National bias: Russia/1. Da Maira Abasova a Sviatoslav Babenko

Dopo aver dato uno sguardo ravvicinato ai giudici cinesi passo a quelli russi, procedendo anche in questo caso in ordine alfabetico. Vediamo il primo gruppo.

Maira Abasova

In queste quattro stagioni Maira Abasova ha giudicato parecchie gare, soprattutto nella categoria maschile. Nel 2016 a Skate America è per lo più rimasta sopra la media dei voti degli altri giudici, ma chissà perché i voti che ha alzato di più sono stati quelli di Sergei Voronov e Maxim Kovtun. Nonostante un bias complessivo di 10.69 punti, anche per lei Voronov avrebbe concluso al quarto posto, mentre Kovtun sarebbe salito dal sesto al quinto.

Nella Warsaw Cup il bias è stato leggermente più basso 9,95 punti, ma il cambiamento è molto più significativo. Il risultato ufficiale parla di un successo di Alexander Majorov con 11.91 punti di vantaggio su Dmitri Aliev. Con 2.09 punti in meno nel programma corto e 5.18 nel libero per Majorov, e 2.80 punti in più nel programma corto e 6.47 in più nel libero per Aliev, secondo Abasova avrebbe dovuto vincere Aliev con 3.34 punti di vantaggio.

Dopo una serie di gare di danza Abasova ha giudicato la gara femminile all’Ondrej Nepela Trophy del 2017. Il successo è andato a Evgenia Medvedeva, che in quel periodo era nettamente la più forte, quindi su quel risultato non ci sono problemi, anche se nei suoi voti Abasova è stata decisamente generosa. Elena Radionova però, già imprecisa nel programma corto, ha proposto un libero molto falloso con una caduta, i due loop eseguiti solo singoli, una trottola marcata con il segno V, la chiamata di filo errato sul flip della combinazione, eppure per Abasova il suo è stato il secondo libero della giornata, migliore di quelli di Rika Hongo, anche lei fallosa ma ritenuta la seconda pattinatrice della giornata dalla maggioranza della giuria, e di Dabin Choi, che ha presentato un contenuto tecnico superiore a quello di entrambe, ha eseguito un programma pulito ma ha ricevuto voti bassi nei components. La gara è stata vinta da Medvedeva davanti a Hongo e Radionova, ma per Abasova le posizioni fra Hongo e Radionova avrebbero dovuto essere invertite. Il bias totale è alto ma non altissimo, sotto quel limite di 9.00 che ho indicato come meritorio di una sospensione, 7,88 punti, anche perché la terza pattinatrice russa, Alena Leonova, che ha concluso la gara al quinto posto, è stata lievemente penalizzata da Abasova. Se però confrontiamo i punteggi di Hongo e Radionova, vediamo che Rika ha ricevuto 3.42 punti in meno rispetto al punteggio effettivo, Elena ne ha ricevuti 8.50 in più, lo sbilanciamento a favore della russa è di 11.92 punti, e questo fa capire che bisognerebbe sempre guardare tutti i dettagli, .

Sorvolo sulla Cup of Cina 2017, vinta di Mikhayl Kolyada, sulla Warsaw Cup 2017, vinta da Serafima Sakhanovich davanti a Konstantinova (anche se in questa gara, dominata dalle russe, Abasova è comunque riuscita ad avere un bias alto, 9,53 punti) e sul libero maschile del Golden Spin 2017.

Edit: Al Golden Spin Abasova ha giudicato anche la gara di danza. Nell’occasione il comportamento suo e del giudice bielorusso Alexandre Gorojdanov è stato quanto meno sospetto, come ci fa sapere quest’articolo:  http://www.globetrottingbyphiliphersh.com/home/2017/12/30/spain-russia-olympics-figure-skating-judging-inestigation. Ne parlerò in un’altra occasione.

Ci sarebbe da discutere sulla gara olimpica di danza, dove per Abasova il bronzo avrebbero dovuto vincerlo Bobrova/Soloviev, e se non lo faccio, al di là di questa rapida nota, è solo perché per ora sto lasciando da parte la danza. I Giochi olimpici meritano un discorso a parte.

