Campionato nazionale e propaganda

Olimpiade. Campionato del mondo e, anche se ha una tradizione molto più breve, finale di Grand Prix, ma entrambe le gare riuniscono i migliori pattinatori al mondo. Campionato europeo e Four Continents Champioship, sapendo che a seconda della disciplina e del periodo a volte una gara è di livello superiore, a volte lo è l’altra. Sono queste le gare che contano davvero nel pattinaggio. Il campionato nazionale, per quanto fondamentale per poter partecipare alle più importanti competizioni internazionali, viene dopo. In alcune nazioni è difficilissimo vincerlo, è difficilissimo anche solo andare sul podio. Pensiamo al campionato nazionale russo, categoria femminile. Se non ci fosse un limite di partecipanti al Campionato europeo o al Campionato del mondo, quante pattinatrici russe si piazzerebbero prima della prima pattinatrice europea proveniente da una qualsiasi altra nazione? Però per Anna Shcherbakova, che ha vinto le ultime tre edizioni della gara, fermo restando che salire sul podio era fondamentale per andare all’Europeo e al Mondiale, in attesa di scoprire cosa avverrà a breve (e speriamo che nessuno contragga il virus, perché i protocolli di sicurezza mi sembra che lascino molto a desiderare) i risultati più importanti sono i due argenti della scorsa stagione, quello della finale di Grand Prix e quello del Campionato europeo. Il campionato nazionale è importante, ma il pattinaggio è uno sport internazionale, e quel risultato conta meno. Perciò va bene elogiare chi vince, ma elogiare il successo in un campionato nazionale come se fosse uno di quei risultati che fanno la storia mi sembra eccessivo. La storia locale sì, la storia della disciplina no. Poi possono esserci prestazioni straordinarie, che vale la pena guardare e riguardare anche in un campionato nazionale, ma questo è un discorso diverso.

Per l’ennesima volta ho letto un elogio del quinto successo di Nathan Chen al campionato nazionale come se il pattinatore avesse fatto qualcosa di straordinario. Visto che quando qualcosa mi irrita io attacco con statistiche e ricerche storiche, sono andata a guardare chi ha vinto il campionato nazionale statunitense nel dopoguerra. Le caselle colorate indicano quali pattinatori hanno vinto almeno una medaglia, e di che colore, al Campionato del mondo o all’Olimpiade.

A dominare è Dick Button con sette titoli. Non credo che Button abbia bisogno di presentazioni, è senza dubbio uno dei più grandi pattinatori di tutti i tempi, e non perché ha vinto sette campionati nazionali. Ha vinto qualcosina di più importante, come chiunque segue il pattinaggio dovrebbe sapere. Con sei titoli c’è Todd Eldredge, e qui inizio ad avere qualche dubbio. Eldredge era un ottimo pattinatore, non lo discuto, ma siamo sicuri che lui sia stato più dominante, nella sua epoca, rispetto a come lo sono stati nella loro i due fratelli Jenkins, Hayes Allan e David, o Scott Hamilton e Brian Boitano? Tutti questi pattinatori hanno vinto solo quattro campionati nazionali, ma tutti hanno anche vinto l’oro olimpico, mentre il miglior risultato di Eldredge è un quarto posto, e quello che ha vinto meno campionati del mondo è Boitano, che si è fermato a quota due. Eldredge però ne ha vinto uno solo. E stiamo parlando di campioni.

A quota quattro c’è anche Jeremy Abbott, e la sua casella è bianca. Abbot ha sì vinto quattro campionati nazionali, ma al Campionato del mondo al massimo si è piazzato quinto, all’Olimpiade nono. Più bravo lui, con i suoi quattro titoli statunitensi, o Evan Lysacek, che ha vinto due soli campionati nazionali ma ha anche vinto un oro olimpico e un oro mondiale? Meglio Abbott, con quattro titoli nazionali, o Timothy Goebel, che ha vinto un solo campionato statunitense, ma ha anche vinto un bronzo olimpico e due argenti mondiali? Il campionato nazionale ha un’importanza relativa, e se gli avversari non sono di alto livello è possibile vincerlo a ripetizione pure senza essere un campione.

