Jon Jackson: On Edge/4. Maneggi dietro le quinte

Lo so, sto alternando due tipi diversi di post. È che vorrei scrivere di tutto, e mi ritrovo a portare avanti più progetti contemporaneamente. In questo caso torno su On Edge di Jon Jackson. Sono al capitolo 8. La spiegazione preliminare per far capire la citazione la riassumo. Jackson parla di quei formaggi che hanno un odore molto forte, al punto che all’inizio disgustano. Poi, quando ci si abitua all’odore, spesso se ne apprezza il sapore.

Initially, when I started learning about the politics – “the game” – witnessing the injustices, it was like the cheese, quite disgusting to the senses. But eventually, I came to enjoy the camaraderie that went along with the politics, the cocktail parties and judges’ special dinners were amazing, and the judging irregularities became somehow excusable.

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Questa mi sembra un considerazione molto interessante. Anche chi inizia con buone intenzioni può adattarsi all’ambiente in cui si trova e non percepire più che determinati atteggiamenti sono sbagliati, o ritenerli meno gravi. Quanti giudici che potrebbero essere bravi si sono lasciati trascinare dall’ambiente? Una delle priorità delle federazioni, dell’ISU ma anche delle singole federazioni nazionali, dovrebbe essere la formazione seria dei giudici, anche a livello psicologico, donandogli la consapevolezza di come ci si può lasciar indurre in errore facilmente.

Appena la riga sotto, Jackson ricorda di aver ricevuto un national bias demerit in una gara a St. Gervais per aver piazzato al primo posto Natalie Vlandis e Jered Guzman, posizione a suo giudizio meritata. Dal modo in cui lo scrive sembra che aver ricevuto quella segnalazione non lo avesse preoccupato più di tanto, e se anche lui sentiva di avere la coscienza a posto io mi chiedo quanto siano seri gli ammonimenti dell’ISU se un giudice li può liquidare con tanta facilità.

Alla finale di Grand Prix junior nella primavera del 1998 Jackson è stato ancora una volta team leader della squadra americana e giudice, e ho già scritto cosa penso del doppio ruolo. Il giudice statunitense nella danza era Kathleen Flaherty. Durante l’ora del loro cocktail

one judge in particolar, a married male judge, was putting the full-court press on her, flirting with her and flattering her at every step. He was out to get her vote for his nation’s dance team. Fortunately, Kathleen was wise to his not-so-subtle moves.

Later, he even put the moves on me, pressing his harder-than-it-should-have-been crotch against me as I sat at the bar, and then he invited me up to his room later for some “grappa”. Grappa? Is that what the married men call it?

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Wow! Non credevo che fare il giudice potesse portare a questo tipo di situazioni. Peccato non sapere quale giudice fosse così devoto alla sua nazione da corteggiare indifferentemente uomini e donne. Quanto alla gara, non ho i risultati completi, il successo è andato agli italiani Federica Faiella/Luciano Milo davanti ai russi Oksana Potdykova/Denis Petukhov e agli italiani Flavia Ottaviani/Massimo Scali. Jackson ha giudicato la gara maschile, vinta dallo statunitense Timothy Goebel davanti al Bulgaro Ivan Dinev e allo statunitense Matthew Savoie. Nel libero Goebel ha eseguito un quadruplo Salchow, il primo quadruplo completato da uno statunitense e soprattutto il primo quadruplo Salchow ratificato dall’ISU.

He won because of it, despite the attempts of a few judges who “trashed” his presentation mark.

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Purtroppo non ho trovato il video, avrei voluto guardare quei voti. Subito dopo Jackson racconta che alcuni allenatori sono andati da lui per chiedergli di far confermare ufficialmente dal referee, Sally Stapleford, che il quadruplo fosse stato completato, cosa su cui lui personalmente non aveva dubbi. Per Jackson la conferma era inutile, per quegli allenatori no.

“Well, the Europeans might not want an American to hold the title of having completed the first quad salchow. They may dismiss it as having been cheated. Do you mind asking, just to be sure?” che coaches pressed.