Al Lombardia Trophy 2018 Abasova doveva sentirsi in vena di generosità, ha dato voti alti a quasi tutti, l’unica eccezione è il programma corto della coppia statunitense Digerness/Neudecker. Però, mentre con la maggior parte delle coppie è rimasta al di sotto dei quattro punti di gentile omaggio, nel libero ha superato gli undici punti con Zabiiako/Enbert e sfiorato i sette con Boikova/Kozlovskii. Tutto regolare nella gara maschile del Lombardia Trophy e in quella di Skate America, dove è rimasta quasi perfettamente in linea con i voti degli altri giudici, e abbastanza bene anche all’Internationaux de France 2018, anche se per lei il miglior programma corto è stato quello di Alexander Samarin, ed è stata l’unica a pensarla così, e non quello di Jason Brown. All’Autumn Classic international 2019, dopo un programma corto giudicato in modo corretto, Abasova deve aver gradito il programma di Evgenia Medvedeva molto più di quello di Rika Kihira, visto che lei è stata l’unico giudice a piazzare davanti – e con oltre dieci punti di vantaggio – la pattinatrice russa.

Non credo che, anche se non l’avessi evidenziato, avreste fatto fatica a trovare il giudice russo. Per la verità in questo caso non è difficile individuare neppure il giudice giapponese, Sho Kagayama, ma con calma arriverò anche a lui.

Julia Andreeva

Julia Andreeva ha giudicato dieci gare femminili e due maschili e solo una volta, nella prima occasione, ha avuto un bias eccessivo. Per la verità giudicava gare fin da quando è stato adottato l’attuale codice di punteggi, quindi sapeva come funzionava, comunque dopo la Cup of China 2016, dove ha avuto un bias di 10.35 punti e, fosse stato per lei, l’argento sarebbe andato a Elizaveta Tuktamysheva e il bronzo a Kaetlyn Osmond e non il contrario, ha aggiustato il tiro. Quanto meno, ha evitato di spiccare a un controllo superficiale.

In una gara con distacchi più bassi, il Finlandia Trophy 2017, vinto da Maria Sotskova e a cui ha preso parte anche Alena Leonova, un bias complessivo di 6.57 punti sarebbe stato sufficiente a far vincere l’argento a Elizaveta Tuktamysheva (7.12 punti in più rispetto alla media) alle spese di Carolina Kostner (2.39 punti in meno rispetto alla media, il totale fra le due pattinatrici è 9.51). Andreeva è stata l’unica che ha ritenuto che Tuktamysheva avesse eseguito il secondo miglior libero, per un giudice il suo è stato il terzo, per quattro è stato il quarto e per gli ultimi due è stato il settimo o l’ottavo, mentre Kostner è stata autrice del secondo miglior libero secondo cinque giudici, del terzo secondo un altro e del quarto secondo gli ultimi due, uno dei quali è proprio Andreeva, l’unica che ha ritenuto Tuktamysheva migliore di Kostner.

Ho evidenziato i voti totali dati da Andreeva e un paio di GOE, il flip per Kostner, il triplo Lutz iniziale per Tuktamysheva, in cui Andreeva è stata l’unica ad assegnare quel particolare voto. E poi ho dato uno sguardo a tutti i suoi voti confrontandoli con la media. Ogni volta che c’è un asterisco sul protocollo di Kostner è perché Andreeva le ha assegnato un voto inferiore – a volte di poco, ma comunque inferiore – rispetto alla media. Sono sette delle dodici voci degli elementi tecnici, e quattro delle cinque voci dei components. L’unica volta che le ha assegnato un voto superiore l’ho scritto. Ogni volta che c’è un asterisco sul protocollo di Tuktamysheva è perché Andreeva le ha assegnato un voto superiore rispetto alla media. Sono nove delle dodici voci degli elementi tecnici, e tutte e cinque le voci dei components. L’unica volta che le ha assegnato un voto lievemente inferiore l’ho scritto. In entrambi i casi, dove non ho segnato niente è perché Andreeva è rimasta perfettamente in linea con gli altri giudici. Che abbia guardato alla prestazione di Tuktamysheva con meno severità? Un controllo di questo tipo sarebbe da fare tutte le volte che i voti non sono troppo diversi, peccato che richieda tempo e che io non ne abbia così tanto.

