Giudici a Skate America 2020

In onore dell’inizio delle prove di Farce Grand Prix ho deciso di spostare di un giorno la programmazione della pubblicazione degli ultimi due post dedicati alla storia del pattinaggio attraverso i suoi momenti meno piacevoli. Gara locale, per i noti problemi a viaggiare, ma fatta in uno degli stati americani messi peggio a livello di contagi, per la serie “speriamo che vada tutto bene”. Cercare un’altra località no?

Lasciamo stare il coronavirus, sperando davvero che vada tutto bene, e passiamo al pattinaggio. Pattinatori locali e ovviamente giudici locali. Possiamo aspettarci punteggi stellari in tutte le competizioni, è quello che avviene sempre ai campionati nazionali di quasi tutte le nazioni, non vedo perché ora le cose dovrebbero essere diverse. Oltretutto se in una giuria imparziale un singolo giudice assegna voti assurdi al suo connazionale, i suoi voti spiccano, ma in una giuria in cui tutti assegnano voti assurdi non spicca nulla.

Qualche tempo fa ho raccolto un po’ di punteggi, ma non ho ancora elaborato tutto. Lo schema generale lo avevo già fatto, stamattina ho lavorato sui giudici statunitensi per avere qualcosa che fosse comprensibile da qualcuno oltre a me, ma potrei tornare su questi dati in un’altra occasione. Ho guardato il national bias, servendomi dei dati forniti da Skating Scores, dei giudici delle sei nazioni meglio classificate nella gara a squadre degli ultimi Giochi olimpici. Ricordo che per il national bias si prende il voto ricevuto dai singoli atleti, si controlla quanto i giudici si siano discostati dalla media per i loro connazionali e gli si sottrae la differenza dalla media per gli altri pattinatori.

Esempio basato sul programma libero del Campionato del mondo 2017, con un giudice di una nazione che non ho considerato nella mia analisi. La scelta è deliberata per far vedere che bisognerebbe guardare tutti i risultati e tutti i giudici, ma per farlo serve più tempo di quello che ho a disposizione. Per rapidità guardo solo due pattinatori, Yuzuru Hanyu e Javier Fernandez, osservandoli con lo sguardo del giudice spagnolo, Daniel Delfa. Hanyu, che aveva uno svantaggio di circa 11 punti da recuperare, ha pattinato prima di Fernandez.

Delfa è riuscito a preferire un falloso Fernandez a un perfetto Hanyu nei components, solo per questo meriterebbe di essere indagato, ma guardiamo i totali. A Hanyu Delfa ha assegnato 217.43 punti, fermandosi 5.77 punti sotto della media. A Fernandez Delfa ha assegnato 196.89 punti, 4.75 punti in più della media. Nel confronto fra Hanyu e Fernandez, il bias di Delfa è di 10.52 punti a favore del suo connazionale.

Chiarito il senso dei numeri, torniamo alle nazioni che ho analizzato. Nell’ordine sono Canada, Russia (lo so, non si chiamava così, ma di fatto era la Russia), Stati Uniti, Italia, Giappone e Cina. Avrei voluto guardare anche qualcun altro, ma già così i dati erano davvero tanti. Le stagioni che ho considerato sono quattro, dalla 2016-2017, quando abbiamo iniziato a conoscere i voti assegnati da ciascun giudice, alla 2019-2020. Per avere un campionario il più vasto possibile mi sono basata su parecchie gare: Giochi olimpici, Campionato del mondo (sia senior che junior), Campionato continentale, gare di Grand Prix (sia senior che junior) e Challenger Series. Vediamo innanzitutto in quali nazioni il national bias è maggiore.

