Come avrà notato chi si è preso il disturbo di leggere tutti i miei post, negli ultimi anni ho indicato molti meno episodi controversi, da Skate America del 2007 sono passata ai Giochi olimpici del 2010, e poi a quelli del 2014. I giudizi sono migliorati? Sarebbe bello, ma ne dubito. Il fatto è che per questi post ho deciso di ridurre al minimo le mie opinioni e lasciare spazio alle voci di persone che il pattinaggio lo conoscono più di me. Le citazioni, al di là di qualche articolo pubblicato su internet e di cui ho inserito il link, provengono da
Figure Skating. A Celebration di Beverley Smith, del 1994;
Skate Talk di Steve Milton, del 1997;
Crepe nel ghiaccio di Sonia Bianchetti Garbato, del 2005 (ricordo che esiste anche la versione inglese, Cracked Ice);
Figure Skating. A History di James R. Hines, del 2006;
Figure Skating’s Greatest Stars di Steve Milton, del 2009;
Artistic Impression di Mary Louise Adams, del 2011;
Skating on Air di Kelli Lawrence, del 2011;
Sequins & Scandals di M.G. Piety, del 2014.
Di fatto sono rimasta a corto di libri, per le informazioni mi posso basare sulla mia memoria e su quella di altri fan che mi segnalano episodi e articoli che non conosco o che ho dimenticato. Però c’è un’altra cosa che posso fare, pubblicare gli screenshot di alcuni documenti ufficiali dell’ISU. Si tratta delle sospensioni di alcuni giudici. Non sono tutti, mi sarebbe piaciuto farlo ma se questi documenti non si scaricano per tempo poi spariscono. Però se qualcuno ne ha altri e me li manda, li aggiungo volentieri.
Edit: ho deciso di aggiungere anche qualche documento relativo ad alcuni episodi controversi, anche se poi la conclusione non è stata una sospensione, e di aggiungere sospensioni successive alla data di pubblicazione di questo post.
Walter Toigo, 10 gennaio 2011
Qui oltre al riassunto della sospensione ho il documento che racconta per intero cosa è successo, mi limito agli screenshot di intestazione, fatti salienti e decisione finale.
Lise Rosto Jensen e Hege Rosto Jensen, 8 giugno 2012
Che tenere, qui abbiamo due sorelle che hanno lo stesso problema, conflitto d’interessi. Poi non dovremmo chiederci se ci sia conflitto d’interessi con Alla Shekhovtseva, anche se c’è è qualcosa che merita al massimo una tirata d’orecchio e la richiesta di comportarsi meglio la prossima volta.
Natalia Kruglova, 14 giugno 2013
Lei l’ho trovata per caso, facendo ricerche alla cieca per vedere se trovavo qualcuno. I tre screenshot che ho affiancato sono il racconto della vicenda fatto su un blog: https://visaliakid.wordpress.com/2013/06/15/isu-sanctions-ukrainian-judge-natalia-kruglova/. La vicenda è stata citata anche da Alexander Lakernik in un articolo in russo (ma la traduzione in inglese con google translate è perfettamente comprensibile): https://www.sports.ru/figure-skating/1080587847.html.
Visto che dopo aver scritto queste righe ho trovato anche il documento ufficiale, lo aggiungo.
Vladislav Petukhov, 27 novembre 2015
Sviatoslav Babenko, 15 marzo 2017
Di Babenko potremmo parlare a lungo, l’episodio più famoso che lo riguarda è uno scambio di segnali con Alfred Koritek, di cui ho parlato qui: Di giudici, giurie e giudizi equi/9. 1999 | sportlandia (wordpress.com). Evidentemente una sola sospensione per lui era troppo poco, visto che anni più tardi, dopo la gara delle coppie di artistico dell’Ondrej Nepela Memorial del 2016, si è fatto sospendere di nuovo.
Babenko è recidivo, si è fatto sospendere più volte, eppure continua a giudicare. Perché?
