Il pattinaggio artistico in Giappone. Da Yuka Sato a Shizuka Arakawa

Quello che ripropongo qui è un testo vecchio, in cui cercavo di parlare di tantissimi pattinatori nel minor spazio possibile. Pensavo di non poterli approfondire, quindi spesso mi sono limitata a una rapida menzione. A un certo punto ho deciso di cancellare il tutto perché quello che stavo facendo, in quel contesto, non aveva senso. Com’è allora che il mio brano, come altri due che ho pubblicato in tempi recenti, salta di nuovo fuori? Perché anni fa ho capito che un testo scartato in un’occasione può tornare utile in un’altra, perciò il mio “buttare via” significa riempirmi il computer di file scartati, che quasi certamente non toccherò mai più, ma che magari un giorno potrei decidere di ripescare. Perciò, ecco cosa è successo in Giappone dopo l’era di Midori Ito.

Durante la carriera di Ito si è affacciata alla ribalta Yuka Sato, di quattro anni più giovane e figlia dei pattinatori Nobuo Sato e Kumiko Ogawa. Campionessa del Mondo Junior nel 1990, anno in cui si è anche piazzata al quattordicesimo posto all’esordio fra i Senior, Sato ha partecipato ai Giochi olimpici nel 1992 e 1994, classificandosi rispettivamente settima e quinta, e si è laureata campionessa del Mondo a Chiba, in Giappone, nel 1994.

Subito dopo il successo Sato ha abbandonato l’attività agonistica dedicandosi prima agli show – si è esibita anche in coppia insieme a Jason Dungjen, pattinatore capace di arrivare quarto ai Giochi olimpici del 1998 insieme a Kyoko Ina e per qualche tempo suo marito – e poi all’allenamento.

Con una concorrenza interna che stava diventando sempre più serrata sono stati molti gli atleti
giapponesi che, pur senza salire sul podio mondiale, hanno contribuito a mantenere vivo
l’interesse per la disciplina. Negli anni ’90 Tatsuya Fujii, Mitsuhiro Murata, Fumihiro Oikawa, Naoko Shigematsu e Shin Amano hanno preso parte a un’edizione del Campionato del Mondo, Masazaku Kagiyama a quattro, classificandosi due volte nelle prime dieci posizioni.

Alla competizione femminile hanno partecipato Mari Asanuma, Rena Inoue, Hanae Yokoya (due volte fra le prime dieci) e Kumiko Koiwai, a quella delle coppie di artistico Akiko Nogami/Yoichi Yamazaki, Rena Inoue/Tomoaki Koyama e Yukiko Kawasaki/Alexei Tikhonov, a quella di danza Kauru Takino/Kenji Takino, Kayo Shirata/Hiroshi Tanaka, Nakako Tsuzuki/Kazo Nakamura, Aya Kawai/Hiroshi Tanaka e Nakako Tsuzuki-Juris Razgulajevs.

Mentre la federazione giapponese lavorava per costruire nuovi campioni, quella internazionale era impegnata in numerosi cambiamenti. Nel 1995 è stato formalizzato il circuito Grand Prix donando uno status di rilievo ad alcune competizioni già esistenti e nel 1998 è nato il Four Continents Championship. Nelle più importanti gare dilettantistiche è stato istituito un montepremi ed è stato concesso agli atleti di partecipare a esibizioni remunerate, decisioni che
hanno portato alla scomparsa del circuito professionistico, che per molti anni era esistito al fianco di quello dilettantistico portandosi via i suoi campioni. Ai Giochi olimpici di Nagano il podio maschile è stato occupato da Ilia Kulik, Elvis Stojko e Philippe Candeloro, quello femminile da Tara Lipinski, Michelle Kwan e Lu Chen. Per il Giappone la prestazione migliore è quella della sedicenne Shizuka Arakawa, una delle beneficiarie degli stage estivi voluti dalla federazione, che conclude tredicesima.

Due anni prima dei Giochi olimpici si era affacciato sulla scena internazionale un ragazzino dal notevole talento: Takeshi Honda. Nato il 23 marzo 1981 a Kōriyama, nella prefettura di Fukushima, Honda ha iniziato a praticare short track a sei anni e pattinaggio artistico a nove. A dodici anni si è trasferito a Sendai per allenarsi con Hiroshi Nagakubo, a quattordici è diventato il più giovane campione nazionale giapponese di sempre e, qualche mese più tardi, ha conquistato l’argento al Campionato del Mondo Junior alle spalle di Ilia Kulik. Nel 1997 si è spostato in Russia per allenarsi con Galina Zmievskaya, quindi in Canada da Dough Leigh. Ai Giochi olimpici di Nagano, ancora giovanissimo, si è classificato quindicesimo, nell’edizione di quattro anni più tardi è salito fino al quarto posto.

