Yuzuru Hanyu: Hope & Legacy al Campionato del mondo 2017

Dopo il programma corto di Helsinki 2017 Hanyu si trovava in quinta posizione. Dati alla mano, nessuno è mai stato capace di vincere un Campionato del Mondo partendo da così in basso. Vero, nel 2006 Kimmie Meissner aveva eseguito il quinto programma corto, ma quell’anno al Campionato del mondo si erano iscritte ben 44 atlete, perciò l’ISU le ha divise in due gruppi e ha fatto disputare loro il programma libero. Solo le migliori 30, 15 per gruppo, hanno disputato il programma corto, e anche il punteggio della fase di qualificazione è entrato nel calcolo finale. Dopo due fasi di gara, con il secondo posto nel suo gruppo di qualificazione e il quinto short program, Meissner si trovava in terza posizione.

Certo, da quando l’ISU Judging System ha sostituito il 6.0 la posizione di partenza conta relativamente poco, è molto più importante il distacco fra gli atleti.  Javier Fernandez, vincitore delle ultime due edizioni del Campionato del mondo, aveva 10.66 punti di vantaggio, Shoma Uno ne aveva 6.47, Patrick Chan 3.74, Boyang Jin 0.25 e Nathan Chen si trovava alle sue spalle di 1.06 punti. Sono loro che hanno dato vita all’ultimo gruppo della gara. L’ordine di discesa in pista era Hanyu, Chen, Jin, Chan, Uno e Fernandez, perciò Yuzuru sapeva di dover aspettare fino alla fine della gara per conoscere il risultato finale. Intanto lui ha fatto la sua parte.

Quello che scende in pista per presentare un libero difficile, così poco apprezzato dalle giurie che a metà stagione Orser gli aveva suggerito di cambiarlo e che lui ha deciso di tenere perché a livello personale è importantissimo, infastidito da un punteggio troppo basso per i suoi gusti e da una quinta posizione provvisoria che non rende giustizia al suo talento, non è solo il miglior pattinatore in attività. È il miglior pattinatore di sempre. Non ci sono parole adeguate per descrivere quello che esegue, il suo programma va semplicemente ammirato. “I believe that his name will be engraved in history, and leave behind a legend”, aveva detto Shae-Lynn Bourne parlando del significato di Hope and Legacy. Hanyu è una leggenda, che continua a scrivere pagine di storia. È la speranza di riuscire a fare sempre qualcosa di più, e il suo operato è un lascito per tutti coloro che possono ammirarlo e trarne ispirazione per andare avanti. Non solo per i pattinatori, che ammirano un campione impossibile da imitare, ma per tutti, visto che la sua tenacia, il suo non arrendersi mai di fronte alle difficoltà, la sua forte etica del lavoro che lo porta a concentrarsi sul miglioramento senza cercare scuse, ma anche la sua gentilezza, la sua disponibilità, l’empatia nei confronti degli altri e la gioia che manifesta in tutto ciò che fa sono esempi importanti anche al di fuori dell’ambito sportivo.

È Yuzuru ad aprire l’ultimo gruppo di gara con un programma che, come dirà Massimiliano Ambesi, “è la sintesi perfetta fra onnipotenza tecnica ed eccellenza artistica”. Si mette in posizione e un paio di secondi dopo l’inizio della musica esegue una strisciata, avanti e indietro muovendo le braccia, quindi si gira e inizia con i passi. Chasse, tre di valzer, mohawk, chasse, strisciata mentre curva, altro tre di valzer… I cambi di filo, e l’alternanza di movimenti in avanti o all’indietro, su un piede o sull’altro, si susseguono per quasi venti secondi, al ritmo di oltre uno al secondo, con tre soli incrociati prima di metà sequenza per aumentare la velocità, poi arriva il quadruplo loop, eseguito con la stessa facilità con cui ha appena eseguito i passi.

No, non trascrivo tutto, e comunque quello che scrivo io ha poca importanza. Guardate il programma, è l’unica cosa che conta.

Giusto per capire qualcosa di più di quello che Yuzuru è riuscito a fare, e anche per capire perché il punteggio che gli è stato assegnato è troppo basso, inserisco il link a un altro video interessantissimo:

Ovviamente ha vinto lui. È il suo secondo oro al Campionato del mondo.

This entry was posted in pattinaggio, YH and tagged . Bookmark the permalink.

Leave a Reply