Confesso che la prima volta che mi sono trovata fra le mani il documento ufficiale dell’ISU sul caso 2020-02 contro Michela Cesaro, l’ho sottovalutato. Stavo scrivendo un post lunghissimo, talmente lungo che alla fine l’ho suddiviso in 14 parti intitolate Di giudici, giudici, giurie e giudici equi. Come ho gestito un testo così lungo? Ho riletto alcuni libri che già avevo letto in precedenza e aggiunto nuovi episodi man mano che mi imbattevo in ciascuno di loro, oppure ho approfondito un episodio di cui mi ero già occupata. In pratica sono andata avanti e indietro nel testo cercando di coordinare informazioni provenienti da fonti diverse, valutando volta per volta il peso da dare a ciascun episodio e a ciascuna fonte. Con tante cose da controllare e una riscrittura continua, alcune cose le ho guardate in modo un po’ troppo superficiale. Nel caso di Cesaro ho scorso rapidamente il documento, visto queste righe alla pagina 9
Based on the above considerations, the ISU Disciplinary Commission rules as follows:
VII. Decision
1. The Complaint is dismissed.
2. The parties bear their own costs
e sono andata oltre. E invece no, il documento va letto, e alla fine ho trovato il tempo per farlo. Michela Cesaro è un giudice ISU, potrebbe essere il giudice italiano nella danza su ghiaccio a Pechino. Le alternative sono Rossella Ceccattini, Matteo Bonfà, Isabella Micheli e Massimo Orlandini. Fra tutti Cesaro è quasi quella con i valori di national bias più alti, 9.65 punti, la supera di pochi centesimi Micheli, mentre Bonfà, Ceccattini e Orlandini sembrano giudici corretti. Un riassunto della propensione di ciascuno dei giudici che potrebbero giudicare i Giochi olimpici a parteggiare o no per i propri connazionali si trova qui.
Cosa dice di tanto interessante il documento del caso Cesaro? Il 4 maggio del 2020 il Comitato Tecnico della danza e Charles Z. Cyr, Sports Director Figure Skating, hanno chiesto alla Commissione Disciplinare dell’ISU di valutare la correttezza dei voti assegnati da Cesaro al Campionato europeo e al Campionato del mondo junior 2020. Peccato una delle richieste di indagine sui voti assegnati da Cesaro sia arrivata tardi, 99 giorni dopo la pubblicazione del protocollo di gara del Campionato europeo, quando il tempo limite per richiedere un’indagine ed eventuali provvedimenti disciplinari è 60 giorni. Questo significa che se chi deve vigilare dorme un po’, non importa quanto sia stato spudorato il comportamento del giudice, quel giudice falsa i risultati della gara e la fa franca. E lo scrivo da tifosa di Guignard/Fabbri.

Dimentichiamoci il Campionato europeo, a quanto pare non si più fare nulla perché i controllori hanno cose più importanti da fare che controllare. Almeno per il Campionato del mondo junior i tempi sono stati rispettati. 58 giorni, appena in tempo! Cosa ha fatto la Commissione Disciplinare? Ha chiesto il rapporto del referee, l’inglese Hilary Selby. Sorvolo sull’analisi, che potete leggere direttamente nel documento ufficiale, e mi soffermo su uno specifico passaggio:

Per il referee andava tutto bene, i voti di Cesaro non sono stati segnalati come anomali, ma secondo la commissione disciplinare Cesaro was supporting her own nation to the detriment of their nearest rival.
Molto bene.

A me queste parole fanno davvero una brutta impressione. A un giudice così non dovrebbe più essere consentito di far parte di un pannello di giuria.
Sorvolo su un’altra serie di analisi dei voti, ciò che mi interessa sono le conclusioni della Commissione Disciplinare dell’ISU. Una volta appurato che i voti assegnati da Cesaro sono scorretti, le è stato chiesto di giustificarli. E lei
confirmed that none of her judgments were made in bad faith. She points to her commitment and dedication to skating activity, especially in Ice Dance, and has always followed the ISU regulations and the Code of Ethics in which she firmly believes.
Chissà perché una dichiarazione di questo tipo non mi sorprende, e chissà perché non riesco a prenderla sul serio. Quindi se io ammazzo qualcuno con la macchina, ma l’ho fatto in buona fede perché davvero non volevo far male a quella persona ma semplicemente non so guidare, è tutto a posto? Basta che dichiaro di sapere che esiste un codice della strada e che la prossima volta farò più attenzione? Questo dopo aver già ammazzato qualcuno ma averla fatta franca perché il primo incidente stradale di cui mi sono resa protagonista è andato in prescrizione, ma sono dettagli.
Ok, sappiamo che Cesaro in un’occasione ha assegnato voti influenzati dal national bias, e sappiamo che esiste almeno un precedente, anche se per quello non può essere fatto un processo. Se proprio le vogliamo accordare la buona fede secondo me servirebbe comunque un lungo periodo di sospensione con una formazione accurata e un nuovo esame prima di consentirle di giudicare un’altra gara, e controllerei sempre tutti i suoi voti con molta attenzione. Ma io non sono l’ISU. Come agisce l’ISU?
Article 25 Paragraph 8 c) ISU Constitution 2018 rules:
Performance evaluations of Officials, including Assessments, warnings, criticisms, letters of advice and other evaluations issued by the Technical Committees and the Council, and the appointment or removal of ISU Officials, are not disciplinary but technical decisions. Accordingly, they are not subject to the jurisdiction of the DC.
Complaints alleging incompetence, carelessness, lack of proper attention to duty, deficient performance, error or faulty judgment, are therefore not subject to the jurisdiction of the DC and shall be referred to the relevant ISU Official or body for performance evaluation and resolution.
Se la Commissione Disciplinare non si occupa di queste cose, chi se ne occupa? Il CAS, la Corte Arbitrale dello Sport, gira al largo da queste che, a quanto pare, sono mere questioni tecniche.

