Yuzuru Hanyu: tre anni da professionista/1

Quando ho scritto questi post, non erano ancora trascorsi tre anni da quando Yuzuru Hanyu aveva deciso di lasciare le gare e passare al professionismo. Ma cos’è il professionismo nel pattinaggio? Non ci sono associazioni, regole, percorsi predeterminati. Di fatto è tutto nelle mani dei singoli pattinatori.

Molti di loro vanno avanti esibendosi negli show. Quelli in Giappone sono un’infinità: Stars on Ice (nato negli Stati Uniti ma che da parecchi anni si è espanso con tour in Canada e Giappone), Prince Ice World, Fantasy on Ice, Dreams on Ice, Friends on Ice… E poi ci sono carriere legate al pattinaggio come quella di allenatore, o coreografo, o all’interno della federazione, o anche di giornalista sportivo. Molti pattinatori intraprendono una o più di queste carriere.

In questa realtà, Hanyu si è creato un suo spazio, con un percorso diverso da quello di chiunque altro e un ruolo di primo piano. Certo, ha partecipato agli show tradizionali, a Stars on Ice nella prima stagione, a Fantasy on Ice per due stagioni, e ha anche collaborato a creare uno show nel quale si esibisce al fianco di altri pattinatori, come già avevano fatto diversi campioni del passato. Però ha creato anche i solo show, qualcosa che prima di lui non era neppure immaginabile, e che difficilmente sarà replicata da qualcun altro. Ha ideato coreografie, anche se le ha ideate solo per sé, ma ha anche interpretato coreografie ideate da altri, perché il numero di programmi da lui interpretato in questi tre anni è altissimo. Ha aperto un suo canale YouTube, come tanti altri pattinatori, eppure è un canale diverso, non solo perché i suoi pochi video hanno attirato un’attenzione notevole, ma anche per come ha realizzato questi video. In televisione ci va, anche se non come giornalista. Più o meno non come giornalista, perché più volte ha ricoperto il ruolo di “Special Messanger”. In soli tre anni Hanyu ha fatto un’infinità di cose. Vediamo quali.

Edit: per motivi di leggibilità ho deciso di suddividere questo lunghissimo post in più parti. La seconda parte si trova qui.

YouTube

Il 7 agosto 2022 Hanyu ha aperto il suo canale YouTube. Ha messo subito in chiaro che sarebbe stato un canale dedicato al pattinaggio, non alla sua vita privata, che è solamente sua. In ottobre ha aperto anche una sezione riservata agli abbonati. La maggior parte dei video per gli abbonati sono video in cui parla di ciò che ha fatto o accenna ai suoi progetti futuri. Sono in giapponese, ma in alcuni casi esistono i sottotitoli in inglese, in altri casi esistono fra i commenti traduzioni in inglese realizzate dai fan. Alcuni dei video comprendono anche una manciata di secondi dedicata a un salto. Io mi soffermo sui video pubblici. Il canale è questo:

https://www.youtube.com/@hanyuyuzuru2624

In seguito Hanyu ha aperto anche i suoi profili su X (e poi ha aperto anche profili legati ai singoli show) e su Instagram.

Il primo video, molto breve e solamente in giapponese, è un semplice saluto, l’informazione che Hanyu ha aperto il canale.

Nel secondo video iniziamo a vedere un po’ di pattinaggio, un 3A, un 3Lz, una trottola e un 4T, i primi tre elementi ripresi da un’angolazione molto particolare, con la telecamera posta sul ghiaccio. Fra un elemento e l’altro Hanyu fornisce qualche informazione sul canale e dà l’appuntamento per il giorno dopo, quando terrà un allenamento in diretta internet.

L’allenamento, da lui chiamato SharePractice, per alcuni mesi non è stato visibile fuori dal Giappone. A quanto pare ci sono stati problemi di copyright. Quando lo è venuto a sapere, Hanyu si è attivato per risolvere il problema. Ora la SharePractice è nuovamente accessibile per tutti,

L’allenamento, di circa due ore, si è svolto in parte “a secco”, nei corridoi dell’Ice Rink, e in parte su pista. E in pista Hanyu ha eseguito diversi salti e riproposto alcune parti di suoi programmi del passato quali Hana ni nare, Ten to chi to e Hope and Legacy (di questi due programmi ha proposto solo un pezzetto per eseguire alcuni quadrupli) e, alla fine, White Legend (su una diversa musica per questioni di copyright). Il culmine si è avuto quando ha pattinato in modo perfetto Seimei con il layout che aveva ideato per i Giochi olimpici del 2018: 4S, 4T, 3F, 4S+3T, 4T+1Eu+3S, 3A+2A, 3Lo, 3Lz.

Hanyu ha fatto vedere ai suoi abbonati parte di un altro allenamento. Nell’estate del 2023 ha pubblicato nella membership un video di una dozzina di minuti contenente numerosi salti.

In ottobre Hanyu ha iniziato a pubblicare sul suo canale interi programmi. Il nuovo video contiene un suo programma storico, Change, da lui interpretato in esibizione per la prima volta quando ancora gareggiava nella categoria junior, e il primo programma nuovo da lui coreografato, Dreamy Aspiration. Parte delle telecamere sono collocate sul ghiaccio, le inquadrature sono particolari, e queste caratteristiche le ritroveremo in tutti i programmi di Hanyu. Spesso Hanyu passa vicinissimo alla telecamera, con effetti notevoli. Quanto agli effetti speciali inseriti in fase di editing, vedremo migliorare le abilità di Hanyu un video dopo l’altro.

Fra i due video Hanyu parla un po’ e per la prima volta il video contiene sottotitoli ufficiali in inglese. Nella membership è possibile vedere entrambi i programmi senza alcun editing, con la ripresa fatta da un’unica telecamera, la dimostrazione che il montaggio è una scelta ma che lui i programmi li pattina davvero dall’inizio alla fine, senza interruzioni.

Sasanqua è un programma nuovo coreografato da Hanyu e legato a Prologue. Degli show parlerò più in basso. Di fatto, questa musica accompagna uno dei video di Prologue, e anche parte delle immagini che vediamo nel video, in precedenza Hanyu le aveva mostrate nello show.

È invece un programma di gala del suo periodo agonistico The Final Time Traveler, interpretato per l’occasione all’Ice Rink Sendai.

Dopo Gift Hanyu ha caricato sul suo canale Boku no koto, programma nuovo coreografato da lui che aveva usato in Gift per i titoli di coda. Nella membership è possibile vedere il programma, con i suoi 5 quadrupli, ripreso da un’unica telecamera: Hanyu ha davvero pattinato Boku no koto così come lo vediamo.

L’11 marzo del 2023, il giorno del 12° anniversario del Terremoto del Tohoku, Hanyu ha pubblicato sul suo canale Requiem of Heaven and Earth, uno dei numerosi programmi da lui dedicati al terremoto e interpretato nei gala durante la sua carriera agonistica.

Il programma successivo è un programma storico di Hanyu, Notre-Dame de Paris. È il programma libero della stagione 2012-13, il primo coreografato per Hanyu da David Wilson e mai pattinato da Hanyu alla perfezione perché all’epoca non aveva abbastanza energie per riuscire a completare il contenuto tecnico al meglio (senza considerare che nelle ultime due gare in cui lo ha proposto non era proprio nelle migliori condizioni fisiche). Qui il programma è perfetto, ma lo possono guardare solo gli abbonati.

A distanza di mesi, nel dicembre del 2023, Hanyu ha pubblicato Goliath, programma nuovo coreografato da lui. Nella membership è possible vedere lo stesso programma interpretato non sul ghiaccio ma nella palestra dell’Ice Rink.

Insieme a Goliath Hanyu ha pubblicato un altro programma nuovo, Aqua’s Journey, e anche in questo caso la coreografia è sua. Nella membership esiste un’altra versione di questo programma.

Per i titoli di coda del tour Re_Pray Hanyu ha interpretato Estpolis II, altro programma nuovo coreografato da lui. Per la verità Estpolis II è il titolo in giapponese del videogioco di cui Hanyu ha usato la musica, il titolo in inglese è Lufia II: Rise of the Sinistrals. Se cliccate sul titolo, vi rimanda alla pagina inglese di Wikipedia dedicata al videogioco. Per Hanyu le musiche sono importanti, perciò dove possibile ho inserito i link a una spiegazione. In italiano, se esiste ed è abbastanza completa, oppure in inglese.

I costumi indossati da Hanyu in questo video sono quelli dei programmi nuovi di Re_Pray: A Fleeting Dream e A Fleeting_RE (il primo in realtà è un programma nato per Prologue, ma qui, con la seconda versione del programma, la musica per solo pianoforte e un costume di diverso colore, assume un nuovo valore), Gate of Living, Megalovania e The Darkness of Eternity. In questo caso per gli effetti speciali si è avvalso della collaborazione di GEEKPICTURES.

Ultimo programma in ordine di tempo caricato da Hanyu sul suo canale è Last Ambient. Ancora una volta la coreografia è sua, la musica di Taisei Miyakawa. Per questo programma nella sezione dedicata agli abbonati è possibile vedere parte del lavoro di ideazione della coreografia realizzato in palestra.

Edit: dopo che ho pubblicato questo post Hanyu ha caricato sul suo canale due versioni di Danny Boy. La versione completa:

La versione breve (parliamo di tempo, considerando che qui c’è un 4T dura di meno, ma non è più semplice):

Edit 2: Il 19 luglio 2025 Hanyu ha pubblicato sul suo canale un altro video. Si tratta di Mass Destruction: Reload, programma che fa parte dello show Echoes of Life, da lui interpretato fra dicembre 2024 e febbraio 2025.

Eventi speciali

Nel 2022 Hanyu ha partecipato per l’ultima volta a 24-hour. Il programma che ha interpretato nell’occasione è stato Introduzione e Rondò capriccioso. Dopo questo programma, anche se nel video non si vede, ha aggiunto un bis, la sequenza coreografica di Seimei.

In dicembre Hanyu ha fatto un’apparizione a sorpresa alla Major’s Cup di Sendai, una gara par pattinatori ancora alle prime armi nata grazie ai soldi da lui donati dopo il suo secondo successo olimpico. Prima dell’inizio della gara Hanyu si è esibito su Parisienne Walkways, incoraggiando poi i pattinatori locali a divertirsi, a fare del loro meglio e a continuare a inseguire i loro sogni.

Nel 2025 Kenshi Yonezu ha voluto Hanyu per il video di Bow and Arrow, sigla iniziale dell’anime Medalist. Nel momento in cui ha ideato la coreografia, Hanyu ha cercato di essere quanto più fedele possibile all’anime, solo facendo cose un po’ più difficili.

Questa è la versione “programma corto”, con il solo Hanyu che pattina, mentre di Yonezu sentiamo solamente la voce:

Yonezu ha pubblicato sul suo canale anche un’interessante conversazione fra lui e Hanyu relativa alla nascita di questo programma. È possibile attivare i sottotitoli e impostarli sulla traduzione automatica in inglese, ma se si guardano i commenti qualcuno ha realizzato una vera e propria traduzione:

Nel marzo del 2025 Hanyu ha interpretato e filmato due diverse versioni di Danny Boy. I video sono stati trasmessi da NHK nell’ambito della puntata conclusiva della trasmissione Ogensan to Issho, condotta da Gen Hoshino. Nell’estate del 2023 Hanyu era stato invitato da Hoshino in una sua trasmissione, e nell’occasione Hoshino aveva parlato del brano Danny Boy come di uno dei suoi preferiti. Pochi mesi più tardi Hanyu aveva iniziato a interpretare Danny Boy, coreografato da David Wilson, all’interno di diversi show: Notte stellata 2024, Fantasy on Ice e Echoes of Life. Al momento in internet non esistono versioni ufficiali del programma, menzionato in quest’articolo (per gli articoli in giapponese è consigliabile usare la traduzione automatica in inglese):

https://worldfigureskating-web.jp/news/12191/

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Medalist e il pattinaggio artistico

Quella di Medalist è una storia di fantasia. Il manga ha iniziato a essere pubblicato in Giappone nel 2020 da Tsurumaikada, mangaka di cui si sa ben poco, se non che è della prefettura di Aichi, non per nulla la storia è ambientata a Nagoya, capitale della prefettura di Aichi. In Italia il manga è arrivato nel 2023 grazie all’editore J-POP. Al momento sono stati pubblicati 10 volumi, l’11° è previsto per giugno, mentre in Giappone è stato da poco pubblicato il 12°. L’anime ha iniziato a essere trasmesso in Giappone e in Italia (su Disney+) nello stesso periodo, gennaio 2025.

La storia è quella di Inori Yuitska, un’undicenne innamorata del pattinaggio, e del suo allenatore, Tsukasa Akeuraji, ex pattinatore arrivato tardi al pattinaggio e che ha dovuto lasciare lo sport per problemi economici.

La storia di Medalist la lascio a Medalist, ci sono già il manga e l’anime a raccontarla. Ma se qualcuno vuole capire qualcosa di più del contesto in cui la storia è ambientata, qualche spiegazione può essere utile. Questi gli argomenti di cui mi sono occupata:

  • Per iniziare…
  • Gli elementi tecnici
  • Le gare
  • Il pattinaggio in Giappone
  • I punteggi
  • Il video ufficiale

Per iniziare…

Le gare di pattinaggio si svolgono su una pista di ghiaccio. Le dimensioni di una pista olimpica sono 30×60 metri. Per gare internazionali, Campionati del mondo compresi, sono accettate anche piste lievemente più piccole. Per le gare locali non esiste un regolamento unico, ciascuna federazione nazionale stabilisce il proprio regolamento e, fra le altre cose, indica i requisiti richiesti alle varie piste.

L’attrezzatura fondamentale dei pattinatori sono i pattini. Tradizionalmente sono neri per gli uomini e bianchi o beige per le donne, anche se talvolta qualche pattinatore li copre con un tessuto colorato per abbinare il colore dei pattini a quello del proprio costume. Si tratta di stivaletti con il tacco, sotto ai quali è fissata una lama con delle viti. La lama è lievemente più lunga dello stivale, con dei dentini nella parte anteriore che vengono usati per alcuni salti. Nella danza su ghiaccio la lama è più corta rispetto a quella usata nelle altre discipline perché i pattinatori pattinano stando molto vicini, e con una lama lunga il rischio di colpirsi è più alto.

Per quanto si chiami lama, la lama del pattinaggio non è sottile o affilata come la lama di un coltello, anche se può tagliare. Il suo spessore è di circa un paio di millimetri, lievemente curva e con al centro una scanalatura. Questo fa sì che non abbia un unico filo ma due. I fili vengono chiamati interno (quello dal lato dell’alluce) ed esterno, e tutte le curve e i passi del pattinaggio sono basati sul cambio di fili oltre che di direzione. Più è profondo il filo su cui pattina il pattinatore (visibile dall’inclinazione del suo corpo), più il movimento è difficile e stancante ma anche bello da guardare.

In queste due immagini vediamo Akiko Suzuki e Mao Asada pattinare su un filo interno.

Qui invece vediamo Suzuki pattinare su un filo esterno molto profondo. Se per caso non lo sapete, Suzuki è la principale coreografa delle parti su ghiaccio di Medalist. Per realizzare l’anime lei è stata la persona su cui è stata utilizzata la tecnologia motion capture.

Esistono numerosi tipi di passi che possono essere fatti passando da un piede all’altro o su un piede solo, cambiando il filo, o la direzione della pattinata, o la curva su cui il pattinatore si sta muovendo, o anche una combinazione di queste variazioni, ma per imparare a distinguerli serve tempo, e questa breve guida diventerebbe troppo lunga. Mi limito a dire che il passo incrociato, il più comune dei passi semplici, viene eseguito con due piedi ed è usato per prendere velocità. Sono invece passi difficili (in realtà non sono esattamente passi, steps, infatti in inglese si chiamano turns, rotazioni) venda (rocker in inglese), controvenda (counter), rocker, bracket, twizzle e loop. Se per caso nell’anime sentite dire una di queste parole, significa che stanno parlando di un passo difficile. Tutti i pattinatori imparano a farli, a fare la differenza nel punteggio è la qualità di esecuzione, il numero di questi passi, e il modo in cui sono inseriti nel programma. Per quanto riguarda i termini, alcuni nomi sono usati indifferentemente in tutte le lingue, mentre in altri casi in italiano viene usato un particolare termine, ma il nome ufficiale è quello in inglese che indico fra parentesi.

Gli elementi tecnici

Gli elementi tecnici sono di tre tipi: salti, trottole e sequenze, che possono essere di passi o coreografiche. Esistono regole precise per le sequenze di passi e le sequenze coreografiche, le sequenze di passi valgono di più quando sono particolarmente complesse, mentre nelle sequenze coreografiche viene valutata solo la qualità di esecuzione.

Mi soffermo solo su un paio di movimenti della sequenza coreografica, che è costituita da elementi in cui i pattinatori si lasciano scivolare sul ghiaccio come gli angeli (spiral), raffigurati nell’immagine di Asada e nella seconda immagine di Suzuki che ho postato qui sopra. Il piede libero può essere tenuto in posizioni diverse, così come non è rlevante il fatto di andare in avanti o all’indietro. Altri movimenti di scivolata sono le lune (spread eagle) e le ina bauer. Qui sotto vediamo una luna interna (i pattini si trovano sul filo interno) eseguita da Satoko Miyahara. Le punte dei pattini sono rivolte in direzioni opposte l’una rispetto all’altra, la pattinatrice è inclinata in avanti, verso l’interno del cerchio che sta percorrendo, con i piedi che si trovano sulla stessa linea. Nella luna esterna i pattinatori sono inclinati all’indietro.

In questo caso mi sposto su un uomo, Yuzuru Hanyu, che vediamo nell’esecuzione prima di una luna esterna e, subito dopo, di una luna interna, con l’inclinazione del suo corpo che cambia in modo molto evidente.

Nella ina bauer i piedi sono sempre rivolti uno in avanti e uno all’indietro, ma si trovano su linee parallele e non più sulla stessa linea ideale, e la gamba davanti è piegata. Il busto può essere dritto o inclinato all’indietro. In questo caso si dice che è una ina bauer rovesciata. Qui vediamo Mao Shimada in una ina bauer rovesciata.

Pattinatori particolarmente flessibili (in genere si tratta di donne, ma anche qualche uomo ne è capace) riescono a inclinare la schiena in modo molto accentuato. Questa è una ina bauer di straordinaria qualità eseguita da Shizuka Arakawa.

Se qualcuno è interessato, nella versione inglese di Wikipedia esiste un glossario dei termini del pattinaggio, e il glossario comprende anche passi e posizioni particolari eseguite dai pattinatori: https://en.wikipedia.org/wiki/Glossary_of_figure_skating_terms.

Un elemento a cui è dedicato tanto spazio nell’anime sono i salti, anche perché è ai salti che è legata la maggior parte del punteggio.

Esistono sei tipi di salti: toe loop, salchow, loop, flip, lutz e axel, elencati più o meno in ordine di difficoltà, anche se le difficoltà sono soggettive, alcuni pattinatori riescono a fare un salto teoricamente più difficile e non uno teoricamente più facile. I salti possono essere singoli, cioè con una sola rotazione, doppi, con due rotazioni, tripli, con tre rotazioni, e quadrupli, con quattro rotazioni. Al momento nessuno ha mai provato un salto quintuplo. Tutti gli uomini più forti al mondo sanno fare uno o più tipi diversi di salti quadrupli. In campo femminile alcune donne sanno eseguire un quadruplo, pochissime più di uno, la maggior parte di loro esegue solo salti tripli. Lo stacco e l’atterraggio avvengono sempre all’indietro, con una sola eccezione che vedremo più in basso.

I salti possono essere di due tipi: puntati o staccati dal filo. Nel salto puntato il pattinatore, che sta pattinando su un solo piede, poggia per un attimo sul ghiaccio la gamba libera, si aiuta con il secondo piede a darsi lo slancio, e salta. In questo caso vediamo Akiko Suzuki che sta facendo la puntata del toe loop. Suzuki sta pattinando sulla gamba destra e ha allungato la gamba sinistra all’indietro per la puntata. Fra un attimo il suo piede toccherà il ghiaccio e lei compirà le sue rotazioni, ruotando in senso antiorario.

L’atterraggio avviene sulla gamba destra per tutti i salti. Questo almeno per i pattinatori destrorsi. Un mancino per il toe loop pattina sulla gamba sinistra, fa la puntata con il piede destro, ruota in senso orario e atterra sul piede sinistro. In teoria l’atterraggio dovrebbe avvenire su una gamba sola, se il pattinatore atterra su due piedi o mette una o due mani sul ghiaccio, o cade, incorre una penalità, tanto più alta quanto più grave è l’errore.

Nei salti staccati dal filo il pattinatore non fa la puntata, e per saltare può contare solo sulla rapidità e sulla correttezza dei suoi movimenti. Il salchow, che vediamo in un’esecuzione di Mone Chiba, è un salto staccato dal filo, che stacca dal piede sinistro e atterra sul piede destro (anche se nello screenshot Chiba non ha ancora spostato il peso sul piede sinistro). Come vediamo dall’immagine, le gambe della pattinatrice sono larghe.

Visto che stiamo parlando di un anime ambientato in Giappone, per le immagini ho scelto di usare principalmente pattinatrici giapponesi. Questa è l’unica immagine che ho preso dell’italiana Carolina Kostner. Kostner è mancina, e quindi esegue tutti i salti con il piede opposto rispetto alle mie spiegazioni. Quello che vediamo è un loop, un altro salto staccato dal filo. Per un destrorso il loop ha lo stacco e l’atterraggio sul piede destro, mentre Kostner fa tutto con il sinistro. Sono stata indecisa se usare un’immagine di Kostner proprio perché lei è mancina, ma quest’immagine è perfetta. Se la confrontiamo con la precedente immagine, Chiba aveva le gambe larghe. Kostner invece le ha incrociate, quindi è molto più difficile saltare da questa posizione. E se guardate il piede sinistro, il filo è molto profondo, il rischio di scivolare è alto.

Altro loop, questo eseguito da una pattinatrice destrorsa, Kaori Sakamoto. Anche qui vediamo le gambe incrociate, e anche qui vediamo il filo profondo che la pattinatrice sta tenendo con il piede destro.

Mao Asada esegue un flip. Siamo di nuovo a un salto puntato, infatti vediamo che Asada sta pattinando sul piede sinistro e ha allungato la gamba destra all’indietro per la puntata. Il filo su cui si trova il pattino sinistro è un filo interno. Se fosse piatto o esterno Asada riceverebbe una penalizzazione.

Questo fatto dalla sudcoreana Yuna Kim invece è un lutz. È sempre un salto eseguito pattinando sul piede sinistro e con la puntata fatta con il piede destro, ma stavolta il piede sinistro si trova su un filo esterno, cosa che da quest’inquadratura è particolarmente evidente. Come per il flip, se il filo fosse sbagliato (nel caso del lutz è il filo interno a essere sbagliato) o piatto la pattinatrice riceverebbe una penalità. Di solito il lutz è riconoscibile dalla lunga rincorsa che lo precede, perché i pattinatori ruotano in senso orario subito prima della puntata e in senso antiorario quando sono in aria, e per riuscire a fare la controrotazione hanno bisogno di tempo per prepararsi.

L’ultimo salto, il più difficile, è l’axel. La maggior parte delle donne lo esegue solo doppio, anche se la pattinatrice che vediamo, Asada, sta eseguendo un triplo axel. Sul numero di rotazioni dovete prendere la mia parola sulla fiducia, questi sono tutti tripli, lo so perché so che salti ho scelto, ma dallo stacco è impossibile capirlo. Dallo stacco si capisce solo di che tipo è il salto, il resto va guardato.

Asada, contrariamente a tutte le altre pattinatrici che ho postato qui sopra, è rivolta in avanti. L’axel è l’unico salto che viene effettuato andando in avanti. L’atterraggio è sempre all’indietro. Questo significa che un axel singolo comprende una rotazione e mezza, un axel doppio due rotazioni e mezza, un axel triplo tre rotazioni e mezza e un axel quadruplo, salto rarissimo, provato in gara da tre soli pattinatori e atterrato da uno soltanto, comprende quattro rotazioni e mezza. Ecco, se vedete qualcuno che sta andando in avanti e poi salta, ha fatto un axel. Di Asada ho ripreso due momenti molto ravvicinati, quando si sta dando lo slancio.

Tutti questi salti possono essere eseguiti da soli oppure in combinazione. Cosa significa in combinazione? Significa che il pattinatore esegue il primo salto, atterra, e subito dopo esegue il secondo salto, senza fare nessun passo fra il primo e il secondo salto. Il primo salto può essere uno qualsiasi dei salti che ho elencato, il secondo salto, per la dinamica del piede di atterraggio e di quello di stacco, deve per forza essere un toe loop o un loop. Se il pattinatore vuole eseguire un salchow o un flip, deve fare di mezzo un salto più piccolo, chiamato euler, con cui cambia piede. Se invece il secondo salto è un axel, si dice che il pattinatore ha eseguito una sequenza di salti, perché fra il primo e il secondo salto gli serve un po’ di tempo per girarsi e passare dall’atterraggio all’indietro del primo salto allo stacco in avanti del secondo, il tutto senza mettere sul ghiaccio il secondo piede).

L’ultimo elemento tecnico che i pattinatori fanno durante le gare sono le trottole. Esistono tantissime variazioni, le trottole possono essere flying, saltate, o avere l’ingresso in salto, avere o no un cambio di piede, essere eseguite per tutto il tempo in un’unica posizione o contenere diverse variazioni. Fondamentalmente si dividono in tre grandi gruppi: trottola alta (upright spin), trottola bassa (sit spin) e trottola angelo (camel spin).

Qui vediamo due trottole alte, Midori Ito, in posizione rovesciata, e di nuovo Asada, che sta eseguendo una trottola alta in posizione biellmann, una posizione che richiede parecchia flessibilità.

Nella posizione bassa la gamba di appoggio dei pattinatori, dal sedere al ginocchio, deve essere quanto meno parallela al ghiaccio (se il sedere dei pattinatori si trova più in basso rispetto al ginocchio va bene, il contrario no). La posizione di Asada è corretta.

Rivediamo Asada anche nella trottola angelo. In questo caso la gamba libera, dall’anca al ginocchio, deve essere quanto meno parallela al ghiaccio. Se il ginocchio è più in alto dell’anca va bene, il contrario no.

Le gare

Le specialità olimpiche sono quattro: individuale maschile, individuale femminile, coppie di artistico e danza su ghiaccio. Nelle prime due i pattinatori gareggiano da soli. Inori gareggia nell’individuale femminile mentre il suo allenatore, Tsukasa, ha gareggiato nella danza su ghiaccio.

La differenza principale fra le coppie di artistico e la danza su ghiaccio è che nelle coppie i pattinatori saltano, eseguono salti lanciati, sollevamenti sopra la testa e altri movimenti molto atletici, mentre la danza su ghiaccio è molto più simile alla danza tradizionale (anche se pure i danzatori devono avere una preparazione atletica notevolissima). A volte i pattinatori passano da una disciplina all’altra, come ha fatto Tsukasa. In Giappone il caso più famoso è quello di Daisuke Takahashi, che ha gareggiato per anni nell’individuale maschile, arrivando anche a vincere un bronzo olimpico e tre medaglie mondiali, di cui una d’oro, poi ha smesso di gareggiare per qualche anno, e quando ha ricominciato a partecipare alle gare internazionali lo ha fatto nella danza, insieme a Kana Muramoto.

La gara più importante sono i Giochi olimpici. Si svolgono ogni quattro anni e possono parteciparvi fino a tre atleti o coppie di atleti per nazione, il numero preciso viene stabilito circa un anno prima nella gara di qualificazione. Dal 2014 alle quattro gare tradizionali è stata aggiunta anche una gara per nazioni.

Il pattinaggio artistico è uno sport che ha una storia lunghissima, la prima edizione del Campionato del mondo si è svolta nel 1896, la prima volta che lo sport ha fatto parte dei Giochi olimpici è stato nel 1908. Si tratta di uno sport nato in Europa e che entro breve si è sviluppato anche nell’America del Nord, i pattinatori giapponesi hanno iniziato a partecipare alle gare nel 1932, i pattinatori appartenenti anche alle altre nazioni asiatiche ancora più tardi. Queste sono le medaglie olimpiche vinte dai pattinatori giapponesi:

Per decenni i pattinatori giapponesi, e quelli asiatici in generale, non hanno lasciato traccia nell’albo d’oro delle grandi competizioni, ma nel momento in cui la scuola giapponese ha iniziato a vincere, ha ottenuto risultati straordinari, soprattutto nelle gare individuali. La prima medaglia olimpica è arrivata nel 1992 grazie a Midori Ito, il primo oro nel 2006 grazie a Shizuka Arakawa. Complessivamente nelle ultime cinque edizioni della manifestazione i pattinatori giapponesi hanno vinto tre ori (due li ha vinti Yuzuru Hanyu), quattro argenti e tre bronzi.

Per importanza seguono i Campionati del mondo, che si svolgono tutti gli anni. Anche in questo caso possono partecipare fino a tre atleti per nazione in ogni specialità. Il Giappone ha vinto la sua prima medaglia mondiale, un bronzo, nella gara maschile nel 1977 grazie a Minoru Sano. Due anni più tardi Emi Watanabe ha vinto un bronzo nella gara femminile. Midori Ito è stata la prima giapponese a vincere due medaglie, un oro nel 1989 e un argento nel 1990. Dopo di lei Yuka Sato ha vinto un oro nel 1994. Cinque medaglie in tutto. Nel nostro millennio il numero di medaglie è notevolmente aumentato, grazie a numerosi pattinatori. Nelle ultime 24 edizioni nelle gare individuali del Campionato del mondo (fra il 2000 e il 2024) i pattinatori giapponesi hanno vinto 5 ori, 12 argenti e 4 bronzi nella gara maschile, 9 ori, 4 argenti e 6 bronzi in quella femminile, un totale di 40 medaglie, di cui 14 d’oro. Le nazioni che si piazzano dietro, in questa classifica, sono gli Stati Uniti con 28 medaglie, 9 d’oro, la Russia con 26 medaglie, 12 d’oro, e il Canada con 12 medaglie, 5 d’oro. Per questo per Tsukasa, che ha scoperto il pattinaggio tardi, era praticamente impossibile competere anche a livello nazionale: i pattinatori giapponesi sono fortissimi. Nella danza su ghiaccio il Giappone non è riuscito a raggiungere gli stessi risultati, il piazzamento migliore sono due undicesimi posti ottenuti uno nel 2018 e uno nel 2023.

Altra gara molto importante è il Four Continents Championship. È l’equivalente del Campionato europeo per i pattinatori non europei. Vi partecipano pattinatori di quattro continenti, ma in realtà il pattinaggio non è molto praticato nelle nazioni extraeuropee. Nel 2025 al Campionato europeo hanno partecipato 112 pattinatori o coppie di pattinatori provenienti da 34 nazioni, al Four Continents Championship 68 pattinatori o coppie di pattinatori provenienti da 15 nazioni. Questo non significa che sia una gara di livello inferiore rispetto al Campionato europeo. A rendere la gara più o meno difficile è chi partecipa, e in questo momento la maggior parte dei pattinatori più forti non è europea. Delle 12 medaglie messe in paio al Campionato del mondo del 2024, i pattinatori europei hanno vinto solo 3 bronzi. I pattinatori nordamericani (statunitensi o canadesi) hanno vinto 5 medaglie, tre medaglie sono andate ai pattinatori giapponesi, con Kaori Sakamoto che ha vinto l’oro nella gara femminile, mentre l’ultima medaglia, un bronzo, è stato vinto da una pattinatrice della Corea del Sud. Qualche giorno dopo aver pubblicato questo post, si è svolta l’edizione 2025 del Campionato del mondo, e delle 12 medaglie in palio solo tre sono andati a pattinatori europei, due nella gara delle coppie e una nella danza su ghiaccio.

In autunno si svolge il circuito del Grand Prix, sei gare molto importanti. I pattinatori più forti possono partecipare a due di queste gare. Per i risultati ottenuti in queste gare si guadagnano dei punti. Alla fine delle sei gare viene stilata una classifica, i migliori sei pattinatori della classifica si affrontano nella finale. La finale del Grand Prix ha la stessa importanza del Campionato del mondo perché possono parteciparvi tutti i pattinatori più forti, indipendentemente dalla loro nazionalità.

Sia il circuito Grand Prix, con la relativa finale, che il Campionato del mondo, vengono disputati sia a livello senior che a livello junior, mentre il Campionato europeo e il Four Continents Championship vengono disputati solo a livello senior.

L’età per gareggiare nella categoria junior e nella categoria senior negli anni è stata modificata più volte. Il pattinaggio è uno sport invernale, le stagioni vanno dal 1 luglio al 30 giugno dell’anno successivo. In questo momento siamo verso la fine della stagione 2024-25. Con le regole attuali i pattinatori (con l’eccezione dell’uomo nelle coppie) devono aver compiuto 13 anni entro il 1 luglio scorso per poter gareggiare nella categoria junior, e non aver compito i 20. Chi lo desidera può iniziare a gareggiare nella categoria senior se ha già compiuto 17 anni prima dell’inizio della stagione.

Il pattinaggio in Giappone

Come ho detto, il Giappone negli ultimi anni ha avuto ha tantissimi atleti di assoluto valore mondiale. Di seguito elenco le principali medaglie che hanno vinto dalla stagione 1999-2000 in poi. Queste le sigle che uso per avere una tabella non enorme:

M = gara maschile (Men)
W = gara femminile (Women)
P = gara delle coppie (Pairs)
D = danza su ghiaccio (Ice Dance)

Ho distinto i pattinatori per disciplina anche tramite colore di sfondo che ho usato per l’area contenente il loro nome. I colori sono quelli usati dalla federazione internazionale per distinguere le gare. Ci sono alcune aree grigie chiare nella zona dei risultati. Quando quel pattinatore ha gareggiato nella categoria junior, quella gara non veniva disputata.

OG = Giochi olimpici (Olympic Games)
WC = Campionato del mondo (World Championship)
4CC = Four Continents Championship
GPF = Finale del Grand Prix
JWC = Campionato del mondo junior (Junior World Championship)
JGPF = Finale junior del Grand Prix

Per Takeshi Honda ho indicato una gara fra parentesi, al Four Continents Championship, perché in un’occasione Honda ha vinto la competizione prima del periodo da me considerato. Alcuni dei nomi sono in grassetto per evidenziare quei pattinatori che ancora partecipano alle gare. Se un pattinatore appartiene ancora alla categoria junior, accanto al suo nome ho scritto (J). Mancano i risultati dell’edizione del Campionato del mondo del 2025. Nell’occasione il Giappone ha vinto un bronzo nella gara maschile con Yuma Kagiyama, un argento e un bronzo in quella femminile con Kaori Sakamoto e Mone Chiba, e l’oro nella gara delle coppie con Riku Miura/Ryuichi Kihara

Nella tabella compaiono 21 uomini, 27 donne, tre coppie di artistico e due di danza. Il numero di pattinatori forti presenti in Giappone è enorme.

