Quella di Medalist è una storia di fantasia. Il manga ha iniziato a essere pubblicato in Giappone nel 2020 da Tsurumaikada, mangaka di cui si sa ben poco, se non che è della prefettura di Aichi, non per nulla la storia è ambientata a Nagoya, capitale della prefettura di Aichi. In Italia il manga è arrivato nel 2023 grazie all’editore J-POP. Al momento sono stati pubblicati 10 volumi, l’11° è previsto per giugno, mentre in Giappone è stato da poco pubblicato il 12°. L’anime ha iniziato a essere trasmesso in Giappone e in Italia (su Disney+) nello stesso periodo, gennaio 2025.
La storia è quella di Inori Yuitska, un’undicenne innamorata del pattinaggio, e del suo allenatore, Tsukasa Akeuraji, ex pattinatore arrivato tardi al pattinaggio e che ha dovuto lasciare lo sport per problemi economici.
La storia di Medalist la lascio a Medalist, ci sono già il manga e l’anime a raccontarla. Ma se qualcuno vuole capire qualcosa di più del contesto in cui la storia è ambientata, qualche spiegazione può essere utile. Questi gli argomenti di cui mi sono occupata:
- Per iniziare…
- Gli elementi tecnici
- Le gare
- Il pattinaggio in Giappone
- I punteggi
- Il video ufficiale
Per iniziare…
Le gare di pattinaggio si svolgono su una pista di ghiaccio. Le dimensioni di una pista olimpica sono 30×60 metri. Per gare internazionali, Campionati del mondo compresi, sono accettate anche piste lievemente più piccole. Per le gare locali non esiste un regolamento unico, ciascuna federazione nazionale stabilisce il proprio regolamento e, fra le altre cose, indica i requisiti richiesti alle varie piste.
L’attrezzatura fondamentale dei pattinatori sono i pattini. Tradizionalmente sono neri per gli uomini e bianchi o beige per le donne, anche se talvolta qualche pattinatore li copre con un tessuto colorato per abbinare il colore dei pattini a quello del proprio costume. Si tratta di stivaletti con il tacco, sotto ai quali è fissata una lama con delle viti. La lama è lievemente più lunga dello stivale, con dei dentini nella parte anteriore che vengono usati per alcuni salti. Nella danza su ghiaccio la lama è più corta rispetto a quella usata nelle altre discipline perché i pattinatori pattinano stando molto vicini, e con una lama lunga il rischio di colpirsi è più alto.

Per quanto si chiami lama, la lama del pattinaggio non è sottile o affilata come la lama di un coltello, anche se può tagliare. Il suo spessore è di circa un paio di millimetri, lievemente curva e con al centro una scanalatura. Questo fa sì che non abbia un unico filo ma due. I fili vengono chiamati interno (quello dal lato dell’alluce) ed esterno, e tutte le curve e i passi del pattinaggio sono basati sul cambio di fili oltre che di direzione. Più è profondo il filo su cui pattina il pattinatore (visibile dall’inclinazione del suo corpo), più il movimento è difficile e stancante ma anche bello da guardare.
In queste due immagini vediamo Akiko Suzuki e Mao Asada pattinare su un filo interno.
Qui invece vediamo Suzuki pattinare su un filo esterno molto profondo. Se per caso non lo sapete, Suzuki è la principale coreografa delle parti su ghiaccio di Medalist. Per realizzare l’anime lei è stata la persona su cui è stata utilizzata la tecnologia motion capture.
Esistono numerosi tipi di passi che possono essere fatti passando da un piede all’altro o su un piede solo, cambiando il filo, o la direzione della pattinata, o la curva su cui il pattinatore si sta muovendo, o anche una combinazione di queste variazioni, ma per imparare a distinguerli serve tempo, e questa breve guida diventerebbe troppo lunga. Mi limito a dire che il passo incrociato, il più comune dei passi semplici, viene eseguito con due piedi ed è usato per prendere velocità. Sono invece passi difficili (in realtà non sono esattamente passi, steps, infatti in inglese si chiamano turns, rotazioni) venda (rocker in inglese), controvenda (counter), rocker, bracket, twizzle e loop. Se per caso nell’anime sentite dire una di queste parole, significa che stanno parlando di un passo difficile. Tutti i pattinatori imparano a farli, a fare la differenza nel punteggio è la qualità di esecuzione, il numero di questi passi, e il modo in cui sono inseriti nel programma. Per quanto riguarda i termini, alcuni nomi sono usati indifferentemente in tutte le lingue, mentre in altri casi in italiano viene usato un particolare termine, ma il nome ufficiale è quello in inglese che indico fra parentesi.
