Nell’ultimo post ho lasciato Benoît Lavoie come giudice gradito da Jamie Salé/David Pelletier. Secondo Joy Goodwind in The Second Mark, a Salt Lake City Lavoie
was determined to judge what he saw, no matter how painful the result may be for him personally. (pag. 245).
Prendo atto dell’affermazione, non conosco Lavoie e non sono in grado di giudicare la gara, quindi vado oltre. Lavoie ha votato per i canadesi, la giuria ha preferito per 5 a 4 i russi, e fra coloro che lo hanno fatto c’è la francese Marie Reine Le Gougne. Goodwin afferma che vedere che la gara è stata decisa su in solo voto, con Le Gougne a favore dei russi, ha fatto capire a Lavoie che il risultato era stato deciso a tavolino. Le voci su voti concordati hanno già iniziato a circolare quando Lavoie entra nella sua camera d’albergo.
He looks at a rule book, guidelines for reporting improper influence. […]
Let’s say that he does speak up. Will anyone belive him? The people involved are sure to deny everything. Then it will be his word against theirs. In such cases, people often attack the whislte-blower and try to destroy his credibility. (pagg. 254-255)
Parlare è sempre un rischio, chi lo fa rischia di finire nei guai, per questo ben pochi parlano, chi lo fa più di tanto non dice, e lo fa solo quando ormai è fuori dal circuito. Goodwin ricorda una conversazione che ci sarebbe stata alcuni mesi prima fra Lavoie e Le Gougne, in cui quest’ultima avrebbe affermato di aver promesso di aiutare la coppia russa alla sua amica, il giudice russo Marina Sanaya. Sanaya è morta nel 2016, quindi parlare di lei ora può essere complicato, ma il libro è del 2004. L’ISU ha mai fatto indagini su di lei? Nella gara di coppie di Salt Lake City Sanaya era il giudice 1, e suppongo che di gare ne abbia giudicate molte altre. Goodwin racconta anche di una conversazione fra Lavoie e Didier Gailhaguet,
and Lavoie knew that it was against the rules for council members to talk to judges like that. (pag. 255)
Mentre Lavoie sta prendendo un cocktail Gailhaguet dice qualcosa che non dovrebbe dire. Ma cosa bisogna fare, mettere qualcuno a sorvegliare i giudici costantemente per controllare tutto quello che dicono? Visto che questo non è possibile – ma almeno un controllo su quello che fanno nelle occasioni ufficiali sarebbe doveroso, compreso il filmarli mentre stanno giudicando la gara in modo da evitare scambi di segnali – il loro potere deve essere ridotto il più possibile. Come? Aumentando l’uso della tecnologia, in modo da ridurre il numero e l’influenza delle loro decisioni. Con in codice di punteggi +3/-3 il quadruplo più comune, il toe loop, poteva valere da13.30 a 7.30 punti, la differenza fra il valore più alto e quello più basso era di 6.00 punti. Ora può valere da 14.25 a 4.75, la differenza è di 9.50 punti. L’importanza dei voti assegnati dalla giuria è enormemente aumentata, e se un giudice, vuoi perché sbaglia, vuoi perché è un incompetente, vuoi perché è di parte, assegna voti errati, può influire molto di più sui risultati delle gare. Le modifiche apportate al codice di punteggi dalla stagione 2018-2019 lo hanno enormemente peggiorato.
Secondo Goodwin, un anonimo giudice svizzero avrebbe sentito la conversazione fra Lavoie e Gailhaguet, ma
God knows if the Swiss judge will be willing to corroborate his testimony. In this self-interested world of judging, nobody willingly talks about such things. Too often, telling the truth just boomerangs at you. (pag. 256)
Nelle pagine successive Goodwin ricorda come le Gougne volesse entrare nel comitato tecnico, la posizione più importante che può essere ricoperta da un giudice. Ricordo che qualche mese dopo lo scandalo al vertice della commissione tecnica è stato eletto Alexander Lakernik, l’assistant referee nella gara dello scandalo, ora vicepresidente dell’ISU per il pattinaggio artistico. Il posto ricoperto da Lakernik in quel momento ora è ricoperto da Fabio Bianchetti. Per i dettagli della vicenda vi rimando al libro di Goodwin, ma per la verità sono molti i libri che ne parlano, e tutti hanno qualcosa di interessante da dire e tracciano un quadro della situazione molto poco simpatico, non tanto per questo singolo scandalo, per quanto grave, ma per il quadro generale della situazione che emerge da questo scandalo.