Edit: cercando altro mi sono imbattuta nel documento ufficiale con cui l’ISU ha rigettato il ricorso di Babenko contro la sospensione, e il racconto delle chiacchiere durante la gara è affascinante. Mentre i pattinatori gareggiavano Babenko si è piacevolmente intrattenuto con Laimute Krauziene. Non parlavano in inglese, cosa che contravviene espressamente il regolamento. In primo luogo i giudici non dovrebbero parlare, ma, se proprio lo fanno, magari per segnalare un problema tecnico, dovrebbero usare l’inglese in modo che tutti possano sentire la conversazione e capire che non viene detto niente di illecito. La buona conoscenza dell’inglese non è un optional, è un requisito richiesto dal regolamento ai giudici internazionali. Babenko (giudice 1) e Krauziene (giudice 2) erano così presi dalla loro conversazione da disturbare il giudice 3, la canadese Patty Klein, il giudice 4, l’inglese Mary Chapman, il giudice 5, l’americana Tamie Campbell, e il giudice 6, il tedesco Peter Voth. Il referee, Alexandre Gorojdanov, si è preoccupato di intervenire per interrompere la conversazione? Nemmeno per sogno, ha preferito andare a parlare con il giudice 7, lo slovacco Igor Prokop, facendolo ridere. Cosa gli avrà detto di tanto divertente? Non lo sapremo mai, i giudici più vicini non lo hanno capito perché ha parlato in russo. Riporto solo la parte finale del documento:
Babenko è stato sospeso per ben sei mesi, che si riducono a meno di quattro se pensiamo che la stagione agonistica termina in aprile. Ua sospensione esemplare per un recidivo! Babenko però non parlava fra sé e sé, parlava con Krauziene. L’ISU ha sospeso pure lui? Nemmeno per sogno, gli ha semplicemente detto “bambino cattivo, vedi di non farlo più”. Un riassunto della vicenda si trova qui.
Alexandre Gorojdanov, 15 marzo 2017
Edit: prima di trovare il documento con cui l’ISU aveva rigettato il ricorso di Babenko, mi ero imbattuta in un altro interessante documento che testimonia presentarci l’operato di Gorojdanov all’Ondrej Nepela Memorial del 2016. Oltre al suo, è interessante il comportamento di Sviatoslav Babenko e Laimute Krauziene.
Ovviamente l’episodio ha portato alla sospensione di Gorojdanov.
Questo è il documento completo relativo alla sospensione.
Laimute Krauziene, 15 marzo 2017
Eccolo qui Krauziene con il suo “has violated the duties of a judge and the ISU Code of Ethics” per la chiacchierata con Babenko. Come ho detto più in su, l’ISU si è limitata a sgridarlo ammonendolo di non farlo più. Mamma ISU a volte dimostra di volere davvero molto bene ai suoi giudici, educandoli in modo amorevole, senza inutili drammi e con la semplice esortazione a migliorare. In fondo una punizione potrebbe turbare l’animo sensibile dei giudici, meglio lasciar stare.
Doug Williams, 7 giugno 2017
Purtroppo in questo caso non ho il documento ufficiale, se non li si scarica per tempo i documenti tendono a sparire, ho solo uno screenshot trovato su Twitter, e di una sospensione comminatagli non dall’ISU ma dalla federazione statunitense. Io non so cos’avesse fatto Williams, ma è notevole che basta un seminario per risolvere qualsiasi problema in poco tempo. Per me la cosa è grave. Non ha semplicemente giudicato male una gara, e gli errori fatti in buona fede secondo me sono l’unico caso in cui è sufficiente una formazione specifica. No, qui si parla chiaramente di violazione del codice etico, ed è una cosa che non mi piace.
Alexandre Gorojdanov, 22 gennaio 2018
A quanto pare alcuni giudici hanno uno strano concetto di quali siano i doveri di un giudice, e assicurare il regolare svolgimento delle gare non è fra questi. Gorojdanov è stato sospeso dal 13 gennaio al 30 giugno 2017 per la vicenda dell’Ondrej Nepela Memorial 2016. Quando torna a giudicare ha imparato la lezione e si comporta in modo impeccabile? Non esattamente, come ci racconta Philip Hersh parlando del Golden Spin 2017. Hersh parla di procedimento disciplinare in corso, quando lui ha scritto ancora non c’era stata la sentenza perciò non poteva dire nulla in proposito. La sospensione è arrivata nel gennaio del 2018.