Gli elementi tecnici
Gli elementi tecnici sono di tre tipi: salti, trottole e sequenze, che possono essere di passi o coreografiche. Esistono regole precise per le sequenze di passi e le sequenze coreografiche, le sequenze di passi valgono di più quando sono particolarmente complesse, mentre nelle sequenze coreografiche viene valutata solo la qualità di esecuzione.
Mi soffermo solo su un paio di movimenti della sequenza coreografica, che è costituita da elementi in cui i pattinatori si lasciano scivolare sul ghiaccio come gli angeli (spiral), raffigurati nell’immagine di Asada e nella seconda immagine di Suzuki che ho postato qui sopra. Il piede libero può essere tenuto in posizioni diverse, così come non è rlevante il fatto di andare in avanti o all’indietro. Altri movimenti di scivolata sono le lune (spread eagle) e le ina bauer. Qui sotto vediamo una luna interna (i pattini si trovano sul filo interno) eseguita da Satoko Miyahara. Le punte dei pattini sono rivolte in direzioni opposte l’una rispetto all’altra, la pattinatrice è inclinata in avanti, verso l’interno del cerchio che sta percorrendo, con i piedi che si trovano sulla stessa linea. Nella luna esterna i pattinatori sono inclinati all’indietro.
In questo caso mi sposto su un uomo, Yuzuru Hanyu, che vediamo nell’esecuzione prima di una luna esterna e, subito dopo, di una luna interna, con l’inclinazione del suo corpo che cambia in modo molto evidente.
Nella ina bauer i piedi sono sempre rivolti uno in avanti e uno all’indietro, ma si trovano su linee parallele e non più sulla stessa linea ideale, e la gamba davanti è piegata. Il busto può essere dritto o inclinato all’indietro. In questo caso si dice che è una ina bauer rovesciata. Qui vediamo Mao Shimada in una ina bauer rovesciata.
Pattinatori particolarmente flessibili (in genere si tratta di donne, ma anche qualche uomo ne è capace) riescono a inclinare la schiena in modo molto accentuato. Questa è una ina bauer di straordinaria qualità eseguita da Shizuka Arakawa.
Se qualcuno è interessato, nella versione inglese di Wikipedia esiste un glossario dei termini del pattinaggio, e il glossario comprende anche passi e posizioni particolari eseguite dai pattinatori: https://en.wikipedia.org/wiki/Glossary_of_figure_skating_terms.
Un elemento a cui è dedicato tanto spazio nell’anime sono i salti, anche perché è ai salti che è legata la maggior parte del punteggio.
Esistono sei tipi di salti: toe loop, salchow, loop, flip, lutz e axel, elencati più o meno in ordine di difficoltà, anche se le difficoltà sono soggettive, alcuni pattinatori riescono a fare un salto teoricamente più difficile e non uno teoricamente più facile. I salti possono essere singoli, cioè con una sola rotazione, doppi, con due rotazioni, tripli, con tre rotazioni, e quadrupli, con quattro rotazioni. Al momento nessuno ha mai provato un salto quintuplo. Tutti gli uomini più forti al mondo sanno fare uno o più tipi diversi di salti quadrupli. In campo femminile alcune donne sanno eseguire un quadruplo, pochissime più di uno, la maggior parte di loro esegue solo salti tripli. Lo stacco e l’atterraggio avvengono sempre all’indietro, con una sola eccezione che vedremo più in basso.
I salti possono essere di due tipi: puntati o staccati dal filo. Nel salto puntato il pattinatore, che sta pattinando su un solo piede, poggia per un attimo sul ghiaccio la gamba libera, si aiuta con il secondo piede a darsi lo slancio, e salta. In questo caso vediamo Akiko Suzuki che sta facendo la puntata del toe loop. Suzuki sta pattinando sulla gamba destra e ha allungato la gamba sinistra all’indietro per la puntata. Fra un attimo il suo piede toccherà il ghiaccio e lei compirà le sue rotazioni, ruotando in senso antiorario.
L’atterraggio avviene sulla gamba destra per tutti i salti. Questo almeno per i pattinatori destrorsi. Un mancino per il toe loop pattina sulla gamba sinistra, fa la puntata con il piede destro, ruota in senso orario e atterra sul piede sinistro. In teoria l’atterraggio dovrebbe avvenire su una gamba sola, se il pattinatore atterra su due piedi o mette una o due mani sul ghiaccio, o cade, incorre una penalità, tanto più alta quanto più grave è l’errore.
