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Quanto è importante l’età per uno sportivo? Per quanto un atleta possa essere bravo, prima o poi il momento del declino arriva per tutti. Si perde un filo di velocità, un filo di resistenza fisica, il recupero da un giorno all’altro diventa un po’ più impegnativo, e quel che prima consentiva di vincere a un certo punto sparisce. Nulla di sorprendente in questo. Però, se un calo fisico è normale, in uno sport in cui l’opinione dei giudici determina il risultato, l’età può diventare un problema se viene percepita come eccessiva per poter competere ad alto livello.
Dopo aver sentito tanti discorsi sull’età, ho deciso di fare qualche controllo sulla competizione maschile di pattinaggio artistico. Grazie a Wikipedia, ho realizzato facilmente una tabella che indica a quale età i pattinatori hanno vinto una medaglia olimpica. Non ho considerato le medaglie di squadra, e non solo perché esistono solamente da tre edizioni. Un pattinatore può essere non così forte, e vincere ugualmente una medaglia olimpica perché sono i suoi compagni a essere forti. Prendiamo i danzatori Misato Komatsubara/Tim Koleto. Loro hanno vinto un bronzo olimpico di squadra. Nella gara individuale non si sono qualificati per la danza libera. Il loro miglior risultato al Campionato del mondo è un 19° posto, al Four continents Championship un 9° posto, nel Grand Prix (non considero le gare dell’autunno 2020, che non avevano nulla a che fare con una vera gara di Grand Prix) al massimo si sono classificati al 6° posto. I loro migliori risultati sono due bronzi in due Challenger Series, non sono mai saliti su uno dei primi due gradini del podio in una competizione internazionale (se escludiamo le gare a squadre, alle Olimpiadi e al World Team Trophy). In compenso Anna Cappellini/Luca Lanotte, campioni mondiali ed europei nel 2014, capaci di vincere altri tre argenti e un bronzo al Campionato europeo, un bronzo in una finale di Grand Prix, un oro, nove argenti e cinque bronzi in gare di Grand Prix e di vincere altri sei ori internazionali, compresi due in Challenger series e uno all’Universiade, e due volte sesti nella gara di danza ai Giochi olimpici, al massimo hanno ottenuto due quarti posti di squadra alle Olimpiadi. Il fatto che Komatsubara/Koleto abbiano vinto un bronzo olimpico nella gara a squadre non significa che siano più forti di Cappellini/Lanotte, o di tante altre coppie che potrei citare. Perciò le gare di squadra non le considero.
Queste sono le età dei vincitori di una medaglia olimpica nella gara maschile:

Manca Nikolai Panin, che ha vinto l’oro nelle figure speciali nel 1908, sia perché la competizione dedicata alle figure speciali si è svolta solo in quell’edizione, sia perché è una gara troppo diversa dalla competizione maschile più famosa, quella vinta da Ulrich Salchow nel 1908, da Gillis Grafrstrom per la prima volta nel 1920, e che poi, nel tempo, è diventata quella che conosciamo.
Qualche pattinatore che ha vinto una medaglia, anche in età che ora definiremmo avanzata (per un pattinatore) c’è, ma sono tutte medaglie assegnate tantissimi anni fa. Per questo ho deciso di realizzare un’altra tabella con le sole medaglie assegnate nel dopoguerra, ed è comunque un periodo lunghissimo, 20 edizioni dei Giochi olimpici, 74 anni.
Il periodo in cui i pattinatori sono al vertice, in genere, è quando hanno fra i 22 e i 23 anni, fra i 20 e i 24 se ci vogliamo allargare un po’. Prima sono giovani e poco esperti, dopo… suppongo che siano troppo vecchi per competere ad altissimo livello? Gli unici capaci di vincere l’oro dopo i 24 anni di età sono stati il venticinquenne Scott Hamilton e il ventiseienne John Curry. Hamilton faceva tutti i salti tripli, axel escluso, che eseguiva solo doppio, mentre Brian Orser, che si è classificato secondo, eseguiva un bellissimo triplo axel. Quanto a Curry, non è famoso per i suoi salti. I salti non sono stati fondamentali per le vittorie di Hamilton e Curry, e l’aspetto atletico non era così importante.
