
Il 19 luglio Yuzuru Hanyu ha deciso di lasciare l’agonismo, qualcosa che ha guidato la sua vita per un tempo lunghissimo. Ha iniziato a pattinare quando aveva quattro anni, ha partecipato alla prima gara importante, il Campionato nazionale nella categoria novice B, a nove. Negli anni ci sono stati infiniti allenamenti, gare, una serie di risultati tali da poter dire che lui è il più grande di tutti i tempi, per quello che ha vinto, ma anche per come ha vinto, e per ciò che ha portato nella disciplina che lo ha reso famoso. Per ciò che ha continuato a portare, anche dopo aver vinto tutto, fino a diventare più grande della disciplina stessa, qualcosa che accade molto di rado. Alcuni mesi fa Hanyu ha deciso di non essere più interessato alle gare. Non ha smesso di essere interessato al pattinaggio, quello farà sempre parte della sua vita. Lo abbiamo visto, mentre Shinya Kiyozuka suonava Introduzione e Rondò capriccioso. Hanyu, seduto alle sue spalle, interpretava la musica, non poteva non farlo. E lo ha fatto, più liberamente, anche con Haru yo, Koi, perché quella non era più una conversazione fra persone esperte nei loro rispettivi campi, ma fra persone appassionate dei campi a cui si sono dedicati, ed era giusto dare libero sfogo alle emozioni.
Il giorno dell’addio alle gare Hanyu aveva parlato del suo desiderio di portare avanti la sua idea di pattinaggio, qualcosa che era stato in qualche modo riecheggiato da Mansai Numura quando aveva parlato dell’Hanyu-do, della via del pattinaggio di Hanyu, e di cui si era già parlato alcuni mesi prima a Napoli, quando l’associazione culturale L’Altro Giappone aveva organizzato presso il locale Museo Archeologico un’interessantissima conferenza. Vediamo allora cosa ha fatto in questi mesi, come si è svolto il suo cammino. Nessuna rivelazione, nessuna vera analisi, mi limito a ripercorrere quel che ha fatto in questi mesi.
19 Luglio: Una dichiarazione di determinazione. È la conferenza stampa, fissata il giorno prima, in cui Hanyu ha fatto sapere di non essere più interessato alle valutazioni dei giudici e di voler andare avanti per la sua strada, portando avanti la sua idea di pattinaggio. Nei giorni successivi ci sono state diverse interviste e apparizioni televisive. Non cito in quale trasmissione è apparso, un po’ perché non le ricordo tutte, e un po’ perché non penso ne valga la pena. Le trasmissioni sono state tutte molto seguite perché tutte sono state interessantissime, e questo è notevole. Quanto spesso si può essere intervistati, parlare in un talk show, e avere ancora cose interessanti da dire? Con lui è sempre così. Le sue riflessioni sono sempre profonde, e lui non evita nessun tipo di argomento. Però, per quanto le sue parole meritano attente riflessioni, non mi interessa dire che il giorno tale è stato ospite nel tale show, anche se quando è possibile io sono sempre lì a guardare tutti gli show. So che le traduzioni arriveranno dopo, ma guardo anche quando non capisco le parole. Ignoro, in questo post, anche tutto quanto concerne gli sponsor, per i quali Hanyu ha realizzato qualche breve video o rilasciato qualche dichiarazione.
