Marta Olozagarre (ESP)
La spagnola Marta Olozagarre mi sorprende. In 8 delle 13 gare che ha giudicato ha avuto un bias eccessivo, al punto che se fosse stato per me non avrebbe mai giudicato nei Giochi olimpici. Però a PyeongChang ha assegnato i voti in modo corretto. Magari prima o poi la guarderò da vicino, alcune sue gare sembrano decisamente strane, ma per ora passo oltre.
Christine Hurth (FRA)
Rapida menzione anche per la francese Christine Hurth, sempre assolutamente corretta. Se qualcuno dice che è normale che i giudici assegnino voti più alti ai loro connazionali, qui c’è la prova che è possibile valutare tutti senza lasciarsi influenzare dalla partigianeria. Del resto, a voi sembrerebbe normale se un insegnante vi dicesse “sì, vostro figlio è stato il più bravo, ma ho assegnato un voto più alto a un altro alunno perché è figlio di mio cugino”? Hurth non lo fa, possono comportarsi allo stesso modo pure gli altri.
Anthony Leroy (FRA)
Con una sola eccezione, Anthony Leroy è sempre stato piuttosto corretto nelle nove gare preolimpiche che ha giudicato. I Giochi olimpici però devono aver destato i suoi sentimenti patriottici, perché in due programmi corti del team event ha avuto un bias molto alto. Bias oltretutto inutile, la Francia si è piazzata decima su dieci partecipanti, pure con il suo aiuto non sarebbe andata più in su dell’ottavo posto, quindi non avrebbe disputato la seconda parte della gara. Perché assegnare voti scorretti quando non sarebbe cambiato nulla? Possiamo immaginare che si sia comportato così senza rendersene conto? In questo caso un bel seminario di formazione per giudici, o magari anche più di uno, non gli farebbe male. Un seminario non tanto sulla tecnica, quanto sulla psicologia del giudicare. Nella gara delle coppie di artistico il suo bias è stato più basso, ma avrebbe avuto un effetto maggiore. Vanessa James/Morgan Cipres, che nella realtà hanno eseguito il sesto programma corto, per lui avrebbero meritato la terza posizione, e per quanto ai Giochi olimpici le small medal non vengono assegnate, per la coppia sarebbe comunque stata una bella soddisfazione. Nel libero Morgan/Cipres avrebbero eseguito il quarto programma invece del quinto, la classifica finale, quinto posto, non sarebbe cambiata.
Elisabeth Louesdon (FRA)
La francese Elisabeth Louesdon ha avuto un bias altissimo nelle prime due gare che ha giudicato ed è stata corretta nelle altre due. Nel solo programma che ha giudicato ai Giochi olimpici, il libero della prova femminile, non ha superato il limite del 6.00 punti che ho già indicato per un bias sospetto, ma non ne è rimasta molto al di sotto, sarebbe da riguardare con attenzione. Per lei Mae Berenice Meite non ha eseguito il diciottesimo programma ma il quindicesimo.
Philippe Meriguet (FRA)
L’ultimo francese, Philippe Meriguet, si presenta male fin dall’inizio. Due sole gare giudicate non sono tantissime, ma il suo bias è davvero notevole. A PyeongChang ha giudicato solo il programma corto maschile, fosse stato per lui (e solo per lui) al libero si sarebbe qualificato il francese Chafik Besseghier, non l’italiano Matteo Rizzo. Per me è da sospensione, senza se e senza ma, con divieto di giudicare nei prossimi Giochi olimpici.
Kersten Kimminus GER)
La tedesca Kersten Kimminus ha giudicato quattro gare. In un programma corto ha avuto un bias alto, ma nel libero è tornata su valori corretti. Lei sembra uno di quei giudici su cui si può fare affidamento.
Elke Treitz (GER)
Un’altra tedesca, Elke Treitz, è tornata più volte nei miei commenti, e quel che ho visto non è bello. Prima o poi dovrò riunire tutto in un unico post, per ora quel che ho scritto è sparpagliato in testi diversi ed è difficile farsi un’idea precisa della situazione, ma l’elenco che ho postato qui sopra parla da solo. Undici gare in cui ha giudicato suoi connazionali, otto dal bias sicuramente troppo alto, le altre sospette e da riguardare con attenzione. Perché Treitz ha giudicato i Giochi olimpici? Non avrebbe dovuto essere ammessa, non con il suo modo di assegnare i voti.