Ci sono stati due soli pattinatori capaci di salire sul podio olimpico a 27 anni, Paul Wylie nel 1992 ed Evgeni Plushenko nel 2010, entrambi vincitori dell’argento. Nel 1992 i pattinatori capaci di eseguire un quadruplo erano davvero pochi. Kurt Browning ha atterrato quello che è stato ufficialmente riconosciuto dall’ISU come il primo quadruplo della storia del pattinaggio al Campionato del mondo 1988. Ne ha atterrato un altro nel 1989, ma ha toccato lievemente il ghiaccio con il piede libero, un errore che avrebbe portato l’ISU a non riconoscere il salto, se si fosse dovuto pronunciare su quell’esecuzione. È quello che era successo a Jozef Sabovcik al Campionato europeo del 1986: ha toccato lievemente il ghiaccio con il piede libero, e il salto non è stato riconosciuto. Potrei sbagliarmi, ma non credo che Browning abbia atterrato altri quadrupli corretti in competizioni internazionali (ne ricordo uno perfetto in un Campionato canadese e un altro perfetto in una gara professionistica, ma quelli ufficialmente non contano). Alle Olimpiadi del 1992 Browning, infortunato alla schiena, ha fatto tantissimi errori e ha concluso la gara al sesto posto. Nel 1991 il diciottenne Elvis Stojko aveva eseguito il primo quadruplo in combinazione, 4T+2T, ma Stojko non era esattamente molto raffinato nella pattinata e nell’interpretazione, e ai Giochi olimpici ha concluso al settimo posto (anche se probabilmente avrebbe meritato una posizione migliore). E poi c’erano Alexei Urmanov, che ha atterrato il suo primo quadruplo nel 1991, e Petr Barna, che in carriera ha atterrato un solo quadruplo, ai Giochi olimpici del 1992. Urmanov ha concluso la gara di Albertville al quinto posto, dopo due quinti posti nei due segmenti di gara. Non ho riguardato il suo programma, ma non è mai stato davvero in lotta per una medaglia. Barna, campione europeo in carica, ha vinto il bronzo. Vero, ha eseguito un quadruplo toe loop (anche se ora diremmo che è sottoruotato, e ho l’impressione che abbia anche toccato il ghiaccio con il piede libero), ma non era capace di eseguire il triplo axel. L’impegno fisico dei programmi del 1992 non era paragonabile a quello attuale. Sono cambiati i metodi di allenamento, certo. Gli stivaletti offrono un sostegno migliore e i pattini sono più leggeri. Anche così, un pattinatore poteva sperare in una carriera più lunga, perché le richieste tecniche non erano estreme come ora.
Le richieste tecniche non erano estreme come ora nemmeno nel 2010. Plushenko ha eseguito un quadruplo toe loop per programma. Evan Lysacek, che ha vinto l’oro, non ha eseguito quadrupli. Nel programma corto, a parte Plushenko, gli unici che hanno eseguito un quadruplo sono stati Stephane Lambiel (un altro che non andava d’accordo con il triplo axel, anche se a volte lo faceva, e che alla fine ha concluso quarto), Adrian Schultheiss (alla fine quindicesimo) e Brian Joubert (alla fine sedicesimo). Nel libero c’è stato qualche quadruplo in più, non tanti.
L’unico pattinatore “anziano” che ha vinto una medaglia in un’epoca in cui erano richiesti tanti quadrupli è stato Javier Fernandez, bronzo nel 2018, a 26 anni. Tanti quadrupli… Fernandez ne ha eseguiti quattro, due nel programma corto e due nel programma libero. Tanti rispetto alle precedenti edizioni dei Giochi olimpici, ma nel solo programma libero a PyeongChang (non guardo la qualità di esecuzione) Nathan Chen ha eseguito sei quadrupli, Vincent Zhou ne ha eseguiti cinque, Yuzuru Hanyu, Shoma Uno e Boyang Jin ne hanno eseguiti quattro.
Giusto per capire l’accelerazione che c’è stata nell’evoluzione dei salti quadrupli, ho controllato alcune date.
Ho evidenziato in giallo le occasioni in cui è aumentato il numero di quadrupli presentati nei due programmi. Ho indicato la prima esecuzione per ciascun tipo di quadruplo, con l’esecuzione ufficialmente riconosciuta dall’ISU, mentre ho indicato solo due combinazioni: la prima volta che un quadruplo è stato eseguito in combinazione, e la prima volta che un quadruplo è stato eseguito in combinazione con un triplo. Una volta aperta la strada, con l’aggiunta delle combinazioni, o con l’esecuzione di nuovi tipi quadrupli, realizzare una combinazione diversa è significativo, ma meno rispetto ai dati che ho indicato. Per quanto riguarda l’aumento del numero di quadrupli, ho indicato anche occasioni in cui non tutti i quadrupli hanno avuto un GOE positivo (in un caso, Nathan Chen al Campionato del mondo 2017, ci sono state anche due cadute). Ma anche solo provare tanti quadrupli è rivoluzionario.
Il quadruplo è entrato nei programmi nel 1988, c’è stata una lieve crescita negli anni ’90, con le prime combinazioni e l’aggiunta del salchow, poi per un decennio la situazione è rimasta abbastanza stabile. Il quadruplo faceva parte dei programmi, in genere i migliori lo eseguivano, ma questo non era sempre vero. Todd Eldredge non lo eseguiva, ha vinto il Campionato del mondo nel 1996 ed è salito per l’ultima volta sul podio mondiale nel 2001. Nel 2008 Jeffrey Buttle non ha avuto bisogno dei quadrupli per vincere il Campionato del mondo, così come non ne ha avuto bisogno Evan Lysacek per vincere l’oro olimpico nel 2010. Questo significa che era possibile prospettare carriere agonistiche un po’ più lunghe, perché il fisico non era sottoposto a sforzi estremi come sarebbe avvenuto in seguito. Dalla stagione successiva il valore dei quadrupli è stato aumentato e nel giro di qualche anno è aumentato il numero di quadrupli eseguiti, con conseguenze fortissime sui punteggi.
Il grafico che ho realizzato è semplicissimo, ho indicato semplicemente il punteggio più alto fatto registrare nel corso di ciascuna stagione. Sono partita dalla stagione 2003-04, quella in cui è stato inaugurato l’ISU Judging System. I giudici dovevano ancora capire come funzionava, i pattinatori pure, e il sistema è stato usato solo per le gare di Grand Prix. Nella stagione successiva è stato usato anche nei Campionati ISU e nelle gare di Grand Prix junior, poi è diventato l’unico sistema adoperato per tutte le gare internazionali.