7 agosto: apertura del canale youtube. Hanyu non è il primo pattinatore ad aprire un canale youtube, io conosco il canale dei fratelli Maia e Alex Shibutani e quello di Roman Sadovsky, qualche video loro l’ho guardato. Gli ShibSibs hanno aperto il canale nel maggio del 2012, gli iscritti sono 150.000. Romsky è più giovane, ha vinto meno, il canale è dell’aprile 2016, gli iscritti non sono comunque pochi, 26.800. Sicuramente ci saranno altri pattinatori con i loro canali, anche se io non li ho mai visti (o forse mi sono dimenticata di averli visti). L’apertura di un canale, in sé, non è nulla di sconvolgente. Quello che non è normale sono i numeri del canale di Hanyu. L’ISU ha aperto il suo canale nel gennaio del 2012. Stiamo parlando della federazione internazionale, il cui canale contiene anche video di short track e pattinaggio sincronizzato, oltre che di pattinaggio artistico e danza su ghiaccio, è nomale che abbia un seguito maggior rispetto ai singoli atleti. Skating ISU al momento ha 272.000 iscritti. Il canale Hanyu Yuzuru, aperto poco più di 5 mesi fa, nel momento in cui scrivo ha 774.000 iscritti. Non sono il triplo degli iscritti rispetto al canale dell’ISU, ma non sono neanche tanti di meno. Quando diciamo che Hanyu è diventato più grande della disciplina che lo ha reso famoso, non è una frase detta tanto per dire. È la constatazione di un fatto. Il canale è questo:
https://www.youtube.com/@hanyuyuzuru2624
Il primo video è un semplice saluto, la segnalazione dell’apertura del canale, in giapponese. Ho deciso di inserire i video come collegamento nel testo, chi vuole guardarli lo può fare sul canale ufficiale. In autunno Hanyu avrebbe aperto altri due account ufficiali, uno su Twitter e uno su Instagram. Questi account hanno meno follower, cosa normale visto che ciò che interessa di più sono i video, e all’ISU possono pure essere fieri di avere più follower di Hanyu su Instagram. Spero si sentano fieri di questo straordinario risultato.
9 agosto: secondo video. Anche in questo caso Hanyu parla in giapponese, ma stavolta si trova in pista. Fra una spiegazione e l’altra vediamo tre salti e una trottola. La cosa che ha colpito tutti è l’inquadratura. Con l’eccezione del quadruplo toe loop finale, gli elementi sono presi da un’angolazione molto bassa, con la telecamera posata sul ghiaccio, e Hanyu che pattina a distanza davvero ravvicinata. Se avesse sbagliato anche solo di poco, avrebbe colpito la telecamera. Ma no, lui è talmente preciso nei suoi movimenti da potersi permettere inquadrature che in precedenza non avevamo mai visto. E l’inquadratura ravvicinata permette di vedere la perfezione della tecnica, l’assenza della prerotazione, la pulizia dello stacco e dell’atterraggio. Visto che ora non ci sono più giudici a esaminare ciò che fa, sarebbe semplice tralasciare i dettagli. Molti lo fanno anche durante le gare. Ne abbiamo visti di salti preruotati di oltre 180°, abbiamo visto puntate che non sono puntate, perché il salto è staccato dalla lama. Abbiamo visto errori di tutti i tipi. Abbiamo visto coreografi piazzare flip e lutz nell’angolo della pista che i giudici vedono peggio, per nascondere eventuali fili errati. Ora chi potrebbe contestare a Hanyu un filo errato, uno stacco sbagliato? Nessuno, a parte il suo orgoglio. È quello che lo spinge, il desiderio di fare tutto nel modo giusto. Quanti pattinatori negli show propongono un contenuto tecnico semplice per evitare il rischio di cadute? Lui questo non lo ha mai fatto. Se cade, cade. Però dà sempre il massimo. Anche in video come questo.
Insieme a questo video il canale ha avuto il suo logo e la sua intestazione. Per le cose che non è in grado di fare da solo Hanyu si affida a professionisti bravi, e in questo caso un professionista bravo è partito dalle foto delle tracce lasciate sul ghiaccio da una delle sue trottole e da un triplo axel. Sono immagini realizzate bene, e che hanno un significato. Nulla è lasciato al caso. Nel video Hanyu ha fissato un appuntamento per il giorno dopo.
10 agosto: SharePractice. E questa è un’altra cosa che ha sorpreso tutti. Di solito gli allenamenti sono fatti a porte chiuse, nessuno vuole condividere i suoi metodi e aiutare gli altri. Ok, non facendo più gare Hanyu di sicuro non si deve preoccupare di essere superato da nessuno, le sue uniche preoccupazioni sono superare se stesso, e andare oltre le aspettative del pubblico. Da parte mia posso rassicurarlo, sono anni che va regolarmente oltre le mie aspettative. Lo ha fatto con tanti programmi perfetti, non con tutti, perché in qualche occasione nell’esecuzione ci sono stati problemi, è sempre andato oltre le mie aspettative nella costruzione dei programmi, e in tutti i progetti che ha portato avanti.
