Di giudici, giurie e giudizi equi/13. 2014

2014, Giochi olimpici. Team Event

Fra il 6 e il 9 febbraio si è svolta la gara a squadre, con il successo della Russia davanti al Canada e agli Stati Uniti. A guardare i punti la vittoria della Russia è stata netta, 76 per loro, 65 per il Canada. Hanno fatto punteggio pieno nelle donne grazie a Yulia Lipnitskaya e nelle coppie di artistico grazie a Tatiana Volosozhar/Maxim Trankov nel programma corto e Ksenia Stolbova/Fedor Klimov in quello libero, quasi punteggio pieno negli uomini, con Evgeni Plushenko che ha vinto il libero, dopo essere stato superato nel programma corto unicamente da Yuzuru Hanyu, e con le coppie di danza Ekaterina Bobrova/Dmitri Soloviev ed Elena Ilinyk/Nikita Katsalapov che hanno ottenuto il miglior risultato che potessero aspettarsi classificandosi terzi perché davanti a loro, in entrambe le occasioni, c’erano Meryl Davis/Charlie White e Tessa Virtue/Scott Moir. Eppure se guardiamo le singole gare, non è del tutto pacifico che il risultato fosse questo.

Se nelle due prove di danza i canadesi avrebbero preceduto gli statunitensi, il Canada avrebbe conquistato due punti in più, e il distacco dalla Russia sarebbe sceso a otto. Era possibile un’inversione di questo tipo? Se guardiamo i punteggi, soprattutto nella danza libera, sembrerebbe di no, e su queste due coppie consiglio la lettura di due articoli di cui ho inserito il link più in basso.

Il programma libero maschile è stato vinto da Plushenko davanti a Kevin Reynolds, con una differenza di soli 28 centesimi. Però dal punto di vista tecnico Reynolds ha ottenuto 89.00 punti contro gli 81.48 di Plushenko, è stato solo grazie ai components che il russo ha superato il canadese. I components non erano esattamente la cosa più importante nel pattinaggio di Reynolds, vero, ma anche Plushenko è sempre stato più forte sotto l’aspetto tecnico, qui i punteggi sono 86.72 per Evgeni, 78,92 per Kevin. Sarebbe bastato poco per invertire le rispettive posizioni, e ridurre di altri due punti la differenza fra Russia e Canada. Sei punti sono sempre tanti.

Kaetlyn Osmond ha concluso il programma corto al quinto posto, con 66 centesimi meno di Ashley Wagner e 1.53 punti meno di Mao Asada, ma con un punteggio tecnico superiore al loro. Anche lei è stata battuta sui components. Nel libero la situazione si è ripetuta, Osmond quinta, con un distacco di 1.60 punti da Akiko Suzuki e 1.78 da Valentina Marchei, e in entrambi i casi è stato il punteggio dei components a penalizzare la pattinatrice canadese, la migliore delle tre a livello tecnico. Sarà un caso, anche se qualche dubbio M.G. Piety lo fa venire. Il suo articolo, Yet Another Olympic Figure Skating Judging Scandal, https://www.counterpunch.org/2014/02/13/yet-another-olympic-figure-skating-judging-scandal/, è datato 13 febbraio, quindi erano state assegnate le medaglie di squadra e delle coppie di artistico, e stava per iniziare la competizione maschile. L’articolo è interessante, basandosi su un articolo di L’Equipe purtroppo non più rintracciabile – direi che è meglio se mi salvo gli articoli di Piety – ipotizza una combine fra russi e statunitensi per far vincere ai primi l’oro di squadra e ai secondi quello nella danza su ghiaccio, con un interessante confronto fra Virtue/Moir e Davis/White. Io non so se la combine ci sia effettivamente stata, ma l’oro di squadra è andato ai russi, quello nella danza a Davis/White, e per quanto White abbia tutta la mia ammirazione per quello che è riuscito a fare nonostante la sua asma, la velocità non è uno dei criteri principali, e certo non l’unico, con cui si giudica un programma di pattinaggio artistico o di danza su ghiaccio. Il pattinaggio di velocità è un altro sport.

Piety è statunitense, non canadese. Può essere stata tifosa, ma certo non era accecata dal nazionalismo quando ha scritto i suoi articoli. Perché naturalmente dopo la conclusione della gara di danza ne ha scritto un altro, Can Olympic Ice Skating Sink Any Lower?, https://www.counterpunch.org/2014/02/18/can-olympic-ice-skating-sink-any-lower/, e consiglio la lettura anche di questo.

