Officials of the host country: Russia

Non sono sparita, semplicemente il tempo è quello che è, con il lavoro ricominciato e due figlie che invece di essere in vacanza più o meno vanno a scuola, con la gestione di quest’anno che è particolarmente complicata, e la vita che ha un bel po’ di richieste che hanno la precedenza su questi post.

C’è appena stata una tappa di Coppa di Russia. È una competizione interna, in teoria quel che avviene lì non dovrebbe avere rilevanza in campo mondiale, in pratica abbiamo visto che i giudici vengono influenzati dai risultati delle gare nazionali, magari anche in modo inconsapevole. Se volete capire qualcosa di più di come certe cose possono influenzare le nostre decisioni anche se non dovrebbero, leggete Pensieri lenti e veloci di Daniel Kahneman, è interessantissimo.

Visto che l’ISU ha parlato di giudici locali per le gare di Grand Prix, vedere quello che accade in una competizione locale può essere interessante. Nella categoria femminile senior ha vinto Anna Shcherbakova, cosa non sorprendente visto il campo di partecipanti. Al momento sono poche le pattinatrici in grado di batterla, e nessuna era presente. Non era nella sua forma migliore, ma siamo a inizio stagione, una stagione particolarmente complicata, quindi ci sta. Il problema è il punteggio, altissimo ma secondo Alexander Lakernik giusto. L’altro giorno mi sono imbattuta in quest’immagine, ma non riesco a trovare il riferimento di partenza:

Lakernik, ricordo è vicepresidente dell’ISU, quindi le sue parole hanno un certo peso. Va bene, vediamo cos’è successo. Innanzitutto, chi erano i membri della giuria?

Giudice 1: Svyatoslav Babenko

Giudice 2: Olga Kartashova

Giudice 3: Natalia Bogush

Giudice 4: Leonid Smirnov

Giudice 5: Svetlana Kandyba

Giudice 6: Maria Gribonosova-Grebneva

Giudice 7: Evgeni Bezmenov

Referee: Alexander Lakernik

Technical Controller: Olga Kozhemyakina

Technical Specialist: Aleksandr Kuznestov

Assistant Technical Specialist: Natalia Lebedeva.

Stesso pannello per programma corto e programma libero. Di alcuni di questi giudici parlerò più avanti, ho fra le mani un testo piuttosto lungo, quindi non so quando ne verrò fuori. Comunque Lakernik difende il risultato non solo perché Shcherbakova è una sua atleta, ma perché è stato lui a controllare che la gara si svolgesse regolarmente, dire che qualcosa non ha funzionato nel modo migliore sarebbe un’ammissione di colpa.

I protocolli di gara li potete trovare qui: https://fsrussia.ru/results/2021/1etap/index.htm.

Questo è il protocollo del programma corto di Shcherbakova:

Le B indicano dei bonus che vengono assegnati nelle competizioni interne russe, possiamo tranquillamente ignorarli. Alzano il punteggio complessivo, ma a me quello che interessa sono i voti assegnati dai giudici.

Questo è lo stacco della combinazione triplo Lutz+triplo loop del programma corto. Visto che la regia ci assiste, possiamo pure riguardarla da un’altra angolazione.

Anna inizia la preparazione con filo esterno, ma al momento della puntata passa su un filo piatto, però la chiamata di filo, sul protocollo di gara, non la vedo. Avete presente un filo esterno? È una cosa fatta più o meno così:

Questa è Elizaveta Tuktamysheva nel programma libero della Cup of China del 2019. Notato la posizione della caviglia? Ho scelto di proposito un’altra russa in una gara a cui ha preso parte anche Shcherbakova. Questo triplo Lutz non è stato perfetto, Elizaveta è uscita con uno step out, ma il filo d’ingresso è quello giusto. E ho visto anche parecchi fili molto più accentuati.

I pattinatori sono, dall’alto, Boyang Jin, Nathan Chen, Yuzuru Hanyu, Yuna Kim e Carolina Kostner, tutti pattinatori che sanno cosa sia un filo esterno in un Lutz. Kostner, per chi non lo sapesse, è mancina, perciò il piede di stacco è l’altro, e cambia anche la direzione di rotazione. Però i requisiti sono gli stessi, un filo esterno è un filo esterno, indipendentemente dal piede con cui lo si sta tenendo.

