Ok, respiro profondo. Il campionato nazionale è finito e va tutto bene. Guardo anche altro ma per me di campionato nazionale ne esiste uno solo, non c’è bisogno di specificare quale. Per qualche giorno siamo stati tutti con il fiato sospeso, interrogandoci sul quadruplo axel. Ha senso farlo? Dipende.
Se guardiamo il punteggio no, farlo non ha senso. Il valore base di un quadruplo Lutz è di 11.50 punti, quello di un quadruplo axel di 12.50 punti. Per un solo punto di differenza non vale la pena correre rischi enormi per realizzare un salto che nessuno ha ancora mai realizzato. Ragionando in modo razionale, conviene perfezionare il lutz, che già sa fare, ed eseguirne due in gara, invece di due toe loop. Il quadruplo toe loop, ricordo, vale 9.50 punti, ci sono due punti di differenza con un quadruplo lutz, e se invece di limitarsi a sostituire i quadrupli riuscisse ad aggiungerne uno passando da quattro quadrupli a cinque la differenza diventerebbe consistente.
Anche supponendo di riuscire a eseguire un quadruplo axel perfetto, ci sono modi più semplici – se si può dire che realizzare un quadruplo di qualsiasi tipo sia semplice – per alzare il proprio punteggio. Però il quadruplo axel di Hanyu è stato tutt’altro che perfetto. Lasciamo stare i discorsi sulla sua salute, ho finito le mie 1.000 gru una settimana prima del campionato nazionale, ma andrò avanti con le gru-costume, perché la salute rientra fra quelle cose che non possono essere date per scontate. Soprattutto non con lui.

Yuzu sapeva prima ancora di scendere in pista che non avrebbe realizzato un quadruplo axel perfetto. Lo aveva detto che in allenamento non gli era mai riuscito. Quello che ci nasconde è se si è fatto male, non se è in grado di atterrare un salto. Sperava di riuscirci, per ogni salto che ogni pattinatore ha atterrato ci sono stati prima chissà quanti errori, chissà quante cadute, e poi a un certo punto grazie al continuo lavoro le cose sono andate nel modo giusto e il salto è stato completato. Quindi Yuzu sperava di riuscirci, sapeva che quasi certamente non ci sarebbe riuscito.
Quel quadruplo axel è stato giustamente degradato a triplo, e con il GOE negativo gli ha portato 4.11 punti. Giusto per chiarire, il triplo loop che ha eseguito come quarto elemento gli ha portato 6.86 punti. Al di là del fatto che cinque giudici dovrebbero spiegarmi cosa manca a quel triplo loop per non assegnare il +5, un triplo loop, un salto che quasi tutti pattinatori di un certo livello sanno fare, molti di loro anche in combinazione, qualcuno anche come secondo salto di una combinazione, e che lui esegue in gara dall’autunno del 2006, ha portato a Hanyu più punti di quanti gliene ha portati un quadruplo axel, un salto che nessuno ha mai atterrato. E poteva pure andare peggio. Hanyu è rimasto in piedi, se fosse caduto avrebbe avuto un -1.00 di penalità per la caduta, di punti ne avrebbe ricavati solo 3.00. È quanto ha ricavato con il suo quadruplo axel degradato e con caduta Artur Dmitriev junior alla Rostelecom Cup 2018, l’unico pattinatore che, prima di Yuzu, ha provato a presentare in gara un quadruplo Axel. Dmitriev, che anche negli anni migliori si è classificato quinto al campionato nazionale russo, secondo me ha capito di avere un solo modo per entrare in qualche modo nella storia del pattinaggio: fare salti che nessun altro si sogna di fare. È stato lui l’unico a realizzare una combinazione triplo lutz-triplo flip, qualcosa che nessun altro aveva mai neppure preso in considerazione (Nebelhorn Trophy 2018, campionato nazionale 2018 e, con GOE negativo, in quella stessa Rostelecom Cup, sempre nel programma corto), ed è stato il primo a provare un quadruplo axel. Lo ha provato quella volta e al successivo campionato nazionale, e anche lì è caduto, concludendo il libero al decimo posto e la gara al nono. Credo volesse semplicemente dire di essere stato il primo a provare un quadruplo axel, anche se non abbiamo la prova di cosa volesse fare dopo, visto che si è fermato per cambiare nazionalità e tornerà in pista solo in un prossimo futuro.