Ho guardato le singole stagioni, solo nelle ultime tre colonne ho fatto la media delle quattro stagioni. Ho fatto calcoli separati per il programma corto e per il libero, perché il libero assegna circa il doppio dei punti del corto, quindi non è possibile fare medie che non tengano conto della differenza. In più non sempre i giudici giudicano entrambi i programmi. Di fatto è praticamente obbligatorio calcolare le due medie separatamente e, se si vuole avere un valore totale sulle gare, sommare le due medie. Per ciascuna nazione la riga in alto è la somma del valore di national bias del programma, corto o libero, in tutte le gare. La riga sottostante indica il numero di gare considerate. L’ultima riga è la media.

I giudici cinesi dominano, sono loro, in quasi tutte le circostanze, ad avere i valori più alti. Solo nella stagione 2019-2020 nel programma corto i giudici russi li hanno superati. Bias molto alto anche per la Russia, quindi a scendere per Italia, Stati Uniti, Canada e Giappone. Se questo è l’andamento stagione per stagione, più interessante è quello dedicato alle singole discipline. Alcune nazioni sono forti in una disciplina, altre in due, altre ancora in tre, perciò ho fatto un’altra tabella lasciando perdere il discorso stagionale e guardando il bias dei voti assegnati per uomini, donne e coppie di artistico.

Ho evidenziato in rosso i bias superiori ai 6.00 punti (e in grassetto la disciplina nella quale i giudici della singola nazione hanno dato il meglio di loro), e come vediamo i numeri cambiano. I giudici canadesi sostengono molto di più le donne rispetto agli uomini, i giudici statunitensi sostengono di più gli uomini. Considerando come si comportano le altre nazioni, la situazione per gli uomini giapponesi è decisamente complicata, anche se ci sarebbe da fare un lungo discorso che per ora lascio stare. Se questa è una panoramica d’insieme, in realtà ogni giudice fa discorso a sé, e questo è ciò su cui ho lavorato oggi. Questi sono i national bias dei singoli giudici americani.

Spero di non aver fatto errori, in caso doveste notarne ogni segnalazione è ben accetta. Ho riportato i dati, per farvi vedere su cosa ho lavorato, ma forse il riassunto è più comodo.

Per ogni singolo giudice possiamo vedere il suo national bias complessivo nelle tre discipline e in totale. Ho evidenziato in grassetto i voti più generosi. Sono medie, e già qui si vedono cose strane, ma ogni gara fa storia a sé e se le si guarda si possono scoprire tante cose interessanti. Ho analizzato il bias di uno dei questi giudici, Lorrie Parker, in una singola gara, in un post che ho programmato per domenica.

Le ultime tre colonne ci dicono quali ruoli avrà ciascun giudice a Skate America 2020. Vista la situazione, buon record del mondo a tutti!

Edit: non ho guardato Skate America, non sono abbastanza forte per una visione di questo tipo. Però ho guardato i protocolli di gara. L’augurio di buon record del mondo era una battuta fino a un certo punto, due giudici, l’1, Lorrie Parker, e il 3, Roger Glenn, hanno assegnato a Nathan Chen punteggi superiori al 111.82 ottenuto da Yuzuru Hanyu al Four Continents 2020, quando ha stabilito il suo diciannovesimo record del mondo.

Ci sono altri due dettagli che ho segnalato. Uno è la trottola combinata, e su Twitter ho trovato un tweet che dice tutto quello che c’è da dire su quest’elemento:

Sono 3.96 punti regalati così, probabilmente perché è un bravo ragazzo che si impegna tanto e merita di essere premiato. Ricordo che il ruolo di Technical Controller è stato ricoperto da Wendy Enzmann, quello di Technical Specialist da Denise Williamson e quello di Assistant Technical Specialist da David Santee. Non guardo nemmeno quanti +4 e +5 ci sono nei GOE, o quanti voti pari o superiori a 9.50 nei components, per parlarne dovrei guardare il programma e non ne ho voglia.

L’ultimo dettaglio che ho evidenziato non è sul protocollo di Chen ma su quello di Vincent Zhou. Il giudice 4, Samuel Auxier, gli ha assegnato un +3 su un salto contrassegnato con una q.

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1 Response to Giudici a Skate America 2020

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