Ultimo sguardo a Push Dick’s Button, il libro scritto da Dick Button di cui ho già parlato qui e qui. Mi ero fermata al passaggio dal codice di punteggi 6.0 all’ISU judging system, riprendo da qui e dai giudici che lo applicano. Cominciamo con una frase che condivido in pieno.
If you are a skating judge convicted multiple times of cheating, or if your country (Federation) is convicted of multiple offenses, you should be out! (pag. 184)
Non sono (solo) io a dirlo, qui lo dice un grandissimo campione, in termini che non potrebbero essere più chiari, e visto che lui ha commentato a lungo per la televisione statunitense sono sicura che lo abbia detto anche lì. Com’è che l’ISU non lo capisce? Lo aveva capito in passato, quando a controllare la correttezza dei giudici c’era Sonia Bianchetti, ora su alcuni aspetti il pattinaggio è tornato indietro. Button ricorda che fra il 1970 e il 1977 tredici giudici dell’Unione Sovietica sono stati sospesi (sul loro comportamento mi soffermerò commentando il libro di Alexei Mishin, che sto leggendo ora), che l’Unione Sovietica controllava le federazioni del Blocco dell’Est, e cita esplicitamente Bulgaria, Cecoslovacchia, Germania dell’Est, Ungheria, Polonia, Romania, quindi si limita a un eccetera lasciandoci immaginare qualche altro nome, e che nel 1978 la federazione sovietica è stata sospesa per un anno, un tempo secondo lui non abbastanza lungo (e io concordo, ma per capire perché vi rimando al commento sul libro di Mishin che pubblicherò a breve).
It was also well known that many judges were honest but were totally under the thumb of their Federation, which could many times be under the thumb of their government and had to bow when asked to bow. (pag. 184)
Se l’ISU sospendesse determinate federazioni, nessuno farebbe pressioni. Che senso avrebbe per una federazione costringere i suoi giudici a votare in modo scorretto per vincere una gara ma poi non potessero più giudicare? Non sospensioni di un anno, una federazione può anche accettare di barare ad anni alterni invece che mai, considerando un anno un prezzo da pagare per un determinato titolo. Barerebbero ancora con la stessa facilità se la sospensione fosse di quattro anni e due edizioni dei Giochi olimpici? Mi sa che in questo caso ci penserebbero un po’ di più. Certo, potrebbero trovare altri modi per barare, i modi si trovano sempre, ma almeno gli si potrebbe rendere la vita più difficile, avremmo qualche gara un po’ più corretta.
Sorvolo su tutti i commenti di Button sul sistema di giudizio e sui ruoli dei vari personaggi, e passo alla propaganda. Lui non la chiama così, in realtà non è necessario che sia sempre propaganda, ma la propaganda nasce da queste considerazioni.
The Kiss and Cry is what had developed from a long history of pursuing what ABC always felt was the essence of sports coverage. That was “The Up Close and Personal” features on athletes–revealing elements of who they were, the story around them, their emotions, their fears, their likes and dislikes.
This principle existed long before television was invented. Sports coverage in newspapers always wanted the story behind the story, the personalization of the great stars. It was about creating heroes every man, woman and child could relate to, admire, envy, applaud, and emulate. (pag. 192)
It was about creating heroes. La televisione ha bisogno di eroi per attirare il pubblico che guarda le gare, solo così gli sponsor pagano. I giornali hanno bisogno di eroi, così il pubblico li comprerà per leggere le loro storie.