Hanyu sapeva di non essere in grado di completare la rotazione. Non ho idea di come siano i suoi allenamenti, ma considerando che si era fatto male, che poi era stato male, e che si era dovuto fermare per qualche tempo, certamente non era al meglio della condizione fisica. Era sotto l’effetto degli antidolorifici, abbiamo saputo dopo. Forse serve ancora qualche gru.
Con queste premesse, realisticamente parlando, quale era il miglior scenario possibile? Salto sottoruotato e atterrato su un piede solo. Immaginiamo un salto per il resto perfetto. Il valore base scende da 12.50 a 9.38, almeno se la tabella che sto guardando è quella giusta. Stare dietro a tutte le modifiche fatte dall’ISU è complicato, se notate che qualche volta indico un valore sbagliato ditemelo, in modo che possa correggerlo. Per un sottoruotato la detrazione va da -2 a -3, per la mia ipotesi applico la minima, -2. Quel salto avrebbe potuto prendere +1, per un punteggio finale di 10.34 punti. Una bella differenza rispetto a 4.11, e ancora più grande rispetto ai 3.00 che avrebbe potuto prendere. Eppure anche se sottoruotato e non degradato quel salto gli fa perdere punti. Lasciamo stare Stoccolma, dove stava male. Al World Team Trophy il quadruplo loop gli ha portato 13.86 punti, al campionato nazionale 2020 gliene aveva portati 14.10. Hanyu sapeva che, anche nella migliore delle ipotesi, il quadruplo axel gli avrebbe fatto perdere punti rispetto a quelli che può ottenere con il quadruplo loop. E allora perché farlo? E allora perché farlo in quel modo, preceduto da passi, con un ingresso più complicato di quello che la maggior parte degli altri pattinatori ha su un triplo axel?
Sul perché farlo in quel modo ce lo ha detto tante volte, un programma non è costituito solo dai salti, e un salto che arriva dopo una lunga rincorsa vale poco. I giudici tendono a dimenticarlo, ma la detrazione per long preparation va da -1 a -3. Ha sempre detto che quello che vuole fare è un salto “da Hanyu”, e i suoi salti non sono telefonati. Non lo erano quando aveva dieci anni, non può certo cambiare abitudini ora, solo perché si tratta di un programma difficile. Quanto al perché farlo, questi sono alcuni passaggi di un manoscritto di 450 pagine che si trova nel mio computer, parole che ho scritto oltre due anni fa. Cominciamo dal 2006, quando davanti alle telecamere
Hanyu spiega che fra i suoi obiettivi ci sono il quadruplo axel e i salti quintupli, che vuole portare un oro olimpico alla prefettura di Miyagi e che nota che ai Giochi olimpici del 2014 lui avrà 19 anni, aggiungendo che 19 è molto vicino a 20 (pag. 29)
Giusto per capire il perché del 20, è l’età in cui in Giappone si diventava maggiorenni. Uso l’imperfetto perché mi sembra che adesso anche per loro l’età sia stata spostata a 18 anni. Quindi l’obiettivo era un oro quando avrebbe raggiunto l’età giusta, cioè quando fosse stato quasi maggiorenne, ma anche determinati salti rientravano fra i suoi obiettivi. Ricordo anche che nel 2010 lui non avrebbe potuto comunque partecipare ai Giochi olimpici, sarebbe stato al di sotto dell’età minima necessaria per partecipare di pochi mesi.
Nella stagione 2009-2010 Hanyu ha vinto tutte le competizioni junior a cui ha partecipato: le due gare di Grand Prix e la relativa finale, il campionato nazionale di categoria e il campionato del mondo junior. Il 1 luglio ha finalmente raggiunto l’età minima ed è passato nella categoria senior, con esordio all’NHK Trophy. In allenamento la sua percentuale di realizzazione del quadruplo toe loop era del 2%, cosa che non gli ha impedito di tentarlo nel libero. E di atterrarlo, con un 1.29 di GOE, il più alto della gara nonostante la presenza di pattinatori quali Daisuke Takahashi, Takahiko Kozuka o Kevin van der Perren, che il quadruplo lo facevano già da un po’. Certo, 2% è sempre meglio di 0% ma, come detto, se alla fine il salto riesce un primo atterraggio ci deve essere, e non si può sapere in anticipo quando verrà effettuato.
