Giudici olimpici e national bias. Giudici all’opera a PyeongChang/1. Da Deborah Noyes (AUS) a Daniel Delfa (ESP)

Appurato che le nazioni designate a inviare giudici alle Olimpiadi non sono state designate scegliendo quelle dal national bias più basso, che quasi certamente non è stato controllato, e che le nazioni non si sono preoccupate di mandare i loro giudici più corretti a PyeongChang, vediamo come si sono comportati i giudici. Li suddivido in gruppi per comodità di screenshot. Non tutti i giudici compaiono in quest’elenco perché non tutti i giudici hanno giudicato loro connazionali. Dove non ho potuto controllare il national bias ho ignorato il giudice.

Ho guardato il comportamento di ciascun giudice prima dei Giochi olimpici, quindi tutte le gare della stagione 2016-2017 (Challenger Series, Grand Prix sia junior che senior, Campionato continentale, Campionato del mondo sia junior che senior, World Team Trophy) e tutte quelle della stagione 2017-2018 fino al Four Continents Championship compreso.

Deborah Noyes (AUS)

Nel caso dell’australiana Deborah Noyes, che ha giudicato suoi connazionali in una sola occasione, abbiamo una sola riga, nel caso della belga Francoise De Rappard di righe ne abbiamo sei. La colonna HR indica la disciplina, la HU si riferisce al bias nel programma corto, la colonna HV al bias nel libero, la colonna HW al bias nell’intera gara. La riga gialla indica il bias medio del giudice. Per Noyes, con una gara sola, è ovviamente identico a quello della riga soprastante, per De Rappard è la media di quattro programmi nel caso del corto, di cinque nel caso del libero. La media totale è la somma delle due medie. L’ultima riga, quella in azzurro, indica il bias ai Giochi olipici. Vediamo cos’è successo.

Noyes ha giudicato un solo programma corto e ha avuto un bias basso, un solo libero e ha avuto un bias negativo, cioè ha danneggiato il suo connazionale. A prima vista sembra un giudice corretto, anche se una gara sola è poco per dirlo. Ai Giochi olimpici ha giudicato il solo programma corto. Il suo bias si è alzato, ma è rimasto entro i limiti dell’accettabile, se non mi capita di notare qualche situazione strana lei non la controllo più.

Francoise De Rappard (BEL)

De Rappard ha avuto tre volte un bias alto (non sappiamo come avrebbe giudicato il libero se fosse stata nel pannello di giuria, ma 4.60 punti di bias nel solo programma corto sono tanti), tre basso. I giudici che hanno un bias alto solo in poche gare sono più numerosi di quelli che hanno un bias alto sempre. Possiamo fare diverse ipotesi. Insufficiente conoscenza della disciplina e quindi incapacità di capire se i bullet sono stati soddisfatti o no? Una giuria che collettivamente prende un abbaglio – sì, succede anche questo, in genere quando un pattinatore famoso ha una prestazione sottotono e i suoi voti vengono mantenuti alti, o quando un pattinatore sconosciuto ha una prestazione straordinaria, ma quello che ha fatto non viene riconosciuto – fa sembrare sbagliati i voti dell’unico (o dei pochi) che ha votato correttamente? Bias alto solo nelle gare in cui i connazionali del giudice hanno bisogno di aiuto, basso nelle altre occasioni per non farsi notare troppo? Altre ipotesi che a me non vengono in mente? Per capire la situazione bisognerebbe riguardare tutti i programmi controllando i voti elemento per elemento, un lavoro enorme. De Rappard è stata corretta ai Giochi olimpici, ancor più corretta che nella media delle gare precedenti, e io passo oltre.