Nei salti staccati dal filo il pattinatore non fa la puntata, e per saltare può contare solo sulla rapidità e sulla correttezza dei suoi movimenti. Il salchow, che vediamo in un’esecuzione di Mone Chiba, è un salto staccato dal filo, che stacca dal piede sinistro e atterra sul piede destro (anche se nello screenshot Chiba non ha ancora spostato il peso sul piede sinistro). Come vediamo dall’immagine, le gambe della pattinatrice sono larghe.
Visto che stiamo parlando di un anime ambientato in Giappone, per le immagini ho scelto di usare principalmente pattinatrici giapponesi. Questa è l’unica immagine che ho preso dell’italiana Carolina Kostner. Kostner è mancina, e quindi esegue tutti i salti con il piede opposto rispetto alle mie spiegazioni. Quello che vediamo è un loop, un altro salto staccato dal filo. Per un destrorso il loop ha lo stacco e l’atterraggio sul piede destro, mentre Kostner fa tutto con il sinistro. Sono stata indecisa se usare un’immagine di Kostner proprio perché lei è mancina, ma quest’immagine è perfetta. Se la confrontiamo con la precedente immagine, Chiba aveva le gambe larghe. Kostner invece le ha incrociate, quindi è molto più difficile saltare da questa posizione. E se guardate il piede sinistro, il filo è molto profondo, il rischio di scivolare è alto.
Altro loop, questo eseguito da una pattinatrice destrorsa, Kaori Sakamoto. Anche qui vediamo le gambe incrociate, e anche qui vediamo il filo profondo che la pattinatrice sta tenendo con il piede destro.
Mao Asada esegue un flip. Siamo di nuovo a un salto puntato, infatti vediamo che Asada sta pattinando sul piede sinistro e ha allungato la gamba destra all’indietro per la puntata. Il filo su cui si trova il pattino sinistro è un filo interno. Se fosse piatto o esterno Asada riceverebbe una penalizzazione.
Questo fatto dalla sudcoreana Yuna Kim invece è un lutz. È sempre un salto eseguito pattinando sul piede sinistro e con la puntata fatta con il piede destro, ma stavolta il piede sinistro si trova su un filo esterno, cosa che da quest’inquadratura è particolarmente evidente. Come per il flip, se il filo fosse sbagliato (nel caso del lutz è il filo interno a essere sbagliato) o piatto la pattinatrice riceverebbe una penalità. Di solito il lutz è riconoscibile dalla lunga rincorsa che lo precede, perché i pattinatori ruotano in senso orario subito prima della puntata e in senso antiorario quando sono in aria, e per riuscire a fare la controrotazione hanno bisogno di tempo per prepararsi.
L’ultimo salto, il più difficile, è l’axel. La maggior parte delle donne lo esegue solo doppio, anche se la pattinatrice che vediamo, Asada, sta eseguendo un triplo axel. Sul numero di rotazioni dovete prendere la mia parola sulla fiducia, questi sono tutti tripli, lo so perché so che salti ho scelto, ma dallo stacco è impossibile capirlo. Dallo stacco si capisce solo di che tipo è il salto, il resto va guardato.
Asada, contrariamente a tutte le altre pattinatrici che ho postato qui sopra, è rivolta in avanti. L’axel è l’unico salto che viene effettuato andando in avanti. L’atterraggio è sempre all’indietro. Questo significa che un axel singolo comprende una rotazione e mezza, un axel doppio due rotazioni e mezza, un axel triplo tre rotazioni e mezza e un axel quadruplo, salto rarissimo, provato in gara da tre soli pattinatori e atterrato da uno soltanto, comprende quattro rotazioni e mezza. Ecco, se vedete qualcuno che sta andando in avanti e poi salta, ha fatto un axel. Di Asada ho ripreso due momenti molto ravvicinati, quando si sta dando lo slancio.
Tutti questi salti possono essere eseguiti da soli oppure in combinazione. Cosa significa in combinazione? Significa che il pattinatore esegue il primo salto, atterra, e subito dopo esegue il secondo salto, senza fare nessun passo fra il primo e il secondo salto. Il primo salto può essere uno qualsiasi dei salti che ho elencato, il secondo salto, per la dinamica del piede di atterraggio e di quello di stacco, deve per forza essere un toe loop o un loop. Se il pattinatore vuole eseguire un salchow o un flip, deve fare di mezzo un salto più piccolo, chiamato euler, con cui cambia piede. Se invece il secondo salto è un axel, si dice che il pattinatore ha eseguito una sequenza di salti, perché fra il primo e il secondo salto gli serve un po’ di tempo per girarsi e passare dall’atterraggio all’indietro del primo salto allo stacco in avanti del secondo, il tutto senza mettere sul ghiaccio il secondo piede).
