Una vita fa avevo iniziato a ripercorrere la carriera di Yuzuru Hanyu attraverso le sue gare, e un giorno mi sono fermata. Non perché io abbia smesso di guardare i suoi programmi, ma perché la scrittura dei post sui giudici, sul sistema di giudizio e sugli scandali del pattinaggio mi sta portando via tantissimo tempo, e non riesco a fare tutto quello che vorrei. Ora però mi fermo un attimo, lascio da parte tutte le cose brutte, e festeggio il suo compleanno con lui.
Ho scattato questa foto in autunno, su richiesta di yuzueco, per un video che lei ha realizzato e che devo ancora vedere. Per chi non lo conoscesse, quello sullo sfondo è il Castello Sforzesco di Milano. Sistemare il cartello senza far vedere i nastri e le spille con cui ho agganciato il tutto è stato complicato, ma alla fine il risultato è accettabile. Per scattare la foto mi sono seduta per terra, e mentre ero lì ho sentito un rumore di passi molto pesanti che si avvicinavano. Ho alzato lo sguardo solo dopo lo scatto, ancora seduta per terra. Sopra di me incombeva un carabiniere a cavallo, che mi ha chiesto con curiosità chi fosse Yuzuru. Dopo, non contenta, ho inforcato la bici e mi sono spostata in Piazza Duomo.
Per scattare questa foto ero in piedi su un gradino, in una posizione un po’ precaria, infatti la messa a fuoco non è delle migliori, e sullo sfondo c’è pure un tizio che sta passando davanti al Duomo, ma l’ho notato solo dopo aver smontato il tutto. Cartelli e auguri a parte, che fanno sorridere e testimoniano quanto lui sia importante per persone in ogni parte del mondo, la cosa migliore per festeggiare il suo compleanno è rivivere il suo incredibile percorso. Se possibile i video guardateli su Youtube, in modo da ringraziare chi li ha caricati con una visione in più.
Autunno 2004: prima partecipazione al campionato nazionale, in questo caso novice categoria B. Ha nove anni, l’età minima. Vince, naturalmente. All’epoca era convinto che se si fosse allenato duramente non avrebbe potuto non vincere. Il campionato giovanile così come i Giochi olimpici.
Nel 2007 vince il campionato nazionale novice categoria A, alla sua seconda partecipazione (l’anno prima aveva vinto il bronzo, ma per un paio d’anni la sua pista era stata chiusa per fallimento, e solo l’intervento di Shizuka Arakawa dopo l’oro olimpico del 2006 aveva portato alla riapertura). Come l’anno prima, il risultato gli consente di partecipare al campionato nazionale junior. Con il settimo programma corto e il primo libero vince la medaglia di bronzo.
In teoria il podio gli darebbe il diritto di partecipare al campionato nazionale senior, in pratica è troppo giovane e il suo posto viene assegnato al quarto classificato. L’anno dopo gareggia direttamente in categoria junior, tanto fra i piccoli ha già vinto tutto. Il Giappone ha a disposizione un solo posto per in Campionato del mondo junior, quindi se lui vuole andarci deve per forza vincere la gara. Quando Yuzuru è obbligato a fare qualcosa, piuttosto spesso la fa. Il titolo è suo per la prima volta. Non ho trovato i video della gara junior, quindi inserisco quelli del campionato nazionale senior, a cui partecipa per la prima volta – naturalmente è il più giovane fra i partecipanti – e in cui si classifica ottavo.
La stagione 2009-2010 è quella in cui comincia a far parlare di sé anche a livello internazionale. L’anno prima aveva esordito nel circuito Grand Prix junior con un quinto posto, risultato tutt’altro che scarso visti i suoi 13 anni, ma in questa stagione domina. Vince tutte le gare junior che disputa: due tappe di Grand Prix, la finale, il campionato nazionale e il Campionato del mondo.
La finale di Grand Prix junior 2009 è quella dove conquista il primo di quei successi che costituiranno il Super Slam, cioè la vittoria in tutte le competizioni più importanti sia junior che senior. In campo maschile è l’unico a esserci riuscito.