Nel Team event la Germania si è classificata settima con 16 punti. Secondo Treitz Aljona Savchenko/Bruno Massot avrebbero eseguito il secondo programma corto, non il terzo, mentre Xiaoyu Yu/Hao Zhang avrebbero eseguito il sesto programma, non il quinto. Le altre modifiche non sono rilevanti per la squadra tedesca. Nicole Schott avrebbe eseguito il settimo programma corto, non l’ottavo, scavalcando proprio la pattinatrice cinese Xiangning Li. Come conseguenza di questi diversi piazzamenti la squadra cinese, che si è classificata sesta con 18 punti, sarebbe scesa al settimo posto con 16 punti, mentre la squadra tedesca, che si è classificata settima con 16 punti, sarebbe salita al sesto posto con 18 punti. Per il libero si classificavano le prime cinque squadre, Treitz avrebbe fatto conquistare al Giappone 25 punti, non 26, ma il distacco fra le due squadre era comunque troppo grande per essere colmato. Treitz avrebbe lievemente modificato la classifica, ma il libero sarebbe comunque stato disputato dalle cinque squadre che lo hanno effettivamente disputato.
Nella gara delle coppie il suo bias è stato più alto di 29 centesimi, non tanto, ma per Treitz Savchenko/Massot avrebbero guadagnato due posizioni, salendo dal quarto al secondo posto. Guardo solo la coppia cinese Wenjing Sui/Cong Han e Savchenko/Massot.
Treitz è stata uno di giudici più severi con Sui/Han dal punto di vista tecnico, ma soprattutto è stata severa nei components. Voti inferiori a 9.00 in ben tre voci? È stata l’unica a ritenere la coppia cinese così poco convincente, tutti gli altri giudici hanno assegnato come minimo il 9.00, la maggior parte di loro non è scesa sotto il 9.25. Il pannello di giuria ha ritenuto Sui/Han i migliori sotto l’aspetto components, per Treitz sono stati solo i sesti, preceduti da Savchenko/Massot, Tarasova/Morozov, Duhamel/Radford, Marchei/Hotarek e James/Cipres. Passando a Savchenko/Massot, sia sul doppio Salchow che sul triplo flip lanciato ha assegnato tutti i bullet positivi e applicato le deduzioni minime. Volendo ci può anche stare, ma davvero i tedeschi meritavano sempre tutti i bullet positivi e i cinesi no? E nei components la differenza fra le due coppie è notevole. Treitz è un altro giudice che non dovrebbe più giudicare gare internazionali.
Katalin Balczo (HUN)
L’ungherese Katalin Balczo si è comportata in modo corretto nelle due gare internazionali che ha giudicato prima dei Giochi olimpici, ha avuto un bias troppo alto nel programma corto della gara femminile. Per lei Ivett Toth avrebbe meritato il sedicesimo posto, non il ventitreesimo. Come già visto con altri giudici, l’importanza della gara fa aumentare i sentimenti patriottici.
Anna Kantor (ISR)
L’israeliana Anna Kantor ha avuto bias altissimi in tre occasioni, con il picco raggiunto nella gara più importante, il Campionato del mondo, basso o accettabile in altre quattro occasioni. Il suo bias è stato alto tre delle quattro volte che ha giudicato la competizione maschile, evidentemente il suo sostegno va soprattutto agli uomini. Sarà un caso che l’unica medaglia israeliana a livello europeo sia arrivata da un uomo? Nel 2016 Oleksii Bychenko ha vinto l’argento europeo, nelle due stagioni successive ha vinto due bronzi in gare di Grand Prix, credo le uniche medaglie vinte in competizioni internazionali di primo livello da un pattinatore israeliano dopo il ritiro di Galit Chait/Sergei Sakhnovski nel 2006. Con una propensione al bias in campo maschile, Kantor ha giudicato i programmi corti della gara femminile e di quella di coppia nel Team event, ed è stata corretta, e quello della gara di coppia, e in questo caso il patriottismo si è fatto sentire. Per Kantor la coppia Paige Conners/Evgeni Krasnopolski, che si è classificata diciannovesima, avrebbe dovuto essere sedicesima, quindi sarebbe stata l’ultima delle coppie ammesse al programma libero. È esattamente quel che ha fatto Philippe Meriguet con Besseghier e Rizzo, ed è una bella differenza. A fare le spese del patriottismo di Kantor sarebbe stata la coppia ceca Anna Duskova/Martin Bidar, autori del quindicesimo programma corto. Non sarebbe il caso di mettere un veto sulla presenza di Kantor all’Olimpiade?