Lasciamo stare i libri dedicati agli aspetti meno belli del pattinaggio, quanti libri incentrati su famosi pattinatori ho letto? Io leggo tantissimo, forse ve ne siete accorti. Forse vi siete accorti anche che ogni tanto divago. Questo paragrafo è una divagazione, se non vi interessa potete saltarlo. Ho letto i libri generali, che mi hanno fatto conoscere pattinatori di altre epoche, Figure Skating’s Greatest Stars e Skate Talk di Steve Milton, Figure Skating. A History di James Hines, Figure Skating. A Celebration di Beverley Smith, e poi ci sono le biografie/autobiografie di singoli pattinatori, Forcing the Edge di Kurt Browning, The Passion to Skate di Sandra Bezic, Landing It di Scott Hamilton, Our Life on the Ice di Jane Torvill e Cristopher Dean e Tessa & Scott, scritto da Virtue e Moir insieme a Milton. E, al di fuori del pattinaggio, ho letto il primo libro di Alex Zanardi, l’autobiografia di Jury Chechi, La squadra che sogna, dedicato alla squadra di pallavolo allenata da Julio Velasco. Le maggiori attenzioni le ho riservate al tennis con tre libri di Gianni Clerici, 500 anni di tennis, Divina, su Suzanne Lenglen, e Wimbledon, e poi ci sono state le autobiografie di Martina Navratilova, Monika Seles, Andre Agassi e Arthur Ashe, ma anche Terribile splendore di Fisher e Game set match di Holm e Roosvald, oltre a vari libri trasversali a diversi sport. Questo per dire che anch’io voglio conoscere il campione. Voglio che mi venga narrata la sua storia. Per me il punto è che voglio una storia vera, che non mi importa della nazionalità dell’atleta – i libri monografici che ho citato sono dedicati ad atleti britannici, canadesi, una ceca, una francese, (un giapponese, le parentesi sono dovute al fatto che ho comprato i libri in giapponese, quindi non avrei dovuto essere in grado di leggerli, anche se poi li ho letti lo stesso grazie alla generosità di qualche fanyu), italiani, una serba, statunitensi, svedesi (anche se ero interessata solo a uno dei tre tennisti, quello a cui l’autore ha dedicato meno spazio), e se avessi trovato libri su determinati atleti ci sarebbero state altre nazionalità nel mio elenco – e che il numero di vittorie non è ciò che mi spinge a tifare per un determinato atleta. Per intenderci, io ho tifato per Jana Novotna, non per Steffi Graf. Lo so anch’io che Graf ha vinto molto di più, so contare il numero di titoli, ma la pur bravissima Steffi non mi ha mai emozionata come Jana. Mi sono divertita di più in partite ben giocate, e perse, dai giocatori per cui tifavo, che in partite giocate male, ma vinte.
Fino a quando l’arbitraggio, o la valutazione, di una gara è corretto, non sono felice per una sconfitta ma la accetto. Io le storie le voglio, ci spendo anche soldi, ma le voglio se sono vere, e non voglio la vittoria a tutti i costi, ma non per tutti è così. Per la massa, che segue lo sport distrattamente, contano gli slogan, contano i numeri di vittorie, il totale dei punti, anche se non capisce come si sia arrivati a quei punti. È davvero necessario capire? Per molte persone no, è sufficiente poter dire che è stato vinto un certo numero di medaglie, che è stato ottenuto un certo punteggio, che sono stati fatti tot salti.
Il Kiss and Cry serve per narrare le storie. Tutto bene fino a quando ci fa conoscere gli atleti, quello che mi interessa è che per noi la conoscenza degli atleti è importante. Certo, possiamo appassionarci anche solo ai programmi, ma se di un atleta conosciamo la storia ci appassioniamo di più. E se quella che viene narrata è solo la storia, anche a costo di forzare la realtà sugli aspetti tecnici? Da qui è un attimo che la narrazione di una storia diventi propaganda, e possa avere anche effetti importanti. Un esempio in questo senso ci viene dai Test Skate russi che si sono svolti qualche giorno fa.
Non è una gara, quindi non c’è un pannello di giuria con voti ufficiali, anche se i giudici erano presenti, è solo un sistema usato dalla federazione russa per valutare il livello di preparazione dei suoi migliori atleti. Nell’occasione Alexandra Trusova ha presentato un libro con cinque quadrupli, roba che in campo maschile hanno fatto solo Nathan Chen (che è pure arrivato a sei, se non mi sbaglio in due occasioni), Vincent Zhou (basta che non guardiamo le rotazioni) e Yuzuru Hanyu. A livello atletico è stata incredibile. A livello artistico ci sarebbe molto da ridire, al di là di Performance con i components io sarei rimasta sempre sotto l’8.00. Transitions non pervenute. Però tanto di cappello per ciò che ha fatto, e per come è tornata dopo un anno difficile. Se fosse stata una gara, il suo punteggio sarebbe giustamente stato altissimo, e nessuna sarebbe in grado di starle vicino pur con una maggiore completezza nell’aspetto artistico. ISU, ti sei accorto che la fattorizzazione per le donne è ancora 0.8, vero? Non noti un po’ di squilibrio? Non è il caso di cambiare il valore di fattorizzazione?
