Giudici olimpici e national bias. Giudici all’opera a PyeongChang/3. Da Koh Sung-Hee (KOR) a Tanay Ozkan Silaoglu (TUR)

I’ve started to write this post before the National Championship, the third in series (here are the first and the second, but I’ve also published two preliminary posts here and here) in which I’ve controlled the PyeongChang judges. It was possible, before the Olympic Games, know which judge is biased? Not with the accuacy can we have now, at that time it was possible to make stats only for a season and half, now it’s possible to make stats for four season. Even so, even with fewer data, some of the judges can be identified as biased well before the Olympic Games. I’ve made the stats. My previous posts are in Italian, and also this is in Italian. I’ve written a large part of it before starting to write in English and to write something like this in English for me is demanding. Notwithstanding this, perhaps someone can find the numbers interesting.

Terza tappa del mio rapido controllo sui giudici di PyeongChang. Rapido perché mi piacerebbe guardarli tutti, gara per gara, e invece mi soffermo su pochi episodi, perché per analisi davvero dettagliate servirebbe più tempo di quello che ho.

Sung-Hee Koh (KOR)

Il coreano Sung-Hee Koh ha giudicato connazionali in quattro gare prima dei Giochi olimpici. In una ha avuto un bias enorme in entrambi i segmenti di gara. Jun-hwan Cha si è classificato quinto dopo aver eseguito il secondo programma corto e il sesto libero. Vediamo se indovinate chi è Koh anche se io non lo indico.

Giusto per capirci, se Cha ha ottenuto 160.11 punti, secondo Koh ne avrebbe meritati 173.19. Con i suoi voti Cha avrebbe eseguito il miglior programma corto, il secondo libero, e avrebbe vinto l’argento. Naturalmente Koh è il giudice numero sette. Nelle altre tre gare Koh è stato corretto. Nella gara femminile dei Giochi olimpici ha avuto un bias alto nel programma corto, accettabile nel libero. Da rivedere, ma dopo tanti altri giudici che hanno  assegnato voti più strani dei suoi.

Agita Abele (LAT)

Il giudice lettone Agita Abele è nella mia lista dei giudici da rivedere da un po’, e non per national bias, ma ancora non ho trovato il tempo per lui. Nove gare, quindi un giudice molto presente, due gare dal bias troppo alto, una dal bias sospetto, le altre sembrano corrette. Nella prova olimpica è stato fin troppo severo nella gara maschile, con Deniss Vasjlievs ha un bias negativo, ma in quella femminile sembra essersi dato da fare nel sostenere Diana Nikitina.

Come spesso succede, la differenza maggiore arriva dai components, perché sono l’aspetto del punteggio in cui è più difficile provare che i voti siano stati assegnati con la fantasia e non guardando ciò che gli atleti hanno effettivamente fatto sul ghiaccio. Noto un dettaglio: il giudice statunitense Deveny Deck ha assegnato a Nikitina 27.60 punti, Abele solo 26.40. Però per Deck Nikitina è stata la ventiquattresima pattinatrice dal punto di vista dei components, per Abele la quindicesima. Questo significa che Abele ha criteri di giudizio molto più stretti rispetto a Deck. È corretto? Io vorrei che ci fosse meno soggettività, e che l’ISU enfatizzasse l’importanza di giudizi basati su criteri oggettivi, altrimenti cose come i primati mondiali, olimpici, nazionali o personali sono solo parole dette a caso, senza alcun valore, ma fino a quando un giudice mantiene lo stesso metro di giudizio con tutti i pattinatori si può accettare una certa soggettività di giudizio. Peccato che la soggettività di giudizio spesso per i giudici si modifichi da pattinatore a pattinatore, e sfumi nel favoritismo. In questo caso Abele non ha usato lo stesso metro di giudizio con tutti. Nikitina si è classificata ventiseiesima e non ha disputato il libero, per lui avrebbe dovuto essere ventiduesima e partecipare anche alla seconda parte della gara. L’unico altro giudice che avrebbe fatto avanzare Nikitina è la russa Elena Fomina, e dei voti di Fomina mi fido poco. Anche Abele mi convince poco, è da rivedere.