L’ultimo elemento tecnico che i pattinatori fanno durante le gare sono le trottole. Esistono tantissime variazioni, le trottole possono essere flying, saltate, o avere l’ingresso in salto, avere o no un cambio di piede, essere eseguite per tutto il tempo in un’unica posizione o contenere diverse variazioni. Fondamentalmente si dividono in tre grandi gruppi: trottola alta (upright spin), trottola bassa (sit spin) e trottola angelo (camel spin).
Qui vediamo due trottole alte, Midori Ito, in posizione rovesciata, e di nuovo Asada, che sta eseguendo una trottola alta in posizione biellmann, una posizione che richiede parecchia flessibilità.
Nella posizione bassa la gamba di appoggio dei pattinatori, dal sedere al ginocchio, deve essere quanto meno parallela al ghiaccio (se il sedere dei pattinatori si trova più in basso rispetto al ginocchio va bene, il contrario no). La posizione di Asada è corretta.
Rivediamo Asada anche nella trottola angelo. In questo caso la gamba libera, dall’anca al ginocchio, deve essere quanto meno parallela al ghiaccio. Se il ginocchio è più in alto dell’anca va bene, il contrario no.
Le gare
Le specialità olimpiche sono quattro: individuale maschile, individuale femminile, coppie di artistico e danza su ghiaccio. Nelle prime due i pattinatori gareggiano da soli. Inori gareggia nell’individuale femminile mentre il suo allenatore, Tsukasa, ha gareggiato nella danza su ghiaccio.
La differenza principale fra le coppie di artistico e la danza su ghiaccio è che nelle coppie i pattinatori saltano, eseguono salti lanciati, sollevamenti sopra la testa e altri movimenti molto atletici, mentre la danza su ghiaccio è molto più simile alla danza tradizionale (anche se pure i danzatori devono avere una preparazione atletica notevolissima). A volte i pattinatori passano da una disciplina all’altra, come ha fatto Tsukasa. In Giappone il caso più famoso è quello di Daisuke Takahashi, che ha gareggiato per anni nell’individuale maschile, arrivando anche a vincere un bronzo olimpico e tre medaglie mondiali, di cui una d’oro, poi ha smesso di gareggiare per qualche anno, e quando ha ricominciato a partecipare alle gare internazionali lo ha fatto nella danza, insieme a Kana Muramoto.
La gara più importante sono i Giochi olimpici. Si svolgono ogni quattro anni e possono parteciparvi fino a tre atleti o coppie di atleti per nazione, il numero preciso viene stabilito circa un anno prima nella gara di qualificazione. Dal 2014 alle quattro gare tradizionali è stata aggiunta anche una gara per nazioni.
Il pattinaggio artistico è uno sport che ha una storia lunghissima, la prima edizione del Campionato del mondo si è svolta nel 1896, la prima volta che lo sport ha fatto parte dei Giochi olimpici è stato nel 1908. Si tratta di uno sport nato in Europa e che entro breve si è sviluppato anche nell’America del Nord, i pattinatori giapponesi hanno iniziato a partecipare alle gare nel 1932, i pattinatori appartenenti anche alle altre nazioni asiatiche ancora più tardi. Queste sono le medaglie olimpiche vinte dai pattinatori giapponesi:
Per decenni i pattinatori giapponesi, e quelli asiatici in generale, non hanno lasciato traccia nell’albo d’oro delle grandi competizioni, ma nel momento in cui la scuola giapponese ha iniziato a vincere, ha ottenuto risultati straordinari, soprattutto nelle gare individuali. La prima medaglia olimpica è arrivata nel 1992 grazie a Midori Ito, il primo oro nel 2006 grazie a Shizuka Arakawa. Complessivamente nelle ultime cinque edizioni della manifestazione i pattinatori giapponesi hanno vinto tre ori (due li ha vinti Yuzuru Hanyu), quattro argenti e tre bronzi.
