Podio al Campionato del mondo

Il Campionato del mondo 2021 è terminato, e come sempre alla fine di una gara si possono fare un bel po’ di bilanci. Di dati da analizzare ce ne sono tanti, io mi concentro su uno: Yuzuru Hanyu è salito sul podio. Se i voti fossero stati assegnati rispettando il regolamento sarebbe stato un argento e non un bronzo, ma andiamo avanti. Nel conto finale questo è e rimarrà un bronzo, l’ennesimo tassello di una carriera straordinaria. Potrei scrivere a lungo di quante difficoltà ha dovuto superare per ottenere questo risultato, ma visto che negli albi d’oro rimangono solo i numeri e i nomi, per ora mi limito a quelli.

Settima medaglia in un Campionato del mondo. Quanto è difficile riuscirci? Ovvio, sono andata a controllare. Ho controllato tutti gli uomini da quando la gara è stata creata, nel 1896. Qui riporto solo i dati relativi a chi ha vinto almeno cinque medaglie. Ho suddiviso i pattinatori in grossi riquadri che riuniscono chi ha vinto lo stesso numero di medaglie, al loro interno i pattinatori sono elencati in ordine di qualità, cioè pur rimanendo nello stesso riquadro chi ha vinto un numero maggiore di ori precede chi ne ha vinti di meno. Ho evidenziato Hanyu in rosso, per vedere rapidamente dove si colloca in questa classifica.

Va bene, nel taglio della tabella ho lasciato anche chi ha vinto quattro medaglie, giusto per notare che ci sono fior di campioni fuori da quest’elenco. Hanyu è quarto al pari con altri due pattinatori, uno di loro ha vinto un oro in più rispetto a lui e quindi l’ho piazzato davanti, un altro ha vinto un argento in meno e l’ho piazzato dietro. Se però alle medaglie mondiali aggiungiamo quelle olimpiche, Hanyu rimane quarto ma occupa questa posizione da solo.

Come detto, in testa ci sono i tre di prima, Ulrich Salchow, Karl Schafer e Willy Bockl. La riga dedicata a Ernst Baier è strana, c’è un’annotazione in più. Oltre alle medaglie nella gara maschile, Baier ha vinto anche quattro ori e un bronzo mondiale, e un oro olimpico, nelle coppie di artistico.

A questo punto sono passata a guardare cosa è successo nel dopoguerra. Queste sono le medaglie al Campionato del mondo nella gara maschile.

Hanyu è salito al primo posto insieme al tedesco Jan Hoffmann, che ha vinto un oro in meno rispetto a lui. I tre pattinatori che lo precedevano appartengono al periodo di prima della guerra. E se alle medaglie mondiali aggiungiamo quelle olimpiche, Hanyu è primo da solo:

Non c’è nessuno nel dopoguerra che ha vinto tante medaglie importanti quante ne ha vinte Hanyu. Ci sono pattinatori che hanno vinto un maggior numero di campionati del mondo, ce ne sono anche alcuni – Dick Button, Alexei Yagudin, Hayes Alan Jenkins, Scott Hamilton – che hanno vinto complessivamente un maggior numero di ori, ma nessuno ha vinto tante medaglie quante ne ha vinte lui.

Quanto è difficile? Per capirlo ho fatto un controllo su tutte le specialità. In questo caso l’ho fatto solo per il periodo del dopoguerra. Sono stata indecisa se inserire i danzatori nei miei elenchi. Da un lato ci sono state molte meno gare di danza – il primo Campionato del mondo è del 1952, la prima Olimpiade del 1976 – dall’altro le classifiche della danza sono molto più stabili, una volta che una coppia arriva sul podio è difficile che scenda.

Prima dell’elenco, una spiegazione su alcune coppie. A volte i pattinatori cambiano partner, questo lo sappiamo. Quando questo è successo, ho considerato entrambe le opzioni, la coppia e il singolo pattinatore. Faccio un esempio recente con una leggenda del pattinaggio, Aljona Savchenko. Savchenko ha vinto otto medaglie mondiali pattinando insieme a Robin Szolkowy, quindi compare nella casella dedicata a chi ha vinto otto medaglie insieme ad altre quattro coppie. Savchenko però ha anche vinto tre medaglie mondiali insieme a Bruno Massot. Nei file completo la coppia Savchenko/Massot compare, anche se voi non la vedete perché mi sono fermata a chi di medaglie ne ha vinte cinque. Savchenko però complessivamente ha vinto undici medaglie mondiali, otto con un partner e tre con l’altro. In situazioni come queste c’è la doppia indicazione, per la coppia ma anche per il singolo pattinatore. Ho indicato il singolo pattinatore in questo modo:

Savchenko (Szolkowy/Massot)

Savchenko ha vinto il numero totale di medaglie indicate nella relativa gara, alcune con un partner, alcune con l’altro. Queste righe, ma anche righe come

Savchenko/Szolkowy

con lei che ha vinto medaglie anche con un altro partner, sono evidenziate in corsivo.

Hanyu è nel quinto gruppo di pattinatori. In questo caso ho indicato anche la disciplina in cui i pattinatori competono, e l’unico pattinatore di una disciplina individuale che ha vinto più medaglie di Hanyu è Michelle Kwan. Potrei sbagliarmi, ma mi sembra che vincere 7 medaglie mondiali sia molto difficile. Naturalmente ho fatto lo stesso controllo anche guardando le medaglie olimpiche. Savchenko e Irina Rodnina, pure lei con due partner diversi, continuano a dominare, Hanyu rimane più o meno dove si trovava.