Due ore di allenamento, una a secco e una in pista. Era un rischio. Poteva non interessare a nessuno, soprattutto la prima parte. Invece eravamo tutti lì. Credo fossero presenti 88 fra giornalisti e fotografi. In diretta internet ho visto che a un certo punto, quando Hanyu era in pista, eravamo oltre 107.000 persone a essere collegate. Ora il video è stato visto oltre 4 milioni e 100 mila volte. Nessun video dell’ISU è mai stato guardato così tante volte. Nessuna gara, nessun singolo programma. Un certo numero di video di Olympics, il canale ufficiale dei Giochi olimpici, sì, compresi diversi programmi di Hanyu, nessun video dell’ISU. Lo scopo di Hanyu era far vedere che dietro l’apparente facilità dei gesti compiuti in pista c’è tantissimo lavoro, cosa che in teoria tutti dovremmo sapere ma che in molti dimenticano. Soprattutto con lui, perché lui fa sembrare tutto semplice, e invece c’è un lavoro pazzesco. In seguito Hanyu avrebbe raccontato di aver parlato con diversi pattinatori, a proposito di questo video. Erano stati loro a chiamarlo perché interessati ai suoi metodi di allenamento. Il video ha fatto scuola.
La seconda parte si è svolta sul ghiaccio. Riscaldamento, e anche quei semplici gesti sono belli da guardare. Più belli dei programmi di gara di molti pattinatori, perché la morbidezza e la musicalità di Hanyu sono uniche, anche se i giudici spesso non se ne accorgono e assegnano voti alti nei components solo perché un pattinatore esegue tanti quadrupli. Hanyu ha eseguito diversi quadrupli, perché non vuole perdere il suo contenuto tecnico. Quadruplo toe loop in combinazione, quadruplo salchow in combinazione con il triplo toe loop, per ricordare che se lui non ha più fatto quella combinazione si è trattato di una scelta, non del fatto di non essere più in grado di farla, quadruplo loop in combinazione con il triplo toe loop. Ricordo che questa è una combinazione che in gara non è mai stata eseguita correttamente da nessuno. L’ha provata una sola volta Daniel Grassl, nel programma corto del Campionato europeo 2020, ma il loop è stato giudicato sottoruotato. Grassl è l’unico pattinatore che abbia mai eseguito un quadruplo loop in combinazione in una competizione internazionale. Escludendo i tentativi in cui al primo salto è stata assegnata una q, in due occasioni, al Campionato europeo e ai Giochi olimpici, sempre nel 2022, Grassl ha completato, e con GOE positivo, la combinazione 4Lo+1Eu+3S. Nella scorsa stagione in due occasioni Adeliia Petrosian ha completato la combinazione 4Lo+2T in una competizione nazionale. Sono gli unici quadrupli loop in combinazione mai realizzati. Quello eseguito da Hanyu non sarà mai riconosciuto a livello ufficiale, gli allenamento non contano (così come non contano gli show e le competizioni nazionali). Hanyu non ha mai eseguito in gara questa combinazione, non l’ha neppure mai provata, probabilmente perché non aveva percentuali di riuscita soddisfacenti, certamente perché si è concentrato su altro. Eseguire la combinazione è stata la semplice dimostrazione che il suo livello tecnico è altissimo, e che la scelta di allontanarsi dalle gare è stata semplicemente questo: una scelta. Non lo ha fatto perché non era più in grado di vincere perché, salvo infortuni, il suo livello è tale che avrebbe dominato senza problemi questa stagione. Basta guardare come sta pattinando lui, e come stanno pattinando gli altri, per non avere dubbi.
