
Tokyo TV ha diffuso un video di nemmeno sette minuti contenente un frammento di intervista rilasciata da Yuzuru Hanyu subito dopo aver annunciato ufficialmente il suo addio alle competizioni. Ovviamente l’intervista è in giapponese, ma su internet hanno iniziato a circolare traduzioni in inglese delle sue parole. Parole pesantissime che, in un mondo giusto, porterebbero a serie indagini perché quello che Hanyu ha subito per anni è un abuso psicologico pesantissimo, i cui responsabili dovrebbero pagare. E, al di là delle ferite nello spirito, ci sono i risultati nelle competizioni, con le medaglie e tutti gli aspetti economici a esse collegati, che gli sono stati rubati sistematicamente, anno dopo anno. No, io non intendo dimenticare, e nemmeno perdonare. E se fare un’indagine non è compito mio, posso almeno riportare le sue parole anche nella nostra lingua, e cercare di dar loro la maggiore diffusione possibile.
Questo è il video ufficiale di Tokyo TV. Vi chiedo di guardarlo per intero almeno una volta, anche se non conoscete il giapponese, in modo da dimostrare alla televisione il nostro apprezzamento per aver fatto l’intervista e per averla resa disponibile per tutti.
So ciò che Hanyu ha detto grazie alle traduzioni realizzate dai fan. Ne leggo sempre diverse, per cercare di cogliere tutte le sfumature delle sue parole. Se conoscete l’inglese potete leggere direttamente ciò che hanno scritto le mie fonti, altrimenti vi dovete accontentare della mia traduzione, sapendo che io non sono una traduttrice. Non so quante libertà si prende abitualmente un traduttore nel fare il suo lavoro, io ho cercato il più possibile di scrivere frasi scorrevoli in italiano, senza alterare il senso di ciò che Hanyu dice, o la forza con cui lo dice.
Riflettendo sul passaggio al professionismo, perché hai continuato a gareggiare?
Al di là di tutto, volevo atterrare il mio quadruplo axel. Nella mia testa avevo deciso in primo luogo di atterrare il quadruplo axel in una gara, e poi di concludere la mia vita agonistica. In realtà, ho pensato “oh, non sono riuscito a completarlo”, quindi “ok, allora proverò con ancora più forza”. Ho trascorso giorni con questi pensieri. D’altra parte, ho pensato molto, per esempio, a ciò su cui ho lavorato duramente per le gare, o alla valutazione delle mie prestazioni, oppure ho paragonato le mie abilità attuali con quelle del passato, o [ho pensato a] quanto sono migliorato, ho anche confrontato il punteggio calcolato da me con i punteggi effettivi. Onestamente parlando, nel kiss and cry, a differenza di ciò a cui ero abituato, recentemente non ho avuto la possibilità di divertirmi urlando semplicemente “I did it” [“l’ho fatto” o “ci sono riuscito”, espressione che a volte gli si sente usare, in inglese, quando parla con Orser. Per esempio, lo fa a Sochi, al termine di quel Parisienne Walkways con cui supererà per la prima volta i 100.00 punti nel programma corto].
È stato davvero duro e doloroso. In questi giorni, anche se non può essere un buon modo per dirlo, io ho sentito di non essere più necessario. O anche ci sono stati giorni in cui ho sentito come se mi venisse detto di ritirarmi subito. Ho davvero avuto giorni duri. Però, ho deciso con forza che prima volevo atterrare il quadruplo axel e poi mi sarei ritirato.
Ma quando ho tenuto la conferenza stampa, ho sentito che non è un ritiro. Ho riflettuto molto su cosa significhi essere “attivi” e cosa sia un “ritiro”. Mentre pensavo a come poter definire un “dilettante” e un “professionista” nel pattinaggio, mi sono reso conto che nel mio caso non si può parlare di un “ritiro”. Non è un caso di, per così dire, “ritiro dalla prima linea”. Ho semplicemente stabilito l’inizio del successivo livello in cui svilupparmi ancora di più. Ora lo sento con forza. E, in questo, c’è anche il quadruplo axel. Mi piacerebbe che le persone guardassero il mio quadruplo axel, riconoscendo che il mio sogno è ancora com me, e che io desidero inseguirlo insieme a loro.
Continuerai a perseguire il tuo pattinaggio al di là dei punteggi?
Sì. Ora io non sono più interessato ai punteggi. Da quando l’attuale codice di punteggi è stato adottato io ho ottenuto molti risultati, per esempio ottenendo 10.00 per i miei components, o a Barcellona, nella finale di Grand Prix, il mio programma corto ha ottenuto il punteggio più alto, quasi il punteggio pieno. Ho raggiunto ciò e, d’altra parte, dopo quel momento, anche diventando migliore, o compiendo numerosi sforzi, il mio punteggio non è più salito. È successo questo. Ci sono state molte occasioni in cui davvero mi sono chiesto perché continuassi a provare. Benché stessi diventando sempre più bravo, mi chiedevo perché i miei punteggi si fossero abbassati. Però, anche in questa situazione, c’erano sostenitori che guardavano il mio pattinaggio, che dicevano “Hanyu è diventato ancora più bravo” o “quest’aspetto del suo pattinaggio è migliorato, si sta evolvendo”. Ho pensato che i punteggi potessero non essere più così importanti. Ci sono persone che guardano il mio pattinaggio così com’è, e i miei sforzi sono chiaramente riconosciuti da loro. Perciò, ho pensato che preferisco compiere i miei sforzi in un ambiente in cui sono valutati in modo corretto.