Vincere sette medaglie mondiali, o nove fra Olimpiade e Mondiale, è difficile. Significa gareggiare a lungo e rimanere al vertice a lungo, entrambe cose molto difficili. Sono pochi i pattinatori che hanno iniziato a pattinare prima di Hanyu ancora in attività. Io ho controllato chi si è classificato almeno una volta nelle prime dieci posizioni dal 2012 in poi, cioè dall’anno in cui Hanyu ha disputato il suo primo Campionato del mondo.

L’unico pattinatore che ha partecipato a tutte le ultime nove edizioni del Campionato del mondo è Alexei Bychenko. Con otto partecipazioni ci sono Hanyu e Michal Brezina, anche se va detto che Brezina ha partecipato a due edizioni del Campionato del mondo prima del 2012. La penultima colonna indica il numero di partecipazioni dei singoli pattinatori al Mondiale negli ultimi anni nove anni, l’ultima il numero di partecipazioni complessive in carriera. Se i due numeri sono uguali in questa colonna non ho indicato nulla. Ok, visti i numeri… quanto è difficile rimanere al vertice così a lungo? Chi era al vertice quando è arrivato Hanyu a un certo punto ha smesso, alcuni pattinatori sono arrivati e sono spariti senza mai salire sul podio, e fra chi è salito sul podio l’unico che poi non è più sceso è Nathan Chen. Tre titoli per lui, che sono tanti, ma almeno al momento non si può parlare di carriera lunga, capace di resistere ai cambiamenti. Quando Hanyu ha esordito al Mondiale il pattinaggio era molto diverso da quello attuale, Hanyu è stato uno dei protagonisti del cambiamento. Era sul podio prima, è sul podio ora, ed è l’unico a esserci riuscito.

Questi sono i numeri, qualcosa che ogni tanto è bene andare a guardare, anche se le emozioni donate dal pattinaggio non possono essere espresse da semplici numeri.

Queste invece sono le prestazioni mondiali di Hanyu. L’esordio, a 17 anni e 3 mesi, poco più di un anno dopo il terremoto, è nel 2012. Negli allenamenti si sloga la caviglia destra, e nonostante tutto pattina così:

Nel 2013 si infortuna al ginocchio sinistro qualche giorno prima della gara e sul posto, credo fra il programma corto e il libero, si sloga la caviglia destra. Era l’anno preolimpico, lui era il campione nazionale e si sentiva in dovere di portare tre posti per la sua nazione. Questa è l’unica volta che non è salito sul podio.

Nel 2014, un mese dopo aver vinto l’Olimpiade, si conferma il più forte di tutti. Ho letto di un infortunio a una gamba, forse la caviglia, e di un altro alla schiena, ma è impossibile dire quanto fossero gravi. Quel che è certo è che dopo il libero il dolore alla schiena è evidente dai suoi movimenti.

Nel 2015 arriva a corto di preparazione dopo l’incidente con Han Yan in autunno, l’intervento per la rimozione dell’uraco alla fine dell’anno e l’ennesima slogatura alla caviglia.

Nel 2016 c’era quel piccolo problema con la lesione di Lisfranc, un infortunio di quelli che normalmente stroncano la carriera.

Nel 2017… stava bene? Niente infortuni? A me risulta solo un brutto attacco di asma due settimane prima della gara.

Nel 2018 non ha partecipato al Campionato del mondo, la sua caviglia aveva bisogno di riposo. Sarei tentata di inserire le prestazioni olimpiche ma visto che il focus è sulle prestazioni dei Mondiali lascio stare.

Nel 2019 era infortunato alla caviglia. L’infortunio è dell’autunno, circa tre mesi prima. Lui era tutt’altro che guarito, e nonostante questo ha pattinato così:

Lo scorso anno il Mondiale non c’è stato, altrimenti possiamo supporre che sarebbe salito sul podio una volta in più. È ovvio che non lo possiamo dire con certezza, ma visto che è salito sul podio in tutte le gare a cui ha partecipato dal dicembre del 2014, quasi sempre arrivando primo o secondo, un suo piazzamento più in basso sarebbe una sorpresa. Sono 26 competizioni internazionali in tutto, ultimo Campionato del mondo commpreso, più due competizioni internazionali a squadre e quattro campionati nazionali.

L’ultimo Mondiale si è appena concluso con una nuova medaglia, un bronzo maturato al termine di un periodo che definire complicato è dir poco anche prima della partenza per la Svezia, con giudizi più che discutibili che gli hanno sottratto l’argento, e un attacco d’asma arrivato subito prima del libero che lo ha pesantemente condizionato.

La canzone del gala è Hana Wa Saku, ed è la prima volta che pattina su un brano cantato in giapponese in una gara che si è svolta fuori dal suo paese. È il suo modo di mandare un messaggio d’amore e di speranza, anche se non tutti sono in grado di capirlo.

Avremmo preferito che questa gara non fosse stata disputata, avremmo preferito un risultato diverso, ma tutto quello che Hanyu ha fatto in questi giorni dimostra una volta di più la sua grandezza.

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