The Second Mark di Joy Goodwin: il dopo

Dopo la confessione di Marie-Reine Le Gougne (se non sapete di cosa sto parlando il blog è pieno di post che ne parlano dettagliatamente), la federazione canadese ha fatto ricorso al CAS. Nelle pagine 266-270 di The Second Mark Joy Goodwin racconta qualcosa che ho letto anche su numerosi altri libri: il CIO ha intimato a Ottavio Cinquanta, presidente dell’ISU, di risolvere il problema e mettere a tacere lo scandalo, e lui ha fatto l’unica cosa che poteva calmare i canadesi (dietro suggerimento della federazione canadese e del suo presidente David Dore) senza scontentare i russi: ha assegnato una seconda medaglia d’oro alla coppia canadese.

Visto che i canadesi hanno ottenuto l’oro che volevano, hanno ritirato il ricorso al CAS, e quindi non è stata fatta nessuna indagine indipendente dall’ISU. È rimasto tutto in casa, nelle mani di Cinquanta e di coloro che collaboravano con lui.

David Pelletier knows that justice has been done only because of the North American media; if it weren’t for them, he wouldn’t be getting this medal. (pag. 270)

Quest’affermazione porta a due considerazioni di segno opposto. La prima è che la stampa è importantissima. La stampa può fare pressione sull’ISU perché i giudizi siano corretti, anche a costo di cambiare una decisione che è già stata presa, anche a medaglie già assegnate. Per questo è importante che la stampa sappia tutto quello che accade, che possa filmare e registrare tutto, e pubblicare tutto ciò che è degno di essere pubblicato. Quindi niente gossip, ma se emerge qualcosa di losco, o anche solo di poco chiaro, parlarne è fondamentale. Però i giornalisti devono essere competenti, altrimenti le loro parole non valgono nulla, e devono essere imparziali, altrimenti le loro parole possono fare più male che bene.

Eccolo il secondo aspetto: quando giornalisti incompetenti o di parte scrivono qualcosa, possono influenzare l’opinione pubblica facendo propaganda. Lo stiamo vedendo anche ora. Lo vediamo in realtà anche più grandi di una disciplina sportiva, ma pure il pattinaggio non scherza, con esaltazioni di pattinatori che non hanno riscontri con ciò che quei pattinatori fanno o tentativi di sminuire ciò che fanno altri pattinatori.

Due mesi dopo Salt Lake City a Losanna si svolge il congresso dell’ISU. Ormai i Giochi olimpici sono finiti, lo scandalo è stato superato, perciò a chi importa quello che viene deciso fra quattro mura, con i pattinatori lontani? Per questo è importante che tutte le informazioni siano disponibili subito, perché senza l’attenzione della stampa fra quelle quattro mura può essere fatto di tutto, anche condurre un’indagine il cui scopo

was to find both parties guilty–but only precisely guilty enough to warrant suspension, not expulsion. (pag. 270)

Quindi l’ISU punisce i colpevoli, perché proprio non può farne a meno, ma li punisce nel modo più lieve possibile. L’atteggiamento è lo stesso anche ora. I giudici che valutano le gare in modo originale ricevono un assessment. Il problema è che

La retrocessione la fanno solo dopo 4 assessment negativi nel periodo di 3 anni….quindi, devono proprio impegnarsi per raggiungere il “livello 4”

Con regole così, non abbiamo speranze di liberarci dei giudici di parte. A questo punto mi viene il forte sospetto che Lorrie Parker non abbia giudicato gare internazionali dopo PyeongChang e fino a quest’ultima stagione per non rischiare di ricevere assessment negativi. Questo significa che è un giudice perfettamente qualificato e che potremmo ritrovarcela a Pechino.

Sul fatto che il risultato delle gara di Salt Lake City fosse stato concordato in anticipo ho appena trovato un altro interessante commento fatto da Sarah Abitbol in Un si long silence. Ho aggiornato questo post con le sue parole, ma riporto quello che ho scritto lì anche qui:

Sarah Abitbol e Stéphane Bernadis, all’epoca vice campioni europei e medaglia di bronzo mondiale nel 2000 (un infortunio li aveva costretti al ritiro nel 2001), avrebbero dovuto partecipare alla gara delle coppie di artistico. Purtroppo poco prima dell’inizio della gara, quando lei e Bernadis già si trovavano a Salt Lake City, lei si è rotta il tendine d’Achille.

L’un des pontes de l’équipe s’approche, je crois que c’est pour me soutenir. Pas tout à fait. Il est certes désolé de ce qui m’arrive, mais il a surtout une demande à exprimer: « Des journalistes chercherent à te joindre. Dis-leur que tu as une entorse, ne leur annonce surtout pas ton retrait des JO avant demain. » Il m’explique qu’ils ont besoin du vote de la juge française. Si je déclare que j’abandonne dés aujourd’hui, elle sera écartée du jury. Si je le fais que demain, les jeux étant ouverts, elle restera. La présence de cette juge française est cruciale, me dit-il, car elle est censée faire gagner les Russes contre les Canadiens dans ma discipline « couple artistique », et en échange, les Lituaniens voteront pour le « coulpe danse » français, qui a de grandes chances d’obtenir la médaille d’or. (pag. 85)

Il giudice francese citato da Abitbol, ovviamente, è Le Gougne. Quindi un infortunio viene annunciato in ritardo in modo da poter conservare nella giuria un giudice che assegnerà il proprio voto non in base a quel che faranno i pattinatori ma in base a quel che le è stato detto di fare. Questo libro è incentrato su altro, parla degli stupri subiti da Abitbol, non di problemi legati alle giurie, e a un certo punto salta fuori un passaggio come questo. Chissà perché più libri leggo più la mia fiducia nell’imparzialità dei giudici e delle federazioni aumenta…

Tornando a Goodwin, come ha fatto Cinquanta a ottenere il risultato voluto per le Gougne e Gailhaguet?