Malgorzata Sobkow (POL)

Non c’è nessun bisogno di rivedere, invece, il giudice polacco Malgorzata Sobkow. Sei gare, quattro in cui ha avuto un bias certamente troppo alto, due al limite, perché non le è stato vietato di giudicare i Giochi olimpici? A PyeongChang ha giudicato la sola danza libera, per lei Natalia Kaliszek/Maksym Spodyriev avrebbero eseguito il dodicesimo programma, non il quindicesimo. Non una differenza clamorosa, in realtà questa è la gara in cui Sobkow ha giudicato in modo più corretto, anche se poi ha continuato con i giudizi fantasiosi. Giusto per capirci, questo è un esempio dei controlli che ho fatto.

Lo screenshot riguarda solo 37 righe di un file che di righe ne comprende 4621. Sono tutte le gare (Challenger Series, Grand Prix, sia junior che senior, campionato continentale, Campionato del mondo, World Team Trophy, Giochi olimpici) in cui un giudice ha giudicato un suo connazionale nelle ultime quattro stagioni, dalla 2016-2017 alla 2019-2020, in tutte e quattro le discipline. Prima ci sono i dati relativi al bias di ogni singola gara con tutti i dettagli, poi, nei rettangoli alti tre righe, ci sono i riassunti per ogni giudice, con l’indicazione di quanti programmi ha giudicato (per ogni segmento di gara) e del suo bias medio. Nel caso di Sobkow ho evidenziato la competizione olimpica proprio per questo screenshot per sottolineare come, anche se ai Giochi olimpici non ha avuto un bias elevato, il suo attaccamento alla patria si sia fatto sentire con forza sia prima che dopo le Olimpiadi. Con questo modo di votare, secondo me a Sobkow dovrebbe essere impedito di giudicare i prossima Giochi olimpici (e anche una qualsiasi gara internazionale. CIO e ISU, siete in ascolto?). Non che io ce l’abbia con Sobkow in particolare, a me non piace quest’atteggiamento e mi è capitato di soffermarmi su di lei per spiegare il lavoro che sto facendo. A breve conto di pubblicare i dati di tutti i giudici, in modo da capire quali sono quelli che non si comportano in modo corretto. E non è un elenco che pubblicherò solo perché non so come trascorrere il mio tempo libero. Vorrei che l’elenco fosse preso sul serio, quanto meno dal CIO (Comitato Olimpico Internazionale, IOC in inglese). Qualcuno è disposto a unirsi a me nel chiedere il veto alla presenza dei giudici dal bias più alto?

Maira Abasova (RUS)

Due soli giudici in questo screenshot, anche perché hanno giudicato davvero tante gare, 19 Maira Abasova, 17 Elena Fomina. Di alcune delle gare giudicate da Abasova ho già parlato qui. E dopo aver scritto quel post mi sono imbattuta in un articolo che analizzata i voti di Abasova (e quelli di Alexandre Gorojdanov) in una gara che è stata determinante nella designazione della coppia di danza spagnola per i Giochi olimpici. In questo caso si parla di un giudice bielorusso e di un giudice russo che hanno preferito una coppia spagnola a un’altra coppia spagnola, l’analisi del national bias non è sufficiente per trovare tutti i giudici che potrebbero aver assegnato voti in base a considerazioni diverse rispetto alla semplice valutazione di quanto è stato fatto in pista dai pattinatori. Questo non significa che un’analisi di questo tipo non vada fatta, eliminare alcuni giudici scorretti è sempre meglio che non eliminarne nessuno, ma bisognerebbe davvero guardare di tutto facendo anche controlli incrociati. E secondo me bisognerebbe anche filmare i giudici, una telecamera per giudice, trasmettendo in diretta il loro comportamento (con eventuali sbirciatine ai voti assegnati dagli altri, o con eventuali scambi di segnali fra loro) e poi lasciare il filmato disponibile gratuitamente in eterno sui canali dell’ISU, in modo che tutti coloro che lo vogliano possano verificare di persona il comportamento dei giudici. Una cosa così non impedirebbe intrallazzi dietro le quinte, ma renderebbe la vita più difficile ai giudici incompetenti o disonesti.