Ci sono stati alcuni spezzoni di programmi, qualche tentativo di quadruplo axel, e infine SEIMEI, con il layout olimpico. Le prime due volte ha fatto un errore. Anche in gara tante volte ha fatto un errore. Prima di pattinare SEIMEI in modo perfetto all’NHK Trophy 2015, per due volte, all’Autumn Classic e a Skate Canada, ha fatto errori. Nella stagione olimpica si è ripetuto, con un programma disastroso all’Autumn Classic 2017, qualche errore alla Rostelecom Cup, e la migliore interpretazione (non perfetta, ma la migliore della stagione) ai Giochi olimpici, con la scusante, comunque, che a PyeongChang stava pattinando da infortunato e che quello, nonostante i due errori è un programma straordinario. Stavolta ha concentrato gli errori di inizio stagione nell’arco di pochi minuti, poi abbiamo avuto un SEIMEI perfetto. Layout olimpico, quattro quadrupli di due tipi diversi, un solo triplo axel. L’Hanyu dell’estate del 2022 ha completato un programma migliore rispetto a quello che aveva completato nel febbraio del 2018. Il livello da campione olimpico non è mai sparito, anzi, ora Hanyu pattina anche meglio. Lasciare le competizioni non significa necessariamente scendere a compromessi sulla tecnica, e lui lo sta dimostrando in ogni occasione.
27 agosto: interpretazione di Introduzione e Rondò capriccioso per 24-hour. È il programma corto olimpico, quello che non è riuscito a completare come avrebbe voluto a causa di un buco nel ghiaccio che gli ha fatto perdere il quadruplo salchow. Allo show partecipa da anni, di solito interpretando uno dei programmi che ha dedicato al terremoto del 2011, anche se per vari motivi questo non è stato possibile tutti gli anni. Ma, in qualche modo, lui c’è sempre. Nel programma corto della stagione 2016-2017 lui aveva proposto un layout più difficile, con quadruplo loop come primo salto e quadruplo salchow in combinazione, ma la difficoltà non è data solo dal tipo di quadruplo eseguito. E quando un programma è ricco di passi difficili e transitions, e il pattinatore dedica al prendere velocità un tempo ridottissimo, nascondendo ciò che gli serve per completare le difficoltà tecniche dietro a gesti belli da vedere, il programma è molto più difficile rispetto a programmi vuoti e composti solo da una serie di rincorse prima di ogni salto. Ripropongo, per l’ennesima volta, la straordinaria analisi fatta da Roseline Winter ed Elisa:
In settembre Hanyu è apparso in diverse trasmissioni televisive. Il 30 ha preso parte alle celebrazioni per i 50 anni dell’instaurazione delle relazioni diplomatiche fra Cina e Giappone e, considerando i trascorsi delle due nazioni, che un atleta giapponese venga invitato perché in Cina ha un seguito enorme, mi sembra una prova evidente della sua capacità di toccare i sentimenti delle persone e di unirle, oltre un passato terribile che dovrebbe essere il punto di partenza per costruire un futuro migliore.
5 ottobre: terzo video. Stavolta ci sono anche i sottotitoli in inglese, Hanyu si è reso conto che non sono stati solo i fan giapponesi a rimanere con lui, ma anche quelli internazionali. Ha parlato del suo progetto di dedicare una parte del suo canale agli abbonati, ma anche se io sono fra gli abbonati non intendo commentare cosa c’è in quella sezione. Siamo in tanti, i messaggi con più like ne hanno oltre 24.000, ma visto che non tutti sono abbonati, quello che c’è lì è rilevante solo per un numero limitato di persone.
Il nuovo video contiene due programmi. Il primo è Change, un programma che ha iniziato a portare in esibizione quando ancora gareggiava nella categoria junior, ma che ha interpretato qualche volta anche dopo essere passato fra i senior, anche dopo aver vinto il primo titolo olimpico. Ora i movimenti sono più ampi, i fili più profondi, tutto è eseguito con una qualità migliore. Quello che non è cambiato è il divertimento che prova a interpretare questa canzone. Il secondo è Dreamy aspiration, un programma realizzato per l’occasione. Coreografia nuova, ma non solo. È nuovo il modo di piazzare le telecamere, in pista, con angolazioni particolari e il rischio di colpirle se solo varia la sua traiettoria in modo infinitesimale. Quanto ai salti… io vorrei capire se qualcun altro sarebbe in grado di fare quello che ha fatto lui. Da 5:43, quando fa la puntata del toe loop, a 5:54, quando atterra dal salchow, trascorrono 11 secondi. Ricordo che ci sono pattinatori che dedicano 11 secondi alla rincorsa per preparare un quadruplo. Hanyu esegue prima una sequenza 4T+3A+SEQ, quattro secondi in tutto, poi pattina per altri quattro secondi e negli ultimi tre, da 5:51 a 5:54, esegue la combinazione 3Lo+1Eu+3S, una combinazione non molto diffusa, forse anche perché sono tutti salti staccati dal filo. Un salto quadruplo, tre tripli, fra cui un axel, in undici secondi. Vorrei sapere se qualcun altro è capace di fare qualcosa del genere. E non è un montaggio. Hanyu ha sovrapposto le immagini di due telecamere ma non ci sono tagli, si vede che è un’unica successione di movimenti.