La prima stagione è davvero poco significativa, poi per sei stagioni il punteggio più alto ha oscillato fra i 247,93 e i 264,41 punti, meno di venti punti di oscillazione. Poi c’è stata una crescita, decisa nella stagione 2010-11, quando il valore dei quadrupli e del triplo axel è stato alzato (ed è stato anche consentito di eseguire due quadrupli diversi nel programma corto, anche se al momento i migliori pattinatori hanno continuato a eseguirne uno), più moderata nelle stagioni successive, straordinaria nella 2015-16, quando Hanyu ha iniziato a eseguire 2+3 quadrupli di altissima qualità, e i valori sono rimasti altissimi quando tutti gli sono andati dietro iniziando a fare due quadrupli nel programma corto e quattro o più quadrupli nel libero.
Ora, con l’enfasi che c’è sui salti, è difficile immaginare che un pattinatore possa riuscire a eseguire tanti quadrupli, e ottenere punteggi alti, dopo una certa età.
Di che età stiamo parlando?
Ho guardato l’età dei pattinatori che sono saliti sul podio al Campionato del mondo dal 1989 in poi. I quadrupli erano entrati nel pattinaggio l’anno prima, con quel toe loop completato da Browning al Campionato del mondo 1988. Nell’occasione Browning è arrivato sesto, con il terzo libero, quindi un salto che all’epoca era il solo a saper fare lo ha aiutato fino a un certo punto.
I prossimi due screenshot sono dedicati agli stessi dati, con la tabella dedicata all’evoluzione dai salti che ho già inserito qui sopra affiancata dai nomi dei pattinatori che, anno per anno, sono saliti sul podio mondiale. Accanto ai nomi dei pattinatori ho indicato la loro età. Ci sono due pattinatori, Elvis Stojko e Takeshi Honda, che compiono gli anni nel periodo in cui si svolge il Campionato del mondo. Avrei dovuto trovare la data in cui si è svolto il libero in ciascun anno per essere sicura della loro età. Dopo essermi trovata in difficoltà a trovare una delle date ho rinunciato, e optato per far finta che entrambi avessero già compiuto gli anni. Forse è vero, forse no, e gli anni li hanno compiuti nel giro di qualche giorno dalla fine della gara. Per quello che interessa a me cambia poco, anche perché nel dubbio ho deciso di attribuire loro l’età maggiore. La differenza fra il primo screenshot e il secondo è data dai colori, che ho aggiunto per evidenziare meglio ciò che mi interessava.
Come detto, tutte le scritte del prossimo screenshot sono identiche alle scritte di quello che c’è qui sopra, la differenza è nei colori. Nella zona di sinistra ho reso più evidente il momento in cui è aumentato il numero di quadrupli eseguiti nei due programmi. Il verde diventa più scuro con l’aumentare delle difficoltà. Nella zona di destra ho diviso i pattinatori per fasce d’età. Ho colorato in giallo le caselle dei pattinatori più giovani, quelli fino a 19 anni d’età. L’arancione è per i pattinatori con una certa esperienza, anche se ancora giovani, di età compresa fra i 20 e i 21 anni. Il rosso è per i pattinatori esperti, che hanno raggiunto il picco della loro forma fisica (magari qualcuno la raggiunge a un’età diversa, ma sono casi più rari), età fra i 22 e i 24 anni. Il viola è per i pattinatori “vecchi”, dai 25 anni in su.
Se negli anni ’90, quando i quadrupli erano pochi, non era raro trovare pattinatori di una certa età sul podio mondiale, in seguito i pattinatori dai 25 anni in su sono quasi spariti. Il valore dei quadrupli è stato aumentato dopo la stagione 2009-2010, i pattinatori si sono resi conto che il quadruplo era un’arma importante, e hanno lavorato per perfezionarlo. Nel 2012, quando Daisuke Takahashi ha vinto la sua ultima medaglia mondiale, i pattinatori più estremi (Patrick Chan, Michal Brezina, Javier Fernandez, Kevin Reynolds e Nan Song) hanno eseguito un quadruplo nel programma corto e due nel libero, sette pattinatori (fra cui Takahashi e Hanyu) hanno eseguito due quadrupli, altri tre ne hanno eseguito uno solo. I quadrupli c’erano, erano importanti, non erano così importanti come lo sono diventati dalla stagione 2015-2016, quando per i pattinatori più forti è diventata la norma eseguire due quadrupli nel programma corto e almeno tre nel programma libero, almeno cinque nei due programmi. Il primo a realizzare cinque quadrupli è stato Kevin Reynolds al four Continents del 2013, e con cinque quadrupli Reynolds ha vinto la gara, anche se ha commesso diverse imprecisioni. Ha aperto la strada, gli altri lo hanno imitato. Dall’inizio del 2016 quando il numero di quadrupli dei più forti è inferiore a 2+3, come nel caso di Fernandez a PyeongChang nel 2018, è perché c’è stato un errore e uno dei salti è stato aperto in volo.
Con cinque quadrupli, i pattinatori sopra i 25 anni sono quasi spariti dal podio. C’è una sola eccezione, Yuzuru Hanyu vincitore del bronzo al Campionato del mondo 2021. E anche salire sul podio a 24 anni non è tanto facile. Ultimamente lo hanno fatto i soli Hanyu e Shoma Uno, vincitore dell’oro in un Mondiale che, come quasi sempre avviene dopo i Giochi olimpici, è stato indebolito da numerose assenze importanti.