Stagione 2010-2011 con un quadruplo toe loop, nel programma libero. Nella stagione 2011-2012 i quadrupli toe loop sono diventati due, uno per programma. E, al termine della conferenza stampa del Nebelhorn Trophy 2011, ha avvisato tutti dicendo che
i suoi obiettivi immediati sono la qualificazione alla finale di Grand Prix e l’ingresso nella squadra nazionale. Obiettivi difficili, ma non tanto quanto i programmi a lungo termine: eseguire in gara tutti i quadrupli, axel compreso, e vincere le due successive edizioni dei Giochi olimpici. (pag. 85)
Il quadruplo salchow è entrato nel suo libero nella stagione 2012-2013. La crescita è graduale. Perché? Perché i salti entrano in un programma, non si limitano a sostituirsi alle transition diventando l’unica cosa che costituisce il programma, e per eseguire sia le transition che i salti servono tante energie. Nel Finlandia Trophy il quadruplo salchow è riuscito, nelle gare successive no, al punto che ho letto battute sul fatto che la caduta su quell’elemento facesse parte della coreografia. No, lui era convinto che prima o poi sarebbe riuscito a stabilizzare il salto e ha continuato a lavorarci, e ormai da anni nessuno ha un quadruplo salchow paragonabile al suo. Qual era la situazione quando Hanyu si è presentato al libero dei Giochi olimpici di Sochi?
Orser ha provato a suggerire a Hanyu di eseguire due quadrupli toe loop, perché anche se negli allenamenti la percentuale di realizzazione del quadruplo salchow si aggira intorno all’80%, in gara è molto più bassa. Nella stagione 2012-2013 lo ha eseguito correttamente solo una volta, negli altri tentativi due volte ha ottenuto GOE negativi, una volta è caduto, una ha sottoruotato il salto e due volte lo ha trasformato in un doppio. Nella stagione in corso non è andata meglio, con una seconda esecuzione corretta, tre cadute e una trasformazione in un singolo. Complessivamente nei dodici quadrupli salchow tentati ne ha realizzati due, il 17%, a fronte di venti quadrupli toe loop su ventisei tentativi realizzati nello stesso periodo, corrispondenti al 77%. Lui però non è interessato a considerazioni di questo tipo, anche se sa che se semplificasse il programma si sentirebbe più rilassato. Non è solo una questione di vincere o perdere le gare, ma di come le affronta, anche perché dopo le Olimpiadi vuole continuare a gareggiare. Pattinare senza commettere mai errori è impossibile, e lui sa di poter accettare una caduta sul salchow, anche se questo significasse perdere l’oro, perché potrebbe lavorare per migliorarsi ed eseguire prestazioni migliori in futuro. Se invece perdesse dopo aver optato per la soluzione più semplice, rinunciando a provare a inseguire il successo con tutte le sue forze, non riuscirebbe a capire cosa è in grado di fare. Per lui la scelta non si pone: la soluzione più semplice è inconcepibile e non vuole neanche sentirne parlare. (pagg. 157-158)
Su quel salchow è caduto, Patrick Chan ha fatto più errori di lui, e alla fine Hanyu ha vinto il libero e l’oro olimpico. La stagione 2014-2015 è andata come è andata, nella stagione successiva Hanyu ha distrutto il codice di punteggi con interpretazioni perfette di Chopin e SEIMEI e ha concluso con un infortunio che per chiunque altro avrebbe significato la fine della carriera. Lui invece si è curato, ha modificato il modo di eseguire i salti, e ha imparato il quadruplo loop. Sia Kevin Reynolds che Alexei Krasnozhon avevano saltuariamente provato senza successo a realizzare un quadruplo loop, Hanyu lo piazza sia in Let’s Go Crazy che in Hope and Legacy. All’Autumn Classic 2016 il salto riesce, e Hanyu scrive una nuova pagina della storia della disciplina, a Skate Canada in entrambi i programmi manca mezza rotazione e il salto viene giustamente degradato. Hanyu ha vinto l’argento, a 3.89 punti da Patrick Chan. Gli sarebbe bastato eseguire un buon quadruplo salchow nel programma corto, piuttosto che rischiare anche lì il quadruplo loop, per vincere la gara. E allora? Al termine della competizione
Orser gli fa notare le sue scarse energie e sottolinea come non abbia bisogno di eseguire il quadruplo loop nel programma corto perché è in grado di ottenere punteggi altissimi anche con il toe loop e con il salchow. Yuzuru […] gli spiega che deve provare il quadruplo loop ora, di fronte a pubblico e giuria, anche a costo di sbagliarlo e di perdere una gara come quella a cui ha appena partecipato, per stabilizzarlo prima della stagione successiva. Le sue prestazioni non possono migliorare se prima non sistema l’aspetto tecnico, perché i salti instabili prosciugano le sue energie e gli fanno perdere il ritmo, e la consapevolezza degli errori che ha commesso è qualcosa che rimane dentro e gli impedisce di prestare la giusta attenzione all’aspetto coreografico, e che si riflette sull’intera performance. (pag. 260)
Sbagliare un salto è accettabile, quello che conta è provare. Provare ragionando su ciò che si fa, non provare tanto per provare, come sono convinta che abbia fatto Artur Dmitriev junior. E Hanyu non è certo l’unico a provare nuovi elementi senza sapere se riuscirà a eseguirli. Ufficialmente il primo quadruplo della storia del pattinaggio è stato atterrato da Kurt Browning al Campionato del mondo del 1988. Lo aveva già provato ai Giochi olimpici ed era caduto, tutti si aspettavano che ci avrebbe provato di nuovo.