Fra Eldredge e il quintetto con quattro titoli c’è Nathan Chen. Lui due campionati del mondo li ha vinti, vero, anche se potremmo discutere a lungo di chi era presente a Milano e di come sono stati assegnati i voti a Saitama. Comunque ha vinto cinque titoli nazionali. Quanto è stato difficile vincere per lui? Per capire la difficoltà del successo bisogna considerare la forza dei suoi avversari, ed è esattamente ciò che ho fatto. Per tutti gli anni in cui Chen ha partecipato al campionato nazionale ho preso il punteggio ottenuto dal campione del mondo e dal vincitore della finale di Grand Prix, li ho sommati e ho fatto la media. Considerando che sono le due gare più importanti, penso di poter affermare che per ogni singola stagione il valore che ho trovato rappresenta l’eccellenza del pattinaggio. Per due stagioni ho fatto il calcolo in modo lievemente diverso. Nella stagione 2017-2018 ho calcolato questa media su tre competizioni, inserendo anche il punteggio olimpico. Nella stagione 2019-2020, visto che il Campionato del mondo non c’è stato, ho sommato fra loro i punteggi del Campionato europeo e del Four Continents Championship, ho fatto la media fra queste gare e poi ho usato il valore che ho trovato per fare la media con la finale di Grand Prix. Non ho fatto nessun calcolo per quella specie di stagione tutt’ora in corso, di gare internazionali ce ne sono state troppo poche perché abbia senso usare questi numeri.

Più un pattinatore è capace di avvicinarsi al punteggio che ho trovato (e magari anche di superarlo), più quel pattinatore è forte a livello assoluto, in campo mondiale. A questo punto ho giocato con le percentuali. Mi sono chiesta quanti pattinatori siano stati capaci di superare nella stagione il valore che ho fissato come di eccellenza assoluto, e ce ne sono, non sto dicendo un’eresia. Per esempio nella stagione 2013-2014 i 293.25 punti fatti segnare dal vincitore della finale di Grand Prix, i 282.59 punti fatti segnare dal vincitore del Campionato del mondo, e i 280.09 punti fatti segnare dal vincitore dell’Olimpiade danno una media di 285.31 punti. Quella stagione Patrick Chan ha stabilito un season best di 295.27, quindi superiore alla media. Possiamo dire senza problemi che lui era un pattinatore forte, potenzialmente in grado di vincere tutte le competizioni, e che per arrivare davanti a lui bisognava essere davvero forti (oppure lui doveva fare una gara disastrosa, ma la gara disastrosa è un singolo episodio, il pattinatore rimane potenzialmente forte). Quindi ho guardato quanti pattinatori sono rimasti al di sotto della media con una differenza di punteggio inferiore del 2%, quanti con un punteggio inferiore del 4%, quanti con un punteggio inferiore del 6%, o dell’8%, o del 10%. Per la verità i miei calcoli arrivano fino al 20%, ma visto che i rapporti non cambiano di molto mi fermo al 10%.

Va bene, quanto erano forti gli avversari di Chen al campionato nazionale? Erano fra i più forti pattinatori al mondo oppure no? Questo è ciò che ho trovato.

Il blocco di dati in alto indica le singole stagioni, il punteggio ottenuto dal vincitore delle gare che ho considerato, finale di Grand Prix, Campionato del mondo (con l’eccezione della scorsa stagione, come detto ho usato un numero diverso), Olimpiade e media.

Il blocco centrale elenca i pattinatori che sono stati capaci di salire sul podio del campionato nazionale almeno una volta da quando Nathan Chen ha iniziato a partecipare al campionato nazionale senior. Questi nomi non sono rilevanti a livello statistico, li ho indicati semplicemente come promemoria per ricordarci chi erano i più forti statunitensi nelle singole stagioni, e come si sono comportati nelle sei stagioni che ho considerato.

Quello che mi interessa è il blocco di dati in basso. Questo blocco ci dice che nella prima stagione in cui un giovanissimo Chen (aveva 15 anni e 8 mesi) ha partecipato al campionato nazionale senior, due suoi connazionali erano da tenere d’occhio nelle gare internazionali. Il record personale di Jason Brown e Joshua Farris infatti si colloca nella fascia di punteggi inferiori rispetto all’eccellenza dell’8%. Per le successive tre stagioni – che comprendono le sue prime due vittorie al campionato nazionale – Chen non ha più avuto rivali così forti, quindi la vittoria era relativamente semplice. Per lui non era necessario essere davvero forte a livello mondiale, gli bastava essere forte a livello nazionale. E visto che lui era forte a livello mondiale, il successo nel campionato nazionale era scontato. L’unica cosa che avrebbe potuto impedirgli di vincere sarebbe stato un infortunio. In una sola occasiona Chen ha avuto un rivale davvero pericoloso a livello mondiale, nella stagione 2018-2019, quando Vincent Zhou è stato vicinissimo al livello di eccellenza, che ho evidenziato scrivendo i punteggi in rosso. La scorsa stagione di nuovo una vittoria semplice per Chen.