Giusto per capire quanto è strano vedere un ventiseienne su un podio importante, ho deciso di guardare anche i migliori fra coloro che sul podio non ci sono saliti. Arrivare quarti è una delusione, suppongo che siamo tutti d’accordo. Forse non per qualcuno che si aspettava di finire settimo, o ottavo, o anche peggio, ma in generale piazzarsi quarti non è piacevole. A volte il distacco fra il terzo e il quarto posto è grande, ma di solito chi arriva quarto ha lottato per salire sul podio e non c’ è riuscito. Che età avevano i pattinatori che hanno concluso le gare più importanti al quarto posto? La prima tabella è un po’ più ampia, poi ne propongo un’altra. In questa ho inserito l’età di tutti i pattinatori che si sono classificati nei primi quattro posti ai Giochi olimpici nel dopoguerra.
Il più anziano è il ventottenne (ventisettenne?) Karol Divin, quarto nel 1964. A livello agonistico, stiamo parlando di un altro sport. C’erano le figure obbligatorie, non c’era il programma corto, il triplo axel non sarebbe stato atterrato in gara per altri 14 anni, e il numero di tripli di altro tipo non era poi così alto.
Veniamo a tempi più recenti. Ho guardato l’età dei primi quattro classificati ai Giochi olimpici e al Campionato del mondo dal momento in cui il valore dei quadrupli è stato alzato, vale a dire dalla stagione 2010-2011. Ho evidenziato Hanyu colorando in rosso l’anno che si riferisce al suo risultato.
Hanyu è stato l’unico ventisettenne che ha lottato per una medaglia olimpica. Che l’unico più anziano di lui era stato Divin si era visto già nella tabella precedente, l’unico anziano quanto lui era stato Elvis Stojko nel 1998. Togliendo le gare più vecchie, è ancora più evidente che quanto fatto da Hanyu è al di fuori dalla norma. E Hanyu ha davvero lottato per una medaglia. Alla fine ha ottenuto 9.79 punti in meno di Uno. Il valore base di un 4S è 9.70 punti. Se non fosse finito in quel buco sul ghiaccio, anche solo un GOE pari a 0 sarebbe stato sufficiente a farlo finire davanti a Uno, perché possiamo aspettarci che i suoi components sarebbero stati più alti. Non serviva neppure tanto, un 9.00 invece di uno dei due 8.75 che ha ricevuto in Performance, e un altro 0.25 in più in uno qualsiasi degli altri voti che ha ricevuto (con l’ovvia eccezione di quelli che sono stati esclusi dalla media). Se avesse eseguito un salto che non ha eseguito per pura sfortuna, i numeri dicono che avrebbe vinto il bronzo, senza guardare nient’altro.
Spostiamoci al Mondiale. Abbiamo un trentenne che è arrivato quarto nel 2018, due ventisettenni sono arrivati quarti nel 2012 e nel 2022. Due di questi Mondiali hanno una caratteristica in comune. Sono Mondiali postolimpici, il che significa che c’erano numerose assenze importanti. Il trentenne Alexei Bychenko ha ottenuto il suo miglior risultato nel 2018, in una gara in cui mancavano i pattinatori che alle Olimpiadi avevano vinto l’oro e il bronzo, oltre a quelli che si erano classificati sesto e nono. A PyeongChang Bychenko era arrivato undicesimo, il suo miglior risultato in un Mondiale, a parte il quarto posto del 2018, e il decimo posto del 2017. È arrivato 4° con il 7° posto nel programma corto e il 7° nel programma libero, perché tutti gli altri hanno sbagliato uno dei due programmi. A volte queste cose capitano, ma quel 4° posto sembra più legato alla fortuna che a prestazioni convincenti da parte di Bychenko.
Nel 2022 è stata la volta di Morisi Kvitelashvili (con il 7° corto e il 5° libero, ha fatto meglio di Bychenko, ma non tanto). Anche per lui è stato il miglior risultato in un Mondiale, in precedenza non si era mai piazzato fra i primi 10 e a Pechino era arrivato decimo. E al Mondiale 2022 mancavano, oltre al vincitore dell’oro olimpico, i pattinatori che a Pechino si erano piazzati al 4°, al 6°, all’8° e al 9° posto, e quello che si era classificato 5°, Jun-hwan Cha, si è ritirato a causa di problemi con i pattini. Kvitelashvili non ha ottenuto il miglior risultato della carriera grazie all’esperienza, ma grazie alle assenze (e agli errori) degli altri.
E poi c’è il 2012, quando ad arrivare quarto è stato Brian Joubert. Stiamo parlando di un pattinatore importante, campione del mondo nel 2007 e complessivamente sei volte sul podio mondiale. Joubert ha meritato il suo quarto posto, non lo ha ricevuto in omaggio, ma nel 2012 i quadrupli erano pochi, i punteggi più bassi, ed era un po’ meno strano vedere un pattinatore non più giovanissimo occupare una posizione alta nella classifica.