Fra il 1996 e il 2003 Honda ha partecipato a otto edizioni del Campionato del Mondo, vincendo il bronzo nel 2002 e nel 2003 e diventando il primo pattinatore giapponese capace di conquistare due medaglie mondiali nella categoria maschile.

Fra i suoi risultati vi sono anche due ori e due argenti
al Four Continents Championship, due ori, quattro argenti e tre bronzi in gare di Grand Prix e un oro agli Asian Games. Una volta ritiratosi Honda ha iniziato ad allenare occupandosi, fra gli altri, di Daisuke Takahashi e Mai Asada.

Nello stesso periodo in cui era attivo Honda il Giappone è stato rappresentato anche da Yamato Tamura, i cui maggiori successi sono arrivati come allenatore di Marin Honda, Kana Muramoto (quando ancora disputava le competizioni individuali), Satoko Miyahara, Yuna Shirawa e Rika Kihira, e da Yosuke Takeuchi, vincitore della medaglia di bronzo al Mondiale Junior del 1998 e ventiduesimo ai Giochi olimpici del 2002.

Un anno dopo Honda, nel 1997, ha esordito al Campionato del Mondo Fumie Suguri, una delle
prime beneficiarie dei campi estivi e per alcuni anni leader di una squadra femminile che avrebbe ottenuto risultati straordinari. Nata a Chiba il 31 dicembre 1980, Suguri ha iniziato a pattinare a cinque anni in Alaska, dove la famiglia si era trasferita a causa del lavoro del padre come pilota della Japan Airlines. Dopo essere tornata in patria si è allenata per diversi periodi con Nobuo Sato.
La collaborazione fra i due sarebbe stata discontinua, con Suguri che si sarebbe allontanata due volte dall’allenatore per la difficoltà a condividere i suoi insegnamenti prima con Miki Ando e poi con Yukari Nakano. Campionessa nazionale cinque volte e altre sei volte sul podio fra il 1996 e il 2008, Suguri è stata la prima pattinatrice giapponese capace di salire tre volte sul podio mondiale con due bronzi nel 2002 e nel 2003 e un argento nel 2006.

Altre medaglie importanti sono arrivate al Four Continents Championship, tre ori, nel circuito Grand Prix, un oro nella finale e un oro, sette argenti e quattro bronzi nelle gare di qualificazione, ai Goodwill Games, un bronzo, e agli Asian Games, due argenti e due bronzi. Ai Giochi olimpici si è classificata quinta e quarta nel 2002 e nel 2006.

Della squadra ha fatto parte anche Yoshie Onda che, in quattro partecipazioni mondiali comprese fra il 2000 e il 2006, ha raccolto un quinto, due undicesimi e un dodicesimo posto. Ai Giochi olimpici del 2002 si è dovuta accontentare del diciassettesimo posto, ma qualche mese più tardi è diventata la prima pattinatrice giapponese capace di vincere una tappa di Grand Prix e nell’arco di sette stagioni ha conquistato un argento e due bronzi nel Four Continents Championship, due ori, cinque argenti e quattro bronzi in gare di Grand Prix e un oro all’Universiade.

A compiere l’impresa maggiore è stata Shizuka Arakawa. Arakawa è nata a Shinagawa, una delle municipalità di Tōkyō, il 29 dicembre 1981. Il suo nome è un omaggio a Shizuka Gozen, danzatrice di corte vissuta fra il XII e il XIII secolo, concubina di un samurai e generale e una delle donne più famose nella storia e nella letteratura giapponesi.
Quando ancora la bambina non aveva due anni, il padre di Arakawa è stato trasferito per lavoro a Sendai, e lì Shizuka ha iniziato a pattinare all’età di cinque anni, a sette ha iniziato a prendere lezioni di danza ed è passata sotto la guida di Hiroshi Nagakubo.