Alla successiva Rostelecom Cup il bias complessivo è basso anche perché è spalmato sui punteggi di tre pattinatrici, Evgenia Medvedeva, che non aveva bisogno di nessun aiuto per vincere, Valeriia Mikhailova, che anche se fosse stata aiutata sarebbe rimasta nelle retrovie, ed Elena Radionova, che è stata l’unica a ricevere una spinta verso l’alto ma che, causa distacco troppo grande, anche per Andreeva sarebbe rimasta quarta, come quarta è arrivata nella realtà. A Skate America, con un bias un po’ più alto e distacchi inferiori, Polina Tsurkaya sarebbe salita sul podio al posto di Bradie Tennell.

Sorvolo sul programma corto del Campionato europeo 2018 e noto che al Grand Prix di Helsinki 2018 Andreeva avrebbe consentito a Mikhail Kolyada di colmare, seppure di poco, il distacco di 4.40 punti che lo ha separato da Jun-hwan Cha e avrebbe fatto vincere a lui la medaglia di bronzo. Tralascio le gare successive, la Rostelecom Cup 2018 femminile, la finale femminile junior del Grand Prix – erano cinque russe e una coreana, difficile fare valutazioni sul national bias – e mi soffermo sulla finale senior. In un primo momento ho guardato il protocollo del programma corto dal sito ufficiale, e mi sono trovata in dubbio. Non riuscivo a capire quale fosse il giudice russo, c’erano due ottimi candidati per quella posizione. Per far capire meglio il mio dubbio, riporto i protocolli del programma corto da Skating Scores. Ho lasciato le somme e le posizioni relative assegnate alle pattinatrici, ho aggiunto il valore complessivo del GOE secondo ciascun giudice, ma ho tolto le nazionalità. Chi è Julia Andreeva? E, già che ci siamo, chi è il giudice giapponese? Anche questo non è tanto facile da capire, ma per un motivo diverso.

Direi che è per il giudice russo una bella lotta. Tutti hanno assegnato il primo posto a Rika Kihira da un punto di vista tecnico, anche perché il valore base di quanto proposto dalle due pattinatrici è molto diverso. Kihira ha eseguito un ottimo triplo Axel, nessuna delle due ha fatto errori di rilievo, è ovvio che il valore base più alto sia il suo. Quanto a qualità degli elementi, però, l’unanimità sparisce. Per il terzo e l’ottavo giudice è stata Alina Zagitova a proporre elementi di migliore qualità. A livello di components la differenza è ancora più accentuata, per cinque giudici Kihira è stata la migliore, per due è stata la seconda, preceduta dalla sola Zagitova, ma per due, casualmente quelli che hanno assegnato GOE più alti a Zagitova, Kihira è stata la quinta, preceduta anche da Satoko Miyahara, Kaori Sakamoto ed Elizaveta Tuktamysheva.

Julia Andreeva è il giudice 8. Il giudice 3 è la georgiana Salome Chigogidze, mi sa che dovrò fare qualche esperimento, sto raccogliendo i dati per calcolare il national bias di tutti i giudici, i dati di due stagioni li ho già raccolti e ho da poco iniziato quelli della terza, ma dovrò provare a vedere cosa succede se calcolo il national bias non sulle nazioni reali ma sulle possibili simpatie. Non per tutti, non ce la farei, ma cosa succederebbe se calcolassi il national bias di Chigogidze facendo finta che sia russa? Anche perché se un solo giudice assegna voti strani, probabilmente i suoi voti escono dal conteggio finale, ma se a farlo sono in due, almeno uno dei voti entra nel punteggio. E andando avanti così, cosa succederebbe se calcolassi il national bias di Sasha Martinez facendo finta che sia statunitense? Non sarà una cosa immediata, ma potrei davvero farlo con qualche giudice dai voti un po’ sospetti.