Vincendo la finale di Grand Prix junior stabilisce un record di precocità che sarebbe stato battuto solo parecchi anni più tardi. L’unica gara che non vince nella stagione è il campionato nazionale senior, dove, a quindici anni appena compiuti, si classifica sesto, risultato straordinario se si considerano la sua età e il livello dei pattinatori giapponesi. Conclude l’anno con il successo nel Campionato del mondo junior, seconda tappa del Super Slam.
Da junior ha vinto tutto, cosa fa? Passa fra i senior, tanto lo può fare perché ha superato l’età minima da pochi mesi, e se vuole vincere l’oro a Sochi non può certo perdere tempo fra i ragazzini, deve confrontarsi con i migliori, anche a costo di perdere. La prima gara è l’NHK Trophy. Nel libero porta per la prima volta in gara un salto quadruplo, il toe loop.
Al campionato nazionale conclude al quarto posto e la federazione giapponese lo invia al suo primo campionato ISU, il Four Continents Championship 2011. È l’ultima gara prima che il suo mondo cambi completamente. Vince l’argento.
L’11 marzo 2011, a un anno di distanza esatto dalla conquista del Campionato del mondo junior, il sedicenne Yuzuru vive uno dei terremoti più catastrofici che si siano mai verificati.
Questo è solo uno dei tantissimi video che si trovano in rete, ma la visione, per quanto impressionante, non può davvero farci capire ciò che devono aver passato le persone che in quel momento erano lì. I giorni e i mesi successivi sono difficilissimi, eppure in qualche modo Yuzuru ne viene fuori più forte di prima.
Nella prima gara di Grand Prix, la Cup of China, fa qualche errore di troppo e arriva quarto. Per riuscire a partecipare alla finale di Grand Prix gli serve una vittoria, quindi cosa fa? Vince la Rostelecom Cup, superando Javier Fernandez per soli tre centesimi, nonostante un infortunio all’anca di cui non avremmo saputo nulla se non ne avesse parlato recentemente Akira Kikuchi, il suo terapista.
Alla finale di Grand Prix si deve accontentare del quarto posto, ma decisamente il suo libero non è uno di quei programmi che passano inosservati.
Terzo al campionato nazionale, conquista per la prima volta il diritto a partecipare al Campionato del mondo. Nell’allenamento pre-gara, però, si infortuna alla caviglia destra, quella su cui atterra i salti. Per questo inserisce la combinazione come primo elemento di salto, sperando di eseguirla quando è ancora riposato, ma il secondo toe loop diventa un doppio, quanto al Lutz conclusivo…
E poi c’è il libero. Se mai c’è stato un programma che abbia meritato 10.00 in Interpretation of the music da parte di tutti i giudici è questo, ma all’epoca non si usava, e poi lui era ancora un ragazzino semisconosciuto. Ora i voti sono cresciuti, ma si assegnano in modo originale (e dopo questo programma Yuzuru ne ha eseguiti altri da 10.00, ma chi se n’è accorto non siede nel pannello dei giudici).
Il secondo libero gli vale la medaglia di bronzo. Tempo poco, e Yuzuru si trasferisce in Canada per crescere ancora. A Sendai era il pattinatore più forte, non poteva confrontarsi con nessuno, e dopo il terremoto le strutture erano quelle che erano, perciò cambia, anche se praticamente non conosce l’inglese e con l’asma l’adattamento a un nuovo clima non è facilissimo.
Al Finlandia Trophy del 2012 esegue per la prima volta un quadruplo Salchow.
E poi inizia a riscrivere la storia, al di là dei record di precocità. Nel programma corto di Skate America stabilisce il suo primo record del mondo.
Nel libero ha fatto disastri e si è dovuto accontentare del secondo posto finale, ma è sempre stato capace di imparare dai suoi errori. All’NHK Trophy ritocca il punteggio del programma corto, stabilendo il suo secondo record del mondo.