Inori è a un livello basso, può partecipare alle gare per principianti e intanto è impegnata in una serie di test necessari per partecipare alle gare più importanti. Se dovesse riuscirci, potrebbe partecipare al Campionato regionale. Le gare regionali sono divise in sei grandi aree: Tohoku/Hokkaido, Kanto, Tokyo, Chubu (Inori è di Nagoya, la sua gara regionale è questa), Kinki e Chugoku. Alla fine dell’episodio 13 di Medalist nei sottotitoli italiani viene menzionata la “gara di blocco”. Si tratta di una traduzione infelice per indicare le gare regionali, le cui sei aree sono definite “block”. Di fatto, la gara che viene indicata con quell’epressione è il Campionato regionale. Gli atleti migliori di ogni gara regionale si qualificano per il Campionato nazionale.

Il Campionato nazionale è suddiviso in varie fasce d’età. La prima è la Novice B, più o meno sui 9-10 anni, ma la cosa dipende anche da quando i pattinatori compiono gli anni, vi si può partecipare anche a 11 anni, per un massimo di due partecipazioni. Hikaru ha vinto due volte il Campionato Novice B. La fascia d’età successiva è la Novice A, anche a questa gara si può partecipare due volte. I migliori pattinatori di questo campionato sono ammessi al Campionato nazionale Junior, al quale si può accedere anche tramite le gare di qualificazione, che siano le sei gare regionali oppure i due campionati del Giappone orientale e del Giappone occidentale.

Sopra del livello Junior c’è il Campionato nazionale Senior. Anche per questa gara è necessario partecipare alla gara regionale di qualificazione, a meno di aver ottenuto un buon piazzamento nella gara junior (quest’anno sono stati ammessi i primo 8 classificati, la regola ha subito diverse variazioni nel corso degli anni), di essere saliti sul podio nell’edizione dell’anno prima o di essere impegnati in una gara internazionale negli stessi giorni in cui si svolge la gara di qualificazione.

È la federazione che decide chi partecipa alle gare internazionali, e a quali gare, in base ai risultati ottenuti nella stagione precedente o nelle precedenti gare della stagione in corso.

I punteggi

Nelle gare senior e junior i pattinatori presentano due programmi, il programma corto e il programma lungo o programma libero. Il programma corto dura 2:40 minuti, il libero 4:00 minuti. A livello novice ciascuna federazione nazionale decide autonomamente cosa richiedere ai propri atleti. In Giappone la gara è basata sul solo programma libero.

Ci sono diverse differenze nelle richieste fatte ai pattinatori a seconda se sono uomini o donne, senior o junior. In generale nel programma corto a livello di salti vanno eseguiti un axel doppio o triplo, un salto da solo (triplo o quadruplo per gli uomini, triplo per le donne, doppio o triplo per le junior, in quest’ultimo caso con il tipo di salto deciso dalla federazione) e una combinazione di due salti, di cui almeno un triplo e un doppio (gli uomini senior possono fare anche un quadruplo, le pattinatrici junior possono fare due doppi). Tutti i programmi possono comprendere fino a tre trottole, che devono essere di tre tipi diversi, e una sequenza di passi.

Nel libero gli elementi di salto sono sette, possono esserci tre combinazioni, e una di queste può essere di tre salti. In più ci sono tre trottole e due sequenze, una di passi e una coreografica per i senior, solo la sequenza coreografica a livello junior. A livello Novice le richieste sono differenti. Questo è il protocollo della pattinatrice che ha vinto il Campionato giapponese Novice B lo scorso ottobre. Ho evidenziato con i colori alcuni dettagli.

A sinistra, circondati di arancione, sono indicati gli elementi eseguiti dalla pattinatrice. Per brevità sul protocollo vengono usate delle sigle. Ciascun elemento ha un valore base, cioè un valore fisso per tutti i pattinatori. Il primo elemento è un triplo flip (3F, il numero iniziale nella sigla relativa ai salti indica le rotazioni). Per tutti i pattinatori, indipendentemente dal sesso o dalla categoria in cui si gareggia, il triplo flip vale 5.30 punti. Poi però c’è il modo in cui la pattinatrice lo ha eseguito. I voti dei giudici si trovano nel rettangolo grigio, e sulla riga del triplo flip vediamo una serie di voti che vanno dal -2 al -4. I giudici possono assegnare voti che vanno da +5 a -5. Con questi voti sicuramente la pattinatrice non è atterrata bene. Potrebbe essere atterrata su due piedi, o aver messo una o due mani sul ghiaccio, impossibile dirlo senza vedere il programma. L’unica cosa sicura è che ha fatto un errore. Esistono tabelle che indicano quanto va aggiunto o tolto a ogni elemento in base ai voti assegnati dai giudici. In questo caso alla pattinatrice sono stati tolti 1.59 punti, come vediamo nel rettangolo azzurro. Questo significa che il suo salto, che in partenza aveva un valore base di 5.30 punti, le ha fatto guadagnare solo 3.71 punti, come vediamo nel rettangolo blu a destra.

Sul salto successivo le cosa sono andate peggio, e infatti ho evidenziato l’elemento con il rettangolo rosso. C’è una “e” ripetuta in due punti. Il salto è stato eseguito con il filo errato. È un lutz (Lz), il filo sarebbe dovuto essere esterno, ma evidentemente il filo della pattinatrice era interno. Poi c’è una “q”, uno dei tre diversi tipi di indicazione (il meno grave) per segnalare che la rotazione del salto non era completa. E infine c’è una “F” per indicare una fall, una caduta. La caduta, oltre al voto negativo, si paga con una penalità, che nel caso della categoria novice significa -0.50 punti, detrazione che vediamo indicata in tre diversi punti del protocollo e che ho evidenziato in rosso. Ovviamente i voti, il GOE (grado di esecuzione) sono tutti -5. Questo salto ha portato alla pattinatrice davvero pochi punti. Tutti gli altri elementi però sono stati eseguiti bene, infatti vediamo solo voti positivi e il punteggio che dal valore base (rettangolo verde) riceve un grado di esecuzione positivo (rettangolo azzurro) per un buon punteggio finale (rettangolo blu).

Nel rettangolo arancione ho indicato tre elementi con un pallino verde. Sono le trottole. La sigla indica il tipo di trottola. Il numero indica il livello. Più dettagli difficili contiene la trottola, più il livello sale dal livello B (Base) fino al livello 4. Ovviamente il punteggio varia di conseguenza, i valori base di queste trottole sono rispettivamente 2.30, 3.00 e 1.90 punti. Nel momento in cui Inori impara a fare una trottola più complessa rispetto a quella che faceva prima, il livello della sua trottola è più alto e di conseguenza anche il suo valore base. Con il pallino azzurro ho indicato la sequenza coreografica, ma come detto le sequenze coreografiche hanno tutte lo stesso valore base.

Il rettangolo rosa all’interno del rettangolo blu indica la somma dei punteggi ottenuti dalla pattinatrice in tutti gli elementi. Questo è il punteggio tecnico, Total Element Score o TES, che viene riportato anche nell’area in alto.

Il rettangolo giallo indica le componenti del programma, o Progam Component Score, PCS. I voti non sono legati a un singolo elemento tecnico ma al modo in cui i pattinatori pattinano: se sono sicuri, se fanno tanti passi difficili, se interpretano la musica… I voti possono andare da 0.25 a 10.00. Tolti il voto più alto e quello più basso (questo viene fatto anche per il GOE) si fa la media degli altri voti, che vediamo nel rettangolo viola. A questo punto si fa la fattorizzazione, moltiplicando il risultato per un numero fisso che, in questo caso, è 2.67, ma varia a seconda della disciplina e del segmento di gara. La somma dei voti fattorizzati si trova nel rettangolo rosa in basso. Questo totale viene poi riportato in alto.

La pattinatrice ha ottenuto 82.16 punti, che sono la somma del punteggio tecnico (41.71 punti) e dei components (40.95 punti), con la detrazione per la caduta (-0.50 punti).

Il punteggio quindi è legato a numerosissimi fattori: la difficoltà di quanto eseguito, il modo in cui gli elementi sono stati eseguiti, ma anche l’effetto d’insieme del programma. Per questo è possibile che un pattinatore che esegue elementi più semplici, ma li esegue bene, batta un pattinatore che presenta un programma un po’ più complicato ma commette errori. D’altra parte, anche in caso di errori, è possibile vincere purché il programma presentato sia molto più complesso di quello degli avversari.

Questo è il protocollo della pattinatrice che è arrivata seconda. Lei non ha fatto errori e le sue trottole sono tutte di livello 4, però ha fatto solo salti doppi, mentre chi ha vinto ha eseguito cinque salti tripli, anche se su due ha fatto errori, e questo ha comportato una notevole differenza nel punteggio tecnico (c’è anche una notevole differenza nei PCS, evidentemente la pattinatrice che ha vinto al momento sa fare tutto meglio di chi le è arrivata alle spalle).

Il video ufficiale

Chi ha realizzato Medalist ha voluto fare le cose per bene, sotto tutti gli aspetti. Inori migliora un po’ troppo in fretta rispetto a quanto avviene nella realtà, questo fa parte della finzione narrativa, ma le dinamiche fra i personaggi sono tratteggiate bene, e i problemi che devono affrontare sono reali. Il pattinaggio è uno sport costoso, in molti smettono di pattinare per quel motivo. Le piste non sono sufficienti, spesso sono affollate. Ci sono casi di problemi alimentari. E potremmo andare avanti. Allo stesso modo, i movimenti di pattinaggio sono movimenti reali, basati su quelli di Suzuki, una pattinatrice che un bronzo mondiale lo ha vinto e che ha partecipato due volte ai Giochi olimpici. Le spiegazioni delle regole, dei tipi di gare o dei dettagli tecnici sono corrette, o almeno sono corrette in inglese, a volte la traduzione italiana non lo è del tutto. Per quanto riguarda il video…

La sigla iniziale è scritta e cantata da Kenshi Yonezu, cantante molto affermato in Giappone (e non solo in Giappone), che ha interpretato diverse sigle di anime. Per il video Yonezu ha voluto Yuzuru Hanyu. Chi meglio di lui? Se leggete la sua lunga pagina su Wikipedia, vedrete che ciò che ha fatto e che sta ancora facendo Hanyu è più incredibile di ciò che sta facendo Inori. E Hanyu essendo Hanyu, non solo un due volte campione olimpico ma anche uno che fa sempre tutto al meglio, il video non è un video qualsiasi. Per stare al tempo con la musica, Hanyu pattina a una velocità incredibile. Inizia con dei twizzle bassi, dei passi difficili, al buio, cosa che rende il tutto ancora più difficile, e va avanti proponendo elementi difficilissimi come il quadruplo lutz, il triplo axel con ingresso e uscita molto difficili e la combinazione quadruplo salchow-triplo toe loop. Le trottole sono basate su quelle fatte da Inori e Hikaru, compresa una biellmann. Se questo programma fosse eseguito in gara, con queste difficoltà e questa qualità, stabilirebbe un nuovo record del mondo. Ne ha già stabiliti 19 Hanyu, avrebbe potuo stabilirne altri se non avesse deciso di lasciare le gare per dedicarsi agli show. E ai video, come questo Bow and Arrow, sigla iniziale di Medalist:

Per concludere, anche se non è legato a Medalist, se qualcuno è interessato a conoscere meglio il pattinaggio, un anno fa ho pubblicato un libro dal titolo Quattro salti sul ghiaccio.

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Echoes of Life in Chiba – English

The Italian version is here.

I visited some beautiful places in Japan (in Italian, with photos: 1 and 2). It wasn’t for those places, though, that I made the trip. It was for Echoes of Life. Everything else was an afterthought, because after deciding to spend that money on plane tickets and accept the tiredness that came with a 15-hour trip, my friend and I chose to spend a few days there. But that was a decision made after we had won the first ticket, not the reason that pushed us to leave.

After we won the first ticket. Every fanyu knows that buying a ticket for a Yuzuru Hanyu show is not easy. The demand is so high that tickets are sold by lottery. If you don’t win the lottery, you can’t buy the ticket.

I have always ignored the other lotteries. I don’t think there was an option for international fans to participate at the one for Prologue, but I definitely ignored the ones for Gift, Re_Pray, and all the editions of Notte stellata. Instead, I lost the lotteries for Echoes of Life in Saitama, then I lost the ones for Echoes of Life in Hiroshima, and finally, in the first lottery, I won the ticket for February 9th in Chiba. I won, but I should say we won, because all the practical matters were handled by my friend, who also advanced the money for the ticket, and who helped me register my cell phone, otherwise I wouldn’t have been able to do it alone. At that point we started participating in the lotteries for the 7th, separately, to increase our chances of winning. In the second lottery, I won the ticket for the 7th, but she failed all the lotteries and of the 7th she only has the stories of me and the other people who entered the arena. And she wasn’t the only person I know who won only one ticket. In Chiba I met with four Italians. Only one of them managed to attend both shows, one attended only the show on the 9th, two attended the show on the 7th live and the show on the 9th from the cinema. For those who won only one ticket, it would have been better to win the ticket for the show on the 7th, since liveviewing was available for the 9th.

I went to the LaLa Arena pretty early both days. Fear of getting lost, sure, there was a little of that too, because it was the first time I was moving alone, even if I had pushed the doubts to the back of my mind as something irrational. But even irrational fears can make themselves felt. I never remember my dreams, and yet on the night between the 6th and the 7th I dreamed that a few days after arriving in Japan, for some reason I had returned briefly to Italy (briefly? with all the time needed for the flight? Ok it was a dream, and dreams aren’t rational), on the evening of the 6th I had suddenly realized that the next day there would be the show, and I had desperately started looking for a way to return to Japan in time. After a dream like that, could I be calm? I had to get to the arena as soon as possible.

There it was, in all its glory. It was a beautiful sunny day, the arena could be seen in the distance from the subway exit, and when I arrived there were very few people around. But I was there. I was there, and in a few hours the show would be held.

It wouldn’t have been the first time I saw Yuzu live. I had already seen him in 2019, at the Grand Prix Final in Turin. Short program on Thursday 5th, official rehearsals on Friday 6th (the ones where he tried the 4A, I left those rehearsals terrified), free program on Saturday 7th. No gala for me, I was at work that day. Yuzu was wonderful, despite the mistakes, and the judges, who deserved to be slapped. I had already seen Yuzu in 2019, so I knew, within certain limits, what effect he could have. Because Yuzu is not a skater like the others.

I watched all the competitions in Turin. 48 skaters or pairs of skaters between juniors and seniors. In the junior category there were several promising skaters, some would have won important medals. In the senior category eight skaters – nine counting Hanyu – now have at least one Olympic medal around their necks, all but one have won at least one medal in a senior ISU Championship. I had watched all the warm-ups, two competition segments for four specialties in two different categories, a total of 16 warm-ups. And I had watched the Friday practices. I don’t remember what else I watched besides the men’s practice, but I did watch some other practices. I watched all the skaters. Someone would try an element of the program, be it a jump or a sequence of steps, and in that moment I would look at him/her/them, then I would shift my attention to someone else and look at him/her/them. Except when the senior men were on the rink.

It wasn’t a conscious decision. There was simply only one skater on the ice for me. My eyes were glued to him, whether he was trying a jump or drinking from his water bottle, I couldn’t look away. I was several meters away, last row of the second level, according to the official website the second level is over 4 meters high, the third is 8. I was far enough away that I couldn’t throw my Winnie the Pooh onto the ice, I know it for sure because someone picked up my gifts from where they had fallen and threw them in turn, thus making them reach the ice. And yet Yuzu was magnetic, despite the distance, despite the disappointment of the missed combination in the short program, despite everything. He was him, the others were background, as were the judges and everything around us.

The show on the 7th wouldn’t have been the first time I saw Yuzu live. And this time there wouldn’t have been any anger for marks awarded without any respect for the rules. The nightmare had been just a nightmare, and I was in Japan, in front of the arena I don’t know how many hours before the show started. A pity the absence of the beautiful posters that I saw photographed by some fanyu in front of the other arenas, here there was only a giant screen with the official poster.

I I had organized myself for the meeting with the fandom by bringing with me five copies of Sette containing the interview with Yuzu by Costanza Rizzacasa d’Orsogna, and three packages of Italian chocolates.

They weren’t enough. I really had no idea how overwhelming the fanyus could be. The festive atmosphere in front of the arena was magnificent. I don’t know how many gifts I received, and many gifts were expensive, or took time to prepare, or both. These are the gifts that arrived home. What I could eat is missing, because I ate it while I was still in Japan, otherwise I would have had to buy an extra suitcase for the return trip.

I chatted with some fans, and I have no idea who they are or how to contact them, it was just a one-day meeting, but it was a wonderful day. I met a Japanese lady who lives in Italy, who I had already met a couple of times, and I met the PlanetHanyu group.

https://twitter.com/theplanethanyu/status/1887741860912775634

A mandatory stop was the merchandising. Two of the Italians had not signed up for the lottery, the two who had signed up drew very high numbers, over 4,000, and for just one day, with over 5,000 people who had applied to go and buy the merchandising.

I… I really took the wild card. I had no idea what I was doing, when someone on the staff asked me something I showed them my cell phone, with the trust that he or she would know what to do. Which screen did they want to see? I had no idea, I tried everything, and they were there patient, available, doing their best to help me.

I had already ordered the Storybook from Italy, and I had also already read it, several times because I wanted to understand well. And besides, during the flight, and the evenings in the hotel, I read The Trouble with Being Born by Emil Cioran. I wanted to understand as much as possible.

I still want to understand. In the future I will try to read Underwater Philosophy by Rei Nagai. I had decided to buy it, if I could find it when I went to Japan, and when I had it in my hands in the bookstore I decided to wait and I put it back on the shelf. I made a different attempt, because Google lens works better if I have a screen at my disposal instead of a book page, with the inevitable deformations of the kanji due to the fact that the page is not flat.

Back at the hotel I opened a new Amazon account. From Japan. This means that I can now buy Japanese books and magazines in digital version. It is a deliberate choice. There are countless magazines that contain a feature on Yuzu, or an interview with him, but international shipping costs a lot. More than the magazine itself. As interesting as the magazines may be, there is a limit to how much I can spend. But, without the unnecessary expenses, I have already bought several magazines, and also Nagai’s book. We are talking about a book of philosophy, so not an easy book to read, of a culture different from mine, probably there are concepts that for a Japanese are normal and that are foreign to me, and the translation will be that of an automatic translator, so it will be poor. Will I understand something? I don’t know, I only know that I want to try to read the book. If I will read it to the end, I will find out in the future.

Nagai’s book aside, and Storybook aside, because that’s where I started from, I already had some of the merchandising because a friend who had been to Echoes of Life in Saitama had bought it for me. So I only had to buy something for myself, and something that several friends had asked me for, including the one who had bought it for me in December, because apparently there’s always something more to buy, and shipping costs are high. So on the 7th I got in line to shop, with my number 36. Yes, I really did pick 36. I bought a few things, not even that many because most of the requests were made after, and I went back to the group. And that same day I discovered that my personal merchandising wasn’t enough. One of the things I had said to myself, looking at the official website, was that I didn’t need the acrylic stands.

Really, what do I do with a little acrylic figure to put on a shelf? I already had one, but that one had arrived by itself, as an insert in the GOAT calendar. I hadn’t exactly bought it: if it hadn’t been in the calendar, nothing would have changed for me. The calendar was what I wanted. Except that that evening, while the other Italians and I were on the subway heading to the hotel, a fanyu approached us. Between Echoes of Life bags, a Gift jacket (not me), the Gift neck warmer and Winnie the Pooh and various gadgets hanging from our clothes and bags, it was clear that we were fanyu. That fanyu gave us each a door and disappeared down the stairs, while we stood there looking at each other in amazement.

I had a door, what was I supposed to do? I had signed up for the merchandising lottery for the 9th too, I had the 1,700 and something, so much so that I didn’t find a bag that a friend asked me because it was already sold out. However, I bought my acrylic stand model B.

I took the photo after receiving permission from the staff.

I thought I was okay. Except that after I went to the merchandising, and before entering the arena, another fanyu gave me the capsule containing the algae. What was I supposed to do? On the 11th, in Kyoto, I went to the cinema, and since the acrylic stand model C was sold out, I bought the model A.

And then… well, there were the clear files. I know, the clear files were also at the arena, but I didn’t buy them at the arena. The sales counter at the arena was well organized. Next to each employee there was a complete list of merchandise, with photos and prices, so no matter what language we spoke, we just had to point to the item and say with our fingers how many copies we wanted of that item. Just for the t-shirts and the hoodies (I didn’t buy any hoodie) we also had to specify the size. The merchandise was in numerous boxes stacked behind the employees, so I didn’t see it. At the cinema, however, it was on display, the clear files were nice, and I ended up buying both sets. And the postcards too. I couldn’t buy the clear files binder (although between the clear files I bought and the ones the fanyus me as gifts, I have quite a few by now) because the binder wasn’t there. Anyway, it will arrive, in the order I made from home. Because I had to order the official book. I buy all the official books. So, while I was there to place the order, I also ordered the clear files binder. And also the book cover and the book box. I would have had to pay the shipping costs anyway.

At a certain point I decided it was time to stop, especially when I went into some bookstore, otherwise I would have had to buy another suitcase. I already had to bring an extra bag on the plane as hand luggage, in addition to my personal handbag. And I left a pair of shoes in Kyoto. They were old. Comfortable, but used to the point of I had almost destroyed them, so I left Italy with the knowledge that, if necessary, those shoes would remain in Japan. They remained in the wastebasket of the hotel in Kyoto. Only later did I learn that of the other Italian women, one had left a pair of shoes in the wastebasket of her hotel in Tokyo, the other in Sendai. The others chose to buy an extra suitcase.

The Season Photobook is the last one, the one for the 2023-24 season, I had already bought the others, but how many other books have I seen? How many have I not bought because I didn’t have enough space in my suitcase? I’m sorry I only bought the Irene gloves and not the mousepad. I bought all the Hochi issues, even if for space reasons only the page with Yuzu arrived in Italy. I bought the Gift DVD in Sendai, the Prologue one, which I hadn’t been able to find, I ordered on Amazon and had it sent to my hotel in Kyoto. I wanted to buy the Mirrorball for years, so a visit to the Phiten shop in front of the arena was inevitable. And since I was already there, I also bought a pair of socks.

Am I done shopping? Of course not. I’m done shopping in Japan, but I can also shop from Italy, it’s year that I’m doing shopping from Italy, and now that I have my account I plan to buy the next issue of S-Style in digital version, and the DVD of Notte stellata 2024 that has already been announced. The program booklet for this year, and the official book for last year, will be given to me by a friend who bought them a few days ago, when she was in Sendai for Notte stellata. As for the rest, we’ll see what they’ll publish.

On February 11th, after seeing both shows live, and knowing that I would be returning home on the 16th and would have the Beyond Live archive at my disposal for a week, my friend and I went to the movies.

Why?

Because we had to see the show again, because it wasn’t enough. She had seen one, I had seen two, but it wasn’t enough. Even though we had known the story since December, because we had seen the Saitama and Hiroshima shows. Every show is a different show. The execution changes, and this is inevitable when it comes to performing arts, and if what is performed is at the limit of the performer’s abilities (not because the performer is not up to it, because no one else could do what Yuzu did, but because what was planned is very difficult), the risk of error is high. This adds tension. But he also changes the interpretation. Some parts are improvised, as Yuzu himself explained, others are modified by choice. This is the same moment in Hymn of the Soul, the first day of Saitama and the second of Chiba, and even if the trajectory of the skating is the same, the two positions are deliberately different.

Before Aqua’s Journey Yuzu skates back and forth on the rink. The path is straight, sometimes skating forward, sometimes skating backward. And it’s different every day. There are so many details that change, which is obvious when you watch two different shows in a short amount of time. Not to mention that a new viewing allows you to appreciate many more details.

In the cinema it’s different from home, and not just because there’s a big screen. There’s a party atmosphere that, if it’s not exactly that of the arena (also because it was a delayed viewing, there was no uncertainty about how the show would unfold, we all knew that the jumps wouldn’t create problems), was still beautiful. That was a moment of joy for everyone. We also did the choreography of Let Me Entertain You at the cinema (actually I also did it when I was at home alone, but in company it’s more fun).

But the cinema is not the arena. I wrote that I took the best card in the deck. Before flying to Japan I drew a heart with cranes and took a picture of it, and from this photo I had a banner made. It wasn’t big, only 50 centimeters on each side, because I didn’t want to risk disturbing my neighbors.

It was inevitable that I would do so, since Yuzu likes to look at the audience’s banners. And apparently the banner was useful to me too, because it helped me find myself inside the video.

Now I can say I’m in the same photo with Yuzu. And a few hundred other people. Thousands, if we think about how many of us were in the arena.

Here is the 9th. The day I was furthest away, because my ticket for the 7th was for the arena. The first day I didn’t have my banner but the Italian group‘s, because that day I was the one closest to the rink. Second row. On both days I was on the left side looking at the big screen, and I’m a little sad, because I would have liked to see Utai IV: Reawakening from the other side at least once, but with the luck I had I can’t complain.

Yuzu said he did his best to give everyone a unique experience, and that’s true. I’ve been to two different seats, I can only speak for those two seats, but it’s true that what you see changes, and that in each case it’s an extraordinary experience. From the second row I was very close to the ice, even though there is still the black barrier that you see in the screenshot, and there is the setup around the rink that keeps a bit of distance.

I took these photos on the 7th, just getting close to the barrier that separated me from the rink. From my seat I also tried to photograph the doors above, I would have liked to take a nice photo to upload to Wikipedia, but the floodlights made photos very difficult.

As we know from the newspapers (and from the fact that people who wanted to buy tickets failed to do so), the show was sold out. The central level in front of me was clearly a reserved area for guests; tickets for those seats were not put on sale. There were also a few free seats immediately below, but only because there are cameras, and the cameramen needed space to work and an unobstructed view. For example, on the first day, even though I was very close to the ice, I was not able to see clearly the 4S in Chopin because right along that line of sight there was the head of a person taller than me. It happens, but it’s obvious that this wasn’t supposed to happen to the cameras.

This is the view I had on the 9th.

From the height I was at on 7th, I could see Yuzu’s expressions very well, at least when he was facing my direction, because the director always tries to get the best shot on the screen, but from the stands the point of view is only one, and to face all sides, Yuzu sometimes turns his back on us. On 9th, being higher up, I saw the projections on the ice that I hadn’t seen on 7th, and I think that those who were higher up than me saw the projections even better. One of the Italians who was higher up than me said that when Yuzu was behind the curtains, in the Piano collection, she saw him in transparency, and even though it wasn’t a direct view, the unusual effect was beautiful.

I was lateral. I was more or less in the positions indicated by the yellow stars, closer on the 7th, further but still close on the 9th. This means that on 7th, when Yuzu was to my right, if Elevenplay were also performing… I’m very sorry for them, but for me it was as if they weren’t there. My head turned to follow Yuzu. He was the sun, and I, like a sunflower, followed his movements. On 9th I was still lateral, but I was practically on the short side, and there were times that I had a perfect view of Yuzu and two of the Elevenplay behind him. And that view was extraordinary. At some moments their movements were in perfect unison, at others they were deliberately different, and the effect was remarkable. I hope that Yuzu manages to make a DVD of the tour, even if I know that obtaining the rights to everything is not easy. If he were to succeed, I would also like to have a camera just on the Elevenplay among the extras. For the extraordinary ballet they do in the last minutes before Chopin’s Ballade above all, but also for the rest, because their presence is important for the show. They enrich it. Although even when it was dark I watched Yuzu, who landed a perfect 4T+1Eu+3S combination both days. On the second day, towards the end of the warm-up, he also did a 2S. Deliberately double, I suppose he was focused on the body axis.

A program that I saw better from home is Hymn of the Soul. I didn’t realize it, but the cameras focuses on Yuzu, and on the screen we always see what he does. When it’s better to, the director moves from one camera to another. In the arena, when Yuzu is behind a door… he’s behind the door, and we have to wait for him to get to an area where we can see him. My impression is that from higher up you have a different perspective, that you can see him better, I know that on both days I appreciated that program live less than at home, and it’s a pity, because it’s a beautiful program.

I could have used the audio guide in English, but I chose not to. I am grateful to Yuzu for making the audioguide. If I had gone to the Saitama shows, it would have been very important, because it would have allowed me to understand the story. In Chiba, I already knew the story. I didn’t remember the exact sentences, but I knew what was happening. So I chose to listen to Yuzu’s voice, and to listen to all the sounds as best I could. And, without the effort of reading the subtitles of the videos like I did when I watched the shows on Beyond Live, I was able to better appreciate the videos. Videos that were made by top-notch professionals, and it shows.

That being said, how is the show?

Yuzu is everywhere. I wrote that he is the sun, and that like a sunflower I followed his movements. It’s true. He is very fast, I had already noticed this years ago in Turin, and he is everywhere. The other skaters seemed slow in comparison, they didn’t have the same ability to fill the rink. That ability remained. The rink is not of regular dimensions, I had noticed it even before Yuzu mentioned the detail, and I would like to know the exact measurements. But, regardless of the dimensions, that is his space, he is the absolute Lord of it. He is magnetic, impossible to take your eyes off him. Even if the show doesn’t start with him. It begins with the Elevenplay inside the capsules, and Yuzu who can be seen for a moment in the video, also inside a capsule, before his face is replaced by the dark screen that, with its writing, gives us the first information. And already there I started to hold my breath in surprise.

In person the colors are much more intense. At home you can’t tell. The colors are increasingly more intense, for the entire duration of the show. At certain moments around the central mega screen there is a red light that you can’t see from home, but which has a remarkable effect from the arena. In Danny Boy the predominant color is the pink of sakura, of life, but on Yuzu there is a green ray, the color of buds, of regeneration, which you can’t see in the videos. And at the beginning there isn’t just a black screen with white dots. Those dots are actually colored, the effect is much more vivid. And the writings aren’t just writings that appear on the monitor. There is a white laser that crosses the arena. It starts from the short side, flies over the entire rink, and arrives on the monitor on the other side. I turned my head to look at it. There is a spatiality that you can’t perceive on the two dimensions of a monitor, you can only experience it live.

That laser. The lights that come from different areas, and that sometimes expand on the audience. The Hanyu on the megascreen, with the detail of the hand, and at the same time the Hanyu in the capsule that makes the same gesture, multiplying it for the spectator in the arena, while the public at home can only see one of the two. The curtains that come down from above, and that are not always at the same height. The doors, whose location we can understand on the monitor thanks to what we see behind them, or the path taken by Yuzu after crossing them, but which in person really have a precise location in space, with the different distance that separates us from them each time. The chair.

Yes, the chair. I hadn’t noticed it at the show on December 7th in Saitama. I don’t know when I first became aware of its existence. This time I watched it, as it was slowly lowered from above, and delicately placed on the ice, first two feet and then the other two. It wasn’t just curiosity about how the technical elements fit into the environment, like when I noticed that the capsules containing the Elevenplays are brought in and out of the stage by a track on which they slide laterally.

The chair is put down slowly because it must not ruin the ice, of course. But it is also a tiptoe entrance, a delicately looking out into the room, so as not to disturb, because we are not sure of our place in the room. In life.

The first time Yuzu enters the room, he sits on the chair. Standing in front of him, the guide uses words to lead him on the path to finding answers to his questions. I had wondered why Yuzu was sitting. Now I know. The room is the arena. We are Yuzu. He questions life, we question life. When Yuzu is in the room, before First Cry (technically the music is a fusion of the songs First Echo and Circulation, from the movie Wolf Children), there are many chairs suspended in the air. In the arena, most of the time, there is one chair suspended in the air. After First Cry, however, for the time of one video, the chair is lowered onto the ice. When Yuzu enters the room again, we no longer see him. We see the guide speaking, and the chair in the center of the rink, which is completely dark except for the ray of light shining on the chair. The chair is empty. But it is not really empty. We are the ones sitting on the chair. The guide is talking to us. This is strongly felt from the arena. We are the ones called into question by the guide, the ones who have to search for the meaning of our lives.

The spaces are carefully studied. Our gaze is guided in precise directions, involving us in the story, pushing us to be part of it. Expanding the narrative beyond the limits of the dance floor. Not only with the lights that sometimes illuminate part of the audience and create designs on people.

The narration is on the central mega screen. The guide is on the central mega screen. Yuzu goes through the door (a door that opens towards the inside of the room, while when he is on the rink he goes through all the doors in the opposite direction) wearing Nova’s costume, and a computer elaboration shows us the new version of the character, with the costume he will have when he enters the rink, in the center, under the central mega screen. The computer elaboration, however, takes place on the lateral giant screens. I don’t think I can explain it in words, the scene has to be seen to understand its power. If there had been only a different image on the screen… we would have simply had another shot, we would have had a narration of what was happening. But Yuzu really moved, he went from the central mega screen to the lateral ones, and then to the rink, and each time his body was reworked, first with the change of costume and then with the fact that he entered the rink in flesh and blood. In this way we followed his change in its entirety, we experienced it. It is not simple narration, it is something real, happening in front of our eyes.

The main difference between watching the show at home or in the arena is this. At home it’s cinema. Great cinema, that involves you, that makes you tremble, because you don’t know if Yuzu will really be able to do what he wants to do, and that shocks you, because the doubts he raises are real doubts, that torment us too, but from the arena it’s life. He’s there, in front of you, in front of us, and in a certain sense he is us. Emotionally the grip is much stronger. You’re there, in the arena, and you experience the atmosphere. You’re in space, you feel it. You feel it in the sounds that envelops you, in the rustle of clothes moved by the wind, in the air you breathe. There’s a whole world around you, with its depth, and with very intense colors. The sound is incredible.

Do we want to talk about the sound? The acoustic system is top notch, the music envelops you, enters you, but without ever becoming invasive. And along with the music there is the sound of the blades on the ice.

Other times I have heard the sound of blades on ice. In events I have attended live, competitions or shows, sometimes even on television. Here it is much louder, and it is beautiful. I have no idea if there are microphones pointed towards the rink, but hearing the sound of blades on ice is another nuance of music, because the sound is more intense when Yuzu is closer, it follows the rhythm of his movements. I know, in theory it is an obvious thing, necessarily the sound is linked to the type of movement made by the skaters. But Nova’s power is the power of sound, and it is with sound that he destroys, or gives life. In several moments Yuzu clearly played with sound, hitting the ice with force or performing fluid movements that produced harmony.

Harmony, yes. The beauty of what I saw was stunning. The beauty of the costumes that floated while he skated, the beauty of his movements. The fast ones, in which he reached everywhere, the slow ones, made as if they were the simplest thing in the world, while all his muscles had to work at maximum for the effort, screaming at him to hurry up, to hurry up, to finish that gesture because they couldn’t take it anymore from the effort of maintaining that invisible tension, and he made us admire every gesture in all its beauty. The softness, the fluidity. Liquid gold, a commentator once said to try to make people understand how incredible, how perfect, his gestures were. From home you can see them, but it’s not the same thing, because the camera changes. From home you can see many details better, you don’t see the continuity, the flow from one movement to another, from one place to another. Otherworldly.