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Vedendo la forza della federazione americana ora, mi sembra strano pensare che gli americani potessero sentirsi inferiori, a livello politico, rispetto agli europei (fra l’altro, come se tutti gli europei fossero un blocco unico, mentre, per esempio, non mi pare che russi, italiani e spagnoli abbiano tutti la stessa importanza, e sono tutte nazioni che hanno avuto pattinatori su podi importanti negli ultimi anni). Però è bene notare che anche queste cose, entrare nel libro dei record per essere stato il primo a eseguire un determinato elemento, sono importanti e possono essere oggetto di giochi politici fra le federazioni. In questo caso la britannica Stapleford ha trovato la domanda assurda, per lei il salto era stato eseguito bene ed è stato regolarmente ratificato. E, giusto per approfondire il discorso dei giochi politici, qualche tempo dopo Jackson ha giudicato un’edizione del Nebelhorn Trophy che si è svolta contemporaneamente a un congresso dell’ISU, con annessi esami per diventare giudici olimpici. Il giudice americano che doveva sostenere l’esame era Taffy Holiday, nell’occasione così nervosa da non riuscire a dare il meglio di sé.

In the end, Taffy passed the exam, with Ron [Pfenning], Lakernik, and Britta [Lindgren, svedese] voting in her favor, Sally [Stapleford] and Walburga [Grimm] were for some reason against her. Ron secured Britta’s vote by agreeing to vote for one of two Swedes sitting for the exam, both of whom had also worked themselves into a nervous whirl similar to Taffy’s.

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Per la serie… i giochi politici non avvengono solo nella valutazione delle gare. In un ambiente così, dev’essere davvero difficile continuare a rimanere corretti, indipendentemente dai buoni principi con cui si è iniziato.

I problemi non sono solo internazionali, sono anche nazionali, come nota Jackson parlando di Lucy Brennan e del campionato statunitense del 2000. In teoria Jackson avrebbe dovuto essere il referee e Brennan la sua assistente, ma a Brennan i due ruoli non sono piaciuti ed è riuscita a ottenere che fossero invertiti. Spero che ora le cose siano cambiate e che i ruoli non possano più essere invertiti per un capriccio – o peggio – di una delle persone che devono giudicare la gara. Ruolo cruciale dunque per un giudice newyorkese che era

a huge fan of any skater who represented the Skating Club of New York, and dominated the practice chatter among the judges on their behalf. If you were not one of Lucy’s chosen favorites, watch out!

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Quando sentiamo che a livello politico un determinato pattinatore non è gradito dalla sua federazione, che preferisce pattinatori provenienti da altre regioni, evidentemente è perché al vertice c’è qualcuno che ha preconcetti ben precisi.

Jackson punta il dito regolarmente contro i giudici sovietici, purtroppo se non viene tradotto in una lingua che capisco – italiano, inglese o francese – qualche libro di qualcuno che sta dall’altra parte, di allenatori o giudici o atleti russi, non posso vedere anche il loro punto di vista. Sono sicura che anche loro avrebbero dei simpatici episodi da raccontare. [Edit: verrà tradotto il libro di Alexei Mishin, non vedo l’ora di leggerlo]. Va bene, guardiamo un po’ da vicino il bloc judging e le motivazioni dei giudici, al di là dell’incapacità di percepire che quello che stanno facendo è sbagliato, anche solo per assuefazione. Queste comunque sono parole che si riferiscono a un po’ di anni fa.

It makes sense then that the judges from Russia, and other Eastern bloc countries, are willing to do whatever their federations request of them in order to continue traveling out of their countries to judge figure-skating. One day’s worth of travel per diem is worth more than a mont’s salary. The honorarium given at Grand Prix events, three hundred dollars, is half a year’s earnings. Put in that perspective, its easy to understand the motivation of former Eastern bloc judges to play the game. If they don’t, they stay home.