Pattinatori che vincono ogni gara a cui partecipano, e per questo i loro critici vengono zittiti con l’affermazione che se non fossero forti non avrebbero vinto tutto quello che hanno vinto? Pattinatori che iniziano a vincere costantemente ben prima dei Giochi olimpici superando i campioni olimpici in carica con punteggi gonfiati? La velocità, e non la difficoltà del programma, che si riflette nei components? Un ampio margine dato all’inizio in modo che, qualunque cosa facciano i rivali, sia impossibile ribaltare il risultato? La carenza di medaglia importante (o un lungo intervallo di tempo senza una medaglia importante, prima mondiale e poi olimpica) per gli Stati Uniti? Perché ho l’impressione che tutto questo si stia ripetendo ora? Sta succedendo, in una disciplina diversa dalla danza, e con i salti – facili, presi dopo una lunga rincorsa, e senza nulla fra un salto e l’altro – che hanno preso il posto di quella che all’epoca era la velocità, ma stiamo assistendo allo stesso copione. Di quanti scandali ci sarà bisogno per cambiare le cose?

2014, Giochi olimpici. Gara femminile

Torniamo a Piety. Su una cosa si è sbagliata: sulla previsione che i russi non avessero possibilità di vincere l’oro in una delle competizioni individuali. Plushenko non aveva nessuna possibilità, e non ne avrebbe avuta neppure se non si fosse fatto male. I 259,59 punti che ha ottenuto nella competizione a squadre (91.39+168.20), se ottenuti nella gara individuale si sarebbero tradotti in un terzo posto alle spalle di Yuzuru Hanyu (280.09) e Patrick Chan (275.62) e davanti a Denis Ten (253.92). Discorso diverso per la gara femminile, nella quale Mao Asada si è eliminata da sola dalla lotta per le medaglie sbagliando tutti gli elementi di salto del programma corto. Ad autoeliminarsi è stata anche la campionessa europea Yulia Lipnitskaya, con una caduta sia nel programma corto che nel libero. Il titolo lo ha vinto Adelina Sotnikova davanti a Yuna Kim. È stato un risultato corretto? Piety solleva diversi dubbi: https://www.counterpunch.org/2014/02/21/what-happened-with-the-ladies-in-sochi/. Al suo aggiungo un articolo di Christine Brennan: https://eu.usatoday.com/story/sports/columnist/brennan/2014/02/21/figure-skating-scandal-sochi-olympics-adelina-sotnikova-yuna-kim/5680717/.

Cominciamo con i giudici. Il Technical Controller è Alexander Lakernik, che abbiamo già incontrato e che all’epoca era vicepresidente della federazione russa. La technical specialist è la francese Vanessa Gusmeroli, e ultimamente sto leggendo il suo nome in un bel po’ di pannelli tecnici, prima o poi mi sa che controllo le sue chiamate. L’assistant tecnical specialist è tesserata per la Finlandia, ma di nome fa Olga Baranova, ho il vago sospetto che sia una russa naturalizzata, e Brennan ci informa che subito dopo la gara è stata vista scambiarsi le congratulazioni con i membri della federazione russa. Alcuni giudici hanno giudicato entrambi i programmi, altri solo uno dei due. Il programma corto è stato vinto da Kim con un vantaggio di 28 centesimi su Sotnikova. Dal pannello di giuria sono spariti lo statunitense Robert Rosenbluth, la britannica Diana Stevens, la svedese Katarina Henriksson e il coreano (è un uomo? a volte con i nomi orientali non riesco a capirlo) Koh Sung-Hee, quindi tre giudici presumibilmente neutrali e uno che, se fosse stato di parte, lo sarebbe stato in favore di Kim. Al loro posto sono entrati l’ucraino Yuri Balkov, già sospeso dopo i Giochi olimpici del 1998 per aver favorito i russi. Ma squalificarli a vita i giudici disonesti no? E poi l’estone Zanna Kulik, e per quanto l’Estonia non sia la Russia, non so quanto la federazione estone si sia effettivamente staccata da quella russa dopo la nascita dei singoli stati. Quindi la russa Alla Shekhovtseva, la moglie dell’ex presidente della federazione russa, Valentin Piseev (e colui che continuava a controllarne l’aspetto economico). Un giudice connazionale è un conto, capita piuttosto spesso, ma la moglie di quello che probabilmente è il più importanti dirigente della federazione nazionale? Compito della federazione è sostenere gli atleti (non barando, ma facilitandogli le condizioni di allenamento), Shekhovtsova come moglie di colui che era alla guida dell’organizzazione che doveva sostenere la pattinatrice non aveva un piccolo conflitto d’interessi? Il nome della francese Hélène Cucuphat non mi dice nulla, ma la combine del 1998 era stata organizzata fra Russia e Francia, mi domando come si siano evoluti i rapporti fra i due paesi.