Noto un’altra cosa. Conners è nata a Pittsford, negli Stati Uniti, Krasnopolski a Kiev, in Ucraina, e se passaggi di nazionalità come questo sono consentiti, basti pensare a Savchenko/Massot, cose così mi fanno chiedere se non possa esserci del bias anche con i giudici delle nazioni di provenienza, in fondo spesso si tratta di pattinatori che i giudici hanno visto crescere. Non in questo caso, non c’erano né il giudice statunitense né quello ucraino, ma situazioni di questo tipo possono rendere i controlli più complicati.
Albert Zaydman (ISR)
L’israeliano Albert Zaydman è un giudice molto attivo, prima dei Giochi olimpici ha giudicato suoi connazionali in nove competizioni diverse, Campionato europeo e Campionato del mondo compresi. Nella maggior parte dei casi il suo bias è molto alto, con precedenti così non avrebbe dovuto poter giudicare alle Olimpiadi. Peccato che né l’ISU né il CIO (IOC in inglese) abbiano pensato di mettere paletti, di vietare la presenza a quei giudici che in precedenza si erano dimostrati poco affidabili. Secondo me non hanno neppure controllato per vedere se qualcuno era poco affidabile, ma magari mi sbaglio. In futuro però vorrei che un controllo di questo tipo ci fisse, che fosse impedito ai giudici dal bias troppo alto di giudicare ai prossimi Giochi olimpici. Non sanno chi sono? Non c’è problema, numeri alla mano sono pronta a dirglielo io. I calcoli li ho già iniziati, mi serve solo un po’ di tempo per spiegare tutto, ma possono stare tranquilli sul fatto che io intenda scrivere chiaramente (e con i numeri a sostenere le mie affermazioni) i nomi di tutti quei giudici che sono più interessati a far vincere i loro compatrioti che a calarsi nello spirito olimpico di lealtà e correttezza sportiva.
Nei due programmi corti del Team event da lui valutati, Zaydman è stato generoso nei voti assegnati ai connazionali ma a livello di classifica non sarebbe cambiato nulla, nella Rhythm dance il bias è stato accettabile e, anche in questo caso, non avrebbe influenzato il risultato. Solo nel libero della gara maschile, con un bias quasi al limite e da guardare con attenzione, avrebbe fatto guadagnare quattro posizioni nel segmento di gara a Daniel Samohin e una a Alexei Bychenko. Per quanto riguarda la classifica totale stavolta faccio la pigra e non faccio le somme.