Se fino a ora ho postato solo i programmi di gara, anche le esibizioni sono straordinarie. Questa è Hana ni nare, Diventare fiori, ed è dedicata alla sua terra. Se cercate in rete potete trovare le traduzioni in inglese dei brani giapponesi interpretati da Yuzuru, e secondo me vale la pena farlo perché sono tutti brani bellissimi.
Nella finale di Grand Prix Yuzuru vince l’argento. È in questo periodo, fra l’NHK Trophy e il campionato nazionale, da lui vinto per la prima volta, che Yuzuru supera gli esami di ammissione alla Waseda University. C’è anche, tanto per gradire, un malore, forse un’intossicazione alimentare, che lo colpisce nei giorni della finale di Grand Prix. Al Four Continents Championship vince un altro argento dopo un libero pessimo, ma se lo guadiamo bene in faccia vediamo che sopra un occhio ha un cerotto dovuto all’impatto con una porta. Da quel che ho letto è uscito parecchio sangue, l’episodio, avvenuto qualche ora prima del libero, lo ha certamente distratto, e non ho idea di quanto possa aver influito, a livello fisico, sulla sua prestazione. Dopo… dopo abbiamo un’altra dimostrazione di quello che è Yuzuru. Si ammala, pazienza, capita a tutti, però quando riprende ad allenarsi si sente in ritardo di condizione, esagera con l’allenamento – Brian Orser non c’è, ha accompagnato Nam Nguyen al Campionato del mondo junior – e si procura una distorsione al ginocchio sinistro. Per un po’ deve sospendere gli allenamenti, quindi li riprende a ritmo ridotto. Nel programma corto del Campionato del mondo sbaglia un po’ troppo e termina al nono posto, posizione per lui inaccettabile. L’anno dopo ci saranno i Giochi olimpici, questo è il Mondiale di qualificazione e la responsabilità di conquistare tre posti pesa soprattutto su di lui, che è il campione nazionale. Negli allenamenti si sloga la caviglia destra che ora, a distanza di anni, sospetto che sia tenuta insieme più dalla sua forza di volontà che dai legamenti.
Lui deve ottenere un buon risultato, il suo critico più severo è lui stesso. Non accetta compromessi, quindi prende gli antidolorifici e, con due gambe in pessime condizioni, pattina questo libero:
Terzo libero e quarto posto finale, e questa rimarrà l’unica volta in cui non è salito sul podio del Campionato del mondo.
Nella stagione olimpica sceglie di confrontarsi con Patrick Chan nelle gare di Grand Prix. Perde, ma intanto impara, e alla finale di Grand Prix stabilisce il suo terzo record del mondo.
Anche nel libero è lui il migliore. Vince la gara, e l’aver battuto un ottimo Patrick Chan con due programmi notevoli gli dona parecchia fiducia. Terza tappa per conquistare il Super Slam archiviata.
Si conferma campione nazionale, quindi esordisce ai Giochi olimpici nella gara a squadre, con il miglior programma corto. Il Giappone concluderà la gara al quinto posto. Con la gara maschile abbiamo l’inizio della leggenda. Nel programma corto diventa il primo pattinatore capace d’infrangere la barriera del 100.00 punti. Ovviamente va in testa con il suo quarto record del mondo.
Nel libero non è perfetto, ma il suo è comunque il miglior libero della giornata, cosa che tutti i suoi critici dimenticano. Yuzuru ha vinto entrambi i segmenti di gara. In quel momento il 178.64 del suo libero è uno dei migliori punteggi mai realizzati, di meglio hanno fatto solo Patrick Chan, quattro volte, lui stesso, due volte (finale di Grand Prix 2013, 193.41 punti e Finlandia Trophy 2013, 180.93 punti) e, una volta sola, Javier Fernandez, Evgeni Plushenko e Takahiko Kozuka. L’anno prima nel libero con cui aveva vinto il suo terzo Campionato del mondo Chan si era fermato a 169.41 punti. Il 280.09 totale è inferiore solo rispetto ai due migliori punteggi di Chan – che aveva vinto il Mondiale con 267.68 punti – e al suo punteggio nella finale di Grand Prix. Certo, c’è la caduta sul quadruplo Salchow, c’è un triplo flip su cui gli è stata assegnata la caduta (ho visto salti in cui il pattinatore si è sbilanciato ancora di più ma la caduta non è stata assegnata…) e c’è una combinazione sparita. E allora? Questo, per l’epoca, era comunque un punteggio straordinario.