Ok, torniamo ad Abasova. In cinque gare ha avuto un bias molto elevato, e se una o due volte può capitare perché si è trattato di una gara particolare, in cui magari è stata la maggior parte della giuria a sbagliare – cose possibile ma da verificare – quando capita più volte significa che è il caso di controllare con attenzione il comportamento di quel giudice. In altre sei occasioni il bias è sospetto. Con questi precedenti Abasova ha giudicato la gara di danza ai Giochi olimpici. Guardando solo i numeri, il suo comportamento sembra corretto. In genere con numeri così bassi passo oltre, ma il suo comportamento nell’anno e mezzo precedente è stato tale da indurmi a non fidarmi completamente di lei, e un articolo, di cui ho piazzato il link più in basso, mi ha messo una pulce nell’orecchio. Come conseguenza dei miei dubbi, ho voluto ugualmente guardare il dettaglio.

Una coppia esce dallo screenshot, ma con gli israeliani Tankova/Zilberberg Abasova non si è discostata di molto dai voti degli altri giudici e non me ne preoccupo. Ho evidenziato le coppie che lottavano per una medaglia, tutte già capaci di salire almeno una volta sul podio mondiale (in realtà Madison Hubbell/Zachary Donohue avrebbero vinto la prima delle loro medaglie mondiali, un argento, un mese più tardi, ma con la short dance che hanno eseguito erano pienamente in lotta per una medaglia olimpica). La lotta per l’oro si è svolta fra Tessa Virtue/Scott Moir e Gabriella Papadakis/Guillaume Cizeron, ed era dal ritorno in pista della coppia canadese nella stagione 2016-2017 che avevamo capito tutti che la lotta sarebbe stata questa. Gli altri, sei coppie, hanno pattinato cercando di conquistare l’unica medaglia abbordabile, il bronzo. Questo significa che, qualunque voto Abasova avrebbe assegnato ai canadesi o ai francesi, non sarebbe stato rilevante per il piazzamento della coppia russa. Vediamo il comportamento di Abasova coppia per coppia.

Guardiamo prima la tabella in alto. L’ordine con cui ho scritto le coppie è quello della classifica finale, le classifiche dei due segmenti di gara le potete vedere nello screehsot precedente. Nella Short Dance Abasova è stata più severa rispetto all’intero pannello di giuria con tutti tranne che con Papadakis/Cizeron e con Bobrova/Soloviev. Il bias totale però risulta basso, 1.37 punti, come ho indicato più in su, perché Abasova ha assegnato voti più alti rispetto agli altri giudici a 13 delle 16 coppie che si trovano nelle posizioni comprese fra la nona e la ventiquattresima. Anche questi voti entrano nella media totale per il bias, pure se non hanno la minima rilevanza per l’assegnazione della medaglia, e questo è uno dei motivi per cui dico che bisognerebbe sempre guardare con attenzione tutte le gare. I distacchi fra le coppie più importanti sono contenuti, fra la terza posizione di Hubbell/Donohue e l’ottava di Weaver/Poje ci sono solo 3.42 punti. Con distacchi così piccoli basta poco per ottenere effetti notevoli, come la coppia Bobrova/Soloviev che secondo Abasova ha eseguito il terzo programma e non il sesto. Se guardiamo la tabella in basso vediamo che 3.15 punti in meno a Hubbel/Donohue, uniti a 1.53 punti in più a Bobrova/Soloviev, fanno una differenza di 4.68 punti in favore della coppia russa, questo quando abbiamo visto che un bias superiore ai 3.00 punti è scorretto. Con Shibutani/Shibutani il bias nella Short Dance è di 2.86 punti, con Cappellini/Lanotte di 3.80 punti.

Nella Free Dance Abasova ha assegnato a quasi tutti voti più alti, ma non è stata generosa con tutti allo stesso modo. Chi ha beneficiato di più della sua generosità è stata la coppia slovacca Mysliveckova/Csolley, autrice della ventesima danza libera, seguita dalla coppia Agafonova/Ucar, autrice della diciottesima danza libera, e da Bobrova/Soloviev, che per lei hanno eseguito la terza danza libera. Nessuna delle altre coppie che ha eseguito una delle prime nove danze libere ha ricevuto un aiuto consistente, mentre tre coppie che si sono piazzate dal decimo posto in giù sì. Sarà un caso?