Walter Toigo (ITA)
L’italiano Walter Toigo ha giudicato connazionali in poche occasioni prima di PyeongChang, ma considerando che alcuni anni fa è stato sospeso dall’ISU io lo guardo con una certa diffidenza. Devo davvero trovare il tempo per parlare di questo tipo di atteggiamento, ma se uno sbircia i voti dei suoi colleghi penso che siano possibili due ipotesi. Potrebbe essersi accordato con uno specifico giudice per votare come lui, cosa che funzionerebbe solo se lui e quel giudice fossero seduti accanto e se lui guardasse solo ai voti di quel giudice. Invece il documento dell’ISU specifica chiaramente che Toigo guardava a destra e a sinistra, quindi ai voti di entrambi. Con la prima ipotesi che sembra decadere, acquista maggior consistenza la seconda, che Toigo non avesse idea di come votare e che guardasse i voti degli altri per restare in linea con loro. Esistono altre possibilità? A me non ne vengono in mente, ma sono aperta a eventuali altre ipotesi. Magari negli anni ha studiato, si è preparato bene e ora sa come assegnare i voti corretti, ma siamo sicuri di volere che con i suoi precedenti giudichi i Giochi olimpici? E a proposito di precedenti, in due gare su tre ha avuto un bias molto alto. A PyeongChang ha giudicato solo il programma corto delle coppie di artistico. Con Valentina Marchei/Hondrej Hotarek è rimasto sostanzialmente in linea con i voti degli altri giudici, settimi per lui e nella realtà, quindi con loro non c’è nulla da dire, le mie perplessità sono altre. Vanessa James/ Morgan Cipres hanno eseguito il sesto programma corto, ma per Toigo sono stati i noni. Avrà avuto una qualche rilevanza, nelle valutazioni di Toigo, che dal 2015, in tre stagioni su quattro, la coppia francese e le due coppie italiane al Campionato europeo hanno lottato per i piazzamenti compresi fra la quarta e la sesta posizione? Quanto a Nicole Della Monica/Matteo Guarise, se per la giuria hanno eseguito il nono programma corto, per Toigo avrebbero meritato il quinto posto.
Potrei sbagliarmi, ma a me sembrano voti quanto meno curiosi. E c’è un’altra coppia che ha ricevuto voti curiosi. Stavolta il national bias non c’entra nulla. Vi ricordate di quando ho spiegato come i giudici si facciano influenzare da circostanze esterne, tipo le aspettative, le polemiche, o i voti ottenuti di recente? Ecco, proviamo a immaginare una coppia che ha appena vinto una medaglia al Campionato europeo, magari un bronzo, con la coppia che ha vinto l’argento che non è presente alla gara perché il CIO ha detto chiaramente che la loro presenza non era gradita. Che aspettative ci sono su questa coppia? Questi sono i voti che ciascun giudice ha assegnato a Natalia Zabiiako/Alexander Enbert:
Magari sono io che lavoro di fantasia, ma mi domando se Toigo non abbia assegnato voti alti perché, non essendo ben sicuro di cosa effettivamente meritassero i pattinatori, abbia fatto prevalere sulla prestazione del giorno la considerazione che si trattava di una coppia forte.
Walter Zuccaro (ITA)
Sull’italiano Walter Zuccaro non mi soffermo. Due sole gare valutate prima dei Giochi olimpici, con un solo punteggio sospetto, un unico segmento di gara valutato a PyeongChang, con valori corretti.
Ayumi Kozuka (JPN)
La Giapponese Ayumi Kozuka ha valutato cinque gare. Nella prima, nel programma corto, ha avuto un bias eccessivo, ma nel libero lo ha avuto negativo. Quando vedo situazioni di questo tipo mi domando se sia un caso o se il giudice, consapevole di aver valutato male la prima parte di gara, non provi a riequilibrare un po’ le cose con la seconda. È solo un’ipotesi, solo i giudici potrebbero dirci se è vero oppure no, al di là del fatto che in quell’occasione, con la lotta per le medaglie che si è svolta fra due giapponesi, Yuzuru Hanyu e Shoma Uno, e un canadese, Patrick Chan, uno spagnolo, Javier Fernandez, e uno statunitense, Nathan Chen, e un pannello di giuria che oltre al giudice giapponese comprendeva il giudice canadese (Beth Crane), il giudice spagnolo (Marta Olozagarre) e il giudice statunitense (Lorrie Parker), il giudice giapponese potrebbe aver avuto un bias alto, ma potrebbero essere stati gli altri a tenere bassi i loro voti, con la conseguenza che voti corretti del giudice giapponese sembrano voti troppo alti. Prima o poi dovrò riguardare la gara. I voti di Kozuka sembrano per lo più corretti, anche se prima o poi riguarderà la finale di Grand Prix del 2016, e forse sarebbe da riguardare anche la prova femminile di Skate Canada 2017.