Del programma guardo solo un dettaglio, la combinazione iniziale triplo Lutz-triplo toe loop. Al Japan Open, che non sarà la gara più seria del mondo ma può essere utile per vedere se certi comportamenti sono occasionali o un’abitudine, alla combinazione iniziale triplo Lutz-triplo loop è stato chiamato il filo errato del Lutz, e il loop è stato giudicato sottoruotato (BV 9.60, GOE -1.30, tot 8.30). Alla Cup of China è stato chiamato errato il filo del Lutz iniziale, eseguito in combinazione con un doppio toe loop (BV 7.30, GOE -0.70, tot 6.60). Al Tropée Éric Bompard ancora combinazione con doppio toe loop, e ancora chiamata di filo errato (BV 7.30, GOE -0,50, tot 6.80). Alla finale di Grand Prix il secondo salto della combinazione è tornato a essere il triplo loop, ma il Lutz ha ricevuto un’altra chiamata di filo errato (BV 11.10, GOE -0.30, tot 10.80). Oh, guarda, in quel pannello c’erano Yuri Balkov e Alla Shekhovtseva, che siano stati loro ad assegnarle quei due +1 che spiccano in mezzo a due 0 e cinque -1? Non lo sapremo mai, l’identità dei giudici era nascosta e i loro voti venivano diffusi in ordine casuale. Però sappiamo che erano il giudice 3 e il giudice 4, quindi erano seduti vicini, e che Shekhovtseva era stata presente anche in Francia (Balkov no), dove la combinazione di Sotnikova aveva ricevuto un unico +1. Anche in Cina Shekhovtseva era presente, la combinazione ha ricevuto uno 0 e otto -1. Coincidenze? Al campionato nazionale, ancora con Shekhovtseva fra i giudici, il Lutz è stato giudicato corretto, ma il loop ha ricevuto la chiamata di sottoruotato (BV 9.60, GOE -1,60, tot 8.00). Al Campionato europeo Shekhovtseva era ancora nel pannello di giuria, e meriterebbe di saltare qualche gara questa signora, perché viaggiare così tanto dev’essere stancante. Purtroppo però nemmeno una lamentela ufficiale della federazione coreana dopo i Giochi olimpici (https://olympics.nbcsports.com/2014/06/05/olympic-figure-skating-judging-complaints-rejected-by-isu/) è riuscita a far assegnare la meritata pensione a Shekhovtseva, che era ancora presente nel pannello della danza del Campionato europeo 2020. Mi sa che se vediamo il nome di Shekhovtseva in un pannello di giuria possiamo iniziare a preoccuparci, se insieme al suo c’è pure quello di Yuri Balkov possiamo pure evitare di buttare via il nostro tempo per guardare una gara che non sarà una gara. Nella gara continentale del 2014 Sotnikova ha aperto il programma con un triplo Lutz da solo, anche perché all’atterraggio ha fatto uno step out e messo una mano sul ghiaccio, perciò è stata costretta a spostare la combinazione su un altro salto. Ancora una volta il Lutz ha ricevuto la chiamata di filo errato, e vista la scarsa qualità dell’esecuzione i voti oscillano fra -2 e -3 (BV 6.00, GOE -1.70, tot 4,30).

In cinque gare internazionali Sotnikova ha ricevuto cinque chiamate sul filo del Lutz, solo al campionato nazionale la chiamata non c’è stata, in compenso c’è stata una chiamata di sottoruotato sul secondo salto della combinazione, cosa che si era verificata anche in una delle competizioni internazionali (e, in diverse occasioni, con altri salti). Infine i Giochi olimpici.

