Se si guardano i risultati ottenuti da Yuzuru Hanyu non si può che rimanere colpiti dalla sua straordinaria carriera. Due oro olimpici – l’ultimo a riuscirci prima di lui era stato Dick Button nel 1948 e 1952, ma era un’altra epoca – due ori, tre argenti e un bronzo in sette partecipazioni al Campionato del Mondo, quattro ori (consecutivi) e un argento in sei partecipazioni alle finali di Grand Prix, sempre sul podio nelle ultime 22 competizioni internazionali disputate e,con l’eccezione di una competizione a squadre, sempre sul primo o secondo gradino. E la striscia sarebbe certamente stata più lunga se si fosse fatto male meno spesso.
Gli infortuni, già. Ne ha subiti una quantità tale che basterebbero per tre-quattro atleti… Un anticipo c’era già stato al Campionato del Mondo del 2012, dove comunque era arrivato terzo. In quell’occasione si era slogato la caviglia destra negli allenamenti il giorno prima dello short program. Per gareggiare ha preso antidolorifici? Non lo so, non ho trovato nessun accenno in proposito. Dopo la finale di Grand Prix 2012, dove era arrivato secondo, gli era venuta una febbre con vomito che lo aveva tenuto fuori dal galà. Aveva condizionato anche la sua prestazione? Probabilmente no, ma non si può esserne sicuri. La porta contro cui è andato a sbattere fra il programma corto e il programma libero del Four Continents Championship del 2013, e che gli ha procurato un taglio sopra l’occhio destro, bene non gli ha fatto. E poi c’è stata la febbre subito dopo quella gara. Due settimane senza poter scendere in pista, quando è tornato, con Brian Orser assente perché era con Nam Nguyen al Campionato del Mondo Junior, si è allenato con tale foga da farsi male al ginocchio sinistro. Dopo il Campionato del Mondo gli avrebbero diagnosticato una tendinite. Altra settimana di riposo forzato, poi allenamento leggero per una settimana prima dello short program del Campionato del Mondo 2013:
Da campione giapponese sentiva la responsabilità di ottenere tre posti per il Giappone per le Olimpiadi del 2014. Negli allenamenti prova a proteggere il ginocchio sinistro. Risultato? Si sloga la caviglia la caviglia destra. Quella su cui si effettuano tutti gli atterraggi, la stessa dell’anno prima. La stessa alla quale si farà male nell’autunno del 2017 e nell’autunno del 2018. Già dopo questo Campionato del Mondo i dottori per quella caviglia parlano di infortunio cronico. Ed è la caviglia l’unica cosa che, secondo me, potrebbe impedirgli di realizzare in futuro ciò che ha in mente. Se avessi fede pregherei, ma le mie uniche fesi sono in lui e nelle divinità dei romanzi fantasy. Magari il Folgopadre può fare qualcosa per impedirgli di farsi male di nuovo…
Con due gambe infortunate opta per l’unica cosa che gli consenta di muoversi: antidolorifici. In dose minima, in modo da non perdere totalmente sensibilità nei piedi, e la sua sofferenza si vedrà a fine programma:
Lo stesso programma senza i sottotitoli in giapponese:
Ovviamente non è in condizione di disputare il galà. Per lui il Mondiale finisce qui, con il terzo posto nel libero e il quarto complessivo.
La cerimonia di premiazione delle small medal:
L’amicizia fra Yuzu e Javi è meravigliosa, anche se capisco il perché del ritiro di Javi mi spiace non vederlo più in gara o in momenti come questo.