Leanna Caron (CAN)

La canadese Leanna Caron di gare ne ha giudicate otto. In una sola occasione ho indicato il suo bias totale come troppo alto, ma in altre occasioni non è stata entro il limite di 9.00 punti di tanto. Secondo me andrebbero riguardate sei delle gare in cui era presente, perché se un giudice è esperto più riuscire a influenzare il risultato più di quando dovrebbe riuscendo a evitare di essere notato a meno di fare un controllo molto da vicino. Non sto dicendo che Caron lo ha fatto, solo che tutti i bias superiori a 6.00 non sono così alti da apparire immediatamente sospetti, ma che andrebbero controllati per essere sicuri che non ci sia nulla di strano. Quello che è certo è che nella gara a squadre di danza il bias di Caron è stato basso, addirittura negativo nella danza libera (ma onestamente, con la Francia che non ha superato il taglio, chi poteva impensierire Virtue/Moir? E il bias è stato negativo solo perché Caron è stata molto generosa con Cappellini/Lanotte e Muramoto/Reed, coppie, soprattutto la seconda, che hanno avuto un distacco enorme dai canadesi). Quanto alla gara individuale di danza, ecco, nell’occasione Caron ha quasi eguagliato il suo record di bias. 4.67 punti nella Rhythm Dance, bias altissimo, 5.97 nella danza libera, non ho indicato anche questo valore come gravissimo per soli 3 centesimi. Questo è quanto ha fatto Caron nella gara:

Secondo lei Tessa Virtue/Scott Moir sono stati i migliori in entrambi i segmenti di gara, e ci può stare, altri due giudici erano della stessa opinione, e un terzo ha assegnato lo stesso punteggio a entrambe le coppie. Però Caron è stata l’unica ad assegnare posizioni alte a Kaitlyn Weaver/Andrew Poje, a cui avrebbe addirittura assegnato il bronzo mentre nella realtà sono arrivati settimi, e a Piper Gilles/Paul Poirier, quinti per lei, ottavi nella realtà. Io ho un debole per le coppie di danza canadesi fin dai tempi di Shae-Lynn Bourne/Viktor Kraatz, e Gilles/Poirier mi piacciono molto più di alcune coppie che li hanno preceduti, ma le classifiche dovrebbero rispecchiare ciò che i pattinatori hanno fatto in pista quel giorno, non le preferenze mie o di chiunque altro. Caron è stata sospesa? Non mi risulta, ma a vedere questi voti sembra proprio che se lo sarebbe meritato. Fosse per me, lei non giudicherebbe più nulla ai Giochi olimpici, e magari neppure al Campionato del mondo.

Janice Hunter (CAN)

L’ultimo giudice di questo screenshot è un altro canadese, Janice Hunter. Per lei due gare su tre sospette prima dei Giochi olimpici, due programmi corti giudicati a PyeongChang. Il bias della gara maschile è basso, probabilmente quello della prova maschile nella gara a squadre meriterebbe uno sguardo ravvicinato, il bias è di 2.74 punti ma sul solo programma corto, con il Canada che lottava per quell’oro che poi ha vinto, ma non ho il tempo e passo oltre.

Nicole Leblanc-Richard (CAN)

Nicole Leblanc-Richard ha avuto un bias altissimo nelle prime due gare che ha giudicato, poi si è abbassato ma, con una sola eccezione, è sempre rimasto notevole. Sarebbe da riguardare in ogni occasione, chissà se troverò il tempo per farlo. Ai Giochi olimpici ha giudicato il libero femminile, gara in cui Kaetlyn Osmond ha vinto la medaglia di bronzo. Vediamo come sarebbe andata la gara secondo Leblanc-Richard. Prima però una notazione di tipo completamente diverso. Quando sono entrata sul sito ufficiale della gara per controllare la classifica del programma corto in basso ho trovato una nota che dice che il punteggio del programma di Elizabet Tursynbaeva è stato corretto, con i dettagli specificati nella comunicazione n. 2. La comunicazione si trova all’inizio del protocollo di gara e spiega che se all’inizio la combinazione era stata giudicata come eseguita nella prima metà del programma, e quindi senza bonus, una successiva valutazione aveva fatto assegnare il bonus perché la combinazione era stata eseguita praticamente a metà programma, e nell’impossibilità di essere certi sul valore corretto da assegnare all’elemento, si era scelto di andare in favore dell’atleta. Questo per dire che i protocolli possono essere modificati se c’è un valido motivo, e le modifiche sono pubbliche. Se non vediamo comunicazioni, evidentemente secondo l’ISU i voti che sono stati assegnati sono corretti.