Per importanza seguono i Campionati del mondo, che si svolgono tutti gli anni. Anche in questo caso possono partecipare fino a tre atleti per nazione in ogni specialità. Il Giappone ha vinto la sua prima medaglia mondiale, un bronzo, nella gara maschile nel 1977 grazie a Minoru Sano. Due anni più tardi Emi Watanabe ha vinto un bronzo nella gara femminile. Midori Ito è stata la prima giapponese a vincere due medaglie, un oro nel 1989 e un argento nel 1990. Dopo di lei Yuka Sato ha vinto un oro nel 1994. Cinque medaglie in tutto. Nel nostro millennio il numero di medaglie è notevolmente aumentato, grazie a numerosi pattinatori. Nelle ultime 24 edizioni nelle gare individuali del Campionato del mondo (fra il 2000 e il 2024) i pattinatori giapponesi hanno vinto 5 ori, 12 argenti e 4 bronzi nella gara maschile, 9 ori, 4 argenti e 6 bronzi in quella femminile, un totale di 40 medaglie, di cui 14 d’oro. Le nazioni che si piazzano dietro, in questa classifica, sono gli Stati Uniti con 28 medaglie, 9 d’oro, la Russia con 26 medaglie, 12 d’oro, e il Canada con 12 medaglie, 5 d’oro. Per questo per Tsukasa, che ha scoperto il pattinaggio tardi, era praticamente impossibile competere anche a livello nazionale: i pattinatori giapponesi sono fortissimi. Nella danza su ghiaccio il Giappone non è riuscito a raggiungere gli stessi risultati, il piazzamento migliore sono due undicesimi posti ottenuti uno nel 2018 e uno nel 2023.
Altra gara molto importante è il Four Continents Championship. È l’equivalente del Campionato europeo per i pattinatori non europei. Vi partecipano pattinatori di quattro continenti, ma in realtà il pattinaggio non è molto praticato nelle nazioni extraeuropee. Nel 2025 al Campionato europeo hanno partecipato 112 pattinatori o coppie di pattinatori provenienti da 34 nazioni, al Four Continents Championship 68 pattinatori o coppie di pattinatori provenienti da 15 nazioni. Questo non significa che sia una gara di livello inferiore rispetto al Campionato europeo. A rendere la gara più o meno difficile è chi partecipa, e in questo momento la maggior parte dei pattinatori più forti non è europea. Delle 12 medaglie messe in paio al Campionato del mondo del 2024, i pattinatori europei hanno vinto solo 3 bronzi. I pattinatori nordamericani (statunitensi o canadesi) hanno vinto 5 medaglie, tre medaglie sono andate ai pattinatori giapponesi, con Kaori Sakamoto che ha vinto l’oro nella gara femminile, mentre l’ultima medaglia, un bronzo, è stato vinto da una pattinatrice della Corea del Sud. Qualche giorno dopo aver pubblicato questo post, si è svolta l’edizione 2025 del Campionato del mondo, e delle 12 medaglie in palio solo tre sono andati a pattinatori europei, due nella gara delle coppie e una nella danza su ghiaccio.
In autunno si svolge il circuito del Grand Prix, sei gare molto importanti. I pattinatori più forti possono partecipare a due di queste gare. Per i risultati ottenuti in queste gare si guadagnano dei punti. Alla fine delle sei gare viene stilata una classifica, i migliori sei pattinatori della classifica si affrontano nella finale. La finale del Grand Prix ha la stessa importanza del Campionato del mondo perché possono parteciparvi tutti i pattinatori più forti, indipendentemente dalla loro nazionalità.
Sia il circuito Grand Prix, con la relativa finale, che il Campionato del mondo, vengono disputati sia a livello senior che a livello junior, mentre il Campionato europeo e il Four Continents Championship vengono disputati solo a livello senior.
L’età per gareggiare nella categoria junior e nella categoria senior negli anni è stata modificata più volte. Il pattinaggio è uno sport invernale, le stagioni vanno dal 1 luglio al 30 giugno dell’anno successivo. In questo momento siamo verso la fine della stagione 2024-25. Con le regole attuali i pattinatori (con l’eccezione dell’uomo nelle coppie) devono aver compiuto 13 anni entro il 1 luglio scorso per poter gareggiare nella categoria junior, e non aver compito i 20. Chi lo desidera può iniziare a gareggiare nella categoria senior se ha già compiuto 17 anni prima dell’inizio della stagione.