Ho trovato un breve riassunto in un documento ufficiale dell’ISU di cui avevo già inserito il link più in alto.
In questo caso Gorojdanov ha chiesto di essere cancellato dall’elenco dei giudici, con la promessa di non iscriversi di nuovo per tre anni, ed è stato accontentato. Il suo nome è stato cancellato e, di fatto, questo ha bloccato non solo il procedimento disciplinare, ma anche ogni ulteriore accertamento che avrebbe potuto portare alla scoperta del comportamento scorretto di qualche altro giudice. Perché una cosa del genere è stata permessa?
Quindi indagini bloccate, nessun altro giudice coinvolto, e Gorojdanov che, nonostante due procedimenti disciplinari, se volesse potrebbe tornare a giudicare. E, attenzione: il suo non è national bias. Non ha alzato i voti ai suoi connazionali, cosa grave. Ha fatto di peggio. Ha discusso con altri giudici per stabilire quali voti assegnare, e se due giudici si accordano il loro effetto sul punteggio è molto maggiore, e il loro operato è molto più difficile da individuare con controlli di tipo matematico come quelli che sto facendo io.
Ece Esen, 16 febbraio 2018
Edit: visto che ho trovato qualche informazione in più, la aggiungo. Nel pannello della gara per cui Gorojdanov è finito sotto indagine c’era anche Ece Esen. Lei non era esattamente sicura dei voti da assegnare alle coppie che avrebbe dovuto giudicare, perciò si è portata dietro gli appunti. Peccato che sia espressamente proibito dal regolamento.
E visto che le cose le trovo un po’ per volta, qui c’è un riassunto della vicenda, e qui l’intero documento relativo alla sospensione.
National bias
Poco prima dell’Olimpiade John Templon e Rosalind Adams hanno pubblicato un articolo intitolato Top-Level Figure Skating Judges Consistently Favor Skaters From Their Home Countries. Now Many Of Those Judges Are At The Olympics: https://www.buzzfeednews.com/article/johntemplon/the-edge. L’articolo è interessante e comprende un elenco di giudici che sarebbero stati presenti a PyeongChang con forti tendenze al national bias. Quest’articolo mi ha dato l’idea per un ampio controllo attualmente in lavorazione. Il file è lungo, mi serve tempo per la raccolta dei dati (per la verità già fatta) e l’analisi (quasi tutta da fare), ma prima o poi dedicherò un po’ di attenzione a qualcuno di questi signori. Intanto riporto alcune frasi:
The ISU has its own algorithm for catching scoring errors or potential bias — but some insiders say it is not effective.
“The corridor is so big that it’s almost impossible to get flagged,” said a former ISU technical committee member.
“The judges really know how do it — how to play within that band,” said another former ISU technical committee member.
“It’s quite a huge margin that the ISU allows,” said a former high-level member of a national federation.
Weiguang Chen, 18 giugno 2018
In questo caso ho l’intero documento, come potete vedere in alto nello screenshot, sono 17 pagine. Questa è l’ultima, con la parte relativa alla squalifica per i voti troppo alti assegnati a Bojang Jin durante i Giochi olimpici.
Feng Huang, 19 giugno 2018
Feng Huang, insieme a Lorrie Parker e a qualche altro giudice, è citato in quest’articolo: https://www.nbcnews.com/news/amp/ncna850006?__twitter_impression=true.