I had less than half a minute before the quad attempt. Every crossover, every turn, was building to that moment. As I made my approach, I had the weirdest thought, “This is so exciting. Everyone is waiting to see if I can do it. I wonder if I can.” (Kurt Browning, Forcing the Edge, pag. 83)
Come il pubblico, lo stesso Browning era curioso di sapere se sarebbe riuscito a completare il quadruplo o no.
Nella stagione 2017-2018 nei programmi di Hanyu è entrato il quadruplo lutz. Sappiamo tutti com’è andata, ne ha atterrato alla Rostelecom Cup 2017, ci si è infortunato all’NHK Trophy, lo ha accantonato per vincere il secondo oro olimpico, anche perché i tempi tecnici per recuperare quel salto non c’erano, lo ha ripresentato nella stagione 2019-2020, in un momento di forte frustrazione. Ora non c’è frustrazione, c’è consapevolezza. Sì, magari c’è anche frustrazione per tante cose che non vanno, a partire dal modo in cui vengono assegnati i voti, ma la sua è una scelta precisa. Forse riuscirà a incorporare il quadruplo axel – un quadruplo axel corretto, pienamente ruotato e atterrato su un solo piede – e forse no, questo lo scopriremo in futuro. Quello che Hanyu ha fatto a Saitama però è un ulteriore passo in un lungo e incredibile cammino. Con quel quadruplo axel ha perso punti, di fatto si è confermato campione nazionale con un punteggio altissimo e tre soli quadrupli eseguiti, visto che il primo axel ha giustamente ricevuto il valore base di un triplo, dimostrando che la qualità degli elementi è importante, che i suoi programmi non sono costituiti solo da un gran numero di quadrupli, ma ciò che ha fatto non è solo questo.
Hanyu si sarebbe potuto ritirare anni fa. Quasi tutti si ritirano dopo una medaglia olimpica, lui ha vinto l’oro, non una medaglia qualsiasi, ed è andato avanti. Si sarebbe potuto ritirare dopo i record di fine 2015, quando ha dimostrato di essere il più forte di sempre, non solo in più forte in una singola competizione, per quanto importante. Oltretutto l’infortunio di quella stagione è uno di quelli brutti. È vero che una lesione di Lisfranc può essere più o meno grave, e che lui non è mai arrivato allo stadio peggiore dell’infortunio, ma si tratta di un infortunio che può portare anche all’amputazione. Lui si è curato e ha ragionato su come evitare di farsi male di nuovo, e mentre lo faceva ha alzato il contenuto tecnico. Si sarebbe potuto ritirare dopo il secondo oro olimpico, qualcosa che nel dopoguerra ha fatto un solo pattinatore per il semplice fatto che c’è un solo pattinatore, oltre a lui, che ha vinto due ori olimpici. Se allarghiamo lo sguardo alle altre discipline, Katarina Witt si è ritirata dopo il secondo oro olimpico. Ha partecipato ancora al Campionato del mondo del 1988, un mese più tardi, ma si è fermata lì, anche se nel 1994 è tornata brevemente a gareggiare per motivi personali. Godreeva/Grinkov e Artur Dmitriev, che ha vinto un oro con Natalia Mishkutionok e uno con Oksana Kazakova, si sono fermati dopo il secondo oro olimpico, così come Grishuk/Platov e Virtue/Moir (no, le medaglie di squadra non le conto). Gli unici che sono andati avanti dopo due ori olimpici sono Belousova/Protopopov e Irina Rodnina, che ha vinto un oro con Alexei Ulanov e due con Alexander Zaitsev prima di fermarsi, ma stiamo parlando di pattinatori sovietici negli anni ’60 e ’70, un periodo in cui nella loro nazione essere atleti di alto livello garantiva privilegi inimmaginabili per chiunque altro. Hanyu si sarebbe potuto ritirare, quanto meno nel 2018, ma avrebbe potuto faro anche prima. Tutto ciò che sta facendo da quel momento in poi, da quando ha spalancato le braccia e picchiato il piede sul ghiaccio, a tempo con in suono del tamburo, è un regalo, al pattinaggio e a noi che assistiamo alle gare (ma anche alle esibizioni, per quanto mi riguarda il programma più bello che abbiamo visto in marzo a Stoccolma è Hana wa Saku).