Each program is different from the other, each has its own individuality. It should always be like this, but how many times do skaters always skate the same program, even with different music, because it’s the only thing they know how to do? Yuzu doesn’t. The programs are alive, each of them is unique, a besti squat in Utai IV: Reawakening is not like a besti squat in Aqua’s journey (one of the two days I had a perfect vision of Yuzu’s perfect position, to the point that I was left breathless by the beauty of that moment). They cannot be confused. If we saw them without being able to hear the music, performed with the same training suit and not the different costumes, we would still recognize them. Different, but all fundamental and woven together in a way that they are telling a single story.

And then there are the jumps. Yuzu uses them to tell his story. He already did it when he was competing, I remember well the explanations of why in Ten to chi to he chose to perform a 3A+2T combination, with the second jump with his arms raised, and immediately after a 3Lo. Jumps can be also narration, sport is too. And jumps are capable of moving. In that Ten to chi to, the first time I saw it, I started crying on a jump, the simpler, the euler of the last combination, for the intensity of what I was experiencing. Because I was no longer watching a competition program, I was living it. And here the jumps are narration.

Delayed single loop. Delayed single axel. Triple loop. Double toe loop with his arms outstretched. Quadruple toe loop, landed in silence, with the music starting because he landed, and it doesn’t matter that for safety’s sake there’s someone checking when the music should start. On a narrative level it’s perfect. Triple axel. Everything perfect.

He made mistakes on his jumps a few times. Especially in Hiroshima. Bad days happen sometimes. In Chiba the only real mistake was a flip that should have been a triple and instead became a single, on the first of the two shows. In one of the encores, Let Me Entertain You, not during the narration. For the rest, in the two shows that I was so lucky to watch live, he always completed the expected rotations, and all the jumps would have deserved a positive GOE. A couple only a +2, all the others +5.

+5? Since when do you give marks to a show? Since when do you give marks to art? Art is either art or it isn’t. The jumps I saw, almost all of them, were perfection. They were a sporting gesture, and at the same time they were art. And that… you can even explain art if you want, assuming you can find the words, but above all you admire it. You live it. Yuzu jumped, and there was no way he could make a mistake. Every moment was pure harmony. There was no preparation, then take-off, then rotation in the air and then the landing, the normal gestures of an athlete. There were no different, separate technical movements. There was one unique movement. Yuzu merged with the music, flowed in space, hovered in the air, until he moved towards the cosmos and the cosmos in turn moved towards him, with their separation that had only been temporary, Yuzu and the cosmos were destined to meet again, and Yuzu returned to the ice. Paf. Perfection, as witnessed by the pure sound created by the movement of the blade on the ice. A ballet, with the two actors who had moved away and returned to reunite, because each could only be complete in the presence of the other.

I have seen so many skaters live over the years. Not only at the 2019 Turin final, but also on other occasions. At different times I have seen all the skaters who have stood on the Olympic podium in the men’s competition in the last edition. I have seen some other Olympic champion too. No one has ever come close to doing what Yuzu has done. None of them have ever come close to his abilities, not only interpretative, but also technical. And this was clear even in 2019. The others perform technical elements, what Hanyu presents is beyond the technical gesture. I do not understand how any judge could assign a score other than +5, when Hanyu has completed something perfectly. Hanyu has made mistakes in his career, he has never been the most consistent athlete in the world. But when he did what he was doing at the best of his abilities… you can’t not see it. A score other than +5 should have earned the person who assigned it an immediate disbarment from the judges’ register, because he was not able to understand what he had seen, much less evaluate it.

I’m probably forgetting a lot of things, and there are a lot of things I can’t express in words (especially not in English). I went to Japan because others organized the trip for me. I left full of doubts, and I visited wonderful places. But the best moments, the reason I made the trip and what would be worth returning for in the future, are the two shows I saw live. As I wrote to a friend trying to convey my impressions of Echoes of Life, everything we see on the monitor, we see multiplied in person. The lights, the music, the sound of the blades, the depth of space, the possibility of seeing things that the camera doesn’t capture, the atmosphere of the arena… and then there’s him. Regal, magnetic, intense, heartbreaking, very fast, ethereal… Yuzu is Yuzu, and that’s it. On the screen he’s extraordinary. Then you see him live, and you realize that on the screen you didn’t perceive anything.

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Echoes of Life in Chiba – italiano

La versione in inglese si trova qui.

In Giappone ho visitato alcuni luoghi bellissimi. Non è stato per quei luoghi, però, che ho fatto il viaggio. È stato per Echoes of Life. Tutto il resto è stato un di più, perché dopo aver deciso di spendere quei soldi nei biglietti dell’aereo e di accettare la stanchezza derivante da un viaggio di circa 15 ore, la mia amica e io abbiamo scelto di trascorrere un po’ di giorni sul posto. Ma questa è stata una decisione a posteriori, dopo che avevamo vinto il primo bliglietto, non il motivo che ci ha spinte a partire.

Dopo che avevamo vinto il primo biglietto. Lo sanno tutti i fanyu, comprare il biglietto per uno spettacolo di Yuzuru Hanyu non è facile. La richiesta è così alta che i biglietti vengono venduti tramite lotteria. Se non vinci la lotteria, il biglietto non lo compri.

Io ho sempre ignorato le altre lotterie. Per Prologue non mi pare ci fosse la possibilità di partecipare per i fan internazionali, ma ho sicuramente ignorato quelle per Gift, per Re_Pray e per tutte le edizioni di Notte stellata. Ho invece perso le lotterie per Echoes of Life in Saitama, poi ho perso quelle per Echoes of Life in Hiroshima, e infine, alla prima lotteria, ho vinto il biglietto per il 9 febbraio in Chiba. Ho vinto, ma dovrei dire abbiamo vinto, perché tutte le questioni pratiche le ha gestite la mia amica, che ha anche anticipato i soldi del biglietto, e che mi ha aiutata nella registrazione del mio cellulare, altrimenti io da sola non ci sarei riuscita. A quel punto abbiamo iniziato a partecipare alle lotterie per il 7, separatamente, per aumentare la nostra probabilità di vincere. Alla seconda lotteria io ho vinto il biglietto per il 7, lei invece ha fallito tutte le lotterie e del 7 ha solo i racconti miei e delle altre persone che sono entrate nell’arena. E lei non è stata l’unica persona che conosco che ha vinto un solo biglietto. A Chiba mi sono incontrata con quattro italiane. Solo una di loro è riuscita ad assistere a entrambi gli spettacoli, una ha assistito al solo spettacolo del 9, due hanno assistito allo spettacolo del 7 dal vivo e a quello del 9 dal cinema. Per chi ha vinto un solo biglietto, era meglio vincere il biglietto per lo show del 7, visto che per il 9 c’era a disposizione il liveviewing.

Sono andata alla LaLa Arena piuttosto presto entrambi i giorni. Paura di perdermi, certo, un po’ c’era anche quella, perché era la prima volta che mi muovevo da sola, anche se i dubbi li avevo ricacciati in fondo alla mente come qualcosa di irrazionale. Ma anche le paure irrazionali possono farsi sentire. Io non ricordo mai i miei sogni, eppure nella notte fra il 6 e il 7 ho sognato che qualche giorno dopo essere arrivata in Giappone, per non so quale motivo ero tornata brevemente in Italia (brevemente? con tutto il tempo necessario per il volo? Ok era un sogno, non posso pretendere razionalità), la sera del 6 mi ero improvvisamente resa conto che il giorno dopo ci sarebbe stato lo show, e avevo iniziato disperatamente a cercare un modo per tornare in Giappone in tempo. Dopo un sogno di questo tipo, potevo essere tranquilla? Io dovevo arrivare all’arena il prima possibile.

Eccola, in tutto il suo splendore. Era una bella giornata di sole, l’arena si vedeva in lontananza già dall’uscita della metropolitana, e quando sono arrivata io di persone in giro ce n’erano davvero poche. Però erò lì. Ero lì, e nel giro di qualche ora ci sarebbe stato lo show.

Non sarebbe stata la prima volta che vedevo Yuzu dal vivo. Lo avevo già visto nel 2019, alla finale del Grand Prix a Torino. Programma corto giovedì 5, prove ufficiali venerdì 6 (quelle in cui ha provato il 4A, sono uscita da quelle prove terrorizzata), programma libero sabato 7. Niente gala per me, quel giorno ero al lavoro. Yuzu meraviglioso, nonostante gli errori, i giudici da prendere a sberle. Avevo già visto Yuzu nel 2019, perciò sapevo, entro certi limiti, che effetto poteva fare. Perché Yuzu non è un pattinatore come gli altri.

Io a Torino ho guardato tutte le gare. 48 pattinatori o coppie di pattinatori fra junior e senior. Nella categoria junior c’erano diversi pattinatori promettenti, qualcuno avrebbe vinto medaglie importanti. Nella categoria senior otto pattinatori – nove contando anche Hanyu – ora hanno al collo almeno una medaglia olimpica, tutti tranne uno hanno vinto almeno una medaglia in un Campionato ISU senior. Avevo assistito a tutti i warm up, due segmenti di gara per quattro specialità in due categorie diverse, un totale di 16 warm up. E avevo assistito agli allenamenti del venerdì. Non ricordo cos’altro ho visto oltre all’allenamento maschile, ma qualche altro allenamento l’ho visto. Guardavo tutti i pattinatori. Qualcuno provava un elemento del programma, che fosse un salto o una sequenza di passi, e in quel momento guardavo lui/lei/loro, poi spostavo la mia attenzione su qualcun altro e guardavo lui/lei/loro. Tranne quando in pista c’erano gli uomini della categoria senior.

Non è stata una decisione consapevole. Semplicemente per me in pista c’era un solo pattinatore. I miei occhi erano incollati su di lui, che stesse provando un salto o bevendo dalla sua borraccia, non potevo distogliere lo sguardo. Ero distante parecchi metri, ultima fila del secondo livello, secondo il sito ufficiale il secondo livello si trova a oltre 4 metri d’altezza, il terzo a 8. Ero abbastanza lontana da non riuscire a lanciare Winnie the Pooh sul ghiaccio, lo so perché qualcuno ha recuperato i miei omaggi da dove erano caduti e li ha lanciati a sua volta, facendoli così arrivare in pista. Eppure Yuzu era magnetico, nonostante la distanza, nonostante la delusione per la mancata combinazione nel programma corto, nonostante tutto. Lui era lui, gli altri erano sfondo, come erano sfondo i giudici e tutto quanto ci circondava.

Non sarebbe stata la prima volta che vedevo Yuzu dal vivo. E stavolta non ci sarebbe stata la rabbia per voti assegnati senza alcun rispetto per il regolamento. L’incubo era stato solo un incubo, e io ero in Giappone, davanti all’arena non so quante ore prima dell’inizio dello show. Peccato per l’assenza dei bellissimi poster che ho visto fotografati da alcuni fanyu davanti alle altre arene, qui c’era solo un megaschermo con il poster ufficiale.

Mi ero organizzata per l’incontro con il fandom portando con me cinque copie di Sette contententi l’intervista a Yuzu di Costanza Rizzacasa d’Orsogna, e tre confezioni di cioccolatini italiani.

Non sono bastati. Io davvero non avevo idea di quanto potessero essere travolgenti i fanyu. L’aria di festa che si respirava davanti all’arena era magnifica. Non so quanti regali ho ricevuto, e molti regali sono costosi, o hanno richiesto tempo per la preparazione, o entrambi. Questi sono i regali che sono arrivati a casa. Manca ciò che potevo mangiare, perché l’ho mangiato mentre ero ancora in Giappone, altrimenti per il rientro avrei dovuto comprare una valigia in più.

Con alcuni fan ho chiacchierato, e non ho idea di chi siano nè di come contattarli, è stato solo un incontro di un giorno, ma è stato un giorno magnifico. Ho rivisto una giapponese che vive in Italia, e che avevo già incontrato un paio di volte, e ho incontrato il gruppo di PlanetHanyu.

https://twitter.com/theplanethanyu/status/1887741860912775634

Una tappa obbligata è stata quella al merchandising. Due delle italiane non si erano iscritte alla lotteria, le due che lo avevano fatto hanno pescato numeri altissimi, oltre il 4.000, e per un solo giorno, con oltre 5.000 persone che avevano fatto domanda per poter comprare il merchandising.

Io… io ho davvero preso il jolly. Non avevo idea di quel che facevo, quando qualcuno dello staff mi chiedeva qualcosa io facevo vedere il cellulare, con la fiducia che lui o lei avrebbe saputo cosa fare. Quale schermata volevano vedere? Non ne avevo idea, le provavo tutte, e loro lì pazienti, disponibili, che facevano del loro meglio per aiutarmi. Lo Storybook lo avevo già ordinato dall’Italia, e lo avevo anche già letto, più volte perché volevo capire bene. E del resto durante il viaggio in aereo, e le sere in albergo, ho letto L’inconveniente di essere nati di Emil Cioran. Volevo capire il più possibile.

Voglio ancora capire. In futuro proverò a leggere Underwater Philosophy di Rei Nagai. Avevo deciso di comprarlo, se lo avessi trovato quando fossi andata in Giappone, e quando l’ho avuto in mano ho deciso di aspettare. Ho fatto un tentativo diverso, perché Google lens funziona meglio se ho a disposizione uno schermo invece di una pagina di un libro, con le inevitabili deformazioni dei kanji dovute al fatto che la pagina non è piatta.

Tornata in albergo ho aperto un nuovo account Amazon. Dal Giappone. Questo significa che ora posso comprare libri e riviste giapponesi in versione digitale. Si tratta di una scelta precisa. Sono un’infinità le riviste che contengono un servizio su Yuzu, o un’intervista a lui, ma la spedizione internazionale costa parecchio. Più della rivista stessa. Per quanto la rivista possa essere interessante, c’è un limite a quel che posso spendere. Tolte le spese inutili, ho già comprato diverse riviste, e anche il libro di Nagai. Stiamo parlando di un libro di filosofia, quindi non un libro facile, di una cultura diversa dalla mia, probabilmente ci sono concetti che per un giapponese sono normali e che a me sono estranei, e la traduzione sarà quella di un traduttore automatico, perciò sarà scadente. Capirò qualcosa? Non lo so, so solo che un tentativo di leggere il libro voglio farlo. Se andrò avanti fino alla fine, lo scoprirò in futuro.

Libro di Nagai a parte, e Storybook a parte, perché è da qui che ero partita, parte del merchandising lo avevo già perché lo aveva comprato per me un’amica che era stata a Echoes of Life in Saitama. Quindi dovevo comprare solo qualcosa per me, e qualcosa che mi era stato chiesto da svariate amiche, compresa quella che in dicembre aveva fatto gli acquisti per me, perché a quanto pare c’è sempre qualcosa in più da comprare, e le spese di spedizione sono alte. Perciò il 7 mi sono messa in coda per fare acquisti, con il mio numero 36. Sì, ho davvero pescato il 36. Ho comprato alcune cose, neppure tante perché la maggior parte delle richieste mi sono state fatte dopo, e sono tornata dal gruppo. E la sera stessa ho scoperto che il mio personale merchandising non era sufficiente. Una delle cose che mi ero detta, guardando il sito ufficiale, era che non mi servivano gli acrylic stand.

Davvero, cosa me ne faccio di una figuretta in acrilico da piazzare su una mensola? Ne avevo già una, ma quella era arrivata da sola, come inserto nel calendario GOAT. Non l’avevo esattamente comprata: se nel calendario non ci fosse stata, per me non sarebbe cambiato nulla. Era il calendario quello che io volevo. La figuretta in acrilico era stata un bonus. Solo che quella sera, mentre le altre italiane e io eravamo in metropolitana dirette all’albergo, una fanyu si è avvicinata a noi. Fra borse di Echoes of Life, giubbotto di Gift (non io), scaldacollo di Gift e Winnie the Pooh e gadget vari appesi ai vestiti e alle borse, era evidente che eravamo fanyu. La fanyu in questione ci ha regalato una porta a testa ed è sparita giù dalle scale, mentre noi siamo rimaste a guardarci stupite.

Avevo una porta, cosa avrei dovuto fare? Mi ero iscritta alla lotteria del merchandising anche per il 9, avevo il 1.700 e qualcosa, tanto è vero che non ho trovato una borsa che mi ha chiesto un’amica perché era già andata esaurita. Però il mio acrylic stand modello B l’ho comprato. La foto l’ho scattata dopo aver ricevuto il permesso dallo staff.

Pensavo di essere a posto. Solo che dopo essere stata al merchandising, e prima di entrare dentro l’arena, un’altra fanyu mi ha regalato la capsula contenente le alghe. Cosa avrei dovuto fare? L’11, a Kyoto, sono andata al cinema, e visto che l’acrylic stand modello C era finito, mi sono comprata il modello A.

E poi… beh, lì c’erano i clear files. Lo so, c’erano anche all’arena, ma all’arena non li avevo comprati. Il banco di vendita all’arena era organizzato bene. Al fianco di ciascun addetto c’era la lista completa del merchandising, con tanto di foto e prezzo perciò, indipendentemente dalla lingua che parlavamo, ci bastava indicare l’articolo e dire con le dita quante copie volevamo di quell’articolo. Giusto per le magliette e la felpa (non ho comprato nessuna felpa) bisognava specificare anche la taglia. Il merchandising si trovava in numerosi scatoloni impilati alle spalle degli addetti, perciò non lo vedevo. Al cinema invece era esposto, i clear files erano belli, e ho finito con il comprare entrambi i set. E anche le cartoline. Non ho potuto invece comprare il raccoglitore dei clear files, anche se fra i clear files che ho comprato e quelli che mi hanno regalato ormai ne ho un po’, perché non c’era. Comunque arriverà, nell’ordine che ho fatto da casa. Perché io dovevo ordinare il libro ufficiale. I libri ufficiali li compro tutti. Già che ero lì a fare l’ordine, ho piazzato dentro anche il raccoglitore di clear files. E anche il book cover e il bookbox. Tanto le spese di spedizione avrei comunque dovuto pagarle.

A un certo punto ho deciso che era arrivato il momento di smetterla, soprattutto quando entravo nelle librerie, altrimenti mi toccava comprare un’altra valigia. Già così ho dovuto portare una borsa in più in aereo come bagaglio a mano, oltre alla borsetta personale. E lasciare un paio di scarpe a Kyoto. Erano vecchie. Comode, ma usate fino quasi a distruggerle, perciò ero partita dall’Italia con la consapevolezza che, in caso di necessità, quelle scarpe sarebbero rimaste in Giappone. Sono rimaste nel cestino dell’albergo di Kyoto. Solo in seguito ho saputo che delle altre italiane, una aveva lasciato un paio di scarpe nel cestino del suo albergo a Tokyo, l’altra a Sendai. Le altre hanno optato per comprare una valigia in più.

Il Season Photobook è l’ultimo, quello della stagione 2023-24, gli altri li avevo già comprati, ma quanti altri libri ho visto? Quanti non ne ho comprati perché non avevo abbastanza spazio nella valigia? Mi spiace però di aver comprato solo i guanti Irene e non anche il mausepad. I numeri di Hochi li ho comprati tutti, anche se per motivi di spazio in Italia è arrivata solo la pagina con Yuzu. Il DVD di Gift l’ho comprato a Sendai, quello di Prologue, che non ero riuscita a trovare, l’ho ordinato su Amazon e me lo sono fatto spedire nell’albergo di Kyoto. La Mirrorball la guardavo da anni, perciò una visita allo shop Phiten davanti all’arena era inevitabile. Già che ero lì, mi sono comprata un paio di calze.

Ho finito? Certo che no. Ho finito di fare acquisti in Giappone, ma posso fare acquisti anche dall’Italia, li faccio da anni, e ora che ho il mio account conto di comprare il prossimo numero di S-Style in versione digitale, ed è già stato annunciato il DVD di Notte stellata 2024. Il libretto di sala di quest’anno, e il libro ufficiale dello scorso anno, me li darà un’amica che li ha comprati qualche giorno fa, quando è stata a Sendai per Notte stellata. Per il resto, verdemo cosa pubblicheranno.

L’11 febbraio, dopo aver visto i due show dal vivo, e sapendo che il 16 sarei tornata a casa e che avrei avuto a disposizione per una settimana l’archivio su Beyond Live, io e la mia amica siamo andate al cinema.

Perché?

Perché dovevamo rivedere lo show, perché non ci era bastato. Lei ne aveva visto uno, io due, ma non era sufficiente. Anche se la storia la conoscevamo da dicembre, perché avevamo visto gli show di Saitama e di Hiroshima. Ogni show è uno show diverso. Cambia l’esecuzione, e questo è inevitabile quando si tratta di arti performative, e se poi ciò che viene eseguito è al limite delle capacità del performer (non perché il performer non è all’altezza, perché nessun altro riuscirebbe a fare ciò che ha fattoYuzu, ma perché ciò che è stato pianificato è difficilissimo), il rischio di errore è alto. Questo aggiunge tensione. Ma cambia anche l’interpretazione. Alcune parti sono improvvisate, come ha spiegato Yuzu stesso, altre sono modificate per scelta. Questo è lo stesso momento in Hymn of the Soul, il primo giorno di Saitama e il secondo di Chiba, e anche se la traiettoria della pattinata è la stessa, le due posizioni sono deliberatamente diverse.

Prima di Aqua’s Journey Yuzu pattina avanti e indietro sulla pista. Il percorso è rettilineo, a volte fatto pattinando in avanti, a volte pattinando all’indietro. Ed è diverso ogni giorno. I dettagli che cambiano sono tantissimi, cosa evidente quando si guardano due show diversi in un breve arco di tempo. Senza considerare che una nuova visione consente di apprezzare molti più dettagli.

Nel cinema è diverso da casa, e non solo perché c’è un megaschermo. C’è un’atmosfera di festa che, se non è esattamente quella dell’arena (anche perché era differita, non c’era l’incognita su come si sarebbe svolto lo show, sapevamo tutti che i salti non avrebbero creato problemi), era comunque bella. Quello era un momento di gioia per tutti. La coreografia di Let Me Entertain You l’abbiamo fatta anche al cinema (per la verità io l’ho fatta anche quando ero in casa da sola, ma in compagnia è più divertente).

Il cinema però non è l’arena. L’ho scritto che ho preso il jolly. Prima di partire ho disegnato un cuore con le gru e gli ho scattato una foto, e da questa foto ho fatto realizzare uno striscione. Non era grande, solo 50 centimetri di lato, perché non volevo rischiare di disturbare i miei vicini di posto.

Era inevitabile che lo facessi, visto che a Yuzu piace guardare gli striscioni del pubblico. E a quanto pare lo striscione è stato utile anche a me, perché mi ha aiutata a ritrovarmi all’interno del video.

Qui è il 9. Il giorno in cui ero più lontana, perché il mio biglietto del 7 era per l’arena. Il primo giorno non avevo il mio striscione ma quello del gruppo italiano, perché quel giorno ero io quella che si trovava più vicina alla pista. Seconda fila, entrambe le volte ero sul lato sinistro guardando il megaschermo, e un po’ mi spiace, perché avrei voluto vedere almeno una volta Utai IV: Reawakening dall’altro lato, ma con la fortuna che ho avuto non posso certo lamentarmi.

Yuzu ha detto che ha fatto del suo meglio per dare a tutti un’esperienza unica, ed è vero. Io sono stata in due posti diversi, posso parlare solo per quei due posti, ma è vero che cambia quello che si vede, in ciascun caso è un’esperienza straordinaria. Dalla seconda fila ero molto vicina al ghiaccio, anche se c’è comunque la barriera nera che si vede nello screenshot, e c’è l’allestimento intorno alla pista che mantiene un po’ di distanza.

Queste foto le ho scattate il 7, avvicinandomi appena alla barriera che mi separava dalla pista. Dal mio posto ho provato a fotografare anche le porte in alto, avrei voluto scattare una bella foto da caricare su Wikipedia, ma i riflettori rendevano le foto difficilissime.

Come ben sappiamo anche dai giornali (oltre che dal fatto che persone che avrebbero voluto comprare i biglietti non sono riuscite a farlo), lo show ha fatto registrare il tutto esaurito. Il livello centrale di fronte a me era chiaramente un’area riservata agli ospiti, i biglietti per quei posti non sono stati messi in vendita. C’è qualche posto libero anche immediatamente sotto, ma solo perché ci sono le telecamere, e ai cameramen serviva lo spazio per lavorare e una visibilità non ostruita da nulla. Per dire, il primo giorno, pur essendo vicinissima alla pista, io non ho visto bene il 4S in Chopin perché proprio lungo quella visuale c’era la testa di una persona più alta di me. Capita, ma è ovvio che alle telecamere questo non doveva capitare.

Questa invece è la vista che avevo il 9.

Dall’altezza a cui ero il 7, vedevo benissimo le espressioni di Yuzu, almeno quando era rivolto dalla mia parte, perché il regista cerca sempre di avere sullo schermo l’inquadratura migliore, ma dagli spalti il punto di vista è unico, e per rivolgersi verso tutti i lati, a volte Yuzu ci dà le spalle. Il 9, essendo più in alto, ho visto le proiezioni sul ghiaccio che il 7 non avevo visto, e penso che chi era più in alto di me abbia visto le proiezioni ancora meglio. Una delle italiane che si trovava più in alto rispetto a me ha raccontato che quando Yuzu era dietro ai teli, nella Piano collection, lei lo vedeva in trasparenza, e per quanto non fosse una visione diretta, l’effetto insolito era bello.

Io ero laterale. Più o meno io mi trovavo nelle posizioni indicate dalle stelle gialle, più vicina il 7, più lontana ma comunque vicina il 9. Questo significa che il 7, quando Yuzu si trovava alla mia destra, se per caso si stavano esibendo anche le Elevenplay… mi spiace tanto per loro, ma per me era come se non ci fossero. La mia testa si girava per seguire Yuzu. Lui era il sole, e io come un girasole seguivo i suoi spostamenti. Il 9 continuavo a essere laterale, ma ero praticamente sul lato corto, e nei momenti giusti avevo una visione perfetta di Yuzu e di due delle Elevenplay dietro di lui. E quella visione era straordinaria. In alcuni momenti i loro movimenti erano in perfetto unisono, in altri erano deliberatamente diversi, e l’effetto era notevole. Io spero che Yuzu riesca a realizzare un DVD del tour, anche se sono consapevole che ottenere i diritti per tutto non è facile. Se dovesse riuscirci, mi piacerebbe avere fra gli extra anche una camera solo sulle Elevenplay. Per lo straordinario balletto che fanno negli ultimi minuti prima della Ballata di Chopin soprattutto, ma anche per il resto, perché la loro presenza è importante per lo show. Lo arricchiscono. Anche se pure quando c’era buio io guardavo Yuzu che atterrava una combinazione 4T+1Eu+3S perfetta entrambi i giorni. Il secondo giorno, verso la fine del riscaldamento, ha fatto anche un 2S. Deliberatamente doppio, suppongo stesse riflettendo sull’asse del corpo.

Un programma che ho visto meglio da casa è Hymn of the Soul. Non me ne ero resa conto, ma la telecamera inquadra Yuzu, e sullo schermo vediamo sempre ciò che fa. Quando è il caso, la regia si sposta su un’altra telecamera. Nell’arena, quando Yuzu si trova dietro una porta… è dietro la porta, e dobbiamo aspettare che arrivi in un’area dove lo vediamo. La mia impressione è che da più in alto si abbia una prospettiva diversa, che si veda meglio, io so che in entrambi i giorni quel programma dal vivo l’ho apprezzato meno che da casa, ed è un peccato, perché è un programma bellissimo.

Avrei potuto usare l’audioguida in inglese, ho scelto di non farlo, anche se sono felice che Yuzu l’abbia realizzata. Fossi andata agli show di Saitama, sarebbe stata importantissima, perché mi avrebbe consentito di capire la storia. A Chiba la storia la conoscevo. Non ricordavo esattamente le frasi, ma sapevo cosa stava avvenendo. Perciò ho scelto di sentire la voce di Yuzu, e di ascoltare al meglio tutti i suoni. E, senza l’impegno di leggere i sottotoli dei video come ho fatto quando ho guardato gli show su Beyond Live, ho potuto apprezzare al meglio i video. Video che sono stati realizzati da professionisti di primo livello, e si vede.

Detto questo, com’è lo show?

Yuzu è dappertutto. Ho scritto che lui è il sole, e che io come un girasole seguivo i suoi spostamenti. È vero. È velocissimo, lo avevo già notato anni fa a Torino, ed è dappertutto. All’epoca gli altri mi erano sembravati lenti al confronto con lui, non avevano la stessa capacità di riempire la pista. Quella capacità è rimasta. La pista non è di dimensioni regolari, me ne ero accorta anche prima che Yuzu menzionasse il dettaglio, e mi piacerebbe conoscere le misure precise. Ma, indipendentemente dalle dimensioni, quello è il suo spazio, lui ne è l’assoluto Signore. È magnetico, impossibile togliergli gli occhi di dosso. Anche se lo show non inizia con lui. Inizia con le Elevenplay dentro le capsule, e Yuzu che si vede per un attimo nel video, a sua volta dentro una capsula, prima che il suo viso venga sostituito dallo schermo scuro che, con le sue scritte, ci fornisce le prime informazioni. E già lì ho iniziato a trattenere il fiato per la sorpresa.

Dal vivo i colori sono molto più intensi. Da casa non si capisce. I colori sono sempre più intensi, per l’intera durata dello show. In alcuni momenti intorno al megaschermo centrale c’è una luce rossa che da casa non si vede, ma che dall’arena fa un effetto notevole. In Danny Boy il colore predominante è il rosa dei sakura, della vita, ma su Yuzu c’è un raggio verde, il colore dei germogli, della rigenerazione, che nei video non si percepisce. E all’inizio non c’è solo uno schermo nero con dei puntini bianchi. Quei puntini in realtà sono colorati, l’effetto è molto più vivo. E le scritte non sono scritte che compaiono sul monitor e basta. C’è un laser bianco che attraversa l’arena. Parte dal lato corto, sorvola tutta la pista, e arriva sul monitor dall’altro lato. Ho girato la testa per guardarlo. C’è una spazialità che sulle due dimensioni di un monitor non si può percepire, la si può solo vivere dal vivo.

Quel laser. Le luci che arrivano da aree diverse, e che a volte si espandono sul pubblico. L’Hanyu sul megaschermo, con il dettaglio della mano, e allo stesso tempo l’Hanyu nella capsula che compie lo stesso gesto, moltiplicandolo per lo spettatore dell’arena, mentre quello da casa può vedere solo uno dei due. I teli che scendono dall’alto, e che non sono sempre alla stessa altezza. Le porte, la cui collocazione riusciamo a immaginare anche dal monitor grazie a quello che vediamo dietro di loro, o al percorso compiuto da Yuzu dopo averle attraversate, ma che dal vivo hanno realmente una collocazione precisa nello spazio, con la differente distanza che di volta in volta ci separa da loro. La sedia.

Già, la sedia. Nello show del 7 dicembre a Saitama non l’avevo notata. Non so quand’è che mi sono resa conto per la prima volta della sua esistenza. Stavolta l’ho guardata, come veniva calata lentamente dall’alto, e poggiata sul ghiaccio con delicatezza, prima due piedi e poi gli altri due. Non è stata solo curiosità per il modo in cui gli elementi tecnici si inserivano nell’ambiente, come quando ho notato che le capsule entro cui si trovano le Elevenplay vengono portate dentro e fuori dalla scena da un binario su cui scorrono lateralmente.

La sedia viene poggiata lentamente perché non deve rovinare il ghiaccio, certo. Ma è anche un ingresso di scena in punta di piedi, un affacciarsi nella stanza con delicatezza, per non disturbare, perché non siamo sicuri del nostro posto nella stanza. Nella vita.

La prima volta che Yuzu entra nella stanza, si siede sulla sedia. In piedi di fronte a lui, la guida usa le parole per condurlo sul cammino in cui può trovare le risposte ai suoi interrogativi. Mi ero chiesta perché Yuzu fosse seduto. Ora lo so. La stanza è l’arena. Noi siamo Yuzu. Lui si interroga sulla vita, noi ci interroghiamo sulla vita. Quando Yuzu è nella stanza, prima di First cry (tecnicamente la musica è una fusione dei brani First Echo e Circulation, dal film Wolf Children), ci sono tante sedie sospese in aria. Nell’arena, per la maggior parte del tempo, c’è una sedia sospesa in aria. Dopo First cry, però, per la durata di un video, la sedia viene calata sulla pista. Quando Yuzu entra di nuovo nella stanza, noi non lo vediamo più. Vediamo la guida che parla, e la sedia in centro alla pista che è completamente buia, con l’eccezione del raggio di luce puntato sulla sedia. La sedia è vuota. Ma non è vuota davvero. Siamo noi a essere seduti sulla sedia. La guida sta parlando a noi. Questo dall’arena si percepisce con forza. Siamo noi a essere chiamati in causa dalla guida, a dover cercare il senso delle nostre vite.

Gli spazi sono studiati con cura. Il nostro sguardo viene guidato in direzioni precise, coinvolgendoci nella storia, spingendoci a farne parte. Espandendo la narrazione oltre i limiti della pista. Non solo con le luci che a volte illuminano parte del pubblico e creano disegni sulle persone.

La narrazione è sul megaschermo centrale. La guida è sul megaschermo centrale. Quindi Yuzu oltrepassa la porta (una porta che si apre verso l’interno della stanza, mentre quando è in pista oltrepassa tutte le porte nella direzione opposta) con indosso il costume di Nova, e un’elaborazione al computer ci mostra la nuova versione del personaggio, con il costume che avrà quando entrerà in pista, in centro, sotto il megaschermo centrale. L’elaborazione al computer, però, avviene sui megaschermi laterali. Non credo di riuscire a spiegarlo a parole, la scena va vista per capirne la forza. Se ci fosse stata solo una diversa immagine sullo schermo… avremmo semplicemente avuto un’altra inquadratura, avremmo avuto una narrazione di ciò che stava accadendo. Ma Yuzu si è spostato davvero, è passato dal megaschermo centrale a quelli laterali, e poi alla pista, e ogni volta il suo corpo è stato rielaborato, prima con il cambio di costume e poi con il fatto che lui è entrato in pista in carne e ossa. In questo modo abbiamo seguito per intero il suo cambiamento, lo abbiamo vissuto. Non è semplice narrazione, è realtà.

La differenza principale fra il guardare lo show da casa o dall’arena è questa. A casa è cinema. Grande cinema, che ti coinvolge, che ti fa tremare, perché non sai se Yuzu riuscirà davvero a fare ciò che vorrebbe fare, e che ti sconvolge, perché i dubbi che si pone sono dubbi veri, che tormentano anche noi, ma dall’arena è vita. Lui è lì, davanti a te, davanti a noi, e per certi versi lui siamo noi. Emotivamente la presa è molto più forte. Sei lì, nell’arena, e ne vivi l’atmosfera. Sei nello spazio, lo percepisci. Lo percepisci nei suoni che ti avvolgono, nel fruscio degli abiti mossi dal vento, nell’aria che respiri. C’è un intero mondo intorno a te, con la sua profondità, e con colori intensissimi. Il suono è incredibile.