Comunque, pur riconoscendo che quel che ha fatto Trusova è incredibile, come andrebbe valutato il suo programma? Qualche atterraggio non mi convince, in un caso per me c’è un sottoruotato. E il flip ha il filo esterno. Il regolamento è chiaro in proposito, per un filo esterno la detrazione va da -2 a -4. Anche supponendo di essere generosi con lei e assegnandole tutti i bullet e la detrazione minima, con un filo errato non si può partire da un voto superiore al +3 perché manca il bullet 2, Very good take off (and landing, ma in questo caso l’atterraggio non è stato un problema). Dal +3, con la detrazione minima, il voto finale è +1, ma anche il -1 che ho visto assegnare da qualcuno su Twitter sarebbe corretto. Un po’ severo, secondo quella persona manca qualche altro bullet oppure ha applicato la detrazione massima, ma il regolamento sarebbe stato rispettato. Ho visto anche quella che sarebbe stata la valutazione di un non meglio identificato giudice internazionale, +4. Un giudice internazionale. Forse quel giudice dovrebbe studiare meglio il regolamento, perché a questo salto non è possibile assegnare un +4. A questo punto è partita una piccola discussione.
Il livello di molte persone è questo: esaltarsi per un numero di salti cool and impressive, indipendentemente da ciò che dice il regolamento.
No, se vogliamo che siano gare e non farse, il regolamento deve essere rispettato. Nelle esibizioni i pattinatori possono fare tutto ciò che gli pare, nelle gare se non rispettano il regolamento devono ricevere le relative detrazioni. Non assegnargliele significa fare un torto a tutti quei pattinatori che pur eseguendo movimenti corretti ricevono gli stessi punti, quando non meno. Trusova esegue un quadruplo flip? Valore base 11.00 punti, con un +1 salirebbe a 12.10 punti, con un -1 scenderebbe a 9,90 punti. Sempre più di quanto sia possibile ottenerne con un triplo flip perfetto (5.30+2.65=7.95). Nessuno, uomini compresi, esegue un quadruplo flip perfetto? Allora non assegniamo a nessuno un voto alto. Non è mica obbligatorio assegnare voti alti, i voti devono essere adeguati a quanto fatto dai pattinatori. Perché con un quadruplo flip dal filo errato, che da regolamento potrebbe prendere al massimo 12.10 punti, chiunque dovrebbe riceverne di più? Fra le avversarie di Trusova ci sono diverse pattinatrici capaci di eseguire un quadruplo toe loop. Con un valore base di 9.50 punti e un +5 si arriva a 14.64, per quell’anonimo giudice internazionale (e per questo fan) Trusova avrebbe meritato 15.40 punti. Un salto che comprende un errore che, da regolamento, va penalizzato, avrebbe meritato un voto più alto rispetto a un altro salto perfetto, e in questo caso sto confrontando due quadrupli. Per qualcuno è importante elogiare, rispettare il regolamento è un optional.
Ecco, se questo è l’atteggiamento di tante persone, non stupisce che quando la televisione costruisce il personaggio, quando lo avvicina al pubblico, il grande pubblico ne viene affascinato e accetta tutto. Il regolamento è complesso, perché qualcuno dovrebbe prendersi la briga di studiarlo? Quindi ci esaltiamo per il numero di quadrupli, rimaniamo affascinati dalle storie che la televisione ci racconta, e non chiediamoci altro. Applicare il regolamento? A chi importa? Quindi contiamo il numero di salti, senza preoccuparci di come sono stati eseguiti, contiamo il numero di titoli vinti, senza guardare da vicino come sono stati assegnati i voti, e andiamo avanti così, con miopia. Tanto all’ISU importa che ci sia un pubblico pagante, non la correttezza e neppure la coerenza.
Poco più avanti Button ricorda la vicenda di Tonya Harding, qualcosa che ha portato un grandissimo interesse sul pattinaggio ma che non è esattamente un grande esempio di sportività. Dopo aver sottolineato come non è possibile perdonare qualcuno che ferisce intenzionalmente un avversario, Button ha scritto che
Tonya Harding was later banned for life by the ISU. Judges who have been convicted of cheating are, after a short suspension, often back judging. How about that for consistency? (pag. 202)
Prima che qualcuno possa dire che sono due situazioni diverse, Button non dice che Harding non meritasse una sospensione a vita. Ma, per quanto l’aggressione a Nancy Kerrigan non è perdonabile, è un fatto isolato. Un giudice che assegna regolarmente voti assurdi condiziona la carriera di numerosissimi atleti. La portata distruttiva di ciò che possono fare i giudici è molto più ampia di ciò che ha fatto Harding. Perché i giudici non vengono puniti con la stessa severità?
