Il codice di punteggi attualmente in vigore è stato creato dopo lo scandalo di Salt Lake City del 2002. L’intento dichiarato era avere un sistema obiettivo per stabilire chi fosse stato il migliore in una singola prestazione, in modo da assegnare le medaglie a chi le avesse meritate davvero. Nessun sistema però è a prova di imbrogli, e qualunque regola venga stabilita, ci sarà sempre chi troverà il modo di aggirarla.
L’ISU Judging System è entrato in vigore a partire dalla stagione 2003-2004 per le gare del circuito Grand Prix, dalla stagione successiva per i campionati ISU e i Giochi olimpici. Per parecchi anni i voti assegnati dai giudici sono stati mescolati da un computer e poi noti in ordine casuale, perciò non è possibile sapere quale giudice ha assegnato un determinato voto. I dati sono conservati dall’ISU, sarebbe bello che li pubblicasse ma ho il vago sospetto che non lo farà mai. Se lo facesse verrebbero sicuramente fuori situazioni imbarazzanti, e da quel che possiamo vedere sembra proprio che la cosa che l’ISU voglia evitare sia l’imbarazzo, non gli imbrogli. Dalla stagione 2016-2017, però, questi dati sono stati resi pubblici, perciò è possibile fare una serie di controlli, sia sulle nazioni che sui giudici.
Come vengono selezionati i giudici per le singole gare? Prima vengono designate le nazioni, e poi ciascuna nazione sceglie quale giudice inviare. Esistono diversi livelli fra i giudici, da quelli che possono giudicare solo le competizioni intersociali a quelli che possono giudicare le gare internazionali, fino a quelli che possono giudicare i Giochi olimpici. Io non so quale sia il livello di ciascun giudice e non intendo mettermi a fare ricerche, non ho il tempo per tutto. Quello che intendo fare è controllare chi ha effettivamente giudicato i Giochi olimpici. C’è stata una sola edizione da quando conosciamo i voti dei giudici, ce ne sarà un’altra – pandemia permettendo – tra poco più di un anno. Secondo me sarebbe il caso di fare pulizia nelle liste dei giudici prima di quei Giochi, giusto per alzare le probabilità che vincano i pattinatori più bravi e non quelli che hanno i connazionali più bravi nelle operazioni illecite.
In realtà qualcosa si poteva vedere già prima. Faccio un salto nel passato prima di tornare su tempi più recenti.
Prendiamo la gara più controversa dei Giochi olimpici del 2014, quella femminile. La gara si è svolta in Russia. Il Technical Controller era il russo Alexander Lakernik. L’Assistant Technical Specialist la russa tesserata per la Finlandia Olga Baranova. Se ci fosse stato un dubbio su un filo di un Lutz o di un flip, o sul fatto che la rotazione di un salto fosse completa, se lo avessero voluto i due russi avrebbero potuto facilmente mettere in minoranza per 2 voti a 1 l’altro membro del pannello tecnico, il Technical Specialist, in questo caso la francese Vanessa Gusmeroli, una che sto iniziando a sospettare abbia urgente bisogno di un paio di occhiali nuovi. Il Replay Operator era il russo Alexander Kuznetsov, ed è un ruolo che troppo spesso sottovalutiamo ma che invece è importante, perché è lui che selezione le immagini che vengono guardate dal pannello tecnico. In parole povere, se un’angolazione mostra chiaramente l’errore e un’altra no, lui può far vedere l’immagine che preferisce a seconda di come vuole che venga fatta la chiamata. Passiamo ai giudici. Dal programma corto, vinto in stretta misura da Yuna Kim, a quello libero, sono spariti il giudice statunitense, quello britannico e quello svedese, quindi tre giudici occidentali che presumibilmente erano imparziali, e quello coreano, che non sappiamo se avrebbe votato in modo corretto oppure no, ma che se fosse stato scorretto lo sarebbe stato in favore di Kim. Sono entrati i giudici ucraino ed estone, quindi di due paesi che hanno fatto parte dell’Unione Sovietica, e il giudice russo, ben tre giudici che potevano essere imparziali ma che, se fossero stati di parte, lo sarebbero stati in favore di Adelina Sotnikova. Noto un lieve sbilanciamento. Il quarto giudice entrato nella giuria è un giudice francese. Sarò prevenuta io, ma dopo il 2002 nel pattinaggio guardo sempre con un po’ di diffidenza l’accoppiata Russia-Francia.