Il pattinaggio in Giappone
Come ho detto, il Giappone negli ultimi anni ha avuto ha tantissimi atleti di assoluto valore mondiale. Di seguito elenco le principali medaglie che hanno vinto dalla stagione 1999-2000 in poi. Queste le sigle che uso per avere una tabella non enorme:
M = gara maschile (Men)
W = gara femminile (Women)
P = gara delle coppie (Pairs)
D = danza su ghiaccio (Ice Dance)
Ho distinto i pattinatori per disciplina anche tramite colore di sfondo che ho usato per l’area contenente il loro nome. I colori sono quelli usati dalla federazione internazionale per distinguere le gare. Ci sono alcune aree grigie chiare nella zona dei risultati. Quando quel pattinatore ha gareggiato nella categoria junior, quella gara non veniva disputata.
OG = Giochi olimpici (Olympic Games)
WC = Campionato del mondo (World Championship)
4CC = Four Continents Championship
GPF = Finale del Grand Prix
JWC = Campionato del mondo junior (Junior World Championship)
JGPF = Finale junior del Grand Prix
Per Takeshi Honda ho indicato una gara fra parentesi, al Four Continents Championship, perché in un’occasione Honda ha vinto la competizione prima del periodo da me considerato. Alcuni dei nomi sono in grassetto per evidenziare quei pattinatori che ancora partecipano alle gare. Se un pattinatore appartiene ancora alla categoria junior, accanto al suo nome ho scritto (J). Mancano i risultati dell’edizione del Campionato del mondo del 2025. Nell’occasione il Giappone ha vinto un bronzo nella gara maschile con Yuma Kagiyama, un argento e un bronzo in quella femminile con Kaori Sakamoto e Mone Chiba, e l’oro nella gara delle coppie con Riku Miura/Ryuichi Kihara
Nella tabella compaiono 21 uomini, 27 donne, tre coppie di artistico e due di danza. Il numero di pattinatori forti presenti in Giappone è enorme.
Inori è a un livello basso, può partecipare alle gare per principianti e intanto è impegnata in una serie di test necessari per partecipare alle gare più importanti. Se dovesse riuscirci, potrebbe partecipare al Campionato regionale. Le gare regionali sono divise in sei grandi aree: Tohoku/Hokkaido, Kanto, Tokyo, Chubu (Inori è di Nagoya, la sua gara regionale è questa), Kinki e Chugoku. Alla fine dell’episodio 13 di Medalist nei sottotitoli italiani viene menzionata la “gara di blocco”. Si tratta di una traduzione infelice per indicare le gare regionali, le cui sei aree sono definite “block”. Di fatto, la gara che viene indicata con quell’epressione è il Campionato regionale. Gli atleti migliori di ogni gara regionale si qualificano per il Campionato nazionale.
Il Campionato nazionale è suddiviso in varie fasce d’età. La prima è la Novice B, più o meno sui 9-10 anni, ma la cosa dipende anche da quando i pattinatori compiono gli anni, vi si può partecipare anche a 11 anni, per un massimo di due partecipazioni. Hikaru ha vinto due volte il Campionato Novice B. La fascia d’età successiva è la Novice A, anche a questa gara si può partecipare due volte. I migliori pattinatori di questo campionato sono ammessi al Campionato nazionale Junior, al quale si può accedere anche tramite le gare di qualificazione, che siano le sei gare regionali oppure i due campionati del Giappone orientale e del Giappone occidentale.
Sopra del livello Junior c’è il Campionato nazionale Senior. Anche per questa gara è necessario partecipare alla gara regionale di qualificazione, a meno di aver ottenuto un buon piazzamento nella gara junior (quest’anno sono stati ammessi i primo 8 classificati, la regola ha subito diverse variazioni nel corso degli anni), di essere saliti sul podio nell’edizione dell’anno prima o di essere impegnati in una gara internazionale negli stessi giorni in cui si svolge la gara di qualificazione.
È la federazione che decide chi partecipa alle gare internazionali, e a quali gare, in base ai risultati ottenuti nella stagione precedente o nelle precedenti gare della stagione in corso.
I punteggi
Nelle gare senior e junior i pattinatori presentano due programmi, il programma corto e il programma lungo o programma libero. Il programma corto dura 2:40 minuti, il libero 4:00 minuti. A livello novice ciascuna federazione nazionale decide autonomamente cosa richiedere ai propri atleti. In Giappone la gara è basata sul solo programma libero.