La scuola di Sendai è diventata un punto di riferimento importante per molti atleti giapponesi fino al momento della chiusura, fra gli studenti di Nagakubo, che in seguito ha insegnato nella prefettura di Aichi, vi sono stati anche Ryuju Hino, Rika Hongo, Haruka Imai (quarto posto al Four Continents Championship nel 2014), Yura Matsuda (prima agli Asian Open nel 2017), Rin Nitaya (seconda all’Universiade nel 2017), Akiko Suzuki, Sōta Yamamoto (terzo al Campionato del Mondo junior nel 2015) e Yuhana Yokoi.

Dal 1994 al 1997 Arakawa ha vinto tre edizioni del campionato nazionale Junior, immediatamente dopo l’ultimo successo si è classificata seconda in categoria Senior alle spalle di Fumie Suguri. Al di là di tre gare di Grand Prix l’esordio fra le Senior è avvenuto a sedici anni ai Giochi olimpici di Nagano, dove si è classificata tredicesima. Al programma libero hanno assistito anche l’imperatore Akihito e l’imperatrice Michiko. Al successivo Campionato del Mondo Arakawa è scivolata al ventiduesimo posto, mentre nel 1999 ha dovuto accontentarsi di partecipare agli Asian Games, dove si è classificata seconda dietro all’uzbeka Tatiana Malinina e davanti alla connazionale Suguri, e alla prima edizione del Four Continents Championship, dove si è classificata sesta.

Il quinto posto al campionato giapponese del dicembre 1999 l’ha relegata fuori dalla squadra
nazionale, i due successivi argenti, quando il Giappone aveva a disposizione un solo posto, l’hanno tenuta fuori dai Mondiali. Si è ripresentata alla competizione solo nel 2003, dopo aver vinto due argenti consecutivi al Four Continents Championship, quando nel campionato nazionale era scesa al terzo posto.

Il bronzo dell’anno precedente di Suguri, insieme al quinto posto di Onda, avevano assegnato alla squadra tre posti, cosa che non si era più verificata dal successo di Yuka Sato nel 1994. Arakawa, che quell’anno aveva già vinto l’Universiade e gli Asian Games e aveva ottenuto la
sua prima medaglia in una gara di Grand Prix, si è classificata ottava. Davanti a lei, di nuovo terza, Fumie Suguri, alle sue spalle, undicesima, Yoshie Onda.

Il suo proposito era ritirarsi nel 2004. Con due argenti e un bronzo nelle gare di Grand Prix si è
qualificata per la finale, dove ha vinto un altro bronzo. Terza al campionato nazionale alle spalle di Ando e Suguri, si è presentata al Mondiale con un bagaglio tecnico importante in cui spiccavano combinazioni quali triplo Salchow-triplo toe loop e triplo Lutz-triplo toe loop-doppio loop, oltre a trottole meravigliose, compresa la doughnut, una variazione della trottola angelo nella quale il pattinatore tiene il piede libero con una o due mani, formando con il corpo un cerchio parallelo al ghiaccio, che richiede grande flessibilità. E la flessibilità è una dote che Arakawa ha sempre avuto, come dimostrato dalla layback Ina Bauer, il suo elemento più caratterizzante, e dalla Biellmann.

Seconda nel programma corto dietro alla statunitense Sasha Cohen, Arakawa ha vinto il libero con un programma perfetto e si è laureata campionessa del Mondo davanti a Cohen e a Michelle Kwan.

Quarta si è classificata Miki Ando, settima Fumie Suguri, a conferma dell’altissimo livello
raggiunto dalla scuola giapponese. Nella stagione il loro dominio è stato impressionante, con Ando che ha vinto la finale di Grand Prix Junior e il Campionato del Mondo Junior, Suguri che ha vinto la finale di Grand Prix Senior, Yukina Ōta che ha vinto il Four Continents Championship (unica vittoria Senior di rilievo dopo in dominio nella categoria Junior l’anno precedente, con l’attività agonistica interrotta precocemente a causa di un infortunio) e Arakawa che ha vinto il Mondiale Senior.

Il successo ha spinto Arakawa a prolungare l’attività agonistica di due stagioni per competere ai successivi Giochi olimpici. Il primo anno è iniziato ad altissimi livelli, con una vittoria e un secondo posto nelle gare di Grand Prix e un altro secondo posto nella finale, ma al Campionato del Mondo ha eseguito un programma libero disastroso in cui ha trasformato diversi salti pianificati come tripli in doppi o addirittura singoli. Il nono posto finale si è tradotto in una spinta emotiva fortissima, con il desiderio di riscattarsi e chiudere alla grande.