A conti fatti, nei suoi primi quattro titoli nazionali vinti, in tre occasioni Chen non ha dovuto affrontare avversari davvero forti a livello mondiale, solo una volta ha avuto un avversario pericoloso. Quanto alle stagioni in cui non ha vinto, in una nessuno dei suoi avversari rientrava fra quelli importanti a livello mondiale, nell’altra ce n’erano due, ma nelle zone basse delle mia tabella.

Tutto questo per dire che sì, Chen è un pattinatore forte, ma non è che i suoi cinque successi al campionato nazionale siano un’impresa così eccezionale. Se consideriamo il livello degli avversari, i tre successi di Anna Shcherbakova, che ho citato più in su, sono molto più importanti, dicono molto di più sulla forza della pattinatrice. Più che il numero, che vale per le statistiche, è la forza degli avversari superati che ci dice se un risultato è veramente  significativo o no.

Un mese prima di Chen, anche Yuzuru Hanyu aveva vinto per la quinta volta il campionato nazionale. Per capire se la difficoltà dei suoi successi è paragonabile a quella di Chen ho fatto lo stesso tipo di statistiche. Visto che Hanyu è più grande e gareggia da più anni, ho diviso i suoi risultati in due screenshot diversi. Questo è il primo:

Hanyu ha iniziato a gareggiare nel campionato senior pochi giorni dopo aver compiuto 14 anni, era oltre un anno e mezzo più giovane di Chen. Per la verità si era qualificato per la gara pure l’anno prima, ma era troppo giovane e il regolamento gli ha impedito di partecipare. Ok, età a parte – Chen ha vinto il suo primo campionato nazionale quando aveva 17 anni e 8 mesi, Hanyu quando ne aveva 18 e pochi giorni – cosa ci dice questa tabella? Che Hanyu ha sempre affrontato avversari forti, molto più forti di quelli di Chen. Nella prima stagione ce n’era uno, Nobunari Oda, nella fascia di punteggio inferiore rispetto all’eccellenza del 2%, lo stesso tipo di avversario che una volta ha affrontato anche Chen. Però ce n’era anche uno nella fascia del 4%, Takahiko Kozuka, e Chen non ha mai affrontato due avversari così forti nella stessa gara.

Hanyu era ancora giovanissimo e certo non era un pretendente per il titolo? Vero. L’anno successivo il livello di Oda e Kozuka è un po’ calato, pur rimanendo al di sopra di quello di quasi tutti gli avversari di Chen, in compenso Daisuke Takahashi è rientrato da un infortunio che gli aveva fatto perdere l’intera stagione precedente e si è piazzato al di sopra del punteggio dell’eccellenza. Sì, la stessa cosa che avrebbe fatto Patrick Chan nel 2014. Takahashi era così forte da riuscire a superare la media dei migliori risultati, questo perché il punteggio della finale di Grand Prix è nettamente inferiore rispetto agli altri e abbassa la media, e il punteggio del Campionato del mondo, il più alto fra quelli che ho considerato, lo ha realizzato lo stesso Takahashi. Non che Hanyu, di fronte a questi avversari e più giovane di quanto era Chen al suo esordio, si sia avvicinato al podio, ma già arrivare sesto era un piazzamento notevole. Se leggiamo i nomi dei quattro pattinatori che dominano la classifica del campionato nazionale, tre di loro in carriera hanno vinto almeno un argento al Campionato del mondo, il più scarso, se lo si può definire così, in carriera si è piazzato quarto al Campionato del mondo e ha vinto un oro al Four Continents Championship e quattro medaglie (due argenti e due bronzi) alla finale di Grand Prix).