Ci sono diverse differenze nelle richieste fatte ai pattinatori a seconda se sono uomini o donne, senior o junior. In generale nel programma corto a livello di salti vanno eseguiti un axel doppio o triplo, un salto da solo (triplo o quadruplo per gli uomini, triplo per le donne, doppio o triplo per le junior, in quest’ultimo caso con il tipo di salto deciso dalla federazione) e una combinazione di due salti, di cui almeno un triplo e un doppio (gli uomini senior possono fare anche un quadruplo, le pattinatrici junior possono fare due doppi). Tutti i programmi possono comprendere fino a tre trottole, che devono essere di tre tipi diversi, e una sequenza di passi.
Nel libero gli elementi di salto sono sette, possono esserci tre combinazioni, e una di queste può essere di tre salti. In più ci sono tre trottole e due sequenze, una di passi e una coreografica per i senior, solo la sequenza coreografica a livello junior. A livello Novice le richieste sono differenti. Questo è il protocollo della pattinatrice che ha vinto il Campionato giapponese Novice B lo scorso ottobre. Ho evidenziato con i colori alcuni dettagli.
A sinistra, circondati di arancione, sono indicati gli elementi eseguiti dalla pattinatrice. Per brevità sul protocollo vengono usate delle sigle. Ciascun elemento ha un valore base, cioè un valore fisso per tutti i pattinatori. Il primo elemento è un triplo flip (3F, il numero iniziale nella sigla relativa ai salti indica le rotazioni). Per tutti i pattinatori, indipendentemente dal sesso o dalla categoria in cui si gareggia, il triplo flip vale 5.30 punti. Poi però c’è il modo in cui la pattinatrice lo ha eseguito. I voti dei giudici si trovano nel rettangolo grigio, e sulla riga del triplo flip vediamo una serie di voti che vanno dal -2 al -4. I giudici possono assegnare voti che vanno da +5 a -5. Con questi voti sicuramente la pattinatrice non è atterrata bene. Potrebbe essere atterrata su due piedi, o aver messo una o due mani sul ghiaccio, impossibile dirlo senza vedere il programma. L’unica cosa sicura è che ha fatto un errore. Esistono tabelle che indicano quanto va aggiunto o tolto a ogni elemento in base ai voti assegnati dai giudici. In questo caso alla pattinatrice sono stati tolti 1.59 punti, come vediamo nel rettangolo azzurro. Questo significa che il suo salto, che in partenza aveva un valore base di 5.30 punti, le ha fatto guadagnare solo 3.71 punti, come vediamo nel rettangolo blu a destra.
Sul salto successivo le cosa sono andate peggio, e infatti ho evidenziato l’elemento con il rettangolo rosso. C’è una “e” ripetuta in due punti. Il salto è stato eseguito con il filo errato. È un lutz (Lz), il filo sarebbe dovuto essere esterno, ma evidentemente il filo della pattinatrice era interno. Poi c’è una “q”, uno dei tre diversi tipi di indicazione (il meno grave) per segnalare che la rotazione del salto non era completa. E infine c’è una “F” per indicare una fall, una caduta. La caduta, oltre al voto negativo, si paga con una penalità, che nel caso della categoria novice significa -0.50 punti, detrazione che vediamo indicata in tre diversi punti del protocollo e che ho evidenziato in rosso. Ovviamente i voti, il GOE (grado di esecuzione) sono tutti -5. Questo salto ha portato alla pattinatrice davvero pochi punti. Tutti gli altri elementi però sono stati eseguiti bene, infatti vediamo solo voti positivi e il punteggio che dal valore base (rettangolo verde) riceve un grado di esecuzione positivo (rettangolo azzurro) per un buon punteggio finale (rettangolo blu).
Nel rettangolo arancione ho indicato tre elementi con un pallino verde. Sono le trottole. La sigla indica il tipo di trottola. Il numero indica il livello. Più dettagli difficili contiene la trottola, più il livello sale dal livello B (Base) fino al livello 4. Ovviamente il punteggio varia di conseguenza, i valori base di queste trottole sono rispettivamente 2.30, 3.00 e 1.90 punti. Nel momento in cui Inori impara a fare una trottola più complessa rispetto a quella che faceva prima, il livello della sua trottola è più alto e di conseguenza anche il suo valore base. Con il pallino azzurro ho indicato la sequenza coreografica, ma come detto le sequenze coreografiche hanno tutte lo stesso valore base.
Il rettangolo rosa all’interno del rettangolo blu indica la somma dei punteggi ottenuti dalla pattinatrice in tutti gli elementi. Questo è il punteggio tecnico, Total Element Score o TES, che viene riportato anche nell’area in alto.