Vogliamo parlare del suono? L’impianto acustico è di primo livello, la musica ti avvolge, ti entra dentro, ma senza mai diventare invadente. E insieme alla musica c’è il suono delle lame sul ghiaccio.

Altre volte ho sentito il suono delle lame sul ghiaccio. Negli eventi a cui ho assistito dal vivo, gare o show, a volte anche in televisione. Qui è molto più forte, ed è bellissimo. Non ho idea se ci siano microfoni puntati verso la pista, ma sentire il suono delle lame sul ghiaccio è un’altra sfumatura della musica, perché il suono è più intenso quando Yuzu è più vicino, segue il ritmo dei suoi movimenti. Lo so, in teoria è una cosa cosa ovvia, per forza di cose il suono è legato al tipo di movimento compiuto dai pattinatori. Ma il potere di Nova è il potere del suono, ed è con il suono che lui distrugge, oppure dona la vita. In parecchi momenti ha chiaramente giocato con il suono, colpendo il ghiaccio con forza o eseguendo movimenti fluidi che producevano armonia.

Armonia, già. La bellezza di ciò che ho visto era stordente. La bellezza dei costumi che fluttuavano mentre lui pattinava, la bellezza dei suoi movimenti. Quelli veloci, in cui lui arrivava ovunque, quelli lenti, fatti come se fossero la cosa più semplice del mondo, mentre tutti i suoi muscoli dovevano lavorare al massimo per la fatica, urlandogli di fare più in fretta, di sbrigarsi, di concludere quel gesto perché non ne potevano più per lo sforzo di mantenere quella tensione invisibile, e lui ci faceva ammirare ogni gesto in tutta la sua estensione, esaltandone la bellezza. La morbidezza, la fluidità. Liquid gold, ha detto una volta una commentatrice per cercare di far capire quanto fossero incredibili, quanto fossero perfetti, i suoi gesti. Da casa si vedono, ma non è la stessa cosa, perché la telecamera cambia. Da casa si vedono meglio numerosi dettagli, non si vede la continuità, il fluire da un movimento all’altro, da un posto all’altro. Otherworldly.

Ciascun programma è diverso dall’altro, ciascuno ha una sua individualità. Dovrebbe essere sempre così, ma quante volte i pattinatori pattinano sempre lo stesso programma, pur se con musiche diverse, perché è l’unica cosa che sanno fare? Yuzu no. I programmi sono vivi, ciascuno di loro è unico, un besti squat in Utai IV: Reawakening non è come un besti squat in Aqua’s journey (uno dei due giorni ho avuto una visione perfetta della posizione perfetta di Yuzu, al punto che sono rimasta senza fiato per la bellezza di quell’istante). Non si possono confondere. Se li vedessimo senza poter sentire la musica, interpretati con la stessa tuta di allenamento e non con i diversi costumi, li riconosceremmo comunque. Diversi, ma tutti fondamentali e capaci di narrare insieme un’unica storia.

E poi ci sono i salti. Yuzu li usa per narrare la sua storia. Lo faceva già quando gareggiava, ricordo bene le spiegazioni del perché in Ten to chi to ha scelto di eseguire una combinazione 3A+2T, con il secondo salto a braccia alzate, e subito dopo un 3Lo. Anche i salti sono narrazione, anche lo sport lo è. E sono capaci di commuovere. In quel Ten to chi to, la prima volta che l’ho visto, mi ero messa a piangere su un salto, il più semplice, l’euler dell’ultima combinazione, per l’intensità di ciò che stavo vivendo. Perché non stavo più guardando un programma di gara, lo stavo vivendo. E qui i salti sono narrazione.

Loop singolo ritardato. Axel singolo ritardato. Triplo loop. Doppio toe loop con le braccia allargate. Quadruplo toe loop, atterrato nel silenzio, con la musica che inizia perché lui è atterrato, e poco importa che per sicurezza ci sia qualcuno a controllare quando deve iniziare la musica. A livello narrativo è perfetto. Triplo axel. Tutto perfetto.

Qualche volta ha fatto errori sui salti. A Hiroshima soprattutto. A volte le giornate negative capitano. A Chiba l’unico vero errore è stato un flip che sarebbe dovuto essere triplo e che invece è diventato singolo, il primo dei due giorni. In uno dei bis, Let Me Entertain You, non durante la narrazione. Per il resto, nei due show a cui io ho avuto la fortuna di poter assistere dal vivo, ha sempre completato le rotazioni previste, e tutti i salti avrebbero meritato un GOE positivo. Un paio solo un +2, tutti gli altri +5.

+5? Da quando si danno i voti a uno show? Da quando si danno le valutazioni all’arte? L’arte, o è arte, o non lo è. I salti che ho visto io, quasi tutti, erano la perfezione. Erano un gesto sportivo, e allo stesso tempo erano arte. E l’arte… volendo la si può anche spiegare, ammesso di riuscire a trovare le parole, ma soprattutto la si ammira. La si vive. Yuzu saltava, e non c’era verso che potesse sbagliare. Ogni istante era pura armonia. Non c’era la preparazione, poi lo stacco, quindi la rotazione in aria e infine l’atterraggio, i normali gesti di un atleta. C’era un movimento unico. Yuzu si fondeva con la musica, fluiva nello spazio, si librava nell’aria, fino a quando lui si muoveva incontro al cosmo e il cosmo a sua volta si muoveva verso di lui, con la loro separazione che era stata solo temporanea, Yuzu e il cosmo erano destinati a incontrarsi di nuovo, e Yuzu tornava sul ghiaccio. Paf. La perfezione, testimoniata dal suono puro creato dalla lama nel suo movimento sul ghiaccio. Un balletto, con i due attori che si erano allontanati ed erano tornati a riunirsi, perché ciascuno poteva essere completo solo in presenza dell’altro.

Ho visto dal vivo tantissimi pattinatori negli anni. Non solo alla finale di Torino del 2019, ma anche in altre occasioni. In momenti diversi ho visto tutti i pattinatori che sono saliti sul podio olimpico della gara maschile nell’ultima edizione. Ho visto altri campioni olimpici. Nessuno è mai arrivato vicino a fare quel che ha fatto Yuzu. Nessuno di loro si è mai avvicinato alle sue capacità, non solo interpretative, ma anche tecniche. Gli altri eseguono elementi tecnici, quello che Hanyu presenta è oltre il gesto tecnico, e si vedeva anche nel 2019. Io non capisco come abbia potuto qualsiasi giudice assegnare un voto diverso dal +5, quando Hanyu ha completato qualcosa alla perfezione. Hanyu ha fatto errori nella sua carriera, non è mai stato l’atleta più regolare al mondo. ma quando ha fatto al meglio quello che stava facendo… non è possibile non vederlo. Un voto diverso dal +5 avrebbe dovuto far guadagnare a chi lo aveva assegnato una radiazione immediata dall’albo dei giudici, perché non era in grado di capire cosa aveva visto, men che meno di valutarla.

Probabilmente sto dimenticando tantissime cose, e ci sono tante cose che non riesco a esprimere con le parole. Sono andata in Giappone perché altri hanno organizzato il viaggio per me. Sono partita piena di dubbi, e ho visitato luoghi meravigliosi. Ma i momenti più belli, il motivo per cui ho fatto il viaggio e ciò per cui varrebbe la pena di tornare ancora in futuro, sono i due spettacoli a cui ho assistito dal vivo. Come ho scritto a un’amica cercando di trasmetterle le mie impressioni di Echoes of Life, tutto quello che vediamo dal monitor, dal vivo lo vediamo moltiplicato. Le luci, la musica, il suono delle lame, la profondità dello spazio, la possibilità di vedere cose che la telecamera non cattura, l’atmosfera dell’arena… e poi c’è lui. Regale, magnetico, intenso, struggente, rapidissimo, etereo… Yuzu è Yuzu, ed è tutto. Dallo schermo è straordinario. Poi lo vedi dal vivo, e capisci che dallo schermo non hai percepito nulla.

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Viaggio in Giappone parte 2

Dopo aver pubblicato il mio post su Sendai, un’amica mi ha detto che avrei potuto intitolarlo “come essere buttati fuori dalla confort zone a pedate ma va bene così”. Io ho sempre faticato a trovare i titoli, ho il sospetto che i testi brevi mi stiano stretti. E naturalmente anche questo titolo fa schifo, ma pazienza.

Una volta che ci siamo lasciate alle spalle Sendai, ci siamo lasciate alle spalle anche il freddo. Quello vero, intendo. A Chiba la temperatura era accettabile, e uno degli ultimi giorni uscendo dall’albergo a Kyoto, in una bella giornata di sole, ho pensato “che bello, oggi finalmente fa caldo”. A quel punto mi sono resa conto che potevo vedere una nuvola enorme che usciva dalla mia bocca mentre respiravo. Caldo? Forse sarebbe più corretto dire che faceva meno freddo che a Sendai. Ho letto un commento di una persona che vive in un paese tropicale che sarebbe andata a Sendai per Notte stellata, e che non aveva gli abiti adatti per il clima che avrebbe trovato. Spero non abbia sofferto troppo, lei e tutti gli altri, perché forse la temperatura era un po’ più alta rispetto a quella che trovato io, ma certamente io sono più abituata a temperature basse, ed è stato impegnativo.

La mattina del 6 abbiamo lasciato Sendai e ci siamo dirette prima a Tokyo e poi a Chiba, e nell’albergo ho trovato ad aspettarmi una gru. È un modello diverso da quello che faccio io, ma è comunque una gru.

Prima di partire avevo stampato e tagliato abbastanza fogli da poter continuare a fare una gru al giorno anche dal Giappone. Ho anche tenuto conto del fuso orario, in modo che per chi vive in Italia è stata davvero una gru al giorno, giorni dei voli intercontinentali inclusi, anche se in un orario un po’ diverso dal solito. Per il 16 febbraio mi ero messa un foglio nel bagaglio a mano, in modo da poter piegare e fotografare la gru mentre ero in aeroporto in Germania, in attesa di poter finalmente tornare in Italia.

Nel pomeriggio abbiamo fatto un giro in monorotaia.

Non ditelo a nessuno, ma io riesco ad avere le vertigini sulle ruote panoramiche. Qui invece non ho avuto nessun problema.

Di Chiba ho visto davvero poco, giusto quel che potevo ammirare dai finestrini della monorotaia, il porto, dove la mia amica e io siamo arrivate quando ormai era buio, e un piccolo tempio in cui ci siamo imbattute nel cammino di ritorno verso l’albergo.

La vedete quella stella nel cartello che si trova a destra? Ovvio che appena l’abbiamo vista abbiamo usato il traduttore del cellulare e sì, si tratta di un tempio dedicato ad Abe no Seimei. La luce, purtroppo, non era delle migliori.

Sulla pagina di Chiba della Wikipedia giapponese sono elencati 37 luoghi storici (compresi numerosi templi, non il tempio dedicato a Seimei perché è un tempio piccolo e l’elenco comprende solo i più importanti), più una gran quantità di attrazioni turistiche e musei. Dalle foto di Wikipedia l’impressione è che siano belli, ma io non ero a Chiba per i templi, e la mattina del 10 sono partita per Kyoto.

Lo so, ci sono tre giorni di mezzo. L’8 sono stata a Tokyo in compagnia di alcune fanyu italiane. Sul 7 e sul 9 mi soffermerò un’altra volta.

Avevo visto il monte Fuji dal finestrino dell’aereo, anche se io non ero vicino al finestrino, l’ho rivisto dal finestrino dello shinkansen. Solo all’andata, al ritorno era nascosto dalla nebbia.

Kyoto, dunque. Nell’albergo ho preso una cartina per turisti, troppo poco dettagliata per poterla utilizzare davvero, ma mi piace comunque guardare l’insieme. Mi fa capire le distanze, le proporzioni, anche se uno dei templi che ho visitato qui non c’è perché si trova più a sud, più in basso rispetto alla stazione ferroviaria, che ho evidenziato con un rettangolo rosso.

La prima tappa non poteva che essere al tempio di Seimei, quel tempio che l’imperatore Ichijō fece erigere là dove il vero Abe no Seimei era vissuto. Nella mappa l’ho circondato con un rettangolo viola. Per quanto questo tempio sia più grande di quello di Chiba, si tratta di un tempio piccolo in una città che vanta circa 2.000 templi, 1.600 buddisti e 400 shintoisti.

Anche una semplice passeggiata, senza un obiettivo preciso, può riservare sorprese lungo il cammino. Credo che questo sia parte del Sentiero del filosofo.

E in qualsiasi momento si può incappare in qualcosa che cattura l’attenzione.

Lo so, questa non è un’attrazione turistica, ma quando ci siamo trovate davanti un negozio Phiten, non potevamo evitare di entrare a visitarlo. Avevo già comprato la mirrorball e un paio di calze in Chiba prima del primo show, ma non potevo proprio non comprare un altro paio di calze, vero?

Tornando alla mappa, l’area all’interno del rettangolo giallo è il Nijo-jo castle, la residenza dello shogun, e una volta che si varcano i cancelli sembra davvero di essere in un altro mondo.

Il complesso comprende diversi edifici. Nel Ninomaru non era possibile fare foto, né entrare con le scarpe, visto che si cammina sul pavimento degli usignoli. Per fortuna ero attrezzata per l’eventualità.

Gli occhi e le orecchie sono nascosti dai pantaloni, non ho idea di quale animale sia quello che si trova sulle mie calze antiscivolo, ma considerando il freddo che comunque filtrava dai tatami, sono stata contentissima di averle portate con me. E questa non è stata l’unica volta che ho adoperato le calze. Purtroppo non siamo riuscite a visitare tutto perché alcuni edifici non erano visitabili e a un altro si poteva accedere solo tramite prenotazione.

Qui siamo nel centro di Kyoto. Davvero. E questo non è neppure il complesso più grande. Il più grande è il Palazzo imperiale, quello che nella mappa ho indicato con il rettangolo verde.

In mezzo alla bellezza c’è anche lo spazio per la memoria nella forma di un paulownia, un albero nato dal seme di un altro paulownia, che si trovava a soli 1.3 chilometri dal luogo dell’esplosione della bomba atomica a Hiroshima, e che è sopravvissuto all’esplosione.

Al Palazzo imperiale, purtroppo, siamo arrivate tardi. Anzi, non siamo neppure arrivate. Tutto quello che siamo riuscite a percorrere è stato il sentiero a sud del parco Gyoen, da ovest a est, prima che diventasse troppo buio per vedere qualsiasi cosa.

La luce ci stava decisamente abbandonando, e con lei se ne andava ogni possibilità di scattare foto. Però uno dei templi aveva la sua luce, e quello che era illuminato non poteva non colpirmi. Chissà perché vedere le gru su di me ha un certo effetto, anche se conservo le mie in una scatola e non ho la minima intenzione di appenderle.

L’ultima area che ho indicato sulla mappa, usando il colore azzurro, è un tempio buddista, il Nishi-Honganji, che abbiamo visitato per il semplice fatto che era sulla strada fra la stazione e il nostro albergo e che sembrava bello. Era bello, non si limitava a sembrarlo, infatti dopo la prima visita forzatamente interrotta perché era orario di chiusura, siamo tornate qualche giorno più tardi.

Gli edifici poggiano su pilastri perché in passato erano circondati dall’acqua.

Più a sud, in una zona che non compare nella mappa che ho pubblicato più in alto, c’è una pagoda.

Luoghi meravigliosi, tutti quanti. Quanto non abbiamo visto? Tantissimo. Kyoto è una città straordinaria, e mi spiace aver ignorato un’infinità di luoghi, ma ho sempre preferito visitare pochi luoghi, e visitarli con calma, piuttosto che correre dall’uno all’altro, come se dovessi raccogliere timbri.

Timbri? I luoghi turistici, così come le stazioni dei treni, hanno il loro timbro, che può essere impresso su un quaderno, se lo si ha con sé, o a volte su fogli messi a disposizione dalla località proprio per i timbri, come ricordo del luogo in cui si è stati. Io ne ho raccolti alcuni sulla mia agenda, la mia amica li cercava dappertutto.

Da Kyoto abbiamo fatto due brevi viaggi. Suppongo che il kanji hane sia familiare a tutti.

Potevo non andare allo Yuzuruha shrine di Kobe?

Quanti erano gli ema dedicati a Hanyu? Non lo so, non li ho contati. Decine. Alcuni con semplici scritte, altri con foto, o con disegni. I fan hanno dimostrato una notevole creatività, gli ema erano diversissimi, ma sicuramente tutti accomunati da uno stesso forte sentimento. Io non ho lasciato nessun ema qui, ne avevo lasciato uno a Sendai. Nessun disegno, solo poche parole in italiano. Ciò che conta sono i sentimenti.

Altra città a cui abbiamo dedicato davvero troppo poco tempo è stata Nara. Sapevo che nella città, o almeno in un’area della città, i cervi circolavano liberamente, ma saperlo e vederlo sono due cose diverse. Lo abbiamo scoperto appena scesi dal pullman, quando un cervo si è avvicinato a noi e ha mangiato un pezzo della cartina che la mia amica aveva in mano. Ovviamente io ho messo via la mia all’istante. Comunque abbiamo dovuto fare attenzione, perché i cervi sembravano intenzionati a rosicchiare di tutto, dalle nostre giacche ai piccoli peluche che la mia amica teneva appesi alla sua borsa.

Non fatevi ingannare da quell’aria innocente, è tutta una finta.

Come avvisano i cartelli, è bene fare attenzione 😀

Le corna non le hanno, immagino che le taglino per motivi di sicurezza, perché i cervi camminano davvero in mezzo alle persone e non si fanno problemi a inseguirle, se pensano di poter mangiare qualcosa, come ha scoperto la mia amica quando ha comprato una confezione di quei crackers per cervi che vendono sul posto.

Questa è l’area del tempio Tōdai-ji, al cui interno è conservata una statua gigantesca del Budda.

L’ho detto che i cervi non si fanno problemi a mangiare quel che trovano. Comprese le corde che delimitano le aree in cui i turisti non possono entrare.

Ultima notte a Tokyo. Dalla finestra dell’albergo potevo vedere gli aerei in fase di atterraggio, anche se nella mia foto non ne compare nessuno. Ciao, ciao, Giappone.

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Sendai

Alla fine sono andata in Giappone anch’io. Non è stata esattamente una mia decisione. L’appuntamento per fare il passaporto lo ha preso mio marito per me, altrimenti io non lo avrei fatto. Continuavo a dire “adesso lo fisso, adesso lo fisso, adesso lo fisso”, e (deliberatamente) non facevo nulla. Ed è stato lui a insistere per mesi che dovevo assistere a uno degli show di Hanyu dal vivo. Hanyu—no, Yuzu. Per me è Hanyu quando parlo di lui in modo professionale. Quando scrivo un articolo, quando spiego qualcosa. Ma nella mia testa e nel mio cuore è sempre Yuzu. Una persona che non conoscerò mai, ma che per me è importantissima.

Al marito si è aggiunta un’amica, che ha fatto tutto quello che poteva fare al posto mio e che mi ha aiutata a fare ciò che dovevo fare io, perché da sola non sarei stata in grado di cavarmela con i siti giapponesi. Non sarei riuscita a registrare il mio numero di telefono e a iscrivermi alla lotteria di Asahi. Non sarei stata neppure in grado di cavarmela con l’organizzazione del viaggio, io che fuori dall’Italia non sono quasi mai andata e che mi sentivo come Marcus Brody ad Alessandretta in Indiana Jones e l’ultima crociata. A differenza di Brody io non parlo greco antico, e non c’è neppure qualcuno che mi sta cercando per rapirmi, ma lo spaesamento era lo stesso. Enorme, così come i sensi di colpa per essermi lasciata alle spalle un marito che lavorava e due figlie che studiavano per andare dall’altra parte del mondo a divertirmi. Divertirmi…

In alcuni momenti è stata dura. Il mio inglese fa schifo. L’ho imparato da autodidatta nel 2002 perché volevo leggere La Ruota del Tempo di Robert Jordan, la cui traduzione italiana era stata interrotta nel 1995. Lavoravo in libreria da qualche mese, vendevo corsi di lingua, un giorno ne ho comprato uno anch’io e l’ho studiato. Leggo senza problemi. Fatico a scrivere, anche se mi aiuto con un traduttore automatico. Faccio tantissimi errori e non sono in grado di usare le sfumature, limite che in alcune occasioni si è rivelato un problema enorme. Faccio ancora più fatica quando devo capire quello che viene detto. E quando devo parlare… la frustrazione del non essere in grado di esprimermi era enorme. Non avevo parole.

In più mi sentivo trascinata in un mondo che non capivo, con la sensazione costante di sbagliare qualcosa. L’impatto con il cibo non è stato dei migliori. Non capivo cosa avevo davanti. Non lo riconoscevo con gli occhi, e anche quando usavo il traduttore troppo spesso quello che leggevo non mi diceva nulla. A un certo punto ho rinunciato a capire e mi sono limitata a mangiare cose a caso, sperando di non imbattermi in qualcosa che davvero detestavo. A volte è andata bene, a volte no. È passato, così come sono passati quei momenti in cui avrei voluto essere in Italia perché mi sentivo sopraffatta da tutto.

19 giorni, tanto è durato il mio viaggio. Partenza il 29 gennaio da Milano, arrivo a Tokyo il 30, con cambio aereo in Germania. Partenza il 16 febbraio da Tokyo, con cambio aereo in una diversa città in Germania, arrivo a Milano il 16, con 5 ore di ritardo perché il primo aereo è partito in ritardo, è arrivato in ritardo all’aeroporto di scambio, e mi ha fatto perdere il volo successivo, e l’aereo su cui sono salita in sostituzione di quello perso ha fatto a sua volta ritardo. Sendai, Chiba e Kyoto, con puntate a Tokyo, Kobe e Nara. Sembra assurdo, sono andata in Giappone ma io Tokyo non l’ho vista. Sono atterrata lì, ho preso lo shinkansen per Sendai e poi di nuovo al ritorno, andando subito a Chiba, l’8 ho visitato la mostra di Ryuichi Sakamoto (ora posso dire di essere stata cacciata fuori da un museo perché era orario di chiusura anche in Giappone), quindi passaggio nelle stazioni di Tokyo tornando da Chiba per prendere lo shinkansen per Kyoto, e ultima notte in Giappone a Tokyo, con camera vista aeroporto (le piste no, ma gli aerei in fase di atterraggio e decollo sì) per essere sicura di non avere problemi a prendere l’aereo il giorno dopo. Tokyo? Qualcun altro l’avrà vista, io no. Neppure i luoghi che di solito attraggono i fanyu. Librerie, cartelloni pubblicitari, vere e proprie attrazioni turistiche… suppongo che esistano, ma io non so dove siano.

Prima tappa, Sendai. Inevitabile, visto chi è il suo tourist ambassador.

Nel video Yuzu elenca un buon numero di posti. Ovviamente le feste le ho mancate, non era la stagione giusta. E in inverno e senza macchina non era esattamente neppure il momento per andare negli onsen in montagna. In compenso ho fatto un giro alla baia di Matsushima, che Yuzu non ha citato. Bellissima, come bellissima è la sala da the che si trova non distante dal mare. Qui lo tsunami non è arrivato perché la conformazione della costa e le isole della baia hanno protetto l’area. Un piccolo angolo di paradiso che si è salvato dalla devastazione che ha colpito con forza la regione.

Come si intuisce dal mio abbigliamento, faceva freddo. Indosso due maglioni e il cappello di lana in questa foto, entrambe cose che normalmente non faccio perché non ne sento la necessità. Sempre meno freddo di quello che ho provato un paio di giorni dopo, in una bella giornata di sole ma con un vento gelido che penetrava fin dentro le ossa. Lì le tracce della devastazione erano evidenti, perché ero andata alla scuola elementare di Arahama, e mentre camminavo in quell’area, mentre guardavo le foto, pensavo alle persone il 3 marzo del 2011. So che a Sendai ha nevicato quel giorno, perciò la temperatura era bassa. Centinaia di persone si sono rifugiate nella scuola, unico edificio dell’area che ha resistito a onde che hanno raggiunto il secondo piano. Persone che dalla scuola hanno visto le loro case spazzate via dalle onde, insieme a tante altre persone. Sconosciuti. Semplici conoscenti. Vicini. I loro cari. Qui davvero non ci sono parole per raccontare le emozioni.

L’orologio si è fermato all’ora dello tsunami. Era una zona residenziale, il mare non si vedeva dal terrazzo posto sopra il quarto piano, perché c’erano case e alberi a nasconderlo. Ora a nasconderlo non c’è più nulla.

Le case…

A Matsushima e alla scuola di Arahama bisogna andare, nel primo caso con un treno, nel secondo con un pullman. A volte abbiamo preso la metropolitana, per la maggior parte abbiamo camminato. Nella via dello shopping, che era vicina al nostro albergo, e in vie a caso, vedendo case una diversa dall’altra. Case antiche e moderne, grandi e piccole, palazzi altissimi e costruzioni che sparivano nella loro ombra. Qui, nelle altre città. Secchi davanti alle case come protezione dagli incendi, e mi chiedo se più di quel paio di litri d’acqua contenuta nei secchi non sia una protezione maggiore pregare in uno di quei numerosissimi templi che si incrociano lungo il cammino.

Un cammino, a Sendai, che non poteva non portare allo Zuihōden, il mausoleo di Date Masamune e della sua famiglia. In realtà il complesso originale, designato tesoro nazionale nel 1931, è stato distrutto nel 1945, quando i bombardamenti americani hanno raso al suolo Sendai. Quella che vediamo oggi è una ricostruzione realizzata nel modo più fedele possibile al complesso originario.

Ciò che non è stato ricostruito è il Castello di Aoba, di cui rimangono solo una delle torri di guardia e poche rovine, al cui fianco campeggia la statua di Date Masamune.

Sendai…

La vista è da quel castello che non c’è più. In questo momento il cielo si era rasserenato, quel lieve nevischio che ci aveva accompagnate alla torre di guardia era sparito, anche se qualche volta è tornato ad accompagnare il nostro cammino. Come quando siamo andate a trovare una kokeshi.

Ma un percorso in Sendai non poteva non portare ai luoghi di Yuzu, luoghi che tutti i fanyu conoscono bene. E tracce della presenza di Yuzu si incontrano fin dalla stazione.

Tappa obbligata all’Ice rink, dove ho pattinato peggio del solito. Non che esista un solito per me, io non pattino abitualmente, l’ultima volta che avevo indossato i pattini era stato oltre 8 anni fa. Però almeno ero in grado di stare in piedi e muovermi, seppure lentamente, mentre stavolta ho fatto la classica fanyu che si aggrappa alla balaustra come se ne dipendesse la sua vita, e che arranca per completare il giro. Uno solo, perché quando l’ho finito ci hanno fatto uscire dalla pista per il rifacimento ghiaccio, e dopo io ho deciso di non rientrare. Ero all’inizio del mio viaggio, non potevo permettermi di slogare una caviglia, e io di caviglie slogate sono un’esperta. Non nella cura delle slogature, ma nel più semplce gesto di slogarmi la caviglia, cosa che ho fatto non so quante volte. Meglio smettere prima di fare danni e fare altro, come visitare il piccolo museo dell’Ice rink. Mi spiace che a parte l’area iniziale il museo non possa essere fotografato. Capisco il divieto in pista, dove ci sono bambini, questo mi lacia perplessa, ma pazienza. Non poteva mancare nappure un salto nel parcheggio per guardare i pullman ufficiali con i loro autisti, o il piccolo tempio che si trova alle spalle della pista.

Da qui, non ci vuole molto a raggiungere il Nanakita Park, anche se purtroppo l’inizio di febbraio non è il momento migliore per coglierne la bellezza.

Se ora il centro del pattinaggio a Sendai (e, per quanto mi riguarda, del mondo) si trova all’Ice Rink, il pattinaggio ha iniziato a essere praticato in Giappone al laghetto di Goshikinuma, non lontano dal quale si trovano un museo cittadino, con tanto di mezzobusto di Date Masamune, e l’International Center.

Se ho fatto le foto con le due pose di Parisienne Walkways e di Seimei? Ovvio che le ho fatte, ma queste le tengo per me, come la maggior parte delle altre foto che ho scattato. Non ho fatto, invece, la foto con la layback ina bauer di Shizuka Arakawa, se solo ci avessi provato la mia schiena mi avrebbe abbandonata all’istante. E ovviamente ho fatto il confronto delle mani.

Fra i luoghi di visita obbligati ci sono state anche numerose librerie. La quantità di libri giapponesi in casa mia sta aumentando a dismisura. Non contenta, mentre ero a Sendai ho anche aperto una nuova casella di posta e un nuovo account Amazon, in modo da poter comprare le versioni digitali delle riviste che mi interessano.

Per quanto riguarda la foto, la commessa a cui ho chiesto il permesso dopo avermi detto che era ok mi ha mostrato un QR code per guardare il video di un dietro le quinte di un servizio fotografico.

Durante la notte fra il 5 e il 6 ha nevicato. Al mattino partenza per Tokyo, per la tappa più importante del viaggio in Giappone. Bye bye Sendai.

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FantasyMagazine e Yuzuru Hanyu

Ho iniziato a scrivere su FantasyMagazine nel 2006. Come è evidente dal nome stesso della testata, io e gli altri collaboratori ci occupiamo di fantasy, o meglio di fantastico, in senso lato. Né io né il direttore ci siamo mai preoccupati troppo di catalogare i generi in modo rigido, un’opera di qua, un’altra di là, un’altra ancora ancora più in là. Alcune catalogazioni servono come impostazione generale, per avere un ordine, ma il valore di un’opera non è legato alla sua catalogazione. Perciò un giorno ho deciso che come avevo scritto centinaia di articoli su libri e non so quanti altri articoli su telefilm (Il trono di spade soprattutto), film, mostre, appuntamenti e probabilmente su qualche altra cosa, potevo anche scrivere un articolo sul pattinaggio artistico. Per la verità un articolo sul pattinaggio lo avevi scritto in tempi non sospetti, nel 2008, quando Carolina Kostner aveva partecipato ad alcuni spettacoli di Winx on Ice. In tempi non sospetti perché all’epoca non sapevo neppure dell’esistenza di un giovane pattinatore di nome Yuzuru Hanyu (né conoscevo le Winx, se non di nome, le avrei conosciute meglio negli anni successivi, quando le mie figlei avrebbero iniziato a guardarle). Un articolo più semplice di quel che avrei voluto, perché dopo essermi presa l’impegno di scriverlo c’era stato un imprevisto che mi aveva tolto quasi tutto il tempo che avevo a disposizione, ma comunque io avevo scritto di pattinaggio. Su FantasyMagazine. Certo, le Winx sono fate. E Hanyu ha interpretato un mago, Abe no Seimei, oltre a svariati programmi che in vario modo rientrano nell’ambito del fantastico.

Ogni tanto mi dico che dovrei scrivere qualcosa di serio sulle interpretazioni di opere fantasy date dai pattinatori. Sarebbe un lavoro enorme e per forza di cose incompleto, anche se mi limitassi a chi ha partecipato a un Campionato del mondo negli ultimi decenni. Chissà, per ora è solo un pensiero. Quello che ho concretizzato è stata la scrittura di alcuni articoli su Hanyu per FantasyMagazine, e la cosa buffa è che ogni volta che ne ho scritto uno, almeno fino a tutto il 2023, ho pensato “questo è l’ultimo”. Ora non lo penso più. Se ne avrò l’occasione scriverò altri articoli su Hanyu, dipende da ciò che farà lui. Però in fantasyMagazine, come in tutte le testate, dopo un po’ gli articoli tendono a diventare invisibili, nascosti da articoli più recenti. Per questo ho deciso di ripubblicarli qui, magari anche con una traduzione nel mio inglese sgrammaticato.

Questo è il primo, la semplice segnalazione che Gift sarebbe diventato disponibile su Disney+, con sottotitoli in non so quante lingue, compreso l’italiano, Purtroppo dopo circa un anno e mezzo, la piattaforma ha tolto Gift dai suoi programmi, perciò al momento l’unico modo per guardarlo è comprare il DVD o il Bly ray su Amazon.co.jp, ma si tratta di una versione senza sottotitoli.

L’articolo:

GIFT, la storia su ghiaccio di Yuzuru Hanyu prossimamente su Disney+

Con GIFT Yuzuru Hanyu ha realizzato uno spettacolo su ghiaccio innovativo capace di fondere pattinaggio, musica e tecnologia in un’unica storia.

Fra i programmi che Disney+ trasmetterà nel mese di luglio, al fianco di serie televisive e film più o meno attesi, c’è anche uno show di pattinaggio. Non uno show qualsiasi, come quelli che normalmente vengono trasmessi in televisione nel periodo natalizio, ma qualcosa che non ha precedenti, visto che lo show in questione è GIFT, ideato, prodotto e interpretato da Yuzuru Hanyu.

Per chi segue il pattinaggio l’immagine di Hanyu sarà per sempre legata a quella del mago, perché è interpretando il mago e astrologo di corte Abe no Seimei, realmente vissuto in Giappone nel X secolo, che Hanyu ha fatto capire di essere il più grande pattinatore di sempre vincendo il suo secondo oro olimpico, qualcosa che nel dopoguerra si era verificato solo una volta, quando ancora la televisione non aveva scoperto i Giochi olimpici. Anche se limitare al solo SEIMEI un atleta capace di dare vita a un’infinità di musiche è riduttivo.

Il pattinaggio artistico unisce all’aspetto atletico un aspetto interpretativo altrettanto importante, spaziando dalla musica classica a quella etnica o a quella rock, fino alla reinterpretazione di grandi classici del cinema o del teatro. E se nei 14 anni della sua carriera agonistica internazionale Hanyu ha proposto interpretazioni memorabili, che gli sono valse il successo in tutte le competizioni più importanti, nel momento in cui ha lasciato le gare si è lasciato alle spalle anche il concetto di singolo programma di gara per creare qualcosa che in precedenza era inimmaginabile.

In autunno il suo primo one-man-show, un formato inedito per uno spettacolo di pattinaggio a causa dell’enorme impegno fisico richiesto, Prologue, ha fatto il tutto esaurito nelle arene. Due delle cinque date sono state trasmesse in diretta televisiva, e hanno consentito a Hanyu, ideatore, produttore interprete dello show, di vincere l’Original Program Awards, uno dei sei premi assegnati dalla Japan Satellite Broadcasting Association

Prologue, come dice il titolo, è il prologo della carriera professionistica di Hanyu, che è proseguita il 26 febbraio 2023 con GIFT. Uno show che partendo da quanto fatto in Prologue lo ha sviluppato, fondendolo con idee nuove. Quello a cui gli spettatori hanno assistito, definito da Hanyu il suo regalo per il pubblico, ha smesso di essere una successione di programmi e si è trasformato in un’intera storia, che va molto al di là di qualunque cosa era stata fatta in precedenza su una pista da ghiaccio.