Se ci mettiamo a discutere di tecnica per Anna potremmo andare avanti a lungo.

Questo screenshot proviene dal Technical Panel Handbook, Single Skating 2019/2020, datato 23 luglio 2019 (pag. 20). Le evidenziature in rosso sono mie.

Mi sembra piuttosto chiaro come debbano essere i fili di flip e Lutz, che il pannello tecnico può guardare pure al rallentatore per essere sicuro di valutare correttamente i salti. Poi ogni tanto ci sono errori, ma anche i giudici sono esseri umani, giusto? Certo, sarebbe bello se l’ISU fornisse più immagini, da più angolazioni, in modo da consentire loro di vedere bene e ridurre al minimo gli errori, ma non credo che ridurre al minimo gli errori sia una priorità dell’ISU. Perché? Perché per il cheated take-off i salti possono essere guardati solo a velocità normale, rendendo quasi impossibile sanzionare l’errore. Di fatto, un pattinatore che sul ghiaccio fa una prerotazione di 180° e oltre, riceve il valore pieno del salto, così come chi il salto lo esegue correttamente. Nell’immagine che ho posto qui sopra i tre uomini, Boyang Jin, Nathan Chen e Yuzuru Hanyu, stanno eseguendo un quadruplo, le due donne, Yuna Kim e Carolina Kostner, un triplo. Per tutti ho fatto vedere il filo d’ingresso, e poi ho aggiunto un’immagine, l’ultima, in cui i pattinatori sono già in aria. Dallo screenshot non è sempre possibile capirlo, l’ideale è guardare il video al rallentatore. Tutti si sono staccati dal ghiaccio prima di aver ruotato 90°, qualcuno addirittura senza aver ruotato affatto.

Tornerò su questo punto, e Shcherbakova non è neppure quella con le prerotazioni maggiori. Potrebbero esserci problemi di rotazioni nella combinazione, ma non sono riuscita ad avere immagini chiare, quindi lascio stare e passo al programma libero.

Quadruplo flip.

Guardate la punta del piede destro. Solo nella quarta immagine Anna si è staccata dal ghiaccio, ma se non diamo il replay al rallentatore al pannello tecnico questa bella prerotazione non la vede nessuno. Questo è il replay:

Dall’ultima immagine della seconda riga vediamo l’atterraggio. Il filo di stacco è chiaramente interno, Anna non ha alcun problema. La prerotazione però è notevole.

Combinazione triplo flip-triplo toe loop. Cominciamo con il flip.

Ovviamente l’ultima immagine è l’atterraggio del salto. Pure qui abbiamo una prerotazione notevole, ma tanto chi la vede?

Il replay, in cui si vedono bene tanto il filo interno corretto quanto la prerotazione.

Questo è il toe loop.

Per fortuna che l’ISU ci informa che “The toe loop is the most commonly cheated on take-off jump“. Per saperlo lo sanno, ma lo guardano? Già, non possono usare il rallentatore, che sfortuna, altrimenti lo chiamerebbero di sicuro, vero? Il replay:

Purtroppo i miei strumenti tecnologici sono piuttosto scarsi (non che io ne saprei utilizzare di più sofisticati se ne avessi), quindi non sempre riesco a fermare l’immagine dove vorrei nonostante ripetuti tentativi. Nella prima immagine Anna è ancora in aria, sta per atterrare dal flip, nella seconda è già sul ghiaccio. Nella seconda fila c’è lo stacco del secondo salto, si sta sollevando dal ghiaccio in questo momento. Stacca andando in avanti, perciò è un Axel, giusto? No, almeno secondo il protocollo di gara è un toe loop…

Questo è il primo doppio Axel:

Stavolta non ho nulla da ridire sull’ingresso, in compenso i problemi ci sono in uscita. Anna non scivola via ma fa un passo che è praticamente uno step out, quello che vediamo nelle ultime due immagini. Nel video la cosa è evidente. Vediamo bullet positivi e penalità:

La maggior parte dei bullet non li considero neppure e, per decidere il voto, faccio finta che ci siano (i giudici però devono essere sicuri che ci siano davvero). Il 2 non c’è per forza di cose, non può esserci in presenza di uno step out. Per un voto dal +4 in su i primi tre bullet devono obbligatoriamente essere presenti, visto che qui il 2 manca il voto massimo che l’atleta può prendere è +3. A questo punto si calcolano le detrazioni. Stepping out of landing in a jump va da -3 a -4. Ho visto step out molto più brutti, quindi applicherei la detrazione minima, -3. Da +3 scendo a 0, questo salto non può prendere un voto superiore. Qualcuno però si deve essere dimenticato di dirlo a Olga Kartashova, che ha assegnato un +1, e a Evgeny Bezmenov, che ha assegnato addirittura un +3.

Il secondo doppio Axel non presenta particolari problemi, quindi lascio stare. Non è che io ce l’abbia con Anna e quindi faccio vedere dove sbaglia, in realtà quando non guardo la tecnica dei salti lei mi piace, e se penso al suo rientro dopo che si è rotta una gamba ha tutta la mia ammirazione per la forza di volontà che ha dimostrato. Però visto che sono interessata al comportamento delle giurie, quello di cui vado a caccia sono gli errori. Che possono essere anche errori con GOE bassi assegnati a elementi eseguiti alla perfezione, intendiamoci, anche se più spesso scrivo di GOE troppo alti per elementi su cui c’è stato qualche errore. Combinazione triplo Lutz-triplo loop, questo è primo salto:

Anna sa benissimo cosa sia un filo esterno, nella seconda immagine della prima riga ne vediamo uno perfetto. Lei si gira all’indietro, si piazza sul filo esterno, quindi si sposta sempre più dall’altro lato, tanto è vero che nella seconda riga è su un filo piatto. Facciamo che lo stacco si conta dall’immagine centrale, perché se lo dovessimo contare da dove davvero avviene, ultima immagine della seconda riga, tornerebbe in ballo il discorso della prerotazione. Il replay:

Non vado a vedere il loop, su cui le è stata chiamata la q, e che ha un margine più ampio prima che si possa parlare di prerotazione perché è un salto staccato dal filo.

Combinazione triplo flip-euler-triplo Salchow.

Si stacca dal ghiaccio fra la prima e la seconda immagine della seconda fila. Nella prima immagine il piede è orizzontale, ci sta pattinando sopra, nella seconda la punta è rivolta verso il basso, si è data lo slancio. Altro caso di prerotazione. L’ultima immagine è l’atterraggio. Il replay, in cui la regia ci omaggia con un bel dettaglio dei piedi:

Con il filo ci siamo, non si discute. Pure la prerotazione è presente. Qui però vediamo bene un altro dettaglio. Questa puntata è stata fatta full blade, con l’intera lama, non solo con la punta. Non è poor take off? Quando trovo nel regolamento la specifica su come si fanno le puntate la aggiungo.

Quindi ci sono l’euler e il Salchow, su cui ha ricevuto la chiamata di sottoruotato e che ha un’uscita brevissima e un po’ traballante proprio perché l’atterraggio non è sicuro, nel replay si vede bene che deve lavorare molto con la caviglia, ma visto che gli screenshot non rendono non li inserisco. Qui comunque i GOE negativi sono arrivati, pure dal giudice 7, anche se non si è sprecato ad abbassare il voto (e non è stato il solo). Quindi c’è un momento sorprendente. Anna inciampa. Per lei è un errore banale, fa cose molto più difficili, ma l’errore c’è.

Nella terza immagine della seconda riga, e nelle due successive, si vede chiaramente che è piegata in due, solo nel penultimo screenshot che ho inserito si sta riprendendo.

Guardiamo i voti per le Skating Skills e quelli per le Transitions.

9.50 per Skating Skills da parte di tre giudici, e 9.25 da parte degli altri con un inciampo di questo tipo? Excellent? Davvero? E le Transitions non hanno ricevuto un voto molto più basso, un solo giudice, Maria Gribonosova-Grebneva, ha assegnato un voto inferiore a 9.00, e lo ha fatto anche in Performance, per gli altri va tutto bene. Ma questi voti non sono troppo alti, vero Mr. Lakernik?