Torno a Leblanc-Richard. Non ho guardato tutti i voti, solo quelli delle due canadesi (la terza canadese, Larkyn Austman, non si è qualificata per il libero, perciò Leblanc-Richard non ha potuto giudicare la sua prova) e delle pattinatrici che in classifica le hanno precedute di poco. Non ho fatto le somme delle pattinatrici che si sono piazzate alle loro spalle perché anche a uno sguardo superficiale era evidente che il vantaggio delle canadesi era aumentato, non diminuito.

Osmond avrebbe vinto non la medaglia di bronzo ma quella d’argento, Gabrielle Daleman, autrice di un pessimo libero, avrebbe comunque guadagnato due posizioni. Se confrontiamo il bias di questo libero con quello delle altre gare, scopriamo che in genere Leblanc-Richard ha valori che tendono all’alto, e che una sola volta, in una finale di Grand Prix, ha avuto un bias lievemente più alto rispetto a quello olimpico. Evidentemente più le gare sono importanti più tende a dare il peggio di sé. Per me Leblanc-Richard non dovrebbe più giudicare competizioni internazionali.

Jeff Lukasik (CAN)

Jeff Lukasik… cosa dire di lui? I numeri si commentano da soli, lui proprio non ce la fa a non dimostrare tutto il suo amore per i connazionali. Prima o poi lo guarderò da vicino, stavolta per brevità passo oltre, noto solo che nella gara di coppia del Team event ha avuto il suo bias più alto, e mi chiedo se nella prova delle coppie di artistico non si sia superato nel totale solo perché non ha giudicato il libero, perché con il programma corto era sulla buona strada. Lukasik rientra fra quelli che più meriterebbero una squalifica a vita. ISU, dove sei? Li controlli i tuoi giudici?

Weiguang Chen (CHN)

Sì, di tanto in tanto li controlla. A Weiguang Chen va riconosciuto il fatto di aver stabilito il primato olimpico, 25.56 punti di bias è qualcosa di difficilmente eguagliabile. Record olimpico, non record del mondo, quello in corso al momento lo aveva stabilito il coreano Tae Ri Lee nella gara maschile di Skate Canada 2017, 26.46 punti, ma nell’autunno del 2019 il punteggio di Lee è stato superato dalla turca Ece Esen, a riprova del fatto che esiste sempre qualcuno in grado di sorprenderci. Considerando come Chen aveva giudicato 8 delle 11 gare che gli erano assegnate, le ultime cinque in particolare, a Chen non avrebbe dovuto essere consentito di entrare in un pannello di giuria olimpico. Con i suoi precedenti, come si aspettavano che avrebbe giudicato?

Feng Huang (CHN)

Stesso discorso per Feng Huang, bias altissimo in tutte le gare che ha giudicato, nell’ultima in particolare, la finale di Grand Prix. Guardiamoli i suoi voti. Nel solo programma corto della finale di Grand Prix ha avuto un bias di 8.78 punti, vale a dire appena inferiore rispetto a quell’8.83 punti nella somma dei due programmi che gli è valso un anno di sospensione. Perché l’ISU non si è accorto prima che Huang assegnava voti alti ai suoi connazionali? Tutte le gare andrebbero controllate, non una ogni tanto. Ora non controllo i voti di Huang, l’ho già fatto qui. Secondo me un anno di sospensione è troppo poco. Ma, al di là di questo, visto che l’ISU ha deciso che il bias di Huang è stato troppo alto, ogni volta che troverò valori superiori ai suoi mi sentirò libera di dubitare della correttezza del giudice in questione. 8.83, per sicurezza arrotondo appena più in alto, 9,00 nella somma dei programmi, il che significa 3.00 nel programma corto, 6.00 nel programma libero.