Tornando alle coppie migliori, Chock/Bates hanno sbagliato e con due punti di penalità per una caduta e con una trottola andata a zero si sono eliminati da soli dalle zone alte della classifica. Gli altri hanno eseguito buoni programmi, con i fratelli Shibutani che sono riusciti a conquistare la medaglia di bronzo con 4.90 punti di vantaggio su Hubbell/Donohue e 5.67 su Bobrova/Soloviev. Non per Abasova, che rimanendo in linea con i voti degli altri per i fratelli Shibutani, penalizzando Hubbell/Donohue e mostrandosi generosa con Bobrova/Soloviev avrebbe assegnato il bronzo alla coppia russa. Il bias nella somma dei due segmenti di gara di Abasova a favore di Bobrova/Soloviev è stato di 6.87 punti se sommiamo il valore della sua generosità con i russi con quello che non ha assegnato a Shibutani/Shibutani, di 7.37 con Hubbell/Donohue e di 9.09 con Cappellini/Lanotte (che, non dimentichiamolo, hanno concluso la gara dietro ai russi, ma nel primo segmento di gara gli erano davanti). Sono corretti i voti di Abasova? A guardare il bias, 0.86 punti nella free dance, 2.23 nel totale, sembrerebbe di sì, ma io ho i miei dubbi. E il fatto che Abasova sia un giudice esperto, che certamente conosce ogni aspetto del regolamento, non fa che aumentare i miei dubbi.

Ultimo dettaglio. Per Abasova l’oro avrebbero dovuto vincerlo Papadakis/Cizeron, non Virtue/Moir. Nell’occasione i francesi non hanno aiutato i russi, non c’è uno scambio di favori, ma ogni volta che queste due nazioni per qualche motivo vengono accostate nella mia mente passano brutti ricordi. Sarò io che sono impressionabile.

Elena Fomina (RUS)

Anche di Elena Fomina ho già parlato. Dalla tabella che ho pubblicato in questo post è evidente che dopo i Giochi olimpici ha avuto quasi sempre un bias alto. Prima, quando la sua federazione doveva decidere chi inviare a PyeongChang, aveva avuto un bias troppo alto in cinque gare su diciassette, sospetto in altre sei, e questo senza considerare che è possibile aiutare uno specifico pattinatore pur mantenendo un valore di bias totale basso. Visto che ho già analizzato Fomina nel post di cui ho inserito il link, evito di rifarlo ora, mi limito a dire che non vorrei neppure lei a giudicare le Olimpiadi.

Olga Kozhemyakina (RUS)

La russa Olga Kozhemyakina – così come Maira Abasova ed Elena Fomina – era stata citata in un articolo di BuzzFeed come giudice che ha la tendenza a votare in favore dei suoi connazionali. Alla fine della mia carrellata dovrò rivedere chi è stato citato in quell’articolo e confrontare quell’elenco con le mie valutazioni. 22 gare, 9 dal bias troppo alto, 8 dal bias sospetto, i russi non avevano altri giudici da inviare a PyeongChang? Abasova e Fomina escluse, naturalmente, anche se loro non sono le uniche che mi convincono davvero poco.

Sorvolo sulle prime gare. Nel solo libero delle coppie all’Internationaux de France 2016 il bias di Kozhemyakina è superiore rispetto a quello ammissibile per l’intera gara, ma questo non ha fatto suonare nessun segnale d’allarme nella testa di chi dovrebbe vigilare sulla correttezza delle gare. Del resto abbiamo visto tanti altri giudici assegnare voti a questo modo, perché ci dovremmo allarmare? Kozhemyakina ha aiutato entrambe le coppie russe, Tarasova/Morozov e soprattutto Zabiiako/Enbert, ma è stata particolarmente fantasiosa nel valutare i programmi dei loro diretti avversari, Savchenko/Massot e James/Cipres.

Ho evidenziato solo i voti che Kozhemyakina è stata l’unica ad assegnare, noto comunque che nei components è sempre stata al di sotto della media.