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Forse in questo caso sarebbe il caso di sospendere l’intera federazione. Se un giudice è partigiano, è lui che lo è, ma se lo sono tutti la colpa è della federazione che fa pressione su di loro. Un giudice non dovrebbe essere messo nella condizione di dover scegliere se essere corretto o smettere di giudicare. L’unico modo per bloccare queste cose è far capire alla federazione che non sono ammessi imbrogli, e se questo significa sospendere l’intera federazione allora va fatto.

Torniamo ai singoli episodi, con la finale di Grand Prix junior che si è svolta in Scozia nel dicembre del 2001.

Once again, the officials and judges were treated like visiting monarchs.

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Nessuno scandalo qui, è solo una risposta a quel giudice che mi ha detto che i giudici di pattinaggio dedicano il loro tempo alla disciplina senza averne nessun tornaconto. Ok, devono avere un lavoro che gli consenta di viaggiare, di potersi permettere qualche giorno di ferie in occasione delle gare, ma se se lo possono permettere e gli piace la disciplina, forse qualche aspetto positivo nel fare il giudice c’è.

Nel dicembre del 2000 Jackson ha giudicato la finale di Grand Prix junior che si è tenuta in Scozia. Queste sono le classifiche finali:

Nella danza all’epoca si disputavano tre segmenti di gara, il primo era la Compulsory Dance. Fra i giudici troviamo una nostra vecchia conoscenza.

At the dinner, I sat next to Elena Fomina, an attractive judge from Russia, who was assigned to judge the Men’s division. During dessert, another Russian, Myra Oblasova, talked to me only a few seconds before focusing her attention on Elena, speaking completely in Russian. Though I could completely hear their unpleasant exchange, I couldn’t understand a single word, except maybe “nyet!” It seemed to me that Elena was resisting whatever request was being put on her.

When Myra left, Elena let me know that she would now be judging the Ladies’ event; Myra was taking the Men’s event from her. When I asked why, Elena looked at me, shrugging her shoulders, saying only “Dance?” in a quizzical manner.

I can only guess what she meant. The Men’s event shared a few common interests, country-wise, with the Dance event. Not so for the Ladies. If she was so inclined, in order for Myra to get placements for her Russian team from the other countries, she would need to promise something in return. With no common nationalistic interest on the Ladies, she couldn’t make promises there. But if she was on the Men’s event, if she wanted to, she could promise placements in that event, in exchange for placements in the Dance.

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Cosa dicevo più in su sul fatto che i ruoli non dovrebbero essere scambiati? Se qualcuno vuole manipolare, poter decidere quale gara giudicare è un bel vantaggio. Spero che il regolamento su quest’aspetto sia cambiato. Qui abbiamo un voto di scambio. Io aiuto i tuoi pattinatori e tu aiuti i miei, però non mi tornano le nazionalità.

M L P D
CAN X
CHN X X
CZE X
FIN X
GER X X
HUN X
JPN X X
RUS X X X X
SUI X
UKR X
USA X X X X

Le uniche nazioni che hanno pattinatori presenti sia nella gara maschile che in quella di danza sono Russia e Stati Uniti, e Jackson non sta certo dicendo che i suoi connazionali hanno avuto aiuti illeciti. Può ricordare male una o entrambe le discipline? Le altre nazioni che hanno avuto atleti in due diverse discipline sono tre. La Cina (uomini, men, e coppie, pairs) ha vinto due ori, e se la coppia russa è arrivata solo quarta, la gara maschile è l’unica in cui i pattinatori russi hanno guadagnato posizioni fra un segmento di gara e l’altro. Per la Germania (donne, ladies, e danza) la coppia tedesca dopo i primi due segmenti di gara ha guadagnato un posto ed è riuscita a salire sul podio. Con il Giappone, che ha partecipato alle gare femminile e di coppie di artistico, Jackson avrebbe fatto due errori nella sua ricostruzione, e se dopo il programma corto la coppia giapponese ha guadagnato una posizione, lo ha fatto a spese proprio della coppia russa. È possibile anche che il discorso fosse più ampio, che comprendesse anche un giudice di una terza nazione di cui non sappiamo nulla, il che renderebbe una ricostruzione degli eventi impossibile senza una confessione da parte di qualcuno dei diretti interessati, confessione che sospetto non arriverà mai.