Hailan Jiang (CHN)

Hailan Jiang aveva giudicato connazionali in due sole occasioni, al recente Four Continents Championship. Giusto dargli la possibilità di essere a PyeongChang, in quel momento non c’erano gli estremi per prendere provvedimenti contro di lui, ma perché non sospenderlo dopo? Nel programma corto femminile del Team Event ha avuto un bias alto, nella gara femminile ha fatto anche peggio. Non lo hanno notato perché non è stato spudorato come Weiguang Chen? Non se ne sono preoccupati perché, a differenza di Feng Huang, che ha giudicato una coppia che ha vinto l’argento, Jiang ha giudicato una pattinatrice, Xiangning Li, che ha concluso la sua gara al ventiduesimo posto e quindi l’IUS non ha ritenuto importante una scorrettezza fatta sulle posizioni basse della classifica? Un bias di 13.94 punti è un’enormità, e non dovrebbe passare inosservato.

Tianyi Zhang (CHN)

Tianyi Zhang ha la tendenza al bias alto, la sua media in dieci gare non è tanto inferiore rispetto al punteggio che è valso una sospensione a Feng Huang. Nella prova di danza del Team event ha avuto un bias di 6.09 punti. Questo nella sola Rhythm dance. Il risultato non sarebbe cambiato, la coppia cinese avrebbe guadagnato una posizione ma la Cina sarebbe rimasta la prima delle nazioni che non ha partecipato alla seconda parte di gara, ma il comportamento di Zhang sarebbe da sanzionare. Lo so, mi sto ripetendo, ma sono i giudici ad assegnare i voti assurdi.

Daniel Delfa (ESP)

A proposito di voti assurdi, del gruppo di partigiani fa parte anche lo spagnolo Daniel Delfa. In precedenza Delfa aveva giudicato in quatto occasioni una gara maschile, e se posso capire il suo apprezzamento per Javier Fernandez, non posso capire o approvare né i suoi voti né il fatto che l’ISU non lo abbia sospeso. Del Campionato del mondo 2017, la gara in cui il suo bias è stato più basso, ho già parlato qui. Chissà cosa verrebbe fuori se guardassi le altre. Guardo il programma corto maschile, il solo da lui giudicato ai Giochi olimpici. 3.61 punti di bias nel solo corto è qualcosa di notevole.

Per Delfa Hanyu ha meritato tre +3, sui tre elementi di salto, quattro +2, sugli altri elementi. È stato l’unico ad assegnare un +2 sulla sequenza di passi, un solo altro giudice, il russo Olga Kozhemyakina, ha assegnato tre soli +3, cinque giudici, hanno assegnato un numero di +3 compreso fra 5 e 7. Fra questi c’è anche Weiguang Chen. Il giudice che ha stabilito il record olimpico in fatto di bias ha assegnato a Hanyu un punteggio più alto di quello che gli ha assegnato Delfa, sia dal punto di vista tecnico che da quello dei components. Non c’è qualcosa che non torna nei voti di Delfa? A Fernandez Delfa ha assegnato cinque +3 e due +2. Un solo altro giudice ha assegnato cinque +3 a Fernandez, la canadese Janice Hunter, che però di +3 a Hanyu ne ha assegnati 7, e a Fernandez ha assegnato anche un +1. Un altro giudice, l’uzbeko Saodat Numanova, ha assegnato a Fernandez quattro +3, tutti gli altri non ne hanno assegnati più di 3. Nei components, al di là del giudice australiano Elizabeth Ryan, che ha ritenuto che il migliore sia stato Patrick Chan, quasi tutti hanno assegnato i voti più alti a Hanyu, con il giudice russo che ha assegnato lo stesso voto complessivo a Hanyu e Fernandez. L’unico che ha reputato migliore Fernandez è stato Delfa. Il 9.00 in transition a Hanyu è, insieme all’8.75 del giudice australiano, e al 9,25 del giudice russo, l’unico voto inferiore al 9.50 ricevuto dal pattinatore giapponese. In compenso quei quattro 10.00 a Fernandez sono notevoli, tutti gli altri giudici messi assieme gliene hanno assegnati cinque in totale. Nel complesso, Hanyu è stato il migliore per sette giudici su nove, le eccezioni sono Weiguang Chen, la cui classifica non sorprendentemente è Jin-Hanyu-Fernandez, e Delfa, che ha preferito il suo connazionale.

Io devo avere qualche difficoltà a capire in anticipo quanto scriverò. Ovviamente anche stavolta mi sono dilungata più di quel che credevo, il che significa che andrò avanti con gli altri giudici in un altro momento.

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