Terza stagione, 2010-2011, con Hanyu che ormai ha quattro mesi in più rispetto all’età che avrebbe avuto Chen al suo esordio nel campionato nazionale senior. Gli avversari che si piazzano nella zona che ho considerato per verificare se un pattinatore è forte a livello mondiale sono due. Non troppo in alto, comunque Kozuka è più forte sia di Brown che di Farris, anche se Takahashi si piazza al di sotto di loro. Stavolta Hanyu sfiora il podio. Ci sale l’anno dopo, fermandosi al terzo posto. L’avversario davvero importante è uno solo, Takahashi, ma per la seconda volta Takahashi si colloca al di sopra della fascia d’eccellenza. Come lo batti uno così? In quella stagione ci è riuscito il solo Patrick Chan (che ha avuto una stagione perfetta in cui ha vinto tutto) e, una volta, Javier Fernandez. Hanyu si è piazzato terzo dietro a un Takahashi quasi imbattibile, Chen non ha mai affrontato un avversario così forte a livello nazionale. Davanti a Hanyu si è piazzato pure Kozuka, che non ha avuto una stagione brillante ma che qualche mese prima aveva vinto l’argento al Campionato del mondo, non era esattamente un pattinatore mediocre. Con avversari del livello di quelli affrontati da Chen, magari Hanyu avrebbe vinto un titolo in più (o magari pure due, perché, come detto, non è che nella stagione precedente avesse affrontato avversari deboli).

Takahashi rimane al di sopra del livello dell’eccellenza pure nella stagione 2012-2013? Nessun problema per Hanyu, che vince il suo primo titolo nazionale. Notato il dettaglio? Takahashi è fortissimo, e Hanyu si ugualmente piazza davanti a lui. Questa è davvero una vittoria significativa, altro che quelle contro avversari che sono forti solo in campo nazionale. A rendere il risultato ancora più significativo ci sono Kozuka e Oda. Sembrano deboli se li paragoniamo a Takahashi, sono più forti di tutti gli avversari di Chen, con l’unica eccezione di Vincent Zhou in un’occasione (ok, Oda, che in due stagioni è stato più competitivo rispetto a quanto lo è in questa stagione, è allo stesso livello di Brown e Farris nella loro migliore stagione, ma Kozuka è sopra).

Per vincere il secondo titolo nazionale Hanyu supera Machida, un avversario forte tanto quanto Zhou (un solo Zhou vale tanti giapponesi? Perché è sempre lui, in una sola occasione, che è paragonabile ai migliori avversari di Hanyu). E poi ci sono Takahashi e Oda, anche questa è una vittoria difficile.

Stagione 2014-2015. L’avversario più forte è Machida, nella fascia del 6% di distacco dall’eccellenza, indoviniamo quanti e quali statunitensi hanno fatto meglio di lui? Un po’ più in basso, al limite nella mia tabella, ce ne sono tre, Takahito Mura, Daisuke Murakami e Shoma Uno. Non una vittoria difficile come la prima contro Takahashi, certo molto meno facile rispetto a tre dei quattro successi di Chen. Ma quello che è realmente l’avversario più impegnativo in questa tabella non si vede, e non comparirà mai in nessuna statistica. Il 27 dicembre Hanyu ha disputato il libero. Il 30 è stato operato per la rimozione dei residui dell’uraco, un’operazione che avrebbe dovuto fare diversi giorni prima e che lui ha rimandato, nonostante il dolore, per poter partecipare al campionato nazionale. Per capirci, se va bene l’uraco non crea problemi, per quasi tutti è così. Se va male, può degenerare anche in un tumore. Il terzo titolo nazionale non sarà stato il più difficile se guardiamo gli avversari (comunque più forti di quelli di Chen), ma fino a questo momento è stato il più doloroso. È stato il più doloroso in assoluto? Dovremmo chiederlo a lui, ora aggiungo il secondo screenshot.

Se per diversi anni il Giappone ha avuto tantissimi pattinatori forti, quando questi pattinatori si sono ritirati non sono stati sostituiti da pattinatori altrettanto forti. Di fatto in queste cinque stagioni compare un solo nome, quello di Shoma Uno. Però il nome di Uno compare sempre, non una volta sola, significa che è diventato forte ed è rimasto forte, non è sparito dopo poco tempo. Anche un solo avversario può essere sufficiente per impedirti di vincere, se quest’avversario è forte.