Perciò se Cesaro avesse agito consapevolmente con cattive intenzioni, come ha fatto Marie-Reine Le Gougne nel 2002, il CAS avrebbe potuto intervenire, ma a Cesaro (come a chiunque altro) basta dire di non averlo fatto apposta che il CAS non può fare niente. E gli atleti danneggiati da un giudice che non l’ha fatto apposta? E chi se ne frega. Non possiamo mettere in dubbio i risultati delle gare, nemmeno quando sappiamo che sono stati falsati. Sei stato danneggiato? Fatti tuoi, la prossima volta nasci in un paese con giudici più furbi.
Se l’atteggiamento di chi deve vigilare è questo, le federazioni hanno tutto l’interesse a mandare giudici che aiutano i loro pattinatori, tanto nessuno controlla, se controlla lo fa in ritardo e i procedimenti disciplinari non possono essere fatti, se vengono fatti e si nota che il giudice è colpevole quasi sempre non si fa nulla al giudice e comunque il risultato della gara non viene corretto. Davvero possiamo dire che in gare valutate a questo modo vince il migliore? Per spiegare perché si lava le mani stile Ponzio Pilato, il CAS cita i casi CAS OG 00/013 e CAS OG 02/007 concludendo che
only in serious cases, such as corruption, can the decision of a judge be challenged.
Io non ho letto i documenti di cui ho inserito i link, documenti giuridici in una lingua che non è la mia sono cose impegnative, e visto che si riferiscono a sport che non seguo non sono neppure sicura delle regole. Però la conclusione è sconfortante. Perché non risparmiamo tempo a tutti e invece di far disputare le gare, quelle di Pechino come qualsiasi altra, non poniamo i giudici in una stanza e gli chiediamo di discutere fra loro e stilare la classifica? Si mettono d’accordo e stabiliscono chi è il migliore, che importa cosa potrebbe avvenire sul ghiaccio? Tanto le persone più importanti del pattinaggio sono i giudici, mica i pattinatori. Ce lo ha detto chiaramente l’ISU lo scorso maggio, quando ha stabilito che la Commissione Tecnica può cambiare il valore del TES minimo richiesto ai pattinatori per l’ammissione al Campionato del mondo anche a metà stagione, perché stabilirlo a inizio stagione sarebbe uno stress eccessivo per la povera Commissione Tecnica. Di cosa questo significhi per i pattinatori non importa nulla a nessuno.
Sorvolo su qualche altro passaggio e mi fermo a una considerazione importante.

Ho citato non so quante volte Feng Huan. Se un giudice è stato sospeso, significa che non si è comportato in modo corretto, e quindi il suo comportamento può essere usato per capire cosa è corretto e cosa non lo è. Nel caso di Feng Huan il referee, la belga Rita Zonnekeyn, ha visto voti scorretti, ha segnalato la cosa, è stato aperto un procedimento disciplinare e Feng Huan è stato sospeso. Con Cesaro il Referee non ha visto nulla di strano. Notata la differenza? La prima gara – in cui facendo un controllo superficiale i voti mi sono sembrati più spudorati rispetto alla seconda – non può essere giudicata, nella seconda Cesaro ha assegnato voti in cui è evidente il national bias ma, poiché il Referee non ha detto nulla, Cesaro la passa liscia. Cesaro non è stata assolta perché ha votato in modo corretto. Il suo caso è l’ennesima dimostrazione che il regolamento dell’ISU va rivisto completamente.
Ah… La scorsa estate il giudice georgiano Salome Chigogidze è stato sospeso per national bias. Non ho voglia di rileggere l’intero documento, certo Chigogidze assegna voti molto più scorretti rispetto a quelli di Cesaro. Suppongo che sia stato questo, il fatto che i suoi voti sono veramente assurdi, unito al fatto che lei era già stata richiamata in precedenza (perché almeno in un’occasione precedente i tempi tecnici erano stati rispettati) ad aver portato alla sua sospensione. Noto però che ha rischiato di passarla liscia pure lei, perché anche nel suo caso il Referee, il francese Philippe Meriguet, non aveva notato nulla di strano. Probabilmente per Meriguet i voti di Chigogidze erano normali, perché quando è lui a sedere fra i giudici trova assolutamente normale aiutare i pattinatori francesi.
Chi giudica lo fa in modo partigiano, chi deve controllare chi giudica o si dimentica di controllare o è partigiano a sua volta, chi deve controllare i controllori se ne lava le mani. Va bene, stiliamo ora la lista dei vincitori delle medaglie olimpiche e non pensiamoci più.
Non sono sicuro che con Feng il referee abbia segnalato qualcosa. Nella frase menzionata nel giudizio si parla solo della Official Assessment Commission.
Grazie per la precisazione. Ho poca pazienza con i documenti giuridici e a volte non sono neppure sicura di quale sia il termine corretto. Diversi passaggi li ho riletti più volte per essere sicura di aver capito bene, ma a volte il linguaggio dei documenti ha la meglio su di me.
Una delle cose che mi interessavano in post è il fatto che è possibile sospendere un giudice anche senza segnalazione del Referee, è quanto è accaduto con Chigogidze, ma che è molto più difficile, tanto è vero che Cesaro è stata assolta.