Intermezzo con una breve lezione di giapponese: Katta? Ho vinto?
Serve a tutti imparare qualche parola nuova, no? Non si sa mai quando potrebbe tornare utile.
I Giochi olimpici sono i Giochi olimpici, in quel momento nessuno pensava al Super Slam, di fatto questa è la quarta vittoria della serie. Nel gala propone White Legend, il programma corto della sua prima stagione senior, e il programma che aveva interpretato in un’esibizione a Kobe, la prima volta che era tornato a pattinare in pubblico dopo il terremoto. Non sono mai riuscita a vedere quell’esibizione per intero, solo qualche frammento, e anche il gala olimpico è difficile da trovare, quindi inserisco un video dedicato a tutti i suoi programmi olimpici, compreso quel corto nella gara a squadre che ho ignorato. White legend è a 19:26.
Campionato del mondo. Nel programma corto fa un errore e si trova a dover inseguire. Anche qui non è al meglio della condizione. Da fan del tennista Stefan Edberg non posso non notare quella mano sulla schiena alla fine, le smorfie di dolore, anche se mentre pattinava nessuno avrebbe detto che aveva problemi.
Primo successo al Campionato del mondo con soli 33 centesimi di vantaggio su Tatsuki Machida, e primo podio importante al fianco di Javier Fernandez. Quinta tappa del Super Slam, a questo punto manca solo il campionato continentale.
Stagione 2014-2015. Yuzuru nella stagione precedente ha vinto tutto, Alexei Yagudin è stato l’unico prima di lui a vincere nella stessa stagione finale di Grand Prix, Campionato del mondo e Giochi olimpici, più campionato nazionale, che non fa mai male. Yagudin ha vinto anche il Campionato europeo, mentre Yuzuru non è andato al Four Continents Championship, gli europei sono più fortunati perché la loro data è migliore, comunque la striscia di successi è notevole. Tutti si aspettavano che Yuzuru dominasse la stagione, e invece… come definire quello che è successo? Io i video li ho visti dopo, sono diventata una fan di Yuzuru un anno più tardi, all’NHK Trophy (le poche volte che lo avevo visto pattinare in precedenza in qualche modo avevo sempre mancato i suoi programmi migliori) e una Fanyu ancora dopo, quindi non ho vissuto l’angoscia di chi ha assistito all’incidente e che per parecchio tempo ha temuto che potessero esserci conseguenze permanenti. Prima l’incidente, avviso chi non lo avesse mai visto che fa davvero impressione. Di scontri sul ghiaccio fra due pattinatori purtroppo ne ho visti diversi, nessuno brutto come questo.
Era la sua prima gara della stagione, dopo il programma corto era secondo. Se avesse rinunciato a disputare il libero avrebbe dovuto dire addio alla finale di Grand Prix, perché non si sarebbe potuto qualificare. Ha gareggiato sapendo che probabilmente non sarebbe riuscito a completare i salti, che sarebbe caduto, ma che se fosse riuscito a completare le rotazioni sarebbero comunque arrivati abbastanza punti da consentirgli di concludere in una posizione di classifica dignitosa. È stato incredibilmente folle e coraggioso allo stesso tempo, e se altri programmi mostrano le sue incredibili capacità tecniche e artistiche, questo mostra la sua tempra di lottatore. Fa male guardare quello che succede in questi minuti, eppure credo che questa sia una delle testimonianze migliori del fatto che lui è il più grande di tutti i tempi.
Alla fine arriva secondo. Tre settimane più tardi, ancora dolorante – probabilmente l’espressione è riduttiva, sarebbe più corretto chiedersi come faceva a stare in piedi – arriva quarto all’NHK Trophy, con soli 15 centesimi di vantaggio sul quinto, e conquista per un soffio l’ultimo posto disponibile per la finale di Grand Prix.