Anche in questo caso ho evidenziato i voti più originali, con la conferma dei voti nei components bassi, ma qui è notevole anche la tendenza ad assegnare il voto più basso in caso di dubbio. Con Tarasova/Morozov non ha mai assegnato voti più bassi rispetto a tutti gli altri giudici, e in due delle voci dei components è stata al di sopra della media. Neppure Zabiiako/Enbert hanno ricevuto voti bassi, e nei components è sempre rimasta al di sopra della media. Facendo un piccolo taglia-e-incolla delle classifiche dei vari segmenti di gara, questo è quello che viene fuori:

9.89 punti in meno a Savchenko/Massot, 15.28 in meno a James/Cipres, 6.44 in più a Zabiiako/Enbert, ma non sono punteggi sospetti, no, proprio per nulla, e infatti Kozhemyakina ha continuato a giudicare come se nulla fosse e ad assegnare voti secondo criteri tutti suoi, che a noi non è dato conoscere. Se in quest’occasione il suo national bias è stato di 11.92 punti, nella gara maschile del successivo NHK Trophy è salito fino a 15.16 punti, ma i distacchi sono così alti che Mikhail Kolyada, autore di una prova molto fallosa, non ne avrebbe avuto alcun vantaggio.

Suppongo che sia stato per ringraziarla per la sua devozione alla patria che sia stata designata come giudice alla finale di Grand Prix, dove ha avuto un bias di 12.88 punti nella gara femminile e di 11.62 punti in quella delle coppie. Nella prima il titolo è comunque andato a Tarasova/Morozov, ma l’assegnazione di voti alti può essere un sistema per spingere gli altri giudici ad alzare inconsciamente i loro voti, questione di cui ho già parlato in passato e che conto di approfondire in futuro. Nella seconda, con Evgenia Medvedeva nettamente più forte di tutte le altre, Kozhemyakina avrebbe assegnato l’argento alla russa Anna Pogorilaya e non alla giapponese Satoko Miyahara.

Visto che il modo di giudicare di Kozhemyakina è chiaramente patriottico, non guardo altri dettagli, anche perché mi sono imbarcata in un tipo di controlli che fa impallidire, per lunghezza, quelli che ho fatto fino a ora. Sorvolo del tutto due gare poco importanti come Campionato europeo e Campionato del mondo, in entrambi i casi ha giudicato un programma solo e non avrebbe influenzato il risultato, mentre noto che al World Team Trophy, con diverse variazioni nella classifica femminile e in quella delle coppie di artistico, avrebbe consentito alla Russia di scavalcare il Giappone e di vincere l’oro.

Salto a qualche altra gara e passo a quella delle coppie di artistico dell’NHK Trophy 2017. Siamo nella stagione olimpica. Malgrado un quinto posto un po’ deludente all’ultimo Campionato del mondo, Ksenia Stolbova e Fedor Klimov sono fra i favoriti ai Giochi olimpici. Fra le donne nelle ultime due stagioni Evgenia Medvedeva è sempre apparsa molto superiore rispetto alle altre, i problemi potrebbero arrivarle da una ragazzina appena diventata senior, Alina Zagitova, ma entrambe sono russe. Fra gli uomini ci sono buoni pattinatori, ma una medaglia sarebbe una sorpresa. Va poco meglio nella danza, con i primi due posti già prenotati e la lotta fra le altre coppie, comprese quelle russe, per il bronzo. Stolbova e Klimov potrebbero fare meglio del bronzo. Ancora non sappiamo che Stolbova non sarà invitata ai Giochi olimpici, perciò per la Russia loro sono una coppia fondamentale, da sostenere. I rivali più accreditati sono i campioni del mondo in carica, i cinesi Weinjing Sui/Cong Han, e la medaglia d’argento, Aljona Savchenko/Bruno Massot, assenti alla gara giapponese.

Fra i GOE non c’è nessun +3, ciascuno degli altri giudici ne ha dati almeno due. In compenso Kozhemyakina è stata l’unica ad assegnare per sei volte un voto inferiore al +2, il secondo per severità è stato il giudice 4, la canadese Sally Rehorick, con cinque voti inferiori al +2 (due addirittura negativi), ma anche quattro +3. Il giudice 9 va tenuto d’occhio, ma per bias inverso, visto che si tratta del cinese Feng Huang. Nei components Kozhemyakina ha assegnato l’unico 9.00, affiancato da tre 9.25, nessuno è stato severo come lei.