A peggiorare le cose, Alla Shekhovtsova è la moglie di uno dei massimi dirigenti della federazione russa. Non c’è conflitto di interessi qui? Non dico che Shekhovtsova non dovrebbe più giudicare gare internazionali – in realtà secondo me lei davvero non dovrebbe più giudicare gare internazionali, ma la mia opinione non conta nulla – ma non sarebbe il caso di mettere un veto almeno per Giochi olimpici e campionati ISU a giudici che hanno agganci familiari di questo tipo? Coniugi o ex coniugi, giusto per metterci al riparo da divorzi fittizi, fratelli o sorelle, cugini, genitori, figli… Al di là di questo, Shekhovtseva era nel pannello di giuria nella gara di danza ai Giochi olimpici del 1998, e poi ancora della gara di danza al Campionato del mondo 1999, altra gara vinta de una coppia russa in modo non proprio cristallino, così come in quello della gara di danza ai Giochi olimpici del 2002, ed è stata sempre presente al fianco di Sotnikova nel suo periodo d’oro. Mandarla in pensione no?
E poi c’è Yuri Balkov. che con Shekhovtsova ha giudicato la danza ai Giochi olimpici del 1998 e che per questo è stato sospeso, che è tornato a giudicare in tempo per il Campionato del mondo 1999, dove ha ritrovato nel pannello di giuria Shekhovtsova, evidentemente in coppia lavorano proprio bene e si cercano in occasione delle gare più importanti, tanto è vero che si ritrovano pure nella danza ai Giochi olimpici del 2002. Chissà perché tutte gare controverse. Non sarebbe il caso di indagare? E non sarebbe il caso di impedire a tutti i giudici che nel loro passato hanno una sospensione di giudicare una delle prove olimpiche? Facciamo un po’ di pulizia, e magari in questo modo la paura di non poter più giudicare ai Giochi olimpici potrebbe spingere tutti a una maggiore onestà.
Va bene, torniamo al passato più recente. Quand’è che vengono designati i giudici olimpici? Se la scelta delle nazioni viene fatta nell’intervallo fra una stagione e l’altra, per decidere quali nazioni avrebbero inviato un giudice a PyeongChang l’ISU avrebbe potuto basarsi, per capire di chi c’era poco da fidarsi, sul national bias di una sola stagione la 2016-2017. Questo è il bias di tutte le nazioni:
Non tutti i dati sono ugualmente significativi, c’è stato un solo giudice greco che ha giudicato un suo connazionale nella stagione considerata, per di più nel solo programma corto, perciò anche se il suo bias è elevato, una media non ha senso. Però i giudici spagnoli hanno un bias elevato su dieci gare, forse di loro c’è poco da fidarsi, così come dei giudici bielorussi, israeliani, turchi e ucraini. I giudici cinesi sono rimasti al di sotto di quel 9.00 che ho indicato come valore da sospensione quasi automatica – i processi vanno sempre fatti, anche quando ciò che è stato raccolto contro l’imputato è davvero grave, magari salta fuori che la verità è un po’ diversa da quel che potrebbe sembrare a prima vista – ma hanno comunque un valore così elevato da meritare un’attenta considerazione.