Qual è stato il riconoscimento più importante che hai ricevuto nel corso della tua carriera agonistica?
Il fatto che io sia stato supportato da un numero incredibilmente grande di persone. Io non voglio parlarne nel dettaglio, davvero, ma ho fatto molte cose contro i miei sentimenti, contro la mia volontà. A volte addirittura ho sentito come se ci fosse una rotaia prestabilita, e io ero un pupazzo che si muoveva automaticamente su quella rotaia. Mi sono chiesto perché lo stessi facendo. Ho avuto un periodo così duro. Però, anche se ero su una rotaia prestabilita, ho fatto del mio meglio, perché desideravo rispondere a tutte le aspettative delle persone, e come risultato, adesso ho un sostegno enorme da così tante persone. Perciò avere così tanti sostenitori è per me il più grande dei riconoscimenti. Non solo fra gli atleti, o fra i pattinatori, ma come essere umano io penso che non siano tante le persone che ricevono un sostegno così grande, o l’attenzione di così tante persone come quella che viene concessa a me. Con il loro sostegno o i loro desideri, io sono felice, e sento l’energia per lavorare duramente per il mio pattinaggio.
Sarah ha anche trascritto sia l’intervista in giapponese che la traduzione in inglese sul suo blog:
https://ameblo.jp/jicecdnsarah/entry-12762180899.html
Altra traduzione:
Quali sono state le ragioni che ti hanno spinto a continuare a gareggiare anche dopo aver ipotizzato di passate al professionismo?
Volevo completare il quadruplo axel in gara. “Se riuscirò ad atterrarlo, smetterò di gareggiare”. Di fatto, questo è ciò che pensavo, e che avrei voluto fare. Naturalmente, c’erano anche pensieri del tipo “non posso riuscirci” o “mi servono più energie”. Ho anche considerato la valutazione del mio lavoro nelle gare [il termine inglese è efforts, sforzi, quello di cui sta parlando è un lavoro faticoso], o quando sono migliorato in rapporto al me stesso passato.
Ho confrontato le mie valutazioni con le valutazioni arrivate dai punteggi, Per essere onesto, non ho più potuto dire “I did it” al kiss and cry in modo innocente, come prima. Le occasioni per essere così felice sono sparite. È stato doloroso.
Ho pensato “Non sono più necessario?” E qualcuno ha detto “Hanyu, sbrigati a ritirarti” [confrontando con l’altra traduzione, l’impressione è che non gli siano state dette direttamente queste parole, ma che l’ambiente gli abbia trasmesso il desiderio che si ritirasse al più presto]. Naturalmente, è stato molto doloroso. Ma volevo ancora concludere la mia carriera agonistica atterrando il quadruplo axel. Però, in realtà, pensavo “Io non mi sto ritirando”, mi sono chiesto cosa significhi far parte del circuito agonistico e cosa sia il ritiro, chi sia un dilettante e chi sia un professionista nel pattinaggio artistico.
Io penso che questo non sia ritiro. Io sento che questo non è un ritiro dalla prima linea ma [un passo fatto] per diventare migliore in futuro, e l’inizio di un nuovo percorso. In questo, c’è anche il quadruplo axel, e io voglio far vedere a tutti che sto ancora portando avanti il mio sogno, e voglio inseguire questo sogno insieme a tutti.
Nel futuro andrai oltre le valutazioni dei punteggi per cercare di realizzare il tuo pattinaggio.
Non ha importanza se non riceverò un punteggio. Lo penso davvero. Fino a ora, ho lavorato duramente per tante cose. Con l’attuale sistema di punteggi, per esempio, ho ottenuto un 10 nei components (in una singola voce dei components). C’è stato il programma corto nella finale di Grand Prix di Barcellona che ha ricevuto valutazioni che non avrebbero potuto essere più alte, quasi il punteggio pieno. In questa situazione, dopo i miei sforzi e i miei miglioramenti, nella gara successiva il punteggio non è aumentato.
Per dire la verità, mi sono davvero chiesto perché io (mi stessi impegnando così tanto) e perché i miei punteggi stavano scendendo mentre io miglioravo. Ma anche così, tutti coloro che mi applaudivano e mi guardavano pattinare dicevano “Hanyu ha pattinato meglio rispetto al passato” o “questa parte è stata perfezionata”. Quando dicevano queste parole io pensavo, “non ha importanza se non è testimoniato dal punteggio. Coloro che guardano il mio pattinaggio lo guardano davvero. I miei sforzi sono stati riconosciuti”. Io la penso così. Voglio [lavorare] duro là dove tutti sono in grado di vederlo.