Nel programma corto della gara femminile, l’unico programma che ha giudicato ai Giochi olimpici, il bias di Kozuka è alto, ma se si va a controllare si scopre che fra le prime della classifica l’unica con cui è stata severa è Evgenia Medvedeva, e fra i voti più bassi a Medvedeva e quelli più alti a Satoko Miyahara, Kozuka avrebbe fatto salire la giapponese dal quarto al terzo posto e scendere la russa dal secondo al quarto, ma con Kaetlyn Osmond, autrice del terzo programma, Kozuka è stata la più generosa. Se avesse avuto intenzione di favorire la connazionale, perché penalizzare Medvedva e non Osmond? Non dimentichiamo che Osmond era la vicecampionessa del mondo in carica, perciò si sapeva che era una rivale importante, e voti deliberatamente più bassi a lei sarebbero stati meno evidenti di voti bassi a Medvedeva. Quanto alla seconda giapponese, Kaori Sakamoto avrebbe mantenuto il quinto posto, con il vantaggio su Carolina Kostner che sarebbe aumentato e quello su Gabrielle Daleman (bronzo all’ultimo Campionato del mondo, quindi sulla carta anche lei andava considerata una rivale importante, anche se con un libero disastroso avrebbe perso parecchie posizioni) che sarebbe lievemente diminuito. La sua severità Kozuka l’ha riservata quasi esclusivamente alla pattinatrici che hanno chiuso la classifica e che non potevano essere considerate dirette rivali delle giapponesi.
In questo caso propendo per voti assegnati con onestà, anche se non sempre in linea con quelli degli altri giudici.
Kaoru Takino (JPN)
Kaoru Takino ha giudicato una sola volta una coppia giapponese, e il suo bias tendeva all’alto. Mi domando se non ci fosse un altro giudice da inviare ai Giochi olimpici. Nel Team event ha dato voti più alti a quasi tutti i danzatori, con la generosità maggiore riservata alla coppia giapponese Kana Muramoto/Chris Reed, soprattutto nella danza libera. Considerando che i distacchi erano tali per cui i giapponesi avrebbero comunque mantenuto il loro quinto posto, mi domando perché. Oltretutto Takino avrebbe assegnato il terzo posto, e non il quarto, ad Anna Cappellini/Luca Lanotte, da lei preferiti a Ekaterina Bobrova/Dmitri Soloviev, dettaglio che fa pensare che non si sia stato national bias a influenzarla, perché l’Italia era rivale diretta del Giappone per il quarto posto, mentre la Russia lottava con il Canada per il primo. Nella gara di danza il bias di Takino si è abbassato, ma in questo caso, almeno nella danza libera, avrebbe fatto guadagnare tre posizioni a Muramoto/Reed. Nel complesso non mi convince del tutto, sarebbe da controllare con attenzione, ma molti giudici votano in modo molto più strano, perciò nei controlli darei la precedenza ad altri.
Sakae Yamamoto (JPN)
Sakae Yamamoto ha avuto solo una gara dal bias altissimo, la prima che ha giudicato, quindi si è spostata su valori normali. Una gara è certamente sospetta e andrebbe riguardata, la finale di Grand Prix junior del 2017, un’altra ha valori un po’ troppo alti, ma a un rapido sguardo nella gara femminile del Campionato del mondo 2017, soprattutto nel libero, Yamamoto è stata severa praticamente con tutte. L’unica che ha ricevuto voti davvero bassi è stata Evgenia Medvedeva, ma in quel momento Medvedeva era talmente superiore alla concorrenza che anche per Yamamoto ha mantenuto il primo posto. Dopo essersi presentata ai Giochi olimpici con alle spalle gare in cui è stata corretta, a PyeongChang ha mantenuto la stessa correttezza. A guardare i numeri, è uno di quei giudici che dovrebbe giudicare più gare.
Yuriy Guskov (KAZ)
Il kazako Yuriy Guskov, al contrario, ai Giochi olimpici non ci sarebbe dovuto andare. Nove gare giudicate, cinque dal bias troppo alto, altre due sospette, quindi Guskov va alle Olimpiadi e giudica in modo corretto. Una rarità, di solito ai Giochi olimpici il bias aumenta, invece lui nel valutare la prova di Elizabeth Tursynbaeva è stato in linea con gli altri giudici. Vedremo come sarà il suo bias (e quello degli altri giudici) quando farò la media delle ultime quattro stagioni.
Mi fermo di nuovo, gli altri giudici arriveranno nei prossimi giorni.