Dopo PyeongChang Chen e Huang sono stati gli unici giudici sospesi, ma non sono stati gli unici che avevano assegnato voti strani. Vediamo cosa ha portato alla sospensione di Huang:
Lorrie Parker ha giudicato il solo programma libero della gara maschile. Io ho preso gli screenshot dal documento redatto dall’ISU per sospendere Chen, quindi all’ISU questi voti li hanno analizzati, anche se ho il sospetto che la loro analisi non abbia compreso tutti i giudici. Vediamo come e perché Chen è stato sospeso:
Questo documento, così come quello su Feng, sono molto interessanti perché ci permettono di vedere cosa, secondo l’ISU, è scorretto. Il giudice cinese nel suo favoritismo nei confronti di Jin è stato decisamente palese, non so se qualcun altro abbia mai assegnato voti così assurdamente generosi a un connazionale, io non ne ricordo. L’ISU comunque ha guardato questi numeri con i paraocchi, cioè ha guardato solo Chen e non gli altri giudici, anche se aveva i voti lì a disposizione. L’ho fatto io, ispirandomi a quanto ha fatto l’ISU e analizzando i voti del giudice americano Lorrie Parker.
Ovviamente questo è il programma libero, l’unico giudicato da Parker. In alto, righe 2-12, ho guardato i GOE, in basso, righe 15-25, ho guardato i components. Mi sono concentrata sui dieci liberi migliori, che comprendono i tre pattinatori statunitensi.
Comincio con i GOE. Le colonne CE-CM fanno vedere la somma dei GOE assegnati da ciascun giudice ai singoli pattinatori, in grassetto ho evidenziato i casi in cui il giudice è connazionale del pattinatore. La media, colonna CO, indica la media dei GOE assegnati ai pattinatori da tutti i giudici tranne il loro connazionale. Nella colonna CP ho indicato la differenza fra la media degli altri giudici e il giudice connazionale del pattinatore. Quattro caselle sono grigie perché fra i giudici del libero non c’erano né il giudice spagnolo né quello canadese. Chi si è discostato di più? Quello che ha fatto Weiguang Chen con Jin non è paragonabile con nient’altro, poi ci sono Parker con Zhou, Parker con Rippon, Parker con Nathan Chen e Sakae Yamamoto con Hanyu. Nella colonna CQ vediamo i +3 assegnati da Parker e nella colonna CR assegnati da tutti gli altri giudici messi assieme. L’unico dettaglio che ho specificato è che dei dodici +3 ricevuti da Jin, dieci gli sono stati assegnati dal giudice cinese.
Parker è stata l’unica ad assegnare due +3 a Nathan Chen, ed è a lei che Adam Rippon deve cinque dei suoi sette +3, il 71%. In compenso per lei Hanyu, che dai giudici ha ricevuto quarantasette +3, non ne meritava nessuno, ed è stata l’unica a pensarla così. Hanyu ha ricevuto nove +3 dal giudice kazako, sei dal giudice uzbeko, otto dal giudice giapponese, quattro dal giudice israeliano, due dal giudice russo, sette dal giudice cinese, sei dal giudice ceco e cinque dal giudice lettone.
Passo ai components, media e differenza sono calcolate allo stesso modo. Fermo restando che il più generoso è sempre Weiguang Chen con Jin, poi abbiamo Parker con Nathan Chen, Parker con Rippon, Yamamoto con Uno e, a pari merito, Yamamoto con Hanyu e Parker con Zhou. In questo caso nella colonna CR ho sommato la differenza dei GOE a quella dei PCS, per vedere nel complesso le variazioni maggiori.
Weiguang Chen domina, non ci sarebbe neppure bisogno di dirlo. Seguono Parker con Rippon (+11.59), Parker con Nathan Chen (+11.50), Parker con Zhou (+8.09) e Yamamoto con Hanyu (+4.93).