Quanto al giudice giapponese, Tomie Fukudome, è il giudice 4, e la sua identificazione era molto più difficile di quella dei due giudici russi. Lo so, tecnicamente Chigogidze è georgiana, ma che rapporti ci sono fra le due federazioni?

Nel libero Kihira ha sbagliato il primo triplo Axel e per quattro giudici, il georgiano, il giapponese (!), il russo e il finlandese, la migliore sotto l’aspetto tecnico è stata Tuktamysheva. A livello components tutti i giudici tranne il georgiano e il russo hanno ritenuto Kihira la migliore o, al limite, la seconda. Solo per Chigogidze e Andreeva Kihira è stata superata anche da Miyahara.

Inutile dire che, secondo Andreeva e Chigogidze, la gara avrebbe dovuto vincerla Zagitova, non Kihira.

Nell’ultima gara, Skate America 2019, il risultato non sarebbe cambiato, perciò passo a qualcuno che secondo me le gare non le dovrebbe giudicare da anni.

Sviatoslav Babenko

Lo ricordiamo Sviatoslav Babenko?

Il russo Sviatoslav Babenko e l’ucraino Alfred Koritek, che hanno giudicato la gara delle coppie di artistico,

sono stati colti in fragrante e addirittura videoregistrati dalla televisione canadese mentre intrallazzavano ai Campionati mondiali di Helsinki del 1999” (Bianchetti Garbato, pag. 30).

Ho raccontato quest’episodio qui: https://sportlandiamartina.link/2020/10/19/di-giudici-giurie-e-giudizi-equi-9/. Se non avete letto la vicenda vi consiglio di farlo, è affascinante. Se poi mi domando se Chigogidze possa essere propensa a favorire i pattinatori russi, forse è perché in passato episodi di questo tipo ne abbiamo già visti.

Edit: Elisa mi ha fornito un link in cui si vedono le abilità di punta di Babenko, potete trovarlo qui:

https://www.instagram.com/p/CKJDM5sIxO7/?igshid=lljn6orok0vt

Per quest’episodio

Babenko venne sospeso per tre anni e Korytek per due, ma quando Valentin Pizeev, presidente della Federazione russa, minacciò di portare il caso davanti al CAS, l’ISU fece marcia indietro e ridusse entrambe le sanzioni a metà. Nell’ottobre 2000, Babenko giudicava già a Skate America e Korytek ai Campionati Mondiali 2001! (Bianchetti Garbato, pag. 210)

Sarò diffidente, ma questo mi fa guardare storto il presidente di quella federazione e pure l’ISU, non assolvere i giudici. Comunque Babenko è un habitué delle sospensioni, è stato sospeso pure nel 2017. Purtroppo non ho il documento completo, mi devo accontentare di questo, che spiega poco ma è comunque un documento ufficiale:

Babenko giudicava le gare con il vecchio codice di punteggi, ed è andato avanti con il nuovo. Una/due gare per le prime quattro stagioni, nessuna nella stagione 2009-2010, e mi chiedo se non sia a causa di un’altra sospensione di cui non ho trovato traccia, e poi una gara per quattro stagioni di fila, quindi dalle tre alle cinque a stagione dalla stagione 2014-2015 fino a ora. Sto parlando di gare, in diverse gare ha giudicato due discipline. È molto attivo il signor Babenko, ma considerando da quanti anni giudica forse sarebbe ora di mandarlo in pensione.