Altra traduzione, questa senza video:
Hai dichiarato di aver pensato di passare al professionismo in tutte le gare a cui hai partecipato dopo PyeongChang 2018, perciò cosa ti ha spinto a continuare a gareggiare nonostante il tuo dilemma?
Avevo il forte desiderio di atterrare il quadruplo axel. Pensavo che l’avrei atterrato con successo in una gara e che mi sarei fermato lì. Lo pensavo, ma pensavo anche “non posso farcela”. “Ok, proverò di nuovo”. D’altra parte le valutazioni nelle competizioni su ciò a cui stavo lavorando duramente, ciò su cui ero migliorato paragonato al mio io passato… ho pensato a varie cose, confrontando le mie valutazioni con i punteggi ufficiali. Per essere onesto, ci sono state molte meno opportunità in cui essere innocentemente felice al kiss and cry rispetto a prima, quando dicevo “Yay, I did it!”. È stata dura in molti modi. Questo può non essere il modo giusto per dirlo, ma ci sono state volte in cui onestamente ho pensato “Forse non sono più necessario. “Mi stanno dicendo, Yuzuru Hanyu, ritirati subito”. Questo è duro. Ma io ripetevo a me stesso “Me ne andrò dopo aver atterrato il quadruplo axel”.
In realtà, pensavo “questo non è ritirarsi”. Mentre pensavo a varie cose come cosa significhi essere un agonista, cosa sia il ritiro, chi sia un pattinatore dilettante e chi un pattinatore professionista, ho concluso che questo non è un ritiro. Non è come un indietreggiare dalla prima linea, riguarda il fissare un inizio per diventare ancora migliore da ora in poi. E, entro questo, c’è in quadruplo axel, e vorrei che tutti vedessero che il sogno continua ad andare avanti, e che intendo inseguirlo insieme a tutti quanti.
Perciò, andando avanti, tu sarai al di là dei punteggi e impegnato a perseguire il tuo pattinaggio, compreso il quadruplo axel?
Sì. Per essere onesto, io penso di non aver più bisogno di essere valutato con un punteggio. Ci sono molte cose su cui ho lavorato duramente, e da quando il sistema di punteggio è cambiato fino a quello attuale, ho ricevuto molti 10 nei components. Per esempio, alla finale di Grand Prix di Barcellona (nel 2015) nei components ho ottenuto un punteggio quasi perfetto, che davvero non poteva essere oltrepassato. Dopo, ho lavorato duramente per migliorarmi ancora, e nella competizione successiva, il punteggio non è affatto migliorato. Onestamente mi sono chiesto qualcosa del tipo “Perché lo sto facendo? Perché il punteggio si è abbassato quando io sto migliorando?” Però, quando le persone che cmi sostengono o guardano (le mie prestazioni) dicono “Hanyu-kun è migliorato” o “questa parte è migliorata per questo motivo”, io sento che forse non è necessario che [il riconoscimento ci] sia nel punteggio. Le persone in grado di notarlo guardano i dettagli nel moro giusto, e io sento che ciò per cui ho lavorato duramente è stato riconosciuto. Se le cose stanno così, penso che mi piacerebbe fare del mio meglio lì dove le cose vengono guardate nel modo corretto.
Hai detto prima che, continuando la tua carriera agonistica, sei stato ferito [letteralmente l’espressione inglese, chipping away, indica che qualcosa è stato scheggiato] in molti aspetti, e questo mi ha colpito molto. Qual è la cosa più importante che hai ottenuto nella tua carriera agonistica?
Mmm, probabilmente il fatto che io stia ricevendo sostegno da un numero incredibilmente alto di persone. Davvero, se posso dirlo io stesso, ho fatto diverse cose mentre smussavo il mio cuore e la mia volontà. A volte, c’era un’immagine nella mia mente che ci cosse un sentiero predeterminato (come il binario di una ferrovia) e io mi sentivo un fantoccio, fatto semplicemente per correre lungo quel sentiero, pensando “Perché lo sto facendo?”. Ci sono state volte in cui mi sono sentito così. Ma, detto che si, poteva esserci un sentiero prefissato, io ho fatto del mio meglio in queste circostanze, e come risultato dell’aver lavorato duramente perché volevo soddisfare le aspettative di tutti, sono diventato una figura a cui tantissime persone hanno dato supporto, e questa penso che sia la cosa più importante che ho guadagnato. Dopo tutto una persona – non qualcuno che gareggia, o un atleta, o qualcosa del genere, o come pettinatore – che riceve un sostegno così grande… in realtà, penso che sia raro trovare qualcuno che riceve così tante attenzioni e così tanto sostegno. Perciò voglio trasformare il loro sostegno e i loro sentimenti nella fonte della mia felicità ed energia per vivere la mia vita, e continuare a lavorare duramente sul mio pattinaggio da ora in poi.