Ultimo elemento di salto, il triplo Lutz.

La tecnica di Shcherbakova è sempre la stessa: si gira all’indietro, pattina su un filo esterno, gradualmente si raddrizza, punta quando va bene su un filo piatto, se va male su un filo interno, si gira con una prerotazione di 180° e salta. Questa è la tecnica che ha imparato, e questo è il modo con cui esegue il Lutz. Salto che, se quadruplo, ha un valore base di 11.50 punti, se eseguito triplo ha un valore di 5.90 punti, a cui in genere aggiunge GOE molto positivi. Un filo piatto, per il quadruplo, dovrebbe costarle dagli 1.15 ai 2.30 punti, per il triplo dai 0.53 agli 1.06 punti, cosa cosa che con lei non si verifica più da un pezzo. Da quando? Vediamo la Cup of Cina dell’autunno 2019. Questo è il programma corto, combinazione triplo Lutz-triplo loop.

Il filo è piatto, e l’errore le è stato giustamente chiamato. Vediamo il protocollo di gara dei due programmi e il pannello di giuria, versione Skating Scores perché mostra le nazionalità.

Ok, non ho resistito e ho messo anche la statistica relativa al national bias. La palma di giudice più nazionalista nella somma dei due programmi se la giocano il giudice coreano (+9,41) e quello russo (+9,51), con Elena Fomina che vince di un’incollatura, ma anche il giudice di Hong Kong e il giapponese non scherzano. Quello che al momento mi interessa, però, è il filo del Lutz di Anna. Ha eseguito il salto cinque volte, un triplo nel programma corto e due quadrupli e due tripli in quello libero, e per ben cinque volte le è stato chiamato il filo piatto. Passo al libero, combinazione quadruplo Lutz-triplo toe loop. Lo stacco del Lutz:

Nella prima immagine il filo è chiaramente esterno, poi Anna passa su un filo piatto e, nella terza, è addirittura su un filo interno. Il replay:

Questo è l’atterraggio del Lutz seguito dallo stacco (e dal successivo atterraggio) del toe loop. Da notare che è in aria solo nella prima immagine della terza riga. La regia ci ha gentilmente fornito un secondo replay, molto più chiaro. Sono sempre sul Lutz:

Anna arriva da un filo chiaramente esterno, e se rimanesse in questa posizione non ci sarebbero problemi. Però se guardiamo la seconda immagine della seconda riga, vediamo che il filo è piatto. Non sempre le telecamere sono posizionate così bene, ma in questo caso i dubbi non esistono. E questo non è un errore occasionale, è proprio la tecnica di Anna a essere sbagliata. Lei arriva sempre su un filo esterno, poi si raddrizza e nel momento della puntata è su un filo piatto, sempre che non si sia spostata troppo per andare su un filo interno. Un altro problema è la quantità di lama che poggia sul ghiaccio. Se guardiamo le due immagini successive è evidente che la sua puntata non è fatta con la punta ma con l’intera lama, andrebbe sanzionata per poor take off. E poi c’è la ciliegina sulla torta, la prerotazione. Nella prima immagina della terza riga Anna è ancora sul ghiaccio, è solo nell’immagine successiva che si trova in aria. È decisamente in avanti. Ora arriva la domanda difficile: se il pannello tecnico ha potuto guardare al rallentatore il replay per fare correttamente la chiamata sul filo, perché, già che c’era, non ha potuto guardarlo per valutare la prerotazione? E anche i giudici possono guardare i replay al rallentatore per controllare il filo, pure se il pannello tecnico non fa la chiamata. Chi ha guardato queste immagini cos’ha fatto, ha attivato una visione selettiva che consente di vedere qualcosa sì e qualcosa no? Ha una memoria a brevissimo termine che gli ha fatto dimenticare quello che aveva visto subito dopo averlo visto?