Va bene, iniziamo con la gara femminile al Nebelhorn Trophy 2016. Questo è il programma corto:

Non altissimo nei GOE di Tuktamysheva, ma i components sono davvero fantasiosi. I components andrebbero controllati di più, perché è la parte del punteggio in cui i giudici si sbizzarriscono più spesso. Con Mai Mihara i GOE tendono al basso, solo il primo giudice è stato altrettanto severo, ed è un altro giudice da tenere d’occhio. Si tratta di Leslie Keen, uno dei giudici canadesi più patriottici dopo Jean Senft (che ha giudicato una sola gara di artistico, quindi la sua leadership la prendo con cautela, in attesa di rivederla quando considererò anche la danza) e il già citato Jeff Lukasik. Sul terzo gradino del podio è salita Gabrielle Daleman, perciò il giudice canadese aveva una connazionale forte da sostenere, non a caso Keen è stato l’unico giudice che piazzato Daleman al primo posto della classifica dopo il programma corto. Nello short programm il bias di Babenko è stato di 5.05 punti, nel libero di 5.71 punti, per lui Tuktamysheva avrebbe meritato di vincere l’oro e non l’argento.

Il bias nelle coppie di artistico al Nepela Memorial è stato molto contenuto, del resto le tre coppie russe hanno monopolizzato il podio e non avevano bisogno di nessun aiuto. Fra le donne i valori sono stati maggiori, con Julia Lipnitskaia che per lui ha eseguito il terzo programma libero, per l’intero pannello di giuria il quinto, e che nel complesso (e pure per lui) ha vinto l’argento alle spalle di Maria Sotskova.

Nelle coppie di artistico di Skate America il bias è stato contenuto nel programma corto, vinto senza problemi da Tarasova/Morozov, ma si è alzato vertiginosamente nel libero, dove la coppia russa ha combinato così tanti pasticci da rischiare di scendere dal podio. Hanno eseguito il quinto libero, anche se Babenko li ha visti al terzo posto, e neppure di tanto. Non guardo Seguin/Bilodeau, che hanno vinto la gara, e Denney/Frazier, che sono arrivati secondi. Guardo invece le due coppie che hanno eseguito il terzo e il quarto libero, Kayne/O’Shea e Castelli/Tran:

Quasi sempre il GOE più basso, quattro voci dei components con voto inferiore alla media.

Quasi sempre il GOE più basso, tutte le voci dei components inferiori alla media.

Quasi sempre il GOE più alto, e voti nei components abbondantemente sopra della media. Le posizioni in classifica non cambiano, del resto Kayne/O’Shea partivano dall’ottavo programma corto, Castelli/Tran dal settimo, ma se il bias complessivo di Babenko è di 9.21 punti, 7.84 dei quali legati al programma libero, con Kayne O’Shea fra i punti in meno (7.49) e quelli in più a Tarasova/Morozov (9.40) il bias complessivo si attesta sui 16.89 punti, con Castelli/Tran fra punti in meno a loro (7.70) e punti in più a Tarasova/Morozov sale fino a 17.10 punti. Seguin/Bilodeau e Denney/Frazier non sono stati penalizzati così tanto, ma anche loro sono stati abbondantemente penalizzati. Perché Babenko continua a giudicare le gare?

Nella gara femminile il bias a favore di Serafima Sakhanovich è più basso ma, almeno nel programma libero, è comunque consistente. In questo caso non ci sono medaglie in gioco, ma questa non è una giustificazione per assegnare voti scorretti.

Al Grand Prix junior Croatia Cup 2017, vinto da Kostiukovich/Ialin, Babenko avrebbe piazzato al secondo posto Boikova/Kozlovskii e non Gao/Xie. Risultato analogo in campo maschile, pur avendo giudicato solo il libero Babenko sarebbe riuscito ad assegnare l’argento e non il bronzo a Makar Ignatov e avrebbe fatto guadagnare una posizione anche ad Artur Danielian. Da notare che avrebbe assegnato un voto più basso a sette dei primi dieci pattinatori, più alto a tre, i due russi e il georgiano, dettaglio che mi fa pensare una volta di più che le federazioni russa e georgiana siano in ottimi rapporti.