L’ISU avrebbe potuto fare questo controllo così come l’ho fatto io, qualcosa mi dice che non l’ha fatto. Queste sono le nazioni che hanno avuto un giudice designato per le otto prove olimpiche (quattro di squadra, quattro individuali) del 2018:
Per ciascuna nazione (colonna FT) ho indicato quante nomine ha ricevuto per inviare alla gara un Referee (FU), un Technical Controller (FV), un Technical Specialist (FW), un Assistant Technical Specialist (FX) o un giudice (FY). La colonna FZ è la somma delle colonne precedenti, per esempio il Belgio ha inviato due Referee (possono anche essere la stessa persona, comunque in due gare diverse il Referee era belga) e due giudici, per un totale di quattro ruoli ricoperti. A questo punto ho messo assieme i dati della tabella precedente, il bias delle singole nazioni, con la designazione degli ufficiali di gara. La colonna GA indica quante sono state le gare in cui i giudici di ogni singola nazione hanno giudicato loro connazionali nella stagione 2016-2017, la colonna GB indica il bias totale di quella nazione. Nella colonna GD ho indicato le nazioni che hanno avuto giudici che hanno giudicato loro connazionali, ma che non sono state designate per giudicare i Giochi olimpici. Nelle due colonne successive ho indicato il numero di gare giudicate e il bias di ciascuna nazione.
Cosa mi dicono questi dati? Che l’ISU non ha controllato se una nazione aveva una forte tendenza a sostenere i suoi atleti oppure no. La Spagna ha un bias altissimo, 10.88 punti. Questo non ha impedito all’ISU di piazzare un suo giudice in tre diversi pannelli di giuria. Il bias della Croazia è inesistente, 0.23 punti, eppure a PyeongChang non era presente nessun ufficiale di gara croato. Non esistono ufficiali di gara croati che hanno superato l’esame per diventare giudice olimpico? Non lo so, può darsi, è qualcosa che dovrebbe dirci l’ISU, ma sono diverse le nazioni dal bias basso o relativamente basso che non hanno inviato nessuno. E comunque c’è un altro dettaglio che stona. Finlandia, Gran Bretagna e Svizzera hanno un bias basso, rispettivamente 3.59 punti, 2.72 punti e 3.46 punti. Hanno mandato rispettivamente 3, 4 e 2 ufficiali di gara. Perché a questi giudici o membri del pannello tecnico non è stato chiesto di essere presenti in qualche occasione in più? In compenso la Cina, con il suo bias di 8.28 punti, ha avuto un giudice presente in otto occasioni, cioè in tutti i pannelli di giuria. Israele, che ha un bias altissimo, 11.24 punti, ha avuto sette giudici. Perché?
Fra la fine della stagione 2016-2017 e i Giochi olimpici è trascorso parecchio tempo. Come si sono comportati in questo periodo i giudici delle nazioni designate? Nella prossima tabella ho guardato come è cambiato il bias delle nazioni che avrebbero mandato un giudice ai Giochi.
Le colonne GK e GL ripropongono i dati della tabella precedente. Le colonne GM e GN mostrano lo stesso tipo di dati, ma stavolta l’aggiornamento non è al World Team Trophy 2017 ma alla finale di Grand Prix 2017, quindi il calcolo è su una stagione e mezza. Nella maggior parte dei casi il bias è sceso, è cresciuto (sono i numeri evidenziati in grassetto) per Belgio, Cina, Ungheria, Italia, Kazakistan, Messico, Ucraina, Stati Uniti e Uzbekistan. Evidentemente i giudici di queste nazioni hanno ritenuto importante spingere i loro atleti. Sarebbe bello sapere se i giudici della altre nazioni hanno avuto un bias minore perché hanno cercato di correggere un comportamento che gli è sembrato sbagliato o perché non volevano farsi notare prima di assegnare voti alti ai Giochi olimpici. Per qualcuno mi sa che è vera questa seconda ipotesi.
Dopo aver visto che l’ISU non si è preoccupata di dare più spazio alle nazioni più corrette, mi sono interrogata sull’identità dei giudici. Le varie nazioni avranno inviato a giudicare la gara più importante giudici scelti a caso, i giudici più corretti o i giudici che maggiormente favoriscono i loro connazionali? Ho già calcolato il bias di tutti i giudici di queste nazioni fino alla finale di Grand Prix 2017, devo ancora associare il loro bias con la designazione olimpica e sistemare qualche altro dettaglio, ma a breve arriveranno anche queste informazioni.