GIFT

Sinossi

Il primo spettacolo sul ghiaccio in assoluto al Tokyo Dome, “GIFT” è una storia che racconta la vita e il futuro di Yuzuru Hanyu sul ghiaccio. Questo film è prodotto dal pattinanatore professionista Yuzuru Hanyu e diretto da MIKIKO, nota per l’utilizzo delle più moderne tecnologie di produzione scenica.

Lo show, della durata di due ore e mezza e capace di fare registrare il tutto esaurito al Tokyo Dome, è stato diretto da MIKIKO. Fra le collaborazioni importanti sono da segnalare la Tokyo Philarmonic Orchestra per le musiche, i Rhyzomatiks per l’aspetto tecnologico e il corpo di ballo delle Elevenplay. Ora GIFT, che ha già avuto una sua trasmissione in diretta su Disney+ in Giappone e nel resto del mondo su Globe Coding, tornerà disponibile in tutto il mondo su Disney+, dal 30 giugno in Giappone e dal 14 luglio in numerose nazioni, Italia compresa.

Il trailer

(in giapponese con sottotitoli in inglese)

Regia

Nata a Tokyo l’11 agosto 1977, MIKIKO è la coreografa e direttrice della compagnia di danza high-tech Elevenplay e ha collaborato con artisti quali Perfume, Sakura Gakuin e BABYMETAL. Ha diretto la presentazione del Giappone alla cerimonia di chiusura delle Olimpiadi estive del 2016.

Ideazione, produzione e interpretazione

Nato a Sendai il 7 dicembre 1994, Yuzuru Hanyu ha vinto due ori olimpici nel pattinaggio artistico su ghiaccio (2014 e 2018), due ori mondiali (2014 e 2017) e complessivamente sette medaglie mondiali (fra il 2012 e il 2021) e quattro ori alla finale di Grand Prix (2013-2016). Con il successo nel Four Continents Championship (2020) è diventato il primo pattinatore capace di completare il Super slam nella categoria maschile, vincendo tutte le competizioni più importanti a livello junior (Finale di Grand Prix, 2009; Campionato del mondo, 2010) e senior. Ha stabilito per 19 volte il record per il punteggio più alto.

Il sito ufficiale (in inglese): https://gift-official.jp/index_en.html

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L’epopea del pattinaggio di figura fra sport e arte. Verso Milano-Cortina 2026

Il 14 novembre 2024 nell’ambito di BookCity si è svolta la presentazione del mio libro Quattro salti sul ghiaccio. Insieme a Costanza Rizzacasa d’Orsogna e Massimiliano Ambesi ho chiacchierato di pattinaggio di figura.

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ESPN, really? / ESPN, ma davvero?

English

In general, rankings dedicated to the strongest athlete of all time are something to be taken with great caution. There are too many variables for a real comparison to be made. And if the ranking puts together athletes who dedicate themselves to different sports, it is even worse. This time, the one who drew up an impossible ranking was ESPN, which set a time limit, our millennium, but had the pretension of putting together all sports and establishing who the 100 best athletes of the 21st century are.

I have not read the biographies, I do not know what the journalists say about these 100 athletes. I know some of them by reputation, others not, but I have no doubts that they are all giants in their sport. I have doubts about the ranking. Luckily, ESPN created a couple of summary tables on the data that interested me, thus saving me the boring task of doing the counts personally. These are the nations from which the athletes come:

  • 56 United States
  • 5 Spain
  • 4 Canada and Dominican Republic
  • 3 Brazil, France and Japan
  • 2 Germany, Jamaica, Serbia and Sweden
  • 1 Argentina, Australia, Croatia, Great Britain, Greece, India, Northern Ireland, Panama, Philippines, Portugal, Russia, Scotland, Switzerland and Venezuela.

Over half are Americans? In a ranking made in the United States? Curious. Only one Russian? (It is Alexander Ovechkin, who has been playing hockey in the United States for twenty years, you would almost think that he is so good that they could not exclude him, and that the fact of playing in the United States has helped him overcome the terrible defect of being Russian.) No Chinese? Just to mention the first two absent or almost absent nations that I noticed.

The other interesting table is the one relating to the sports:

  • 24 basketball
  • 17 baseball
  • 15 soccer
  • 12 football
  • 6 tennis
  • 4 golf, boxing
  • 3 athletics, motor racing, hockey
  • 2 swimming, gymnastics, martial arts
  • 1 skiing, snowboarding, cricket

Of 100 athletes, only 5 are dedicated to a winter sport, 3 to team sports and 2 to individual sports, and this is also remarkable. There is a clear prevalence for team sports, as many as 71 athletes (and this considering as individual sports motor racing, even if the driver could not race if he did not have a team to prepare the car, or athletics and swimming, which also award medals to relays, or even gymnastics, which has a team competition). But the most serious thing is that 68 athletes out of 100 are dedicated to only 4 sports. Over two thirds of the athletes. More than a ranking related to the value of the athletes, it seems to me a ranking based on love of country and the ignorance of journalists: they do not know other sports, so for them the strongest athletes are these. I could be wrong, but this is the impression. Given the ranking, I decided to ignore it.

A few days later, ESPN published another ranking, this time dedicated to the best 25 athletes of the Olympics in the 21st century. I read this one more carefully. There is a passage in one biography that deserves some reflection, but for now I will leave it alone and focus on the lines dedicated to Yuzuru Hanyu.

Positive aspect: Hanyu is in the top 10, a detail not to be taken for granted considering we are talking about an American network. Of the 25 athletes, 11 practice a winter sport, a high percentage considering that the sports that will award a medal at the Summer Games in Paris are 32 (in Tokyo there were 33), while those present at the Winter Games in Beijing were only 7. Those who practice figure skating are two, Hanyu and Tessa Virtue/Scott Moir. I agree with this selection. In my opinion, there are several champions who were left out (no North Americans), but it is right to try to give space to the greatest possible number of sports.

The fact that Hanyu is there is important, it is yet another confirmation that he is not only known in Japan, or only in Asia, and that his importance continues to be recognized even after he left the competitions. The profile, however, is a disaster. They could have used a better photo, but this also applies to other athletes. What is not admissible is the text, opened by an error that remained online for about a day, before someone intervened to correct it. At first ESPN had written that Hanyu is a gymnast then, I suppose thanks to the numerous reports from fans, the oversight was corrected. With the rest, however, things are not better.

At his peak, Hanyu was not so much a figure skater but a rock star.

Not so much a figure skater? Really? If the intention was to say that his fame was comparable to that of a rock star, the concept could have been expressed a little better, because this way it seems like an insult, with the technical aspect of what Hanyu does set aside as if it were insignificant. A comment like this might lead the reader who knows nothing about him to wonder what Hanyu is doing in a list of the best athletes if he is more of an idol than an athlete, especially since the next paragraph is really insipid.

Fans followed him around the world, armed with Winnie the Pooh toys. He was known to carry a Pooh tissue box to competitions and it became a thing.

With all that can be said about Hanyu, is this all they managed to write? A sentence about the fans and one about an absolutely marginal detail that belittles the athlete by reducing him to a childish character? Why not write that three months before his second Olympic gold medal Hanyu suffered a serious ankle injury? For other athletes who suffered injuries shortly before success they have done so, they have praised their ability to recover. For Hanyu, no. And this is not the only important competition Hanyu has faced in precarious physical conditions. The most sensational episode occurred in November 2014, when he was the involuntary protagonist of a frightening collision on the rink and skated a program that, although full of errors, is a monument to his courage. Without forgetting that he has asthma, so right from the start he goes on the rink with a problem that makes everything more difficult for him. And then perhaps there was something else to write, something even more macroscopic.

Hanyu is from Sendai, a city that suffered enormous damage due to the 2011 earthquake. Hanyu is among the lucky ones, the tsunami did not touch him, he had no deaths in his family, but this does not mean that it was not a terrible experience. Since the month after the earthquake, Hanyu has done his best to contribute to the reconstruction. He has donated enormous amounts of money and has been the testimonial for numerous important initiatives. The official channel of the Olympics has dedicated a short video to Hanyu’s story in which the earthquake is remembered:

He hasn’t stopped helping yet. A few days ago, news broke that a charity show was organized, with proceeds going to the Ishikawa Prefecture, which was hit by a devastating earthquake on January 1st of this year. It’s not Tohoku, it’s not an event that affected him directly, but Hanyu saw the difficulties those people are facing and decided to do his best to help.

And the information aren’t even that hard to find. It may not have the latest updates, but the Wikipedia page dedicated to Hanyu (actually there are several pages dedicated to him, and the main page and some of the others are considered quality pages) has a section dedicated to Hanyu’s commitment to reconstruction, so it wasn’t hard to find the information. If by chance some ESPN journalist happens to be around here and finds it too complicated to click on the link, I’ll post the screenshot here. And if the passage seems too long, they can just read the last four lines.

Well, maybe writing about this, about his charitable activities, was a little more important than writing about a stuffed toy.

If they really wanted to talk about fame, they could have talked about the fact that last year, for the first time in history, an ice rink was set up inside the Tokyo Dome and that Hanyu held a show there in front of 35,000 spectators. That crowd was there for him, since it was a solo-show, since there were no other skaters on the rink. That’s what fame is, people who even face intercontinental flights just to see one of his shows. On the last day of the Re_Pray tour, Hanyu said that there were spectators from about thirty nations, demonstrating his ability to communicate with people from all over the world through skating. ESPN could have talked about the fact that his shows have a huge economic impact. But no, instead of talking about serious things, they talk about Winnie the Pooh. A deliberate choice.

Winnie the Pooh then. This is the image that someone is interested in giving of a champion who has won everything in his sport both in the junior and senior categories, who has won the most important medals at least twice, who has set 19 world records, who has faced an impressive amount of injuries. Who when he was 16 was the victim of a natural disaster, who took courage, went on, and from that day on he has done his best to help those in difficulty, to the point of becoming a point of reference for his compatriots, who have awarded him with the People Honor Award, the highest recognition that can be given to a Japanese.

One could talk about his thesis, the importance of which has been recognized by his University, or the innovative shows he has been creating since he turned professional, shows that regularly sell out. But no, apparently according to ESPN there must be a strange cult around Hanyu, venerated like a rock star by childish people who walk around armed with Winnie the Pooh (after all, he is the first to have his own personal Winnie the Pooh) and who are only interested in that not well-defined thing that is art, because according to them

Hanyu wasn’t known for the big jumps that have come to dominate figure skating in recent years.

Okay, let’s clarify things, starting with who Hanyu is. A brief biography of him (not very precise, he holds 19 world records and not 18, and despite having appeared in a film and in several television shows he is not a television or cinema star) can be found on the official Olympics website, so it wasn’t difficult to find:

https://olympics.com/en/athletes/yuzuru-hanyu

A few days ago I published a list of what Hanyu has done, here I propose a summary of the main ones. Two Olympic golds, it is right to mention the “back-to-back”, the consecutive victories, but perhaps it could be noted that it had been 66 years since any man had been able to do the same thing. Details are important. If we read the biographies of the others, Michael Phelps won 28 medals, Simone Biles 7 (for now, because she seems well on her way to winning some more), Usain Bolt 8, and I could go on. Hanyu only two. It seems a low number, until we consider that figure skating awards only one medal, two if we consider the team event (when he participated, Hanyu was the best in his phase of the competition, but the team as a whole was not strong enough to win a medal). So the golds may be only two, but in his first two Olympic appearances they are all that Hanyu could win. And Hanyu was the first Asian (and still the only one) to win Olympic gold in the men’s figure skating event. As for the 7 world medals, only Hanyu and one other skater in the post-war period have reached 7, so for figure skating this is also a high number. Among the men, Hanyu was the only one to complete the Super Slam, a detail not mentioned, just as the 19 world records or the 4 golds at the Grand Prix final, a competition as difficult as a World Championship, are not mentioned.

Given the titles, I focus on the jumps, because Hanyu’s skating is a complete skating like never seen before and probably will not be seen again in the future. His ability to interpret music is extraordinary. His spins, his steps, his every movement, are wonderful. Not for some ineffable reason, but because Hanyu has worked tirelessly since he was a child, and is still working tirelessly, to perfect his technique, because the apparent ease of his gestures can only exist thanks to an impeccable technique. Technique that also includes jumps.

The most macroscopic thing, that everyone who writes about figure skating should remember, is that Hanyu was the first skater to do a quadruple loop. This alone should be enough to say that his jumps were extraordinary. They are still extraordinary, even if he no longer performs them in competition. This is the list of the first skaters who landed the most important jumps, in order of execution:

  • 3A (triple axel) Vern Taylor
  • 4T (quadruple toe loop) Kurt Browning
  • 4S (quadruple salchow) Timothy Goebel
  • 4Lz (quadruple lutz) Brandon Mroz
  • 4F (quadruple flip) Shoma Uno
  • 4Lo (quadruple loop) Yuzuru Hanyu
  • 4A (quadruple axel) Ilia Malinin

I included also the triple axel in the list because the axel is a particular jump, closer to jumps that nominally have one more rotation than those that nominally have the same number of rotations. In terms of difficulty, a 3A is much closer to a 4T than to a 3Lz, there are skaters who struggle much more with the 3A than with the quadruples. Nathan Chen probably found 4T, 4S, 4F and 4Lz easier than the 3A, Patrick Chan, who only did one quadruple, but did it really well, was much more sure on the 4T than on the 3A, the same goes for Stephane Lambiel. Also among the women, Alexandra Trusova landed four different types of quadruples, but never managed to complete a 3A with a positive GOE, Anna Shchcerbakova completed the quadruple lutz and the quadruple flip but never attempted a 3A.

This short list is missing two of the great quadruple kings of the last decades, Elvis Stojko and Nathan Chen. Curiously, Hanyu is on the list, but not two of the quadruple kings. They were at most the first to perform a quadruple in combination (Stojko the toe loop, Chen the flip). Of course, this is also important, this is also difficult. Now that I think about it, Hanyu was the first to perform some types of combinations:

  • 3A+1Eu+3S (actually when he first performed the combination the official acronym was 3A+1Lo+3S)
  • 4T+3A+SEQ (Hanyu performed this sequence twice in competition, in the 2018-19 season, after having performed it who knows how many times in shows since he was a teenager, but no one else has performed it in competition yet, and it’s been years since he did it)
  • 4T+1Eu+3F

Not only that, but the construction of Hanyu’s programs also shows his ability in jumps. I can’t swear to it, but I think he was the first to perform two 3A in the second half of a free program. But I know for sure that he was the first to perform three quadruples in the second half of a free program, and for two seasons (then the rules changed, and therefore the construction of the programs) he performed free programs that included three jump elements in the first half and five in the second, and among these five elements two were quadruples (one in combination) and two were triple axel (both in combination). A layout like this cannot be completed by a skater who does not know how to do good jumps.

If ESPN’s sentence had been Hanyu “wasn’t known only for the big jumps” it would have been correct, because Hanyu’s skating is not only made up of jumps (which instead it’s true for some other skater), but written as it is it is a belittling of a good part of what Hanyu did. After all, for ESPN Hanyu was more of a rock star than a skater. But no, the technical aspect of his skating has always been very important.

SkatingScores.com (a very useful site, which provides a lot of information that the ISU should provide, but which the ISU apparently says are not relevant) has a lot of impressive statistics, and I used it to compare the highest technical scores obtained by skaters. I searched for all senior competitions, international and national, which allows you to see also Russian skaters in the last two seasons. Of course, in this way my search finds a much higher score for Hanyu in the 2021-22 season than it would have found if I had excluded the national competitions, but in that season Hanyu participated in only one international competition, and in both programs he was damaged by unfortunate circumstances, so those scores do not indicate his real value. And I used the same setting for everyone, even though the US federation has the bad habit of greatly inflating the scores of its athletes, something I had wrote on almost three years ago, so much so that in some cases Hanyu obtained higher scores than Chen if we only look at the international competitions, but lower if we also check the national championship.

I didn’t check all the seasons, but in these two cases Chen preceded Hanyu thanks to a score obtained at the National Championship. I highlighted with the green oval how in both cases Chen’s base value at the National Championship was lower than that of the best international competition, but thanks to higher GOE and PCS he obtained a higher total score. No, they don’t inflate them at all, the scores.

I couldn’t set the search only on jumps, so what I did was a check on the five highest TES in all the seasons since the ISU Judging System exists.

I highlighted Hanyu in yellow. Since he started appearing in this table, in the 2011-12 season (he was between 16 and 17 years old, it was his second senior season), and until the end of his competitive career, he has never left it. He has always obtained very high scores, so in all seasons, in both programs he has been among the best skaters in terms of technique.

How many years has Hanyu been among the best? I have put the data of those who appear in the table at least five times in another table. Hanyu is the skater who has been very strong in terms of technique for the longest period of time.

 SkaterSPFStot
Hanyu111122
Chan6713
Uno7613
Chen6612
Jin6612
Takahashi6410
Joubert639
Plushenko448
Fernandez347
Lysacek347
Kagiyama246
Malinin336
Zhou336
Abbott235
Buttle325

Evgeni Plushenko competed for several seasons with the 6.0 scoring code, otherwise he would be higher in my table, while Chen had a shorter career. This table does not tell us who was the strongest skater, it only tells us who was among the strongest (with the ISU judging system) for the longest period of time. Now, to belittle the technical abilities of a skater who for such a long time was among the best on the technical score seems a bit absurd to me.

One thing that is not emphasized enough is that Hanyu was the only skater able to successfully transition from an era in which skaters performed one quad, maximum two, to one in which being a multi-quadruplist is the norm.

In the graph below I have listed, divided by type, the number of quadruple jumps attempted in the free program of the most important competitions. By attempted jumps I mean those that are marked with the number 4 on the protocol, regardless of whether the jump was judged fully rotated, underrotated or downgraded, whether it was completed perfectly or whether the skater fell. The only jumps missing are those like the salchow that Javier Fernandez wanted to perform as a quadruple but instead did a triple in the free program in Sochi 2014. The competitions considered are all editions of the World Championship and the Olympic Games from the 2004-05 season onwards. In the 2019-20 season the World Championship was not held. For the number relating to that year I used the sum of the quadruples performed at the European Championship and the Four Continents Championship. It is not exactly the same thing, in the sum of the two competitions there was a higher number of skaters but three important skaters were missing, Chen, Uno and Vincent Zhou, but this is the best approximation I could think of so as not to miss a season. The vertical red line corresponding to the 2019 World Championship reminds us that from that competition onwards the scoring code has changed, with the transition from 8 to 7 jumps elements in the free program. Obviously in the upper area there is the data, below is the graph.

Up until the 2016 World Championships, there were only two types of quads performed, toe loop and salchow. Yes, in 2010 Daisuke Takahashi attempted a 4F, but it was a minor episode (over two seasons Takahashi attempted the 4F five times, never completing the rotation). In 2016, the number of toe loop and salchow increased and there were two 4Lz, and from that season onwards, what has been called the quad era began.

In the space in the top left graph, I have listed in red the names of eight skaters who have reached the world podium at least twice. I could have added a few more names, but all I would have gotten would have been a more difficult-to-read image. The skaters who have reached the world podium would have been divided into the two groups we see here anyway. The first is the one that Chan and Fernandez belong to (and this group also includes Denis Ten, Daisuke Takahashi or skaters who have won only one world medal like Takahiko Kozuka and Tatsuki Machida), who started competing in the senior category before the 2010 Vancouver Olympic Games and continued to compete until the 2018 Olympic Games, then stopped right after the start of the quadruple era. The competitions they participated in are marked with a green diamond. There were fewer quadruple jumps than now, but for their era Chan and Fernandez were very good jumpers. Chan’s 4T was really remarkable, Fernandez for a certain period was one of the few skaters to do three quadruple jumps in the free skate.

The second group is the one that Nathan Chen, Boyang Jin, Yuma Kagiyama, Ilia Malinin and Shoma Uno belong to. Three of them, Chen, Jin and Uno, were among those who helped usher in the era of quads, with Kagiyama and Malinin arriving when the standard for a top-level free skate was at least three quads. They are all younger skaters than Chan and Fernandez, and they did what young skaters always do to try to outdo older skaters: they watched them and focused on the most effective way to get more points. For all of them, the answer was to increase the number of quads.

Amid this change, the only one who won before, when the free skate included one or two quads, and after, when they included four or five, was Hanyu. He was among the best in both eras, starting to do as an adult jumps that skaters now start to do as kids. And he did some amazing jumps. If that isn’t an indication of his amazing jumping ability, I don’t know what is.

At least at the moment on SkatingScores is impossible to do the type of research I did for the TES focusing only on jumps. So I looked at the main competitions in which Hanyu participated, and with this I mean the Olympic Games, the World Championship and the Grand Prix Final. I added three World Team Trophies to the check. In 2015 there were no very strong skaters when it comes to jumps, in 2017 and 2021 there were. In this case I went into the individual protocols and checked the names of the five skaters who in the free program obtained the most points from jumps alone. Here too I highlighted Hanyu’s name in yellow. Obviously, since it is a search focused on Hanyu, he is the only skater present in all the competitions.

There are 21 competitions, let’s say 20 of high level, I included the 2015 WTT for completeness, but we can do without considering it. In 20 competitions, 19 times Hanyu was among the top 5, the only time he was not one of the five skaters capable of obtaining the most points from the jumps, he was still the sixth. In a program that he skated immediately after an asthma attack. In the lower area I inserted the names of the strongest skaters present in those competitions who obtained a not so high score from the jumps. Shoma Uno appears in that area four times. The skater who in the 2022-23 season was so praised for his completeness, which included extraordinary jumps, at least according to some journalists, in 4 competitions (out of 10, in many of the competitions that I checked Uno was not there either because he was too young or because he did not qualify, as in the 2019 GPF) was not among the best on the jumps. Chan and Fernandez have also been out of the top 5 in jumps several times, and Boyang Jin was once there too. Vincent Zhou is also listed in the lower area of ​​the table. He once missed the free skate because he missed all his jumps in the short program and did not qualify for the second half of the competition.

The only one who has always been in the top 5 is Chen, in a senior career that lasted 6 years (if I had only looked at the first 6 years for Hanyu, he would have always been in the top 5 too). In fact, Hanyu has not usually been limited to being in the top 5 skaters who have scored the most jumps. He has almost always been in the top 3. When has he placed fourth or fifth in this ranking? At the 2015 World Championships, when he showed up with almost no training because he had undergone stomach surgery at the end of December and when he started training he sprained his ankle and had to stop. At the 2016 World Championships, when he was suffering from an almost career-ending Lisfranc injury. At the 2018 Olympics, when he skated despite a sprained ankle that hadn’t healed yet. At the 2022 Olympics, the day after suffering yet another bad sprained ankle. Four times when he was injured. Otherwise, Hanyu has always been one of the top three skaters who scored the most points for his jumps even though, according to ESPN, Hanyu’s jumps weren’t exactly great.

One of the reasons Hanyu has scored so many points for his jumps is because his jumps have always been of high quality. I compared the highest GOE achieved by skaters on 3A and on the three quads Hanyu has performed most often: toe loop, salchow, and loop. I have cut the screenshots showing only the best results, all those who obtained the maximum GOE or at least the best 10 results (keeping in mind that I publish all those who obtained the same score). For each jump there are two screenshots mounted one under the other, for the score code +3/-3 and for the +5/-5. I have highlighted Hanyu in green, and drawn a thin red line on the jumps performed in a national or regional competition. In this way the data can be read, but you can see if the high scores came only in national competitions, with the risk of being inflated, or if they also came in international competitions, and therefore the quality of the jump is usually high. This is the 3A.

The image speaks for itself.

In the 4T Hanyu’s superiority over the other skaters is not as clear, but it is clear that his is a really good jump:

The 4S:

The 4Lo:

For the 4Lz I did not do this kind of check because for various reasons Hanyu has performed this jump in competition only three times. However I can watch the best of his executions in competition (in the official training he has performed some of even higher quality) and this is a great jump. One of the best quadruple lutz ever performed in competition by anyone.

The quality of Hanyu’s jumps is evident, and it is linked to details such as the difficulty of the entry, the amplitude, and the quality of the landing. Returning to 3A, this is the one from the short program of the 2019 World Championship.

Chen, the skater who for some years, before Malinin’s arrival, was the one who did the most jumps, did not do any steps before the jump, Hanyu made a counter, a very difficult entry. We see the landing.

Chen is unbalanced forward. He doesn’t make any serious mistakes, but he controls the jump with difficulty. Hanyu seems to be doing the simplest thing in the world. The quality of the jumps is important. Chen has made better landings than this, although he has never reached Hanyu’s quality. When he was not making mistakes, Hanyu’s quality was this.

There is another thing we see from these screenshots: the amplitude. Hanyu with his jump traveled almost a meter more than the distance traveled by Chen. This is not a small difference. All the triple axel performed that day have been collected in this video:

I focused on this competition because we have the opportunity to make a comparison that we normally cannot do. That day, Japanese television broadcast the data of almost all the 3A made in the short program, the only jump made by everyone (except by a couple of skaters who made a 2A):

skaterlength (m)height (cm)
Hanyu3,6270
Kvitelashvili3,5160
Uno3,4451
Messing3,3364
Samarin3,2558
Samohin3,2261
Fentz3,1659
Hayrapetyan3,1364
Litvintsev3,0751
Demirboga2,9756
Aymoz2,9362
Lazukin2,8863
Selevko A.2,8547
Britschgi2,8358
Nguyen2,7749
Tanaka2,7560
Brezina2,7358
Majorov A.2,7060
Zhou2,6958
Chen2,6658
Rizzo2,5955
Jin2,5557
Kolyada2,5065
Bychenko2,4160
Brown2,3560
Kerry2,2959
Yee2,2157

Hanyu’s jump is the longest and the highest (as well as the one with the most difficult entry and the most beautiful exit). Unfortunately I don’t have a similarly complete list for other jumps, even though every time the dimensions were published, with less complete information, Hanyu’s jump was among the widest. What I did find were the measurements of some jumps done at the Grand Prix Final in 2019.

SP/FSskaterjumplengthheight
SPHanyu4S2,9366
SPChen4Lz2,9266
FSChen4Lz2,7766
SPAymoz4T2,7255
FS (J)Sato4Lz2,5557
FS (J)Mozalev4T2,2653
FS (J)Gumennik4S<1,5954

The difference with Chen’s 4Lz in the short program is minimal, but the lutz (and toe loop) are toe jumps. In a toe jump, skaters push off with two legs, not just one. By their very nature, toe jumps are bigger than edge jumps. Doing an edge jump that is the same size as a toe jump is possible, but it is not easy at all. And isn’t Hanyu known for his jumps? Saying that he is not only known for his jumps is one thing, but implying that his jumps are not extraordinary is another.

Quality is not the only thing that has helped Hanyu stay at the top for so long. Among other things, he learned new quadruples after the age of twenty, when he already had an Olympic gold medal around his neck and could have considered himself satisfied with his career. In the post-war period, the list of skaters who, for various reasons, left competitions immediately after winning the Olympic gold (or at most immediately after participating in the World Championships held immediately after the Olympics) includes Hayes Alan Jenkins, David Jenkins, Manfred Schnelldorfer, Wolfgang Schwarz, John Curry, Robin Cousins, Scott Hamilton, Brian Boitano (although he later regretted it and returned after five years he had skated as a pro to participate in the Olympic Games one last time), Viktor Petrenko (who also regretted it and returned a year later to participate in the Olympic Games), Ilia Kulik, Alexei Yagudin, Evan Lysacek and Nathan Chen, that is, almost everyone. Those who kept going were Dick Button (who won his second Olympic gold and then stopped, which Hanyu too could have done, but instead he decided to keep going even after his second gold), Ondrej Nepela (for just one season, and only because what became his last World Championship was held in his hometown), Alexei Urmanov, Evgeni Plushenko (who took a few seasons off anyway) and Hanyu. The figure skating that was at the beginning of Nepela, Urmanov and Plushenko’s career was the same as at the end of their careers, they didn’t need to learn how to do new things. The change that occurred during Hanyu’s career is something unprecedented, and yet he was able to stay at the top because he continued to improve, among other things by adding more quadruples to his repertoire, and by performing a remarkable number of quadruples.

How many quadruples did Hanyu perform in his career? And what did the other skaters do? Once again SkatingScores came to my aid with its database and the possibility of doing searches. There may be small inaccuracies, there may be some protocol missing from SkatingScores. For example, SkatingScores is missing the Colorado Spring Invitational, the competition in which Brandon Mroz landed what the ISU recognized as the first 4Lz in history. And some Japanese regional competitions from a few years ago are missing. I have several protocols related to competitions in which Hanyu participated that are not in SkatingScores. Even competitions in which he performed the 4T. However, almost all the information are present. Therefore, I checked all the skaters who attempted at least one jump between 4Lo, 4F, 4Lz and 4A. Once I saw who they were, I checked if they had also performed 4T and/or 4S, because it is not a given that they did so. Daniel Grassl performed 4Lo, 4F and 4Lz several times in competition, he never attempted 4T or 4S.

In the table I have indicated all the skaters who at least once, even at a national competition, have attempted at least once four different types of quadruples. Maybe one or more of these quadruples did not succeed, but if they tried it means that there is training behind it, there is a lot of work, and I wanted to recognize it. The success or failure in the jumps is however distinguishable: where I used the X sign the skater has actually completed at least one time the quadruple with at least GOE equal to 0.00, where I used the O sign the skater has attempted the quadruple at least once, but the GOE has always been negative.

20 men, to which I added the name of the one I believe is the only woman who has done 4 different types of quads, Alexandra Trusova. I’m not sure, I didn’t check the women, maybe some young Russian skater did it in some national competition, but I don’t think so. In the column tried I listed how many different types of quads were attempted by the skaters. In the column GOE+ I listed how many types of quads were successfully completed by the skaters. I transcribed the names of those who completed at least four types of quads with positive GOE in another table, so you can see them better.

The men have become just under half, with only 9 names remaining (plus Trusova, who I did not include in the table). Of these skaters only one, Malinin, has successfully performed all six quadruples. Another, Chen, has performed five. 7 skaters (8 counting Trusova) have performed four types of quadruples. Of these seven, Hanyu is the only one who has attempted five types of quadruples. He did not succeed with the fifth quadruple, true. But the fact that Hanyu attempted it somehow places him above the other six, also because his attempt was on a particularly difficult jump. At the moment, only three have attempted it in competition, one has completed it, two have not. Artur Dmitriev Jr. was the first to attempt it, probably more to make people talk about him than anything else, given that on quadruple jumps (of all types) his success rate is very low. Hanyu didn’t need a jump to make people talk about him, but because 4A became his goal after his second Olympic gold, 4A became a talking point during the men’s competition. But the ESPN article managed to dismiss Hanyu’s jumps as unimportant, choosing to talk about the artistic aspect but placing an emphasis on beauty in a way that makes you forget that artistic perfection is only achievable by those who master the technique at the highest levels, as if Hanyu were not also an athlete.

Hanyu attempted five different types of quads, completing four of them. But how many quads did he do in his career? How many did the other skaters do? I checked the data of the skaters in the table I posted above. I added a few skaters to them. Adam Siao Him Fa, who attempted four types of quads, although so far he has only landed three correctly. Chan and Fernandez who, Hanyu aside, were the two skaters who won the most, the first in the four-year period leading up to Sochi and the second in the four-year period leading up to PyeongChang. And finally Kevin Reynolds, who may have won little, but who was able to land the combination 4T+3T+3Lo, who in 2010 was the first skater to land two quadruples in the short program and who in 2013 was the first to land five quadruples in a competition (SP+FS), so when we talk about quadruples it is right to remember him too.

How many quadruples have these skaters performed in their careers?

skaternumber of quads
Uno348
Jin267
Chen238
Hanyu232
Siao Him Fa222
Reynolds208
Fernandez182
Zhou165
Sato157
Malinin139
Kagiyama129
Chan117
Shaidorov70
Sarnovsky11

Uno is clearly the one who has performed the most quadruples because he had a longer career than Chen, a career concentrated in the quadruple era. Hanyu has suffered several injuries and this has limited his competition participation, five events in total in his last two Olympic seasons, otherwise he would have performed many more quadruples. Even so, the difference between Hanyu and Chen is not great, and it reverses if the 3A jumps are included in the count, and the 3A is a jump not that much easier than a quadruple:

skaternumber of quads3A+quads
Uno348559
Jin267445
Hanyu232432
Fernandez182344
Siao Him Fa222337
Chen238333
Reynolds208309
Sato157289
Zhou165261
Chan117250
Kagiyama129234
Malinin139206
Shaidorov70111
Sarnovsky1124

When Hanyu moved up to the senior category, few skaters performed a quad in the short program and one or two in the free skate. He himself performed only one in the free skate. Barring mistakes, since the third competition of the 2015-16 season he has always performed two quads in the short program. And since the 2016-17 season he has always planned layouts with at least 4 quads. Who are the skaters who have performed the most quads in a single program?

Chen6
Malinin6
Zhou6
Hanyu5
Jin5
Siao Him Fa5
Uno5
Trusova5

Three skaters, Chen, Malinin and Zhou, have done six, five skaters (four men and Trusova) have done five. Surely in the future someone else will be added, but those who belittle Hanyu’s jumping abilities don’t have clear ideas about figure skating.

One last detail. The article is written in the past tense. True, Hanyu has decided not to participate in competitions anymore. This does not mean that he has put aside the athletic aspect. Just a few days ago he did this 4Lo:

And if I will always remember the beauty of Prologue, of Gift, of Re_Pray, of Notte stellata 2024 and 2024, of the three new programs performed in Fantasy on Ice and of the programs he uploaded on his YouTube channel, for Hanyu the past should only be used with regard to the competitions, because from what we have seen in these two years we can be sure that in the future he will continue to leave us breathless. As an artist and as an athlete.

Italiano

In generale le classifiche dedicate al più forte atleta di tutti i tempi sono qualcosa da prendere con molta cautela. Ci sono troppe variabili perché un confronto reale possa essere fatto. E se la classifica mette insieme atleti che si dedicano a sport diversi è ancora peggio. Stavolta a stilare una classifica impossibile è stata ESPN, che ha fissato un limite temporale, il nostro millennio, ma ha avuto la pretesa di mettere insieme tutti gli sport e stabilire chi siano i 100 migliori atleti del XXI secolo.

Le schede non le ho lette, non so cosa dicono i giornalisti di questi 100 atleti. Alcuni di loro li conosco di fama, altri no, ma non ho dubbi sul fatto che nel loro sport siano tutti dei giganti. I dubbi li ho sulla classifica. Per fortuna ESPN ha realizzato un paio di tabelle riassuntive sui dati che mi interessavano, così mi ha risparmiato il noioso compito di fare personalmente i conteggi. Queste sono le nazioni da cui provengono gli atleti:

  • 56 Stati Uniti
  • 5 Spagna
  • 4 Canada e Repubblica Dominicana
  • 3 Brasile, Francia e Giappone
  • 2 Germania, Giamaica, Serbia e Svezia
  • 1 Argentina, Australia, Croazia, Filippine, Gran Bretagna, Grecia, India, Irlanda del Nord, Panama, Portogallo, Russia, Scozia, Svizzera e Venezuela.