Le Gougne
has the reputation of being an otherwise excellent judge who has the tendency to overmark French skaters […] But everybody knows the stories of the French federation pressuring judges. And what judge hasn’t felt some pressure, subtle or sledgehammer-like, from his or her federation? (pag. 262)
Quante volte ancora lo scriverò? Il potere decisionale dei giudici va ridotto modificando il regolamento, aumentando le tecnologie, e sospendendo le federazioni in cui giudici votano in modo palesemente scorretto. Torniamo ai Giochi olimpici precedenti, quelli del 1998, quando nel programma libero Le Gougne ha assegnato a Philippe Candeloro un 6.0 per la presentation. All’epoca quel programma, D’Artagnan, mi era piaciuto, ma io ero una sua fan dal Campionato europeo 1993, perciò ero di parte. Davvero Candeloro meritava un 6.0? Secondo Le Gougne sì,
Forever afterwards, Le Gougne had difende that six. But Candeloro’s own take, published this week in a French paper, is illuminating. “If she hadn’t helped me, I wouldn’t have won a medal,” Candeloro says bluntly. (pag. 265)
Peccato che Goodwin non indichi quale testata avrebbe pubblicato quest’affermazione di Candeloro. Per la verità l’affermazione non è precisa, Le Gougne ha aiutato Candeloro, ma non è stato solo il suo voto a dargli il bronzo. Ho fatto un controllo sulla gara. Dopo il programma corto la situazione era questa:
| Posizione | Punti | |
| Kulik | 1 | 0,5 |
| Stojko | 2 | 1,0 |
| Eldredge | 3 | 1,5 |
| Yagudin | 4 | 2,0 |
| Candeloro | 5 | 2,5 |
Se Candeloro avesse battuto i due pattinatori che lo precedevano, Todd Eldredge e Alexei Yagudin, il bronzo lo avrebbe vinto. Per vincere l’argento superare Elvis Stojko non sarebbe stato sufficiente, avrebbe avuto bisogno che un pattinatore – uno qualsiasi – si piazzasse dopo di lui e prima di Stojko. Com’è andato il libero? Ho trascritto i punteggi dei pattinatori, spero di aver azzeccato l’ordine di discesa in pista. Per ciascun pattinatore ho indicato il punteggio tecnico, la presentazione, e la posizione di classifica provvisoria secondo ciascun giudice.
A gara finita i punteggi, e le rispettive classifiche, sono state queste:
Ho scoperto ora che un giudice poteva assegnare a due pattinatori gli stessi voti e quindi lo stesso piazzamento, è quello che ha fatto il giudice giapponese con Stojko e Yagudin. Secondo quattro giudici Weiss ha pattinato meglio di Yagudin, uno gli ha preferito anche Cousins, ma quello che hanno fatto questi pattinatori non ha rilevanza per la classifica di Candeloro. I dettagli si trovano si trovano qui.
Vale la maggiorità di priorità. Kulik ha tutti primi posti, il miglior libero è il suo. Sia Stojko che Candeloro hanno quattro secondi posti, ma quattro preferenze non bastano, con nove giudici ne servono cinque, quindi entrano in gioco i terzi posti. Fra secondi e terzi posti Candeloro ha otto preferenze, Stojko sei, il secondo posto nel libero è di Philippe. Eldredge è nettamente dietro, anche nell’inverosimile ipotesi in cui Le Gougne avesse preferito lui, la classifica non sarebbe cambiata. Le Gougne può essere stata determinante solo se ha convinto qualche altro giudice a votare come voleva lei, ma non c’è nulla che ci dice che lo abbia fatto. Le (senza fonte) parole di Candeloro riportate da Goodwin fanno venire sospetti, ma non provano nulla. Però la citazione prosegue:
“All the countries do the same. There are schemes, there is collusion. And if France did not scheme, it wouldn’t win any medals. It’s easy to attack Marie-Reine Le Gougne, although she only did what she was told to do.” (pagg. 265-266)
Il brano successivo è interessante ma lungo, faccio la pigra e invece di trascriverlo gli faccio una foto. Se dovesse risultare illeggibile ditemelo, per quanto una trascrizione sia noiosa, e spesso mi dimentico le h e le y, posso sempre aggiungerla.
La situazione è migliorata, certo. Quando la finirà l’ISU di raccontarci favolette e affronterà il problema sul serio?