Button ha scritto il suo libro a ruota libera, salta spesso da un argomento all’altro o torna su qualcosa che ha già trattato. A lui l’ISU judging system non piace – o almeno, non gli piaceva nel 2013, non so se poi abbia cambiato idea – e ogni tanto ne parla. E alcune considerazioni sono interessanti.
the new rules are increasing neither the quality nor the standarsd of figure skating. The new rules reward what a few speed skaters think constitutes quality and standards. The sole aim of speed skating is to go faster (pag. 217)
Questa è una semplificazione, per esempio con questo codice di punteggi i pattinatori hanno iniziato a prestare più attenzione alle trottole e alle sequenze di passi. Però il go faster è vero, anche se non è espresso così. Cosa è contabile? Il numero di rotazioni dei salti (anche se quelle rotazioni dovrebbero essere fatte in aria e non sul ghiaccio, sul ghiaccio si chiamano trottole). Perciò ecco che arrivano tanti punti per i salti, e più rotazioni ci sono meglio è. La qualità con cui sono fatti i salti? Ecco, volendo possiamo tornare a quel quadruplo flip di Trusova, o anche a tanti altri salti che prendono voti alti perché sono quadrupli, indipendentemente da ogni altra considerazione. E il modo in cui sono assegnati i components, altissimi se un pattinatore esegue tanti quadrupli, ne sono la conferma. Sempre per quel programma di Trusova il giudice internazionale avrebbe assegnato un 9.50 in skating skills e un 8.25 in transitions.
Per quanto io riconosca che bisogna essere davvero bravi per fare tutti quei quadrupli, i quadrupli hanno un valore base e un GOE, fanno parte del punteggio tecnico, e non dovrebbero avere nessuna rilevanza nei components. Escludendo la sequenza coreografica e quella di passi, quante transitions ha fatto Trusova? Però sì, in effetti si muoveva velocemente da una parte all’altra della pista. Possiamo darle valutazioni alte per questo?
Il regolamento è sbilanciato, sarebbe ora che l’ISU se ne rendesse conto. Ma ancora più urgente è una migliore formazione dei suoi giudici, l’uso di migliori tecnologie per aiutarli a giudicare con più precisione e la squalifica per chi assegna i voti in modo chiaramente partigiano. Invece no, tutto quello che sembra importare è esaltarci per il numero di quadrupli ed evitare scandali. Tutto pur di attirare pubblico pagante che possa far andare avanti la baracca. E qual è il pubblico più importante? Quello statunitense.
Personally, I don’t like that I coudn’t see the 2013 World Championship live on network television. That’s probably because the ratings in the U.S. have dropped into the cellar where the doggies are sent when they are bad.
The 2014 World Skating Championship are held in March right after the big hoopla of the Olympic Winter Games and won’t be seen live, except as a two-week delayed summary show in April. (pagg. 224-225)
Non credo che la televisione americana abbia gradito il calo degli spettatori. Stando così le cose, perché non rimediare con un po’ di propaganda? E guardate che i giudici sono esseri umani, come tutti si fanno influenzare dalla propaganda. Ne ho parlato più volte, probabilmente il testo in cui ho affrontato in modo più serio l’argomento è stato in un commento in inglese su Pensieri lenti e veloci di Daniel Kahnemannn.
Stavolta la televisione americana trasmetterà le gare, la loro storia da narrare ce l’hanno. Pattinatori fortissimi atleticamente, che completano un numero incredibile di quadrupli, e che sono pure bravi ragazzi. Non c’è nemmeno la guerra fredda, possiamo esaltare lo spirito di fratellanza fra nazioni che in passato sono state su diversi schieramenti, perché ora il mondo ha bisogno di armonia e perché tanto non c’è una concorrenza diretta. Quanto allo spirito sportivo e all’applicazione del regolamento… avete visto quanti quadrupli? Wow! Incredibile! Record del mondo!!! History!!!!!
Grazie, no. Non è questo ciò che voglio vedere.

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