La Cup of China è stata l’esordio nel Grand Prix senior per Alina Zagitova. Zagitova ha vinto superando di poco Wakaba Higuchi, Babenko le avrebbe dato un margine un po’ più ampio, e avrebbe piazzato al secondo posto Elena Radionova, facendo scivolare Higuchi al terzo. Secondo lui i due programmi corti migliori sono stati proprio quelli di Radionova e Zagitova, la maggioranza dei giudici le ha piazzate terza e quarta, e se nel libero pure lui ha giudicato Higuchi migliore di Radionova, nella somma dei punteggi il colore delle loro medaglie sarebbe cambiato. La differenza maggiore arriva dai components, ma anche nei GOE Higuchi è stata penalizzata da Babenko.

Sorvolo su alcune gare perché, tanto per cambiare, sto dedicando fin troppo tempo a questo post, anche se qualche altra medaglia ha cambiato colore, e mi soffermo sulla gara femminile a Skate America 2018. Suppongo che al povero Babenko fosse temporaneamente andata in corto circuito la tastiera, e, indipendentemente da quel che lui schiacciava, veniva fuori un unico risultato, giusto?

Tutti gli altri giudici hanno assegnato parecchi +3, qualche +4 e pure un +5 (dal giudice giapponese Ayumi Kozuka, vero, ma nel complesso due giudici sono stati più generosi di lui, e altri giudici non si sono fermati tanto lontani), ma Babenko niente, ha iniziato con il +2 e con il +2 ha finito. Naturalmente tutti i voti dei components sono inferiori alla media. Se confrontiamo i suoi voti con quelli di Samodurova, vediamo che con la pattinatrice russa Babenko di +3 ne ha assegnati solo due, quindi non molti di più, ma anche dagli altri giudici Samodurova non ha ricevuto nessun +4 o +5. In compenso il suo protocollo è pieno di +2, escludendo i voti di Babenko sono trentuno contro gli undici di Sakamoto, e poi ci sono undici +1, quando Kaori ne ha ricevuti solo due, e il protocollo di Sofia contiene anche uno 0 (dal giudice tedesco) e un -2 (dal giudice statunitense). Quanto ai voti nei components, se è vero che anche Babenko ha assegnato voti più alti a Sakamoto, è vero pure che con la giapponese è rimasto sempre al di sotto della media, con Samodurova sempre al di sopra.

La differenza fra le due pattinatrici, che al termine del programma corto era di 6.88 punti, per Babenko sarebbe dovuta essere di soli 0.46 punti. Nel programma libero il computer di Babenko aveva ripreso a funzionare regolarmente, i suoi voti per Sakamoto hanno oscillato fra -1 e +3, comunque con lei lui è stato il più severo sia sotto l’aspetto tecnico che nel complesso, con Samodurova è stato uno dei più generosi, e la medaglia d’argento l’avrebbe fatta vincere a lei e non alla pattinatrice giapponese.

Ignoro il Campionato europeo 2019 e la prova delle coppie di artistico del Grand Prix junior di Salt Lake City, ma noto che nella gara maschile per lui l’argento avrebbe dovuto vincerlo Gleb Lutfullin, non Stephen Gogolev.

Salto qualche altra competizione e mi soffermo sul libero di Alexandra Trusova alla Rostelecom Cup 2019. Trusova ha meritato di vincere, quello che fa è incredibile, ma questo non significa che i protocolli non debbano essere guardati.

Se escludiamo le due cadute, nei GOE ha assegnato solo voti dal +3 un su, ed è stato l’unico giudice a farlo. Davvero Trusova ha messo così tanta qualità in tutti gli elementi? Ogni tanto mi metto a guardare cose strane, stavolta ho controllato il numero di GOE alti.