The result of the Men’s event did not reflect the skating. Not even close. The three American boys, Parker Pennington, Evan Lysacek, and Ryan Bradley, were all screwed, while the Russian boys who skated nowhere near as well ended up second and third. The Russian dance team was second in the Dance event. It was becoming more and more clear why Myra needed to be on that Men’s event.

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Come detto, ho sospetti ma fatico a fare una ricostruzione precisa, al di là della scorrettezza degli eventi, e anche se sono convinta che l’episodio sia vero, non mi torna qualcosa nel racconto di Jackson. Sarebbe bello poter guardare video delle gare, ma io non ne ho trovati, e conoscere i voti assegnati dai singoli giudici, ma non ho trovato neppure quelli, conosco solo le classifiche per segmento di gara. Peccato che l’ISU non abbia nell’elenco delle cose da fare il rendere pubbliche tutte le informazioni possibili riguardo alle gare, passate ma anche presenti. Dire, per esempio, quale bullet ha assegnato ciascun giudice, o quali penalità ha applicato, non sarebbe una brutta cosa, invece così abbiamo numeri isolati dalla loro ratio e possiamo solo fare ipotesi. Comunque anche se non ha organizzato lei il maneggio, Fomina ne ha certamente fatto parte. Non so come giudicasse le gare prima, ma quando inizi a cedere sui principi, quando accetti gli imbrogli e te ne rendi complice, poi diventa sempre più facile giudicare quest’atteggiamento come qualcosa di normale, e magari assumere un ruolo più centrale nel manipolare gli eventi. Fomina è tutt’ora uno dei giudici russi più importanti, e la cosa mi preoccupa.

Alla pagina successiva troviamo un’altra nostra vecchia conoscenza, Lorrie Parker. Jackson non le dedica molto spazio, ma quel che dice è interessante. Pur senza accordi illeciti, che non sembra aver fatto, è evidente che è un’abile manipolatrice, e anche questo non è tanto normale. Manipolazione delle persone e correttezza nei giudizi non vanno troppo d’accordo. Questo è il primo impatto.

Lorrie is part of a multi-pronged skating family: Her mother, uncle, aunts, cousins, and daughter are all involved in the sport. Friendly beyond the call of duty, she has no enemies and seems to know or talk to everyone she meets, and then remember their names.

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Con una presentazione così, famiglia abbondantemente presente nello sport e contatti con tutti, non mi sorprende trovarla a giudicare le gare più importanti, Giochi olimpici compresi. Sembra una di quelle persone che, comunque vada, riuscirà a cavarsela, a venirne fuori, perché conosce tutti e tutti la amano.

The athletes absolutely loved Lorrie. She relates to them on the level of an adult, and gives them encouragement that only a former skater and former mother could. Her enthusiasm is on the scale of a college cheerleader, which she just happened to be during a previous life.

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A leggere queste parole Parker mi sembra perfetta come team leader, ma assolutamente inadatta come giudice, perché lei è amica dei pattinatori e sospetto che non sappia dove stia di casa l’imparzialità. Questo è il suo national bias nelle gare internazionali che ha giudicato nelle stagioni 2016-2017 e 2017-2018, quelle in cui lei è stata attiva e in cui sono stati finalmente resi noti i voti assegnati da ciascun giudice. Ricordo che dopo i Giochi olimpici di PyeongChang Huang Feng è stato sospeso (purtroppo) per un (solo) anno perché nelle coppie di artistico ha avuto un bias di 8.83 punti (4.03 nel programma corto, 4.80 nel libero).