A questo punto ho calcolato la classifica secondo Parker, evidenziando i suoi connazionali. Valore base del programma (colonna CU), eventuale detrazione (CV), punteggio nel segmento di gara (CW), classifica (CX). Nathan Chen primo nel libero, e qui siamo tutti d’accordo tranne il giudice cinese, ma ormai abbiamo capito come ha votato. Secondo Shoma Uno. Terzo Vincent Zhou. Vincent Zhou??? È stata l’unica a pensarla così, per gli altri meritava il quinto posto (giudici israeliano, russo, cinese e lettone), o il sesto (giudici uzbeko, giapponese e ceco) o il settimo (giudice kazako). Quarto Javier Fernandez. Quinto Yuzuru Hanyu che, giudice cinese a parte perché Weiguang Chen fa sempre discorso a sé, è stato il secondo per tutti gli altri, con l’eccezione del giudice lettone che gli ha preferito Shoma Uno per 8 centesimi. Per Parker però è quinto. Sesto Boyang Jin, settimo Adam Rippon, e anche questo voto spicca in mezzo a voti più bassi. Per gli altri giudici Rippon meritava l’ottavo posto (giudice cinese), il nono (giudice ceco), il decimo (giudici uzbeko e giapponese), l’undicesimo (giudici kazako e russo), il tredicesimo (giudice israeliano) e il quindicesimo (giudice lettone). Decisamente non c’è stata uniformità di giudizio, ma è altrettanto chiaro che Parker è stata la più generosa. Ottavo Patrick Chan, nono Mikhail Kolyada, decimo Alexei Bychenko.
Parker non ha giudicato il programma corto, ma quando ha giudicato il libero conosceva la classifica del programma corto e i voti (colonna CY) che i pattinatori avevano ottenuto. Si partiva da lì. La colonna CX indica il punteggio che Parker ha assegnato a ciascun pattinatore, la colonna CZ indica il punteggio che i pattinatori hanno realmente ottenuto. La colonna DB è affascinante, perché mostra la differenza fra il voto assegnato da Parker e quello reale. I numeri sono diversi rispetto a quelli della tabella precedente perché in alto avevo calcolato la media senza i voti di Parker, mentre in questa seconda tabella alcuni dei voti di Parker sono entrati nei punteggi dei suoi connazionali. Scopriamo così che non solo lei ha assegnato a Nathan Chen 10.33 punti in più rispetto al punteggio reale, ma anche che ha assegnato 9.41 punti in meno a Hanyu. La differenza fra i due pattinatori, che a PyeongChang è stata di 20.50 punti, per lei sarebbe stata di soli 0.76 punti.
La colonna DC mostra la classifica secondo Parker, la colonna DD quella che abbiamo effettivamente avuto al termine della gara. Classifica non sul singolo programma, ma sulla somma del programma corto, che Parker non ha giudicato, e del programma libero, perciò lei è riuscita a fare questi cambiamenti in un programma solo. Hanyu sempre vincitore dell’oro, ma con un margine minimo, Uno sempre vincitore dell’argento, Chen per lei avrebbe meritato un bronzo, relegando Fernandez a un nuovo quarto posto. Zhou non si è spostato, malgrado la generosità con lui e la severità con i diretti avversari il distacco era troppo grande per essere colmato, a meno di votare come Weiguang Chen. Adam Rippon però avrebbe guadagnato tre posti. A farne le spese sarebbero stati Dmitri Aliev, Mikhail Kolyada e Patrick Chan. Ho inserito il nome di Dmitri Aliev in basso per far vedere la classifica completa delle prime dieci posizioni ma il suo libero, il tredicesimo (che si somma al quinto programma corto), non rientra fra i programmi che ho controllato.
I voti di Parker non sono clamorosamente partigiani come quelli di Weiguang Chen, ma sono più strani di quelli di Feng Huang. Perché non è stata indagata e sospesa pure lei?
Edit: mi sono imbattuta in un simpatico articolo che racconta come, pur essendo sospeso, Feng Huang ha potuto sostenere (e superare) l’esame per diventare un Technical Controller. Quindi mentre si sconta la pena per aver barato è possibile sostenere esami che consentono di avere un potere ancora maggiore. Con regole di questo tipo, dubito che i giudici possano avere paura di eventuali sospensioni, tanto durano poco e nel mentre loro possono sempre ricoprire altri ruoli…
Nikolai Salnikov, 17 dicembre 2019
Nella maggior parte dei casi non ho trovato tutti i documenti, nel caso di Salnikov sì, probabilmente perché ho fatto un controllo subito dopo la sua sospensione, e quindi ho un secondo documento ufficiale che entra maggiormente in dettaglio su quanto è successo. Io ho fatto solo un paio di screenshot, che poi ho montato uno sotto l’altro. Perché Salinikov è stato sospeso? Perché era ubriaco.