11 ottobre: viene annunciato che Hanyu riceverà il Kikuki Kan Prize. Hanyu ha ricevuto parecchi premi nel corso degli anni. Alcuni, di tipo sportivo, erano prevedibili. Un atleta che vince l’oro olimpico viene sempre premiato dal Comitato olimpico del suo paese. I riconoscimenti sportivi, visti i suoi successi, sono ovvi, e in questi può rientrare anche la Medaglia d’onore con nastro viola, che gli è stata assegnata nel 2014 e nel 2018. Sono molto meno ovvi cose come il People’s Honour Award nel 2018, o il Kikuki Kan Prize. Quest’ultimo è nato come un premio letterario, ma nel dopoguerra è diventato un premio assegnato a chi diffonde la cultura giapponese. Fra coloro che lo ha ricevuto ci sono anche alcuni sportivi, compresa una pattinatrice, Mao Asada, insignita del premio nel 2017, l’anno del suo ritiro dalle competizioni. Per quanto riguarda Hanyu, in SEIMEI e Ten to Chi to emerge l’anima del Giappone. Hanyu ha chiesto a un’occidentale, Shae-Lynn Bourne, di occuparsi della coreografia perché non voleva che i programmi fossero troppo ostici per gli occidentali, ma la storia è quella del Giappone. Abe no Seimei e Uesugi Kenshin sono realmente esistiti, gli onmyoji come Seimei sono stati importanti per la vita di corte, per la cultura, e Kenshin è stato uno dei daimyo più potenti della sua epoca. Storia, cultura, musica anche. In SEIMEI si sentono i taiko e il ryuteki, in Ten to Chi to il koto e il biwa. Mansai Nomura, che il respiro delle performance lo conosce bene, si è ritrovato nei gesti di Hanyu, nel suo modo di interpretare i programmi. Joe Hisaishi ha approvato il suo lavoro su View of Silence e Asian Dream Song, fuse in un unico brano per Hope and legacy. Ha portato Hana ni Nare (花になれ), Story, Hana wa Saku (花は咲く), The Final Time Traveler e Haru yo, koi (春よ、来い) su palcoscenici internazionali importantissimi. E ha sempre mantenuto viva la memoria del terremoto dell’11 marzo 2011. Direi che il suo ruolo nella diffusione della cultura e della storia del Giappone è importantissimo, e il premio più che meritato.
4 e 5 novembre: Prologue a Yokohama. Lo show ha un profilo Twitter e un sito. Ho già scritto dello show in questo post:
Prologue ha anche il suo canale con due video dedicati a spezzoni dei due show, e sottotitoli in inglese per la parte parlata.
2, 3 e 5 dicembre: Prologue a Hanchinohe.
18 dicembre: Hanyu interpreta a sorpresa Parisienne Walkways subito prima della Major’s Cup, una gara per giovani pattinatori nata con i soldi donati da Hanyu dopo la parata in suo onore che si è svolta a Sendai nel 2018, e che è giunta alla quinta edizione. Il layout è lievemente diverso a quello delle gare: non essendo più limitato dalla Zayak rule lo rende un po’ più difficile, sostituendo alla solita combinazione 3Lz+3T la combinazione 3A+3T. E questo anche se non ha potuto fare il riscaldamento prima del programma.