Stagione Gara SP FS Tot.
2016-2017 JGPF M 4,14 9,26 13,40
2016-2017 GP Final M 3,03 5,07 8,10
2016-2017 Four Continents Championship M 0,99 5,60 6,59
2017-2018 GP Rostelecom Cup P 2,78 11,52 14,30
2017-2018 GP Rostelecom Cup L 4,31 6,18 10,49
2017-2018 GP Rostelecom Cup M 3,92 3,54 7,46
2017-2018 GP Cup of China P 3,21 3,58 6,79
2017-2018 GP Cup of China L 0,14 5,95 6,09
2017-2018 GP Cup of China M 2,78 -0,04 2,74
2017-2018 Team Olympic Games M 0,28 10,60 10,88
2017-2018 Olympic Games M 10,43 10,43
Bias totale 25,58 71,69
10 11
2,56 6,52 9,08

In cinque gare su undici – e in una di queste ha giudicato solo il programma libero – Parker ha avuto un bias più alto di quello di Feng. Il suo bias medio, 9.08, è più alto del bias di Feng. E lei è ancora lì a giudicare le gare? Parker era nel pannello di giuria di tutte e tre le discipline di artistico a Skate America 2020, quindi potremmo ritrovarcela a giudicare una gara seria in qualsiasi momento, il suo nome è nell’elenco degli ufficiali di gara accreditati pubblicato dall’ISU. [Edit: Parker ha giudicato il World Team Trophy 2021, quindi sta continuando a giudicare gare internazionali importanti].

Qualche tempo dopo, in una gara in Slovenia dedicata ai pattinatori di categoria Novice, Jackson era il referee della gara maschile, Parker uno dei giudici. Jackson non fa nomi, ma quello che dice mi sembra abbastanza da poter affermare che si trattava del Triglav Trophy, che si è svolto fra il 18 e il 22 aprile 2001. La gara Advanced novice è stata vinta dallo statunitense Traighe Rouse davanti allo svizzero Moris Pfeihofer e all’italiano Marco Fabbri.

Lorrie was working a marketing campaign, Russian-style, on the judges of my Novice Men’s event. The American boy she was promoting was a master stylist, and Lorrie must have taken every opportunity to play this up. He finished second in the short program, but scored the highest presentation marks. In the discussion that took place afterward, putting a twist on Russian-style spin, Lorrie let the foreign judges convince her just how good the U.S. skater was in presentation. “Really? Do you think so?” Pinky on chin, eyes to the ceiling.

In the freeskate, the American performer well enough. He missed a jump or two, as I recall, but he had a remarkable presentation. A young Swiss, skating immediately after, nailed a number of well-executed triple jumps. He skated a perfect program, and was clearly the winner. Well, at least the assistant referee and I saw it that way. The Swiss judge, of course, did too. But Lorrie and her previously persuaded panelists all gave it to the American. They did it by giving him a wide lead in the presentation mark to make up for the loss of his edge in technical merit.

I’m still not sure how Lorrie did it, but I wish I knew. She accomplished her goal without ever trading a single placement, without ever making a promise, no quid-pro-quo. She couldn’t have, there was no dance event, and Lorrie isn’t even a dance judge! She accomplished it in the same way the Russian did for Oksana Baiul, and the way they tried to do it for Irina Slutskaya in 2002, and the same way they will try again in 2006.

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È talmente convinto del fatto che i russi proveranno a manipolare il risultato che non si fa problemi a scriverlo, Jackson, come se nell’ambiente sia conoscenza comune che l’atteggiamento sia questo. Nel 2006 l’oro sarebbe andato alla giapponese Shizuka Arakawa davanti alla statunitense Sasha Cohen e alla russa Irina Slutskaya. Però non capisco perché tirare in ballo la danza, le manipolazioni si possono fare anche con la gara femminile, con quella delle coppie di artistico, o all’interno della stessa gara. Se l’atleta della nazione A punta all’oro, ma sembra probabile che senza aiuti arriverà secondo, e l’atleta della nazione B punta al bronzo, ma sembra probabile che arriverà quarto, i giudici delle nazioni A e B potrebbero accordarsi per aiutare entrambi. Oro ad A, bronzo a B, ed entrambe le nazioni contente. Non sto dicendo che in questo caso sia successo così, solo che è possibile, quindi l’ipotesi di Jackson che Parker non ha fatto promesse solo perché non c’era la danza non prova nulla. È solo un’ipotesi. Comunque… dov’è la sua indignazione? Visto che a vincere è stato uno statunitense va tutto bene? Ci si arrabbia solo quando si è vittima delle ingiustizie ma è giusto compierle? E ancora, perché diavolo Lorrie Parker continua a essere un giudice?