Il rettangolo giallo indica le componenti del programma, o Progam Component Score, PCS. I voti non sono legati a un singolo elemento tecnico ma al modo in cui i pattinatori pattinano: se sono sicuri, se fanno tanti passi difficili, se interpretano la musica… I voti possono andare da 0.25 a 10.00. Tolti il voto più alto e quello più basso (questo viene fatto anche per il GOE) si fa la media degli altri voti, che vediamo nel rettangolo viola. A questo punto si fa la fattorizzazione, moltiplicando il risultato per un numero fisso che, in questo caso, è 2.67, ma varia a seconda della disciplina e del segmento di gara. La somma dei voti fattorizzati si trova nel rettangolo rosa in basso. Questo totale viene poi riportato in alto.
La pattinatrice ha ottenuto 82.16 punti, che sono la somma del punteggio tecnico (41.71 punti) e dei components (40.95 punti), con la detrazione per la caduta (-0.50 punti).
Il punteggio quindi è legato a numerosissimi fattori: la difficoltà di quanto eseguito, il modo in cui gli elementi sono stati eseguiti, ma anche l’effetto d’insieme del programma. Per questo è possibile che un pattinatore che esegue elementi più semplici, ma li esegue bene, batta un pattinatore che presenta un programma un po’ più complicato ma commette errori. D’altra parte, anche in caso di errori, è possibile vincere purché il programma presentato sia molto più complesso di quello degli avversari.
Questo è il protocollo della pattinatrice che è arrivata seconda. Lei non ha fatto errori e le sue trottole sono tutte di livello 4, però ha fatto solo salti doppi, mentre chi ha vinto ha eseguito cinque salti tripli, anche se su due ha fatto errori, e questo ha comportato una notevole differenza nel punteggio tecnico (c’è anche una notevole differenza nei PCS, evidentemente la pattinatrice che ha vinto al momento sa fare tutto meglio di chi le è arrivata alle spalle).
Il video ufficiale
Chi ha realizzato Medalist ha voluto fare le cose per bene, sotto tutti gli aspetti. Inori migliora un po’ troppo in fretta rispetto a quanto avviene nella realtà, questo fa parte della finzione narrativa, ma le dinamiche fra i personaggi sono tratteggiate bene, e i problemi che devono affrontare sono reali. Il pattinaggio è uno sport costoso, in molti smettono di pattinare per quel motivo. Le piste non sono sufficienti, spesso sono affollate. Ci sono casi di problemi alimentari. E potremmo andare avanti. Allo stesso modo, i movimenti di pattinaggio sono movimenti reali, basati su quelli di Suzuki, una pattinatrice che un bronzo mondiale lo ha vinto e che ha partecipato due volte ai Giochi olimpici. Le spiegazioni delle regole, dei tipi di gare o dei dettagli tecnici sono corrette, o almeno sono corrette in inglese, a volte la traduzione italiana non lo è del tutto. Per quanto riguarda il video…
La sigla iniziale è scritta e cantata da Kenshi Yonezu, cantante molto affermato in Giappone (e non solo in Giappone), che ha interpretato diverse sigle di anime. Per il video Yonezu ha voluto Yuzuru Hanyu. Chi meglio di lui? Se leggete la sua lunga pagina su Wikipedia, vedrete che ciò che ha fatto e che sta ancora facendo Hanyu è più incredibile di ciò che sta facendo Inori. E Hanyu essendo Hanyu, non solo un due volte campione olimpico ma anche uno che fa sempre tutto al meglio, il video non è un video qualsiasi. Per stare al tempo con la musica, Hanyu pattina a una velocità incredibile. Inizia con dei twizzle bassi, dei passi difficili, al buio, cosa che rende il tutto ancora più difficile, e va avanti proponendo elementi difficilissimi come il quadruplo lutz, il triplo axel con ingresso e uscita molto difficili e la combinazione quadruplo salchow-triplo toe loop. Le trottole sono basate su quelle fatte da Inori e Hikaru, compresa una biellmann. Se questo programma fosse eseguito in gara, con queste difficoltà e questa qualità, stabilirebbe un nuovo record del mondo. Ne ha già stabiliti 19 Hanyu, avrebbe potuo stabilirne altri se non avesse deciso di lasciare le gare per dedicarsi agli show. E ai video, come questo Bow and Arrow, sigla iniziale di Medalist:
Per concludere, anche se non è legato a Medalist, se qualcuno è interessato a conoscere meglio il pattinaggio, un anno fa ho pubblicato un libro dal titolo Quattro salti sul ghiaccio.