The ISU paid the travel expenses of only its own hand-picked witnesses, and Cinquanta ruled the hearing with a firm hand. He kept the hearing on a tight schedule, which effectively prevented the kind of second-tier questions that might have ferreted out accomplices and new evidence. Whenever new evidence of wrongdoing by judges or officials leaked into the hearing–say, allegations of misconduit at another event–Cinquanta would interrupt and say, “Please concentrate on the events of Salt Lake City.” (pag. 270)

Quindi si parla dello scandalo noto a tutti e solo di quello, guai a sollevare altri problemi, altrimenti le persone potrebbero dubitare dei risultati e della serietà della disciplina. E questo è il motivo per cui non avremo mai tecnologie serie per valutare le gare: i giudici possono assegnare i voti come gli pare, affidandosi alla discrezionalità o magari all’aver fatto un errore, mentre se fosse un sistema automatico a dirci, per esempio, se un salto è stato ruotato correttamente, se la puntata è stata fatta solo con la punta del pattino o con l’intera lama, da quale filo sono stati staccati flip e Lutz, quanto sono ampi i salti o se la posizione bassa delle trottole è stata effettivamente raggiunta, manipolare i risultati diventerebbe molto più difficile.

Goodwin prosegue raccontando come, una volta stabilito il ruolo di Gailhaguet e Le Gougne, l’ISU ha considerato chiusa la questione, rifiutandosi di indagare su un eventuale voto di scambio con i russi o di interrogare gli altri quattro giudici che hanno assegnato il primo posto a Berezhnaya/Sikharulidze. Magari per loro i russi sono stati davvero i più bravi, ma perché non chiederglielo? Invece no, Marina Sanaya (RUS), Yang Jiasheng (CHN), Anna Sierocka (POL) e Vladislav Petukov (UKR) non solo non sono stati interrogati, ma non sono stati neppure invitati a Losanna. metti che sono lì e gli scappa di dire qualcosa, vuoi correre il rischio? Il giudice cinese ha lasciato Salt Lake City il giorno dopo la fine della gara delle coppie di artistico, anche se avrebbe dovuto giudicare un’altra gara. Perché? Nessun russo è stato interrogato, anche se la voce su una combine con i russi è circolata fin da subito (la ricordo io dall’epoca, citata pure dalla televisione italiana). Perché? Le Gougne e Gailhaguet sono stati giudicati colpevoli, ma non è stato fornito nessun motivo che spieghi perché Gailhaguet abbia deciso di falsificare la gara. Perché? Alla fine del processo

The ISU had spoken: even if a judge provoked a huge scandal at the Olympic Games, the worst the judge would face was a three-year suspension. (pag. 272)

È bene che lo ricordiamo questo: falsificare il risultato di una gara non è poi così grave. Possono esserci cose peggiori. Evgeni Plushenko è stato sospeso per un anno per aver partecipato a un’esibizione senza l’autorizzazione della sua federazione. In effetti quanto fatto da Le Gougne e Gailhaguet è solo poco più grave di quanto fatto da Plushenko, vero ISU?

Questa ragazza è un mito, peccato che la telecamera si sia subito allontanata da lei, a dimostrazione che ciò che conta è nascondere il problema, non risolverlo.

Qualche tempo dopo un mafioso, Alimzhan Tokhtakhounov, è stato intercettato mentre faceva affermazioni decisamente preoccupanti. L’ISU ha agito riaprendo le indagini? Nemmeno per sogno. I suoi colpevoli li aveva, quindi perché rimestare nel torbido? In fondo, a qualcuno importa davvero della giustizia?

This entry was posted in pattinaggio and tagged . Bookmark the permalink.

2 Responses to The Second Mark di Joy Goodwin: il dopo

  1. AP says:

    Nelle interviste post SLC Sierocka (che è ancora attiva. Nel frattempo è anche diventata technical controller) ha continuato a sostenere che i russi meritavano di vincire. Ha anche sostenuto la versione ufficiale sul giudice cinese, ovvero che si fosse sentito male (adducendo alla stampa polacca che è stato male per colpa di tutte le accuse mosse in quei giorni). Ma si è lasciata sfuggire che Yang non capiva bene l’inglese.

    • Come sempre, grazie per il commento. Il nome di Sierocka mi suonava familiare ma non ero andata a controllare perché. In effetti ora al ruolo di giudice ha aggiunto quello di technical controller, e la cosa non mi entusiasma. Ho visto con Chigogidze al Campionato europeo 2020 come anche un solo giudice possa cambiare il risultato, se la differenza fra due pattinatori non è grande, ma i giudici sono nove, se la differenza fra due pattinatori è grande uno o due giudici più di tanto non possono fare. Nel pannello tecnico sono in tre, se due decidono di fare le chiamate in modo originale possono falsare completamente il risultato.
      Bello il malore strategico che invece di essere curato sul posto viene curato in un altro continente, perché è noto che un volo intercontinentale fa bene alla salute. Probabilmente il commento sul fatto che Yang non capiva bene l’inglese è uno dei motivi per cui determinati giudici non sono stati invitati a Losanna: se a Salt Lake City Sierocka ha fatto quest’affermazione, chissà cosa avrebbero potuto dire fra tutti quanti.

Leave a Reply to APCancel reply