Oltre la metà sono statunitensi? In una classifica fatta negli Stati Uniti? Curioso. Un solo russo? (Si tratta di Alexander Ovechkin, che da vent’anni gioca a hockey negli Stati Uniti, verrebbe quasi da pensare che sia così bravo che non sono riusciti a escluderlo, e che il fatto di giocare negli Stati Uniti lo abbia aiutato a superare il terribile difetto di essere russo). Nessun cinese? Giusto per citare le prime due nazioni assenti o quasi assenti che ho notato.

L’altra tabella interessante è quella relativa agli sport:

  • 24 basket
  • 17 baseball
  • 15 calcio
  • 12 football
  • 6 tennis
  • 4 golf, boxe
  • 3 atletica, automobilismo, hockey
  • 2 nuoto, ginnastica artistica, arti marziali
  • 1 sci, snowboard, cricket

Su 100 atleti, solo 5 si dedicano a uno sport invernale, 3 a sport di squadra e 2 a sport individuali, e anche questo è notevole. C’è una netta prevalenza per gli sport di squadra, ben 71 atleti (e questo considerando come sport individuali l’automobilismo, anche se il pilota non potrebbe correre se non avesse una squadra a preparargli la macchina, o l’atletica e il nuoto, che assegnano medaglie anche alle staffette, o anche la ginnastica artistica, che ha un concorso a squadre). Ma la cosa più grave è che 68 atleti su 100 si dedicano a soli 4 sport. Oltre due terzi degli atleti. Più che una classifica legata al valore degli atleti, a me sembra una classifica basata sull’amor di patria e sull’ignoranza dei giornalisti: non conoscono altri sport, perciò per loro gli atleti più forti sono questi. Potrei sbagliarmi, ma l’impressione è questa.

Vista la classifica, ho deciso di ignorarla. Qualche giorno dopo ESPN ha pubblicato un’altra classifica, questa volta dedicata ai migliori 25 atleti delle Olimpiadi nel XXI secolo. Questa l’ho letta con maggiore attenzione. C’è un passaggio in una biografia che meriterebbe qualche riflessione, ma per ora lascio stare e mi concentro sulle righe dedicata e Yuzuru Hanyu.

Aspetti positivi: Hanyu è nella top 10, dettaglio non scontato visto che stiamo parlando di un giornale americano. Su 25 atleti, 11 praticano uno sport invernale, una percentuale alta considerando che gli sport che assegneranno una medaglia ai Giochi estivi di Parigi sono 32 (a Tokyo erano stati 33), mentre quelli presenti ai Giochi invernali di Pechino erano solo 7. Coloro che praticano pattinaggio di figura sono due, Hanyu e Tessa Virtue/Scott Moir. Io concordo con questa selezione. Secondo me ci sono diversi campioni che sono rimasti esclusi (nessun nordamericano), ma è giusto cercare di dare spazio al maggior numero possibile di sport.

Il fatto che Hanyu ci sia è importante, è l’ennesima conferma che non è noto solo in Giappone, o solo in Asia, e che la sua importanza continua a essere riconosciuta anche dopo che ha lasciato le gare. La scheda però è un disastro. Avrebbero potuto usare una foto migliore, ma questo vale anche per altri atleti. Quello che non è ammissibile è il testo, aperto da un errore che è rimasto online per circa un giorno, prima che qualcuno intervenisse a correggerlo. In un primo momento ESPN aveva scritto che Hanyu è un ginnasta poi, suppongo grazie alle numerose segnalazioni dei fan, la svista è stata corretta. Con il resto però le cose non vanno meglio.

At his peak, Hanyu was not so much a figure skater but a rock star.

Not so much a figure skater? Davvero? Se l’intenzione era dire che la sua fama era paragonabile a quella di una rock star, il concetto poteva essere espresso un pochino meglio, perché così somiglia a un insulto, con l’aspetto tecnico di ciò che Hanyu fa accantonato come se fosse insignificante. Un commento di questo tipo potrebbe portare il lettore che non sa nulla di lui a chiedersi cosa ci faccia Hanyu in una lista dei miglior atleti se più che un atleta è un idolo, anche perché il paragrafo successivo è davvero insulso.

Fans followed him around the world, armed with Winnie the Pooh toys. He was known to carry a Pooh tissue box to competitions and it became a thing.

Con tutto quello che si può dire di Hanyu, è questo tutto ciò che sono riusciti a scrivere? Una frase sui fan e una su un dettaglio assolutamente marginale che sminuisce l’atleta riducendolo a un personaggio infantile? Perché non scrivere che tre mesi prima del secondo oro olimpico Hanyu ha subito un serio infortunio alla caviglia? Per altri atleti che hanno subito infortuni poco tempo prima del successo lo hanno fatto, hanno elogiato la loro capacità di recupero. Per Hanyu no. E questa non è l’unica gara importante affrontata da Hanyu in condizioni fisiche precarie. L’episodio più clamoroso si è verificato nel novembre del 2014, quando è stato involontario protagonista di uno spaventoso incidente in pista e ha pattinato un programma che, per quanto costellato di errori, è un monumento al suo coraggio. Senza dimenticare che ha l’asma, quindi già in partenza scende in pista con un problema che gli rende tutto più difficile. E poi forse c’era qualcos’altro da scrivere, qualcosa di ancora più macroscopico.

Hanyu è di Sendai, città che ha subito danni ingentissimi a causa del terremoto del 2011. Hanyu è fra i fortunati, lo tsunami non lo ha toccato, non ha avuto morti in famiglia, ma questo non significa che non sia stata un’esperienza tremenda. Dal mese successivo al terremoto Hanyu ha fatto del suo meglio per contribuire alla ricostruzione. Ha donato cifre enormi ed è stato testimonial di numerose iniziative importanti. Il canale ufficiale delle Olimpiadi ha dedicato un breve video alla storia di Hanyu in cui viene ricordato il terremoto:

Non ha ancora smesso di prestare il suo aiuto. È di pochi giorni fa la notizia dell’organizzazione di uno show benefico, i cui incassi andranno alla prefettura di Ishikawa, colpita da un devastante terremoto il 1 gennaio di quest’anno. Non è il Tohoku, non è un evento che lo ha toccato direttamente, però Hanyu ha visto le difficoltà che stanno affrontando quelle persone e ha deciso di fare del suo meglio per aiutare.

E non sono neppure informazioni troppo difficili da cercare. Magari non ci sono gli ultimissimi aggiornamenti, ma la pagina Wikipedia dedicata a Hanyu (in realtà in inglese esistono diverse pagine dedicate a lui, e la pagina principale e alcune delle altre sono ritenute pagine di qualità, in italiano c’è una pagina sola ma le informazioni più importanti ci sono tutte) ha una sezione dedicata all’impegno di Hanyu in favore della ricostruzione, perciò non era neppure difficile trovare le informazioni. Se per caso qualche giornalista di ESPN capita da queste parti e trova troppo complicato cliccare sul link, piazzo qui lo screenshot. E se il brano sembra troppo lungo, è sufficiente leggere le ultime quattro righe.

Ecco, forse scrivere di questo, delle sue attività benefiche, era un pochino più importante che scrivere di un peluche.

Se proprio volevano parlare della fama, potevano parlare del fatto che l’anno scorso, per la prima volta nella storia, è stata allestita una pista di pattinaggio all’interno del Tokyo Dome e che Hanyu vi ha tenuto uno show davanti a 35.000 spettatori. Quella folla era lì per lui, visto che si trattava di un solo show, che non c’erano altri pattinatori in pista. La fama è questo, sono le persone che affrontano anche voli intercontinentali pur di assistere a un suo show. L’ultimo giorno del tour Re_Pray Hanyu ha dichiarato che erano presenti spettatori provenienti da una trentina di nazioni, a dimostrazione della sua capacità di comunicare con il pattinaggio a persone di tutto il mondo. ESPN poteva parlare del fatto che i suoi show hanno un impatto economico elevatissimo. Ma no, invece di parlare di cose serie, si parla di Winnie the Pooh. Una scelta deliberata.

Winnie the Pooh dunque. Questa è l’immagine che qualcuno è interessato a dare di un campione che nel suo sport ha vinto tutto sia nella categoria junior che nella categoria senior, che le medaglie più importanti le ha vinte almeno due volte, che ha stabilito 19 record del mondo, che ha fronteggiato una quantità di infortuni impressionante. Che quando aveva 16 anni è stato vittima di una calamità naturale, si è fatto forza, è andato avanti, e da quel giorno fa del suo meglio per aiutare chi è in difficoltà, fino a diventare un punto di riferimento per i suoi connazionali, che lo hanno premiato con il People Honor Award, il più alto riconoscimento che può essere assegnato a un giapponese.

Si potrebbe parlare della sua tesi di laurea, la cui importanza è stata riconosciuta dalla sua Università. o degli show innovativi che sta ideando da quando è passato al professionismo, show che regolarmente fanno registrare il tutto esaurito. Ma no, evidentemente secondo ESPN ci dev’essere uno strano culto intorno a Hanyu, venerato come una rock star da gente infantile che gira armata di Winnie the Pooh (del resto lui è il primo ad avere il suo Winnie the Pooh personale) e che è interessata solo a quella cosa non ben definibile che è l’arte, perché secondo loro

Hanyu wasn’t known for the big jumps that have come to dominate figure skating in recent years.

Ok, chiariamo le cose, a partire da chi è Hanyu. Una sua biografia sintetica (non precisissima, i record del mondo sono 19 e non 18, e pur essendo apparso in un film e in diverse trasmissioni televisive non è una star della televisione o del cinema) si trova sul sito ufficiale delle Olimpiadi, quindi non era neppure difficile da trovare:

https://olympics.com/en/athletes/yuzuru-hanyu

Qualche giorno fa io ho pubblicato una lista di ciò che ha fatto Hanyu, qui ripropongo un riassunto delle principali. Due ori olimpici, giusta la menzione del “back-to-back”, delle vittorie consecutive, ma forse si poteva notare che erano 66 anni che nessun uomo era stato in grado di fare la stessa cosa. I dettagli sono importanti. Se leggiamo le biografie degli altri, Michael Phelps ha vinto 28 medaglie, Simone Biles 7 (per ora, perché sembra sulla buona strada per vincerne qualcun’altra), Usain Bolt 8, e potrei andare avanti. Hanyu solo due. Sembra poco, fino a quando non consideriamo che il pattinaggio assegna una sola medaglia, due se consideriamo la gara a squadre (quando vi ha partecipato, Hanyu è stato il migliore della sua fase di gara, ma la squadra nel suo complesso non era abbastanza forte per vincere una medaglia). Perciò gli ori saranno anche solo due, ma nelle sue due prime partecipazioni olimpiche sono tutto ciò che Hanyu poteva vincere. E Hanyu è stato il primo asiatico (e tuttora l’unico) a vincere l’oro olimpico nella gara di pattinaggio artistico maschile. Per quanto riguarda le 7 medaglie mondiali, solo Hanyu e un altro pattinatore nel Dopoguerra sono arrivati a quota 7, quindi per il pattinaggio anche questa è una cifra elevata. Fra gli uomini Hanyu è stato l’unico a completare il Super Slam, dettaglio non menzionato, così come non sono menzionati i 19 record del mondo o i 4 ori alla finale del Grand Prix, gara difficile tanto quanto un Campionato del mondo.

Visti i titoli, mi soffermo sui salti, perché il pattinaggio di Hanyu è un pattinaggio completo come non si era mai visto prima e come probabilmente non si vedrà più in futuro. La sua capacità di interpretare la musica è straordinaria. Le sue trottole, i suoi passi, ogni suo movimento, sono meravigliosi. Non per qualche motivo ineffabile, ma perché Hanyu ha lavorato instancabilmente fin da quando era un bambino, e sta ancora lavorando instancabilmente, per perfezionare la sua tecnica, perché l’apparente facilità dei suoi gesti può esistere solo grazie a una tecnica impeccabile. Tecnica che comprende anche i salti.

La cosa più macroscopica, che tutti quelli che scrivono di pattinaggio dovrebbero ricordare, è che Hanyu è stato il primo pattinatore a eseguire un quadruplo loop. Basterebbe questo per dire che i suoi salti erano straordinari. Sono ancora straordinari, anche se non li esegue più in gara. Questa, in ordine di esecuzione, è la lista di coloro che per primi hanno eseguito i salti più importanti:

  • 3A (triplo axel) Vern Taylor
  • 4T (quadruplo toe loop) Kurt Browning
  • 4S (quadruplo salchow) Timothy Goebel
  • 4Lz (quadruplo lutz) Brandon Mroz
  • 4F (quadruplo flip) Shoma Uno
  • 4Lo (quadruplo loop) Yuzuru Hanyu
  • 4A (quadruplo axel) Ilia Malinin

Ho incluso anche il triplo axel nella lista perché l’axel è un salto particolare, più vicino ai salti che nominalmente hanno una rotazione in più che a quelli che nominalmente hanno lo stesso numero di rotazioni. Come difficoltà un 3A è molto più vicino a un 4T che a un 3Lz, ci sono pattinatori che faticano molto di più con il 3A più che con i quadrupli. Nathan Chen probabilmente trovava 4T, 4S, 4F e 4Lz più semplici del 3A, Patrick Chan, che di quadruplo ne faceva uno solo, ma lo faceva bene, aveva un 4T molto più bello del 3A, lo stesso vale per Stephane Lambiel. Anche fra le donne Alexandra Trusova ha atterrato quattro tipi diversi di quadrupli, ma non è mai riuscita a completare un 3A dal GOE positivo, Anna Shchcerbakova completato il quadruplo lutz e il quadruplo flip ma non ha mai provato un 3A.

In questa breve lista mancano due dei grandi re dei quadrupli degli ultimi decenni, Elvis Stojko e Nathan Chen. Curioso, c’è Hanyu nella lista, ma non due dei re dei quadrupli. Loro al massimo sono stati i primi a eseguire i quadrupli in combinazione (Stojko il toe loop, Chen il flip). Certo, è importante anche questo, anche questo è difficile. Ora che ci penso, Hanyu è stato il primo a eseguire alcuni tipi di combinazioni:

  • 3A+1Eu+3S (in realtà quando ha eseguito per la prima volta la combinazione la sigla ufficiale era 3A+1Lo+3S)
  • 4T+3A+SEQ (Hanyu ha eseguito in gara questa sequenza due volte, nella stagione 2018-19, dopo averla eseguita chissà quante volte negli show fin da quando era un adolescente, ma in gara ancora non l’ha eseguita nessun altro, e sono trascorsi anni da quando l’ha fatta lui)
  • 4T+1Eu+3F

Non solo, anche la costruzione dei programmi di Hanyu dimostra le sue capacità nei salti. Non posso giurarci, ma credo che sia stato il primo a eseguire due 3A nella seconda metà di un programma libero. Però so con certezza che è stato il primo a eseguire tre quadrupli nella seconda metà di un programma libero, e per due stagioni (poi è cambiato il regolamento, e quindi la costruzione dei programmi) ha eseguito liberi che comprendevano tre elementi di salto nella prima metà e cinque nella seconda, e fra questi cinque elementi due erano salti quadrupli (uno in combinazione) e due erano tripli axel (entrambi in combinazione). Un layout di questo tipo non lo può completare un pattinatore che non sa fare buoni salti.

Se la frase di ESPN fosse stata Hanyu “wasn’t known only for the big jumps” sarebbe stata corretta, perché il pattinaggio di Hanyu non è costituito solo dai salti (cosa che invece è vera per altri pattinatori), ma scritta così com’è è uno sminuire una buona parte di quanto fatto da Hanyu. Del resto per ESPN Hanyu più che un pattinatore era una rockstar. E invece no, l’aspetto tecnico del suo pattinaggio è sempre stato importantissimo.

Su SkatingScores.com (sito utilissimo, che fornisce una quantità di informazioni che dovrebbe fornire l’ISU, ma che evidentemente secondo l’ISU non sono rilevanti) è possibile fare una quantità di statistiche notevoli, e io l’ho sfruttata per confrontare i punteggi tecnici più alti ottenuti dai pattinatori. Ho fatto una ricerca su tutte le gare senior, internazionali e nazionali, scelta che consente di vedere anche i pattinatori russi nelle ultime due stagioni. Certo, in questo modo nella stagione 2021-22 la mia ricerca trova per Hanyu un punteggio molto più alto rispetto a quello che avrebbe trovato se avessi escluso le gare nazionali, ma in quella stagione Hanyu ha partecipato a una sola gara internazionale, e in entrambi i programmi è stato danneggiato da circostanze sfortunate, perciò quei punteggi non indicano il suo reale valore. E ho usato la stessa impostazione per tutti, anche se la federazione statunitense ha la brutta abitudine di gonfiare tantissimo i punteggi dei suoi atleti, cosa su cui mi ero soffermata quasi tre anni fa, tanto è vero che in qualche caso Hanyu ha ottenuto punteggi più alti di Chen se guardiamo solo le gare internazionali, ma più bassi se controlliamo anche il campionato nazionale.

Non ho controllato tutte le stagioni, ma in questi due casi Chen ha preceduto Hanyu grazie a un punteggio ottenuto al Campionato nazionale. Ho evidenziato con l’ovale verde come in entrambi i casi il valore base di Chen al Campionato nazionale fosse più basso di quello della migliore gara internazionale, ma grazie a GOE e PCS più alti ha ottenuto un punteggio totale più alto. No, non li gonfiano affatto, i punteggi.

Non potevo impostare la ricerca solo sui salti, quindi quello che ho fatto è stato un controllo sui cinque TES più alti in tutte le stagioni da quando esiste l’ISU Judging System.

Ho evidenziato in giallo Hanyu. Da quando ha iniziato a essere presente in questa tabella, nella stagione 2011-12 (aveva fra i 16 e i 17 anni, era la sua seconda stagione senior), non ne è più uscito. Ha sempre ottenuto punteggi altissimi, perciò in tutte le stagioni, in entrambi i programmi è stato fra pattinatori migliori sotto l’aspetto tecnico.

Per quanti anni Hanyu è stato fra i migliori? Ho messo i dati di chi compare nella tabella almeno cinque volte in un’altra tabella. Hanyu è il pattinatore che è stato fortissimo sotto l’spetto tecnico per il periodo di tempo più lungo.

PattinatoreSPFStot
Hanyu111122
Chan6713
Uno7613
Chen6612
Jin6612
Takahashi6410
Joubert639
Plushenko448
Fernandez347
Lysacek347
Kagiyama246
Malinin336
Zhou336
Abbott235
Buttle325

Evgeni Plushenko ha gareggiato per diverse stagioni tempo con il codice di punteggi 6.0, altrimenti nella mia tabella si troverebbe più in alto, mentre Chen ha avuto una carriera più corta. Questa tabella non ci dice chi è stato il pattinatore più forte, ci dice solo chi è stato fra i più forti (con l’ISU judging system) per il periodo di tempo più lungo. Ecco, sminuire le capacità tecniche di un pattinatore che per così tanto tempo è stato fra i migliori sul punteggio tecnico mi sembra un po’ assurdo.

Una cosa che non viene enfatizzata abbastanza è che Hanyu è stato l’unico pattinatore capace di passare con successo da un’epoca in cui i pattinatori eseguivano un quadruplo, al massimo due, a una in cui essere multiquadruplisti è la norma.

Nel grafico che trovate qui sotto ho elencato, divisi per tipologia il numero di salti quadrupli tentati nel programma libero delle gare più importanti. Con i salti tentati intendo quelli che sul protocollo sono marcati con il numero 4, indipendentemente dal fatto che il salto sia stato giudicato pienamente ruotato, sottoruotato o degradato, che sia stato concluso alla perfezione o che il pattinatore sia caduto. Gli unici salti che mancano solo quelli tipo il salchow che Javier Fernandez avrebbe voluto eseguire quadruplo e che invece ha fatto triplo nel programma libero di Sochi 2014. Le gare considerate sono tutte le edizioni del Campionato del mondo e dei Giochi olimpici dalla stagione 2004-05 in poi. Nella stagione 2019-20 il Campionato del mondo non si è disputato. Per il numero relativo a quell’anno ho usato la somma dei quadrupli eseguiti al Campionato europeo e al Four Continents Championship. Non è proprio la stessa cosa, nella somma delle due gare era presente un più alto numero di pattinatori ma mancavano tre pattinatori importanti, Chen, Uno e Vincent Zhou, ma questa è la migliore approssimazione che mi è venuta in mente per non saltare una stagione. La riga rossa verticale in corrispondenza del Campionato del mondo 2019 ci ricorda che da quella gara in poi è cambiato il codice di punteggio, con il passaggio da 8 a 7 elementi di salto nel programma libero. Ovviamente nella zona in alto ci sono i dati, sotto si trova il grafico.

Fino al Campionato del mondo 2016 compreso, i quadrupli eseguiti erano di due soli tipi, toe loop e salchow. Sì, nel 2010 Daisuke Takahashi ha provato un 4F, ma è un episodio poco significativo (nell’arco di due stagioni Takahashi ha provato cinque volte il 4F, non ha mai completato la rotazione). Nel 2016 il numero di toe loop e salchow è cresciuto e ci sono stati due 4Lz, dalla stagione in poi è iniziata quella che è stata definita l’era dei quadrupli.

Nello spazio del grafico in alto a sinistra ho elencato in rosso i nomi di otto pattinatori che sono saliti almeno due volte sul podio mondiale. Avrei potuto aggiungere qualche altro nome, ma tutto quello che avrei ottenuto sarebbe stata un’immagine dalla lettura più difficile. I pattinatori che sono saliti sul podio mondiale si sarebbero comunque divisi nei due gruppi che vediamo qui. Il primo è quello a cui appartengono Chan e Fernandez (e nel gruppo rientrano anche Denis Ten, Daisuke Takahashi o pattinatori che hanno vinto una sola medaglia mondiale come Takahiko Kozuka e Tatsuki Machida), che hanno iniziato a gareggiare nella categoria senior prima dei Giochi olimpici di Vancouver 2010 e che hanno continuato a gareggiare al massimo fino ai Giochi olimpici del 2018, quindi si sono fermati subito dopo l’inizio dell’era dei quadrupli. Le gare a cui hanno partecipato sono contraddistinte dal rombo verde. C’erano meno quadrupli di ora, ma per la loro epoca Chan e Fernandez erano ottimi saltatori. Il 4T di Chan era davvero notevole, Fernandez per un certo periodo è stato uno dei pochi pattinatori a fare tre quadrupli nel libero.

Il secondo gruppo è quello a cui appartengono Nathan Chen, Boyang Jin, Yuma Kagiyama, Ilia Malinin e Shoma Uno. Tre di loro, Chen, Jin e Uno, sono stati fra coloro che hanno contribuito all’inizio dell’era dei quadrupli, Kagiyama e Malinin sono arrivati quando ormai lo standard per un programma libero di alto livello era di almeno tre quadrupli. Sono tutti pattinatori più giovani rispetto a Chan e Fernandez, e hanno fatto quello che fanno sempre i pattinatori giovani per cercare di superare i pattinatori più grandi: li hanno osservati e si sono focalizzati sul sistema più efficace per ottenere più punti. Per tutti loro la risposta è stata aumentare il numero dei quadrupli.

In mezzo a questo cambiamento, l’unico che ha vinto prima, quando i liberi comprendevano uno o due quadrupli, e dopo, quando ne comprendevano quattro o cinque, è stato Hanyu. È stato fra i più forti in entrambe le epoche, iniziando a fare da adulto salti che ora i pattinatori iniziano a fare da ragazzini. E ha eseguito salti straordinari. Se questa non è un’indicazione delle sue straordinarie capacità sui salti, non so cosa sia.

Almeno al momento su SkatingScores è impossible di fare il tipo di ricerca che ho fatto per il TES focalizzandomi solo sui salti. Allora ho guardato le gare principali a cui ha partecipato Hanyu, e con questo mi riferisco a Giochi olimpici, Campionato del mondo e finale del Grand Prix. Al controllo ho aggiunto tre World Team Trophy. Nel 2015 non erano presenti pattinatori molto forti quando si parla di salti, nel 2017 e nel 2021 sì. In questo caso sono entrata nei singoli protocolli e ho controllato i nomi dei cinque pattinatori che nel programma libero hanno ottenuto più punti dai soli salti. Anche qui ho evidenziato il nome di Hanyu in giallo. Ovviamente essendo una ricerca incentrata su Hanyu, lui è l’unico presente in tutte le gare.

Sono 21 gare, diciamo 20 di alto livello, ho inserito il WTT 2015 per completezza, ma possiamo fare a meno di considerarlo. In 20 gare, 19 volte Hanyu è stato fra i migliori 5, l’unica volta che non è stato uno dei cinque pattinatori capaci di ottenere più punti dai salti è stato comunque il sesto. In un programma che ha pattinato subito dopo un attacco d’asma. Nella zona in basso ho inserito i nomi dei pattinatori più forti presenti in quelle gare che hanno ottenuto dai salti un punteggio non così alto. Shoma Uno compare in quella zona ben quattro volte. Il pattinatore che nella stagione 2022-23 è stato tanto elogiato per la sua completezza, che comprendeva salti straordinari, almeno secondo alcuni giornalisti, in 4 gare (su 10, in molte delle gare che ho controllato Uno non c’era o perché era troppo giovane o perché non si è qualificato, come alla GPF 2019) non è stato fra i migliori sui salti. Anche Chan e Fernandez più volte non sono stati fra i migliori 5 quando si parla di salti, e una volta è successo pure a Boyang Jin. C’è anche il nome di Vincent Zhou nell’area in basso della tabella. Lui in un’occasione non ha partecipato al programma libero perché nel programma corto ha sbagliato tutti i salti e non si è qualificato per la seconda parte della gara.

L’unico che è stato sempre fra i migliori 5 è Chen, in una carriera senior che è durata 6 anni (se avessi guardato solo i primi 6 anni per Hanyu, anche lui sarebbe rimasto sempre fra i 5 migliori). In realtà di solito Hanyu non si è limitato a essere fra i 5 pattinatori che hanno ottenuto più punti dai salti. Quasi sempre è stato fra i primi tre. Quand’è che si è piazzato quarto o quinto in questa classifica? Al Campionato del mondo 2015, quando si è presentato quasi senza allenamento perché era stato operato allo stomaco a fine dicembre e nel momento in cui aveva iniziato ad allenarsi si era slogato una caviglia e si era dovuto fermare. Al Campionato del mondo 2016, quando era condizionato dalla lesione di Lisfranc, un infortunio che ha rischiato di stroncare la sua carriera. Ai Giochi olimpici del 2018, quando ha pattinato nonostante una caviglia slogata e non ancora guarita. Ai Giochi olimpici 2022, il giorno dopo aver subito l’ennesima brutta slogatura alla caviglia. Quattro occasioni in cui era infortunato. Per il resto Hanyu è sempre stato uno dei tre pattinatori che dai salti ha ottenuto più punti, anche se secondo quanto ci dice ESPN i salti di Hanyu non dovevano essere granché.

Uno dei motivi per cui Hanyu ha ottenuto così tanti punti dai salti è perché i suoi sono sempre stati salti di qualità. Ho fatto un confronto sul GOE più alto ottenuto dai pattinatori sul 3A e sui tre quadrupli eseguiti più spesso da Hanyu: toe loop, salchow e loop. Ho tagliato gli screenshot mostrando solo i migliori risultati, tutti quelli che hanno ottenuto il GOE massimo o almeno i migliori 10 risultati (fermo restando che pubblico tutti quelli che hanno ottenuto lo stesso punteggio). Per ogni salto ci sono due screenshot montati uno sotto l’altro, per il codice di punteggi +3/-3 e per il +5/-5. Ho evidenziato in verde Hanyu, e tirato una sottile linea rossa sui salti eseguiti in una competizione nazionale o regionale. In questo modo i dati si possono leggere, ma su può vedere se i punteggi alti sono arrivati solo in gare nazionali, con il rischio che siano gonfiati, o se sono arrivati anche in gare internazionali, e quindi la qualità del salto è abitualmente alta. Questo è il 3A.

L’immagine si commenta da sola.

Nel 4T la superiorità di Hanyu sugli altri pattinatori non è altrettanto netta, ma è evidente che il suo è un salto di qualità:

Il 4S:

Il 4Lo:

Per il 4Lz non ho fatto questo tipo di controllo perché per vari motivi Hanyu ha eseguito questo salto in gara tre sole volte. Però posso guardare la migliore delle sue esecuzioni in gara (negli allenamenti ufficiali he ha eseguito qualcuno di qualità persino superiore) e questo è un signor salto. Uno dei migliori quadrupli lutz mai eseguiti in gara da chiunque.

La qualità dei salti di Hanyu è evidente, ed è legata a dettagli come la difficoltà dell’ingresso, l’ampiezza e la qualità dell’atterraggio. Tornando al 3A, questo è quello del programma corto del Campionato del mondo 2019.

Chen, il pattinatore che per alcuni anni, prima dell’arrivo di Malinin, è stato quello che faceva più salti, non ha fatto nessun passo prima del salto, Hanyu ha fatto una controvenda, un ingresso difficilissimo. L’atterraggio lo vediamo.

Chen è sbilanciato in avanti. Non fa nessun errore grave, ma controlla il salto con fatica. Hanyu sembra che stia facendo la cosa più semplice del mondo. La qualità dei salti è importante. Chen ha fatto anche atterraggi migliori di questo, anche se non è mai arrivato alla qualità di Hanyu. Quando non faceva errori, la qualità di Hanyu era questa.

C’è un’altra cosa che vediamo da questi screenshot: l’ampiezza. Hanyu con il suo salto ha percorso quasi un metro in più della distanza percorsa da Chen. Non è una differenza da poco. Tutti i tripli axel eseguiti quel giorno sono stati riuniti in questo video:

Mi sono soffermata su questa gara perché abbiamo la possibilità di fare un confronto che normalmente non possiamo fare. Quel giorno la televisione giapponese ha diffuso i dati della maggior parte dei 3A realizzati nel programma corto, l’unico salto realizzato da tutti (tranne un paio di pattinatori che hanno realizzato un 2A):

Pattinatorelunghezza (m)altezza (cm)
Hanyu3,6270
Kvitelashvili3,5160
Uno3,4451
Messing3,3364
Samarin3,2558
Samohin3,2261
Fentz3,1659
Hayrapetyan3,1364
Litvintsev3,0751
Demirboga2,9756
Aymoz2,9362
Lazukin2,8863
Selevko A.2,8547
Britschgi2,8358
Nguyen2,7749
Tanaka2,7560
Brezina2,7358
Majorov A.2,7060
Zhou2,6958
Chen2,6658
Rizzo2,5955
Jin2,5557
Kolyada2,5065
Bychenko2,4160
Brown2,3560
Kerry2,2959
Yee2,2157

Il salto di Hanyu è il più lungo e il più alto (oltre che quello con l’ingresso più difficile e con l’uscita più bella). Purtroppo non ho un elenco altrettanto completo per altri salti, anche se ogni volta che sono state pubblicate le dimensioni, con informazioni meno complete, il salto di Hanyu era fra i più ampi. Quello che ho ritrovato sono le misurazioni di alcuni salti fatte alla finale del Grand Prix nel 2019.

SP/FSpattinatoresaltolunghezzaaltezza
SPHanyu4S2,9366
SPChen4Lz2,9266
FSChen4Lz2,7766
SPAymoz4T2,7255
FS (J)Sato4Lz2,5557
FS (J)Mozalev4T2,2653
FS (J)Gumennik4S<1,5954

La differenza con il 4Lz eseguito da Chen nel programma corto è minima, ma il lutz (e il toe loop) sono salti puntati. In un salto puntato i pattinatori si spingono con due gambe, non con una sola. Per loro stessa natura i salti puntati sono più ampi dei salti staccati dal filo. Riuscire a fare un salto staccato dal filo che ha le stesse dimensioni di un puntato è possibile, ma non è affatto semplice. E Hanyu non sarebbe noto per i salti? Se diciamo che non è noto solo per i salti è un conto, ma implicare che i suoi salti non siano straordinari (o che non siano grandi) è un altro.

La qualità però non è l’unica cosa che ha aiutato Hanyu a rimanere al vertice così a lungo. Fra le altre cose, lui ha imparato nuovi quadrupli dopo i vent’anni, quando già aveva un oro olimpico al collo e si sarebbe potuto ritenere soddisfatto della sua carriera. Nel Dopoguerra l’elenco dei pattinatori che per vari motivi hanno lasciato le gare subito dopo aver vinto l’oro olimpico (o al massimo subito dopo aver partecipato al Mondiale che si è disputato subito dopo le Olimpiadi) comprende Hayes Alan Jenkins, David Jenkins, Manfred Schnelldorfer, Wolfgang Schwarz, John Curry, Robin Cousins, Scott Hamilton, Brian Boitano (anche se poi se ne è pentito ed è tornato sei anni più tardi per partecipare un’ultima volta ai Giochi olimpici), Viktor Petrenko (anche lui si è pentito ed è tornato dopo un anno per partecipare ai Giochi olimpici), Ilia Kulik, Alexei Yagudin, Evan Lysacek e Nathan Chen, cioè quasi tutti. Ad andare avanti sono stati Dick Button (che ha vinto il secondo oro olimpico e poi si è fermato, cosa che avrebbe potuto fare anche Hanyu, e invece lui ha deciso di andare avanti), Ondrej Nepela (per una sola stagione, e solo perché quello che è diventato il suo ultimo Campionato del mondo si è svolto nella sua città), Alexei Urmanov, Evgeni Plushenko (che comunque si è preso qualche stagione di pausa) e Hanyu. Il pattinaggio che c’era all’inizio della carriera di Nepela, Urmanov e Plushenko era lo stesso che c’era alla fine della loro carriera, loro non hanno avuto bisogno di imparare a fare nuove cose. Il cambiamento che si è verificato durante la carriera di Hanyu è qualcosa che non ha precedenti, eppure lui è stato capace di rimanere al vertice perché ha continuato a migliorarsi, fra l’altro aggiungendo più quadrupli al suo repertorio, ed eseguendo un numero di quadrupli notevole.

Quanti quadrupli ha eseguito Hanyu in carriera? E cosa hanno fatto gli altri pattinatori? Ancora una volta mi è venuto in aiuto SkatingScores con il suo database e la possibilità di fare ricerche. Possono esserci piccole imprecisioni, può non esserci qualche protocollo archiviato in SkatingScores. Per esempio in SkatingScores manca il Colorado Spring Invitational, la gara in cui Brandon Mroz ha atterrato quello che l’ISU ha riconosciuto come il primo 4Lz della storia. E manca qualche gara regionale giapponese di un po’di anni fa, io ho diversi protocolli relativi a gare a cui ha partecipato Hanyu che non sono in SkatingScores. Anche gare in cui ha eseguito il 4T. Però la quasi totalità delle informazioni è presente. Perciò ho controllato tutti i pattinatori che hanno provato almeno un salto fra 4Lo, 4F, 4Lz e 4A. Una volta visto di chi si tratta, ho controllato se avevano eseguito anche 4T e/o 4S, perché non è detto che lo abbiano fatto. Daniel Grassl ha eseguito in gara 4Lo, 4F e 4Lz più volte, non ha mai tentato né il 4T né il 4S.