In Giappone si svolgono ogni anno diverse competizioni importanti: il Japan Open (per la verità non ho mai preso sul serio questa competizione, che per me non è molto diversa da un’esibizione, ma vi partecipano parecchi pattinatori importanti), l’NHK Trophy, il Campionato nazionale e, negli anni dispari, anche il World Team Trophy. In più, in questo millennio, vi si sono svolte 5 edizioni del Campionato del mondo (2002, 2007, 2014, 2019 e 2023, anche se per l’edizione del 2023 dovrei dire che si svolgerà, visto che la gara non c’è ancora stata), due del Four Continents Championship (2000 e 2013) e cinque della finale di Grand Prix (2000, 2005, 2009, 2013 e 2017), senza dimenticare quella programmata per il 2021 e annullata a causa del COVID. Domanda: quante sono le probabilità che Hanyu sia presente come ospite speciale al gala di una o più delle competizioni organizzate in Giappone? Non è una cosa impossibile invitare per il gala un pattinatore professionista, è stato fatto in numerose gare, e l’apparizione alla Major’s Cup ci dice che Hanyu non è contrario, in linea di principio, a esibirsi in una gara a cui lui non ha partecipato. Ma quanta voglia avrà, ora, di esibirsi in gare organizzate dall’ISU, o dalla Federazione giapponese? Questo è solo un pensiero mio, una domanda che mi sono fatta. Avrebbe potuto essere presente in qualche gala, Hanyu, ma dubito che deciderà di farlo.
Fra dicembre e gennaio Hanyu è comparso in diverse trasmissioni televisive, ma, per quanto siano state straordinarie, anche in questo caso sorvolo.
24 dicembre: il regalo di Natale di Hanyu ai fan è stato la pubblicazione di un nuovo video, Sasanqua. Meriterebbe di essere analizzato nel dettaglio, per la costruzione, la coreografia ma anche i video che sono stati accostati al programma. Per il significato di ogni gesto. Per la precisione nella pattinata, con inquadrature incredibili. Davvero, quanta precisione ci vuole per fare una layback ina bauer sopra una telecamera? E poi ci sono elementi tecnici che continuano a sorprendere. La trottola finale lunghissima, ma anche una combinazione che in gara non avrebbe senso eseguire: axel singolo-triplo toe loop. Un axel singolo vale poco, come tutti i salti singoli. Eppure, come ha spiegato Dick Button nel suo Push Dick’s Button, un
delayed Axel is extremely difficult, requires a great level of control (Pagg. 79-80)
Ho riportato un beano un po’ più lungo del libro di Button, insieme a qualche altra considerazione, sull’aspetto artistico dei programmi, ma anche sugli axel, in questo post:
Nell’axel ritardato il pattinatore per un attimo sembra sospeso nell’aria, c’è quell’effetto Ballon di cui parla anche Button. Ecco, ora immaginiamo Hanyu che fa un axel ritardato enorme, sembra sospeso in aria e vola per uno spazio lunghissimo, e poi atterra e converte la direzione dell’energia da orizzontale a verticale, e questo mentre aumenta improvvisamente la velocità di rotazione. Valore base bassissimo, 5.30 punti in tutto (1.10+4.20), tanti quanti un 3F, anche se il 3F può aggiungere 2.65 punti di GOE, questa combinazione solo 2.10. Ma quanto è difficile? E quanto è bella? Ovvio che, dovendo ragionare sui punti, in gara Hanyu non ha mai proposto nulla del genere. Secondo me l’ISU dovrebbe consentire ai pattinatori di eseguire un axel singolo nel loro libero, se desiderano farlo, per motivi estetici. Niente valore base, e ovviamente una collocazione indicata sul layout, prima della gara, in modo da non spacciare per elemento coreografico un eventuale axel aperto in volo per sbaglio e riprovare il salto in un altro momento. Una regola del genere concederebbe ai pattinatori una maggior libertà espressiva. Avrebbe concesso, perché magari sono io che non l’ho notato, ma non ricordo altri pattinatori che negli ultimi anni hanno eseguito axel ritardati. Senza più regole decise da altri, possiamo aspettarci che Hanyu troverà altri modi creativi per eseguire l’axel, per la gioia di tutti gli spettatori.