Peccato per il costume che non ha più indossato, questo non è male, ma l’altro mi piaceva di più. Primo programma corto, primo libero, nuova vittoria. Diventa l’unico pattinatore, tutte le discipline considerate, a vincere la finale di Grand Prix nello stesso anno solare in cui ha vinto il titolo olimpico. Vero, di solito il campione olimpico si ritira o quanto meno si prende una pausa, lui invece non ha mai perso le motivazioni. A volte ha fatto errori, più spesso è stato limitato da problemi fisici, ma è sempre andato avanti con un’intensità incredibile. L’uraco ha già iniziato a far male, al campionato giapponese, dove difende il titolo, la situazione è insostenibile. Tre giorni dopo il libero si sottopone a un intervento chirurgico per risolvere il problema, ma con lui le cose non vanno mai lisce, e allergie varie complicano il periodo. Intanto, appena diventato maggiorenne (in Giappone si diventava maggiorenni a 20 anni), si perde la festa degli adulti perché è in ospedale. Non è molto fortunato con ricorrenze e celebrazioni varie, il diploma della Junior High School lo riceve da solo, in una cerimonia organizzata apposta per lui perché durante la cerimonia ufficiale della scuola lui era via, impegnato a diventare campione del mondo junior, qui è in ospedale, alla sua cerimonia di laurea non è presente perché viene fatto tutto a distanza causa COVID… Almeno non ha perso l’appuntamento con le gare, anche se più volte ha partecipato solo perché voleva farlo anche se il suo corpo era tutt’altro che a posto.
Dopo mesi di separazione e la caviglia nuovamente slogata, si rivede con i suoi allenatori in Cina, per il Campionato del mondo. Chissà perché è a corto di allenamento e si deve accontentare della medaglia d’argento, quindi partecipa al World Team Trophy e, con il miglior programma corto e il miglior libero, è fondamentale per la conquista della medaglia di bronzo con il Giappone. A questo punto si sottopone a una nuova operazione per togliere i punti di sutura della vecchia operazione, che non si erano dissolti e che gli davano l’impressione di denti del giudizio che gli stavano spuntando nello stomaco. Vita semplice? Ma quando mai.
Per fortuna che avevo pensato di postare solo tre-quattro video, senza troppi commenti. Stagione 2015-2016. Primo all’Autumn Classic International, e anche se questa è una gara minore e questo SEIMEI non è perfetto, merita comunque una visione per i cross roll all’indietro.
Secondo a Skate Canada dopo un programma corto in cui riesce a perdere per strada due dei tre elementi di salto, quelli che valgono di più, e quindi c’è l’NHK Trophy. C’è un prima e un dopo questa gara. I limiti del possibile si spostano qui. Il limite del possibile per gli abitanti del pianeta Hanyu – lui – e, entro breve, i limiti alla fantasia dei giudici nell’assegnazione dei voti.
Incidentalmente noto che questo è il suo quinto record del mondo.
Sesto e settimo record del mondo, i suoi primi nel programma libero e nel totale. Infrange la barriera dei 200 punti nel libero e dei 300 nel totale. Alla finale di Grand Prix dimostra che non è stato un caso, con i record del mondo otto, nove e dieci. Nel momento in cui l’ISU cambia il valore degli elementi tecnici e la scala di GOE, il record nel totale sarà fissato per sempre come record del mondo storico perché nessuno è riuscito superarlo.
Non lo sapevamo, ma il piede sinistro fa già parecchio male per la lesione di Lisfranc, una lesione che, nei casi peggiori, può portare anche all’amputazione. A seguire il percorso di Hanyu ci si fa una cultura in medicina insospettabile… Al Campionato del mondo il piede fa così male che lui pattina convinto che sarà stata l’ultima gara della sua carriera, non che mostri nulla delle sue preoccupazioni a nessuno. Tutto quello che sappiamo lo abbiamo saputo dopo. E, in condizioni fisiche disastrose, vince l’argento, superato solo da uno straordinario Javier Fernandez. Questo è il programma di esibizione, Requiem of Heaven and Earth, dedicato non solo alla sua terra ma a tutte le vittime di qualche catastrofe.