Nella tabella ho indicato tutti i pattinatori che almeno in un’occasione, anche una gara nazionale, hanno provato almeno una volta quattro tipi di quadrupli diversi. Magari uno o più di questi quadrupli non gli è riuscito, ma se ci hanno provato significa che c’è un allenamento dietro, c’è tanto lavoro, e ho voluto riconoscerlo. Il successo o meno nei salti è comunque distinguibile: dove ho usato il segno X il pattinatore ha effettivamente completato un quadruplo quanto meno con GOE pari a 0.00, dove ho usato il segno O il pattinatore ha provato il quadruplo almeno una volta, ma il GOE è sempre stato negativo.

20 uomini, ai quali ho accostato il nome di quella che credo sia l’unica donna che ha eseguito 4 diversi tipi di quadrupli. Non ne sono sicura, non ho controllato le donne, magari qualche pattinatrice russa giovane ci è riuscita in qualche gara nazionale, ma non credo. Nella colonna tried ho elencato quanti tipi diversi di quadrupli sono stati provati dai pattinatori. Nella colonna GOE+ ho elencato quanti tipi di quadrupli sono stati completati con successo dai pattinatori. Ho trascritto i nomi di coloro che hanno completato con GOE positivo almeno quattro tipi di quadrupli in un’altra tabella, in modo da vederli meglio.

Gli uomini sono diventati poco meno della metà, sono rimasti solo 9 nomi(a cui va aggiunta Trusova, che non ho inserito nella tabella). Di questi pattinatori uno solo, Malinin, ha eseguito tutti e sei i quadrupli con successo. Un altro, Chen, ne ha eseguiti cinque. 7 pattinatori (8 contando Trusova) hanno eseguito quattro tipi di quadrupli. Fra questi sette, Hanyu è l’unico che ha provato cinque tipi di quadrupli. Il quinto quadruplo non gli è riuscito, vero. Ma il fatto che Hanyu ci abbia provato lo pone in qualche modo al di sopra degli altri sei, anche perché il suo tentativo è stato su un salto particolarmente difficile. Al momento in gara lo hanno provato solo in tre, uno lo ha completato, due no. Artur Dmitriev Jr. è stato il primo a provarlo, probabilmente più per far parlare di sé che per altro, visto che sui salti quadrupli (di tutti i tipi) la sua percentuale di successo è molto bassa. Hanyu non aveva bisogno di un salto per far parlare di sé, ma proprio perché il 4A era diventato il suo obiettivo dopo il secondo oro olimpico il 4A è diventato uno degli argomenti di cui si parlava in occasione delle gare maschili. Però l’articolo di ESPN è riuscito ad accantonare i salti di Hanyu come qualcosa di poco importante, scegliendo di parlare dell’aspetto artistico ma ponendo sulla bellezza un’enfasi che fa dimenticare che la perfezione artistica è raggiungibile solo da chi padroneggia la tecnica ad altissimi livelli, come se Hanyu non fosse anche un atleta.

Hanyu ha provato cinque tipi diversi di quadrupli, ne ha completati quattro. Ma quanti quadrupli ha fatto in tutto? Quanti ne hanno fatti gli altri pattinatori? Ho controllato i dati dei pattinatori della tabella che ho pubblicato qui sopra. A loro ho aggiunto alcuni pattinatori. Adam Siao Him Fa, che ha provato quattro tipi di quadrupli, anche se al momento ne ha atterrati correttamente solo tre. Chan e Fernandez che, Hanyu a parte, sono stati i due pattinatori che hanno vinto di più, il primo nel quadriennio che ha portato a Sochi e il secondo nel quadriennio che ha portato a PyeongChang. E infine Kevin Reynolds, che avrà anche vinto poco, ma che è stato capace di atterrare la combinazione 4T+3T+3Lo, che nel 2010 è stato il primo pattinatore ad atterrare due quadrupli nel programma corto e che nel 2013 è stato il primo ad atterrate cinque quadrupli in una gara (SP+FS), perciò quando si parla di quadrupli è giusto ricordarsi anche di lui. Quanti quadrupli hanno eseguito in carriera questi pattinatori?

pattinatorenumero quadrupli
Uno348
Jin267
Chen238
Hanyu232
Siao Him Fa222
Reynolds208
Fernandez182
Zhou165
Sato157
Malinin139
Kagiyama129
Chan117
Shaidorov70
Sarnovsky11

Uno è nettamente quello che ha eseguito più quadrupli perché ha avuto una carriera più lunga rispetto a Chen e concentrata nell’era dei quadrupli. Hanyu ha subito parecchi infortuni e questo ha limitato la sua partecipazione alle gare, cinque gare in tutto nelle sue ultime due stagioni olimpiche, altrimenti avrebbe eseguito molti più quadrupli. Anche così la differenza fra Hanyu e Chen non è grande, e si ribalta se nel conto entrano i 3A, salto non poi così più semplice di un quadruplo:

pattinatorenumero quadrupli3A+quadrupli
Uno348559
Jin267445
Hanyu232432
Fernandez182344
Siao Him Fa222337
Chen238333
Reynolds208309
Sato157289
Zhou165261
Chan117250
Kagiyama129234
Malinin139206
Shaidorov70111
Sarnovsky1124

Quando Hanyu è passato nella categoria senior, pochi pattinatori eseguivano un quadruplo nel programma corto e uno o due nel libero. Lui stesso ne eseguiva solo uno nel libero. Salvo errori che ha pagato nel punteggio, dalla terza gara della stagione 2015-16 ha sempre eseguito due quadrupli nel programma corto. E dalla stagione 2016-17 ha sempre pianificato layout con almeno 4 quadrupli. Chi sono i pattinatori che hanno eseguito il maggior numero di quadrupli in un unico programma?

Chen6
Malinin6
Zhou6
Hanyu5
Jin5
Siao Him Fa5
Uno5
Trusova5

Tre pattinatori, Chen, Malinin e Zhou, ne hanno eseguiti sei, cinque pattinatori (quattro uomini e Trusova) ne hanno eseguiti cinque. Sicuramente in futuro se ne aggiungerà qualcun altro, ma chi sminuisce le capacità di salto di Hanyu non ha le idee molto chiare sul pattinaggio.

Un ultimo dettaglio. L’articolo è scritto al passato. Vero, Hanyu ha deciso di non partecipare più alle gare. Questo non significa che abbia accantonato l’aspetto atletico. Questo 4Lo lo ha realizzato giusto qualche giorno fa:

E se io ricorderò per sempre la bellezza di Prologue, di Gift, di Re_Pray, di Notte stellata 2024 e 2024, dei tre programmi inediti realizzati per Fantasy on Ice e dei programmi che si trovano sul suo canale YouTube, quando si parla di Hanyu il passato va usato solo riguardo alle gare, perché da quello che abbiamo visto in questi due anni possiamo star certi che anche in futuro continuerà a farci rimanere senza fiato. Come artista e come atleta.

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Two years as a professional / Due anni da professionista

On July 19, 2022, Yuzuru Hanyu announced that he had decided to leave competitions and wanted to turn professional. An unsurprising decision, after he competed for three entire Olympic cycles, setting an impressive number of records. But his public activities in these two years are no less impressive.

Medias

The announcement of the transition to professionalism took place in a press conference that lasted almost an hour and was broadcast live on the internet. These two videos contain only part of the press conference, but on YouTube you can activate the English subtitles.

Hanyu later appeared in several television shows. If I’m not forgetting any, those related to the immediate farewell to the competitions were Hodo Station, News Zero and The Never Ending Challenges, and in September there were five appearances on local channels in Sendai or Tohoku.

As important as they are for Hanyu, I leave out almost entirely the activities linked to his sponsors, I simply point out that when he turned professional, confirmed the sponsorship with Ajinomoto, ANA (the collaboration ended in autumn 2023), Citizen, Nishikawa (the collaboration ended in the fall of 2024), Phiten, Sekkisei, Towa Pharmaceutical, and that there is a very close collaboration with TV Asahi. For them he created various videos, photos and audio, some of which went viral.

Over time, several television channels have created special programs focusing on him. I limit myself to quickly recalling his meetings with Shae-Lynn Bourne, with Kohei Uchimura, with Mao Daichi, or the fact that several specials dedicated to the shows in which he was the protagonist were broadcast.

In December 2022 he was a guest on Yuming’s All Night Nippon Gold radio broadcast. At the end of the month Hanyu participated as a judge at Kohaku Uta Gassen for the second time. In January he was a guest of Shinya Kiyozuka on his show Classic TV. In May he was invited by Tetsuko Kuroyanagi to a special edition of Tetsuko’s Room. In August he appeared on Gen Hoshino’s program Ogen-san. In October he was the protagonist of the Switch Interviews together with Koichi Domoto. Instead, a conversation with Shigesato Itoi was released only as a text, with translation also into English.

https://www.1101.com/n/s/yuzuru_hanyu2024_en/index.html

On December 7, 2023, Hanyu celebrated his birthday on the internet, in the Roppongi Metaverse, together with 35,000 fans.

Beyond figure skating

On September 29, Hanyu participated as a special guest in the celebration ceremony for the fiftieth anniversary of the normalization of diplomatic relations between China and Japan.

On October 11th the names of the winners of the Kikuchi Kan Prize were announced, and among these names there is also that of Hanyu. Born as a literary prize, it was later also awarded to those who contributed in various ways to spreading Japanese culture. The prize was awarded on December 2, even though Hanyu was unable to be present at the ceremony, for which he made a thank you video, because he was busy with Prologue.

Other awards received by Hanyu are the Grand Prize Google Search Award, the Face of the Year by Yahoo Japan, the Japan PR Award and the Special Achievement Award by the Japan Skating Federation.

In October, Hanyu appeared on the cover of Aera. The photos of the service were taken by Mika Ninagawa. A photo from this service was included in the exhibition Hokusai: Inspiration and Influence which was held at the Museum of Fine Arts in Boston between March 26 and July 16, 2023 and at the Seattle Art Museum between October 19, 2023 and January 21, 2024.

Some of Hanyu’s costumes, or posters focused on him created during his competitive career, have been displayed in various exhibitions.

In May 2022, the film Beijing 2022, dedicated to the 2022 Olympic Games and featuring Hanyu as one of the protagonists, was distributed worldwide. The film won the Guirlande d’Honneur at the Milano International Sport Movies & TV Festival 2023.

As has been the case for several years, Hanyu continues to be celebrated in the city of Kakuda through tanbo art, with his image created in a rice field using different colored rice plants. In 2023 Hanyu was depicted, next to Sendai founder Date Masamune, in the Notte stellata costume. In 2024 he was depicted skating One Summer’s Day.

In the summer of 2023 Hanyu appeared on the cover of Elle Japan wearing Gucci clothes. The collaboration between the prestigious brands led to the inauguration of Gucci’s Ginza Gallery with the photographic exhibition Yuzuru Hanyu: A Journey Beyond Dreams featured by Elle and two videos, available with English subtitles:

On March 14, 2024, Hanyu was officially named Gucci Brand Ambassador. In addition to appearing on the cover of GQ Japan and recording some audio for Gucci, he was the protagonist of a second exhibition at the Ginza Gallery, In Focus: Yuzuru Hanyu Lensed by Jiro Konami.

Natural disasters

Hanyu participated in 24-Hours TV continuously between 2014 and 2022. In 2022 he performed a perfect version of Introduction and rondo capriccioso.

Over time, several donations made by Hanyu or associations linked to him have been announced. Donations linked to two earthquakes are known, the one in Turkey at the beginning of 2023 and the one which devastated the Noto Peninsula on 1 January 2024, on the western coast of Japan (in this case there were two donations), and to Ice Rink in Sendai.

In December 2022, it was announced that Hanyu would occasionally collaborate with NTV’s News Every with a special broadcast entitled Yuzuru Hanyu, Thoughts I want to convey and dedicated to natural calamities and disaster prevention. The first episode, broadcast on March 13, 2023, was dedicated to the town of Tomioka, evacuated following the accident at the Fukushima Daiichi nuclear power plant. The second episode, broadcast on July 5, 2023, focused on Kumamoto prefecture, heavily damaged in 2020 by some landslides caused by heavy rains. The third episode, dedicated to the work of rescuers operating in areas affected by a natural disaster, was broadcast on 15 December 2023. The fourth episode, dedicated to the city of Wajima and the earthquake that devastated the Noto Peninsula on 1 January 2024, was broadcast on July 9, 2024. Recordings of these broadcasts were uploaded by News Every to YouTube:

https://www.youtube.com/hashtag/newsevery

Sendai

On October 18, 2022, he surprisingly showed up at the Major’s Cup in Sendai, a competition created with the money he donated after winning his second Olympic gold, and skated Parisienne Walkways before the start of the competition.

Hanyu continues to lend his face as an ambassador for the Tour de Tohoku cycling event.

Hanyu has served as the tourism ambassador for the city of Sendai for several years. In this capacity he created a video, also available in the version with English subtitles:

When the city of Sendai decided to renovate the Xebio Arena and turn it into a permanent ice rink, Hanyu expressed his support. He later appeared on the city’s social media to provide information about Sendai and its facilities.

Official Social Media

On August 7, Hanyu opened his first official channel, on YouTube: https://www.youtube.com/@hanyuyuzuru2624

はじめまして。[Nice to meet you] https://www.youtube.com/watch?v=InG5mJQgPuk

The first video is only in Japanese, just over a minute in which Hanyu simply informs that he has opened the channel.

2 チャンネルのこと。[About the channel] https://www.youtube.com/watch?v=1FtplF-LBe4

Video recorded at Ice Rink Sendai. Hanyu talks a little about the channel and makes an appointment for the SharePractice the next day. Contains three jumps and a spin, filmed in unusual shots.

羽生結弦「SharePractice」ライブ配信 https://www.youtube.com/watch?v=MY3dlxt9MvQ

Recording of two hours of training broadcast live on YouTube. Among the most important moments of the training are the execution of the 4Lo+3T combination, still never landed in competition by anyone, and a perfect interpretation of Seimei with the layout of the 2018 Olympic Games.

3. プロローグ [Prologue] https://www.youtube.com/watch?v=C0IO_knQDCI

The new video contains two programs, Change, an exhibition program from when he competed in the junior category, and Dreamy Aspiration, a new program choreographed by him. Between the two programs he speaks, and this time his words are accompanied by English subtitles, the recognition that not only Japanese fans, but also international ones, have continued to follow him. Not all videos will be subtitled because subtitles take time, but as much as possible Hanyu tries to make himself understood by everyone. In this video he talks, among other things, about his plan to open a section of his channel reserved for subscribers. He won’t be very active, he has too many commitments to be able to publish something continuously, also because he doesn’t compromise on quality: the videos must be done well, and this takes time. Hanyu explicitly said that we can talk about the membership videos, unless he asks us otherwise. I don’t intend to dwell on all of them, some are simply audio in which he speaks over a still image, with at most one jump placed at the end of the video. The comments are always interesting, but anyone who wants to hear or read them must subscribe. What interests me now are the programs. Among the videos published in the subscribers section there are the versions of Change and Dreamy Aspiration shot from a fixed camera, without any type of editing. Another video related to Prologue, the version of Seimei skated by Hanyu on the first day in Yokohama, is also uploaded in the subscriber section of the channel.

HANYU YUZURU – 『サザンカ』(SEKAI NO OWARI) [Sasanqua] https://www.youtube.com/watch?v=IMP3OAIMFAM

New program choreographed by Hanyu to music that accompanied one of the Prologue videos. Some of the images that Hanyu mounted next to him were also part of Prologue.

4 .『The Final Time Traveler』for『GIFT』https://www.youtube.com/watch?v=v4qvSQWB2ao

Exhibition program created for Fantasy on Ice in 2014 and skated by Hanyu at galas in the 2014-15 season.

HANYU YUZURU – 『僕のこと』(Mrs. GREEN APPLE) [Boku no koto – About Me] https://www.youtube.com/watch?v=nchu9Ku9dOQ

New program choreographed by Hanyu and used as closing credits in Gift. In the subscriber section of the YouTube channel you can watch the unedited version of the program.

HANYU YUZURU -『天と地のレクイエム』2023.3.11 [Requiem of Eaven and Earth] https://www.youtube.com/watch?v=JcwPPRjVOqs

Exhibition program created for Fantasy on Ice in 2015 and skated by Hanyu at galas in the 2015-16 season.

[Notre-Dame de Paris]

Free program skated in the 2012-13 season. It is the first free choreographed for Hanyu after his move to Canada, and the final part of this program is the last thing he performed in public as an amateur skater, at the conclusion of Fantasy on Ice 2022. The video, filmed and edited by Hanyu, like the others on the channel, is uploaded in the members section of the channel.

5-1 .『Goliath』for『→RE_PRAY←』https://www.youtube.com/watch?v=H-OOrrd2PDA

In preparation for Re_Pray Hanyu filmed about ten minutes of a practice and uploaded them to the memers section of his channel. In the same section there is a version of Goliath played in the gym, with a fixed camera and without special effects. The program is a new program choreographed by Hanyu.

5-2 .『アクアの旅路』for『→RE_PRAY←』 [Aqua’s Journey] https://www.youtube.com/watch?v=IipV02ot_1c

New program choreographed by Hanyu. A different version – in this case Hanyu starts skating facing the short side of the rink, in the other he is facing the long side – filmed by a fixed camera and without special effects is uploaded in the members section of the channel.

HANYU YUZURU – 『地上を救う者~エストポリス伝記Ⅱメドレー~』from『→RE_PRAY←』 [Estpolis II] https://www.youtube.com/watch?v=NVY9Txe3AH8

Program choreographed by Hanyu and created with the collaboration of Geek Pictures. Used as credits in Re_Pray, although the Re_Pray version was reworked to add images from the show.

In the members section there is another interesting video, the study for a choreography done in the gym. Hanyu is working on a new program that he should release in August for subscribers and later for everyone.

Other social channels of Hanyu, two general and others dedicated to a single show, can be found on Twitter and Instagram.

羽生結弦official_Staff 公式

『プロローグ』 [Prologue]

Yuzuru Hanyu ICE STORY 2023 “GIFT”

絵本GIFT

羽生結弦 notte stellata 2024【公式】

Yuzuru Hanyu ICE STORY 2nd “RE_PRAY” TOUR

https://www.instagram.com/yuzuruofficial_

https://www.instagram.com/nottestellata2024

One man show

With Prologue Hanyu inaugurated the concept of one man show on ice. The show took place in two cities, Yokohama and Hachinohe. Initially there were supposed to be two dates per city, the enormous demand for tickets led to the addition of a third in Hachinohe. All shows were sold out, 7,900 spectators per day in the first city, 3,000 per day in the second. An hour and a half of show opened by six minutes of warm-up, something that was previously imaginable for a show, and then programs performed live alternating with videos broadcast on the giant screen, in an original creation that captured the spectators and was appreciated by critics to the point of winning the Grand Prix in the Best Relay Broadcast category of the JSBA Original Program Awards.

Two dates of the show were broadcast live on television in Japan by Asahi and in live viewing in a number of cinemas between 81 (Yokohama 2) and 77 (Hachinohe 3), the other three dates were broadcast deferred by Asahi .

The lineup (some programs were only partially performed):

  • Seimei
  • Change
  • Let’s Go Crazy/Hana ni nare/Otoñal/Étude in D-sharp minor (programs performed on different days)
  • Spartacus/Hello, I Love You/Mission: Impossible II/Somebody to Love/Sing, Sing, Sing (programs performed on different days)
  • Romeo+Juliet (program started with an old video and ended live on the rink)
  • A Fleeting Dream (new program choreographed by Hanyu and accompanied by Rhizomatiks with projection mapping, preceded by the Dreamy Aspiration video)
  • Haru yo, koi (program accompanied by projection mapping)
  • Parisian Walkways

The official website:

https://prologue-official.jp

The Wikipedia page:

https://en.wikipedia.org/wiki/Prologue_(ice_show)

On February 26, 2023, Hanyu interpreted Gift, the first ice event ever held at the Tokyo Dome. The setup was grandiose with two orchestras, including the Tokyo Philharmonic Orchestra, a dance troupe, a giant screen of truly colossal dimensions and remarkable special effects. The direction is by Mikiko, with whom Hanyu began collaborating on Prologue. The show was sold out, with 35,000 people present on Tokyo Dome, another 30,000 in the cinemas and theaters where the live viewing was broadcast, and a live television broadcast in Japan on Disney+ and in the rest of the world on Globe Coding (with subtitles in several languages). The show, excluding the ice-making break, lasted over two hours. The show was later made available worldwide, with subtitles in around thirty languages, on Disney+.

The lineup (some programs were only partially performed):

  • The Firebird
  • Hope and Legacy
  • One Summer’s Day (new program choreographed by David Wilson)
  • Ballade N. 1 in G minor (program started with a video recorded in the gym and finished live on the rink)
  • Introduction and rondo capriccioso (preceded by the warm up)
  • Let Me Entertain You
  • Ashura-chan (new program choreographed by Hanyu)
  • The Phantom of the Opera
  • A Fleeting Dream
  • Notte stellata
  • Boku no koto (video projected on the giant screen together with the credits)
  • Haru yo, koi
  • Seimei

The official website:

https://gift-official.jp/index_en.html

The Wikipedia page:

https://en.wikipedia.org/wiki/Gift_(ice_show)

Between 2023 and 2024 Hanyu was the protagonist of one solo-tour, Re_Pray. Initially the show was supposed to take place in three cities, in the end a fourth was added. There are two dates for each city, all the shows were sold out: 14,000 people a day in Saitama, 5,500 in Saga, 7,000 in Yokohama and 5,800 in Rifu. A date in each city was broadcast live in Japan on Asahi and in the rest of the world, with subtitles in multiple languages, on Beyond_Live. The other four dates were broadcast deferred on Asahi. For the dates broadcast live, a live viewing was also organized in a number of theaters between 72 and 130 (also counting some theaters in Hong Kong, Taiwan and South Korea). No live music or other performers like in Gift, but again Mikiko’s direction for another show of about two hours with projection mapping, various types of effects and a remarkable narration. In addition to Hanyu’s skating, which continues to offer shows with a much higher technical content than that of the competition programs.

The lineup (some programs were only partially performed):

  • A Fleeting Dream
  • Gate of Living (new program choreographed by Mikiko)
  • Hope and Legacy (first day)/Ashura-chan (second day)
  • Megalovania (new program choreographed by Hanyu and preceded by a video of Hanyu who, off the ice, performs various acrobatics – including an axel – to try to avoid obstacles, like a video game character would do)
  • The Darkness of Eternity (new program choreographed by Hanyu and preceded by the warm up)
  • A Fleeting Dream_RE (reinterpretation of the first program of the show)
  • Requiem of Heaven and Earth
  • One Summer’s Day
  • Haru yo, koi
  • Estpolis II: Rise of the Sinistrals (program recorded in the Ice Rink in Sendai and broadcast on the giant screen together with the closing credits)
  • Let Me Entertain You
  • Seimei
  • Introduction and rondo capriccioso

The official website:

https://repray-icestory.jp

The Wikipedia page:

https://en.wikipedia.org/wiki/Repray_Tour

Notte stellata

Notte stellata is not a Hanyu show, even though he is the chairperson and without him the show would make no sense. Dedicated to the memory of the 2011 Tohoku earthquake, it took place in Rifu’s Sekisui Heim Super Arena, a building that had been temporarily used as a morgue after the earthquake.

The first edition of Notte stellata took place between 10 and 12 March 2023, the second between 8 and 10 March 2024. The small cast is made up of skaters who for different reasons were important for Hanyu or for Tohoku. In addition to Hanyu, they are Violetta Afanasieva, Shae-Lynn Bourne, Jason Brown, Javier Fernandez (only in the second edition), Rika Hongo, Satoko Miyahara, Takahito Mura, Akiko Suzuki and Keiji Tanaka. They were joined in 2023 by the gymnast Kohei Uchimura, in 2024 by the actress Mao Daichi.

On both occasions the show was opened by Hanyu with the program Notte stellata, followed by a group number performed by all the skaters except Hanyu on Twinkling Stars of Hope. The first half of the show, in both editions, was closed by a program in collaboration with the special guest. In 2023 Hanyu performed Conquest of Paradise, a new program choreographed partly by David Wilson and partly by himself, together with Uchimura, who performed on a springboard placed next to one of the short sides of the rink. In 2024 Hanyu performed Carmina Burana, with choreography partly by Shae-Lynn Bourne and partly by Rino Masaki, together with Daichi, who performed on a stage placed next to one of the short sides of the rink. In both cases the second part of the show was opened by a group number performed on the rink by several skaters and on a giant screen by Hanyu. The songs chosen were Dynamite in 2023 and Permission to Dance in 2024. Hanyu returned to the rink towards the end of the show to perform in 2023 Haru yo, koi, in 2024 a new program choreographed by David Wilson, Danny Boy. The show concluded with a group number to Song of Hope, choreographed by David Wilson.
Notte stellata was sold out on all dates, 6,000 spectators per day in 2023, 6,100 in 2024. All dates were broadcast live in Japan on Hulu and in live viewing in a number of theaters varying between 62 and 82.

The official website:

https://nottestellata.com

The Wikipedia page:

https://en.wikipedia.org/wiki/Yuzuru_Hanyu_Notte_Stellata

Several videos are available on the official Nippon TV channel, although it should be noted that some are only available for a limited period of time due to music copyright issues. This is the playlist with English subtitles (also includes some videos from News Every):

This, much longer, is the playlist only in Japanese (it also includes some videos from News Every):

Other shows

Between March 30 and April 10, 2023, Hanyu participated in the 10 dates of the Stars on Ice Japan tour. The tour visited three cities, with three shows in the first two cities and four in the last. Hanyu performed three different programs: The Phantom of the Opera on the first day in each city, Ashura-chan on the second (and in the last day of the tour), and One Summer’s Day on the third. As for the opening number, All These Things that I’ve Done, Hanyu skated the first minute alone, with choreography created by him.

Between May and June 2023 Hanyu participated in Fantasy on Ice, skating in the initial and final group numbers and performing one program. During the six dates of the tour A he interpreted a new program choreographed by himself, If…, with Issa and Kimi of Da Pump who performed live. During the six dates of the tour, B he interpreted another new program choreographed by him, Glamorous Sky, together with Mika Nakashima, who performed live. On the last date, in homage to Johnny Weir, who had announced his farewell to the show, he proposed an encore on the Otoñal step sequence not as he had performed it for a season and a half but in Weir’s version.

In 2024 Hanyu returned to Fantasy on Ice, this time only for the six dates of Tour A. Apart from the initial and final numbers, he performed two programs, Danny By and Meteor, the latter an original choreographed by him and presented together with T.M. Revolution, who performed live.

Publications

For all the shows Hanyu created various types of merchandising and at least one photo book. Other photo books have been done by photographers who regularly follow him, but there are so many that I have lost count (and I have certainly forgotten many other things). Show photo books are nice, but to a certain extent they are “normal” publications, in the sense that there is nothing surprising about publishing a photo book about a show. The most interesting ones in my opinion are Gift, the book illustrated by Clamp, and the Player Guide for Re_Pray. Two shows, Prologue and Gift, also have their own DVD/Blu ray version without subtitles (there are currently no known hypotheses of creating international versions). Books have also been made of Notte stellata, as well as the DVD/Blu ray of the 2023 edition.

Two other books are important: Aoi Honoo III and IV, the third and fourth parts of his autobiography, available only in Japanese. As with the previous volumes, also in this case Hanyu decided to donate his royalties to charity.

In conclusion…

In two years Hanyu has participated in countless television programmes, participated in I don’t know how many advertisements for his sponsors, published several books, created three innovative shows, conceived filmed and edited several videos for his YouTube channel and skated live (also if sometimes the number of people present was limited, or there was no television) on 51 occasions:

  • 1 SharePractice (August 2022)
  • 2 24-Hours TV 2022 (August 2022)
  • 3-7 Prologue (November-December 2022)
  • 8 Major’s Cup (December 2022)
  • 9 Gift (February 2023)
  • 10-12 Notte stellata 2023 (March 2023)
  • 13-22 Stars on Ice 2023 (March-April 2023)
  • 23-34 Fantasy on Ice 2023 (May-June 2023)
  • 35-42 Re_Pray (November 2023-April 2024)
  • 43-45 Notte stellata 2024 (March 2024)
  • 46-51 Fantasy on Ice 2024 (May-June 2024)

If in a season a skater normally presents two programs in competition, and two or three in exhibition, also considering the shows, in two years Hanyu has interpreted in whole or in part a very high number of programs, 23 of which are new, personally creating 15 choreography:

  • Hana ni nare (SharePractice, Prologue)
  • Seimei (SharePractice, 24-Hours TV, Prologue, Gift, Re_Pray)
  • White Legend (SharePractice)
  • Introduzione e rondò capriccioso (24-Hours TV, Gift, Re_Pray)
  • Change (YouTube, Prologue)
  • Dreamy Aspiration (new program choreographed by Hanyu for his YouTube channel)
  • Let’s Go Crazy (Prologue)
  • Otoñal (Prologue)
  • Étude in D-sharp minor (Prologue)
  • Spartacus (Prologue)
  • Hello, I Love You (Prologue)
  • Mission: Impossible II (Prologue)
  • Somebody to Love (Prologue)
  • From Russia with Love (Prologue)
  • Romeo+Giulietta (Prologue)
  • A Fleeting Dream (new program choreographed by Hanyu for Prologue. Skated again in Gift and in Re_Pray, in the latter case twice within each show in two slightly different versions)
  • Haru yo, koi (Prologue, Gift, Notte stellata 2023, Re_Pray)
  • Parisienne Walkways (Prologue, Major’s Cup)
  • Sing, Sing, Sing (Prologue)
  • Sasanqua (new program choreographed by Hanyu for his YouTube channel)
  • The Final Time Traveler (YouTube)
  • The Firebird (Gift)
  • Hope and Legacy (Gift, Re_Pray)
  • One Summer’s Day (new program choreographed by David Wilson for Gift. Performed again in Stars on Ice 2023 and in Re_Pray)
  • Ballade No. 1 in G minor (Gift)
  • Let Me Entertain You (Gift, Re_Pray)
  • Ashura-chan (new program choreographed by Hanyu for Gift. Performed again in Stars on Ice 2023 and in Re_Pray)
  • Phantom of the Opera (Gift, Stars on ice 2023)
  • Notte stellata (Gift, Notte stellata 2023, Notte stellata 2024)
  • Boku no koto – About Me (new program choreographed by Hanyu used as the credits for Gift and later uploaded to the his YouTube channel)
  • Conquest of Paradise (new program choreographed by David Wilson and Hanyu for Notte stellata 2023. Performed together with Kohei Uchimura)
  • Dynamite (new program performed in the gym and aired on the megascreen during the live exhibition of Shae-Lynn Bourne, Rika Hongo, Takahito Mura and Akiko Suzuki in Notte stellata 2023)
  • Song of Hope (new group number choreographed by David Wilson for the ending of Notte stellata 2023, skated again in Notte stellata 2024)
  • Requiem of Heaven and Earth (YouTube, Re_Pray)
  • All These Things that I’ve Done (initial solo part of the opening group number for Stars on Ice 2023 choreographed by Hanyu)
  • If… (new program choreographed by Hanyu for Fantasy on Ice 2023 tour A, performed with Da Pump’s Issa and Kimi, who sang live)
  • Glamorous Sky (new program choreographed by Hanyu for Fantasy on Ice 2023 tour B, performed with Mika Nakashima, who sang live)
  • Otoñal (step sequence in the version skated in competition by Johnny Weir, performed as an encore at the end of the tour B of Fantasy on Ice 2023)
  • Notre-Dame de Paris (YouTube, only for members)
  • Gate of Living (new program choreographed by Mikiko for Re_Pray)
  • Megalovania (new program choreographed by Hanyu for Re_Pray)
  • The Darkness of Eternity (new program choreographed by Hanyu for Re_Pray)
  • Estpolis II: Rise of the Sinistrals (new program choreographed by Hanyu used as the credits for Re_Pray and later uploaded to the his YouTube channel)
  • Goliath (new program choreographed by Hanyu for his YouTube channel)
  • Aqua’s Journey (new program choreographed by Hanyu for his YouTube channel)
  • Carmina Burana (new programma choreographed by Shae-Lynn Bourne and Rino Masaki for Notte stellata 2024. Performed together with Mao Daichi)
  • Permission to Dance (new program performed in the gym and aired on the megascreen during the live exhibition of Shae-Lynn Bourne, Rika Hongo, Takahito Mura, Akiko Suzuki and Keiji Tanaka in Notte stellata 2024)
  • Danny Boy (new program choreographed by David Wilson for Notte stellata 2024. Skated again in Fantasy on Ice 2024)
  • Meteor (new program choreographed by Hanyu for Fantasy on Ice 2024 tour A, performed with T.M. Revolution, who sang live)
  • Group numbers for Fantasy on Ice not choreographed by Hanyu: Ain’t No Mountain High Enough/Rising Heart and USA for tour A in 2023, History Maker and Stars for tour B in 2023, Ray of Light and High Pressure four tour A in 2024.

As for the technical elements, maybe sooner or later I will decide to count them. It’s clear that Hanyu couldn’t care less about the competition rules, as he breaks them whenever he wants, because his focus is on the artistic aspect of the programs. This does not mean that he gives up on difficulties, in all his shows he has performed numerous quadruples. Sometimes he made mistakes, which is inevitable when you do difficult things, but if Re_Pray contains about three quarters of an hour of skating, with 5 or 6 quads (in The Darkness of Eternity there are 4S, 4T and combination 4T+1Eu+3S+1Eu+3S, in the warm up I think he sometimes did two, sometimes three quadruples), I don’t know how many 3A and 16 spins, it’s clear that the technical level is very high. However, the Zayak rule has been set aside since the Seimei of Prologue, with its three 3A, and with Parisienne Walkways at the Major’s Cup, with the 3A+3T combination, prohibited for years in a short program. We haven’t seen the 4Lo in the shows, only in the SharePractice and in some recorded video, where he also performed it in sequence with a 3A. If he doesn’t do it on the shows, it’s a choice that I understand perfectly and that I agree with, even if it’s not up to me to say something about his choices. He is the one who skates, he is the artistic director, his decisions are his. In fact, if other strong skaters were already incredulous for the technical difficulties of Prologue, with the subsequent shows Hanyu only continued to increase the technical difficulties, which far exceed those of a competition, and at the same time he wrote three stories, demonstrating ever-increasing narrative skills, and refined his technique by working on every detail. His first two years as a professional have been extraordinary, and I have no doubt that Hanyu will find a way to surprise us again.

And, speaking of 4Lo…

Happy Anniversary, Hanyu-sama.

Italiano

Il 19 luglio 2022 Yuzuru Hanyu ha annunciato di aver deciso di lasciare le gare e di voler passare al professionismo. Una decisione non sorprendente, dopo che ha gareggiato per tre interi cicli olimpici stabilendo una quantità di primati impressionante. Ma le sue attività pubbliche di questi due anni non sono da meno.