Nella stagione 2015-2016, con Uno forte tanto quanto Brown e Farris nel loro momento migliore, Hanyu ha vinto il quarto titolo. Però l’avversario peggiore era la lesione di Lisfranc, come detto solo Hanyu potrebbe dirci se stava peggio quando ha vinto il terzo titolo o quando ha vinto il quarto. Quindi ci sono tre stagioni sbarrate. Hanyu ha saltato il primo campionato nazionale per febbre, i due successivi perché in entrambe le occasioni durante gli allenamenti della seconda gara di Grand Prix si è distrutto la caviglia destra. Avrebbe potuto vincere quei campionati? L’avversario era forte, per due stagioni Uno si colloca al di sopra della fascia d’eccellenza. Comunque nel 2016-2017 entrambi i punteggi che ho usato per stabilire il livello dell’eccellenza sono stati stabiliti da Hanyu, al Campionato del mondo già che c’era Hanyu ha stabilito un record del mondo. I confronti diretti fra Hanyu e Uno sono stati quattro (contando anche il World Team Trophy, in cui però per il risultato finale delle nazioni non conta la somma dei punteggi dei pattinatori), tre li ha vinti Hanyu, uno (il World Team Trophy) Uno. Nella stagione successiva i punteggi che ho usato sono tre, Hanyu ne ha realizzato uno, e nella stagione ha stabilito un altro record del mondo. Un solo confronto diretto, all’Olimpiade, vinto da Hanyu. Nella stagione 2018-2019 nessuno dei punteggi che ho usato per i miei calcoli è stato stabilito da Hanyu, ma nell’unico confronto diretto con Uno, al Campionato del mondo, Hanyu è stato nettamente vincitore. Hanyu avrebbe potuto vincere uno o più di quei titoli nazionali? Potenzialmente avrebbe potuto vincerli tutti e tre, il favorito era lui, il suo avversario era comunque forte (a differenza di quanto avviene nei campionati nazionali di altre nazioni), ma ovviamente non potremo mai affermare nulla con certezza.

Nell’ultima stagione che ho considerato l’avversario è sempre lui, Shoma Uno, in una delle sue stagioni peggiori (vale a dire che è al livello del miglior Brown e del miglior Farris, meglio di tutti gli altri statunitensi tranne Zhou in un’unica occasione). Dei voti assegnati in quella gara potremmo discutere a lungo, di fatto il titolo è andato a Uno. Hanyu non ha vinto il campionato nazionale, ma di fronte aveva un avversario forte a livello internazionale, mica solo a livello nazionale. Ecco cosa succede quando gli avversari sono forti: a volte si perde. Se gli avversari forti non ci sono il successo è molto più semplice, ma vale anche meno.

Questa tabella riassume il valore mondiale degli avversari affrontati da Hanyu e Chen nei campionati nazionali a cui hanno preso parte. Ho eliminato nomi e distinzioni di anni, per vedere, senza elementi che possano distrarre, quanti sono gli avversari e quale era il loro livello.

Forse vincere il campionato giapponese in questi anni è sempre stato un po’ più difficile che vincere il campionato statunitense. Il primo era una gara di rilevanza internazionale, il secondo una gara di rilevanza nazionale. Senza infortuni, e con avversari del livello di quelli affrontati da Chen, Hanyu avrebbe potuto vincere fino a sei campionati nazionali in più. Non li ha vinti e ne prendo atto, la cosa non è un problema. Quando parliamo di Hanyu il numero di campionati nazionali vinti è un dettaglio, uno di quelli che diciamo se vogliamo fare un discorso completo. Ciò che ha fatto d’importante va ben oltre i successi nazionali, anche quando ha affrontato pattinatori forti. Esaltare qualcuno che ha vinto il suo stesso numero di campionati nazionali, quando il suo campionato nazionale è relativamente facile, mi fa venire il sospetto che chi lo fa sia molto miope perché sembra pensare che gli Stati Uniti siano il centro del mondo e non solo una nazione fra tante. O che voglia fare propaganda.

Edit: Chen ha vinto il terzo Campionato del mondo. I suoi cinque quadrupli nel libero li ha completati, tutto il resto sarebbe un discorso lungo. Aggiungo solo che di avversari davvero importanti nel campionato nazionale statunitense non ne ha. Stavolta per calcolare un valore medio di eccellenza ho usato il punteggio dei primi due classificati nel Campionato del mondo, e ho considerato come unico punteggio serio per vedere la forza di un pattinatore proprio il punteggio fatto da quel pattinatore al Campionato del mondo. Hanyu di avversari pericolosi nel suo paese in questo momento ne ha due, Chen, tanto per cambiare, zero.

Giusto per mettere i puntini sulle i, se Jason Brown ha disputato uno dei suoi migliori Campionati del mondo realizzando quelli che, con questo codice di punteggi, sono i suoi secondi migliori punteggi e non ha neppure rischiato di entrare in questa classifica per quanto è staccato, Vincent Zhou, vicecampione nazionale, non si è neppure qualificato per il libero del Mondiale. Quand’è stata l’ultima volta che questo è successo a un pattinatore giapponese? Ho dovuto controllare, dobbiamo risalire fino al 2010, quando Nobunari Oda è riuscito, probabilmente neppure lui sa come, a eseguire solo tre salti singoli.

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