Da lui Trusova ha ricevuto dieci voti dal +3 in su, dagli altri giudici 39, in media è come se ciascuno di loro gliene avessi assegnati 5. Babenko gliene ha dati il doppio ma non è un problema, vero? Rispetto alla media degli altri giudici Babenko ne è rimasto al di sopra con un’altra russa, Evgenia Medvedeva, con la giapponese Satoko Miyahara (ma a lei non ha assegnato nessun +5, gli altri sì), con l’azera Ekaterina Ryabova e con la svizzera Alexia Paganini. In compenso non ha assegnato nessun +3 alla giapponese Yuhana Yokoi, e il suo doppio Axel iniziale ha ricevuto due +5 e sei +3, solo lui non lo ha reputato poi così bello, alla giapponese Yuna Shiraiwa e alla finlandese Emmi Peltonen. Di fatto lui ha abbondato con i voti alti a Trusova, il doppio rispetto agli altri, ma nel complesso ne ha dato qualcuno in meno rispetto a quanti ne hanno dati gli altri. A Trusova Babenko ha assegnato anche un -4 alla combinazione con caduta, ed è stato l’unico. Il -5 non è automatico per una caduta, se un pattinatore ottiene qualche bullet positivo per cose come ingresso creativo o ampiezza del salto, o per essere stato in sintonia con la musica (le cadute possono avvenire in vari modi, a volte manca davvero poco perché il pattinatore riesca a controllare l’atterraggio) può ricevere un -4, magari anche un -3, ma quando vedo Hanyu ricevere un -5 per uno step out, o per un atterraggio molto faticoso con una mano a terra, mi chiedo se i giudici applichino sempre allo stesso modo il regolamento per tutti i pattinatori. Non si possono confrontare giudici diversi in gare diverse? Su alcune cose i voti dovrebbero esser confrontabili, comunque Babenko ha dato un -4 ad Alexia Paganini per un triplo Salchow con step out e mano a terra, negli altri voti ci sono tre -5 (uno da Elizabeth Binder, lei la dovrò guardare con attenzione perché dal suo modo di votare emerge un altro tipo di problema, ma davvero mi serve tempo), quattro -4 (ma dati da giudici che a Trusova hanno dato -5, quindi per loro esiste una differenza fra i due errori) e anche un -3.

All’NHK Trophy, con Sui/Han troppo superiori rispetto agli altri, Babenko avrebbe dato l’argento non a Moore-Towers/Marinaro ma a Mishina/Galliamov. Il programma corto:

Bello quel -3 sul twist che non ha riscontro nei voti degli altri giudici, mi piacerebbe sapere quale sia stato il problema. A proposito di problemi, sembra che Babenko ne abbia con il suo computer, ogni tanto si blocca sul +2 e quando succede non c’è verso di avere altri voti, almeno fino alla fine di quel programma. Il giudice statunitense è Doug Williams, in genere non ha un bias altissimo, ma in questa gara è arrivato a 8.19 punti, non male. E in passato è stato sospeso, mi piacerebbe sapere il perché. Quanto al canadese, si tratta di Deborah Islam, e se pure lei in genere ha un bias più basso, in questa gara si è spinta fino a 8.91. Fra il giudice russo, quello canadese e quello statunitense è stata una bella lotta, mentre gli altri tre giudici che avevano connazionali in gara, il cinese, l’italiano e il giapponese, hanno avuto un bias negativo, hanno cioè penalizzato i connazionali, compreso fra 5.34 e 5.35. Davvero una gara spaccata in due. Questo è il libero:

La classifica:

In effetti il cambiamento è piccolo, non vale neppure la pena parlarne…

Nella gara femminile dell’NHK Trophy non sarebbe cambiato nulla, così come al Campionato del mondo junior, dove Babenko è rimasto quasi perfettamente allineato ai voti degli altri, perciò per il momento mi fermo qui.

This entry was posted in pattinaggio and tagged . Bookmark the permalink.

3 Responses to National bias: Russia/1. Da Maira Abasova a Sviatoslav Babenko

  1. Pingback: World Championship 2021: Judges in the Men’s Short Program. The components | sportlandia

  2. Pingback: Sportlandiaより「世界選手権2021:男子ショートプログラムのPCS」 | 惑星ハニューにようこそ

  3. Pingback: Sportlandiaより「ディック・バトン著:Push Dick’s Button/2」 | 惑星ハニューにようこそ

Leave a Reply