Non ho idea di quanti altri giudici siano stati sospesi. Se dovessi trovare altri documenti li aggiungerò. Torniamo a quel giudice che mi ha chiesto “quale tipo di rendiconto ottengono i giudici giudicando in maniera non conforme”. Non lo so, i motivi possono essere diversi, dovremmo chiedere ai giudici caso per caso, anche se dubito che riceveremmo una risposta onesta. Mi sembra evidente però che a volte se dubitiamo della correttezza dell’operato dei giudici è perché nel tempo troppi giudici ci hanno fornito ottimi motivi per dubitare di loro.
Edit: ho aggiunto la parte successiva dopo la pubblicazione originale del post.
Michela Cesaro, 1 agosto 2020
Michela Cesaro non è stata sospesa, malgrado voti sospetti nella gara di danza sia al Campionato europeo 2020 che nella Rhythm dance (ha giudicato solo quella) del Campionato del mondo junior, sempre nel 2020. Per la verità secondo me i suoi voti sono sospetti anche nella danza libera di Skate Canada 2016 e all’NHK Trophy 2019, ma il documento dell’ISU sull’indagine che l’ha vista protagonista ha citato due sole gare. Purtroppo l’ISU ha notato che i voti di Cesaro al Campionato europeo sono stati strani, ma siccome i tempi tecnici per un’indagine erano stati superati, ha lasciato stare e si è concentrata sul solo Campionato del mondo junior.
Cesaro ha assegnato voti scorretti? Sì, lo ha fatto, ma secondo l’ISU non è possibile dire con certezza che sia stata deliberatamente scorretta e quindi il tutto si è risolto con un nulla di fatto.
Il documento è preoccupante. Cesaro ha ricevuto il beneficio del dubbio perché né il referee, la britannica Hilary Selby né l’OAC (Official Assessment Commission) hanno segnalato i voti come scorretti. Quindi la segnalazione del referee, o di chi dovrebbe vigilare sulla correttezza della gara, è fondamentale. Riprendo la parte immediatamente precedente del documento dell’ISU.
Feng Huang è stato sospeso solo perché l’OAC ha segnalato i voti fantasiosi da lui assegnati, cosa che ha consentito alla commissione disciplinare di agire contro di lui. Se il referee o l’OAC non controllano, il giudice la passa liscia, a meno di essere spudorato come Salome Chigogidze, di cui parlerò più in basso.
C’è un altro passaggio da notare in questo documento. I risultati delle gare non possono essere messi in discussione, a meno di evidenti malice, bad faith…
Insomma, se il giudice non confessa come ha fatto Marie Reine Le Gougne nel 2002, non ci sono molte speranze che il giudizio di una gara venga cambiato. Capisco la necessità di mettere un limite, altrimenti ci sarebbero chissà quante contestazioni in tutte le gare, ma se non vengono eliminati dal punteggio finale neppure i voti dei giudici filmati mentre fanno qualcosa che non dovrebbero fare (vedi Sviatoslav Babenko o Alexandre Gorojdanov), che speranza c’è di avere gare valutate in modo corretto?
Mi sono soffermata più a lungo su questo documento qui.
Salome Chigogidze, 28 luglio 2021
Salome Chigogidze è uno dei giudici più spudorati nell’aiutare i suoi connazionali. È talmente spudorata che, anche se secondo il referee Philippe Meriguet i suoi voti al Campionato del mondo 2021 sono stati corretti, l’ISU l’ha sospesa lo stesso. Nel suo caso non era proprio possibile invocare la buona fede, peccato sia una semplice sospensione per un anno e non una squalifica a vita. A Salome Chigogidze ho dedicato diversi post, quindi non mi dilungo oltre e rimando a quei testi: 1 (da notare che questo l’ho scritto prima che venisse sospesa, quando non sapevo neppure che fosse sotto processo), 2, 3.

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