Se Sui/Han hanno ricevuto in tutto ventinove +3, nessuno da Kozhemyakina, Stolbova/Klimov ne hanno ricevuti undici, due da Kozhemyakina (e, chissà perché, nessuno da Huang). Quanto ai voti inferiori al +2, Sui/Han ne hanno ricevuti trentuno, sei da Kozhemyakina, il 19% (quasi un quinto del totale, ma i giudici sono nove), Stolbova/Klimov ne hanno ricevuti quaranta, due da Kozhemyakina, lo 0,5%. Passando ai components, in un’occasione Kozhemyakina è rimasta in linea con i voti degli altri giudici, nelle altre quattro occasioni ha assegnato un voto più alto di quello finale, mentre con Sui/Han ne era sempre rimasta al di sotto. La gara, vinta dalla coppia cinese, secondo Kozhemyakina avrebbe dovuto vincerla la coppia russa.

Le differenze nella finale di Grand Prix maschile sarebbero state ancora maggiori. Guardo il programma libero. La classifica dice che, nonostante alcuni errori, i migliori nel segmento di gara sono stati Shoma Uno e Nathan Chen.

Per Kozhemyakina Uno è stato il secondo pattinatore, non il primo, Chen addirittura il quarto, non il secondo. Però c’è un solo voto che spicca davvero, Kozhemyakina è un giudice esperto e sa come assegnare i voti. Di fatto nelle somme è rimasta al di sotto del punteggio reale per entrambi i pattinatori sia sotto l’aspetto tecnico che nei components. Secondo Kozhemyakina e il giudice giapponese, Sakae Yamamoto, Chen è stato il peggiore nei components, mentre secondo il giudice americano Deveny Deck e quello cinese Weiguang Chen è stato il secondo. Chissà perché non mi sorprendono né l’opinione del giudice giapponese né quella del giudice statunitense. Nel complesso chi è stato il migliore secondo Kozhemyakina?

Modifiche apparentemente piccole, il bias è di 2.74 punti nel programma corto, 4.52 nel libero, 7.26 nel totale, che danno questa classifica:

Primo Mikhail Kolyada, secondo Shoma Uno, terzo Nathan Chen, quindi inversione delle medaglie d’oro e di bronzo, Sergei Voronov sempre quarto nonostante l’esecuzione del terzo libero. Nonostante queste gare, Kozhemyakina è andata ai Giochi olimpici, dove ha giudicato la gara maschile. Nell’occasione il suo sostegno è andato a Dmitri Aliev, solo lei e il giudice australiano hanno ritenuto che abbia eseguito il quarto programma corto, e anche nel libero lo ha ritenuto migliore di diversi pattinatori che nella realtà gli sono arrivati davanti. Kolyada, autore di un programma corto falloso, non ha ricevuto aiuti.

Kvetoslava Matejova (SVK)

La slovacca Kvetoslava Matejova aveva giudicato connazionali solo in due programmi corti femminili, il primo con bias apparentemente basso, il secondo con bias alto, e spinto dalla tredicesima alla settima posizione Silvia Hugec. Troppo poco per dire che è abituata a giudicare in un modo piuttosto che in un altro, ai Giochi olimpici ha giudicato ancore una volta il programma corto femminile, nel quale sembra essere stata corretta.

Tanay Ozkan Silaoglu (TUR)

È ancora in circolazione Tanay Ozkan Silaoglu? Credo di no, se non sbaglio i Giochi olimpici sono stati l’ultima gara che ha giudicato, e spero di non vederlo più in nessuna giuria. Con questi numeri in teoria non ci sarebbe bisogno di nessun controllo per dire che è assolutamente partigiano, ma il diritto alla difesa lo hanno tutti. Guardo la terza gara da lui giudicata, una gara in cui il suo national bias è stato inferiore rispetto a quello delle due precedenti, anche se è rimasto altissimo. Questa è la danza libera.

Ozkan Silaoglu è il giudice 3, e decisamente ha dato ad Alisa Agafonova/Alper Ucar voti più alti rispetto a quasi tutti gli altri giudici. E non è che sia lui a essere generoso con tutti, perché se i turchi hanno eseguito la nona danza libera, questo è il protocollo della coppia polacca Natalia Kaliszek/Makayam Spodyriev, autrice dell’ottava danza libera.

Potrei sbagliarmi, ma con loro il giudice turco non mi sembra essere stato altrettanto generoso che con i suoi connazionali. Per Ozkan Silaoglu i turchi hanno eseguito la quinta danza libera, i polacchi la decima, ma la classifica reale parla di nona e ottava posizione.