Nella prima riga Sotnikova arriva con un bel filo esterno, peccato che poi si sposti gradualmente verso l’interno. Perché non c’è stata la chiamata sul filo? La seconda riga è l’atterraggio del Lutz seguita dallo stacco del toe loop. Stacca completamente in avanti, ci sono 180° abbondanti di prerotazione, ma la prossima volta che vedrò questa chiamata sarà la prima. La terza riga è l’atterraggio del toe loop, e fin dalla prima immagine Sotnikova è già sul ghiaccio. Il salto è sottoruotato, di fatto lei sta in aria per due giri e le viene riconosciuto un triplo. Il pannello tecnico era in grado di riconoscere i fili errati, lo ha fatto con i Lutz di Mao Asada, il secondo eseguito da Yulia Lipnitskaya (che ormai, con una caduta sul salto precedente, abbinata alla caduta nel programma corto, era uscita dal giro delle medaglie), con quelli di Ashley Wagner, Kanako Murakami e Zijun Li, e con i flip di Gracie Gold, Akiko Suzuki, Valentina Marchei, Kexin Zhang e Gabrielle Daleman, ma con Sotnikova probabilmente non ha visto bene. Stesso discorso per i sottoruotati, che sono di più ma di cui vi risparmio l’elenco. Questa combinazione avrebbe meritato un valore base di 8.90, invece le è stato attribuito il valore pieno di 10.10, e un GOE di -3, che corrisponde a -2.10, invece ha preso +1.00. Si passa, per questo solo elemento, da 11.10 a 6.80 punti, una differenza di 4.30 punti. Non è sufficiente a ribaltare il risultato, per quello servono i components. Per la verità bastano solo loro, e solo quelli del programma libero.

Confesso: mi piacciono i grafici. Mi diverto a farli anche se serve davvero tanto tempo, anche perché decido come realizzarli man mano che li realizzo, il che significa che spesso cambio idea perché capisco che se faccio qualche modifica diventano più leggibili e butto via qualche ora di lavoro per impostare il grafico in modo totalmente diverso da come lo avevo realizzato all’inizio.

Questi sono i components di Adelina Sotnikova dalla stagione 2011-2012, quando è passata alla categoria senior, ai Giochi olimpici del 2014. Ho usato colori diversi per evidenziare le diverse stagioni, i primi tre gruppi di colonne si riferiscono al programma corto, gli altri al libero.

Già solo a colpo d’occhio si vede una crescita notevole nelle ultime due gare che ha disputato, Campionato europeo e Giochi olimpici. Nella sezione in basso ho inserito qualche numero. La prima riga indica il punteggio più basso e quello più alto che ha ottenuto in quella stagione in quel programma, la seconda la forbice entro cui ha oscillato, la differenza fra il suo peggio, che può anche essere legato a una singola gara andata male, e il suo meglio. Nell’anno dell’esordio le oscillazioni sono state piccole, 2.61 punti nel programma corto, 6,73 nel libero. Nella stagione 2012-2013 sono state un po’ più grandi, 3.79 nel corto e 8.40 nel libero. Nella stagione olimpica questa differenza è diventata davvero consistente, 6.31 punti nel corto, 14.10 nel libero. Può capitare che un pattinatore abbia forti differenze fra la sua gara peggiore e quella migliore, quindi ho fatto anche un altro calcolo. Ho guardato la media della stagione, in modo da minimizzare gli effetti di una competizione che può essere andata male per un’infinità di motivi, e l’ho confrontata con la media della stagione precedente. Da una media di 26.50 punti nella stagione 2011-2012 Sotnikova è passata a una media di 28.97 punti nella stagione 2012-2013. Il lavoro estivo le ha fruttato una crescita di 2.47 punti. Nel caso della stagione olimpica ho deciso di dividere i calcoli in due parti. Nelle prime tre gare, dalla Cup of China (1-2 novembre) alla finale di Grand Prix (5-8 dicembre) ha avuto una media di 30.09 punti, il che significa che il lavoro estivo si è tradotto in una crescita di solo 1.12 punti, inferiore a quella dell’anno prima. E poi ci sono i dati del 2014. Fra Campionato europeo (15-19 gennaio) e Giochi olimpici (19-20 febbraio) la media è stata di 34.57 punti, vale a dire che in due mesi e mezzo è migliorata di 4.48 punti, più di quanto aveva fatto nelle due stagioni precedenti messe assieme (3.59 punti). Davvero notevole. Fra la finale di Grand Prix (in cui aveva eseguito il secondo programma corto, quindi la prima parte di gara era andata bene, con tutti GOE positivi e livelli 4) e i Giochi olimpici è cresciuta di 4.40 punti, una crescita incredibile in così poco tempo, e anche fra il Campionato europeo e i Giochi il suo miglioramento è stato maggiore rispetto a quello che aveva compiuto nel periodo estivo. Nel libero la situazione si ripete, con la sola differenza che i dati anomali sono ancora più accentuati. Davvero Sotnikova è migliorata così tanto in così poco tempo? Riporto un’altra immagine, in questo caso da SkatingScores, con la crescita dei punteggi – programma corto, programma libero e totale – di Sotnikova. Lasciamo stare quello che è successo dopo i Giochi olimpici, Sotnikova prima si è fermata, poi ha avuto problemi fisici, e comunque trovare la motivazione dopo il successo olimpico è difficilissimo, in pochi ci sono riusciti. Guardiamo la sua crescita regolare, con qualche alto e basso non troppo accentuato, e due crescite improvvise. La prima al Campionato europeo 2013, dove ha vinto l’argento, la seconda iniziata al Campionato europeo 2014 e conclusa con il picco incredibile di Sochi:

Per Ottavio Cinquanta, presidente dell’ISU, la gara si è svolta senza problemi. Il ricorso della federazione sudocoreana contro Alla Shekhovtseva è stato respinto, credo perché presentato in ritardo rispetto ai tempi strettissimi in cui è possibile protestare, e senza giudici squalificati non c’è scandalo. Che poi la polvere non sia stata tolta ma semplicemente spostata sotto al tappeto… chi ce la fa fare di andare a guardare sotto il tappeto? Poi è colpa nostra se ci viene una tosse come reazione allergica. L’opinione di Cinquanta è questa:

Davvero è impossibile avere giudici che siano allo stesso tempo onesti e competenti? Comunque io preferisco l’incapace al corrotto, l’incapace magari con la giusta formazione impara, il corrotto al massimo affina le tecniche per non farsi scoprire. Qui non si parla di corruzione ma di conflitto d’interessi, e se è comprensibile che un giudice provi simpatia per i connazionali (non è mica detto, negli anni io ho tifato molto più spesso per atleti stranieri che per atleti italiani), un giudice che vuole giudicare in modo corretto fa del suo meglio per combattere il national bias, ma il compito della federazione è promuovere i suoi atleti. Dalla frase di Cinquanta io cancellerei la parola possible, e questo dice tutto. A lui non importa se i giudici votano correttamente o no, se sono competenti e riescono a imbrogliare senza farsi scoprire va tutto bene. Anzi, no, la prima frase che ho evidenziato non dice tutto, c’è anche la seconda. Balkov, sospeso per bloc judging, colpevole di una violazione minore? Una violazione grave cos’è allora? E non è che dopo si sia comportato bene, è stato al centro di diversi giudizi controversi. È gravissimo anche che Ottavio Ponzio Pilato Cinquanta se ne lavi le mani dicendo che è un problema della federazione ucraina. No, a dirigere le gare è l’ISU, e se c’è qualcosa che non va è l’ISU che deve intervenire, al limite sospendendo l’intera federazione. È già successo, e con alcune federazioni un provvedimento di questo tipo sembra davvero necessario. Se volete leggere l’intero articolo, Olympic Figure Skating Controversy: Judging System Is Most to Blame for Uproar, firmato da Meri-Jo Borzilleri, lo potete trovare qui: https://bleacherreport.com/articles/1969257-olympic-figure-skating-controversy-judging-system-is-most-to-blame-for-uproar.

Dopo tutte queste chiacchiere ho fatto una ricerca sulla signora Shekhovtseva (o Shekhovtsova, la traslitterazione dei nomi da un tipo di caratteri a un altro a volte crea problemi nelle ricerche). Mi sono imbattuta in un articolo molto interessante, che analizza i protocolli di gara guardando quanti +3 hanno ricevuto le singole pattinatrici. Dopo la lettura ho fatto due calcoli. Il GOE di Carolina Kostner (quasi tutti voti positivi, un solo -0.10) è stato di 12.20 punti. Se dal GOE di Yulia Lipnitskaya togliamo i voti negativi (triplo loop sottoruotato e con step out, -1.80, triplo Salchov con caduta, -2.10, combinazione 3triplo Lutz-doppio toe loop, con filo errato, -0,30), otteniamo un GOE di 10.90 punti, non molti meno di quanti ne ha ottenuti Kostner con una prestazione quasi perfetta e tre elementi in più. Perché ho fatto il calcolo? L’articolo è questo, fate un po’ voi… https://www.theatlantic.com/culture/archive/2014/02/whole-new-set-questions-about-adelina-sotnikovas-allegedly-rigged-gold-medal-win/358425/. Non ho nulla contro Sotnikova, che era un’ottima pattinatrice che ha fatto del suo meglio e si è semplicemente trovata a beneficiare di quel che ha fatto la sua federazione, ma non ho ancora digerito il furto dell’oro subito da Queen Yuna.

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2 Responses to Di giudici, giurie e giudizi equi/13. 2014

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