Media

L’annuncio del passaggio al professionismo è avvenuto in una conferenza stampa durata quasi un’ora e trasmessa in diretta su internet. Questi due video contengono solo una parte della conferenza stampa, ma su Youtube è possibile attivare i sottotitoli in inglese.

Il gruppo Facebook YUZURU HANYU – Italian FB Fan Group ha iniziato un lavoro importante per cercare di analizzare tutti gli aspetti della carriera di Hanyu. Le cose da fare sono ancora tantissime, ma è possibile leggere la traduzione in italiano della Dichiarazione di determinazione fatta da Hanyu quel giorno su questa pagina.

In seguito Hanyu è apparso in diverse trasmissioni televisive. Se non ne sto dimenticando nessuna, quelle legate all’addio alle gare sono state nell’immediato Hodo Station, News Zero e The Never Ending Challenges e in settembre cinque apparizioni su canali locali di Sendai o del Tohoku.

Per quanto per Hanyu siano importanti, tralascio quasi totalmente le attività legate ai suoi sponsor, mi limito a ricordare che nel momento del passaggio al professionismo hanno confermato la loro sponsorizzazione Ajinomoto, ANA (la collaborazione è terminata nell’autunno del 2023), Citizen, Nishikawa (la collaborazione è terminata nell’autunno del 2024), Phiten, Sekkisei, Towa Pharmaceutical, e che c’è una collaborazione molto stretta con TV Asahi. Per loro ha realizzato video, foto e audio vari, alcuni dei quali sono diventati virali.

Nel corso del tempo diversi canali televisivi hanno realizzato trasmissioni speciali incentrate su di lui. Mi limito a ricordare rapidamente suoi incontri con Shae-Lynn Bourne, con Kohei Uchimura, con Mao Daichi, o il fatto che sono stati trasmessi diversi speciali dedicati agli show di cui è stato protagonista.

Nel dicembre del 2022 è stato ospite della trasmissione radio di Yuming All Night Nippon Gold. Alla fine del mese Hanyu ha partecipato per la seconda volta come giudice al Kohaku Uta Gassen. In gennaio è stato ospite di Shinya Kiyozuka nella sua trasmissione Classic TV. In maggio è stato invitato da Tetsuko Kuroyanagi in un’edizione speciale della Tetsuko’s Room. In agosto è apparso nel programma Ogen-san di Gen Hoshino. In ottobre è stato protagonista della Switch Interview insieme a Koichi Domoto. È stata invece diffusa solo come testo, con traduzione anche in inglese, una sua conversazione con Shigesato Itoi.

https://www.1101.com/n/s/yuzuru_hanyu2024_en/index.html

Il 7 dicembre 2023 Hanyu ha festeggiato il suo compleanno su internet, nel Metaverso Roppongi, insieme a 35.000 fan.

Oltre il pattinaggio

Il 29 settembre Hanyu ha partecipato come ospite speciale alla cerimonia di celebrazione per i cinquant’anni della normalizzazione dei rapporti diplomatici fra Cina e Giappone.

L’11 ottobre sono stati annunciati i nomi dei vincitori del Kikuchi Kan Prize, e fra questi nomi c’è anche quello di Hanyu. Nato come un premio letterario, in seguito è stato assegnato anche a coloro che hanno contribuito in vario modo a diffondere la cultura giapponese. Il premio è stato consegnato il 2 dicembre, anche se Hanyu non ha potuto essere presente alla cerimonia, per la quale ha realizzato un video di ringraziamento, perché era impegnato con Prologue.

Altri premi ricevuto da Hanyu sono il Grand Prize Google Search Award, il Face of the Year di Yahoo Giappone, il Japan PR Award e lo Special Achievement Award della Japan Skating Federation.

In ottobre Hanyu è comparso sulla copertina di Aera. le foto del servizio di cui è stato protagonista sono state realizzate da Mika Ninagawa. Una foto di questo servizio è stata inserita nella mostra Hokusai: Inspiration and Influence che si è tenuta al Museum of Fine Arts di Boston fra il 26 marzo e il 16 luglio 2023 e nel Seattle Art Museum fra il 19 ottobre 2023 e il 21 gennaio 2024.

Alcuni costumi di Hanyu, o manifesti incentrati su di lui realizzati durante la sua carriera agonistica sono stati esposti all’interno di diverse mostre.

Nel maggio del 2022 il film Beijing 2022, dedicato ai Giochi olimpici del 2022 e avente in lui uno dei protagonisti, è stato distribuito a livello mondiale. Il film ha vinto la Guirlande d’Honneur al Milano International Sport Movies & TV Festival 2023.

Come avviene da diversi anni, Hanyu continua a essere celebrato nella città di Kakuda attraverso l’arte tanbo, con la sua immagine realizzata in un campo di riso grazie all’utilizzo di piante di riso dai colori diversi. Nel 2023 Hanyu è stato raffigurato, vicino al fondatore di Sendai Date Masamune, con il costume di Notte stellata. Nel 2024 è stato raffigurato mentre interpreta One Summer’s Day.

Nell’estate del 2023 Hanyu è apparso sulla copertina di Elle Japan con indosso abiti Gucci. La collaborazione fra le prestigiose firme ha portato all’inaugurazione della Ginza Gallery di Gucci con la mostra fotografica Yuzuru Hanyu: A Journey Beyond Dreams featured by Elle e a quella di due video, disponibili con sottotitoli in inglese:

Il 14 marzo 2024 Hanyu è stato ufficialmente nominato Brand Ambassador di Gucci. Oltre a essere apparso sulla copertina di GQ Japan e ad aver registrato alcuni audio per Gucci, è stato protagonista di una seconda mostra alla Ginza Gallery, In Focus: Yuzuru Hanyu Lensed by Jiro Konami.

Calamità naturali

Hanyu ha partecipato a 24-Hours TV ininterrottamente fra il 2014 e il 2022. Nel 2022 ha interpretato una versione perfetta di Introduzione e rondò capriccioso.

Nel corso del tempo sono state annunciate diverse donazioni fatte da Hanyu o da associazioni collegate a lui. Sono note donazioni legate a due terremoti, quello in Turchia dell’inizio del 2023 e quello che il 1 gennaio del 2024 ha devastato la Penisola di Noto, sulla costa occidentale del Giappone (in questo caso le donazioni sono state due), e all’Ice Rink di Sendai.

Nel dicembre del 2022 è stato annunciato che Hanyu avrebbe collaborato occasionalmente con News Every di NTV con una trasmissione speciale intitolata Yuzuru Hanyu, Thoughts I want to convey e dedicata alle calamità naturali e alla prevenzione dai disastri. Il primo episodio, trasmesso il 13 marzo 2023, è stato dedicato alla cittadina di Tomioka, evacuata in seguito all’incidente della centrale nucleare di Fukushima Daiichi. Il secondo episodio, trasmesso il 5 luglio 2023, è stato incentrato sulla prefettura di Kumamoto, nel 2020 fortemente danneggiata da alcune frane provocate dalle forti piogge. Il terzo episodio, dedicato al lavoro dei soccorritori che operano nelle aree colpite da una calamità naturale, è stato trasmesso il 15 dicembre 2023. Il quarto episodio, dedicato alla città di Wajima e al terremoto che il 1 gennaio 2024 ha devastato la Penisola di Noto, è stato trasmesso il 9 luglio 2024. Le registrazioni di queste trasmissioni sono state caricate da News Every su YouTube:

https://www.youtube.com/hashtag/newsevery

Sendai

Il 18 ottobre 2022 a sorpresa si è presentato alla Major’s Cup di Sendai, una gara creata con i soldi da lui donati dopo aver vinto il secondo oro olimpico, e ha pattinato Parisienne Walkways prima dell’inizio della gara.

Hanyu continua a prestare il suo volto come ambasciatore dell’evento di ciclismo Tour de Tohoku.

Da diversi anni Hanyu ricopre il ruolo di ambasciatore per il turismo della città di Sendai. In questa veste ha realizzato un video, disponibile anche nella versione con sottotitoli in inglese:

Nel momento in cui la città di Sendai ha deciso di rinnovare la Xebio Arena e di trasformarla in una pista del ghiaccio permanente Hanyu ha espresso il suo sostegno. In seguito è apparso nei social media della città per fornire informazioni su Sendai e le sue strutture.

Social media ufficiali

Il 7 agosto Hanyu ha aperto il suo primo canale social, quello di YouTube: https://www.youtube.com/@hanyuyuzuru2624

はじめまして。[Nice to meet you] https://www.youtube.com/watch?v=InG5mJQgPuk

Il primo video è solo in giapponese, poco più di un minuto in cui Hanyu si limita a informare di aver aperto il canale.

2 チャンネルのこと。[About the channel] https://www.youtube.com/watch?v=1FtplF-LBe4

Video registrato all’Ice Rink Sendai. Hanyu parla un po’ del canale e dà l’appuntamento per la SharePractice del giorno dopo. Contiene tre salti e una trottola, ripresi da inquadrature insolite.

羽生結弦「SharePractice」ライブ配信 https://www.youtube.com/watch?v=MY3dlxt9MvQ

Registrazione di due ore di allenamento trasmesse in diretta YouTube. Fra i momenti più importanti dell’allenamento vi sono l’esecuzione della combinazione 4Lo+3T, ancora mai atterrata in gara da nessuno, e una riproposizione perfetta di Seimei con il layout dei Giochi olimpici del 2018.

3. プロローグ [Prologue] https://www.youtube.com/watch?v=C0IO_knQDCI

Il nuovo video contiene due programmi, Change, un suo programma di esibizione fin fa quando gareggiava nella categoria junior, e Dreamy Aspiration, un programma nuovo coreografato da lui. Fra i due programmi parla, e stavolta le sue parole sono accompagnate da sottotitoli in inglese, il riconoscimento che non solo i fan giapponesi, ma anche quelli internazionali, hanno continuato a seguirlo. Non tutti i video saranno sottotitolati perché per i sottotitoli serve tempo, ma per quanto possibile Hanyu cerca di farsi capire da tutti. In questo video parla, fra l’altro, del suo progetto di aprire una sezione del suo canale riservata agli abbonati. Non sarà molto attivo, ha troppi impegni per poter pubblicare spesso qualcosa, anche perché lui sulla qualità non transige: i video devono essere fatti bene, e questo richiede tempo. Hanyu ha detto esplicitamente che possiamo parlare dei video che si trovano nella sezione per abbonati, a meno che non è lui a chiederci il contrario. Io non intendo soffermarmi su tutti, alcuni sono semplicemente audio in cui parla sopra un’immagine fissa, con al massimo un salto posto alla conclusione del video. I commenti sono sempre interessanti, ma chi li vuole ascoltare o leggere si deve abbonare. Quelli che mi interessano ora sono i programmi. Fra i video pubblicati nella sezione per abbonati ci sono le versioni di Change e di Dreamy Aspiration riprese da una telecamera fissa, senza alcun tipo di editing. Anche un altro video legato a Prologue, la versione di Seimei pattinata da Hanyu il primo giorno a Yokohama, si trova nella sezione per abbonati del canale.

HANYU YUZURU – 『サザンカ』(SEKAI NO OWARI) [Sasanqua] https://www.youtube.com/watch?v=IMP3OAIMFAM

Programma inedito coreografato da Hanyu su una musica che aveva accompagnato uno dei video di Prologue. Anche parte delle immagini che Hanyu ha montato accanto a sé hanno fatto parte di Prologue.

4 .『The Final Time Traveler』for『GIFT』https://www.youtube.com/watch?v=v4qvSQWB2ao

Programma di esibizione creato per Fantasy on Ice nel 2014 e presentato da Hanyu nei gala nella stagione 2014-15.

HANYU YUZURU – 『僕のこと』(Mrs. GREEN APPLE) [Boku no koto – About Me] https://www.youtube.com/watch?v=nchu9Ku9dOQ

Programma inedito coreografato da Hanyu e usato come titoli di coda in Gift. Nella sezione per abbonati del canale YouTube è possibile guardare la versione non editata del programma.

HANYU YUZURU -『天と地のレクイエム』2023.3.11 [Requiem of Eaven and Earth] https://www.youtube.com/watch?v=JcwPPRjVOqs

Programma di esibizione creato per Fantasy on Ice nel 2015 e presentato da Hanyu nei gala nella stagione 2015-16.

[Notre-Dame de Paris]

Programma libero portato in gara nella stagione 2012-13. È il primo libero coreografato per Hanyu dopo il suo trasferimento in Canada, e la parte finale di questo programma è l’ultima cosa che ha interpretato in pubblico da pattinatore dilettante, alla conclusione di Fantasy on Ice 2022. Il video, filmato e montato da Hanyu, così come gli altri presenti sul canale, si trova nella sezione per abbonati.

5-1 .『Goliath』for『→RE_PRAY←』https://www.youtube.com/watch?v=H-OOrrd2PDA

In preparazione di Re_Pray Hanyu ha filmato una decina di minuti di un allenamento e li ha caricati nella sezione per abbonati del suo canale. Nella stessa sezione c’è una versione di Goliath interpretata in palestra, con telecamera fissa e senza effetti speciali. Il programma è un inedito coreografato da Hanyu.

5-2 .『アクアの旅路』for『→RE_PRAY←』 [Aqua’s Journey] https://www.youtube.com/watch?v=IipV02ot_1c

Programma inedito coreografato da Hanyu. Una versione diversa – in questo caso Hanyu inizia a pattinare rivolto verso il lato corto della pista, nell’altro è rivolto verso il lato lungo – ripresa da una telecamera fissa e senza effetti speciali si trova nella versione per abbonati del canale.

HANYU YUZURU – 『地上を救う者~エストポリス伝記Ⅱメドレー~』from『→RE_PRAY←』 [Estpolis II] https://www.youtube.com/watch?v=NVY9Txe3AH8

Programma coreografato da Hanyu e realizzato con la collaborazione di Geek Pictures. Usato come titoli di coda in Re_Pray, anche se dalla versione di Re_Pray è stata fatta una rielaborazione per aggiungere immagini provenienti dallo show.

Nella sezione per abbonati c’è un altro video interessante, lo studio per una coreografia fatto in palestra. Hanyu sta lavorando a un programma nuovo che dovrebbe pubblicare in agosto per gli abbonati e in seguito per tutti.

Altri canali social di Hanyu, due generali e altri dedicati a un singolo show, si trovano su Twitter e su Instagram.

羽生結弦official_Staff 公式

『プロローグ』 [Prologue]

Yuzuru Hanyu ICE STORY 2023 “GIFT”

絵本GIFT

羽生結弦 notte stellata 2024【公式】

Yuzuru Hanyu ICE STORY 2nd “RE_PRAY” TOUR

https://www.instagram.com/yuzuruofficial_

https://www.instagram.com/nottestellata2024

Solo show

Con Prologue Hanyu ha inaugurato il concetto di solo show (su ghiaccio). Lo show si è svolto in due città, Yokohama e Hachinohe. Inizialmente sarebbero dovute essere due date per città, l’enorme richiesta di biglietti ne ha fatta aggiungere una terza a Hachinohe. Tutti gli spettacoli hanno fatto registrare il tutto esaurito, 7.900 spettatori al giorno nella prima città, 3.000 al giorno nella seconda. Un’ora e mezza di spettacolo aperti da sei minuti di riscaldamento, qualcosa che in precedenza era immaginabile per uno show, e poi programmi interpretati dal vivo alternati a video trasmessi sul megaschermo, in una creazione originale che ha catturato gli spettatori e che è stata apprezzata dalla critica al punto da vincere il Grand Prix nella categoria Best Relay Broadcast della JSBA Original Program Awards.

Due date dello show sono state trasmesse in diretta televisiva in Giappone da Asahi e in livewieving in un numero di sale cinematografiche compreso fra le 81 (Yokohama 2) e le 77 (Hachinohe 3), le altre tre date sono state trasmesse in differita da Asahi.

La scaletta (alcuni programmi sono stati interpretati solo in parte):

  • Seimei
  • Change
  • Let’s Go Crazy/Hana ni nare/Otoñal/Étude in D-sharp minor (programmi eseguiti in giorni diversi)
  • Spartacus/Hello, I Love You/Mission: Impossible II/Somebody to Love/Sing, Sing, Sing (programmi eseguiti in giorni diversi)
  • Romeo+Giulietta (programma iniziato con un video di repertorio e finito dal vivo in pista)
  • A Fleeting Dream (programma inedito coreografato da Hanyu e accompagnato dai Rhizomatiks con il projection mapping, preceduto dal video di Dreamy Aspiration)
  • Haru yo, koi (programma accompagnato dal projection mapping)
  • Parisienne Walkways

Il sito ufficiale:

https://prologue-official.jp

La pagina Wikipedia (in inglese):

https://en.wikipedia.org/wiki/Prologue_(ice_show)

Il 26 febbraio 2023 Hanyu ha interpretato Gift, il primo evento su ghiaccio mai svoltosi al Tokyo Dome. L’allestimento è stato grandioso con due orchestre, fra cui la Tokyo Philharmonic Orchestra, un corpo di ballo, uno schermo gigante di dimensioni davvero colossali ed effetti speciali notevoli. La regia è di Mikiko, con cui Hanyu aveva iniziato a collaborare in Prologue. Lo show ha fatto registrare il tutto esaurito, 35.000 persone presenti sul posto, altre 30.000 circa nelle sale cinematografiche e teatrali in cui è stato trasmesso il livewieving, e una diretta televisiva in Giappone su Disney+ e nel resto del mondo su Globe Coding (con sottotitoli in diverse lingue). Lo show, al netto della pausa di rifacimento del ghiaccio, è durato oltre due ore. In seguito lo show è stato reso disponibile in tutto il mondo, con sottotitoli in una trentina di lingue, su Disney+.

La scaletta (alcuni programmi sono stati interpretati solo in parte):

  • The Firebird
  • Hope and Legacy
  • One Summer’s Day (programma inedito coreografato da David Wilson)
  • Ballade N. 1 in G minor (programma iniziato con un video registrato in palestra e finito dal vivo in pista)
  • Introduzione e rondò capriccioso (preceduto dal warm up)
  • Let Me Entertain You
  • Ashura-chan (programma inedito coreografato da Hanyu)
  • Il fantasma dell’opera
  • A Fleeting Dream
  • Notte stellata
  • Boku no koto (video proiettato sul megaschermo insieme ai titoli di coda)
  • Haru yo, koi
  • Seimei

Il sito ufficiale:

https://gift-official.jp/index_en.html

La pagina Wikipedia (in inglese):

https://en.wikipedia.org/wiki/Gift_(ice_show)

Fra il 2023 e il 2024 Hanyu è stato protagonista di un solo tour, Re_Pray. Inizialmente lo show si doveva svolgere in tre città, alla fine ne è stata aggiunta una quarta. Si tratta di due date per ogni città, tutti gli show hanno fatto registrare il tutto esaurito: 14.000 persone al giorno a Saitama, 5.500 a Saga, 7.000 a Yokohama e 5.800 a Rifu. Una data in ciascuna città è stata trasmessa in diretta in Giappone su Asahi e nel resto del mondo, con sottotitoli in diverse lingue, su Beyond_Live. Le altre quattro date sono state trasmesse in differita su Asahi. Per le date trasmesse in diretta è stato organizzato anche un livewiewing in un numero di sale compreso fra le 72 e le 130 (contando anche alcune sale a Hong Kong, Taiwan e Corea del Sud). Niente musica dal vivo o altri performer come in Gift, ma nuovamente la regia di Mikiko per un altro spettacolo di circa due ore con projection mapping, effetti di vario tipo e una narrazione notevole. Oltre al pattinaggio di Hanyu, che continua a proporre show dal contenuto tecnico molto superiore rispetto a quello dei programmi di gara.

La scaletta (alcuni programmi sono stati interpretati solo in parte):

  • A Fleeting Dream
  • Gate of Living (programma inedito coreografato da Mikiko)
  • Hope and Legacy (primo giorno)/Ashura-chan (secondo giorno)
  • Megalovania (programma inedito coreografato da Hanyu e preceduto da un video di Hanyu che, fuori dal ghiaccio esegue diverse acrobazie – fra cui è riconoscibile un axel – per cercare di evitare gli ostacoli, come farebbe il personaggio di un videogioco)
  • The Darkness of Eternity (programma inedito coreografato da Hanyu e preceduto dal warm up)
  • A Fleeting Dream_RE (reinterpretazione del primo programma dello show)
  • Requiem of Heaven and Earth
  • One Summer’s Day
  • Haru yo, koi
  • Estpolis II: Rise of the Sinistrals (programma registrato nell’Ice Rink di Sendai e trasmesso sul megaschermo insieme ai titoli di coda)
  • Let Me Entertain You
  • Seimei
  • Introduzione e rondò capriccioso

Il sito ufficiale:

https://repray-icestory.jp

La pagina Wikipedia (in inglese):

https://en.wikipedia.org/wiki/Repray_Tour

Notte stellata

Notte stellata non è uno show di Hanyu, anche se lui ne è il principale protagonista e senza di lui lo show non avrebbe senso. Dedicato alla memoria del terremoto del Tohoku del 2011, si è svolto nella Sekisui Heim Super Arena di Rifu, un edificio che dopo il terremoto era stato temporaneamente usato come obitorio.

La prima edizione di Notte stellata si è svolta fra il 10 e il 12 marzo 2023, la seconda fra l’8 e il 10 marzo 2024. Il piccolo cast è composto da pattinatori che per motivi diversi sono stati importanti per Hanyu o per il Tohoku. Si tratta, oltre a Hanyu, di Violetta Afanasieva, Shae-Lynn Bourne, Jason Brown, Javier Fernandez (solo nella seconda edizione), Rika Hongo, Satoko Miyahara, Takahito Mura, Akiko Suzuki e Keiji Tanaka. A loro si sono affiancati nel 2023 il ginnasta Kohei Uchimura, nel 2024 l’attrice Mao Daichi.

In entrambe le occasioni lo show è stato aperto da Hanyu con il programma Notte stellata, seguito da un numero di gruppo interpretato da tutti i pattinatori tranne Hanyu su Twinkling Stars of Hope. La prima metà dello show, in entrambe le edizioni, è stata chiusa da un programma in collaborazione con l’ospite speciale. Nel 2023 Hanyu ha interpretato Conquest of Paradise, un programma inedito coreografato in parte da David Wilson e in parte da lui stesso, insieme a Uchimura, che si è esibito su una pedana collocata al fianco di uno dei lati corti della pista. Nel 2024 Hanyu ha interpretato Carmina Burana, con coreografia in parte di Shae-Lynn Bourne e in parte di Rino Masaki, insieme a Daichi, che si è esibita su un palco collocato al fianco di uno dei lati corti della pista. In entrambi i casi la seconda parte dello show è stata aperta da un numero di gruppo interpretato in pista da diversi pattinatori e su un megaschermo da Hanyu. I brani scelti sono stati Dynamite nel 2023 e Permission to Dance nel 2024. Hanyu è tornato in pista verso la fine dello show per interpretare nel 2023 Haru yo, koi, nel 2024 un programma inedito coreografato da David Wilson, Danny Boy. Lo show è stato concluso con un numero di gruppo su Song of Hope, coreografato da David Wilson.

Notte stellata ha fatto registrare il tutto esaurito in tutte le date, 6.000 spettatori al giorno nel 2023, 6.100 nel 2024. Tutte le date sono state trasmesse in diretta in Giappone su Hulu e in liveviewing in un numero di sale variabile fra le 62 e le 82.

Il sito ufficiale:

https://nottestellata.com

La pagina Wikipedia (in inglese):

https://en.wikipedia.org/wiki/Yuzuru_Hanyu_Notte_Stellata

Diversi video sono disponibili sul canale ufficiale di Nippon TV, anche se bisogna tenere presente che alcuni sono disponibili solo per un periodo di tempo limitato per questioni legate al copyright sulla musica. Questa è la playlist con sottotitoli in inglese (comprende anche alcuni video di News Every):

Questa, molto più lunga, è la playlist solo in giapponese (comprende anche alcuni video di News Every):

Altri show

Fra il 30 marzo e il 10 aprile 2023 Hanyu ha partecipato alle 10 date del tour giapponese di Stars on Ice. Il tour ha toccato tre città, con tre show nelle prime due città e quattro nell’ultima. Hanyu ha interpretato tre programmi diversi: Il fantasma dell’Opera il primo giorno in ogni città, Ashura-chan il secondo (e l’ultimo giorno del tour) e One Summer’s Day il terzo. Quanto al numero iniziale, All These Things that I’ve Done, Hanyu ha pattinato da solo il primo minuto, con coreografia ideata da lui.

Fra maggio e giugno del 2023 Hanyu ha partecipato a Fantasy on Ice, pattinando nei numeri di gruppo iniziale e finale e interpretando un programma a show. Nelle sei date del tour A ha proposto un inedito coreografato da lui stesso, If…, con Issa e Kimi dei Da Pump che si sono esibiti dal vivo. Nelle sei date del tour B ha proposto un altro inedito coreografato da lui, Glamorous Sky, insieme a Mika Nakashima, che si è esibita dal vivo. Nell’ultima data, in omaggio a Johnny Weir, che aveva annunciato il suo addio allo show, ha proposto un bis sulla sequenza di passi di Otoñal non come l’aveva portata lui in gara per una stagione e mezza ma nella versione di Weir.

Nel 2024 Hanyu è tornato a Fantasy on Ice, stavolta solo per le sei date del Tour A. A parte i numeri iniziali e finali ha interpretato due programmi, Danny By e Meteor, quest’ultimo un inedito coreografato da lui e presentato insieme a T.M. Revolution, che si è esibito dal vivo.

Pubblicazioni

Per tutti gli show Hanyu ha fatto realizzare merchandising di vario tipo e almeno un libro fotografico. Altri libri fotografici sono stati realizzati da fotografi che lo seguono abitualmente, ma sono così tanti che ho perso il conto (e sicuramente ho dimenticato tante altre cose). I libri fotografici degli show sono belli, ma entro certi limiti sono pubblicazioni “normali”, nel senso che non c’è nulla di sorprendente nella pubblicazione di un libro fotografico su uno spettacolo. Quelli secondo me più interessanti sono Gift, il libro illustrato dalle Clamp, e la Player Guide di Re_Pray. Due show, Prologue e Gift, hanno anche la loro versione in DVD/Blu ray senza sottotitoli (al momento non sono note ipotesi di realizzare versioni internazionali). Anche di Notte stellata sono stati realizzati libri, oltre che il DVD/Blu ray dell’edizione del 2023.

Altri due libri sono importanti: Aoi Honoo III e IV, la terza e la quarta parte della sua autobiografia, disponibile solo in giapponese. Come per i volumi precedenti, anche in questo caso Hanyu ha deciso di donare le sue royalties in beneficenza.

In conclusione…

In due anni Hanyu ha partecipato a un’infinità di trasmissioni televisive, realizzato non so quante pubblicità per i suoi sponsor, pubblicato diversi libri, ideato tre show innovativi, ideato filmato e montato diversi video per il suo canale YouTube e pattinato dal vivo (anche se qualche volta il numero di persone presenti era limitato, o non c’era la televisione) in 51 occasioni:

  • 1 SharePractice (agosto 2022)
  • 2 24-Hours TV 2022 (agosto 2022)
  • 3-7 Prologue (novembre-dicembre 2022)
  • 8 Major’s Cup (dicembre 2022)
  • 9 Gift (febbraio 2023)
  • 10-12 Notte stellata 2023 (marzo 2023)
  • 13-22 Stars on Ice 2023 (marzo-aprile 2023)
  • 23-34 Fantasy on Ice 2023 (maggio-giugno 2023)
  • 35-42 Re_Pray (novembre 2023-aprile 2024)
  • 43-45 Notte stellata 2024 (marzo 2024)
  • 46-51 Fantasy on Ice 2024 (maggio-giugno 2024)

Se in una stagione un pattinatore normalmente presenta due programmi in gara, e due o tre in esibizione, considerando anche gli show, in due anni Hanyu ha interpretato in tutto o in parte un numero altissimo di programmi, 23 dei quali nuovi, ideando personalmente 15 coreografie:

  • Hana ni nare (SharePractice, Prologue)
  • Seimei (SharePractice, 24-Hours TV, Prologue, Gift, Re_Pray)
  • White Legend (SharePractice)
  • Introduzione e rondò capriccioso (24-Hours TV, Gift, Re_Pray)
  • Change (YouTube, Prologue)
  • Dreamy Aspiration (programma inedito coreografato da Hanyu per il suo canale YouTube)
  • Let’s Go Crazy (Prologue)
  • Otoñal (Prologue)
  • Étude in D-sharp minor (Prologue)
  • Spartacus (Prologue)
  • Hello, I Love You (Prologue)
  • Mission: Impossible II (Prologue)
  • Somebody to Love (Prologue)
  • From Russia with Love (Prologue)
  • Romeo+Giulietta (Prologue)
  • A Fleeting Dream (programma inedito coreografato da Hanyu per Prologue. Riproposto in Gift e in Re_Pray, in quest’ultimo caso due volte all’interno di ciascuno show in due versioni lievemente diverse)
  • Haru yo, koi (Prologue, Gift, Notte stellata 2023, Re_Pray)
  • Parisienne Walkways (Prologue, Major’s Cup)
  • Sing, Sing, Sing (Prologue)
  • Sasanqua (programma inedito coreografato da Hanyu per il suo canale YouTube)
  • The Final Time Traveler (YouTube)
  • The Firebird (Gift)
  • Hope and Legacy (Gift, Re_Pray)
  • One Summer’s Day (programma inedito coreografato da David Wilson per Gift. Riproposto in Stars on Ice 2023 e in Re_Pray)
  • Ballade No. 1 in G minor (Gift)
  • Let Me Entertain You (Gift, Re_Pray)
  • Ashura-chan (programma inedito coreografato da Hanyu per Gift. Riproposto in Stars on Ice 2023 e in Re_Pray)
  • Il fantasma dell’Opera (Gift, Stars on ice 2023)
  • Notte stellata (Gift, Notte stellata 2023, Notte stellata 2024)
  • Boku no koto – About Me (programma inedito coreografato da Hanyu usato come titoli di coda per Gift e successivamente caricato sul canale YouTube)
  • Conquest of Paradise (programma inedito coreografato in parte da David Wilson e in parte da Hanyu per Notte stellata 2023. Interpretato insieme a Kohei Uchimura)
  • Dynamite (programma inedito interpretato in palestra e trasmesso sul megaschermo durante l’esibizione sul ghiaccio dal vivo di Shae-Lynn Bourne, Rika Hongo, Takahito Mura e Akiko Suzuki in Notte stellata 2023)
  • Song of Hope (numero di gruppo inedito coreografato da David Wilson per la conclusione di Notte stellata 2023 e Notte stellata 2024)
  • Requiem of Heaven and Earth (YouTube, Re_Pray)
  • All These Things that I’ve Done (parte iniziale da solista di un numero di gruppo iniziale per Stars on Ice 2023 coreografato da Hanyu)
  • If… (programma inedito coreografato da Hanyu per il tour A di Fantasy on Ice 2023, interpretato con Issa e Kimi dei Da Pump che si sono esibiti dal vivo)
  • Glamorous Sky (programma inedito coreografato da Hanyu per il tour B di Fantasy on Ice 2023, interpretato con Mika Nakashima che è sono esibita dal vivo)
  • Otoñal (sequenza di passi nella versione interpretata in gara da Johnny Weir eseguita come bis alla fine del tour B di Fantasy on Ice 2023)
  • Notre-Dame de Paris (YouTube, sezione riservata agli abbonati)
  • Gate of Living (programma inedito coreografato da Mikiko per Re_Pray)
  • Megalovania (programma inedito coreografato da Hanyu per Re_Pray)
  • The Darkness of Eternity (programma inedito coreografato da Hanyu per Re_Pray)
  • Estpolis II: Rise of the Sinistrals (programma inedito coreografato da Hanyu usato come titoli di coda per Re_Pray e successivamente caricato sul canale YouTube)
  • Goliath (programma inedito interpretato da Hanyu per il suo canale YouTube)
  • Aqua’s Journey (programma inedito interpretato da Hanyu per il suo canale YouTube)
  • Carmina Burana (programma inedito coreografato in parte da Shae-Lynn Bourne e in parte da Rino Masaki per Notte stellata 2024. Interpretato insieme a Mao Daichi)
  • Permission to Dance (programma inedito interpretato in palestra e trasmesso sul megaschermo durante l’esibizione sul ghiaccio dal vivo di Shae-Lynn Bourne, Rika Hongo, Takahito Mura, Akiko Suzuki e Keiji Tanaka in Notte stellata 2024)
  • Danny Boy (programma inedito coreografato da David Wilson per Notte stellata 2024. Riproposto in Fantasy on Ice 2024)
  • Meteor (programma inedito coreografato da Hanyu per il tour A di Fantasy on Ice 2024, interpretato con T.M. Revolution che si è esibito dal vivo)
  • Numeri di gruppo di Fantasy on Ice non coreografati da Hanyu: Ain’t No Mountain High Enough/Rising Heart e USA per il tour A del 2023, History Maker e Stars per il tour B del 2023, Ray of Light e High Pressure per il tour A del 2024.

Per quanto riguarda gli elementi tecnici, magari prima o poi deciderò di contarli. È evidente che a Hanyu delle regole di gara non potrebbe importare meno, visto che le infrange ogni volta che vuole, perché la sua focalizzazione è sull’aspetto artistico dei programmi. Questo non significa che rinuncia alle difficoltà, in tutti i suoi show ha eseguito numerosi quadrupli. Qualche volta ha commesso degli errori, cosa inevitabile quando si fanno cose difficili, ma se Re_Pray contiene circa tre quarti d’ora di pattinaggio, con 5 o 6 quadrupli (in The Darkness of Eternity ci sono 4S, 4T e combinazione 4T+1Eu+3S+1Eu+3S, nel warm up credo che a volte abbia fatto due, a volte tre quadrupli), non so quanti 3A e 16 trottole, è evidente che il livello tecnico è altissimo. Però la Zayak rule è stata accantonata fin dal Seimei di Prologue, con i suoi tre 3A, e con Parisienne Walkways alla Major’s Cup, con la combinazione 3A+3T, proibita da anni in un programma corto. Non abbiamo visto il 4Lo negli show, solo nella SharePractice e in qualche video registrato, in cui lo ha eseguito anche in sequenza con un 3A. Se non lo fa negli show, è una scelta che capisco perfettamente e che condivido, anche se non sta a me condividere le sue scelte. È lui che pattina, è lui il suo direttore artistico, le decisioni sono sue. Di fatto, se già altri pattinatori forti erano increduli di fronte alle difficoltà tecniche di Prologue, con gli show successivi Hanyu non ha fatto che continuare ad aumentare le difficoltà tecniche, che superano di gran lunga quelle di una gara, e allo stesso tempo ha scritto tre storie, dimostrando capacità narrative sempre maggiori, e ha raffinato la sua tecnica lavorando su ogni dettaglio. I suoi primi due anni da professionista sono stati straordinari, e non ho dubbi sul fatto che Hanyu troverà modo di sorprenderci ancora.

E, a proposito di 4Lo…

Felice anniversario, Hanyu-sama.

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