Perché ho guardato le età dei pattinatori? Per notare che Hanyu spicca anche da questo punto di vista, che ha ottenuto risultati che nel pattinaggio moderno sembrano impossibili per pattinatori della sua età. Ma anche per notare un problema, di cui ha parlato recentemente lo stesso Hanyu in una conversazione con Kohei Uchimura. Hanno parlato, fra l’altro, dell’età, e Uchimura ha detto che a causa della sua età non è più in grado di competere ad altissimo livello come in passato. Non che non possa ancora fare cose straordinarie su un singolo attrezzo, ma se parliamo di concorso individuale l’impegno fisico è molto diverso. Però la capacità di rimanere ad alto livello anche dopo una certa età varia da atleta ad atleta, e questo senza considerare che Uchimura è più grande di Hanyu di quasi sei anni.
Nonostante abbia compiuto 28 anni, Hanyu è al meglio della sua condizione fisica. Per fare ciò che ha fatto in Prologue serve una resistenza atletica notevole. Ci sono solo due quadrupli in SEIMEI, più i quadrupli che ha eseguito nel warm up, ma ci sono anche tanti altri salti, soprattutto tanti tripli axel. In un singolo show consuma molte più energie di quante ne abbia mai consumate in un programma di gara, e lo abbiamo visto proporre quello show cinque volte, in due occasioni per due giorni di fila. Ha interpretato otto programmi, e focalizzarsi, uscire da un ruolo ed entrare nell’altro, è qualcosa che richiede molte energie mentali. In agosto nella SharePractice ha interpretato SEIMEI con il layout olimpico. Vero, le prime due volte ha fatto un errore, come tante volte ha fatto un errore in gara. La terza volta è stato perfetto. Quattro quadrupli. Sono solo i due più semplici, toe loop e salchow, e un solo triplo axel, ma in quell’ora che ha trascorso in pista gli abbiamo visto eseguire il quadruplo loop in combinazione con il triplo toe loop, qualcosa che in gara non è ancora mai stato realizzato da nessuno, e gli abbiamo visto eseguire parecchi altri quadrupli, compresi alcuni tentativi di quadruplo axel. Perciò i due quadrupli più semplici sono stati una scelta per riproporre il layout di PyeongChang, non l’impossibilità fisica di eseguire quadrupli più difficili. E il layout di PyeongChang significa otto elementi di salto, non sette come ce ne sono nei programmi attuali. In agosto Hanyu ha dimostrato di poter eseguire programmi difficilissimi in modo perfetto, così come lo aveva dimostrato al Campionato nazionale 2021 con Ten to Chi to. In quell’occasione l’unico errore è stato un quadruplo axel degradato e atterrato su due piedi. Nulla di terribile, considerando che stiamo parlando di un quadruplo axel. Se avesse optato per un quadruplo loop probabilmente lo avrebbe completato alla perfezione, come aveva fatto un anno prima, quando aveva già 26 anni. E a fine agosto ha interpretato Introduction and Rondo Capriccioso in modo perfetto per 24-Hour, a 27 anni. I due quadrupli sono quelli del tipo più semplice, i passaggi di transizione sono complicatissimi, e al Campionato nazionale di dicembre con questo programma Hanyu aveva ottenuto 111.31 punti. Ricordo che con questo codice di punteggi Hanyu ha superato due volte i 110 punti in gare internazionali, eseguendo quadruplo salchow e quadruplo toe loop. L’unico altro pattinatore che ci è riuscito (e si potrebbe parlare a lungo dei suoi punteggi) è Nathan Chen. 26 e 27 anni per Hanyu, età in cui nel pattinaggio si viene considerati vecchi. E quello che pensano i giudici, in uno sport come il pattinaggio artistico, è fondamentale.
Torniamo alla conversazione con Uchimura. Sarah_sohma ne ha tradotta una parte:
La parte sull’età non è in questo frammento, qui c’è un’altra affermazione molto interessante. Non sorprendente, prima o poi dovrò davvero scrivere dei bias cognitivi. Quello che dice Hanyu è qualcosa che già sapevo, e che non di meno fa male. Riprendo un passaggio:
How much developed, improve, having different mind-setting, whathever happens, but once you can’t get expected points, then you can never get out from it. Once you got labelled, then that’s all, you can’t help it in a point-rating sport.
Lo ha riassunto anche Marika in uno dei suoi tweet:
Yuzu said in the talk that once you’re labeled, that’s it, you’re no longer able to win because of that label.
Qual è l’etichetta che è stata assegnata a Hanyu? Probabilmente gliene sono state assegnate anche altre, ma sicuramente gli è stata assegnata quella di vecchio, almeno per il pattinaggio agonistico ad altissimo livello.
Alla SharePractice, a 24-Hour e a Prologue, dopo il passaggio al professionismo, abbiamo visto che non è vero, e lo avevamo visto anche al Campionato nazionale nel 2020 e 2021. Hanyu è in grado di proporre prestazioni straordinarie, che pattinatori più giovani di lui non sono in grado di presentare. Ci sono altri problemi che hanno condizionato i voti di Hanyu in questi anni, ma agli altri problemi dedicherò altri post. Pensiamo all’età. Lo abbiamo visto in tutte le tabelle che ho realizzato, dai 25 anni in su i pattinatori sono considerati vecchi, indipendentemente da come pattinano. Poi magari quest’anno il venticinquenne Shoma Uno vincerà il Campionato del mondo perché, fra le assenze per scelta di Hanyu e Chen, quella per infortunio di Yuma Kagiyama, quelle forzate dei pattinatori russi, il campo dei partecipanti non mi sembra dei più elevati. C’è Ilia Malinin, che salta meglio di Uno ma pattina peggio. E poi? Chi sa pattinare non fa tanti quadrupli, chi fa tanti quadrupli non è al livello di Uno nella pattinata. Al momento la situazione in campo maschile mi sembra desolante, e qualcuno dovrà pur vincere.