Torniamo a Browning. Kurt non è stato il primo a provare a eseguire un quadruplo toe loop. Il primo che ci ha provato, e che è rimasto in piedi, è stato Josef Sabovcik al Campionato europeo 1986. Sabovcik ha atterrato il salto, ma qualche tempo dopo l’ISU ha dichiarato che non poteva essere considerato il primo quadruplo della storia del pattinaggio perché al momento dell’atterraggio Josef aveva toccato il ghiaccio con il piede libero. In un articolo che so di aver letto ma che al momento non riesco a ritrovare c’era un resoconto di quella gara, e diceva che dopo il quadruplo Sabovcik aveva praticamente smesso do pattinare. Si era esaltato per il successo – o per quello che credeva fosse un successo – e si era dimenticato di fare tutto il resto. Sabovcik ha vinto il campionato europeo, io all’epoca non seguivo il pattinaggio e non ho idea di cosa abbiano fatto gli altri, ma un programma di pattinaggio non è solo un salto, per quanto difficile.
Ecco, ciò che ha fatto Hanyu, oltre a provare a eseguire un elemento difficile, è questo: ha pattinato. Ha provato un quadruplo axel inserito nel flusso del programma, non telefonato, ha sbagliato, è comunque rimasto in piedi e ha proposto un programma straordinario. Ten to Chi to è uno dei programmi più belli che si siano mai visti. Quello dell’anno scorso è stato perfetto, stavolta non lo è stato per via di quell’atterraggio, ma riuscire a rimanere concentrato, a proseguire nell’interpretazione, e a non esaurire le energie, è qualcosa che ha dell’incredibile. Lo avete visto Yuzu nel corridoio, quando scendeva pochi gradini dopo il libero e prima della premiazione? Per un attimo si è appoggiato a una parete, facendo temere che potesse collassare. Quante energie, fisiche ma anche mentali, ci vogliono per fare ciò che ha fatto? Io non so se lui riuscirà mai ad atterrare un quadruplo axel come desidera, posso solo sperare e aspettare. Stavolta ha presentato un salto dalle probabilità di riuscita molto più scarse rispetto a quelle degli altri quadrupli perché qualche volta li aveva già atterrati, da più di tre anni sta esplorando un territorio ignoto, di cui ogni tanto ci fa vedere qualche barlume. Va bene così. Sa cosa sta facendo, è una scelta sua, e si è guadagnato da anni il diritto di fare ciò che gli pare. Il pattinaggio deve solo ringraziare per la sua esistenza, per quello che ha fatto in passato ma anche perché lui sta andando avanti. Comunque andranno le cose, ciò che Hanyu ha fatto a Saitama è straordinario.
Io ho ammirato l’intero programma, ma in seguito ho anche guardato il protocollo, e se fino a ora ho parlato di axel, adesso passo ai giudici. Quello su cui abbiamo abbondantemente scherzato sui social media è il giudice 9, che secondo qualcuno era Roman Sadovsky, che in qualche modo è riuscito a entrare in Giappone senza farsi notare e a sostituirsi a un giudice:
Ok, seriamente, il protocollo completo lo potete trovare qui.