Its no wonder the skaters love Lorrie Parker. She will go out of her way to help any of them, and has done so repeatedly.

Pag. 182

Gli statunitensi l’adorano. Certo, ma non esistono solo gli statunitensi, ed esiste una cosa che si chiama correttezza sportiva, e che non prevede l’aiuto ai propri connazionali penalizzando ingiustamente gli altri. Se sono così gentili da darmi il loro indirizzo, Parker, i dirigenti dell’ISU, e pure Jackson che qui si è perso qualcosa, posso spedirgli come regalo un bel dizionario, magari imparano qualche parola nuova di cui ignorano il significato.

A Skate America, all’inizio della stagione olimpica,

A surprising lackluster performance earlier that evening by the popular Michelle Kwan was controversially awarded a gold medal ahead of a stellar performance by the then relatively unknown Sarah Hughes

Pag. 183

Kwan aveva già vinto un argento olimpico e quattro ori e due argenti mondiali. Gli americani la adoravano, e secondo tutti era lei la favorita agli imminenti Giochi olimpici. Possibile che i giudici abbiano pensato che per aumentare le sue chance di vincere il titolo a Salt Lake City fosse fondamentale che battesse la connazionale? Sarah Hughes non era esattamente una sconosciuta, qualche mese prima, alla sua terza partecipazione al Campionato del mondo, aveva vinto un bronzo, ma non era lei l’atleta su cui puntavano gli Stati Uniti. Non bisogna dimenticare che

The Skate America event provides the earliest opportunity for skaters to premiere their new programs […] It is also the first opportunity for the officials to establish their early rankings based on the banquet buzz and cocktail chatter of the daily, hourly, and nightly parties and socials. For the press, it’s their first opportunity of the season to get a story—and, being an Olympic year, this was a chance to build readership going into the Winter Games.

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Di quanto sia importante per la stampa narrare storie e costruire personaggi ho già parlato. Però è interessante notare che è ai banchetti che i giudici stabiliscono il ranking della nazione. Provare a capire chi è stato il più bravo nella singola gara no? Lo so, è più difficile, ma è esattamente ciò che i giudici dovrebbero fare. Posso accettare l’errore, siamo tutti esseri umani, non accetto la manipolazione. Kwan era l’idolo degli americani, quindi doveva vincere lei, per chi ha giudicato Skate America la vicenda si chiude qui. In quella stagione Kwan avrebbe vinto una sola altra gara, il campionato americano, per il resto avrebbe raccolto solo argenti (compreso quello mondiale) e bronzi (compreso quello olimpico). Il titolo olimpico, al termine di una gara complicata, sarebbe andato a Sarah Hughes.

L’ultima gara importante prima dei Giochi olimpici è stata il Four Continents Championship. Con la maggior parte delle pattinatrici più forti rimaste a casa per preparare al meglio l’evento più importante, nella gara femminile

all eyes were on Ann Patrice McDonough.

Pag. 188

Nella stagione precedente McDonough aveva vinto l’oro alla finale di Grand Prix junior e l’argento al Campionato del mondo junior, quindi era un pattinatrice promettente, che qualche mese prima aveva esordito nel circuito Grand Prix senior, e che qualche tempo dopo avrebbe chiuso la stagione con l’oro nell’ultima ultima gara junior della carriera, il Campionato del mondo. Alla gara era presente anche Jennifer Kirk, più grande di lei di nove mesi, oro al Campionato del mondo junior e argento nella finale di Grand Prix nella stagione 1999-2000 e ormai alla sua seconda stagione senior.