Se qualcuno pensa che le considerazioni sull’età non sono rilevanti, vi invito a leggere qualcosa sui già citati bias cognitivi, in particolare sull’ancoraggio. In questo momento io sto leggendo Stai per commettere un terribile errore! di Olivier Sibony, e alle pagine 86-87 Sibony racconta di un esperimento fatto con alcuni giudici (non di pattinaggio, qui stiamo parlando di legge, qualcosa di un pochino più importante, perciò questi giudici dovrebbero essere attenti a ciò che fanno). I giudici, tutti esperti, hanno ricevuto i documenti relativi a un caso di taccheggio. Mancava una sola informazione, la durata della condanna chiesta dall’accusa. Gli sperimentatori hanno dato ai giudici un paio di dadi truccati (ovviamente senza dirgli che erano truccati). Il risultato era sempre 3 o, con altri giudici, sempre 9. Ai giudici è stato chiesto di far finta che il numero indicato dai dadi fosse la condanna richiesta dall’accusa. È chiara la situazione di partenza? Tutto identico per tutti i giudici, tranne un numero indicato dai dadi. Per quanto è stato detto ai giudici di considerare quel numero come il numero di mesi di detenzione richiesti dall’accusa, i giudici sapevano che era un numero casuale. Erano stati loro a lanciare i dadi. Risultato?
In media i giudici che avevano avuto un 3 come risultato hanno condannato il taccheggiatore a 5 mesi di pena, quelli che avevano ottenuto un 9 lo hanno condannato a 8 mesi. Una differenza di 3 mesi, legata a un dato che tutti sapevano che non aveva rilevanza. Quindi anche i dati che non dovrebbero avere rilevanza finiscono per condizionare il giudizio anche di persone esperte. Lo fanno su cose più importanti di una gara di pattinaggio, è abbastanza probabile che lo facciano anche nel pattinaggio, anche se i giudici non se ne rendono conto.
Perciò, anche se non è stata mai usata da qualcuno dell’ISU; come si è riflessa l’etichetta di vecchio su Hanyu? Probabilmente è facile pensare che un pattinatore vecchio non è esplosivo sui quadrupli, li esegue meno bene che in passato. Lo vediamo che non ci sono pattinatori vecchi fra i multiquadruplisti. E allora magari il giudice non si assegna un +5 perché in fondo ormai il momento migliore di quel pattinatore è passato, giusto? Perciò se prima quel pattinatore aveva meritato il voto massimo, ora non è più possibile darglielo. E allora viene assegnato un +2, magari un +3, un +4 se proprio il giudice si sente generoso, a una combinazione perfetta.
Guardiamo il programma corto del Campionato del mondo 2021. L’atterraggio del 4S non è effortless, non ho problemi a riconoscerlo. Ma la combinazione è perfetta. Cosa mancava a questa combinazione per non assegnare il +5? C’era, nella mente dei giudici, l’etichetta di pattinatore vecchio? L’etichetta di pattinatore non in forma perché il 4S era stato buono ma non perfetto? L’etichetta di pattinatore che non si era potuto allenare bene, e che non aveva avuto gli allenatori al fianco a causa del COVID? Il protocollo si trova qui, e di +5 non ce n’è neanche uno. Cosa mancava a tutti gli elementi, 4S escluso, per non meritare il +5? Mi piacerebbe saperlo. Dei salti ho già scritto qui (in inglese). E non sono solo i GOE a essere bassi, lo sono anche i PCS. Per carità, sono i più alti della giornata, ma in otto gare internazionali, a partire dalla stagione 2015-16, Hanyu aveva ricevuto voti più alti. Significa che in questi anni è peggiorato? Anche perché ci sono stati giudici capaci di assegnare lo stesso voto, o un voto più alto, a Nathan Chen, e questo anche se Chen è caduto e i suoi PCS dovevano avere un tetto (9.75 in SS, TR e CO, 9.50 in PE e In). Che Chen meriti voti più alti di Hanyu nei components è un’eresia di per sé, ma che li riceva nonostante un caduta è qualcosa difficile da spiegare. Io non ne sono in grado. Ho riguardato i voti nei PCS su SkatingScores:
Ho cerchiato in blu i due casi in cui Chen ha ricevuto un voto più alto di Hanyu. Due voti non sono tanti? Vista la differenza nella loro pattinata, secondo me sono due voti di troppo, ma andiamo avanti. Ho cerchiato in verde i casi in cui Hanyu e Chen hanno ricevuto esattamente lo stesso voto. È successo 10 volte. Considerando che sui components di Chen c’era un tetto e su quelli di Hanyu no, è come se avessero dato un voto più alto a Chen. E poi sono passata a considerare il fatto che Chen è caduto sul primo salto. Significa che i giudici gli hanno tolto 0.25 (o dovrebbero avergli tolto) rispetto al voto che avrebbe meritato se non fosse caduto in tre delle voci dei components, gli hanno tolto 0.50 punti nelle altre due. Ho cerchiato in azzurro i casi in cui Hanyu ha ricevuto un voto più alto rispetto a quello di Chen di 0.25 punti in SS, TR e CO, e un voto più alto di 0.50 in PE e IN. In pratica secondo questi giudici i pattinatori meritavano lo stesso voto. In 18 occasioni la differenza fra Hanyu e Chen è legata al tetto nei components. in pratica con questi voti i giudici ci hanno detto che la qualità della pattinata di Chen è uguale alla qualità della pattinata di Hanyu. E poi ho cerchiato alcuni voti in arancione. In questo caso la differenza fra Hanyu e Chen è di 0.25 punti, ma visto che il tetto è di 0.50 punti, è come se questi giudici avessero assegnato a Chen 0.25 punti in più rispetto a quanti ne hanno assegnati a Hanyu. Questo è successo 7 volte, uniti ai due voti che ho cerchiato in blu e ai 10 che ho cerchiato in azzurro significa che in 19 casi Chen ha ricevuto un voto migliore rispetto a Hanyu. Rimangono 8 voti che non ho cerchiato: questi sono i casi in cui un giudice ha ritenuto che Hanyu abbia pattinato meglio di Chen.