Il giudice 9 è Chikako Kuno. Kuno ha giudicato numerose edizioni del campionato nazionale, sia nell’artistico che nella danza, ma non ha giudicato gare internazionali perciò non ho mai fatto una statistica su di lei. Però riguardiamo il programma con le regole in mano e chiediamoci, al di là del quadruplo axel e della combinazione quadruplo toe loop-triplo toe loop, se davvero c’era qualche elemento che non meritava il +5. Voti altissimi, certo, eppure secondo me, e anche secondo il giudice 1, Ayumi Kozuka, più che meritati. In nove elementi almeno quattro giudici hanno ritenuto che Hanyu meritasse il +5. Rimangono fuori il quadruplo axel, la seconda combinazione e la prima trottola, che ha comunque ricevuto come voto medio un +4. E anche nei components i voti mi sembrano più che meritati. Ciò che spicca è quel -1 su un salto chiamato 4A<<. Che voto meritava il quadruplo axel? Questi sono i bullet:
1) very good height and very good length (of all jumps in a combo or sequence)
2) good take-off and landing
3) effortless throughout (including rhythm in Jump combination)
4) steps before the jump, unexpected or creative entry
5) very good body position from take-off to landing
6) element matches the music
L’1 c’è, abbiamo anche le misure ufficiali del salto, 3,10 metri di lunghezza per 75 centimetri di altezza. Sono presenti anche il bullet 4 (il salto è preceduto da un mohawk, un doppio tre, un cambio filo, quindi salta) e il 6. Con gli aspetti positivi saremmo a +3, ma attualmente il massimo possibile in presenza di una serie di errori chiaramente elencati dall’ISU è +2, e fra gli errori con questo limite sono elencati i salti degradati. Per un salto degradato c’è anche una detrazione che va da -3 a -4. Io avrei assegnato un -3, per provare un quadruplo axel ci vuole un coraggio notevole, e lo avrei premiato, comunque entrambi i voti sono corretti, si scende a -1 o a -2 a seconda della severità del giudice. Però la rotazione scarsa non è l’unico errore fatto da Hanyu, c’è anche l’atterraggio su due piedi, e per Landing on two feet in a jump la detrazione va da -3 a -4. Io avrei assegnato nuovamente un -3, per me il voto finale sarebbe stato -4, ma è corretto anche un -5, ciò che hanno assegnato sette giudici su nove. Tutti i voti compresi fra -4 e -5 rispecchiano pienamente il regolamento. Di -4 ce n’è uno, quello assegnato da Yoko Kuno, che è entrato nel punteggio finale perché è stato escluso il -1 di Chikako Kuno, cosa che fa sì che il GOE finale sia -3.89 e non -4.00.
Come è arrivata Chicako Kuno a quel -1? Non sono nella sua testa, ma secondo me ha ricordato il vecchio tetto, +3 e non +2, ha assegnato i tre bullet positivi, ha tolto -3 per il degradato, e quindi non ha giudicato il salto come atterrato su due piedi. No, ha assegnato Touch down with one hand or free foot, detrazione compresa fra -1 e -2, e ha assegnato la detrazione minima, -1. Partendo da +3 (errato, si doveva partire da +2) e con le due detrazioni minime si arriva a un -1 finale. Secondo me anche scegliere di applicare questa detrazione è un errore, ho riguardato l’atterraggio più volte ed è Landing on two feet, non Touch down with free foot, ma di fatto, con il regolamento scritto in questo modo, e considerando che Hanyu ha divincolato il secondo piede piuttosto in fretta, Kuno può dire di essersi confusa su una regola, quella del tetto massimo, aver rispettato il regolamento sull’altra assegnando il touch down e cavarsela senza nessuna sanzione. Ha interpretato, esattamente ciò che in tanti dicono che i giudici devono fare, e il fatto che le regole vengano cambiate piuttosto spesso rende gli errori più semplici. Forse è il caso che l’ISU la smetta di cambiare i dettagli, ma anche che sia un po’ più specifico quando scrive le regole, e lo penso anche se in questo caso l’errore è stato fatto a favore di Hanyu. Già che ci siamo, è ora di ridurre il potere decisionale dei giudici, togliendogli la possibilità di assegnare determinati voti in presenza di errori chiaramente visibili, e di migliorare le tecnologie.