The chatter among the judges at practice and at cocktails was all about Ann Patrice. I tried in vain to remind them that Jennifer Kirk was also a skater to be reckoned with.

In the short program, I was the lone judge to place Jennifer Kirk first. She clearly skated the best that day, but the judges had their attentions on Ann Patrice ant two young Japanese skaters. Jennifer did manage to come in second, but she should have been first.

Pag. 188

Altro errore di Jackson, Kirk non ha concluso il programma al secondo posto ma al terzo. Con il regolamento dell’epoca non era una differenza drammatica, se chi era terzo avesse eseguito il miglior libero avrebbe comunque vinto l’oro, quindi aveva un certo controllo sulla gara, doveva solo essere migliore degli altri. È quando la differenza fra due pattinatori era superiore ai due posti che diventavano importanti anche le prestazioni degli altri atleti e la composizione della classifica. Kirk era terza provvisoria, poteva vincere se fosse stata più brava delle altre, ed è esattamente quel che è successo. Miglior libero per lei e medaglia d’oro. McDonough era immediatamente alle sue spalle, quarta dopo il programma corto, ma con un libero falloso sarebbe scesa al quinto. Le giapponesi erano Shizuka Arakawa, che con il secondo posto in entrambi i segmenti di gara avrebbe vinto l’argento, e Yoshie Onda, prima nel programma corto, terza nel libero e alla fine vincitrice della medaglia di bronzo.

Su youtube ho trovato i programmi liberi della gara, non i programmi corti, non so se sia vero che Kirk sia stata la più brava nel corto. Quanto al libero, in tutti i programmi c’è stato qualche problema, perciò bisognerebbe sapere quanto pesavano all’epoca questi problemi. Kirk ha eseguito un programma pulito, è stata l’unica, ma ha anche completato una sola combinazione, e con un doppio toe loop come secondo salto, così come McDonough, che però è pure andata in ripetizione, ha messo due volte la mano sul ghiaccio e ha fatto un paio di step out. Onda è caduta sul triplo Axel, ma di combinazioni ne ha completate due, entrambe chiuse dal doppio toe loop. Lei ha eseguito otto elementi di salto (uno con mano a terra e step out), non sette. Il regolamento dell’epoca lo consentiva? Arakawa invece si è persa un elemento di salto per strada ed è atterrata su due piedi sul triplo Lutz iniziale, ma di combinazioni ne ha eseguite tre, triplo Salchow-doppio loop, triplo Lutz-doppio toe loop e, in chiusura, triplo Lutz-triplo toe loop-doppio loop, qualcosa che le altre potevano solo sognarsi. Cinque giudici, compresi Jackson e il coreano Chihee Rhee, che giudica le gare ancora adesso, hanno comunque ritenuto Kirk migliore sotto l’aspetto tecnico.

Quanto al secondo punteggio, delle cinque migliori la sola Onda ha ricevuto voti complessivi inferiori rispetto a quelli di Arakawa, mentre le tre occidentali, due statunitensi e la canadese Jennifer Robinson, le si sono piazzate davanti. Quattro giudici, il romeno, il coreano, il norvegese e lo sloveno hanno assegnato il primo posto ad Arakawa, uno, lo slovacco, le ha assegnato il secondo posto dietro a Kirk, tre, lo statunitense, il canadese (entrambi dietro anche a Onda) e il belga (dietro anche a McDonough), le hanno assegnato il terzo, uno, l’australiano, è riuscito ad assegnarle il sesto, dietro a Kirk, Onda, Robinson, una pattinatrice di cui non ho trovato il video e Robinson, anche lei capace di eseguire una sola combinazione con il doppio toe loop e di completare il triplo Lutz con step out). Kirk ha ricevuto cinque primi posti, dall’australiano, dallo statunitense Jackson, dal canadese, dallo slovacco e dal belga, e con la differenza di 5 a 4 l’oro è andato a lei.