Facendo i conti, e considerando il cap, il risultato è questo:
8 voti più alti per Hanyu,
18 voti identici,
19 voti più alti per Chen.
I voti nei PCS sono affiancati da un’assenza di +5 sulla combinazione, pochi in tutto il resto del protocollo, due 0 sul 4S, un giudice che ha ritenuto il 3A di Chen migliore di quello di Hanyu, un altro che li ha ritenuti allo stesso livello. È possibile che questi voti siano stati influenzati dalla convinzione che Hanyu fosse vecchio e avesse superato il suo periodo migliore?
Il libero è andato come è andato, Hanyu è stato male, sappiamo che l’asma è anche legata alle condizioni emotive, e dopo quei voti dubito che le condizioni emotive di Hanyu fossero delle migliori. Passiamo al World team Trophy.
Hanyu ha sbagliato il triplo axel del programma corto. Cosa mancava a tutti gli altri elementi per non meritare un +5? Forse su Hanyu pesavano due etichette, quella di essere troppo vecchio e quella di aver pattinato un brutto programma libero al Campionato del mondo. Ho scritto qualcosa a proposito dei GOE di questo programma qui:
Un discorso simile vale per il programma libero. Hanyu ha ricevuto solo sette +5, sulla sequenza di passi, sulla sequenza coreografica e sull’ultima trottola. Nessuno sui salti, e vorrei sapere cosa mancava quanto meno sulla combinazione 3A+2T, sul 3Lo e sul 3A finale, per non assegnare il +5. Forse su di lui c’era l’etichetta di essere troppo vecchio, in fondo il libero precedente era stato di qualità scarsa, e anche qui aveva sbagliato il 3A nel programma corto, mancato il 4S nel libero, perciò nei salti successivi non poteva avere l’energia, la naturalezza, per eseguirli nel modo migliore, giusto? È possibile, ma mi piacerebbe avere una risposta dai giudici. Non mi diranno mai che è vecchio, ma vorrei che mi dicessero quali bullet mancavano. E poi c’è stato Pechino.
Nel programma corto Hanyu non ha eseguito il quadruplo salchow. Chissà se non lo ha eseguito perché era troppo vecchio, perché era improponibile che un pattinatore ventisettenne potesse salire sul podio. Non li ho salvati, ma su Twitter ho visto un’infinità di commenti relativi all’età di Hanyu prima di Pechino. Vorrei che i giudici che non hanno assegnato il +5 alla combinazione mi spiegassero il perché. Il programma è questo:
Mi piacerebbe sapere cosa manca anche nella sequenza di passi, cosa non è perfetto, e difficilissimo. Questi sono tutti i +5 assegnati dai giudici quel giorno:
Claudia Brambati ha assegnato quattro +5, su tre sequenze di passi e una trottola, nessuno a Hanyu (e non ne avrebbe assegnato nessuno neppure nel libero). Dan Fang ne ha assegnato uno anche a Hanyu, sul triplo axel. Non sulla combinazione, né sulla sequenza di passi. In compenso il +5 sulla sequenza di passi lo ha ricevuto Kagiyama, nonostante un inciampo (a 2:20, il video parte da pochi secondi prima dell’inciampo), e ricordo che un errore così fa perdere il bullet 3, effortless, e merita almeno in -1 per l’errore, quindi il voto massimo non può essere superiore a +2, anche se nessun giudice se ne è ricordato. Per Anna Kantor nessun elemento di Hanyu meritava il +5, in compenso lo meritava il 4F di Chen, un salto dalla preparazione lunghissima, da 1:03 a 1:14. Boh. Kantor, per inciso, non ha assegnato nessun +5 a Hanyu neppure nel programma libero, ma ne ha assegnati diversi a Chen, Kagiyama, Uno, Brown, Cha e Messing. Masako Kubota di +5 ne ha assegnati parecchi, anche ad alcuni salti. Per lei lo non lo meritava la combinazione di Hanyu, lo meritava il 4F di Shoma Uno, salto che non solo ha una lunga preparazione, ma che ha anche una puntata fatta con l’intera lama e una prerotazione eccessiva. Gli altri voti li lascio guardare a voi.
