da circa mezzo anno, e anche se con i numeri non ho problemi i miei studi sono storico-artistici, non matematici. Non so neppure pattinare, ma se lo si vuole davvero si possono imparare tante cose, per esempio a capire se sono stati soddisfatti i bullet necessari all’assegnazione di determinati GOE (anche se in questo caso non sto parlando di bullet).

Non rivendico nessuna esclusiva su queste analisi, anche se le ho fatte io. Io voglio correttezza nei giudizi, perciò chiunque è libero di riprendere le mie statistiche, anche i miei post, e tradurli in qualsiasi lingua per chiedere che non vengano ammessi ai Giochi olimpici giudici dal bias alto e che il sistema di giudizio venga migliorato, riducendo dove possibile la soggettività dei giudici e potenziando l’uso delle tecnologie.

Ora non abbiamo una sola stagione, o una stagione e mezza per le statistiche, ne abbiamo quattro, quindi è più semplice vedere quali giudici assegnano voti strani. Vogliamo fare qualcosa prima dei prossimi Giochi olimpici? L’ISU in molti casi non si preoccupa dei voti strani assegnati dai giudici. Secondo Ottavio Cinquanta, che è stato presidente dell’ISU, se non ricordo male, dal 1994 al 2016, quindi per 22 anni, assegnare voti scorretti è una violazione minore, e comunque se un giudice è scorretto è un problema della federazione che ha deciso di mandarlo, non suo. No, se le federazioni nazionali non controllano i giudici perché ne hanno un tornaconto, deve essere l’ISU a farlo, e se non lo fa neppure l’ISU deve essere il CIO. Il CIO ha in coraggio di dire che certi giudici non dovrebbero giudicare? Gli interessa farlo? Se il CIO non è interessato alla correttezza, possiamo fare a meno di disputare i Giochi olimpici. Se sì, forse sarebbe il caso di agire.

Ksenia Stolbova, seconda al campionato nazionale russo nella stagione 2017-2018 insieme a Fedor Klimov, non è stata ammessa ai Giochi olimpici del 2018, dove avrebbe potuto lottare per una medaglia nelle coppie di artistico. Ivan Bukin, anche lui secondo al campionato nazionale insieme ad Alexandra Stepanova, non ha partecipato alla gara di danza ai Giochi olimpici perché il CIO ha messo un veto alla sua presenza. Difficilmente la coppia sarebbe salita sul podio, a tutt’oggi non sono mai saliti sul podio mondiale, mentre hanno raccolto un argento e tre bronzi europei, comunque era una coppia importante. Due pattinatori (e i loro partner) sono stati lasciati a casa per motivi legati al doping. Sappiamo che il problema è quello, e se c’è doping io sono per la squalifica, però che io sappia non ci è mai stato detto che Stolbova e Bukin sono risultati positivi a un controllo antidoping. Le informazioni sono scarse, ma i due atleti a PyeongChang non ci sono andati perché il CIO ha messo il veto. Se sono stati lasciati a casa loro – e chissà quanti altri atleti in numerose altre discipline – si possono lasciare a casa anche giudici che assegnano i voti guardando più la nazionalità dei pattinatori che ciò che i pattinatori fanno in pista. Abbiamo abbastanza dati per fare una lista, probabilmente non completa ma che è comunque un buon punto di partenza per iniziare a fare pulizia.

Torno ai miei screenshot. La Svizzera ha tre soli giudici dal bias alto, ma ai Giochi olimpici ha inviato un giudice molto corretto, Beatrice Pfister. Discorso simile per la Repubblica Slovacca che ha designato Vladimir Cuchran e Kvetoslava Matejova, che avranno sì un bias più alto di quello di Pfister ma che sono abbondantemente entro valori corretti e che sono i più corretti della loro nazione.

La Turchia ha optato per la scelta opposta. I giudici particolarmente scorretti sono quattro, a PyeongChang è andato il più scorretto di tutti, Tanay Ozkan Silaoglu.

L’Ucraina, che più in su è comparsa spesso nell’elenco dei giudici sospesi, non ha un solo giudice davvero immune dal national bias. Ai Giochi olimpici ha mandato il secondo nella classifica di partigianeria, Anastassia Makarova.

L’Uzbekistan ha due soli giudici, entrambi molto prevenuti. Ai Giochi olimpici è andata Saodat Numanova, ma se anche fosse andata Natalia Khakimova sarebbe cambiato ben poco.

Agli Stati Uniti va riconosciuto di non aver scelto i giudici più di parte. No, ne hanno scelti due che hanno comunque un bias fin troppo alto, Sharon Rogers e Lorrie Parker, e un altro che sospetto non potrebbe superare un controllo ravvicinato, Deveny Deck. E sì che loro di giudici ne hanno parecchi, molti dal bias basso, avevano a disposizione una bella scelta.

È evidente che le nazioni non hanno inviato i giudici più imparziali. Qualcuna lo ha fatto, molte di più hanno optato per giudici partigiani o, al limite, per giudici dal valore di bias medio. Delle scelte delle nazioni ci si può fidare poco, le nomine devono essere fatte dal CIO o, nella peggiore delle ipotesi, il CIO deve fare un elenco di giudici non ammessi. Non per simpatie personali, ma in base a valori ben precisi di bias riconosciuti come eccessivi. E se dopo le gare, controllando tutti i voti assegnati da tutti i giudici, si dovesse coprire che un giudice ha assegnato voti scorrettamente alti ai suoi connazionali, tutti i giudici di quella nazione dovrebbero essere esclusi dai successivi Giochi olimpici. Forse così i giudici farebbero più attenzione a non cadere in tentazione, e le loro federazioni, sapendo che pagherebbero cara un’eventuale scorrettezza, non avrebbero motivo per fare pressioni su di loro.

Avrei voluto controllare anche il comportamento di ciascuno di questi 51 giudici nelle gare preolimpiche e confrontarlo con le valutazioni che hanno effettivamente fatto ai Giochi olimpici, ma visto che per l’ennesima volta sono stata più lunga di quel che credevo, farò questo controllo la prossima volta.

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