Con Yuzuru ogni problema diventa un’opportunità. Il piede fa male e il salto che crea meno problemi è il loop? E lui allena il quadruplo loop. Quando finalmente i medici capiscono che tipo di infortunio ha, lui si cura e nella nuova stagione diventa il primo pattinatore capace di eseguire un quadruplo loop. Purtroppo la musica del suo straordinario programma corto spesso viene eliminata da youtube per motivi di copyright.
Ancora secondo a Skate Canada e primo all’NHK Trophy. Pur con qualche errore di troppo nel libero, vince per la quarta volta la finale di Grand Prix. Questo è il programma corto:
Salta il campionato nazionale per influenza, poi va al Four Continents Championship. Nel programma corto sbaglia la combinazione, nel libero sbaglia il secondo quadruplo Salchow, quindi improvvisa. Solo lui potrebbe essere così folle da inserire un quadruplo quasi a fine programma, e un triplo Axel come ultimo elemento di salto, e riuscire pure a eseguirli come li esegue.
Si deve accontentare per l’ennesima volta dell’argento. Quindi c’è il Campionato del mondo di Helsinki. Nel programma corto sbaglia la combinazione, e viene punito con una severità eccessiva, ma ora non voglio fare polemiche e vado oltre.
E poi c’è il libero, la perfezione. Si potrebbe parlare a lungo della composizione di Hope & Legacy, come si potrebbe parlare a lungo di SEIMEI, del loro significato, del lavoro che c’è dietro, purtroppo non ho il tempo per tutto. Ammiriamo e basta.
È il record del mondo numero undici, fissato come record storico per il programma libero, e gli vale il suo secondo Campionato del mondo.
Al World Team Trophy sbaglia il programma corto, vince il libero, e il Giappone conquista l’oro. È tempo di prepararsi per i Giochi olimpici. Nella prima gara della nuova stagione torna ai programmi dei record, Chopin e SEIMEI, e all’Autumn Classic International Yuzuru stabilisce il suo dodicesimo record del mondo, ancora nel programma corto. Anche questo è stato fissato come record storico.
Nel libero pasticcia e conclude secondo, alla Rostelecom Cup per la prima volta presenta un quadruplo Lutz in gara, ma anche qui si deve accontentare del secondo posto.
All’NHK Trophy arriva con la febbre e in allenamento, provando un quadruplo Lutz, si distrugge la caviglia. No, queste immagini non le cerco. Yuzuru sparisce dalla circolazione e ricompare in pubblico solo a PyeongChang. Il suo primo allenamento è, a modo suo, fenomenale:
Yuzuru aveva ricominciato a eseguire il quadruplo toe loop e il quadruplo Salchow solo una decina di giorni prima, aveva completato per la prima volta il quadruplo loop solo il giorno prima di partire per PyeongChang. Sa di essere terribilmente a corto di condizione, di dover rinunciare ad alcuni salti, di avere gli occhi di tutti puntati addosso e di non potersi permettere il minimo errore. Questa è la versione di Chopin che presenta:
E questo è il libero, nonostante i due errori un programma straordinario.
Secondo titolo olimpico, il primo pattinatore a fare il bis nella categoria maschile sessantasei anni dopo Dick Button. Yuzuru era già una leggenda, non ci sono parole per descrivere ciò che è diventato. Il gala:
Niente Campionato del mondo per lui, sta ancora prendendo gli antidolorifici. Se qualcuno avesse scritto un romanzo lo avremmo ritenuto inverosimile, invece questa è davvero la sua vita.
Si sarebbe potuto fermare Yuzuru, chiunque altro si sarebbe fermato, e invece no, lui va avanti. Nel programma corto della gara di Grand Prix di Helsinki, che per un anno ha sostituito la Cup of China, stabilisce il suo tredicesimo record del mondo, per la prima volta con il nuovo codice di punteggi.
Nel libero, nonostante un ghiaccio pessimo, troppo molle, stabilisce i record del mondo quattordici e quindici, e già che c’era diventa il primo pattinatore (per la verità continua a essere l’unico) a eseguire in gara la sequenza quadruplo toe loop-triplo Axel. Qui il GOE è negativo, al Campionato del mondo qualche mese più tardi sarà positivo.