Il discorso sui voti è lungo, e comprende anche i components. Io l’ho già fatto qualche mese fa, spiegando perché i voti ricevuti da Hanyu sono troppo bassi. I primi post che ho scritto sono un’analisi della pattinata, qualcosa che mi ha aiutato a valutare i components, facendo anche confronti con altri pattinatori (criteri, in seguito sono tornata sul discorso del tetto nei components qui, Uno, Kagiyama, Chen, Jason Brown, Donovan Carrillo, Deniss Vasiljevs, Hanyu), ma senza assegnare nessun voto, poi ho guardato alcuni dettagli (portamento, passaggi di transizione 1, 2, 3, 4, confronti, errori, regole), quindi ho assegnato i voti ai programmi corti di Chen, Kagiyama, Uno e Hanyu. I pattinatori sono davvero stati valutati un modo obiettivo, o i giudici, anche inconsciamente, hanno pensato che uno era il campione del mondo in carica, un altro un giovane molto promettente, il terzo è comunque sempre lì fra i più forti, e il quarto è vecchio, tanto è vero che non ha fatto uno dei quadrupli? L’impressione è che i pattinatori non siano stati valutati per ciò che hanno fatto ma per l’etichetta che è stata loro attribuita, che sia quella di campione o che sia quella di pattinatore ormai oltre il suo periodo migliore e in china discendente.
Nel libero la situazione è simile.
Questi sono i +5:
Ho inserito in questa tabella anche tre elementi che non hanno ricevuto nessun +5: la combinazione 3A+2T, la combinazione 4T+1Eu+3S e il 3A finale. Hanyu ha ricevuto otto +5, come al World Team Trophy sulla sequenza di passi, sulla sequenza coreografica e sulla trottola finale, nessuno sui salti. Cosa manca a quegli elementi di salto? Cosa manca alla sequenza coreografica? Per un +4 dovrebbero mancare due bullet fra
4) good ice coverage or interesting pattern
5) good clarity and precision
6) excellent commitment and control of the whole body
e mi sembra difficile dire che ne manchi anche uno solo.
Ho fatto un calcolo. Assegnando un +5 a quei cinque elementi di salto, più alla sequenza coreografica, il punteggio di Hanyu cresce di 5.24 punti. Guardando solo sei elementi su 19, ignorando i PCS,
| Elemento | GOE assegnato | GOE +5 | differenza |
| SP 4T+3T | 4,07 | 4,75 | 0,68 |
| SP StSq4 | 1,78 | 1,95 | 0,17 |
| FS 3A+2T | 2,40 | 4,00 | 1,60 |
| FS 4T+1Eu+3S | 3,12 | 4,75 | 1,63 |
| FS 3A | 3,20 | 4,00 | 0,80 |
| FS ChSq1 | 2,14 | 2,50 | 0,36 |
| tot | 5,24 | ||
Ho guardato anche i programmi liberi. Non ho fatto un lavoro altrettanto approfondito nei components, le skating skills non cambiano molto da un giorno all’altro, le transitions al massimo sono di meno nel libero perché ci sono più salti, gli altri aspetti non sono valutabili con gli screenshot. Comunque ho ricalcolato i punteggi dei quattro pattinatori anche nel libero: Hanyu, Uno, Kagiyama e Chen, ed è evidente che i voti sbagliati hanno tolto a Hanyu una medaglia che, per quanto fatto in pista, aveva meritato. E non una medaglia qualsiasi.
Quello che Hanyu ha fatto, a 26 e 27 anni, è qualcosa che non ha paragone con ciò che hanno fatto gli altri pattinatori. Sì, Chen è più giovane, non sappiamo cosa farà quando avrà 26 anni. Per ora sappiamo che si è fermato per studiare, mentre Hanyu si è laureato dopo aver vinto due ori olimpici, qualche mese prima di vincere la sua settima e ultima medaglia mondiale. Sette, nel dopoguerra ci sono riusciti solo Jan Hoffmann, fra il 1973 e il 1980 (quindi quando non c’erano i quadrupli, con il 3A che è entrato ufficialmente nel pattinaggio nel 1978 e che ha iniziato a essere eseguito da un pattinatore forte solo nel 1979, grazie al giovanissimo Brian Orser) e Hanyu. Con Hanyu che ha saltato il Mondiale del 2018, da campione olimpico e mondiale in carica, a causa di un infortunio, e con il Mondiale del 2020 che non è stato disputato. Ci sono stati altri infortuni, uno (anzi, due) che lo ha relegato al quarto posto nel 2013 e uno che gli ha impedito di gareggiare nel 2022, e ricordo che al Campionato nazionale di qualche mese prima Uno e Kagiyama gli erano finiti alle spalle, con un distacco enorme.
Non sappiamo se Chen tornerà a gareggiare e, se lo farà, a che livello sarà in grado di farlo. Salvo infortuni, mi aspetto di vedere il venticinquenne Shoma Uno sul prossimo podio mondiale, probabilmente su uno dei primi due gradini. In questo momento la situazione in campo maschile mi sembra in una fase di stagnazione, nonostante l’esecuzione del primo 4A della storia del pattinaggio qualche mese fa. Dubito che Uno sarà ancora competitivo a 27 anni, ma questo lo scopriremo solo in futuro.
Ciò che Hanyu ha fatto nelle ultime stagioni è straordinario, ma a vedere le sue condizioni di forma ora, a vedere ciò che è in grado di fare, e a vedere come sono stati assegnati i voti, mi domando se nel quarto posto di Pechino oltre alla sfortuna per il buco nel ghiaccio e per l’infortunio non ci siano di mezzo anche tanti preconcetti dei giudici, compreso quello che è impossibile essere competitivi oltre una certa età.