Ormai il protocollo non lo guardo più solo nella versione ufficiale, ma anche in quella molto più interessante di SkatingScores. I voti sono gli stessi, ma su SkatingScore trovo le somme per singolo giudice, e i confronti fra pattinatori. Se Kuno tutto sommato può affermare di aver fatto una svista e, per il resto, di aver rispettato le regole applicando le detrazioni, secondo me non può dire lo stesso Ayako Shimode, il giudice 5.
Avevo già controllato i suoi voti lo scorso anno, qui e qui. Ora non intendo fare lo stesso controllo, ma se con Kagiyama (+0.29 nel suo totale del libero rispetto al punteggio finale) e con Uno (+0.69) è rimasta in linea con i voti degli altri giudici, con Hanyu è stata severa, -4.67 punti. Entro certi limiti le variazioni sono normali, e ci sono state diverse variazioni più grandi nella gara da parte di tutti i giudici. Shimode non è stata neppure la più severa con Hanyu, il più severo è stato il giudice 6, Rina Nakamura, altro giudice presente solo ai nazionali giapponesi, che ha giudicato meno gare di Chikako Kuno e che non ho mai controllato. Per dire se gli altri voti sono corretti dovrei riguardare la gara, cosa che non intendo fare per il semplice motivo che non dispongo di un tempo infinito. Mi limito ad alcune constatazioni. 9.50 in Performance e Interpretation sia a Hanyu che a Kagiyama? Davvero meritano lo stesso voto? Certo, ci sono anche il giudice 1 che ha assegnato a entrambi i pattinatori 9.50 in Skating Skills e il giudice 7 che ha assegnato a entrambi 9.25 in Transitions… E poi ci sono i voti di Shoma Uno. Uno è caduto, secondo l’ISU questo implica un tetto sui voti:
Skating Skills, Transitions, Composition: Maximum score 9.75.
Performance and Interpretation: Maximum score 9.50
Assegnare a lui 9.50 in Performance e Interpretation, lo stesso voto che Shimode ha assegnato a Hanyu, di fatto equivale a un 10.00 a Uno. Non che Shimode sia stata l’unica a essere troppo generosa con Uno, il 9.75 che il giudice 7 ha assegnato a Uno in Interpretation, lo stesso voto di Hanyu, corrisponde a un 10.25 per un pattinatore che non ha commesso errori. Una caduta implica un voto finale nei components inferiore di 1.75 punti rispetto al voto meritato da quel programma senza errori, 3.50 visto che questo è un libero e la fattorizzazione è di 2.0. Quindi o il tetto non è stato applicato, o il 93.30 finale ricevuto da Uno ci dice che senza caduta Uno avrebbe ricevuto 96.80 punti, esattamente il voto ricevuto da Hanyu. A me i programmi non sembravano allo stesso livello, ma sarò io che sono di parte.
La mancata applicazione del tetto sui components, o la sua applicazione selettiva, è qualcosa di cui scriverò un altro giorno, ora mi fermo su alcuni voti. +3 al quadruplo salchow? Io vorrei che Shimode mi spiegasse perché +3. Cosa mancava per non arrivare a +5? È stata lei l’unica a fermarsi a +3 (comunque anche il +4 è sbagliato). Sulla combinazione triplo axel-doppio toe loop c’è chi ha fatto peggio di lei, lei si è fermata a +4, c’è chi è riuscito ad assegnare +3. Perché? La domanda vale per tutti, perché? +3 al triplo loop? Non è che perché è solo un triplo non si può dare un +5. Ma lo hanno visto i giudici? Hanno visto quanto è naturale, quanto è perfetto anche se è stato eseguito senza nessuna preparazione? +4 al secondo triplo axel? E perché? Gli elementi eseguiti da Hanyu, quando non li sbaglia, sono da manuale del pattinaggio, e tutti quelli che ho citato sono elementi perfetti. Eppure Shimode ha assegnato due +3 e due +4. È stata l’unica a essere così severa su quattro elementi di salto perfetti (non necessariamente questi quattro, il giudice 4 ha assegnato un +5 al triplo axel, ma ha anche assegnato un +4 alla combinazione 4T+1Eu+3S, a cui Shimode ha assegnato +5, nel complesso sui salti perfetti ha assegnato due +3 e un +4). Shimode è stata molto severa, e a me piacerebbe che spiegasse quali bullet mancavano perché lei abbia potuto assegnare i voti che ha assegnato.