Suppongo che tutti abbiano visto la prerotazione al replay, ma che non abbiano potuto chiamarla perché l’anno vista solo quando hanno guardato le immagini al rallentatore. Di fatto l’ISU con il suo regolamento ridicolo ha posto i giudici nella condizione di non chiamare un errore che hanno visto. Andiamo bene…

Un ultimo dettaglio. Le ultime due immagini riguardano l’atterraggio. Non ci sta una chiamata di sottoruotato? Passo al toe loop.

Il dettaglio:

Si stacca dal ghiaccio nell’ultima immagine della prima riga, l’ultima riga è dedicata all’atterraggio. Se la sua intenzione era eseguire un toe Axel, le è riuscito alla perfezione. Qual è il suo valore base?

Passo al quadruplo Lutz da solo.

Devo ripetermi? Il replay:

La combinazione triplo Lutz-triplo loop, mi limito allo stacco del Lutz:

Il triplo Lutz da solo:

Dopo questa gara Alexander Gorshkov, presidente della federazione russa, si è lamentato che ad Anna Shcherbakova fosse stato ingiustamente chiamato il filo piatto del Lutz. Ha gradito così poco le chiamate da arrivare a scrivere a Lakernik. Ho letto anche qualche commento sul fatto che secondo lui erano altre le pattinatrici da tenere d’occhio, ma non ricordo quali nomi ha fatto, né dove. Se dovessi ritrovare la fonte inserirò il link. Fatto sta che dopo questa gara Anna non ha più ricevuto una chiamata di filo piatto. Ha cambiato la tecnica? Vediamo. Questa è la finale di Grand Prix. Il triplo Lutz del programma corto, eseguito in combinazione con il triplo loop.

Il replay.

Mi sbaglierò, ma a me sembra esattamente lo stesso movimento già visto in Cina, con tutti i suoi difetti. Manca solo una cosa: La chiamata di filo piatto. Vediamo il pannello di giuria e il protocollo di gara:

Oh, guarda, il giudice russo è quella stessa Elena Fomina che già avevamo visto in Cina. Prima o poi dovrò dedicarle un po’ di attenzioni, per ora mi limito a notare che con le quattro russe, Alena Kostornaia, Anna Shcherbakova, Alexandra Trusova e Alina Zagitova, è stata al di sopra della media dei voti degli altri giudici, con la giapponese Rika Kihira e la statunitense Bradie Tennell è stata al di sotto, ma sarà un caso. Noto che il giudice spagnolo Marta Ologazarre ha dato un +5 a questa combinazione, e anche senza nessun segno sul protocollo di gara se i giudici vedono un filo piatto devono dare un -1. Il voto può rimanere positivo se ci sono abbastanza bullet, ma +5?

Passo al libero, aperto dalla combinazione quadruplo Lutz-triplo toe loop.

L’immagine non è delle più chiare, arriva sul solito filo esterno, quindi inizia a cambiare inclinazione. È ancora sul filo esterno al momento dello stacco? Conoscendo il gesto tecnico direi di no, ma l’inquadratura non è delle migliori. Ricordo che in tutti i casi dubbi si deve andare in favore dell’atleta, anche se non sempre questo succede. Non so quali immagini abbia visto il pannello tecnico, noi però abbiamo il replay:

Filo piatto e prerotazione, salto da sanzionare. Ripeto, non so che immagini abbia visto il pannello tecnico, magari ha visto le altre, non era sicuro ed è andato in favore dell’atleta, ma se l’ISU adoperasse più telecamere, almeno nelle gare più importanti, dove non ci sono problemi di bilancio (i giudici non vengono pagati, gli atleti non è che ricevano premi così alti, in compenso il prezzo del biglietto che ho comprato io non era così basso, ed esistono pure i diritti televisivi e gli sponsor lungo la balaustra) molti dubbi potrebbero essere tolti. Ricordo che non penalizzare un atleta che sbaglia non è una gentilezza che viene fatta a quell’atleta, è una scorrettezza nei confronti dei suoi avversari, di chi esegue il salto in modo corretto e riceve gli stessi punteggi di chi lo esegue in modo scorretto. A quando un maggiore utilizzo della tecnologia?