È corretto il risultato? Io non ne sono del tutto convinta, ma la cosa che emerge con più forza da questo racconto è che le chiacchiere fra i giudici sono qualcosa di incessante, che può influenzare i risultati delle gare. Lo stesso Jackson ha scritto che il fatto di aver piazzato Kirk al primo posto nel programma corto

provided the other judges the opportunity to approach me about my placement. It was also a perfect opportunity to prepare them for the freeskate, without the appearance of lobbying for my skater.

Pag. 188

Conserviamo le apparenze, il resto conta poco. Tanto a chi poteva importare di Shizuka Arakawa nel 2002?

Ho isolato dal resto i risultati di Arakawa nelle ultime quattro stagioni della sua carriera per sottolineare come, fino a questo Four Continents Championship, Shizuka fosse una pattinatrice promettente ma non avesse ancora ottenuto risultati di rilievo. Non era neppure la campionessa nazionale, non lo era più da tre stagioni, in un Giappone che stava per iniziare ad avere risultati straordinari, ma appunto, stava per. Alla fine del 2002 Takeshi Honda e Fumie Suguri avrebbero vinto il primo dei loro due bronzi mondiali (Suguri avrebbe vinto anche un argento), ma l’ultima medaglia mondiale era l’oro di Yuka Sato nel 1994, l’unica medaglia olimpica l’argento di Midori Ito nel 1992.

Jackson chiude il discorso sull’intera competizione, concentrandosi brevemente sulle coppie di artistico. Lui parla delle posizioni relative delle coppie canadesi e statunitensi, non cita le posizioni assolute, quindi nel suo discorso le due coppie cinesi, Qing Pan/Jian Tong, vincitori della medaglia d’oro, e Dan Zhang/Hao Zhang, vincitori della medaglia di bronzo, non entrano, così come non entrano la terza coppia cinese (ottava) e la coppia giapponese (nona), ma fa comunque un errore perché afferma che la classifica finale ha visto una perfetta alternanza fra le coppie canadese e statunitensi, mentre prima si sono piazzate le due coppie canadesi (Anabelle Langlois/Patrice Archetto vincitori dell’argento, Valérie Marcoux/Bruno Marcotte quarti), poi la migliore coppia statunitense (Stephanie Kalesavich/Aaron Parchem, quinti), quindi la terza coppia canadese (Jacinthe Larivière/Lenny Faustino, sesti) e infine le altre due coppie statunitensi (Rena Inoue/John Baldwin, settimi, e Kathryn Orscher/Garrett Lucash), decimi). Il ripetersi di errori di questo tipo, se non sbaglio è il quarto che trovo nel libro, il terzo scrivendo questo post e uno scrivendo un post precedente, mi fa dubitare dell’attendibilità dei ricordi di Jackson, le sue affermazioni andrebbero sempre verificate. Però andrebbero verificate, non ignorate, perché probabilmente la maggior parte di ciò che ha scritto è vero, e molte affermazioni sono preoccupanti. Comunque se per lui era normale che Kirk battesse McDonough e pure Arakawa, il risultato delle coppie accende la sua indignazione. Parlando del giudice canadese, di cui non fa il nome e che dice di apprezzare come persona, si chiede

How did she get away with such blatant judging bias? The referee himself was also a Canadian, and he never said a word about it in the event-review meeting.

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Il bias, se c’è stato, è meno evidente di quel che afferma Jackson perché nel complesso (quindi non solo per il giudice canadese) sono state due le coppie canadesi a battere la miglior coppia statunitense, non una. Però c’è da pensare sul fatto che un referee possa scegliere di ignorare un bias di un giudice perché fa comodo a lui. Forse l’affermazione non è vera qui, ma non la si può accantonare come insensata solo perché nell’occasione Jackson ha indicato una classifica parzialmente errata. I giudici sono più facili da controllare, ma bisognerebbe guardare attentamente tutte le persone che in qualche modo possono influenzare il risultato di una gara.

Con la fine del capitolo mi fermo anch’io, Jackson è ormai arrivato ai Giochi olimpici di Salt Lake City.

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