Omertà

In Un si long silence Sarah Abitbol parla di stupro. Di quello che ha subito lei, ma anche del fatto che lei non è stata la sola. Per tutto il libro chiama lo stupratore monsierur O. Non dice il suo nome, quel nome che compare solo nell’epilogo dell’edizione tascabile, quella che ho comprato io, e che riassume brevemente quanto successo dopo la pubblicazione dell’edizione rilegata. Lo stupratore in questione si chiama Gilles Beyer, e non ha fatto del male solo ad Abitbol. Non tutte le sue vittime hanno trovato la forza di parlare, chissà di quante ragazzine si tratta. Forza, perché di forza ne serve tanta per denunciare uno stupratore, perché la vittima finisce con il sentirsi sporca, colpevole, e troppo spesso non riesce a uscire dalla sua angoscia per denunciare l’unico vero colpevole di quanto è successo, l’animale che le ha tolto la gioia di vivere (con tutto il rispetto per gli animali, che hanno una dignità maggiore di molti appartenenti alla razza umana). A proteggere Beyer, quando Abitbol ha iniziato a cercare aiuto, è stato, fra gli altri, Didier Gailhaguet, un signore che ho citato fin troppo spesso su questo blog. Ho parlato di Gailhaguet soprattutto in rapporto allo scandalo delle medaglie olimpiche del 2002, cosa gravissima, ma uno stupro è peggio. Abitbol non può più avere giustizia, e lo sa anche lei, perché la vicenda di cui è stata protagonista è stata prescritta. Spero che la polizia riesca ad andare fino in fondo e a scoprire tutto quello che ha fatto Beyer, il ruolo di Gailhaguet, e tutti quelli che sono stati coinvolti, e che la giustizia faccia il suo corso. Senza buonismi, senza la stronzata secondo cui la giustizia deve rieducare. No, la giustizia deve in primo luogo proteggere, e certa gente è troppo pericolosa per essere lasciata in giro, per dar loro ancora la possibilità di continuare a fare quel che gli pare. La rieducazione viene dopo, se si riesce, ma in carcere, perché chi toglie la vita a qualcuno, o la gioia di vivere facendogli del male perché lui può, perde il diritto di continuare a vivere la sua vita come se niente fosse.

Nelle ultime pagine Abitbol parla anche di omertà. Riprendo le sue parole, parole che secondo me sono rivelatrici di una certa atmosfera non solo riguardo allo stupro.

C’est dangereux de parler. Les témoignages dans le patinage sont rares, et souvent anonymes. Ils se retournent vite contre celles qui les émettent. Je ne connais qu’une affaire d’entraîneur condamné : Pascal Delorme, qui a écopé en 2003 de dix ans de prison pour viol sur sept de ses élèves âgée de neuf à quinze ans. La Fédération est restée discréte sur le sujet.

Il nous est d’autant plus difficile de parler, monsieur O., que nous avons en face de nous un véritable système. Plus j’avance dans mes recherches, plus j’en suis convaincue. Si vous avez tenu si longtempls, monsieur O., c’est parce que tout, autour de vous, l’a permis. Beaucoup de gens ont intérêt à garder le silence. Le rompre, c’est casser des années de petits arrangements, c’est déséquilibrer tout un écosystéme. Des politiques ont fermé les yeux. Des dirigeants vous ont maintenu en place. Des entraîneurs se sont tus pour ne pas risquer d’être virés ou pour protéger leurs propres turpitudes. Des femmer de coach ont mis un mouchoir sus les crimes de leurs conjoints. Des parents ont été aveuglés par leur volonté de voir leurs enfants réussir, des élèves eux-mêmes ont eu peur d’être discriminés s’ils parlaient. Chacun, à son niveau, a nourri et continue de nourrir le crime. (pagg. 143-144)

E ancora, poco più avanti, Abitbol cita, senza fare nomi, un caso recente. I nomi li faccio io, tanto li potete trovare facilmente sulla stampa. Il pattinatore sotto accusa è Morgan Ciprès, campione europeo nel 2019 insieme a Vanessa James nelle coppie di artistico, la stessa specialità in cui è diventata famosa Abitbol. James/Ciprès hanno anche vinto un bronzo mondiale (2018), un bronzo europeo (2017), un oro alla finale di Grand Prix (2018) e si sono classificati quinti ai Giochi olimpici (2018), quindi stiamo parlando davvero di atleti di primo livello. Credo che le indagini siano ancora in corso, anche se qualche parziale condanna è già arrivata. Che io sappia James non ha mai fatto commenti sulla vicenda di cui è protagonista un pattinatore con cui lei ha fatto coppia per otto stagioni. Evidentemente non è un problema suo, infatti ha formato una nuova coppia con il canadese Eric Radford. Gli allenatori sono John Zimmerman e Silvia Fontana, non so se nella vicenda è coinvolto qualcun altro. Ciò che è successo, chi è coinvolto e fino a che punto, sono tutte cose che dovranno dire la polizia e il giudice. Sperando che sia fatta giustizia e che non salti fuori qualche cavillo che consenta ai colpevoli di cavarsela come se nulla fosse.

C’est dur de rompre l’omerta, monsieur O. C’est dur de revenir sur des décennies de silence et de mensonge. C’est dur pour une société de changer son regard, et pour un système de changer de fonctionnement. Le monde du sport porte des valeurs fortes, des enjeux financiers énormes. Il protège son image avec pugnacité, et tant pis pour les nombreux cadavres cachés. J’apprendis, au moment où je boucle ce livre, qu’un des meilleurs patineurs français actuels, que je connais bien, est accusé d’agression sexuelle sur une jeune fille de treize ans aux États-Unis. Je lis que les deux coachs du patineur auraient fait pression sur la jeune fille pour qu’elle se taise. Je vois que, dans un communidué, la Fédération française des sports de glace apporte son soutien au patineur en précisant qu’elle n’a « pas de motif pour ne pas lui accorder sa confiance ». Et je me dis que, décidément, les istitutions ont bien du mal à changes leurs réflexes. (pag. 145)

Nell’epilogo Abitbol cita il ministro francese dello sport, Roxana Maracineanu, che ha deciso di agire. Al momento so che ha costretto alle dimissioni Gailhaguet, Abitbol parla di “un grand plan de prévention contre les violences sexuelles au sein du sport” (pag 148). Non ho idea di cosa stia facendo Maracineanu, ma spero davvero che riesca a fare pulizia.

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