Il quadruplo Lutz da solo:

Parlando di stacco è il suo solito Lutz: filo interno e prerotazione. L’ultima immagine è per l’atterraggio, con il salto che giustamente è stato chiamato sottoruotato.

Lo stacco del quadruplo Lutz nel replay:

Combinazione triplo Lutz-triplo loop. Lo stacco del primo salto:

Va beeeene. Il triplo Lutz da solo:

Diventa noioso scrivere sempre le stesse cose. Spostiamoci al Campionato europeo, che si è svolto oltre un mese più tardi. Magari in questo periodo Anna ha lavorato sulla tecnica. Combinazione triplo Lutz-triplo loop del programma corto:

Ok, scherzavo, la tecnica è sempre quella. Un bel replay, in cui si vede il cambio di filo in tutto il suo splendore:

Adesso andiamo a vedere la combinazione triplo Lutz-triplo toe loop con cui la svizzera Alexia Paganini ha aperto il suo programma corto. Cercatelo il video, la preparazione non è eccessiva e l’intera combinazione è fluida ed eseguita con sicurezza. Questo è lo stacco del Lutz:

Bel filo esterno, puntata fatta con la punta del pattino e non con l’intera lama, prerotazione ridotta al minimo e abbondantemente entro i limiti accettabili, quindi quale sarà stato il suo GOE? Che differenza ci sarà stata fra lei e Anna? Non guardiamo il punteggio finale ottenuto dai salti, è ovvio che quello di Anna, con un loop come secondo salto, e inserito nella seconda metà del programma, abbia un valore base superiore. Guardiamo solo il GOE.

Entrambe hanno ricevuto 1.60, e che una sia russa e l’altra svizzera dev’essere un caso. Già che ci sono ricordo anche la composizione della giuria, perché mi sembra bello ricordare chi è che assegna i voti agli atleti. Passo al libero, aperto da Anna con la combinazione quadruplo Lutz-triplo toe loop:

Non vado nemmeno a guardare quel doppio Axel che esegue come secondo salto, anche se sul protocollo di gara c’è scritto triplo toe loop, e passo al quadruplo Lutz da solo.

Il salto, degradato perché mancante di rotazione, si è concluso con una caduta. Lo stacco è sempre il solito.

Combinazione triplo Lutz-triplo loop.

Solito stacco. Il loop, che non guardo, ha ricevuto la chiamata di sottoruotato.

Il triplo Lutz conclusivo:

Colpo di scena. Ho guardato i replay sperando di vedere i Lutz da vicino, invece mi sono trovata davanti il primo piano del quadruplo flip, che, poverino, ho trascurato. L’ultima riga è l’atterraggio, e mi chiedo quanti giri in aria faccia Anna. Sono le trottole quelle che ruotano sul ghiaccio, i salti ruotano per aria. Ma guardiamo lo stacco:

La puntata con tutta la lama me l’aspettavo, la prerotazione pure, ma quel filo mi sembra tanto piatto. Ecco da dove deriva la convinzione del signor Fabio Bianchetti che la tecnica del flip e del Lutz sia la stessa! Distratta io che non me n’ero accorta prima.

La modifica del valore base dei salti è stata cancellata, non sia mai che il quadruplo loop, che eseguono davvero in pochi, abbia lo stesso valore del lip e del flutz, ops, volevo scrivere del flip e del Lutz. No, no, no. Non si fa, e tanto peggio per chi esegue il quadruplo loop. Potrebbe imparare il lip, e invece no, si ostina a voler eseguire salti puliti, e allora sono cavoli suoi.

Ricapitoliamo: Gorshkov si lamenta con Lakernik delle chiamate sul filo di Shcherbakova, chiamate corrette, e quelle chiamate spariscono senza che l’atleta abbia corretto la sua tecnica, e abbiamo visto che il filo d’ingresso non è l’unico problema. Se ignoriamo il filo, qualche piccola imprecisione, l’inciampo in un passaggio di transizione… volendo possiamo anche dire che Shcherbakova ha ricevuto il punteggio che meritava alla Coppa di Russia, ma stiamo davvero applicando il regolamento?

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