Terza nelle due tappe di Grand Prix di fine 2005, e terza al campionato nazionale, si è presentata ai Giochi come membro di una squadra competitiva che comprendeva la veterana Suguri e la promettente Miki Ando, che all’attivo aveva tre medaglie in tappe di Grand Prix, oltre a un bronzo, un argento e un oro conquistati in tre edizioni del Campionato del Mondo Junior, e che quattro anni prima era diventata la prima donna capace di atterrare un salto quadruplo, il Salchow. Della squadra non faceva parte la quattordicenne Mao Asada, seconda classificata al campionato giapponese e vincitrice dell’oro alla finale di Grand Prix, ma ancora troppo giovane per poter partecipare ai Giochi olimpici.

Il fatto che tre atlete fossero in lizza per una medaglia ha alleggerito il carico di
responsabilità per ciascuna di loro. Arakawa si è piazzata terza nel programma corto, con un
distacco minimo da Sasha Cohen e Irina Slutskaya.

Con un programma libero elegante in cui spiccavano cinque salti tripli – solo Joannie Rochette ne ha eseguiti di più, ma era una pattinatrice meno completa – Arakawa ha scavalcato le avversarie e ha vinto la medaglia d’oro.

Si tratta dell’unica medaglia conquistata dal Giappone nei Giochi olimpici del 2006, del secondo oro vinto nei Giochi invernali da una donna giapponese dopo quello conquistato nel 1998 dalla sciatrice acrobatica Tae Satoya, e della seconda medaglia vinta da un pattinatore di artistico dopo l’argento di Midori Ito del 1992. A conferma di quanto fosse sentita la competizione il Primo Ministro giapponese, Junchiro Koizumi, ha telefonato ad Arakawa per esprimerle le congratulazioni sue e di tutto il paese.

Suguri ha terminato la gara in quarta posizione, Ando, disastrosa nel programma libero, in
quindicesima. Fra gli uomini Daisuke Takahashi, ancora agli inizi della carriera, ha concluso ottavo.

Se il mio testo era dedicato a coloro che in quel momento erano i più forti pattinatori giapponesi, il più forte di tutti stava giusto iniziando il suo percorso. Yuzuru Hanyu è nato a Sendai, la città dove per tanti anni è vissuta Shizuka Arakawa, il 7 dicembre del 1994, quasi nove mesi dopo il successo mondiale di Yuka Sato. Ha iniziato a pattinare a quattro anni, qualche tempo dopo i Giochi olimpici di Nagano, e all’epoca del successo di Arakawa stava iniziando a disputare le prime competizioni internazionali in categoria Novice. Il successo di lei è stato importantissimo per lui, visto che è stato dopo il diretto interessamento di Arakawa che la pista dove lei si era formata, e su cui lui aveva iniziato a pattinare, ha riaperto dopo oltre due anni di chiusura per problemi economici. Ma per il percorso di Yuzuru vi rimando a un testo che ho pubblicato oltre un anno fa, poco prima del Four Continents 2020 (e infatti quella vittoria viene rapidamente citata solo in un successivo aggiornamento). Non c’è tutto, non potrebbe esserci tutto in così poco spazio, ma mi sembra una buona introduzione per capire chi sia Hanyu (anche se la cosa migliore da fare è guardare i video, da quelli in cui pattina a tutte le interviste che tantissimi fan hanno spontaneamente e generosamente sottotitolato in inglese).

Lo so, anche senza arrivare ai più giovani ci sarebbero anche altri pattinatori di cui parlare, atleti quali Mao Asada (un argento olimpico, tre ori, un argento e un bronzo mondiali, è stato osservando il suo triplo Axel durante uno dei campi estivi che Hanyu ha capito come realizzare il triplo Axel), Daisuke Takahashi (un bronzo olimpico, un oro e due argenti mondiali), Miki Ando (due ori e un bronzo mondiali), Takahiko Kozuka e Tatsuki Machida (un argento mondiale), Akiko Suzuki e Narumi Takahashi/Mervin Tran (un bronzo mondiale), Kanako Murakami (un oro e un bronzo al Four Continents Championship, e che in campo femminile ha dominato la stagione junior 2009-2010 esattamente come Hanyu ha dominato quella maschile), Nobunari Ora e Yukina Ota (un oro al Four Continents Championship), Yukari Nakano (un argento e un bronzo al Four Continents Championship) e Kana Muramoto/Chris Reed (un bronzo al Four Continents Championship), ma quello che ho su di loro è molto frammentario e dovrei lavorarci sopra parecchio prima di poterlo pubblicare.

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