Nel programma corto della Rostelecom Cup stabilisce il record del mondo numero sedici. Ho trovato solo una fancam.
La mattina del libero si disfa per l’ennesima volta la caviglia, però lui è in Russia, il programma è dedicato a Evgeni Plushenko, Edvin Marton, il compositore della musica, si è recato sul posto per vederlo dal vivo, e lui pattina lo stesso.
La premiazione si svolge il giorno dopo, e se fino a ora ho ignorato tutte le cerimonie di premiazione, anche più importanti di questa, questa è decisamente particolare (comunque anche le cerimonie di premiazione meritano di essere guardate, molto spesso ci sono momenti di ilarità o commozione notevoli).
Nuovo periodo di assenza. Yuzuru, nuovamente costretto a prendere gli antidolorifici, torna per il Campionato del mondo. Nel programma corto sbaglia il quadruplo Salchow, nel libero stabilisce i record del mondo diciassette e diciotto.
Purtroppo i record durano poco, ma come detto ora non entro nel merito dei punteggi. Vince l’argento e in esibizione propone Haru yo, Koi.
Fra una stagione e l’altra partecipa al tour di Fantasy on Ice, e se ho sempre sorvolato sui tour di esibizione perché serve troppo tempo per andare a riguardare tutto, Masquerade è un programma troppo intenso per poterlo ignorare. Questa è l’interpretazione di Sendai.
Ultima stagione prima che cambiasse il mondo. Vittoria all’Autumn Classic International e finalmente, al quarto tentativo, a Skate Canada. Nel libero diventa il primo pattinatore capace di completare la combinazione quadruplo toe loop-euler-triplo flip.
Altro successo all’NHK Trophy, quindi c’è la finale di Grand Prix. Un anno fa eravamo tutti a Torino, io e chi ha potuto permettersi di andare in presenza, gli altri con il cuore.
Questo è certamente il giovedì, per sabato avevo comprato un peluche più grande. Il programma corto:
Venerdì ci ha fatto vedere cosa significhi allenarsi sul quadruplo Axel. Non esistono video ufficiali, solo fancam, ma non sono difficili da trovare su youtube. Sabato, il giorno del suo venticinquesimo compleanno, per la prima volta in carriera ha completato cinque quadrupli nello stesso programma, compreso quel quadruplo Lutz che gli sarebbe potuto costare l’oro olimpico e la fine della carriera.
Non è finita come avremmo voluto, ma è stato un grande onore, e un’emozione intensissima essere lì. Il gala:
Il campionato nazionale è stato una gara complicata, con stanchezza e giudizi discutibili. Il momento migliore è arrivato durante l’esibizione finale, quando ha riportato in pista i cross roll all’indietro e ha iniziato a ragionare su cosa volesse fare davvero.
L’ultima gara è stato il Four Continents 2020. Nel programma corto, di nuovo con Chopin, è arrivato il diciannovesimo record del mondo.
Il libero è stato complicato, con il ghiaccio che era in condizioni disastrose. Questo non gli ha impedito di completare in qualche modo il quadruplo Lutz, di vincere il programma, e di chiudere il cerchio conquistando il Super Slam.
Il gala è stato l’ultimo momento in cui lo abbiamo visto in pista, poi la pandemia ha bloccato tutto.
Dopo ci sono stati solo pochi video e la notizia della laurea, con una tesi che vorrei tanto poter leggere.
In questo momento in Giappone è già il 7 dicembre, quindi per lui è il giorno del suo ventiseiesimo compleanno. Un cammino straordinario, di cui le gare sono l’aspetto più visibile, ciò che lo hanno reso famoso, ma che sono solo una minima parte di quella persona straordinaria che è.
Tanti auguri Yuzuru, che tu possa trovare quella felicità che ti meriti. E visto che mentre scrivevo Youtube ha fatto partire automaticamente questo video, lo aggiungo, che non fa mai male:

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