Nel protocollo di Agafonova/Ucar ho evidenziato anche il giudice 7, l’israeliano Alexei Beletski. Potrebbe essere stato un caso che Beletski sia stato così generoso con i turchi, lo è stato anche con i polacchi. Non è stato comunque generoso con tutti, gli italiani Charlene Guignard/Marco Fabbri, autori della settima danza libera, per Beletski avrebbero realizzato la tredicesima, per Ozkan Silaoglu l’ottava. Perché ho evidenziato in verde i voti di Beletski? Questo è il protocollo degli israeliani Isabella Tobia/Ilia Tkachenko.

Tobias/Tkachenko non avrebbero ottenuto vantaggi in classifica, hanno eseguito la quarta danza libera per entrambi i giudici e nella realtà (ma il giudice turco nella short dance li avrebbe piazzati quarti e non quinti). È un caso che entrambe i giudici siano stati generosi con entrambe le coppie? Questo dettaglio l’ho notato per caso, e magari è davvero un caso, ma sarebbe da indagare. Fra l’altro con i voti assegnati da Beletski il valore di bias di Ozkan Silaoglu è più basso (figuriamoci quanto sarebbe stato alto in caso contrario). La gara comunque è stata giudicata da un pannello di giuria non proprio impeccabile. Vedere questi voti mi ha spinta a controllare il national bias di tutti i giudici.

Ho inserito una x nel caso in cui un giudice ha giudicato la gara ma non erano presenti suoi connazionali (la coppia svizzera, ventiquattresima nella short dance, non ha disputato la danza libera). Quanto al resto, sei giudici hanno avuto un bias troppo alto. Sei. Forse l’ISU dovrebbe prendere provvedimenti. La spagnola Marta Olozagarre e il ceco Richard Kosina, i due giudici che hanno avuto il bias più alto nella short dance, non hanno giudicato la free dance perché sono stati sostituiti. Mi piacerebbe poter dire che sono stati sostituiti perché qualcuno nell’ISU si è accorto che avevano votato in modo strano, ma temo che non sia così. Se i giudici fossero stati sostituiti a causa del bias eccessivo, perché sostituire, oltre a loro, il finlandese Leo Lenkola e la polacca Danuta Dubrowko? Non sarebbe stato meglio sostituire l’italiana Isabella Micheli e il turco Tanay Ozkan Silaoglu? E magari, già che c’erano, pure il britannico Nicholas Russell? Comunque, a conferma del fatto che non ci sono stati provvedimenti disciplinari, pure al Campionato del mondo che si è svolto due mesi più tardi il bias di Marta Ologazarre (che nell’occasione ha giudicato entrambi i segmenti di gara) è stato troppo alto. Kosina invece è tornato in un pannello di giuria nella stagione successiva, con valutazioni che sarebbero da guardare con attenzione.

Al di là di diverse differenze nelle coppie che avrebbero preso parte alla danza libera, con i soli voti di Tanay Ozkan i cambiamenti importanti nella classifica sarebbero state due.

L’oro sarebbe andato a Ekaterina Bobrova/Dmitri Soloviev, il bronzo a Gabriella Papadakis/Guillaume Cizeron. Quanto ad Agafonova/Ucar, non si sarebbero classificati undicesimi ma quinti, con un incredibile balzo avanti di ben sei posizioni. Il balzo è ancora più significativo se consideriamo che un ingresso fra le prime dieci coppie avrebbe teoricamente consentito alla Turchia di mandare due coppie alla gara dell’anno successivo. La Turchia non aveva due coppie, ne aveva una perché Agafonova è passata dall’Ukraina alla Turchia, ma un piazzamento così in alto in un campionato continentale è sempre importante.

Con precedenti di questi tipo, Ozkan Silaoglu ha comunque giudicato la gara di danza ai Giochi olimpici, mi chiedo cosa controlli l’ISU, o forse sarebbe più corretto chiedersi se faccia controlli. Con un bias di 13.13 punti, lievemente inferiore rispetto a quello del Campionato europeo che ho appena guardato, e un punteggio complessivo più alto di quello reale di 12.52 punti, il giudice turco avrebbe fatto salire Agafonova/Ucar dal diciannovesimo al sedicesimo posto.

Pensavo di finire la mia carrellata con il terzo post, invece mi sono dilungata più del previsto. Gli ultimi giudici li rimando a un’altra occasione.

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