Al momento Hanyu è impegnato con la preparazione di due appuntamenti importanti, abbiamo avuto qualche video registrato in precedenza, o brevi video per gli appuntamenti futuri. Non so se in gennaio ci sarà qualcosa di più, perché le ore sono 24 anche per lui, e le cose di cui si sta occupando sono tante. Organizzare tre show diversi fra luglio e marzo? In due dei quali è solo in pista e quindi è tutto basato su di lui? Mi sembra un impegno notevole. E poi ci sono quattro programmi nuovi, Dreamy Aspiration, A Fleeting Dream, Sasanqua e uno su cui sappiamo solo che ci sta lavorando. C’è tutto il lavoro tecnico per la realizzazione dei video, quelli che abbiamo visto in Prologue, e quelli caricati sul suo canale. 30 ore di montaggio per Sasanqua, ma c’è anche la parte progettuale prima, e chissà quanti esperimenti finiti nel modo sbagliato, di cui non sapremo nulla. Rispondendo a una domanda, Hanyu ha detto di aver provato a usare i droni, ma che non andavano bene perché facevano sciogliere il ghiaccio. Questo significa che ha speso soldi per comprare i droni (uno? Due? Di più? Le telecamere sono 12), che ha fatto un tentativo, e poi ha scoperto di aver buttato via il suo tempo. Se la domanda sui droni non gli fosse stata fatta, non ne avremmo mai saputo nulla. Comunque intende continuare a fare lui i montaggi, perché reputa che abbiano un significato maggiore. Secondo me ha ragione, ma anche il montaggio richiede tempo. Il lavoro di projection mapping è stato curato da MIKIKO; ma ne avranno parlato. C’è una scenografia, un ingresso in pista con un orologio, e sappiamo che almeno in parte l’ideazione di quell’orologio è opera sua. Che tipo di lavoro ci sarà dietro a GIFT? Lo scopriremo fra poco più di un mese. In questo momento Hanyu sarà impegnatissimo con i due prossimi progetti, e io sono molto curiosa di scoprire cosa farà. In attesa di poterli vedere mi limito a segnalarli.
26 febbraio: al Tokyo Dome ci sarà GIFT. Tokyo Dome, non un’arena qualsiasi. Come per Prologue, sarà in pista da solo, anche se si avvarrà di collaborazioni importanti, con MIKIKO e i Rhizomatiks. Lo show ha una sua pagina Twitter e un sito, in giapponese e in inglese.
10, 11 e 12 marzo: Notte stellata. Nel momento in cui abbiamo letto il nome dell’evento abbiamo saputo che sarebbe stato legato al terremoto del 2011, solo in seguito sono arrivati i primi dettagli. La sede è la Sekisui Heim Super Arena di Rifu, vicino a Sendai. Il luogo è stato usato come obitorio e come base delle operazioni di soccorso. quindi ha un significato particolare. Hanyu vi ha ottenuto la sua seconda vittoria in una gara di Grand Prix, l’NHK Trophy 2012, e vi è ritornato nel 2019 per Fantasy on Ice, quando ha interpretato Masquerade e Crystal Memories, perciò non c’è dubbio che per lui sia un luogo pieno di ricordi. Stavolta allo show saranno presenti altri pattinatori: Jason Brown, Shae-Lynn Bourne, Satoko Miyahara, Akiko Suzuki, Keiji Tanaka, Takahito Mura, Rika Hongo e Violetta Afanaseva. Anche in questo caso abbiamo un profilo Twitter e un sito ufficiale.
Una quantità incredibile di progetti per un tempo così breve, soli otto mesi, e tutti realizzati ad altissimo livello. Hanyu aveva detto che avrebbe rivoluzionato la nostra idea di cosa sia il pattinaggio professionistico, e sappiamo che lui è sempre stato un uomo di parola.
I suspect Yuzu continues to perform the delayed single axel not only because it’s often exactly the right jump to fit the music, but because the fans often gush about how beautiful it is and how much of the rink he sails over when doing it. As we know, he pays attention to his fans. 🙂
It is possible, by now he has clearly shown us that he reads what we write. But, aside from the delayed single axel, he’s doing triple axel all the time. Three in SEIMEI during Prologue, two in Parisienne Walkways. He loves the axel, and whenever he can he performs one. And considering how beautiful his axel is, how can we blame him?